Categoria: Varie

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Per la trasmissione dei dati sulle addizionali

E’ pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.54 del 6 marzo 2007 pubblicata,  la determinazione 27 febbraio 2007 dell’Agenzia delle Dogane, recante “modalità attuative del comma 152 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), per la trasmissione dei dati inerenti l’addizionale comunale e provinciale sull’energia elettrica”.

Studenti a confronto con Università e professioni il 7, 8 e 9 marzo all’ITIS Omar

Un confronto faccia a faccia, con i rappresentanti delle professioni, con i docenti e gli studenti delle università, con gli esponenti di diverse realtà del mondo del lavoro pubblico e privato.
È ai nastri di partenza la terza fase di Scegli il tuo futuro, il progetto di orientamento per gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori novaresi promosso dagli assessorati all’istruzione e alla formazione professionale della Provincia di Novara.
In questo segmento dell’iniziativa – che ha avuto grande rilievo anche a livello nazionale –  i ragazzi che ne hanno fatto richiesta avranno la possibilità di avere un colloquio diretto in cui sentiranno  presentare sinteticamente un ateneo o una scuola, una singola facoltà universitaria, un corpo militare; descrivere, dal punto di vista di uno studente universitario, che cosa significa studiare in una certa area disciplinare; dare un’idea di che cosa vuol dire lavorare in un certo settore professionale, e così via.  Gli esperti che condurranno gli ottantacinque “contenitori” saranno a seconda dei casi docenti o tecnici universitari, responsabili di scuole di specializzazione, rappresentanti di corpi di difesa o pubblica sicurezza, esperti di counseling individuale, studenti universitari, professionisti e rappresentanti di settori lavorativi, rappresentanti di agenzie per il lavoro, funzionari pubblici.
Ogni studente ha avuto l’opportunità di scegliere fino a un massimo di 6 “contenitori informativi” tra gli 85 previsti. I ragazzi hanno già comunicato per iscritto le loro particolari esigenze, e le domande  per le quali chiedono una risposta. In questi modo gli esperti hanno potuto preparare una scaletta di argomenti che corrisponde alle esigenze dei ragazzi. Il calendario è stato fissato con precisione, e i colloqui dureranno un massimo di 35 minuti.
Scegli il tuo futuro 2007 è stato un vero successo. Il progetto realizzato dalla Provincia di Novara in partnership con la Regione Piemonte, il Ministero dell’Istruzione, l’Associazione Industriali di Novara, l’Università del Piemonte Orientale , la Fondazione BpN per il territorio e la Fondazione Cariplo, ha chiuso le prime due fasi con una partecipazione da record dal punto di vista numerico (quasi 2000 gli studenti partecipanti) e un altissimo livello di soddisfazione, così come risulta dall’analisi dei questionari compilati dagli studenti. La media dei “voti” assegnati dai partecipanti alle diverse fasi del progetto, infatti,  è in crescita rispetto allo scorso anno.
“La Provincia di Novara – commenta la vicepresidente  e assessore all’istruzione della Provincia, Paola Turchelli –  è diventata soggetto attivo, di elaborazione di idee, di produzione culturale, di promozione dell’innovazione in un settore che noi consideriamo strategico, come quello della scuola e della formazione, nelle sue diverse articolazioni. Il nostro lavoro per l’ orientamento sta assumendo nel tempo un rilievo sempre maggiore, riuscendo contemporaneamente a rispondere alle esigenze degli studenti e delle scuole, grazie ad un confronto continuo da cui scaturiscono proposte e suggerimenti di cui teniamo costantemente conto”.
La terza fase di Scegli il tuo futuro avrà un’appendice il 15 marzo in tre istituti scolastici di Borgomanero e Novara, dove si svolgerà un incontro di preparazione ai test d’accesso alle facoltà a numero programmato. A questa iniziativa (che, a differenza di altre analoghe è completamente gratuita) hanno aderito oltre trecento studenti.

 

I presidenti MELILLI E ARESE siglano un protocollo

Promuovere lo sport con l’obiettivo di avvicinare sempre più persone di qualsiasi fascia di età alla pratica sportiva,  per una corretta educazione alimentare e l’eliminazione dei fattori di rischio.

Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa redatto dall’Unione delle Province d’Italia e dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera, con l’appoggio e il sostegno del Ministero per le politiche giovanili e le attività sportive.

 “Lo sport ha assunto una voce importante dei bilanci delle Province – sottolinea il Presidente dell’Upi – e molto spesso è proprio grazie ai contributi delle amministrazioni se i nostri atleti, grandi e piccoli, hanno l’opportunità di praticare la loro attività sportiva. Credo che questo protocollo consoliderà ancora di più un rapporto che, sia livello centrale che sul territorio, sta producendo risultati importanti”.

 “Considero di fondamentale importanza questo accordo con l’UPI – il commento del Presidente della FIDAL – perché consentirà di rafforzare la diffusione sul territorio nazionale della pratica dell’atletica leggera, a tutti i livelli e con finalità non esclusivamente agonistiche. E’ un primo, importante passo verso la piena riconquista di quel ruolo di “regina” dello sport che l’atletica, per il bene della collettività, deve tornare a recitare”. 

Il protocollo sarà siglato e illustrato ai giornalisti giovedì 8 marzo, alle ore 11,30 presso l’Unione delle Province d’Italia, dal presidente dell’Upi Fabio Melilli e dal Presidente della Fidal, Francesco Arese, alla presenza del Sottosegretario allo Sport, Giovanni Lolli.

 

Più di 259 i progetti presentati da Comuni e associazioni

Si è conclusa la prima azione del Progetto strategico della Provincia di Milano “La Città di Città” con la raccolta, attraverso un bando, di nuove idee progettuali e buone pratiche in linea con l’idea di cambiamento che si è voluta sintetizzare sotto la parola “abitabilità”.
La Commissione giudicatrice del bando, presieduta dall’architetto Gae Aulenti, vista la qualità e l’ampio numero di proposte pervenute, non si è fermata a premiare le 10 proposte vincitrici ma ha anche deciso di ampliare il riconoscimento ad alcune altri progetti.
La Commissione ha infatti scelto 42 proposte fra le 259 pervenute, individuando 10 proposte vincitrici ex aequo, 9 segnalate e 23 selezionate . L’insieme delle 42 proposte, considerate nel loro complesso meritevoli di essere valorizzate dalla Provincia, ha ricevuto una targa, una sorta di “marchio di qualità” per aver preso parte al bando con un progetto ritenuto rilevante per lo sviluppo dell’area urbana milanese.
Per i 10 vincitori, oltre al contributo di 22.000,00, la Provincia si è impegnata ad offrire forme adeguate di accompagnamento e sostegno che ne facilitino la fattibilità, la visibilità e la replicabilità.
“La grande partecipazione a questa iniziativa, a fronte di un premio in denaro tutto sommato modesto – commenta DANIELA GASPARINI (Assessore al Piano strategico dell’area metropolitana e politiche per l’abitabilità ) –  conferma che abbiamo colto nel segno e che il tema dell’abitabilità è in grado di attivare e mobilitare forze nuove . Per questo sono convinta che valga davvero la pena di continuare su questa strada e che la Provincia debba, sempre più, porsi come istituzione che nutre, facilita e valorizza la rete tra i diversi soggetti del territorio, a cominciare dai Comuni. Non a caso la grande Mostra ViviMI Città di Città, organizzata in Triennale dal prossimo 15 maggio con il concorso di Comune di Milano, Camera di Commercio e Triennale di Milano, intende coinvolgere anche tutti i 189 Comuni dell’area milanese e della Brianza e proporrà scenari, immagini, dibattiti, possibili risposte proprio intorno al tema della vivibilità del territorio metropolitano”.


