Categoria: Edilizia scolastica e Scuola

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Provincia di Reggio Emilia: Scuole, alla Provincia 7 milioni per 24 interventi

Sono ben 24, per un importo complessivo di 7 milioni di euro, gli interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole superiori che la Provincia di Reggio Emilia si è vista finanziare dal Ministero dell’Istruzione grazie al fondo nazionale di 855 milioni stanziato dalla Legge di bilancio 2020. “Si tratta di un’ottima notizia che, in aggiunta alla firma da parte del ministro Bianchi, avvenuta mercoledì, del Decreto sull’edilizia scolastica che assegna 1 miliardo e 125 milioni di euro per interventi di manutenzione straordinaria sulle superiori, conferma come, finalmente, la scuola sia tornata ad essere una priorità per il Paese”, commenta il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni.

Tra i 24 interventi, il più importante è certamente quello che prevede – in due lotti – l’adeguamento sismico dell’istituto tecnico Einaudi di Correggio, per il quale sono stati destinati ben 4 milioni e 153.000 euro di finanziamento Miur. “Si tratta di una scuola costruita nel 1973, che oggi ospita circa 900 studenti – spiega la vicepresidente della Provincia, Ilenia Malavasi – L’intervento interesserà la parte più antica dell’edificio, ad esclusione dell’ultimo corpo di fabbrica, più recente, e prevede un cofinanziamento di circa 200.000 euro anche da parte della Provincia, che ha già affidato la progettazione definitiva”.

Tra progettazione esecutiva e bandi di gara, la Provincia conta di aggiudicare i lavori tra maggio e agosto 2022, ossia entro il limite previsto dal Miur per concedere il finanziamento. Tra gli altri interventi, spiccano il rifacimento della copertura dello Scaruffi-Levi-Tricolore (325.000 euro), la sistemazione di bagni e serramenti del Nobili (430.000), della Filippo Re ( 345.000), del Bus Pascal (299.000), del Moro (280.000) e del Secchi (200.000) a Reggio Emilia, il rifacimento dei servizi igienici del Gobetti di Scandiano (160.000), del D’Arzo di Montecchio (156.000), del Carrara e del Russel di Guastalla (120.000 euro per ogni scuola). Bagni, serramenti e coperture saranno sistemati anche in altri istituti, sulla base delle esigenze manifestate dagli stessi dirigenti scolastici nel corso della cinquantina di incontri che la Provincia aveva tenuto la scorsa estate, in vista della riapertura in sicurezza dopo il lock-down. Proprio quell’intenso confronto – che in estate aveva già portato la Provincia a intervenire direttamente con 2,2 milioni per adeguare gli spazi o individuarne di nuovi – ha permesso a Palazzo Allende di essere pronta con numerosi progetti al momento del bando del Miur, tanto da risultare una delle province con il maggior numero di interventi finanziati a livello nazionale.

Scuole: via libera ai fondi per la costruzione di nuove scuole. de Pascale “Grande occasione”

“Il Ministro Bianchi con questi fondi ci ha dato la prima occasione veramente concreta per far fare un passo in avanti alle scuole superiori italiane.Noi ci crediamo al punto da avere sottoscritto un protocollo con Cassa Depositi e prestiti per aiutare le Province dalla progettazione alla messa a terra degli investimenti. Ma serve un lavoro di squadra di tutto il Governo perché accanto alle risorse arrivi la semplificazione delle procedure e la possibilità di assumere personale specializzato, tecnici, ingegneri. Il PNRR può essere lo strumento per dare gambe a questa svolta”.

E’ il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale, alla notizia della firma da parte del Ministro per l’Istruzione Patrizio Bianchi, del decreto che assegna 1,125 milioni per gli investimenti nelle scuole superiori.

Una notizia ripresa e raccontata anche dal quotidiano Il Sole 24 Ore

 

Edilizia scolastica: aggiornamento su decreti risorse scuole superiori

E’ stato pubblicato sul sito del Ministero Istruzione il tanto atteso decreto di autorizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole superiori di competenza di Province e Città metropolitane, a valere sul fondo di 855 milioni stanziati dalla Legge di bilancio 2020 (legge 160/2020 art. 1, commi 63 e 64) dal 2020 al 2024.

Il DM n. 13 dell’8 gennaio 2021 con il relativo allegato, è scaricabile dal link https://www.miur.gov.it/web/guest/-/decreto-ministeriale-n-13-dell-08-gennaio-2021 ma viene riportato per praticità anche in allegato.

