Categoria: Infrastrutture e Trasporti

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Provincia di Treviso: aggiudicati i lavori per la realizzazione di un nuovo Ponte

La Provincia di Treviso ha aggiudicato come da cronoprogramma i lavori per la demolizione e la ricostruzione del nuovo ponte sulla SP 137 “Redigole” a Motta di Livenza: vincitore della gara di appalto è il raggruppamento temporaneo di aziende costituito da CM Infrastrutture srl, con sede a Campolongo Maggiore (VE), e M.B.M sp, con sede a Caselle di Sommacampagna (VR). Dopo l’approvazione da parte della Provincia del progetto definitivo e di quello esecutivo, è stata completata anche l’ultima fase dell’iter amministrativo propedeutico all’avvio del cantiere, ovvero l’aggiudicazione. L’importo complessivo dell’opera, che consentirà di migliorare sia le caratteristiche idrauliche della struttura sia la fruibilità stessa del ponte, grazie al collegamento con il vicino percorso ciclo-pedonale, ammonta a 7.062.111,50 euro, finanziati dalla Provincia attraverso il “Decreto Ponti” del MIT.

Grazie al costante contatto con il Comune di Motta di Livenza, con il Genio Civile e con gli Enti Gestori dei sottoservizi, che in questi mesi stanno svolgendo tutte i lavori propedeutici del caso, ora si potrà  procedere con le valutazioni tecniche necessarie all’avvio ufficiale delle opere di demolizione, previste nelle prossime settimane.

 Il commento del Presidente Donadel

“Un’opera strategica e importante per la viabilità provinciale, resa possibile grazie a un finanziamento intercettato nell’ambito del Decreto Ponti dal mio predecessore Stefano Marcon, che ha seguito e concretizzato tutte le fasi progettuali, e che ora sta per partire ufficialmente con l’avvio delle opere che porteranno alla costruzione del nuovo ponte sul Monticano – le parole di Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – l’intervento consentirà di migliorare i collegamenti viari in località Redigole, a Motta di Livenza, promuovendo al contempo la mobilità sostenibile, grazie alla prossimità con il percorso ciclo-pedonale. Un ringraziamento al Comune di Motta di Livenza e al Sindaco Alessandro Righi, con cui sto già prendendo contatti per condividere le prossime fasi, agli Enti Gestori e al Genio Civile con cui si è sempre stabilito un dialogo proficuo che ha permesso di finalizzare uno tra i cantieri più attesi e significativi programmati dalla Provincia a beneficio della comunità e del territorio”.

Provincia di Forlì-Cesena: oltre 35 milioni di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti

Prosegue l’impegno della Provincia di Forlì-Cesena per la messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti presenti sull’intero territorio provinciale.

La rete stradale provinciale conta 570 ponti su oltre 1.100 chilometri di strade. A seguito del crollo del ponte di Genova, grazie a una linea di finanziamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), attivata con i decreti ministeriali DM 225/2021 e DM 125/2022, è stato avviato un articolato programma di interventi che coinvolge 21 ponti e viadotti, per un investimento complessivo di 35.393.459 euro.

Gli interventi sono stati individuati attraverso un censimento puntuale delle opere e una valutazione delle priorità basata sullo stato di manutenzione e sui volumi di traffico.

8 interventi già portati a termine

Territorio cesenate (6 interventi – 3.285.848 euro): ponte sul fiume Rubicone in località Cioca di Sogliano al Rubicone (SP9); ponte sul Fosso delle Radici sulla SP130 “Casteldelci” nel comune di Verghereto; ponte sul Fosso Becca sulla SP142 nel comune di Bagno di Romagna; ponte in località Linaro sulla SP29 “Borello–Ranchio” nel comune di Mercato Saraceno; ponte sulla SP43 “Alfero” nel comune di Verghereto; ponte sulla SP11 “Sogliano” nel comune di Savignano sul Rubicone, in prossimità del Seven Sporting Club.

Territorio forlivese (2 interventi – 1.818.560 euro): viadotto di San Colombano nel comune di Meldola (SP4 “del Bidente”); ponte sulla SP19 Marradese nel comune di Modigliana.

7 interventi in corso 

Territorio cesenate: in fase di conclusione il cantiere sul ponte sul Barbotto sulla SP12 “Barbotto” nel comune di Mercato Saraceno (951.075 euro).

Territorio forlivese (6 interventi – 13.620.134 euro): nuovo ponte Braldo sul fiume Montone (SP27 bis), attualmente in fase di verifiche belliche preliminari; ponte all’ingresso di Galeata sulla SP4, con conclusione lavori prevista entro la primavera; in fase di gara 4 interventi sulla SP4: sul viadotto Suasia (Civitella di Romagna), sul viadotto in località Gualdo (Meldola), sul ponte in muratura di Corniolo (Santa Sofia) e sul ponte in località Cusercoli (Civitella di Romagna).

