Categoria: Varie

Esplora tutte le news

PARI OPPORTUNITA’ – LE CONSULTE DI ANCI E UPI INSIEME

Oggi in Italia il numero di donne elette in Parlamento e’ pari al 15,5%.
Su 20 Presidenti di Regione solo 2 sono donne, mentre sono solo 8 su 106 le Presidenti di Provincia.
Nei Comuni con piu’ di 15.000 abitanti, su 648 Sindaci solo 47, pari al 7,3% sono donne.
‘’Questi numeri denunciano la mancanza di equilibrio di genere e richiedono l’impegno di tutti, uomini e donne, per riparare a  una situazione di democrazia incompiuta e deficitaria divenuta ormai intollerabile, che tende ad escludere le donne dalla politica’’, ha dichiarato Amalia Neirotti, Sindaco di Rivalta di Torino e delegata nazionale dell’ANCI alle politiche di pari opportunita’. ‘’Le tante battaglie, riforme e leggi adottate evidentemente non bastano. L’articolo 51 della Costituzione rimane ancora lettera morta’’.
Arianna Censi, coordinatrice della Consulta pari opportunita’ dell’UPI, afferma ‘’la necessita’ di un profondo cambiamento di stile, politico e culturale, che sappia esprimere una classe politica capace di interpretare i bisogni e offrire risposte a tutti i cittadini, uomini e donne’’.
Le donne impegnate nelle amministrazioni locali sono consapevoli che una presenza piu’ forte di donne nei luoghi di rappresentanza e di governo puo’ contribuire concretamente a migliorare le leggi e la vita quotidiana delle persone.
Per questo la Commissione Pari Opportunita’ dell’ANCI e la Consulta per le Pari Opportunita’ dell’UPI, in vista delle prossime elezioni di aprile, chiedono un impegno preciso alle segreterie di tutte le forze politiche, che con questa legge elettorale sono le uniche a stabilire chi entrera’ in Parlamento, di assumere da subito l’impegno affinche’ nel nuovo Parlamento la rappresentanza delle donne raggiunga la parita’.

 

PROGETTO AMICO LIBRO

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha sottoscritto con UPI (Unione Province Italiane), ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), AIE (Associazione Italiana Editori) il Protocollo di Intesa “AMICO LIBRO” per favorire la cultura del libro nelle scuole ed accrescere l’amore per la lettura, fondamentale tra i giovani che, catturati dai moderni mezzi di comunicazione di massa, leggono sempre meno e sono a forte rischio di impoverimento della parola e, conseguentemente, del pensiero.

In allegato, pubblichiamo il protocollo siglato.

Per ogni informazioni, il link al sito   con la presentazione del progetto

Documenti allegati:

TRIESTE: SOSTEGNO ALLE IMPRESE SOCIALI

La Provincia attiva nuove forme di sostegno alle cooperative sociali di tipo B, quelle volte all’inserimento dei soggetti deboli. Un atto di indirizzo, approvato alla fine di dicembre, stabilisce infatti che si riservino a queste imprese gli appalti dell’ente inferiori alla soglia comunitaria (211 mila euro). A questo scopo si richiede ai dirigenti e ai responsabili dei servizi provinciale di verificare, caso per caso, l’applicabilità della decisione dandone poi atto nei relativi provvedimenti.

La misura, che innova profondamente i rapporti tra l’amministrazione provinciale e la cooperazione sociale – realtà oggi composta a Trieste da 39 realtà per un totale di 657 soci di cui il 40 per cento proviene dall’area del disagio – rientra in un più ampio progetto avviato nell’ultimo anno dalla Provincia per il rilancio delle cooperative sociali.
“La direttiva – sottolinea infatti l’assessore provinciale alle politiche sociali Marina Guglielimi – vuole dare evidenza a una nuova modalità di rapporto tra l’amministrazione provinciale e la cooperazione sociale, mondo, che non è solo contraddistinto dal suo impegno sociale a favore dei soggetti svantaggiati, ma rappresenta una realtà significativa dal punto di vista occupazionale”.

