Categoria: Infrastrutture e Trasporti

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Infrastrutture, la Presidente della Provincia di Piacenza consegna al Ministro Salvini tre lettere

La Presidente della Provincia di Piacenza Monica Patelli (unitamente alla Consigliera provinciale con delega alla Viabilità Patrizia Calza), ha partecipato questa mattina, 19 marzo, alla cerimonia di riapertura del Ponte sul Nure organizzata da Anas alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Onorevole Matteo Salvini. Nell’occasione, la Presidente Patelli ha consegnato a mano al Ministro Salvini tre lettere finalizzate ad ottenere il suo intervento per:

  • consentire la tempestiva attuazione degli interventi previsti nella Convenzione con la Società concessionaria dell’autostrada PC – TO;
  • rivedere i contenuti dei decreti di finanziamento degli interventi sulla viabilità provinciale per consentire il completamento delle opere previste;
  • la mitigazione degli impatti alla circolazione stradale conseguenti agli interventi al ponte sul Fiume Po a Castelvetro.

Sicurezza stradale: la Provincia di Terni installa Anti Vehicol Collision

E’ entrato in funzione in questi giorni lungo le strade gestite dalla Provincia di Terni il terzo Avc (Anti vehicol collision) per la prevenzione degli incidenti stradali causati dall’attraversamento di animali selvatici. L’amministrazione provinciale lo ha installato lungo la Sp 31, nel comune di Giove, in prossimità del bivio per il centro abitato di Porchiano del Monte.

L’Avc segue gli altri due già in attività: uno lungo la Sr 205 Amerina, nel comune di Amelia, anche in questo caso in prossimità del bivio per Porchiano, l’altro a Castel dell’Aquila, nel comune di Montecastrilli. Il dispositivo installato a Giove è di ultima generazione ed è dotato di una telecamera a infrarossi e di sensori che individuano animali in prossimità della strada.

L’attivazione di tali elementi viene trasmessa a due segnali stradali nelle due direzioni che si accendono con la scritta “Attenzione animali in strada rallentare”. I segnali dispongono anche di radar doppler che misura la velocità dei veicoli in transito. Qualora questa sia superiore a 50 km orari, l’Avc attiva una dissuasione acustica per l’allontanamento degli animali.

L’Avc installato sulla Sp 31 fa parte del sistema di prevenzione e sicurezza che la Provincia ha attivato da diverso tempo, grazie anche alla partecipazione a progetti europei come il Life Safe Crossing avviato gia nel 2013. L’ultimo Avc invece gode di un finanziamento specifico della Regione Umbria a valere su fondi 2025, ai quali seguiranno altre risorse per l’anno in corso.

FiberCop e UPI insieme per infrastrutture digitali sostenibili

Promuovere un modello efficiente e sostenibile per la posa della fibra ottica sulle strade provinciali, favorendo la massima diffusione del digitale nel rispetto dell’ambiente e del territorio. È questo l’obiettivo della sinergia tra UPI (Unione delle Province Italiane) e FiberCop, che ha visto il primo incontro con le Province il 12 marzo..
L’iniziativa punta a valorizzare metodologie di intervento a basso impatto ambientale, come la micro-trincea, in grado di accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica e di ottimizzare i benefici per cittadini e amministrazioni. Il progetto si inserisce nel percorso di collaborazione già avviato da UPI e FiberCop con la sottoscrizione del protocollo d’intesa, che rappresenta il quadro di riferimento per lo sviluppo condiviso e sostenibile delle infrastrutture digitali sui territori provinciali.

Il commento di FiberCop

“Per FiberCop realizzare la rete in fibra ottica significa sostenere lo sviluppo e l’innovazione dei territori”. afferma Angela Gargani Public Affairs Director di FiberCop “Il protocollo siglato con UPI favorisce la trasformazione digitale del Paese. La collaborazione con le Amministrazioni Locali permette opere più efficienti e sostenibili, grazie a tecniche di scavo a basso impatto ambientale che riducono tempi, costi e disagi. Le reti ad altissima capacità sostengono le tecnologie che trasformano economia e società, e il dialogo con i territori crea le condizioni per crescita e servizi migliori.”

Il commento di UPI

“Garantire l’accesso alle infrastrutture tecnologiche è strategico per i territori” dichiara il direttore di UPI Piero Antonelli “ma occorre anche garantire alle Province la riduzione al minimo dell’impatto sulle strade provinciali. UPI, grazie alla sinergia con FiberCop, si pone al fianco delle strutture provinciali, per offrire assistenza e sostegno sia dal punto di vista tecnologico che normativo, per semplificare le procedure e accelerare i tempi di realizzazione delle reti”.

