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Nel decreto incentivi per scuole e strutture sanitarie pubbliche

“Il decreto sul fotovoltaico rappresenta un primo, concreto, impegno all’interno di una strategia complessiva voluta dall’Unione Europea, per promuovere un modello sostenibile verso è obbligatorio andare, avvalendosi di energia pulita e promuovendo le fonti rinnovabili”.
Lo dichiara l’Assessore all’ambiente della Provincia di Ascoli Piceno, Massimo Marcaccio che per l’Upi ha seguito la stesura del decreto.
“Il testo – commenta  Marcaccio– è stato realizzato di concerto tra i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente e gli Enti locali: per mesi abbiamo lavorato insieme ad un testo che desse finalmente certezze.
Come Upi ci siamo mossi in prima fila per l’inserimento di alcune modifiche al testo originario, che il Governo ha accolto, che riteniamo fondamentali perché incidono direttamente sulla vita dei cittadini e sulle richieste dei territori:  la previsione di un incentivo del 5% del in più sulle tariffe che interessano le scuole pubbliche e paritarie, le strutture sanitarie pubbliche e gli interventi per i Comuni sotto i 5000 abitanti. Un altro 5% sarà poi assegnato nel caso in cui gli interventi siano realizzati eliminando strutture in eternit o comunque componenti in amianto. Inoltre credo sia stato determinante, perché la diffusione interessa l’intero Paese, l’avere inserito un comma che impegna il Governo a promuovere, con successivo decreto, la realizzazione di impianti isolati, a vantaggio delle zone di montagna e delle piccole isole.
Questi emendamenti, che sono stati definiti insieme alle altre associazioni degli Enti locali – conclude Marcaccio- permettono al Decreto di essere profondamente calato sul territorio e di  dare risposte alle esigenze reali delle comunità”.

 

 

 

Vita: “Una carbon tax per la cultura”

Si consolida il ruolo di Comuni, Province e Regioni quali protagonisti dello sviluppo locale attraverso gli investimenti in cultura e turismo. La valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, integrata con le politiche legate alla riqualificazione dei centri storici e delle periferie, alla mobilità, alle infrastrutture e alla produzione culturale, costituisce oggi un fattore strategico per la competitività dei territori. Questi i temi principali di confronto alla IV Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo (Bari 15-17 marzo 2007).
La Conferenza, che ha cadenza biennale, si aprirà il 15 marzo a Bari, con le relazioni dei presidenti degli enti promotori, alle quali seguiranno gli interventi del Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli e del Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Proseguirà con un programma fitto di incontri ed eventi che vedrà la partecipazione di oltre 120 esponenti di Governo, Istituzioni, Enti locali, imprese  e associazioni impegnati nelle diverse sessioni di lavoro per individuare i problemi, le soluzioni e le assunzioni di responsabilità per il comparto cultura e turismo. Porteranno il loro contributo al dibatto, tra gli altri, i Sottosegretari di Stato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali Danielle Mazzonis e Elena Montecchi, il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Pietro Folena.
Al centro degli incontri ci saranno i temi di più stretta attualità del settore: dal problema delle risorse all’assetto dell’impresa culturale, dal patrimonio immateriale al turismo sostenibile, al rapporto giovani e cultura, alla cooperazione culturale decentrata nel Mediterraneo, alle politiche di rilancio del turismo del paese.  

“Il grande patrimonio di tradizioni culturali che il Paese possiede – ha sottolineato  l’Assessore alla cultura della Provincia di Roma, Vincenzo Vita, intervenendo alla presentazione dell’evento in rappresentanza dell’UPI – è una delle più importanti leve di sviluppo su cui fare affidamento per accompagnare la ripresa economica. Un patrimonio che ha bisogno di essere tutelato e valorizzato e per la cui protezione è necessaria una forte collaborazione tra tutte le istituzioni, e tra lo Stato e il Paese stesso: un sistema di governance che vede le Province impegnate in prima fila, alla ricerca di nuovi linguaggi che arricchiscano la programmazione di attività culturali organizzate in una logica di sistema e di distretti culturali”. Vita ha poi voluto lanciare la proposta di adottare “un prelievo minimo sugli utili di media forti come i grandi gestori di telefonia e quelli derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari sulle reti televisive nazionali. Per le tv – ha spiegato Vita – possiamo ipotizzare un prelievo di circa lo 0,5% dei proventi pubblicitari, mentre per i gestori telefonici una percentuale inferiore. Questa e’ una proposta passata in sordina
nell’ambito della discussione dell’ultima legge finanziaria, va dunque riproposta con piu’ efficacia vista l’esiguita’ delle risorse’.