Al momento è stato registrato alla Corte dei Conti e inviato per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; dal momento in cui verrà pubblicato in Gazzetta inizieranno a decorrere i termini per la aggiudicazione dei lavori come previsto dall’articolo 2 e sinteticamente riportato nella tabella in allegato.

Allo stesso tempo, come avrete già avuto modo di apprendere dalla stampa, Il Ministro per l’Istruzione prof. Patrizio Bianchi ha firmato ieri il decreto con il riparto del secondo piano di investimenti per le scuole superiori di Province e Città Metropolitane per un ammontare complessivo di 1.125 milioni di euro.

Al riguardo vi invitiamo a cominciare a programmare gli interventi da presentare che potranno in questo caso riguardare, oltre a manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico, anche la messa in sicurezza, nuova costruzione e cablaggio interno degli edifici stessi, come previsto dall’art. 1, comma 810 della legge 178/2020.

Decreto Ministeriale n.13 dell’08 gennaio 2021

Allegato A al DM

termini aggiudicazione lavori

Scuola, de Pascale: “Soddisfatti per annuncio di fondi del Ministro Bianchi.

“La notizia che il Ministro Bianchi firmerà oggi il decreto che stanzia 1 miliardo 125 milioni per le scuole superiori ci dà grande soddisfazione: questi fondi, che sono destinati tra l’altro a costruire nuove scuole, si aggiungono agli 855 milioni del primo piano di investimenti su cui proprio oggi è arrivato dal Ministero dell’Istruzione il via libera all’autorizzazione sui progetti presentati a novembre. Finalmente le scuole superiori tornano ad essere una priorità per il Paese”.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale sottolineando come “grazie a queste risorse le Province potranno dare il via ad un piano di investimenti mirati, per costruire nuove scuole e trasformare le oltre 7.400 esistenti in edifici sicuri, accoglienti, ecologicamente sostenibili e in grado di assicurare agli studenti tutti gli strumenti necessari per crescere nell’apprendimento. Tra i progetti che realizzeremo ci sarà grande attenzione alle opere necessarie per assicurare le dotazioni tecnologiche necessarie per realizzare, in tutto il Paese, una didattica integrata reale ed inclusiva, a partire dall’accesso alla Banda Larga. È una risposta che come istituzioni dobbiamo ai 2 milioni e 500 mila studenti medi, che più di tutti stanno subendo le pesanti limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria. Lavoreremo fianco a fianco con il Ministro Bianchi – conclude il Presidente de Pascale –  per semplificare le procedure e accelerare il più possibile l’avvio dei cantieri: l’obiettivo è di costruire, anche grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, almeno 100 nuove scuole superiori innovative, digitali e sostenibili dal punto di vista energetico, una in ogni Provincia”.

Pola: la Provincia di Piacenza approva il piano organizzativo del lavoro agile

Il presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri, ha firmato il provvedimento di approvazione del Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA).

Insieme al progetto ‘Piacenza Provincia Smart’, presentato in risposta al Bando della Regione Emilia Romagna per il consolidamento e lo sviluppo del lavoro agile, e al Regolamento per la disciplina del lavoro agile, di futura adozione, il POLA costituirà uno strumento di programmazione dinamico che contribuirà, una volta terminato lo stato di emergenza sanitaria, allo sviluppo di una nuova metodologia di lavoro basata – oltre che sull’utilizzo ottimale delle nuove tecnologie – anche su un nuovo modo di organizzare lavoro e persone.

L’obiettivo primario dell’ente di corso Garibaldi è di utilizzare anche la leva del lavoro agile per rendersi sempre più efficace nell’erogazione di servizi verso cittadini e stakeholder, a vantaggio dell’intera comunità piacentina.

Dal punto di vista dei contenuti, il piano effettua una diagnosi della situazione tecnologica ed organizzativa dell’Ente, nell’ottica dell’adeguatezza all’implementazione dello smart working, ed indica le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale (anche dirigenziale) e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti, anche in termini di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa, della digitalizzazione dei processi e della qualità dei servizi erogati.

“Con l’adozione di questo piano la Provincia – spiega il presidente Patrizia Barbieri – intende perseguire più propositi, tutti egualmente importanti: promuovere un’organizzazione del lavoro per obiettivi e finalizzata a stimolare l’autonomia e la responsabilità dei lavoratori e delle lavoratrici e a incrementare l’efficienza e la produttività; agevolare la conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro; promuovere la diffusione delle tecnologie informatiche e in generale della digitalizzazione dei procedimenti; promuovere una politica di sostenibilità e tesa al contenimento dell’impatto ambientale, grazie alla riduzione degli spostamenti tra casa e sede di lavoro”.