La Provincia di Padova dà il via al programma di rifacimento dei ponti

È stato approvato nei giorni scorsi il progetto esecutivo per il rifacimento dei ponti sul canale Masina e sul fiume Gorzone, lungo la strada provinciale SP41 “Morosina” nel territorio di Sant’Urbano. L’intervento, che prevede una spesa complessiva di 5 milioni di euro, beneficia di un finanziamento ministeriale di 2.085.189,88 milioni di euro (D.M.123/2020). Attualmente si stanno susseguendo le procedure amministrative legate al bando di gara; l’avvio del cantiere è previsto per il mese di settembre 2026 e la conclusione dei lavori è al momento stimata entro agosto 2027.

L’intervento di rifacimento dei ponti sul Masina e sul Gorzone rappresenta un’opera di particolare rilevanza per la sicurezza della viabilità della zona e per il miglioramento della funzionalità dei collegamenti tra i Comuni della Bassa padovana e l’area polesana. La SP41, che attraversa questi corsi d’acqua, è una delle principali arterie viarie della zona, essenziale per l’accessibilità alle aree agricole circostanti.

I commenti

 Stefano Baraldo, consigliere della Provincia di Padova con delega alla Viabilità: «Per il ruolo strategico che rivestono i ponti sul Masina e sul Gorzone, il loro rifacimento non solo migliorerà la sicurezza della circolazione, ma permetterà anche di rafforzare la resilienza delle infrastrutture locali, rispondendo così alle esigenze di un territorio in evoluzione.

L’intervento risponde dunque a un duplice obiettivo: migliora la sicurezza e la funzionalità della rete viaria provinciale di quest’area della Bassa modernizzando e manutentandone le infrastrutture, e contestualmente si inserisce in un contesto storico e territoriale che ha sempre visto l’acqua come protagonista nella regolazione dei flussi.

In questo progetto sono stati investiti risorse significative, sostenute in parte da un finanziamento ministeriale che sottolinea l’importanza di un intervento che avrà impatti positivi per la quotidianità di chi vive e lavora in queste zone.

Siamo consapevoli delle difficoltà che i lavori possono comportare in termini di tempistiche, ma siamo certi che, una volta completato, l’intervento contribuirà nettamente a migliorare la qualità di vita delle persone che usufruiscono di questo importante snodo viario. Si tratta di un intervento dal valore complessivo di 5 milioni di euro, sostenuto anche grazie a un finanziamento del Ministero delle Infrastrutture, che testimonia l’importanza strategica di questo progetto per la mobilità e per lo sviluppo dell’area».

 Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione del Veneto: «Va dato atto alla Provincia di Padova che, con questo intervento, va non solo a migliorare la viabilità e a metterla in sicurezza, ma interviene anche da un punto di vista ambientale perché quando si mette mano a un ponte da un punto di vista infrastrutturale, si interviene anche sul fiume e in particolare sulla sicurezza idraulica. I cittadini dovranno portare pazienza perché rifare i ponti comporta dei disagi, però l’obiettivo è chiaro ed è di assoluto valore: in questo caso gli enti pubblici vogliono dare il proprio contributo proprio per una messa in sicurezza dei cittadini nel territorio».

Eleonora Mosco, consigliere della Regione del Veneto: «Questo intervento rappresenta un passo importante per migliorare la sicurezza e l’efficienza della viabilità in un’area strategica della provincia. La Bassa Padovana svolge infatti un ruolo fondamentale nei collegamenti tra territori e nel sistema economico e produttivo locale. Investire in infrastrutture significa rafforzare queste connessioni e sostenere lo sviluppo del territorio. La collaborazione tra istituzioni è la chiave per trasformare i progetti in opere concrete al servizio dei cittadini».

 Inquadramento storico e territoriale

I ponti sul Masina e sul Gorzone rivestono una notevole rilevanza storica, essendo parte di un ampio sistema di opere idrauliche che risale a diversi secoli fa. Il territorio su cui sorge l’infrastruttura ha una lunga tradizione di interventi di bonifica idraulica, che affondano le radici nel XVI secolo. In quel periodo, la Repubblica di Venezia avviò importanti opere di sistemazione dei corsi d’acqua, tra cui arginature e canali, per regolare i deflussi e prosciugare le aree paludose della pianura veneta.

Nel 1563, nel territorio di Sant’Urbano e Vighizzolo d’Este, venne realizzato il Ponte delle Tre Canne, parte di un sistema di opere finalizzate alla bonifica dell’antico lago di Vighizzolo. Queste opere avevano lo scopo di rendere le terre circostanti adatte alla coltivazione agricola. Nonostante questi interventi storici, gran parte della zona rimase caratterizzata da ambienti umidi fino al Novecento.

