Categoria: Bilanci e Finanza

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CRISI: L’UPI ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE DELL’ANCE

“Non si può più aspettare, c’è bisogno di un accordo tra tutte le istituzioni e i partiti politici per cambiare il patto di stabilità e permettere a Province e Comuni di pagare le imprese. Stiamo mandando in rovina interi settori dell’economia italiana, perdendo posti di lavoro che potrebbero essere salvati, per i vincoli assurdi del patto di stabilità.

Abbiamo fermi dallo scorso anno 2,5 miliardi che servono proprio per pagare le spese dei cantieri per lavori che le imprese hanno già fatto e nel 2012 questa cifra salirà a 3 miliardi. Soldi che le imprese hanno diritto a ricevere subito. Per questo come Upi diamo pieno sostegno alla manifestazione dell’ANCE  ”.

Lo ha detto il Vice Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, annunciando  a Vicenza, nel corso di una Conferenza stampa sullo stato delle riforme sulle Province, la “piena e convinta adesione dell’Upi alla giornata del D DAY indetta dall’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili per il 15 maggio prossimo”.

 

“Questo Paese si sta fermando: in 4 anni le Province sono state costrette a tagliare gli investimenti del 47% , e se si bloccano gli investimenti degli Enti locali, si ferma l’economia, che in Italia è fondata sulle piccole e medie imprese.

E’ impensabile – ha detto Saitta – che in una situazione drammatica come quella che si trova a vivere il Paese, con la conta giornaliera di migliaia di posti di lavoro persi e di imprenditori che si suicidano per i debiti, non si riesca a trovare una soluzione per sbloccare almeno una parte dei soldi fermi nelle casse delle Province e dei Comuni. Non possiamo stare fermi ed aspettare che passi la crisi: dobbiamo intervenire subito a dare risposte.

 

E’ da questi interventi che si può ricominciare, che si può restituire ai cittadini la fiducia sulla buona amministrazione: tagliamo tutte le spese inutili, interveniamo con forza sui consumi della pubblica amministrazione, ma sblocchiamo subito gli investimenti, paghiamo le imprese che hanno lavorato e ripartiamo con un piano di piccole infrastrutture, sulle strade e le scuole pubbliche, per la difesa del suolo, di cui l’Italia ha un incredibile bisogno. Il buon governo di un Paese si giudica anche da questo”.

“Non sono sole le imprese a dovere avere soldi dallo Stato. Le Province sono creditrici  per quasi 3 miliardi. Non vorremmo essere costretti a inviare anche noi un decreto ingiuntivo con la richiesta di pagamento immediato – ha poi aggiunto il Vice Presidente dell’Upi, spiegando come – dai bilanci delle Province ci risulta che lo Stato ci deve, per mancati trasferimenti, 2 miliardi e 864 milioni di euro. Si tratta di vecchi trasferimenti erariali che spettavano alle Province e che non sono mai stati erogati, con cui noi abbiamo costruito i bilanci ma che, di fatto, sono rimasti fermi nelle casse dello Stato. Sono soldi che vogliamo usare per pagare le imprese e i fornitori, per sostenere l’economia locale, per fare ripartire gli investimenti. Se il Governo non provvede  al pagamento – ha concluso Saitta –  siamo pronti a mandare i decreti ingiuntivi”.

Secondo i dati Upi (vedi schede alla pagina seguente –  spese conto capitale) a causa dei tagli ai bilanci e dei vincoli al patto di stabilità, le spese per investimenti delle Province sono diminuite del – 47%  dal 2008 al 2011 (oltre 2 miliardi e 200 milioni in meno).

 

Nel 2011,  a causa dei vincoli del patto di stabilità, sono stati bloccati nelle casse delle Province 2,5 miliardi destinati alle imprese per lavori già eseguiti (vedi tabella stato avanzamento lavori). Secondo le stime Upi questa cifra arriverà a 3 miliardi nel 2012.