“L’atto d’indirizzo della Provincia – affermano Roberto Colapietro e Max Capitanio, rappresentanti rispettivamente di Legacoop e Confcooperative Federsolidarietà – è un’iniziativa di grande significato per il mondo della cooperazione di tipo B che vede così riconosciuta appieno la sua funzione sociale. L’auspicio è che tale misura possa portare quanto prima a un miglioramento dell’occupabilità delle persone in svantaggio”.

A valorizzazione del settore nel 2007 la Provincia – cui istituzionalmente è affidato un compito di tutela e integrazione delle fasce più fragili della popolazione – ha promosso, in collaborazione con l’Istituto regionale per gli studi di servizio sociale (Irsses) un ciclo d’iniziative di formazione, informazione, sensibilizzazione e confronto.
Rientrano in questo progetto lo studio dell’Osservatorio provinciale sulle cooperative sociali che nel febbraio dello scorso anno ha delineato la realtà e le problematiche delle cooperative sociali e un worskhop con soggetti dell’imprenditoria sociale e amministrazioni pubbliche.

Da quest’ultima iniziativa è nata una pubblicazione intitolata “Trent’anni di cooperazione sociale: un’impresa per la società o un gioco da bravi ragazzi?”, in distribuzione proprio in questi giorni, che raccoglie opinioni e contributi di operatori della cooperazione e dirigenti di enti pubblici sul presente e il futuro delle cooperative che nella nostra città hanno visto la luce trent’anni fa.

Ultima tappa, la direttiva di dicembre che punta a riservare prioritariamente alla cooperazione sociale gli incarichi d’importo inferiore alla soglia comunitaria. Tra le possibili attività figurano, a titolo esemplificativo, la piccola manutenzione ordinaria di fabbricati, impianti, aree verdi; i servizi di pulizia, facchinaggio e traslochi; il catering in occasione di convegni o manifestazioni; servizi di front e back office, call center; tipografia, rilegatura, grafica; la progettazione, realizzazione, manutenzione e assistenza di software.

 

Sport e giovani nel Notiziario Upi

Pubblichiamo il numero 1 del 2008 dell’Agenzia dell’Upi, Le Province.

In questo numero, la lettera ivniata dall’Upi ai partiti politici sull’abolizione delle province; la cronaca e il racconto dei protagonisti dell’Assemblea Nazionale degli Assessori allo Sport, le notizie dalle Province.

Documenti allegati:

La Provincia di Viterbo nel Distretto tecnologico aerospaziale

La Provincia di Viterbo entra nel Distretto tecnologico aerospaziale (Dta) laziale. Lunedì scorso (4 febbraio 2008) l’assessore allo Sviluppo e all’Innovazione, Angelo Cappelli, ha partecipato alla riunione del distretto che si è tenuta alla Regione Lazio.

“Il Dta – spiega Cappelli – è stato attivato allo scopo di promuovere i processi di innovazione in un settore, quello aerospaziale, fortemente legato allo sviluppo di nuove conoscenze scientifiche e tecnologiche. La nostra partecipazione è importante in quanto la crescita di questo comparto è strettamente connessa con lo sviluppo di altri settori del tessuto produttivo”.

All’incontro alla Regione hanno partecipato i rappresentanti delle 5 Province del Lazio, gli atenei presenti sul territorio, il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), l’Enea, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, l’Asi (Agenzia spaziale italiana), il Parco scientifico e tecnologico dell’Alto Lazio, il Polo tecnologico industriale romana, la Filas e l’Agusta Westland.

“L’incontro con la Regione sul Dta è stato fortemente voluto dall’assessore regionale allo sviluppo Economico, Ricerca e Innovazione, Claudio Mancini, in quanto il distretto – dice ancora Cappelli – soffre della mancanza di una struttura di governo e di una sede che possa costituire un punto d’incontro tra le esigenze industriali e le potenzialità di ricerca a livello universitario”.