Pola: la Provincia di Piacenza approva il piano organizzativo del lavoro agile

Il presidente della Provincia di Piacenza, Patrizia Barbieri, ha firmato il provvedimento di approvazione del Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA).

Insieme al progetto ‘Piacenza Provincia Smart’, presentato in risposta al Bando della Regione Emilia Romagna per il consolidamento e lo sviluppo del lavoro agile, e al Regolamento per la disciplina del lavoro agile, di futura adozione, il POLA costituirà uno strumento di programmazione dinamico che contribuirà, una volta terminato lo stato di emergenza sanitaria, allo sviluppo di una nuova metodologia di lavoro basata – oltre che sull’utilizzo ottimale delle nuove tecnologie – anche su un nuovo modo di organizzare lavoro e persone.

L’obiettivo primario dell’ente di corso Garibaldi è di utilizzare anche la leva del lavoro agile per rendersi sempre più efficace nell’erogazione di servizi verso cittadini e stakeholder, a vantaggio dell’intera comunità piacentina.

Dal punto di vista dei contenuti, il piano effettua una diagnosi della situazione tecnologica ed organizzativa dell’Ente, nell’ottica dell’adeguatezza all’implementazione dello smart working, ed indica le misure organizzative, i requisiti tecnologici, i percorsi formativi del personale (anche dirigenziale) e gli strumenti di rilevazione e di verifica periodica dei risultati conseguiti, anche in termini di miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa, della digitalizzazione dei processi e della qualità dei servizi erogati.

“Con l’adozione di questo piano la Provincia – spiega il presidente Patrizia Barbieri – intende perseguire più propositi, tutti egualmente importanti: promuovere un’organizzazione del lavoro per obiettivi e finalizzata a stimolare l’autonomia e la responsabilità dei lavoratori e delle lavoratrici e a incrementare l’efficienza e la produttività; agevolare la conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro; promuovere la diffusione delle tecnologie informatiche e in generale della digitalizzazione dei procedimenti; promuovere una politica di sostenibilità e tesa al contenimento dell’impatto ambientale, grazie alla riduzione degli spostamenti tra casa e sede di lavoro”.

DPCM Covid: Scuola, l’UPI alla Cabina di Regia “Troppo caos: diamo risposte agli studenti in sciopero”

Scuola, concorsi pubblici e garanzia per gli esercenti di potere continuare almeno con l’asporto. Sono le questioni sollevate dal rappresentante dell’UPI Luca Menesini, Presidente nella Provincia di Lucca, alla riunione di regia Governo, Regioni, Province e Comuni che si è appena conclusa e nella quale sono state discusse le norme del nuovo DPCM che dovrà essere varato entro il 15 gennaio.

“Sono mesi che lavoriamo per assicurare un rientro nelle scuole in sicurezza – ha sottolineato Menesini – e oggi alcune Regioni hanno riaperto i cancelli agli studenti. E’ un risultato importante frutto dell’impegno di tutto: ora dobbiamo proseguire assicurando a tutti gli studenti di potere tornare in classe. Nelle Regioni gialle dove è tutto aperto anche le scuole possono essere aperte, almeno un giorno di scuola a settimana,ristabilendo una prima normalità nella didattica e nella socializzazione. E’ una risposta – ha sottolineato Menesini – che dobbiamo agli studenti che oggi stanno manifestando tutto il loro giusto malessere, con lo sciopero della DAD che sta coinvolgendo tutto il Paese” .

Quanto ai concorsi pubblici, che sono bloccati da un anno con ripercussioni pesanti soprattutto sugli organici di Province e Comuni, l’UPI propone di prevedere parametri differenziati “Non è più sostenibile una chiusura indistinta, che blocca il maxiconcorso di migliaia di persone e il piccolo concorso provinciale con 10 candidati – ha detto Menesini. “ Occorre introdurre dei distinguo che consentano di portare a termine le prove laddove i numeri dei partecipanti sono tali da potere garantire lo svolgimento in sicurezza e nel pieno rispetto delle prescrizioni su distanziamento e assembramenti”.