In allegato, le schede con le tabelle finanziarie

Documenti allegati:

Province: pagamenti alle imprese

“Continuo a leggere sui giornali notizie di ritardi o mancati pagamenti alle imprese da parte della Pubblica Amministrazione. Vorrei avanzare al governo la proposta di consentire agli enti locali virtuosi, che hanno sempre rispettato il Patto di stabilità, di pagare fino al 20% delle opere già realizzate”. E’ la richiesta del Coordinatore nazionale degli Assessori al bilancio delle Province, Antonio Rosati, Assessore della Provincia di Roma, secondo cui “questo consentirebbe di immettere liquidità e, per lo Stato, di recuperare l’IVA. Ricordo che ad oggi Comuni e Province hanno nelle proprie casse circa 8 miliardi di euro. Mi permetto di ricordare – sottolinea Rosati – che in questo momento di crisi generale gli enti locali con bilanci solidi sono gli unici a fornire servizi ai cittadini e a dare ossigeno alle imprese attraverso pagamenti puntuali: la Provincia di Roma ha finito di pagare i fornitori del 2011 con una media di 59 giorni. Temo tuttavia che per il 2012 la situazione sarà fortemente compromessa nonostante la solidità finanziaria recentemente rilevata anche dalla Corte dei Conti. Non è più possibile andare avanti con questo atteggiamento miope che evidentemente rifiuta di vedere una realtà fatta di imprese che chiudono, disoccupazione e disperazione. Per il Paese – conclude Rosati – l’imperativo è lo sviluppo”. 

 

 

 

Maltempo: Manifestazione Marche a Roma

“Pieno sostegno dell’Upi ai Presidenti di Provincia che oggi sono venuti a Roma per tutelare i diritti delle loro comunità.
Il Governo apra subito un tavolo per discutere insieme agli amministratori locali le soluzioni possibili. Certo che non si può immaginare di lasciare sole queste comunità , gli imprenditori, gli agricoltori che hanno perso tutto sotto la neve”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, a proposito della manifestazione in corso in Piazza Montecitorio a Roma, che vede centinaia di amministratori locali delle Marche, guidati dalle Province, per sollevare l’attenzione sui gravi danni subiti dalla Regione a seguito dell’emergenza neve del 2012.
“Ci sono stati danni per centinaia di migliaia di euro e il dramma vissuto da questi territori è anche il risultato dei tanti tagli di risorse e vincoli imposti con le ultime finanziarie a Province e Comuni. Se gli Enti locali non possono investire nella tutela del territorio, nella messa in sicurezza delle infrastrutture, nella salvaguardia idrogeologica, il Paese è sempre più fragile. Il patto di stabilità va cambiato, bisogna permettere a Province e Comuni di riprendere ad investire.
La manifestazione di oggi – conclude Castiglione – è l’ennesima dimostrazione del lavoro e dell’impegno delle Province per rappresentare le comunità che amministrano e sostenere le ragioni dei territori”.

Manifestazione Marche a Roma

“Domani a Roma ci sarà una grande manifestazione civile di tutti gli amministratori delle Marche, dai rappresentanti della Regione a tutti Presidenti di Provincia, che guideranno una delegazione di centinaia di cittadini che aspettano risposte. Chiediamo al Governo, che ancora non ha dato un segnale, di ricevere una delegazione di questi amministratori e di ascoltare le ragioni delle comunità, dei cittadini, degli imprenditori che rappresentano”. E’ l’appello che il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione,  rivolge al Governo in vista della manifestazione che vedrà domani a Roma, in piazza Montecitorio, centinaia di cittadini da tutta la Regione Marche per il “Marche Day”, mobilitazione indetta per richiamare l’attenzione, sensibilizzare e chiedere un gesto di solidarietà nazionale al Governo sulle gravi conseguenze avute dal territorio a seguito dell’emergenza maltempo, con l’alluvione del marzo 2011 e il “terremoto bianco” del febbraio
2012. “Credo – aggiunge Castiglione – che il Governo abbia il dovere di ascoltare questi amministratori, che sono a Roma solo per  tenere alta l’attenzione su un disastro ambientale che ha causato centinaia di milioni di euro di danni a strutture pubbliche e private, all’ economia, alle comunità che rappresentano. E che, lo ricordo,  nei giorni in cui l’Italia era ricoperta dalla neve hanno lavorato giorno e notte per cercare di limitare questi danni e di assicurare alle loro comunità servizi e  sostegno. Senza il lavoro di questi Presidenti di Provincia e di questi Sindaci ci saremmo trovati a contare danni, anche in termini di vite umane, davvero superiori. Meritano il rispetto che si deve alle istituzioni del Paese”.   