I  10 progetti premiati

categoria BUONE PRATICHE

Proponente: Arci Milano
Titolo: Il cerchio dei maghi e delle fate: esperienza di servizio comunitario a Stadera

Proponente: Fondazione San Carlo
Titolo: Progetto Microcredito

Proponente: Cooperativa DAR-Casa
Titolo: Un modello di intervento integrato per le politiche dell’abitare

Proponente: i 13 Comuni del distretto del Magentino aderenti al Piano Sociale di Zona Legge n. 328 del 2000
Titolo: Progetto Habitat

Proponente: Comune di Milano, Associazione Borgo di Chiaravalle, Associazione Nocetum, Milano Depur S.p.a.
Titolo: Costruire una comunità per mettere in opera il Parco della Vettabbia

categoria: IDEE PROGETTUALI

Proponente: Politecnico di Milano_ Univercity Team: studenti del Politecnico di Milano-Facoltà di Architettura e Società
Titolo: Univercity: Sistemi di servizi integrati per la popolazione universitaria milanese

Proponente: Comune di Pieve Emanuele, Associazione Rete del Nuovo Municipio (ARNM), Laboratorio di Progettazione Ecologica del Territorio, DiAP, Politecnico di Milano
Titolo: Nuovi stili di vita sostenibili e produzione di qualità locale: un progetto pilota per produrre e scambiare valore territoriale nel Parco Agricolo Sud Milano

Proponente: OLINDA
Titolo: Il Paolo Pini come sistema culturale locale per la cittadinanza sociale

Proponente: Comune di Pioltello
Titolo: A porte aperte, strada commerciale interetnica

Proponente:  Comune di Gorgonzola, in qualità di capofila dei 27 Comuni del tavolo 11 Martesana Adda, promotori del Piano d’Area Martesana Adda
Titolo: La Linea verde: ripensare la metropolitana e la ferrovia al servizio del territorio


 

Documenti allegati:

L’UPI CHIEDE UN INCONTRO AL GOVERNATORE DRAGHI

Sulla riorganizzazione territoriale della Banca d’Italia bisogna avviare un confronto con le istituzioni, in modo da potere trovare soluzioni utili a raggiungere il giusto obiettivo della razionalizzazione, senza penalizzare i territori. Lo hanno chiesto il Presidente e il vice Presidente dell’Upi, Fabio Melilli e Bruno Marziano, in una lettera inviata oggi al Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi.

 

“Abbiamo appreso che è intenzione della Banca d’Italia, di procedere ad una riorganizzazione dell’Istituto attraverso un forte taglio delle sedi periferiche provinciali, a vantaggio di una nuova articolazione logistica su base regionale – si legge nel testo – pur condividendo l’obiettivo dell’intervento, teso a ridurre le spese e razionalizzare le risorse, e non intendendo, come ovvio, entrare nel merito delle scelte funzionali della Banca, non possiamo esimerci dall’esprimerLe la nostra preoccupazione per questo disegno”.

A preoccupare i due Presidenti è quanto una simile ristrutturazione possa interferire negli equilibri socio – economici dei territori.

“Un allontanamento dal territorio della sede della Banca d’Italia – scrivono Melilli e Marziano – avrà pesanti ripercussioni sul sistema delle imprese, e comporterà un ulteriore complicazione e alla vita delle imprese e, quindi, una nuovo ostacolo allo sviluppo. Per non considerare i problemi che deriveranno dalla necessaria riallocazione del personale degli istituti nelle nuove sedi”.

 

In chiusura, i rappresentanti dell’Upi invitano il Governatore Draghi a “verificare l’opportunità di avviare un confronto”, per trovare possibili soluzioni in grado di permettere il raggiungimento dell’obiettivo della razionalizzazione senza penalizzare i territori.

 

“Il federalismo fiscale pilastro del nuovo ruolo delle Province”

Tra i pilastri di riferimento del nuovo ruolo istituzionale delle Province contenuti nel nuovo Titolo V della Costituzione, insieme al principio di sussidiarietà c’è il riconosicmento costituzionale dell’autonomia finanziaria impositiva e contabile, con la previsione  di risorse autonome per l’esercizio di tutte le finalità istituzionali. Lo ha detto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ANSA, il Presidente del Senato Franco Marini, , intervenendo all’ inaugurazione dell’ufficio decentrato di Lanciano della Provincia di Chieti.

“Il suo intervento consolida le nostre posizioni”

“L’intervento del Presidente del Senato Franco Marini consolida il ruolo delle Province e degli Enti locali nel sistema istituzionale del Paese”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente Marini nel suo intervento all’inaugurazione della sede decentrata della Provincia di Chieti.