“Massima cautela – ha poi sottolineato Menesini – rispetto alle restrizioni su cui il Governo sta ragionando che impedirebbero l’asporto dagli esercizi commerciali, e in particolare dai Bar, nel pomeriggio. Il rischio di assembramenti è davvero minimo, mentre è altissimo l’impatto che avrebbe sulla possibilità di questi esercizi, che sono a gestione famigliare, di continuare a sopravvivere”.

DPCM Covid: Scuola, l’UPI alla Cabina di Regia “Troppo caos: diamo risposte agli studenti in sciopero”

Scuola, concorsi pubblici e garanzia per gli esercenti di potere continuare almeno con l’asporto. Sono le questioni sollevate dal rappresentante dell’UPI Luca Menesini, Presidente nella Provincia di Lucca, alla riunione di regia Governo, Regioni, Province e Comuni che si è appena conclusa e nella quale sono state discusse le norme del nuovo DPCM che dovrà essere varato entro il 15 gennaio.

“Sono mesi che lavoriamo per assicurare un rientro nelle scuole in sicurezza – ha sottolineato Menesini – e oggi alcune Regioni hanno riaperto i cancelli agli studenti. E’ un risultato importante frutto dell’impegno di tutto: ora dobbiamo proseguire assicurando a tutti gli studenti di potere tornare in classe. Nelle Regioni gialle dove è tutto aperto anche le scuole possono essere aperte, almeno un giorno di scuola a settimana,ristabilendo una prima normalità nella didattica e nella socializzazione. E’ una risposta – ha sottolineato Menesini – che dobbiamo agli studenti che oggi stanno manifestando tutto il loro giusto malessere, con lo sciopero della DAD che sta coinvolgendo tutto il Paese” .

Quanto ai concorsi pubblici, che sono bloccati da un anno con ripercussioni pesanti soprattutto sugli organici di Province e Comuni, l’UPI propone di prevedere parametri differenziati “Non è più sostenibile una chiusura indistinta, che blocca il maxiconcorso di migliaia di persone e il piccolo concorso provinciale con 10 candidati – ha detto Menesini. “ Occorre introdurre dei distinguo che consentano di portare a termine le prove laddove i numeri dei partecipanti sono tali da potere garantire lo svolgimento in sicurezza e nel pieno rispetto delle prescrizioni su distanziamento e assembramenti”.

“Massima cautela – ha poi sottolineato Menesini – rispetto alle restrizioni su cui il Governo sta ragionando che impedirebbero l’asporto dagli esercizi commerciali, e in particolare dai Bar, nel pomeriggio. Il rischio di assembramenti è davvero minimo, mentre è altissimo l’impatto che avrebbe sulla possibilità di questi esercizi, che sono a gestione famigliare, di continuare a sopravvivere”.

Scuola: Upi al Governo – de Pascale “Rientro in classe fondamentale ma sia graduale. Serve equilibrio per dare certezza agli studenti”

“Comprendiamo e condividiamo  le intenzioni del Governo di riportare alla normalità la situazione delle scuole secondarie superiori, che stanno sopportando il peso di misure molto gravose dall’inizio della pandemia. Ma le misure e gli interventi straordinari che siamo stati costretti a prendere in questi mesi ci devono ispirare maggiore prudenza. Il continuo cambio di indirizzo sui due milioni e mezzo di studenti medi che ci ha fatto prima chiudere tutto, per poi far tornare tutti in presenza, salvo poi richiudere frettolosamente tutto di nuovo, con ripercussioni sui ragazzi, sulle loro famiglie e su tutto il mondo della scuola, non deve ripetersi. Abbiamo il dovere di trovare con equilibrio risposte efficaci e durature, che assicurino a tutti il ritorno in classe  fino alla fine dell’anno. Dobbiamo prima di tutto prendere atto che, le ragioni che sono alla base della limitazione al 50% della capienza del trasporto pubblico locale, non sono compatibili con una riapertura che preveda il rientro da subito degli studenti in presenza in classe al 75%. Le due misure non sono coerenti”.

E’ la posizione decisa dal Comitato Direttivo di UPI, che il Presidente, Michele de Pascale ha formalizzato in una lettera inviata ai Ministri Boccia, De Micheli, Azzolina, Lamorgese e Speranza, in vista della prossima riunione della Cabina di regia che dovrà varare le Linee guida sul rientro a scuola in presenza delle scuole superiori, previsto per il 7 gennaio.