I prossimi interventi programmati

Sono previsti ulteriori interventi per 15.597.246 euro. È in fase di conclusione la progettazione dell’adeguamento del cavalcaferrovia della Bretella di collegamento tra la SS9 e il casello autostradale del Rubicone (1,7 milioni di euro), con gara prevista entro la primavera. È inoltre in corso la progettazione della variante di Nespoli sulla SP4 del Bidente, nel comune di Civitella di Romagna, per un importo superiore ai 6 milioni di euro.

Tra il 2027 e il 2028 sono infine programmati interventi di messa in sicurezza sul ponte sul fiume Uso (SP13, Borghi), la ricostruzione del ponte sulla SP137 Tiberina (Verghereto), l’adeguamento dei ponti sugli scoli Torricchia e Serachieda (SP2, Forlì) e il viadotto sulla SP3 del Rabbi (Predappio).

Il monitoraggio

La Provincia è inoltre capofila di un accordo territoriale che coinvolge attualmente 23 Comuni, finalizzato alla realizzazione, nei prossimi quattro anni, di un software gestionale unico e di attività coordinate di censimento e ispezione per la sicurezza dei ponti su tutto il territorio provinciale.

Il commento del Presidente della Provincia Enzo Lattuca

«Negli ultimi quattro anni abbiamo svolto un lavoro importante sulla sicurezza dei ponti, reso possibile dai finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e dalla competenza dei tecnici provinciali – dichiara il Presidente della Provincia, Enzo Lattuca – il completamento del programma ci accompagnerà fino al 2029. Sarebbe fondamentale rendere strutturale questo canale di finanziamento, soprattutto considerando il ruolo idraulico di queste infrastrutture, emerso con ancora maggiore evidenza dopo l’alluvione del 2023. Conclusa la verifica bellica in corso partirà il cantiere del ponte Braldo a Forlì, che rappresenta uno degli interventi simbolo di questo piano straordinario da oltre 35 milioni di euro».

 

SUA Provincia di Lecco: i dati del 2025

Anche il 2025 è stato un anno di intensa attività per la Stazione unica appaltante della Provincia di Lecco (Sua.Lecco), centrale di committenza per l’espletamento e la gestione di gare per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, a supporto dei Comuni non capoluogo e altri enti previsti dalla normativa.

A fine 2024 il Consiglio provinciale ha approvato un nuovo schema di convenzione adeguato e aggiornato alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 209/2024, correttivo del Codice dei contratti; la convenzione per aderire alla Sua, della durata di 5 anni, definisce le modalità di funzionamento della stazione appaltante relativamente all’espletamento e alla gestione di procedure di gara, regolamentando i rapporti con i soggetti aderenti.

Nel nuovo schema di convenzione è stata estesa la possibilità di adesione non solo ai Comuni appartenenti alla Provincia di Lecco, ma anche ai Comuni di altre Province e ai soggetti pubblici e privati che non abbiano ottenuto la qualificazione ai sensi dell’articolo 63 del Codice, nonché ai Parchi, Comunità Montane, Consorzi, Aziende speciali, Prefetture-Utg e altri enti a partecipazione pubblica.

Gli enti aderenti

Tra gli enti a oggi aderenti, in totale 75, oltre alla maggior parte dei Comuni già convenzionati con la precedente convenzione e le Comunità Montane del territorio, si sono aggiunti Arpa Lombardia, l’Azienda ospedaliera di Lecco Asst, l’Inaf – Osservatorio astronomico di Brera e il Comune di Erba appartenente alla provincia di Como.

I numeri dell gare

Nel 2025 la Sua.Lecco ha bandito e appaltato 161 gare, di cui 111 per i Comuni aderenti e 50 riferite ad appalti della Provincia di Lecco, così suddivise: 78 per lavori, 58 per servizi, 18 per forniture, 7 per concessioni/project financing, con un volume complessivo di oltre 64 milioni di euro.

Tra queste procedure alcune sono state finanziate dai fondi provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienzaPnrr.

 Il commento della Presidente della Provincia

“Anche nel 2025 il servizio di Stazione unica appaltante ha permesso di raggiungere risultati significativi, tra cui una maggiore professionalità, un’azione amministrativa più snella e tempestiva, una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure, un’ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali dei vari enti – commentano la Presidente Alessandra Hofmann e il Consigliere provinciale delegato ai Rapporti con i Comuni convenzionati Alessandro Negri – La Provincia di Lecco, nel suo ruolo di Casa dei Comuni, crede fortemente in questo strumento efficace per aumentare l’efficacia e l’efficienza delle attività di realizzazione dei lavori e di approvvigionamento di beni e servizi, per consentire un’azione più efficace di monitoraggio, controllo e prevenzione rispetto a possibili interferenze criminose”.