E proprio su queste due esigenze si è concentrata la riunione di lunedì. “Esigenze dettate inoltre dal fatto – continua – che l’Asi è pronta a lanciare un bando di concorso per la creazione di strutture di coordinamento regionale per favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese. La Regione ha quindi manifestato agli enti locali che hanno partecipato la forte volontà di creare una governance. E le caratteriste per farlo ci sono tutte, in quanto l’assessore punta a investire nel Dta fondi derivanti dal settimo programma quadro dell’Unione europea, allo scopo di farlo diventare un punto di eccellenza e sintesi su scala nazionale”.

UPI e Provincia di Brescia unite per far ripartire i bandi CST e RIUSO

COMUNICATO STAMPA

UPI e Provincia di Brescia unite per far ripartire i bandi CST e RIUSO

L’Unione Province Italiane (UPI) e la Provincia di Brescia, tramite le parole dell’Assessore all’Innovazione Corrado Ghirardelli, chiedono oggi con forza che siano sbloccati a livello ministeriale i lavori di due importanti bandi, quello dei CST/ALI e quello del Riuso.
Durante i lavori dell’incontro “Le azioni delle Province per la realizzazione delle Alleanze locali per l’innovazione”, che si è svolto quest’oggi a Brescia tra i rappresentanti delle Province e dei Centri Servizi Territoriali (CST), più volte il tavolo dei relatori ha ribadito la necessità di dare il via alle attività delle commissioni che dovranno valutare i progetti presentati nell’ottobre scorso.
Il timore è che tutti i processi realizzati dagli enti nei mesi scorsi per costituire i CST/ALI vengano vanificati. La speranza è che entro febbraio la commissione si metta al lavoro per valutare i 50 progetti presentati, tra cui anche quello della Provincia di Brescia.
Per quanto riguarda il bando di riuso si richiede al Ministero la nomina celere della commissione competente, affinché si possa iniziare l’analisi dei progetti e non si rischi di mandare a residuo i fondi già impegnati.
“Le Province italiane – ha sottolineato Corrado Ghirardelli – ravvisano l’estrema necessità di riaprire i tavoli di lavoro sul tema de Riuso e dei CST/ALI. È fondamentale andare avanti con i procedimenti, si deve proseguire indistintamente dagli accadimenti politici a livello di Governo centrale. Diversamente si rischia di vanificare il lavoro degli ultimi mesi di tantissimi enti locali, che stanno scommettendo con risorse proprie, ma che necessitano del dovuto riconoscimento finanziario per continuare a sviluppare i progetti”.
I progetti proposti dalle Alleanze Locali per l’Innovazione (ALI) mirano a promuovere un nuovo modello di cooperazione intercomunale per il miglioramento della qualità dei servizi rivolti ai cittadini e alle imprese, una maggiore competitività dei territori a rischio di marginalità e il conseguimento di standard che assicurino ai piccoli Comuni un impiego ottimale delle risorse professionali e finanziarie.
Il Bando per la “Diffusione territoriale dei servizi per cittadini e imprese (Riuso)” mira invece a favorire la diffusione di soluzioni innovative riguardanti i processi amministrativi e le modalità di erogazione di servizi di e-government a cittadini e imprese e a migliorare la qualità dell’interazione tra la pubblica amministrazione e i suoi utenti, promuovendo la condivisione di pratiche ed esperienze nell’utilizzo dell’ICT e ottenendo risparmi nel processo di adozione di soluzioni innovative per l’erogazione dei servizi.