Nel XX secolo, con le grandi opere di bonifica, tra cui lo scavo del canale Masina nel 1928, il territorio assunse la conformazione agricola attuale. Il canale Masina contribuì significativamente alla regolazione delle piene del fiume Gorzone, formando nuovi bacini di espansione nelle aree golenali. Il fiume Gorzone, che attraversa la frazione di Carmignano di Sant’Urbano, rimane un elemento fondamentale del sistema idraulico Fratta-Gorzone, essenziale per il drenaggio delle acque della pianura tra le province di Padova e Rovigo.

Nel contesto di questo territorio, la rete viaria provinciale ha avuto uno sviluppo parallelo. La SP41 è una direttrice essenziale per i collegamenti locali e per l’accesso alle aree agricole circostanti. I ponti sul Masina e sul Gorzone, costruiti con strutture in cemento armato a più campate, sono infrastrutture strategiche che garantiscono la continuità della viabilità e la sicurezza dei trasporti.

La Provincia di Treviso Stazione Appaltante del Nuovo Polo didattico Regionale dei Vigili del Fuoco

Rafforzare la sicurezza del territorio e sostenere la formazione dei Vigili del Fuoco: sono questi gli obiettivi del nuovo Polo didattico dei Vigili del Fuoco del Veneto, in fase di realizzazione a Treviso presso la sede del Comando provinciale di via Santa Barbara. L’intervento, reso possibile grazie all’accordo tra il Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco e la Provincia di Treviso, vede l’Ente provinciale nel ruolo di Stazione Appaltante, a supporto del Corpo nazionale. Un progetto che unisce potenziamento operativo e valore formativo, con ricadute dirette sulla sicurezza della comunità e sulla crescita delle attività didattiche e di addestramento per i Vigili del Fuoco.

Il nuovo edificio, progettato per ospitare anche il Polo didattico regionale, affiancherà la sede del Comando provinciale e si svilupperà su più livelli per una superficie complessiva superiore ai 2.200 mq.

Dettagli tecnici. Al piano terra (1.101 mq) saranno realizzati un’aula magna per la formazione fino a 40 persone, un’autorimessa con cinque accessi carrabili direttamente collegata al piazzale esterno, oltre a uffici, servizi e locali di deposito. Il mezzanino ospiterà tre depositi per circa 164 mq. Al primo piano (1.177 mq) troveranno spazio due aule didattiche da circa 20 posti ciascuna – una delle quali predisposta anche come backup della centrale operativa in caso di emergenza – oltre a un dormitorio con 8 camere quadruple e 4 doppie, tutte con servizi dedicati, un’area comune di 140 mq e i servizi generali. Sulla copertura saranno installati pannelli fotovoltaici e gli impianti tecnologici dell’edificio.

 

Il fabbricato sarà realizzato secondo i più moderni standard antisismici e di sostenibilità energetica e sarà classificato NZEB – Nearly Zero Energy Building, grazie a sistemi ad alta efficienza come pompe di calore, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, building automation e impianti fotovoltaici.

Il progetto, la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza sono affidati alla Società Progetto CMR di Milano, mentre l’impresa esecutrice è Costruzioni Ferracin Srl di Jesolo.L’importo dei lavori è pari a 3.981.903,75 euro, per un investimento complessivo di 5,4 milioni di euro finanziato dal Ministero dell’Interno. La fine dei lavori è prevista per l’estate 2027.

Grazie a un accordo siglato l’anno scorso con il Dipartimento Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile del Ministero dell’Interno, la Provincia di Treviso svolge un ruolo in prima linea nell’intervento sia in veste di Stazione Unica Appaltante, occupandosi della gestione delle procedure di gara, sia di Coordinamento tecnico dei lavori di costruzione dell’edificio, con la nomina del Responsabile Unico del Progetto, del monitoraggio dell’esecuzione dei lavori e delle attività di collaudo, fino alla consegna finale dell’immobile al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

«Questo intervento mette a sistema le straordinarie competenze tecniche del Settore Edilizia della Provincia di Treviso, che è parte attiva nel coordinamento dei lavori e nella gestione delle procedure di appalto e amministrative, e l’esigenza del Ministero dell’Interno di realizzare questo importante polo per il nostro territorio – dichiara il presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel – una rete interistituzionale che consentirà di creare una struttura punto di riferimento regionale per la formazione dei Vigili del Fuoco. La Provincia è orgogliosa di mettere a disposizione le proprie capacità tecniche e amministrative a sostegno del lavoro di un Corpo fondamentale per la tutela dei cittadini: il nuovo polo didattico avrà un valore non solo operativo, ma anche sociale, contribuendo alla crescita professionale dei Vigili del Fuoco e quindi alla sicurezza delle nostre comunità».