Firmato il Protocollo d’Intesa tra MIT e UPI per il rafforzamento dell’HUB Contratti Pubblici

E’ stato sottoscritto, tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) e l’Unione delle Province Italiane (UPI), un protocollo di Intesa con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione istituzionale e promuovere azioni congiunte per favorire la qualificazione delle stazioni appaltanti e la digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti pubblici.

Cosa si prevede

Il protocollo si colloca nel percorso già avviato nel 2024 per l’attuazione da parte del MIT della milestone PNRR M1C1-75-bis, che ha portato alla creazione dell’HUB Contratti Pubblici, attraverso il coinvolgimento delle Regioni – ITACA, dei Comuni – IFEL e INVITALIA. Questo ecosistema supporta le stazioni appaltanti nel rispettare i requisiti del Codice dei contratti pubblici e, in particolare, nelle attività di qualificazione delle P.A., offrendo strumenti e servizi, anche formativi, a
supporto dell’intero ciclo di vita degli appalti.

L’attuale intesa sancisce, inoltre, una collaborazione strategica tra MIT e UPI per potenziare l’HUBCo ntratti Pubblici, piattaforma digitale, finanziata con le risorse del PNRR, pensata per supportare la qualificazione delle stazioni appaltanti, in linea con gli obiettivi del Ministero e con le disposizioni del nuovo Codice dei contratti pubblici, al fine di promuovere le complesse attività già sviluppate nell’ambito delle piattaforme del MIT e dell’UPI, preordinate a rendere più efficace e trasparente la gestione degli appalti pubblici, mediante la messa a disposizione e la diffusione di strumenti e
contenuti informativi, documentali e operativi utili alle stazioni appaltanti.

La Piattaforma PI-CO di UPI

L’Unione delle Province d’Italia ha predisposto una piattaforma collaborativa che supporta il percorso di qualificazione delle
Stazioni appaltanti e delle Centrali di committenza delle Province, e un Osservatorio sull’andamento degli appalti pubblici a livello locale, da cui emerge che tutte le Province sono qualificate e gestiscono appalti per oltre 2.000 Comuni dei loro territori.

Grazie a questa collaborazione, l’HUB Contratti Pubblici diventerà ancora di più un punto di riferimento per le amministrazioni locali: un luogo digitale dove trovare supporto, documenti, strumenti operativi per lavorare con maggiore qualità, velocità ed efficienza.

Il Protocollo siglato

Protocollo intesa MIT UPI 2026

L’analisi del Presidente Gandolfi su Il Sole24Ore: ” Il Pnrr corre in provincia”

Il quotidiano Il Sole24Ore ospita oggi un’analisi sul PNRR del Presidente di UPI Pasquale Gandolfi.

Ecco il testo dell’intervento

“I giorni che ci restano alla chiusura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono davvero pochi: il 31 marzo è il termine che l’Europa ha dato all’Italia per completare tutte le Missioni, per arrivare entro il 30 giugno ad espletare le pratiche necessarie per ottenere il riconoscimento delle spese e il rilascio dei fondi.  Operazione, quella della rendicontazione, estremamente complessa e impegnativa, ma di una importanza estrema: eventuali errori in questa fase potrebbero arrivare a compromettere la validazione finale degli interventi. Ecco perché non possiamo ancora dire se abbiamo vinto, o no, questa sfida”.

L’analisi della Corte dei Conti

Come Province, però, dati alla mano, possiamo affermare che grazie al PNRR abbiamo saputo smentire ogni facile vulgata, dando prova di un saper fare che troppo spesso non ci viene riconosciuto. Il rapporto appena rilasciato dalla Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR all’agosto del 2025 dà conto di questo impegno.

I magistrati contabili, nell’analizzare i numeri caricati sul sistema ReGIS, che è il portale di rendicontazione adottato dall’Italia per gli investimenti pubblici, attestano da parte delle Province impegni di spesa che superano il 72% del totale delle risorse assegnate. Per la stessa voce, la media nazionale riferita enti territoriali, che comprende insieme alle Province, le performance dei Comuni, delle Città metropolitane, delle Unioni dei Comuni, delle Regioni e del Servizio Sanitario nazionale, si ferma al 59,2%: una differenza in positivo di venti punti percentuali. Il vantaggio si conferma anche nell’analisi dello stato dei pagamenti: le Province, si legge in una delle tabelle della Relazione, sono al 41,3% del totale impegnato, contro una media nazionale del 31%.  Non solo: la Corte dei Conti nella sua analisi sugli investimenti degli enti territoriali specifica che quelle assegnate alle Province, insieme a quelle attribuite alle Città metropolitane,  sono le opere di maggior valore economico.

Quindi, tra le più complesse da realizzare, con le tempistiche strettissime imposte dall’UE ed un carico di procedure burocratiche che ha pesato, e tuttora pesa, sul percorso di attuazione.

1.589 progetti, finanziati con risorse PNRR pari a 2,3 miliardi, a cui poi si sono aggiunte altre fonti di finanziamento, per un totale di 2,7 miliardi.