Brescia, 1 febbraio 2008

Documenti allegati:

Melilli, Province:No a commissariamenti lunghi

COMUNICATO STAMPA


Melilli, Province: No a commissariamenti lunghi


“L’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere sta mettendo in fibrillazione il sistema delle Autonomie locali, poiché ci sono molti Sindaci e Presidenti di Provincia che potrebbero essere candidati.
Questa ipotesi impone le loro dimissioni e il conseguente commissariamento degli enti che, allo stato della legislazione vigente, potrebbe protrarsi per oltre un anno.
L’Upi concorda con le posizioni espresse ieri dall’Anci e rappresenta la necessità di un intervento legislativo urgente per evitare che i Comuni e le Province siano sottoposti a lunghi commissariamenti, che porterebbero ad una compressione dell’autonomia politica degli enti e a creare molti problemi di funzionamento con gravi conseguenze nei confronti della cittadinanza”.


Roma, 31 gennaio 2008

Giornata di lavoro “Le azioni delle Province per la realizzazione delle Alleanze locali per l’innovazione”

Il programma

La Provincia di Brescia e l’UPI   


In collaborazione con il Comitato di coordinamento nazionale
Convenzione ANCI-CNIPA sulle ALI


Giornata di lavoro
Le azioni delle Province per la realizzazione delle Alleanze locali per l’innovazione


Brescia, 1 febbraio 2008
Crystal Palace : Sala Associazione Artigiani


Ore 10.30 Saluti
Alberto Cavalli (Presidente della Provincia di Brescia)
  Corrado Ghirardelli (Assessore della Provincia di Brescia)

La partecipazione dei CST all’Avviso ALI del CNIPA
Federico Leone (CNIPA)
Sonia Massobrio (ANCI)
Oreste Giurlani (UNCEM)
Lucia Pasetti (CISIS)

L’esperienza di Brescia
Presentazione del CST (Raffaele Gareri – Alessandra Bonetti)
Oscar Sovani (Regione Lombardia)
Visita alla Server Farm
Demo CISCO presso la Light House

Buffet

Ore 14.00 I Centri di servizi territoriali delle Province
La governance territoriale della Provincia di Bologna
Il CST della Provincia di Pesaro – Urbino
I CST delle Province piemontesi
Il monitoraggio del CST della Provincia di Padova
L’esperienza della Provincia di Rieti
L’esperienza “Linea Comune” di Firenze

Ore 16.00 Conclusioni
  Nicola Melideo (Cnipa)
Gaetano Palombelli (UPI)

 

Documenti allegati:

Il Presidente della Provincia di Milano in Presidenza dell’Upi

Il Presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, entra a fare parte dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, l’organismo politico che presiede l’Associazione delle Province Italiane.
“La nomina, che è stata ratificata nella riunione di oggi della Presidenza – commenta il Presidente dell’Upi Fabio Melilli –  assicura all’Upi l’apporto di nuove energie e di una grande forza politica  e istituzionale quale quella rappresentata dalla Provincia di Milano. Da oggi, quindi, a rappresentare le Province ai tavoli del Governo, nella Conferenza Unificata e negli incontri con il Parlamento, ci sarà anche il Presidente Penati, anche a sottolineare la nostra determinazione a volere ribadire il decisivo e imprescindibile ruolo politico che le Province hanno nel sistema istituzionale del Paese. A Penati, in particolare – conclude Melilli – abbiamo chiesto di occuparsi delle questioni che riguardano la politica finanziaria e il federalismo fiscale”.
“Ho accettato con soddisfazione la proposta che mi è venuta dall’Upi – commenta il Presidente Penati – e voglio da subito confermare che il mio impegno per l’Associazione non sarà formale. In particolare, ritengo determinante il compito che mi è stato affidato di occuparmi delle questioni finanziarie e di federalismo fiscale, temi sui quali si gioca anche l’assetto futuro del Paese”.
Primo segnale di questo nuovo impegno, è la convocazione della prossima riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, previsto per la prima metà di febbraio, proprio a Milano.