Fondo di riequilibrio: la Conferenza Stato Città accoglie le richieste Upi

Si allega la bozza di accordo recante le modalità di riparto del fondo sperimentale di riequilibrio per le Province, unitamente ai documenti UPI presentati ed accolti in sede di Conferenza Stato Città Autonomie locali svoltasi nella giornata del 1 marzo 2012.

Documenti allegati:

Dl semplificazioni tributarie: le Province chiedono modifiche in Conferenza Unificata

Il decreto sulla semplificazione fiscale taglia ulteriormente i bilanci delle Province della Sicilia e della Sardegna, perché prevede la cancellazione del gettito dovuto dall’addizionale dell’energia elettrica, senza che questo sia in alcun modo compensato da nuovi trasferimenti. Contro questa norma oggi l’Unione delle Province d’Italia, in Conferenza Unificata, ha chiesto modifiche , subordinando  il parere positivo al decreto all’accoglimento di un emendamento che preveda il reintregro dei fondi, 160 milioni di euro, alle Province di Sicilia e Sardegna.

“Non bastano i tagli già operati con le manovre finanziarie – sottolinea il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – per le Province delle Regioni a Statuto speciale se ne aggiungono di nuovi, con il decreto fiscale. Non possiamo in alcun modo accettare un meccanismo che non garantisce a queste Province di vedere compensate queste mancate entrate. L’unica modalità accettabile è di incrementare i trasferimenti erariali da parte del Ministero dell’Interno a favore delle Province di Sicilia e Sardegna per 160 milioni di euro”.

On line sul portale del Progetto Fabbisogni Standard i due nuovi questionari per la rilevazione dei fabbisogni standard per due funzioni provinciali: istruzione e gestione del territorio.

Pubblichiamo il Comunicato stampa del SOSE su Costi e Fabbisogni Standard: inizia la terza fase del monitoraggio che porterà al superamento della spesa storica

Istruzione pubblica e gestione del territorio saranno al centro della nuova rilevazione

Il 23 febbraio saranno online sul portale https://opendata.sose.it/fabbisognistandard/ tre nuovi questionari, uno per i Comuni e due per le Province,  progettati da SOSE, con la collaborazione di IFEL e UPI, per continuare la rilevazione che determinerà i Fabbisogni Standard di Comuni, Città metropolitane e Province, come previsto dal D.Lgs. n.216/2010. Sarà possibile visionare i questionari e procedere alla loro compilazione utilizzando le credenziali di accesso già in possesso di Comuni, Unioni di Comuni e Province.

Istruzione pubblica per Comuni e Province e gestione del territorio per le Province saranno al centro di questa nuova rilevazione che vedrà nuovamente coinvolti tutti gli Enti Locali ad esclusione di quelli appartenenti alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano.

Gli Enti Locali avranno 60 giorni di tempo, a far data dalla prossima pubblicazione in G.U. del nuovo Decreto Direttoriale del Dipartimento delle Finanze, per restituirli a SOSE debitamente compilati.

I questionari quindi sono 3: uno per i Comuni e Unioni di Comuni e due per le Province e   riguardano i servizi previsti dalle “Funzioni di Istruzione Pubblica”, per i Comuni e le Province, e quelli previsti dalle “Funzioni riguardanti la gestione del territorio” per le sole Province.