Non poco per istituzioni che venivano date per morte, e che, soprattutto, dal 2015 operano con metà del personale a disposizione: una criticità pesante, questa, che ancora non trova piena soluzione e che si farà sentire anche nella rendicontazione delle opere.

Gli interventi normativi necessari

Non poco per istituzioni che venivano date per morte, e che, soprattutto, dal 2015 operano con metà del personale a disposizione: una criticità pesante, questa, che ancora non trova piena soluzione e che si farà sentire anche nella rendicontazione delle opere. Ecco perché nell’ultima Cabina di regia PNRR,  insieme al Presidente di ANCI Gaetano Manfredi come Presidente di UPI ho chiesto al Ministro Tommaso Foti, che ha garantito il suo accordo, una serie di impegni per la fase finale del Programma da inserire nel Decreto-legge PNRR che il Governo si appresta ad emanare.

A partire dall’attivazione all’interno dei tavoli insediati nelle Prefetture, di task force specifiche a sostegno degli enti attuatori per la redazione delle rendicontazioni intermedie e di quella finale, con il supporto della Ragioneria Generale dello Stato.

Ma soprattutto, ANCI e UPI chiedono che  nel Decreto si faccia chiarezza rispetto a tutti i termini ancora incerti, e che si prevedano misure specifiche, con indicazioni sulle procedure e le risorse, per il completamento di tutte quelle opere che non riusciranno a essere chiuse o rendicontate nella tempistica perentoria imposti dall’UE.

Si tratterebbe di portare a conclusione quei cantieri che, seppure in ritardo, sono quasi completati e che rientrano in Missioni il cui target sarà stato raggiunto, su cui dunque il Paese riceverà il pieno finanziamento.

Misure di buon senso, per evitare che il PNRR lasci sul campo una serie di opere incompiute”.

Provincia di Lucca: da Natale aperto al transito veicolare il nuovo ponte sul Serchio

Buone nuove per l’apertura del ponte sul Serchio a Lucca realizzato dalla Provincia di Lucca.

L’incontro svoltosi oggi (mercoledì 10 dicembre), a cui hanno partecipato il presidente Marcello Pierucci con i tecnici provinciali, gli amministratori e i dirigenti tecnici di Fincantieri Infrastructure, ha dato esito positivo.

Alla luce del confronto odierno, svoltosi in un clima sereno e costruttivo, si è deciso che il ponte, in linea con il cronoprogramma condiviso dalla Provincia di Lucca e Fincantieri Infrastructure, impresa esecutrice dell’opera, sarà preso in carico dall’amministrazione provinciale entro il prossimo 23 dicembre.

La Provincia, pertanto, confida di inaugurare la grande opera viaria già nel pomeriggio di martedì 23 dicembre per poterla poi aprire al transito veicolare, il giorno dopo, 24 dicembre, collegando quindi le due sponde del Serchio attraverso le rotatorie di svincolo che si trovano lato via per Camaiore (Sp 1 Francigena) e lato SS12 del Brennero.

Nei prossimi giorni l’ente di Palazzo Ducale metterà a punto i dettagli della cerimonia inaugurale del nuovo ponte che dovrebbe svolgersi in orario crepuscolare con tutte le luci scenografiche accese, alla presenza delle massime autorità locali e regionali.

Nel corso dell’incontro, tra l’altro, è stato fatto il punto anche sulle ultime prove di carico sulla campata principale e sulla pista ciclo-pedonale che si concluderanno tra martedì e mercoledì della prossima settimana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Banda ultra larga, protocollo d’intesa tra UPI e Open Fiber

Open Fiber S.p.A., il principale operatore italiano nella creazione di reti di comunicazione elettronica in fibra ottica FTTH (fibra fino a casa), e l’Unione delle Province Italiane (UPI), rappresentanza istituzionale delle Province, annunciano la firma di un Protocollo d’Intesa triennale con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione per lo sviluppo della Banda Ultra Larga e per la salvaguardia del territorio.

L’accordo mira a ottimizzare i processi di realizzazione delle infrastrutture in fibra ottica sulle strade di competenza provinciale e si basa sul comune riconoscimento del ruolo cruciale dell’infrastrutturazione in fibra ottica per lo sviluppo socioeconomico e digitale dei territori.