“In queste settimane- scrive de Pascale – abbiamo collaborato molto positivamente con le Prefetture e in tutte le Province e le Città metropolitane sono stati aperti i tavoli di coordinamento, da cui sono emerse alcune criticità, che occorre affrontare prima del 7 gennaio, per dare risposte chiare agli studenti, alle famiglie e a tutto il mondo della scuola”. Criticità che l’UPI chiede al Governo siano risolte, a partire dal programmare l’avvio in presenza in maniera graduale, cominciando con un 50% – in linea con la capienza massima del trasporto pubblico – per aumentare poi in seguito al monitoraggio costante dell’andamento del virus. Si chiede poi di mettere a disposizione di Comuni e Province servizi di trasporto aggiuntivi ( Bus turistici, Auto di noleggio privato) riservando questi mezzi al solo utilizzo del trasporto scolastico e di assicurare per le scuole percorsi privilegiati e dedicati di contact tracing, per disporre di un monitoraggio continuo dell’andamento dell’epidemia all’interno dei plessi e permettere una risposta immediata da parte delle autorità sanitarie. Serve poi  prevedere risorse dirette  ai servizi aggiuntivi che saranno necessari sia per il trasporto pubblico locale che per il trasporto scolastico dedicato.

Scuola: Upi al Governo – de Pascale “Rientro in classe fondamentale ma sia graduale. Serve equilibrio per dare certezza agli studenti”

“Comprendiamo e condividiamo  le intenzioni del Governo di riportare alla normalità la situazione delle scuole secondarie superiori, che stanno sopportando il peso di misure molto gravose dall’inizio della pandemia. Ma le misure e gli interventi straordinari che siamo stati costretti a prendere in questi mesi ci devono ispirare maggiore prudenza. Il continuo cambio di indirizzo sui due milioni e mezzo di studenti medi che ci ha fatto prima chiudere tutto, per poi far tornare tutti in presenza, salvo poi richiudere frettolosamente tutto di nuovo, con ripercussioni sui ragazzi, sulle loro famiglie e su tutto il mondo della scuola, non deve ripetersi. Abbiamo il dovere di trovare con equilibrio risposte efficaci e durature, che assicurino a tutti il ritorno in classe  fino alla fine dell’anno. Dobbiamo prima di tutto prendere atto che, le ragioni che sono alla base della limitazione al 50% della capienza del trasporto pubblico locale, non sono compatibili con una riapertura che preveda il rientro da subito degli studenti in presenza in classe al 75%. Le due misure non sono coerenti”.

E’ la posizione decisa dal Comitato Direttivo di UPI, che il Presidente, Michele de Pascale ha formalizzato in una lettera inviata ai Ministri Boccia, De Micheli, Azzolina, Lamorgese e Speranza, in vista della prossima riunione della Cabina di regia che dovrà varare le Linee guida sul rientro a scuola in presenza delle scuole superiori, previsto per il 7 gennaio.

“In queste settimane- scrive de Pascale – abbiamo collaborato molto positivamente con le Prefetture e in tutte le Province e le Città metropolitane sono stati aperti i tavoli di coordinamento, da cui sono emerse alcune criticità, che occorre affrontare prima del 7 gennaio, per dare risposte chiare agli studenti, alle famiglie e a tutto il mondo della scuola”. Criticità che l’UPI chiede al Governo siano risolte, a partire dal programmare l’avvio in presenza in maniera graduale, cominciando con un 50% – in linea con la capienza massima del trasporto pubblico – per aumentare poi in seguito al monitoraggio costante dell’andamento del virus. Si chiede poi di mettere a disposizione di Comuni e Province servizi di trasporto aggiuntivi ( Bus turistici, Auto di noleggio privato) riservando questi mezzi al solo utilizzo del trasporto scolastico e di assicurare per le scuole percorsi privilegiati e dedicati di contact tracing, per disporre di un monitoraggio continuo dell’andamento dell’epidemia all’interno dei plessi e permettere una risposta immediata da parte delle autorità sanitarie. Serve poi  prevedere risorse dirette  ai servizi aggiuntivi che saranno necessari sia per il trasporto pubblico locale che per il trasporto scolastico dedicato.

DPCM: UPI , scuole “Sì alla proposta del Presidente Conte protocollo per la riapertura delle scuole superiori”

“Condividiamo e apprezziamo la proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di definire, Governo, Regioni, Province e Città metropolitane, un protocollo nazionale che sia da guida per la riapertura delle scuole superiori in presenza a partire dal 7 gennaio. Si tratta di un obiettivo prioritario che dobbiamo centrare tutti insieme, per restituire ai 2 milioni e mezzo di studenti la possibilità di ritornare piano piano alla normalità della didattica”.