 

Macerata: la Provincia premia auto meno inquinanti

Il Consiglio provinciale di Macerata ha approvato la modifica al regolamento per l’Imposta provinciale di trascrizione degli autoveicoli secondo la proposta formulata nel mese  scorso dalla Giunta, finalizzata a consentire una riduzione dell’imposta stessa a favore delle autovetture più “rispettose” dell’ambiente. In pratica la tariffa per le immatricolazioni e trascrizione dei veicoli al Pubblico registro automobilistico (PRA) terrà conto delle emissioni di biossido di carbonio da parte dei veicoli stessi.
Questa differenziazione delle tariffe dell’Imposta provinciale di trascrizione va ad aggiungersi alla riduzione già introdotta un anno fa dalla Provincia di Macerata per le auto di portatori di handicap sensoriale ovvero intestate a un suo familiare convivente che ha il soggetto stesso fiscalmente a carico, con relativa indennità di accompagnamento.
“Si tratta di due provvedimenti (quello dello scorso anno e questo del 2008) con cui l’Amministrazione provinciale  – ha detto il presidente Giulio Silenzi – struttura le tariffe dei propri tributi secondo obiettivi di sensibilità sociale ed ambientale. In particolare per l’Imposta sui veicoli abbiamo tenuto conto, da un lato di coloro che utilizzano l’autovettura per garantirsi una mobilità che risulta penalizzata dalla propria condizione fisica e dall’altro degli automobilisti più attenti alle problematiche ambientali, svolgendo così anche un’azione di sensibilizzazione generale verso questi temi”.
La proposta della Giunta provinciale, ora fatta propria dal Consiglio, consentirà d’ora in poi in provincia di Macerata di applicare tariffe differenti tra auto a basso impatto ambientale e auto a forte impatto inquinante. Per favorire le prime, all’art. 4 del regolamento, quello che definisce i criteri di applicazione dell’imposta, è stato aggiunto un comma in cui viene stabilito: “La Giunta provinciale nella determinazione delle misura delle tariffe dell’imposta provinciale di trascrizione applicabile a decorrere dall’1/1/2008, potrà tener conto delle emissioni di CO2  prodotte dalle autovetture, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi comunitari”.
La concreta determinazione delle tariffe differenziate sarà deliberata dalla Giunta provinciale nella prossime settimane, prima dell’approntamento del Bilancio di previsione 2008.

 

Giorno della Memoria: l’Upi a Trieste

I componenti del Dipartimento nazionale Welfare dell’Unione Province Italiane giungeranno in visita a Trieste venerdì 25 gennaio per partecipare alle celebrazioni che si svolgeranno alla Risiera di san Sabba, in occasione della Giornata della Memoria. E’ la prima volta che il Dipartimento si riunisce nella nostra regione. I delegati, guidati dal Presidente Alessandro De Lisi, saranno ricevuti alle 9.00 a Palazzo Galatti da Maria Teresa Bassa Poropat, Presidente della Provincia di Trieste e Presidente Upi del Friuli Venezia Giulia. Dopo una comune riflessione sul significato dell’evento, esteso ad altri ambiti del welfare, i componenti del Dipartimento saranno accompagnati alla Risiera dove prenderanno parte alle celebrazioni, alla presenza del ministro all’istruzione Beppe Fioroni. Nel primo pomeriggio visiteranno la mostra “Spacal, artista senza confini” allestita dalla Provincia di Trieste al Molo IV. La visita del Dipartimento nazionale Upi in Friuli Venezia Giulia si concluderà nella giornata di sabato a Gorizia, dove è in programma un incontro con il Presidente della Provincia Enrico Gherghetta e visiterà la sinagoga, la mostra sul ‘700 allestita dalla Provincia a Palazzo Attems ed il Museo della Grande Guerra a Borgo Castello.

 

KYOTO: le Province italiane in campo contro la CO2

E’ stato firmato questa mattina, presso la sede dell’Unione Province d’Italia a Roma, dal Vice Presidente UPI, Massimo Rossi, e dal Direttore della Divisione Certificazione e Servizi di RINA S.p.A., Domenico Andreis, il Protocollo d’Intesa tra RINA S.p.A e UPI, che stabilisce le forme di collaborazione per il supporto alle Province nella definizione delle strategie energetiche.