Cosa prevede il protocollo

Le finalità principali includono:

  • Collaborare sulla semplificazione amministrativa per velocizzare il rilascio dei titoli autorizzativi da parte delle Province, nel rispetto del Codice delle Comunicazioni Elettroniche (CCE) e della normativa di settore.
  • Incentivare l’uso di tecniche a basso impatto ambientale promuovendo l’utilizzo di metodologie di scavo evolute, come la microtrincea che garantisce un’effrazione minima del manto stradale, un cantiere limitato nel tempo e nello spazio, riducendo al minimo l’impatto ambientale e i disagi per la circolazione stradale e per i cittadini.
  • Condividere misure per garantire l’esecuzione tempestiva e nei tempi richiesti dei ripristini definitivi a carico di Open Fiber, a tutela della sicurezza stradale.
  • Favorire l’uso di infrastrutture fisiche già presenti, anche di soggetti terzi, per la posa della fibra ottica in ambito provinciale.
  • Promuovere procedure e modelli standard per snellire l’iter di allacciamento delle utenze dei cittadini alla rete in fibra ottica (c.d. delivery), affinché la risposta alla domanda di servizi in banda ultra larga possa giungere in tempi breviai cittadini.

Per assicurare la corretta e puntuale attuazione degli impegni, è stata istituita una Cabina di Regia composta da due rappresentanti per ciascuna Parte, con il compito di coordinare la gestione e la comunicazione relative al Protocollo.

Open Fiber e UPI realizzeranno inoltre attività congiunte di promozione e comunicazione, anche attraverso road-show nelle province, per diffondere la conoscenza della tecnica della microtrincea e delle procedure semplificate.

Il Protocollo d’Intesa, che ha una durata triennale, è un passo importante per massimizzare l’efficacia degli investimenti in fibra, anche nell’ambito dei Piani Nazionali come il Piano BUL e il Piano Italia a 1 Giga (finanziato dal PNRR), garantendo allo stesso tempo la piena tutela del territorio e la sicurezza stradale.

Il commento di Open Fiber

Per Paola Martinez, Responsabile Affari istituzionali territorial di Open Fiber: “Portiamo avanti il nostro progetto della Banda Ultra Larga affinché porti a sempre più cittadini la velocità e l’affidabilità imbattibili della fibra ottica Fiber to the home. A oggi Open Fiber ha messo in vendibilità FTTH oltre 15 milioni di unità immobiliari costruendo un’infrastruttura che corre lungo circa 160mila km. La collaborazione con UPI è fondamentale perché ci consentirà di superare gli ostacoli con rapidità e di portare l’autostrada digitale del futuro in ogni Provincia. Non parliamo solo di cavi, ma di una trasformazione per la vita quotidiana: dalla possibilità per i nostri figli di studiare con la massima qualità anche da remoto, alla sanità a distanza, fino alla capacità per ogni impresa locale di competere sul mercato globale”.

Il commento di UPI

Per Piero Antonelli, Direttore Generale di UPI “Con questo accordo puntiamo a fornire alle Province strumenti innovativi per assicurare ai territori strutture e reti efficienti e performanti che permettano alle imprese l’accesso alla tecnologia, e garantiscano ai cittadini il diritto alla connessione. Non solo: le azioni previste dall’accordo trovano pieno accoglimento negli interventi necessari a favorire la trasformazione digitale delle istituzioni, soprattutto i piccoli comuni delle aree interne. Inoltre, l’impegno che prendiamo con Open Fiber ci permette di fare importanti passi in avanti nella copertura del digitale, riducendo al minimo l’impatto sulle strade provinciali. Un elemento, questo, essenziale perché tutela il patrimonio pubblico, evita di appesantire la viabilità e taglia i costi delle spese dei ripristini stradali“.

I lavori della Provincia di Forlì-Cesena per ripristinare le strade

Ripristino della SP 78 “San Matteo”: inizio dei lavori di sistemazione delle frane

Lunedì 27 ottobre hanno inizio i lavori di sistemazione delle frane nella SP 78 “San Matteo”, strada provinciale, che attraversa il territorio comunale di Meldola e Civitella di Romagna, interessata da dissesti durante l’alluvione del maggio 2023.

L’intervento, del valore complessivo di 2.700.000 euro, è finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR – Next Generation EU, Misura M2C4I2.1°, e prevede lavori per una durata stimata di 300 giorni.

Il progetto complessivo prevede interventi in sei punti lungo la SP 78 dal km 0+730 al km 9+250, con interventi di consolidamento, stabilizzanti ed antierosivi, di sistemazione idraulica e difesa spondale. Nel dettaglio è prevista la realizzazione di scogliere con massi ciclopici, la posa di reti metalliche con chiodature ed ancoraggi, la sistemazione delle scarpate, l’esecuzione di fossi di scolo delle acque, la messa in opera di nuove barriere di sicurezza ed il rifacimento in alcuni punti della pavimentazione stradale.

L’impresa esecutrice è la Edil Sagea s.r.l. di Santarcangelo di Romagna. I lavori inizieranno con la predisposizione del cantiere e la pulizia delle scarpate, con la bonifica bellica per poi proseguire con la successiva esecuzione, in ogni punto di intervento, degli specifici interventi previsti in progetto. La realizzazione dei lavori comporterà, in alcune fasi esecutive, limitazioni alla viabilità consistenti nel senso unico alternato e nella temporanea interruzione della circolazione stradale.