“Il Presidente – ha detto Melilli – ribadendo che il federalismo fiscale è uno dei pilastri di riferimento del nuovo ruolo istituzionale delle Province, ed esaltando il valore del principio di sussidiarietà nell’amministrazione del Paese, dà nuova forza alle nostre richieste. Come Province, infatti, abbiamo colto con favore il Codice delle Autonomie locali varato dal Governo, ma abbiamo sottolineato che, senza federalismo fiscale, questa riforma rischia di rimanere inattuabile.
Non possiamo quindi che apprezzare il messaggio lanciato oggi dal Presidente Marini, sulla volontà del Governo di proseguire con determinazione su questa strada – ha concluso Melilli –  una indicazione che era contenuta chiaramente anche nel discorso al Senato tenuto dal Presidente del Consiglio, Romano Prodi”.

 

 


 

L’inchiesta de “Il Sole 24 Ore”: l’articolo nella Rassegna stampa Upi

Seconda puntata dell’inchiesta de “Il Sole 24 Ore” sulle Città metropolitane previste dal Codice delle Autonomie. Il focus di oggi interessa la Provincia di Torino. “La città metropolitana qui disorienta tutti: dagli industriali ai politici” si legge nell’articolo di Roberto Galullo. “La Provincia –  dice Maurizio Zangola, responsabile dell’Ufficio studi economici di Unindustria Torino – funziona bene. Si è fatta interprete di interesso vasti e con i patti integrati d’area è stata capaci di attrarre ingenti risorse comunitarie”. Nell’articolo, il Presidente della Provincia Antonio Saitta, presenta il suo modello di governo di area mteropolitana. “Un modello che prevede la permanenza di Comune capoluogo e Provincia, senza spostare di una virgola gli attuali poteri e poi insieme decideremo come gestire quei servizi metropolitani che ancora sfuggono a una politica condivisa e armoniosa”.  

Buone pratiche di Comuni e Province sui temi della pace, dei diritti e della democrazia.

Al via la seconda edizione del “Premio Tom Benetollo”, promosso dalla Presidenza del Consiglio Provinciale di  Roma in ricordo del presidente nazionale dell’Arci prematuramente scomparso.

“Un riconoscimento alle buone pratiche locali di Comuni e Provincie d’Italia sui temi della pace, dei diritti, della democrazia le stesse che ispirarono la sua vita personale e politica” sottolinea il Presidente dle Consiglio, Adriano Labbucci.

Il Premio, che non sarà in denaro ma consisterà in oggetti di alto valore simbolico ed artistico provenienti dalle aree più povere del mondo, vuole essere l’occasione per far emergere quella realtà diffusa ma ancora abbastanza “sommersa”, dei numerosi enti locali presenti nel paese che da anni promuovono convinte politiche su questi temi, dargli peso e visibilità perché spesso rappresentano esperienze importanti che possono essere un valido esempio per le stesse politiche nazionali.

In allegato, pubblichiamo il bando del premio , la cui Commissione giudicatrice è composta da persone che hanno avuto modo di lavorare e condividere quei valori e quei principi con Tom Benetollo: Raffaella Bolini, Tonio Dell’Olio, Giulio Marcon, Roberto Natale e Massimo Serafini.

Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 13 aprile.

A breve sarà inoltre possibile consultare per chiunque una pagina web informativa appositamente creata all’indirizzo www.provincia.rm.it/presidenzaconsiglio

 

Documenti allegati:

I risultati dell’incontro che promosso dalla Provincia di Napoli

Riparte da Napoli  una riflessione sullo stato dell’arte dell’editoria scolastica di genere, a 7 anni dall’adozione del codice europeo di autoregolamentazione Polite– Pari Opportunità nei Libri di Testo.
“Ci troviamo di fronte ad un nuovo inizio – si è detto nel corso degli incontri –  Il senso frustrante di ricominciare ogni volta daccapo è dato dal fatto che alle affermazioni normative o di principio  non corrisponde un avanzamento reale nella società del ruolo della donna.  Sono ancora troppi e sempre più forti gli ostacoli che le donne trovano nel cammino verso l’ affermazione della propria personalità nel mondo del lavoro, nella società e nella famiglia. Si deve  partire dalla scuola, dall’educazione, dalla formazione, per produrre  quello scatto culturale capace di realizzare un cambiamento reale dei rapporti tra uomini e donne”. Questi , in sintesi, gli spunti  di riflessione ed i contenuti dell’incontro organizzato dalla Provincia di Napoli in collaborazione con il Dottorato in Studi di Genere dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, su impulso  dell’UPI– Consulta Nazionale per le Pari Opportunità e Coordinamento Nazionale degli Assessori all’Istruzione – con l’obiettivo di riaprire il dibattito  sulla trasmissibilità degli studi di genere, dalle università alle scuole, e promuovere politiche editoriali tese ad adeguare i testi rivolti all’utenza scolastica, così come accade da tempo in altri contesti europei. “I saperi – si è detto – sono la chiave dello sviluppo futuro nella società della conoscenza: senza l’apporto decisivo delle donne questa nuova frontiera della democrazia sarà meno raggiungibile per tutti. In Italia la situazione per quel che concerne i testi scolastici  di genere è ancora molto penalizzante; le indicazioni della Commissione Europea e il Codice di Autoregolamentazione  approvato a conclusione della prima fase del  progetto Polite  non hanno prodotto risultati concreti, mentre gli altri Paesi partner del progetto transnazionale, Portogallo, Spagna e Paesi Baschi,  registrano  significativi passi avanti oltre la sperimentazione. Nell’anno europeo delle pari opportunità – hanno sottolineato i partecipanti – occorre rilanciare il progetto Polite, riprendere il tema   dei saperi di genere  all’interno dei curricoli scolastici, richiedere impegni concreti al Governo”.
I lavori, introdotti da  Angela Cortese ed  Arianna Censi, si sono sviluppati nella mattinata intorno alle relazioni di Federico Sanguineti, docente di letteratura italiana, Anna Maria Lamarra docente di letteratura straniera, Laura Guidi docente di Storia e Simona Marino docente di Filosofia. Sono infatti questi i filoni su cui si sono maggiormente sviluppati gli studi di genere in Italia, grazie alle storiche, alle filosofe di Diotima, alla Società Italiana delle letterate e alla rivista Leggendaria. Ma non va dimenticato   il contributo del filone delle sociologhe e  delle antropologhe, né sottovalutato il problema del campo delle  Scienze, nel quale le poche donne partecipi della ricerca, salvo eccezioni, non decidono della ricerca.
Case editrici locali e nazionali  hanno poi discusso di criticità e prospettive del codice di autoregolamentazione in una tavola rotonda  condotta da Maria Cuffaro,  con il contributo di Luciana Di Mauro per il Ministero della Pubblica istruzione e le conclusioni di Graziella Pagano- Consigliere Politico del Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità.
In chiusura  gli Assessori all’Istruzione e le componenti della Consulta dell’UPI  hanno annunciato l’intenzione di  avviare una nuova stagione di mobilitazione, e di richiedere  ai due Ministeri impegni precisi per l’ introduzione della cultura di genere nel processo di insegnamento – apprendimento, in questo  delicato momento del passaggio dai programmi alle indicazioni.

Al termine dell’incontro,  il Vice  Ministro della Pubblica Istruzione  ha annunciato l’intenzione di  raccogliere  le  provocazioni e le proposte  scaturite  a Napoli, per rilanciare  la questione dei  saperi  di genere in una giornata di studi in programma per i primi giorni di marzo.

 

VITA, UPI:”Obiettivi consivisibili. Ascoltare le nostre istanze”

Le istanze delle Province nel quadro del nuovo assetto del sistema radiotelevisivo prospettato dal d.d.l. n. 1825 Gentiloni sono state il contenuto dell’audizione che Vincenzo Vita, Assessore alle politiche culturali, della comunicazione e dei sistemi informativi della Provincia di Roma tenutasi questa sera alle ore 19,30 alla Camera dei Deputati in rappresentanza dell’Unione delle Province Italiane (UPI).