 Momenti importanti delle giornate di Bari saranno,  la premiazione dei vincitori della IV Edizione del Premio Cultura di Gestione, iniziativa rivolta a diffondere le esperienze più innovative nella valorizzazione e gestione del patrimonio e delle attività culturali e nell’integrazione tra cultura, turismo e ambiente e l’assegnazione del Premio ANCI ‘Memorie e Musiche comuni’ finalizzato a valorizzare gli studi sulla cultura locale.
Durante la giornata di venerdì 17, sarà presentato il Patto per le Attività culturali di Spettacolo firmato recentemente dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, Regioni ed Enti Locali.
    

15 FEBBRAIO, ORE 11,30 – ANCI – CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

Comuni, Province e Regioni sono divenuti negli ultimi anni i protagonisti delle politiche di sviluppo legate a cultura e turismo, destinando quote di bilancio sempre maggiori agli investimenti in questi settori. Basti pensare che dal 1998 al 2005 le sole città di Roma, Torino, Milano, Firenze, Bologna e Genova hanno mediamente incrementato l’impegno finanziario nella cultura del 70%. La valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale costituisce oggi infatti un fattore strategico di sviluppo dei territori. Tutto ciò in un quadro di intervento più ampio legato alla riqualificazione dei centri storici e delle periferie, alla mobilità, alle infrastrutture e alla produzione culturale. Risultati evidenti emergono sul piano del turismo, in particolare quello culturale che, secondo i dati più recenti, si conferma la voce più dinamica del settore.
Al fine di individuare, nel confronto tra istituzioni, operatori, privati e imprese, i problemi, le soluzioni e le assunzioni di responsabilità per il comparto cultura e turismo, l’Anci, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’UPI, Legautonomie, l’Uncem, Federculture e il Formez, in collaborazione con Regione Puglia, Comune e Provincia di Bari, promuovono “Le Città della Cultura” – IV Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo, che si terrà dal 15 al 17 marzo 2007, a Bari.
La Conferenza è un appuntamento fondamentale per tracciare le linee delle politiche di sviluppo sociale ed economico del nostro paese con l’obiettivo di una maggiore competitività locale strettamente connessa alla valorizzazione dell’arte e della cultura.
L’iniziativa sarà presentata a Roma giovedì 15 febbraio alle ore 11.30, nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’ANCI (via dei Prefetti, 46).
L’incontro sarà occasione per esporre i temi di dibattito della Conferenza e per fornire alcuni dati più recenti sugli investimenti e sui consumi del settore.

Ufficio Stampa Federculture
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Il Codice delle Autonomie: un focus sulla riforma

E’ stato varato, all’insegna della ricerca della semplificazione, della aumento dell’efficienza e della riduzione dei costi della pubblica amministrazione, il nuovo Codice delle Autonomie locali, che delega al Governo la riorganizzazione di tutte le istituzioni del territorio, Regioni, Province e Comuni. 

Nel nuovo numero speciale del Notiziario Upi, da oggi on line, se ne tracciano le linee essenziali, dalla definizione delle funzioni fondamentali all’ordinamento speciale per Roma Capitale, dall’istituzione delle Città metropolitane.