Le dichiarazioni dei rappresentanti della Provincia

Roberto Cavallucci, Vicepresidente della Provincia di Forlì-Cesena e Sindaco di Meldola, ha sottolineato: “Il cantiere sulla SP78 “San Matteo”, che interessa i Comuni di Meldola e Civitella, è il terzo di 14 programmati che parte nel territorio forlivese dopo quello sulla SP21 “Trebbio” e quello sulla SP 66 “Casale” in Comune di Modigliana. È un altro importante lavoro di sistemazione di parte dei danni causati dall’alluvione che inizia e che, pur causando disagi a cittadini ed imprese, consentirà al termine della sua esecuzione di migliorare la sicurezza di questa importante strada provinciale che serve un vasto territorio collinare”.

Claudio Milandri, Sindaco di Civitella di Romagna ha aggiunto: “Esprimo soddisfazione per l’avvio di questo cantiere sulla SP 78 “San Matteo”, che insieme a quello sulla SP 102 “Giaggiolo” contribuirà a migliorare la viabilità nella parte nord-est del territorio comunale”.

Ripristino della SP 88  “Alto Uso”: inizio dei lavori di sistemazione delle frane

Lunedì 27  ottobre hanno inizio i lavori di ripristino e miglioramento della sicurezza della strada Provinciale 88 “Alto Uso” nel Comune di Sogliano al Rubicone, colpita da movimenti franosi durante l’alluvione di maggio 2023.

L’intervento, del valore complessivo di 3.000.000 euro, è finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR – Next Generation EU, Misura M2C4I2.1°.

L’impresa esecutrice Ambrogetti s.r.l di Riofreddo (Comune di Verghereto – FC) dalla giornata di lunedì avvierà le attività di preparazione del cantiere e pulizia delle aree intervento in corrispondenza dei dissesti al km 4+100 circa e al km 3+500 ove è prevista la realizzazione di palificate con cordoli e barriere di sicurezza per il completo ripristino del piano viabile.

Successivamente le lavorazioni interesseranno il tratto della SP88 nelle adiacenze al km 1+100 circa per il ripristino dei dissesti in prossimità dell’alveo fluviale

Durante le lavorazioni la viabilità sarà regolamentata a senso unico alternato ad eccezione dei punti di intervento al km 4+100 circa e al km 3+500 dove la necessità di intervenire con macchine operatrici di dimensioni non compatibili con la circolazione stradale in relazione agli spazi disponibili determinerà l’istituzione del divieto di transito a tutti i veicoli nella fascia oraria 7:30 – 17:30 a partire da lunedì 3 novembre. L’impresa e la direzione lavori assicureranno il massimo impegno per ridurre la durata di tali limitazioni, al momento in fase di valutazione.

Alla data del 30 giugno 2026 si prevede il raggiungimento del 90% dell’importo lavori stimati, in linea con le milestones del PNRR.

Le dichiarazioni dei rappresentanti della Provincia

Sara Bartolini, sindaca di Roncofreddo e consigliera provinciale delegata alla viabilità cesenate, ha sottolineato: “Nei giorni scorsi è stato allestito il cantiere per la realizzazione dei lavori sulla SP 40 “Badia Santa – Paola”, nel comune di Roncofreddo, il cantiere della SP88, che verrà allestito lunedì prossimo, è il secondo dei 9 previsti nel territorio cesenate finanziati dalle ordinanze 33 e 35 del Commissario alla ricostruzione. Siamo consapevoli dei disagi che ci potranno essere per cittadini ed imprese durante il cantiere, soprattutto in questa strada che già è stata messa a dura prova durante l’alluvione del 2023, ma questo rappresenta un investimento importante per migliorare la sicurezza della strada provinciale 88 e per il futuro del territorio.”

Tania Bocchini ha dichiarato: “Si tratta di uno degli interventi che garantisce la mobilità interna del nostro territorio, in particolare nelle aree più alte dell’Uso. Prosegue il percorso di ricostruzione post-alluvione, che stiamo portando avanti con urgenza e responsabilità, anche in considerazione delle scadenze ravvicinate previste dal PNRR. Accogliendo una nostra richiesta, la direzione lavori ha organizzato il cantiere in modo da ridurre i disagi per i residenti: durante le pause lavorative e nei fine settimana sarà infatti garantita la circolazione a senso unico alternato, mentre negli orari di chiusura verranno comunque assicurati i servizi essenziali, a partire dal trasporto scolastico. È un impegno condiviso per restituire sicurezza e continuità alla rete stradale

Fibercop e UPI insieme per una fibra ottica sostenibile

Il protocollo

FiberCop, azienda che gestisce l’infrastruttura digitale più estesa e capillare d’Italia, e l’UPI, l’Unione delle Province d’Italia, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a promuovere un modello efficiente e sostenibile per la posa della fibra ottica sulle strade provinciali del Paese.
A siglare l’intesa è Massimo Sarmi, Presidente e Amministratore Delegato di FiberCop e Pasquale Gandolfi, Presidente dell’UPI.