Provincia di Treviso: aggiudicati i lavori per la realizzazione di un nuovo Ponte

La Provincia di Treviso ha aggiudicato come da cronoprogramma i lavori per la demolizione e la ricostruzione del nuovo ponte sulla SP 137 “Redigole” a Motta di Livenza: vincitore della gara di appalto è il raggruppamento temporaneo di aziende costituito da CM Infrastrutture srl, con sede a Campolongo Maggiore (VE), e M.B.M sp, con sede a Caselle di Sommacampagna (VR). Dopo l’approvazione da parte della Provincia del progetto definitivo e di quello esecutivo, è stata completata anche l’ultima fase dell’iter amministrativo propedeutico all’avvio del cantiere, ovvero l’aggiudicazione. L’importo complessivo dell’opera, che consentirà di migliorare sia le caratteristiche idrauliche della struttura sia la fruibilità stessa del ponte, grazie al collegamento con il vicino percorso ciclo-pedonale, ammonta a 7.062.111,50 euro, finanziati dalla Provincia attraverso il “Decreto Ponti” del MIT.

Grazie al costante contatto con il Comune di Motta di Livenza, con il Genio Civile e con gli Enti Gestori dei sottoservizi, che in questi mesi stanno svolgendo tutte i lavori propedeutici del caso, ora si potrà  procedere con le valutazioni tecniche necessarie all’avvio ufficiale delle opere di demolizione, previste nelle prossime settimane.

 Il commento del Presidente Donadel

“Un’opera strategica e importante per la viabilità provinciale, resa possibile grazie a un finanziamento intercettato nell’ambito del Decreto Ponti dal mio predecessore Stefano Marcon, che ha seguito e concretizzato tutte le fasi progettuali, e che ora sta per partire ufficialmente con l’avvio delle opere che porteranno alla costruzione del nuovo ponte sul Monticano – le parole di Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – l’intervento consentirà di migliorare i collegamenti viari in località Redigole, a Motta di Livenza, promuovendo al contempo la mobilità sostenibile, grazie alla prossimità con il percorso ciclo-pedonale. Un ringraziamento al Comune di Motta di Livenza e al Sindaco Alessandro Righi, con cui sto già prendendo contatti per condividere le prossime fasi, agli Enti Gestori e al Genio Civile con cui si è sempre stabilito un dialogo proficuo che ha permesso di finalizzare uno tra i cantieri più attesi e significativi programmati dalla Provincia a beneficio della comunità e del territorio”.

Provincia di Forlì-Cesena: oltre 35 milioni di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti

Prosegue l’impegno della Provincia di Forlì-Cesena per la messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti presenti sull’intero territorio provinciale.

La rete stradale provinciale conta 570 ponti su oltre 1.100 chilometri di strade. A seguito del crollo del ponte di Genova, grazie a una linea di finanziamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), attivata con i decreti ministeriali DM 225/2021 e DM 125/2022, è stato avviato un articolato programma di interventi che coinvolge 21 ponti e viadotti, per un investimento complessivo di 35.393.459 euro.

Gli interventi sono stati individuati attraverso un censimento puntuale delle opere e una valutazione delle priorità basata sullo stato di manutenzione e sui volumi di traffico.

8 interventi già portati a termine

Territorio cesenate (6 interventi – 3.285.848 euro): ponte sul fiume Rubicone in località Cioca di Sogliano al Rubicone (SP9); ponte sul Fosso delle Radici sulla SP130 “Casteldelci” nel comune di Verghereto; ponte sul Fosso Becca sulla SP142 nel comune di Bagno di Romagna; ponte in località Linaro sulla SP29 “Borello–Ranchio” nel comune di Mercato Saraceno; ponte sulla SP43 “Alfero” nel comune di Verghereto; ponte sulla SP11 “Sogliano” nel comune di Savignano sul Rubicone, in prossimità del Seven Sporting Club.

Territorio forlivese (2 interventi – 1.818.560 euro): viadotto di San Colombano nel comune di Meldola (SP4 “del Bidente”); ponte sulla SP19 Marradese nel comune di Modigliana.

7 interventi in corso 

Territorio cesenate: in fase di conclusione il cantiere sul ponte sul Barbotto sulla SP12 “Barbotto” nel comune di Mercato Saraceno (951.075 euro).