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“La fondazione antiusura è una esperienza straordinaria”

“Questa esperienza straordinaria della fondazione Antiusura, istituita dalla Provincia di Potenza rappresenta la volontà di essere accanto alla società civile non in maniera sporadica, ma continuativa. E’ come un piccolo seme che ha prodotto i suoi frutti, come, in base ai dati, lo stesso Credito Etico”.
Così il Sottosegretario agli Interni, Ettore Rosato, ha commentato le inziative messe in cantiere dalla Provincia, durante la seduta straordinaria del Consiglio Provinciale, presieduto da Ignazio Petrone, riunitosi nel pomeriggio, per discutere di “Usura e cultura della  legalità”.
“La priorità dello Stato – ha continuato il Sottosegretario Rosato – è la battaglia per la legalità che può essere vinta solo quando ci sono le condizioni di una forte alleanza fra istituzioni e società, e in Basilicata questa intesa esiste. Se su questo territorio la criminalità non mette radici è perché qui ci abita la gente di Basilicata e perché le Forze dell’Ordine trovano la collaborazione della collettività e di questo, credo, dobbiate essere orgogliosi”.
 Per il Sottosegretario, infatti, il fenomeno dell’usura può essere contrastato solo c’è collaborazione: “se da una parte ci sono le Forze dell’ordine, la Prefettura e dall’altra gli enti locali e le associazioni. Un secondo pilastro – ha precisato – che qui in Basilicata è forte”.
Nel corso del  2006 sono state 218 le richieste di aiuto da parte dei cittadini alla Fondazione “Interesse uomo” istituita dalla Provincia nel 1999, di cui 101 le richieste di accesso al fondo antiusura e 117 quelle per il Credito Etico, il fondo di garanzia per il microcredito per lavoratori disagiati. Più di 100 le persone incontrate, 14 le garanzie concesse dal fondo antiusura per 152mile euro e solo sul Credito etico, 21 garanzie concesse per un totale di di 99mila e 500 euro. Questi i numeri del rapporto 2006 sulle attività di prevenzione e contrasto svolte dalla fondazione, illustrati durante la seduta da Don Marcello Cozzi, presidente della fondazione, “numeri – come ha precisato – che però non raccontano le tante storie di soprusi e umiliazioni subite dalle vittime di usura ed estorsioni”. “Noi non ci fermiamo – ha concluso Don Marcello Cozzi – di fronte al fatto che ci sono denunce, ma ci chiediamo il perché non ci sono e guardiamo ben oltre quella che può essere la punta dell’iceberg”.
A delineare invece il quadro generale della situazione a livello nazionale è stato il Commissario per il Coordinamento delle iniziative Antiracket e Antiusura, il Prefetto Raffaele Lauro . “Le vittime non si possono processare – ha detto il prefetto Lauro –né si possono fare discriminazioni fra quelle dell’usura e di estorsione. Questo deve capire lo Stato. Bisogna applicare le leggi – ha aggiunto –  prima di fare aggiornamenti o proporne di nuove e ciò comporta che tutti dobbiamo prima conoscerle”.
Nel corso dei lavori sono intervenuti i consiglieri Rosaria Vicino (Margherita) che ha ribadito la ”necessità di una maggiore attenzione nei confronti delle famiglie, spesso vittime dell’usura” e in rappresentanza della Minoranza, Vincenzo Giuliano (Udc) che ha sottolineato la necessità di ”creare una finanza plurale e solidale, senza sostituirsi agli istituti di credito. In questo senso il fondo per il Credito Etico va rivisto”. A conclusione dei lavori il Presidente della Provincia, Sabino Altobello ha specificato come ”l’impegno della Provincia, già dimostrato con l’istituzione della fondazione, si è intensificato attraverso il Credito etico, un importante strumento diretto ai soggetti svantaggiati non bancabili, che si prefigge di rimanere un presidio stabile nel tempo e non una misura occasionale”. Ci siamo ritagliati così un ruolo importante – ha concluso – sostituendoci a quanti avrebbero dovuto fare e non l’hanno fatto. Se la Basilicata è una regione in cui ancora esiste una cultura della legalità è anche grazie all’impegno preventivo delle istituzioni”.