“Questo Protocollo rappresenta un passo concreto verso un modello di crescita digitale che integra innovazione, tutela dell’ambiente e rispetto per il territorio, – ha dichiarato Massimo Sarmi, Presidente e Amministratore Delegato di FiberCop. – La sinergia con UPI ci consente di valorizzare metodologie di intervento a basso impatto ambientale, come la micro trincea, in grado di accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica ottimizzando i benefici per cittadini e amministrazioni.”

L’obiettivo

L’accordo nasce con l’obiettivo d’incentivare l’impiego di tecniche di scavo innovative a basso impatto ambientale che consente interventi rapidi, poco invasivi e con elevati standard di sicurezza, riducendo tempi, costi e disagi per la collettività. Anche nel caso di utilizzo di metodologie tradizionali, sarà garantita la collaborazione con le Province per recepirne le esigenze ed aumentare l’efficienza delle attività di ripristino del manto stradale, nel rispetto della sicurezza e della tutela del territorio. Lo scavo a sezione ridotta rappresenta una delle soluzioni più efficaci per sostenere lo sviluppo delle reti digitali nel rispetto dell’ambiente e del patrimonio infrastrutturale esistente.

“Le Province stanno acquisendo un ruolo centrale nella promozione dello sviluppo locale. E’ evidente che l’accesso alla tecnologia è strategico sia per le imprese, che hanno bisogno di strutture e reti efficienti e performanti, sia per i cittadini, ai quali va garantito il diritto alla connessione, sia per accompagnare la trasformazione digitale della PA. Questo accordo con FiberCop permetterà ai territori di fare passi in avanti nella copertura del digitale, riducendo al minimo l’impatto sulle strade provinciali. Un elemento, questo, essenziale perché tutela il patrimonio pubblico, evita di appesantire la viabilità e taglia i costi delle spese dei ripristini stradali, che fino ad ora hanno pesato non poco sui bilanci delle amministrazioni“ – ha affermato Pasquale Gandolfi, Presidente dell’UPI.

L’intesa prevede inoltre la diffusione nelle Province delle conoscenze tecnologiche e normative relative alle tecniche di posa innovative, favorendo l’adozione di pratiche condivise che possano semplificare i procedimenti autorizzativi e accelerare i tempi di realizzazione delle reti. Parte centrale dell’accordo è l’impegno a privilegiare, ove possibile, il riutilizzo delle infrastrutture esistenti, così da ridurre ulteriormente l’occupazione del suolo pubblico e l’impatto degli interventi.

Nel Link, il protocollo siglato Protocollo intesa UPI FIBERCOOP

La Provincia di Treviso approva il progetto per un nuovo ponte

Il progetto

La Provincia di Treviso ha approvato definitivamente la progettazione esecutiva per consentire i lavori di demolizione e nuova costruzione del Ponte sul Monticano lungo la SP 137 “Redigole” a Motta di Livenza: come annunciato ad agosto, dopo l’approvazione in linea tecnica ora l’atto ufficiale dà il via alle fasi successive, che prevedono le attività sui sottoservizi a cura dei gestori. Una volta completate, come indicato dal Genio Civile, si partirà con il cantiere: la gara per l’affidamento ufficiale dei lavori di costruzione sarà programmata a breve. Come ricordato nelle precedenti comunicazioni, già l’anno scorso la Provincia, in costante contatto con il Comune di Motta di Livenza, aveva approvato in linea tecnica la progettazione esecutiva e, dopo aver ottenuto lo sblocco dei fondi richiesto al Ministero per la copertura dell’aumento del costo dell’opera (dal valore complessivo di 7.062.111 euro), causato dal rincaro dei materiali a sua volta determinato dallo scenario internazionale, ha proseguito con tutti gli step necessari insieme al Genio Civile e agli Enti gestori dei sottoservizi per l’organizzazione delle fasi successive, che ora potranno partire come da programma.

Costi e obiettivi

L’opera ha un costo complessivo di 7 milioni di euro, che la Provincia di Treviso è riuscita a ottenere grazie alla presentazione del progetto al “Decreto Ponti” del Ministero delle Infrastrutture: il ponte aveva un costo iniziale di 5.072.730 euro ma, in conseguenza degli aumenti dei costi dei materiali e delle materie prime, l’importo complessivo è lievitato sino a quello attuale.

L’intervento di ricostruzione del ponte sulla SP 137 consentirà di migliorare sia le caratteristiche idrauliche, poiché la nuova infrastruttura permetterà il regolare deflusso delle acque in occasione di eventi di piena del fiume Monticano, e allo stesso tempo, ottimizzerà anche la fruibilità stessa del ponte, aumentando la sua capacità portante e agevolando il collegamento con il vicino percorso ciclo-pedonale.