Territorio forlivese (6 interventi – 13.620.134 euro): nuovo ponte Braldo sul fiume Montone (SP27 bis), attualmente in fase di verifiche belliche preliminari; ponte all’ingresso di Galeata sulla SP4, con conclusione lavori prevista entro la primavera; in fase di gara 4 interventi sulla SP4: sul viadotto Suasia (Civitella di Romagna), sul viadotto in località Gualdo (Meldola), sul ponte in muratura di Corniolo (Santa Sofia) e sul ponte in località Cusercoli (Civitella di Romagna).

I prossimi interventi programmati

Sono previsti ulteriori interventi per 15.597.246 euro. È in fase di conclusione la progettazione dell’adeguamento del cavalcaferrovia della Bretella di collegamento tra la SS9 e il casello autostradale del Rubicone (1,7 milioni di euro), con gara prevista entro la primavera. È inoltre in corso la progettazione della variante di Nespoli sulla SP4 del Bidente, nel comune di Civitella di Romagna, per un importo superiore ai 6 milioni di euro.

Tra il 2027 e il 2028 sono infine programmati interventi di messa in sicurezza sul ponte sul fiume Uso (SP13, Borghi), la ricostruzione del ponte sulla SP137 Tiberina (Verghereto), l’adeguamento dei ponti sugli scoli Torricchia e Serachieda (SP2, Forlì) e il viadotto sulla SP3 del Rabbi (Predappio).

Il monitoraggio

La Provincia è inoltre capofila di un accordo territoriale che coinvolge attualmente 23 Comuni, finalizzato alla realizzazione, nei prossimi quattro anni, di un software gestionale unico e di attività coordinate di censimento e ispezione per la sicurezza dei ponti su tutto il territorio provinciale.

Il commento del Presidente della Provincia Enzo Lattuca

«Negli ultimi quattro anni abbiamo svolto un lavoro importante sulla sicurezza dei ponti, reso possibile dai finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e dalla competenza dei tecnici provinciali – dichiara il Presidente della Provincia, Enzo Lattuca – il completamento del programma ci accompagnerà fino al 2029. Sarebbe fondamentale rendere strutturale questo canale di finanziamento, soprattutto considerando il ruolo idraulico di queste infrastrutture, emerso con ancora maggiore evidenza dopo l’alluvione del 2023. Conclusa la verifica bellica in corso partirà il cantiere del ponte Braldo a Forlì, che rappresenta uno degli interventi simbolo di questo piano straordinario da oltre 35 milioni di euro».

 

SUA Provincia di Lecco: i dati del 2025

Anche il 2025 è stato un anno di intensa attività per la Stazione unica appaltante della Provincia di Lecco (Sua.Lecco), centrale di committenza per l’espletamento e la gestione di gare per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, a supporto dei Comuni non capoluogo e altri enti previsti dalla normativa.

A fine 2024 il Consiglio provinciale ha approvato un nuovo schema di convenzione adeguato e aggiornato alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 209/2024, correttivo del Codice dei contratti; la convenzione per aderire alla Sua, della durata di 5 anni, definisce le modalità di funzionamento della stazione appaltante relativamente all’espletamento e alla gestione di procedure di gara, regolamentando i rapporti con i soggetti aderenti.

Nel nuovo schema di convenzione è stata estesa la possibilità di adesione non solo ai Comuni appartenenti alla Provincia di Lecco, ma anche ai Comuni di altre Province e ai soggetti pubblici e privati che non abbiano ottenuto la qualificazione ai sensi dell’articolo 63 del Codice, nonché ai Parchi, Comunità Montane, Consorzi, Aziende speciali, Prefetture-Utg e altri enti a partecipazione pubblica.

Gli enti aderenti

Tra gli enti a oggi aderenti, in totale 75, oltre alla maggior parte dei Comuni già convenzionati con la precedente convenzione e le Comunità Montane del territorio, si sono aggiunti Arpa Lombardia, l’Azienda ospedaliera di Lecco Asst, l’Inaf – Osservatorio astronomico di Brera e il Comune di Erba appartenente alla provincia di Como.

I numeri dell gare

Nel 2025 la Sua.Lecco ha bandito e appaltato 161 gare, di cui 111 per i Comuni aderenti e 50 riferite ad appalti della Provincia di Lecco, così suddivise: 78 per lavori, 58 per servizi, 18 per forniture, 7 per concessioni/project financing, con un volume complessivo di oltre 64 milioni di euro.

Tra queste procedure alcune sono state finanziate dai fondi provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienzaPnrr.