E’ il commento del rappresentante UPI Luca Menesini in merito alla proposta avanzata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della riunione nella quale si sta discutendo del nuovo DPCM insieme a Regioni e Comuni.

“Quanto al DPCM – ha detto Menesini intervenendo al tavolo – apprezziamo che il Governo abbia accolto la nostra proposta di riaprire in maniera graduale le scuole superiori. Il 7 gennaio le scuole saranno pronte ad accogliere i 2 milioni e mezzo di studenti medi in presenza in sicurezza”.

“Durante l’estate – ha detto Menesini al Presidente Conte – le Province hanno fatto un grande lavoro con investimenti di edilizia leggera o affittando spazi attrezzature, per rendere le scuole in sicurezza in linea con le richieste del CTS e del Governo. La riapertura in presenza dal 7 gennaio al 50% è una misura di equilibrio che ci permette di tenere insieme le esigenze di salute con le necessità di socialità e didattica che devono essere considerate una priorità. Troviamo positiva l’istituzione del tavolo di coordinamento ed è corretto che sia a livello provinciale: è la situazione ideale per le scuole superiori perché ci sono grandi differenze tra le grandi città e le piccole e a livello provinciale riusciamo a risolvere meglio le criticità. Certo, serve la massima collaborazione tra istituzioni per trovare le soluzioni più utili, per questo auspichiamo che i tavoli si aprano subito, già dai prossimi giorni, per riuscire a risolvere con anticipo i problemi che potrebbero ostacolare la ripresa a gennaio.

“Quanto poi alle chiusure agli spostamenti previste in ambito comunale – ha sottolineato il rappresentante dell’UPI rivolgendosi al Presidente Conte –  meglio sarebbe anche in questo caso la dimensione provinciale: l’Italia ha oltre 8.000 Comuni, molto diversi. La dimensione territoriale aiuta chi vive nei tanti comuni piccoli e piccolissimi”.

 

DPCM: UPI , scuole “Sì alla proposta del Presidente Conte protocollo per la riapertura delle scuole superiori”

“Condividiamo e apprezziamo la proposta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di definire, Governo, Regioni, Province e Città metropolitane, un protocollo nazionale che sia da guida per la riapertura delle scuole superiori in presenza a partire dal 7 gennaio. Si tratta di un obiettivo prioritario che dobbiamo centrare tutti insieme, per restituire ai 2 milioni e mezzo di studenti la possibilità di ritornare piano piano alla normalità della didattica”.

E’ il commento del rappresentante UPI Luca Menesini in merito alla proposta avanzata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della riunione nella quale si sta discutendo del nuovo DPCM insieme a Regioni e Comuni.

“Quanto al DPCM – ha detto Menesini intervenendo al tavolo – apprezziamo che il Governo abbia accolto la nostra proposta di riaprire in maniera graduale le scuole superiori. Il 7 gennaio le scuole saranno pronte ad accogliere i 2 milioni e mezzo di studenti medi in presenza in sicurezza”.

“Durante l’estate – ha detto Menesini al Presidente Conte – le Province hanno fatto un grande lavoro con investimenti di edilizia leggera o affittando spazi attrezzature, per rendere le scuole in sicurezza in linea con le richieste del CTS e del Governo. La riapertura in presenza dal 7 gennaio al 50% è una misura di equilibrio che ci permette di tenere insieme le esigenze di salute con le necessità di socialità e didattica che devono essere considerate una priorità. Troviamo positiva l’istituzione del tavolo di coordinamento ed è corretto che sia a livello provinciale: è la situazione ideale per le scuole superiori perché ci sono grandi differenze tra le grandi città e le piccole e a livello provinciale riusciamo a risolvere meglio le criticità. Certo, serve la massima collaborazione tra istituzioni per trovare le soluzioni più utili, per questo auspichiamo che i tavoli si aprano subito, già dai prossimi giorni, per riuscire a risolvere con anticipo i problemi che potrebbero ostacolare la ripresa a gennaio.

“Quanto poi alle chiusure agli spostamenti previste in ambito comunale – ha sottolineato il rappresentante dell’UPI rivolgendosi al Presidente Conte –  meglio sarebbe anche in questo caso la dimensione provinciale: l’Italia ha oltre 8.000 Comuni, molto diversi. La dimensione territoriale aiuta chi vive nei tanti comuni piccoli e piccolissimi”.

 

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