“Come anticipato ad agosto, abbiamo ufficialmente approvato il progetto esecutivo del ponte sulla SP 137 a Motta di Livenza e ora si proseguirà con le fasi successive sui sottoservizi – commenta Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – riuscire a realizzare il nuovo ponte sul Monticano, che rappresenta un’opera strategica per la comunità mottense, è per la Provincia motivo di orgoglio: candidare un progetto valido e ottenere i fondi dal Ministro è stato possibile grazie a un intenso lavoro di squadra, ora mettere a frutto quanto seminato ci riempie di soddisfazione. Prossimamente, nelle prossime settimane, organizzeremo anche tutto il necessario per la gara di appalto dei lavori di costruzione; nel frattempo inizieranno a cura degli Enti gestori i lavori sui sottoservizi, propedeutici all’avvio del cantiere. Avanti tutta”

Una giornata epocale per Motta di Livenza: il Ponte sulla SP 137 è un’opera attesissima e ora, con l’approvazione definitiva del progetto esecutivo, finalmente sta diventando realtà – le parole di Alessandro Righi, sindaco del Comune di Motta di Livenza – Partiranno infatti a breve i lavori sui sottoservizi, propedeutici all’avvio del cantiere, e nelle prossime settimane l’opera di costruzione sarà aggiudicata dalla Provincia con apposita gara. Rinnovo naturalmente il mio ringraziamento al Presidente Marcon per il grande sforzo profuso, in tutte le fasi, e per l’attenzione dedicata alla nostra comunità”.

La Provincia di Varese mette in sicurezza le strade provinciali

Si sono conclusi i lavori di sistemazione del versante Martica lungo la strada provinciale 62, nel Comune di Varese, con la realizzazione di un nuovo ponte sul torrente Galina e opere accessorie a tutela del territorio e della sicurezza idraulica.

L’intervento, dal valore complessivo di 850 mila euro, è stato finanziato con risorse dell’Unione Europea nell’ambito del programma Next Generation EU – PNRR. Il progetto esecutivo ha elaborato e realizzato un nuovo ponte di 8 metri lungo la SP 62 sul torrente Galina, integrato a monte da un raccordo in calcestruzzo armato rivestito in ciottolame, per una lunghezza di circa 10 metri.

A valle, invece, sono state realizzate opere di collegamento con il Rio Brinzino, per garantire un deflusso regolare delle acque: circa 40 metri di percorso canalizzato con una larghezza media di 4 metri, delimitati da muri prefabbricati rivestiti in pietra, in armonia con il contesto paesaggistico.

I lavori si sono svolti secondo il cronoprogramma, con avvio l’8 maggio 2024 e conclusione delle opere principali l’8 aprile 2025. Gli ultimi interventi minori di ripristino e mitigazione ambientale sono stati completati di recente.

«Un’opera che ha restituito funzionalità e sicurezza a un tratto critico del nostro territorio – dichiara Fabio Passera, Consigliere delegato alle Infrastrutture – Interventi di questo tipo, resi possibili anche grazie ai fondi PNRR, rappresentano un passo concreto per migliorare la viabilità e ridurre il rischio idraulico nelle aree più esposte. Ancora una volta, Provincia di Varese rappresenta un punto di riferimento per la sicurezza della nostra popolazione».

Due nuove moto per la Polizia Provinciale di Como

Due nuove moto sono entrate a far parte della dotazione della Polizia Provinciale di Como. L’acquisto è stato possibile grazie a un finanziamento regionale di 8.000 euro.

I nuovi mezzi, scelti per le loro dimensioni contenute e l’elevata agilità, rappresentano una risorsa strategica per migliorare l’efficienza dei controlli e la capacità d’intervento, soprattutto nei tratti più critici della rete stradale provinciale.

In particolare, le moto saranno utilizzate per le attività di pattugliamento e presidio della Strada Statale 340 Regina. Grazie alla loro maneggevolezza, i nuovi mezzi consentiranno agli agenti di intervenire con maggiore rapidità anche in condizioni di traffico intenso o bloccato, garantendo una presenza costante nei punti più problematici.

Oltre al presidio della SS340, le moto potranno essere impiegate anche in occasione di eventi pubblici, situazioni di emergenza o per raggiungere aree difficilmente accessibili con i mezzi tradizionali. Si tratta dunque di un potenziamento concreto della capacità operativa di un corpo, quello della Polizia Provinciale di Como, quotidianamente impegnato su più fronti, dalla sicurezza stradale alla tutela ambientale.

“Grazie a questo intervento – commenta il Presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiascarendiamo la nostra Polizia Provinciale ancora più efficiente e pronta a rispondere alle esigenze di un territorio complesso. La SS340, in particolare, richiede presenza, rapidità e capacità di movimento anche nei momenti più critici, e questi nuovi mezzi vanno proprio in questa direzione. Ringraziamo Regione Lombardia per il contributo, che dimostra attenzione concreta verso il nostro territorio.”

 

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