 Il commento della Presidente della Provincia

“Anche nel 2025 il servizio di Stazione unica appaltante ha permesso di raggiungere risultati significativi, tra cui una maggiore professionalità, un’azione amministrativa più snella e tempestiva, una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure, un’ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali dei vari enti – commentano la Presidente Alessandra Hofmann e il Consigliere provinciale delegato ai Rapporti con i Comuni convenzionati Alessandro Negri – La Provincia di Lecco, nel suo ruolo di Casa dei Comuni, crede fortemente in questo strumento efficace per aumentare l’efficacia e l’efficienza delle attività di realizzazione dei lavori e di approvvigionamento di beni e servizi, per consentire un’azione più efficace di monitoraggio, controllo e prevenzione rispetto a possibili interferenze criminose”.

Firmato il Protocollo d’Intesa tra MIT e UPI per il rafforzamento dell’HUB Contratti Pubblici

E’ stato sottoscritto, tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) e l’Unione delle Province Italiane (UPI), un protocollo di Intesa con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione istituzionale e promuovere azioni congiunte per favorire la qualificazione delle stazioni appaltanti e la digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici.

Cosa si prevede

Il protocollo si colloca nel percorso già avviato nel 2024 per l’attuazione da parte del MIT della milestone PNRR M1C1-75-bis, che ha portato alla creazione dell’HUB Contratti Pubblici, attraverso il coinvolgimento delle Regioni – ITACA, dei Comuni – IFEL e INVITALIA. Questo ecosistema supporta le stazioni appaltanti nel rispettare i requisiti del Codice dei contratti pubblici e, in particolare, nelle attività di qualificazione delle P.A., offrendo strumenti e servizi, anche formativi, a
supporto dell’intero ciclo di vita degli appalti.

L’attuale intesa sancisce, inoltre, una collaborazione strategica tra MIT e UPI per potenziare l’HUBCo ntratti Pubblici, piattaforma digitale, finanziata con le risorse del PNRR, pensata per supportare la qualificazione delle stazioni appaltanti, in linea con gli obiettivi del Ministero e con le disposizioni del nuovo Codice dei contratti pubblici, al fine di promuovere le complesse attività già sviluppate nell’ambito delle piattaforme del MIT e dell’UPI, preordinate a rendere più efficace e trasparente la gestione degli appalti pubblici, mediante la messa a disposizione e la diffusione di strumenti e
contenuti informativi, documentali e operativi utili alle stazioni appaltanti.

La Piattaforma PI-CO di UPI

L’Unione delle Province d’Italia ha predisposto una piattaforma collaborativa che supporta il percorso di qualificazione delle
Stazioni appaltanti e delle Centrali di committenza delle Province, e un Osservatorio sull’andamento degli appalti pubblici a livello locale, da cui emerge che tutte le Province sono qualificate e gestiscono appalti per oltre 2.000 Comuni dei loro territori.

Grazie a questa collaborazione, l’HUB Contratti Pubblici diventerà ancora di più un punto di riferimento per le amministrazioni locali: un luogo digitale dove trovare supporto, documenti, strumenti operativi per lavorare con maggiore qualità, velocità ed efficienza.

Il Protocollo siglato

Protocollo intesa MIT UPI 2026

L’analisi del Presidente Gandolfi su Il Sole24Ore: ” Il Pnrr corre in provincia”

Il quotidiano Il Sole24Ore ospita oggi un’analisi sul PNRR del Presidente di UPI Pasquale Gandolfi.

Ecco il testo dell’intervento

“I giorni che ci restano alla chiusura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono davvero pochi: il 31 marzo è il termine che l’Europa ha dato all’Italia per completare tutte le Missioni, per arrivare entro il 30 giugno ad espletare le pratiche necessarie per ottenere il riconoscimento delle spese e il rilascio dei fondi.  Operazione, quella della rendicontazione, estremamente complessa e impegnativa, ma di una importanza estrema: eventuali errori in questa fase potrebbero arrivare a compromettere la validazione finale degli interventi. Ecco perché non possiamo ancora dire se abbiamo vinto, o no, questa sfida”.

L’analisi della Corte dei Conti

Come Province, però, dati alla mano, possiamo affermare che grazie al PNRR abbiamo saputo smentire ogni facile vulgata, dando prova di un saper fare che troppo spesso non ci viene riconosciuto. Il rapporto appena rilasciato dalla Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR all’agosto del 2025 dà conto di questo impegno.