“Desidero anzitutto ribadire che il disegno di legge dal Ministro Gentiloni pone obiettivi del tutto condivisibili: l’apertura del mercato e la tutela del pluralismo” ha affermato l’Assessore Vita, “e vanno apprezzati il metodo di confronto condiviso con cui il documento è stato costruito, la celerità con cui si sta compiendo la fase di consultazione e l’atteggiamento di apertura a proposte di eventuali modifiche e arricchimenti del testo. E’ un buon testo, aperto alla discussione. Occorre inserirlo in un più ampio contesto, agganciandolo ai nuovi temi  della Società dell’informazione e della conoscenza (Internet, free software) e a una rigorosa riforma della RAI. Va, poi, ripreso, affrontando la transizione al digitale, il tema delicato e cruciale dell’attuazione dei piani di assegnazione delle frequenze. Né può essere trascurato il composito e vasto mondo dell’associazionismo non profit e di quella parte della società civile che svolge attività di informazione ‘pubblica’ (common goods), per i quali potrebbe essere prevista una specifica riserva di frequenze. In tale contesto, non va trascurata la prossima gara per le frequenze dedicate al wi-max, che, ad evitare ulteriori concentrazioni, riteniamo debba essere espletata su base provinciale.”

“Nell’urgenza dell’abrogazione della legge n. 112 del 2004 (legge Gasparri)” ha proseguito Vincenzo Vita, “già più volte stigmatizzata dall’Unione europea e dalla Corte costituzionale, le Amministrazioni e le Autonomie locali hanno proprie specifiche istanze che occorre riproporre con nettezza anche nel futuro ridisegno del sistema radiotelevisivo. In particolare, il D.L. n. 177 del 2005 (Testo unico della radiotelevisione), fa esplicito divieto (art. 5 comma 1b) ad Amministrazioni ed enti pubblici di ‘essere titolari di titoli abilitativi per lo svolgimento delle attività di operatore di rete o di fornitore di contenuti’. Tale divieto va ritenuto figlio di una vecchia concezione della tv generalista e inadeguato agli scenari che la tecnologia digitale apre sul fronte dell’e-government, vale a dire le opportunità di servizi e semplificazione a beneficio dei cittadini, specie quelli più disagiati.

 

Melilli: “Concludere l’iter al più presto”

Il Codice delle Autonomie locali e i riflessi che avrà sulle Province saranno i temi al centro del dibattito politico che si svilupperà nel Consiglio Direttivo speciale dell’Upi che si terrà a Genova il 22 febbraio prossimo (ore 9,30 – 13,30 Palazzo San Giorgio, Sala del Capitano, Via della Mercanzia 2, zona Porto antico).

“L’approvazione del Disegno di Legge Lanzillotta-Amato – sottolinea il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – ha rappresentato il primo passo nell’avvio della riorganizzazione delle istituzioni locali e della semplificazione dei processi nella pubblica amministrazione. Ora bisogna proseguire e concludere l’iter con i decreti delegati. Come Province ci siamo subito detti soddisfatti del provvedimento, anche se crediamo che ci sia la possibilità di migliorare ancora alcuni passaggi: mi riferisco in particolare alla definizione delle funzioni fondamentali, all’istituzione delle Città metropolitane e alle questioni legate alle normative regionali”.
“Il Governo, con il Codice delle Autonomie  – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto – dà una forte indicazione circa il ruolo fondamentale delle Amministrazioni provinciali nella complessa architettura dell’intero sistema istituzionale, quali enti per il governo di area vasta. Ora è indispensabile una corretta individuazione delle funzioni fondamentali della Province, che dovrebbe non solo rappresentare la somma dei diversi conferimenti succedutisi nel tempo ma anche tener conto del ruolo che esse hanno assunto in ambiti nodali quali la formazione, il lavoro, le infrastrutture e lo sviluppo economico dei territori. Riguardo le Città metropolitane, considerando l’esigenza di dare un governo differenziato alle maggiori conurbazioni urbane, va stabilita con attenzione quale sia effettivamente la giusta formula che sia in grado di salvaguardare l’equilibrio tra i diversi enti coinvolti e la distribuzione di poteri, dando la priorità all’interesse dei cittadini”.

Al termine del Consiglio Direttivo sarà definito un documento con le richieste e le proposte delle Province sul Codice delle Autonomie locali

 

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