Il Protocollo, il primo di questo genere nel nostro paese e in Europa, stabilisce che le Province avranno la possibilità di avvalersi dell’esperienza sviluppata da RINA nel settore.
Con questo accordo le Province si candidano a divenire il fulcro delle politiche di contrasto al cambiamento climatico in Italia, sfruttando da un lato la dimensione territoriale ottimale (né troppo grande né troppo piccola) che gli conferisce un vantaggio sia rispetto ai Comuni che alle Regioni, dall’altro la conoscenza approfondita della realtà locale e la capacità di delineare soluzioni ed interventi di riduzione dei gas serra  in tempi rapidi.

Obiettivo del testo firmato questa mattina è anzitutto che ciascuna Provincia possa redigere il Bilancio delle emissioni di gas serra del proprio territorio. Potranno cioè essere analizzate secondo modelli e metodiche riconosciute a livello internazionale le fonti principali di emissione (ad esempio i trasporti pubblici e privati, gli impianti che generano energia, ecc. ecc.) ed i principali fattori di riassorbimento dei gas (ad esempio boschi, foreste, ecc.), potranno inoltre essere individuate le potenzialità di riduzione, consentendo così il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nel Protocollo di Kyoto.

Le Province inoltre potranno calcolare l’incidenza di settori di rilevanza critica come la mobilità, i trasporti, il riscaldamento civile, lo smaltimento dei rifiuti, al fine di mettere in atto misure compensative anche attraverso gli strumenti amministrativi e normativi a loro disposizione.

Il Protocollo prevede la creazione di strumenti attuativi comuni tra enti locali e imprese presenti sul territorio per valutare la quantità di emissioni derivanti dalle attività gestite nel territorio e mettere in atto gli strumenti di compensazione, come la piantumazione di nuovi alberi e la riforestazione.

Trasformare una criticità in risorsa, questo l’obiettivo del Protocollo, grazie al quale le Province, assistite e supportate da RINA, potranno adottare un registro dei crediti di emissione originati, i quali saranno negoziabili con il competente registro italiano, in linea con quanto previsto dal Protocollo di Kyoto.
In pratica, oltre a ridurre emissioni dannose per il clima, le Province potranno generare crediti di emissione, negoziabili con il registro italiano competente, che potranno essere scambiati sulle piattaforme ad hoc previste dal Protocollo di Kyoto, generando un circolo virtuoso per l’intero sistema paese.

“Questo accordo è un passo importante per il sistema delle province italiane” dichiara il Vice Presidente dell’UPI Massimo Rossi “che  assumono un ruolo da protagoniste per quanto riguarda il settore dell’ambiente”. “Si tratta di una scelta che ribadisce l’importanza centrale di queste istituzioni” prosegue Rossi “e risponde alle esigenze dei cittadini che, come ci confermano le nostre rilevazioni, chiedono alle Province di occuparsi di tutela dell’ambiente, a partire proprio dal controllo delle emissioni atmosferiche”. “Inoltre”  “conclude Rossi “l’accordo avrà ricadute positive dal punto di vista occupazionale, grazie allo sviluppo di nuovi profili professionali, che verranno formati da presidi operanti nel territorio come agenzie provinciali ed università”.

“La collaborazione tra UPI e RINA” sostiene Domenico Andreis, Direttore Divisione e Certificazione di RINA S.p.A. “è un passo significativo che può avere enormi conseguenze sul raggiungimento degli obiettivi di Kyoto”. “A titolo d’esempio” aggiunge Andreis “consideriamo che se ogni provincia riducesse le sue emissioni di 1 milione di tonnellate di CO2 avremmo una riduzione su scala nazionale pari a circa 100 milioni, che, all’attuale prezzo di mercato di 20€ a tonnellata, porterebbe a realizzare un giro d’affari stimabile sui 2 miliardi di euro”.

Cerca