I magistrati contabili, nell’analizzare i numeri caricati sul sistema ReGIS, che è il portale di rendicontazione adottato dall’Italia per gli investimenti pubblici, attestano da parte delle Province impegni di spesa che superano il 72% del totale delle risorse assegnate. Per la stessa voce, la media nazionale riferita enti territoriali, che comprende insieme alle Province, le performance dei Comuni, delle Città metropolitane, delle Unioni dei Comuni, delle Regioni e del Servizio Sanitario nazionale, si ferma al 59,2%: una differenza in positivo di venti punti percentuali. Il vantaggio si conferma anche nell’analisi dello stato dei pagamenti: le Province, si legge in una delle tabelle della Relazione, sono al 41,3% del totale impegnato, contro una media nazionale del 31%.  Non solo: la Corte dei Conti nella sua analisi sugli investimenti degli enti territoriali specifica che quelle assegnate alle Province, insieme a quelle attribuite alle Città metropolitane,  sono le opere di maggior valore economico.

Quindi, tra le più complesse da realizzare, con le tempistiche strettissime imposte dall’UE ed un carico di procedure burocratiche che ha pesato, e tuttora pesa, sul percorso di attuazione.

1.589 progetti, finanziati con risorse PNRR pari a 2,3 miliardi, a cui poi si sono aggiunte altre fonti di finanziamento, per un totale di 2,7 miliardi.

Non poco per istituzioni che venivano date per morte, e che, soprattutto, dal 2015 operano con metà del personale a disposizione: una criticità pesante, questa, che ancora non trova piena soluzione e che si farà sentire anche nella rendicontazione delle opere.

Gli interventi normativi necessari

Non poco per istituzioni che venivano date per morte, e che, soprattutto, dal 2015 operano con metà del personale a disposizione: una criticità pesante, questa, che ancora non trova piena soluzione e che si farà sentire anche nella rendicontazione delle opere. Ecco perché nell’ultima Cabina di regia PNRR,  insieme al Presidente di ANCI Gaetano Manfredi come Presidente di UPI ho chiesto al Ministro Tommaso Foti, che ha garantito il suo accordo, una serie di impegni per la fase finale del Programma da inserire nel Decreto-legge PNRR che il Governo si appresta ad emanare.

A partire dall’attivazione all’interno dei tavoli insediati nelle Prefetture, di task force specifiche a sostegno degli enti attuatori per la redazione delle rendicontazioni intermedie e di quella finale, con il supporto della Ragioneria Generale dello Stato.

Ma soprattutto, ANCI e UPI chiedono che  nel Decreto si faccia chiarezza rispetto a tutti i termini ancora incerti, e che si prevedano misure specifiche, con indicazioni sulle procedure e le risorse, per il completamento di tutte quelle opere che non riusciranno a essere chiuse o rendicontate nella tempistica perentoria imposti dall’UE.

Si tratterebbe di portare a conclusione quei cantieri che, seppure in ritardo, sono quasi completati e che rientrano in Missioni il cui target sarà stato raggiunto, su cui dunque il Paese riceverà il pieno finanziamento.

Misure di buon senso, per evitare che il PNRR lasci sul campo una serie di opere incompiute”.

Provincia di Lucca: da Natale aperto al transito veicolare il nuovo ponte sul Serchio

Buone nuove per l’apertura del ponte sul Serchio a Lucca realizzato dalla Provincia di Lucca.

L’incontro svoltosi oggi (mercoledì 10 dicembre), a cui hanno partecipato il presidente Marcello Pierucci con i tecnici provinciali, gli amministratori e i dirigenti tecnici di Fincantieri Infrastructure, ha dato esito positivo.

Alla luce del confronto odierno, svoltosi in un clima sereno e costruttivo, si è deciso che il ponte, in linea con il cronoprogramma condiviso dalla Provincia di Lucca e Fincantieri Infrastructure, impresa esecutrice dell’opera, sarà preso in carico dall’amministrazione provinciale entro il prossimo 23 dicembre.

La Provincia, pertanto, confida di inaugurare la grande opera viaria già nel pomeriggio di martedì 23 dicembre per poterla poi aprire al transito veicolare, il giorno dopo, 24 dicembre, collegando quindi le due sponde del Serchio attraverso le rotatorie di svincolo che si trovano lato via per Camaiore (Sp 1 Francigena) e lato SS12 del Brennero.

Nei prossimi giorni l’ente di Palazzo Ducale metterà a punto i dettagli della cerimonia inaugurale del nuovo ponte che dovrebbe svolgersi in orario crepuscolare con tutte le luci scenografiche accese, alla presenza delle massime autorità locali e regionali.