I dati da rilevare, di natura contabile e strutturale, fanno riferimento all’anno 2010.

Per i Comuni, e quindi per le “Funzioni di Istruzione Pubblica”, è prevista la somministrazione di un unico questionario (FC03U) che rileverà i dati riguardanti i servizi di:

 

  • Scuola dell’infanzia;
  • Altri ordini di scuola (primaria e secondaria di 1° grado, secondaria di 2° grado);
  • Assistenza scolastica, trasporto, refezione e altri servizi.

Per le Province le funzioni sono due ed è prevista la somministrazione di due questionari.

Per le “Funzioni di Istruzione pubblica” il questionario (FP02U) è volto all’acquisizione delle informazioni utili alla determinazione dei Fabbisogni Standard per i servizi di:

  • Istituti di istruzione secondaria;
  • Istituti gestiti direttamente dalla Provincia;
  • Formazione professionale ed altri servizi inerenti l’istruzione.

Per le “Funzioni riguardanti la gestione del territorio” sarà somministrato un unico questionario (FP04U) che acquisirà informazioni per i servizi di:

  • Viabilità;
  • Urbanistica e programmazione territoriale.

Per i Comuni il secondo questionario  che riguarderà  le “Funzioni nel settore sociale” (FC06U) sarà online entro fine marzo.

I Comuni e le Unioni di Comuni possono ricevere assistenza nella compilazione dei questionari rivolgendosi al servizio di call-center predisposto da IFEL al numero telefonico 06 88816323. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 16.30, per tutta la durata del periodo previsto per la compilazione dei questionari, oppure è possibile inviare una email all’indirizzo  [email protected]

Le Province possono ricevere assistenza nella compilazione dei questionari contattando il servizio di call-center predisposto da SOSE al numero telefonico 06 508311. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 16.30, per tutta la durata del periodo previsto per la compilazione dei questionari.

Per eventuali problemi di accesso si può inviare una email all’indirizzo [email protected]

CERTIFICAZIONI DELLE SPESE SOSTENUTE DALLE PROVINCE PER SPESE DI RAPPRESENTANZA

Nel link, decreto relativo alle certificazioni delle spese sostenute dalle Province per spese di rappresentanza pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 febbraio 2012.

http://www.finanzalocale.interno.it/circ/dec1-12.html

Liberalizzazioni, Castiglione. Sulle Province il Governo si contraddice. Nel decreto servizi pubblici ottimali a livello provinciale

“Le Province devono sparire ma i servizi pubblici locali devono organizzarsi a livello provinciale, perché solo questo è l’ambito ottimale idoneo per massimizzare l’efficienza dei servizi. Una contraddizione assurda, che emerge dal decreto liberalizzazioni, che ancora di più chiarisce che il progetto che si ha in mente è di affidare a società e consorzi provinciali quanto oggi gestiscono le Province”.
Lo rileva il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, riferendosi all’articolo 25 del Decreto liberalizzazioni, che stabilisce che, quanto  alla gestione dei servizi  pubblici locali, le Regioni dovranno organizzarne lo svolgimento in ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei individuati in riferimento a dimensioni comunque non inferiori alla dimensione del territorio provinciale.
“E’ chiaro a tutti, anche al Governo Monti, quindi, che ci sono alcune determinanti funzioni di area vasta che non possono essere gestite né dalle Regioni né dai Comuni: l’intento è solo quello di cancellare la rappresentanza democratica e affidare la gestione di questi servizi essenziali a Consigli di Amministrazioni ben più costosi delle Province e lontani da qualunque controllo democratico”.

Oggi proprio sul decreto liberalizzazioni il Coordinatore degli Assessori al Bilancio Upi, Antonio Rosati, Assessore al Bilancio della Provincia di Roma, è intervenuto in Audizione in Senato per presentare le richieste di modifiche dell’Upi.