Nel corso dell’incontro, tra l’altro, è stato fatto il punto anche sulle ultime prove di carico sulla campata principale e sulla pista ciclo-pedonale che si concluderanno tra martedì e mercoledì della prossima settimana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Banda ultra larga, protocollo d’intesa tra UPI e Open Fiber

Open Fiber S.p.A., il principale operatore italiano nella creazione di reti di comunicazione elettronica in fibra ottica FTTH (fibra fino a casa), e l’Unione delle Province Italiane (UPI), rappresentanza istituzionale delle Province, annunciano la firma di un Protocollo d’Intesa triennale con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione per lo sviluppo della Banda Ultra Larga e per la salvaguardia del territorio.

L’accordo mira a ottimizzare i processi di realizzazione delle infrastrutture in fibra ottica sulle strade di competenza provinciale e si basa sul comune riconoscimento del ruolo cruciale dell’infrastrutturazione in fibra ottica per lo sviluppo socioeconomico e digitale dei territori.

Cosa prevede il protocollo

Le finalità principali includono:

  • Collaborare sulla semplificazione amministrativa per velocizzare il rilascio dei titoli autorizzativi da parte delle Province, nel rispetto del Codice delle Comunicazioni Elettroniche (CCE) e della normativa di settore.
  • Incentivare l’uso di tecniche a basso impatto ambientale promuovendo l’utilizzo di metodologie di scavo evolute, come la microtrincea che garantisce un’effrazione minima del manto stradale, un cantiere limitato nel tempo e nello spazio, riducendo al minimo l’impatto ambientale e i disagi per la circolazione stradale e per i cittadini.
  • Condividere misure per garantire l’esecuzione tempestiva e nei tempi richiesti dei ripristini definitivi a carico di Open Fiber, a tutela della sicurezza stradale.
  • Favorire l’uso di infrastrutture fisiche già presenti, anche di soggetti terzi, per la posa della fibra ottica in ambito provinciale.
  • Promuovere procedure e modelli standard per snellire l’iter di allacciamento delle utenze dei cittadini alla rete in fibra ottica (c.d. delivery), affinché la risposta alla domanda di servizi in banda ultra larga possa giungere in tempi breviai cittadini.

Per assicurare la corretta e puntuale attuazione degli impegni, è stata istituita una Cabina di Regia composta da due rappresentanti per ciascuna Parte, con il compito di coordinare la gestione e la comunicazione relative al Protocollo.

Open Fiber e UPI realizzeranno inoltre attività congiunte di promozione e comunicazione, anche attraverso road-show nelle province, per diffondere la conoscenza della tecnica della microtrincea e delle procedure semplificate.

Il Protocollo d’Intesa, che ha una durata triennale, è un passo importante per massimizzare l’efficacia degli investimenti in fibra, anche nell’ambito dei Piani Nazionali come il Piano BUL e il Piano Italia a 1 Giga (finanziato dal PNRR), garantendo allo stesso tempo la piena tutela del territorio e la sicurezza stradale.

Il commento di Open Fiber

Per Paola Martinez, Responsabile Affari istituzionali territorial di Open Fiber: “Portiamo avanti il nostro progetto della Banda Ultra Larga affinché porti a sempre più cittadini la velocità e l’affidabilità imbattibili della fibra ottica Fiber to the home. A oggi Open Fiber ha messo in vendibilità FTTH oltre 15 milioni di unità immobiliari costruendo un’infrastruttura che corre lungo circa 160mila km. La collaborazione con UPI è fondamentale perché ci consentirà di superare gli ostacoli con rapidità e di portare l’autostrada digitale del futuro in ogni Provincia. Non parliamo solo di cavi, ma di una trasformazione per la vita quotidiana: dalla possibilità per i nostri figli di studiare con la massima qualità anche da remoto, alla sanità a distanza, fino alla capacità per ogni impresa locale di competere sul mercato globale”.

Il commento di UPI

Per Piero Antonelli, Direttore Generale di UPI “Con questo accordo puntiamo a fornire alle Province strumenti innovativi per assicurare ai territori strutture e reti efficienti e performanti che permettano alle imprese l’accesso alla tecnologia, e garantiscano ai cittadini il diritto alla connessione. Non solo: le azioni previste dall’accordo trovano pieno accoglimento negli interventi necessari a favorire la trasformazione digitale delle istituzioni, soprattutto i piccoli comuni delle aree interne. Inoltre, l’impegno che prendiamo con Open Fiber ci permette di fare importanti passi in avanti nella copertura del digitale, riducendo al minimo l’impatto sulle strade provinciali. Un elemento, questo, essenziale perché tutela il patrimonio pubblico, evita di appesantire la viabilità e taglia i costi delle spese dei ripristini stradali“.

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