In allegato, pubblichiamo il documento consegnato ai senatori. Tra le richieste principali: eliminare le norme che prevedono il ritorno alla Tesoreria unica e consentire alle Province di pagare i propri fornitori con tempestività.
“La norma sulla tesoreria unica è umiliante ed inaccettabile – ha detto Rosati – E’ una norma che riporta Regioni, Province e Comuni indietro di 30 anni – ha aggiunto – che limita qualunque autonomia e va nella direzione opposta a quella indicata proprio ieri dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha invitato il Paese ad andare avanti sulla strada del federalismo.
E’ evidente che il Governo sceglie invece la strada di accentrare e controllare le spese degli Enti, ci commissaria, e prende le nostre risorse per fare cassa. Per quanto riguarda le Province – ha detto Rosati – si tratta di circa 1 miliardo di euro.
Piuttosto – ha proseguito – il decreto sulle liberalizzazioni, che prevede anche norme per accelerare il pagamento ai creditori della Pubblica amministrazione, deve essere lo strumento per liberare le risorse bloccate dal patto di stabilità nelle Casse.
Il decreto prevede un fondo di 5,7 miliardi per fare fronte ai pagamenti dei fornitori della PA Centrale: noi chiediamo che almeno la metà di questo fondo sia destinato a Regioni ed Enti locali, che realizzano il 65% degli investimenti sui territori. Per quanto riguarda le Province, chiediamo di potere utilizzare almeno 500 milioni dei residui delle amministrazioni per pagare fornitori e imprese per opere già realizzate o in corso di completamento”.  

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IPT E REGIONI A STATUTO SPECIALE: LE PROVINCE SCRIVONO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

“Pur nella consapevolezza della garanzia costituzionale che, con particolare riferimento alle Province Autonome di Trento e Bolzano, i rispettivi Statuti hanno in materia di autonomia finanziaria, si ritiene debba allo stato attuale avviarsi una importante riflessione circa la possibilità che vengano ancora oggi autorizzate o quanto meno permesse forme neanche tanto surrettizie di dumping fiscale tra territori di uno stesso Paese, consentendo che determinate imprese, pur mantenendo la sede fiscale in Regioni a Statuto ordinario (dove si presume continuino, ad esempio, ad essere soggette all’IRAP), possano trarre indebiti vantaggi fiscali dall’utilizzo distorto, pur se non contrastante con alcune specifiche disposizioni, di strumenti idonei ad ottenere un risparmio fiscale”. Lo scrive il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una nota dettagliata inviata al Presidente del Consiglio, Mario Monti, sottolineando come “nella attuale situazione finanziaria, e nella consapevolezza della volontà e dello sforzo che il Governo sta attuando nella direzione delle liberalizzazioni, della ripresa della crescita economica e dell’equità fiscale, appare quanto meno singolare – e certamente anacronistico – il mantenimento di determinate posizioni di vantaggio in alcuni territori a scapito di altri, favorendo abuso del diritto così evidentemente distorsivo nei suoi effetti reali”.
In allegato, il testo della lettera.

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LE PROVINCE SCRIVONO AL GOVERNO MONTI: GRAVI DIFFICOLTA’ A PREDISPORRE I BILANC

“In queste settimane le Province sono impegnate nella predisposizione dei bilanci per il 2012, ed ovviamente rappresentano estreme difficoltà per gli equilibri di bilancio a fronte di questa imponente riduzione di risorse finanziarie”.  Lo sottolinea il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti, chiedendo “una riflessione circa la necessità di favorire, attraverso apposita norma di legge, l’espressa eliminazione della sospensione del potere di deliberare aumenti dei tributi e delle addizionali provinciali, previsto dall’art. 1, comma 123 della legge 13 dicembre 2010, n.220, con la quale si indicava nell’attuazione del federalismo fiscale il termine entro il quale restava confermata la sospensione di tale potere, essendo appunto stato emanato il decreto legislativo n.68/11”.
In allegato, il testo della lettera.

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