 

UPI: restituire ai cittadini il diritto di scelta

Limite del mandato: Audizione in Senato
Upi: “Cancellare il limite per Province e Comuni
Per restituire ai cittadini il pieno diritto di scelta”


Superare, e in tempi brevi, il limite di mandato per tutti i Sindaci e i Presidenti di Provincia, con l’abrogazione dei commi 2 e 3 dell’art. 51 del Testo Unico degli Enti locali, che impongono che non si possa essere rieletti oltre due mandati. Lo hanno chiesto oggi, intervenendo in una audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato , i Vicepresidenti dell’Upi Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, e Bruno Marziano, Presidente della Provincia di Siracusa. 

“Il limite imposto è inaccettabile e di dubbia costituzionalità – ha sottolineato il Presidente Cavalli – perché ostacola il pieno esercizio del diritto di voto, impedendo ai cittadini di scegliere, per l’amministrazione della propria comunità, il sindaco o il presidente di provincia, che essi ritengono più idoneo”. Cavalli ha poi ricordato come “in questo momento ci sono sindaci che si sono ripresentati, nonostante il vincolo, sono stati rieletti al terzo mandato e sono in carica. Nell’incertezza del diritto, questo rischia di creare un effetto a “valanga”, e, soprattutto nelle amministrative del 2009, di spingere un gran numero di Sindaci e Presidenti di Provincia a ripresentarsi, creando condizioni  di grande precarietà nelle istituzioni”.

“Il limite dei mandati va abrogato subito per tutti i Comuni e per le Province – ha aggiunto Il Presidente Marziano – per assicurare certezza dei diritti di tutti i cittadini. Siamo invece del tutto favorevoli a lavorare insieme al Parlamento e al Governo per definire norme capaci di portare ad un riequilibrio tra i poteri delle Giunte e dei Consigli e a ridiscutere anche le norme sulla incompatibilità e ineleggibilità, ma riteniamo che la sede migliore per trovare soluzioni adeguate sia il Codice delle Autonomie locali. In quel contesto, con i tempi necessari per una discussione approfondita, sarà possibile trovare norme sistemiche, capaci di eliminare quelle discriminanti che oggi interessano i sistemi di elettorato attivo e passivo dei diversi livelli di governo. L’abolizione del limite di mandato, invece, può e deve essere affrontata ora, per potere intervenire già nelle prossime elezioni amministrative di primavera. Ci aspettiamo – ha concluso Marziano – che il Parlamento ci dia risposte chiare e immediate”.

Roma, 30 gennaio ’07

Firmato il patto tra MiBAC ed Enti locali

È stato firmato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Patto per le attività culturali di spettacolo tra il Ministro Francesco Rutelli, il Presidente della Conferenza Stato-Regioni Vasco Errani, il Presidente dell’Anci Leonardo Domenici e il Presidente dell’Upi Fabio Melilli.

Il patto attua la norma della Finanziaria che prevede lo stanziamento di 20 milioni di euro nei prossimi tre anni per la creazione di un Fondo per l’attuazione di accordi di cofinanziamento tra lo Stato e le autonomie locali, finalizzato a interventi in materia di attività culturali.

Con la sottoscrizione del patto viene definita la “cornice” di lavoro entro la quale individuare finalità e obiettivi comuni nella costruzione di accordi programmatici.

 “I principi di base sono la co-progettazione e il co-finanziamento – ha spiegato il Sottosegretario Elena Montecchi che ha coordinato il gruppo di lavoro Ministero-Regioni-Autonomie locali – in una prospettiva di collaborazione tra lo Stato e le autonomie locali per garantire un aumento delle offerte culturali e per fornire anche nuove opportunità agli artisti più giovani e ai nuovi talenti”. “Il nostro impegno è rivolto – ha aggiunto il Sottosegretario – ad una valorizzazione del protagonismo di Comuni e Province in un quadro generale di concertazione”.

“La firma del patto è un esempio  di come si possano realizzare azioni concrete di governance in  settori importanti della vita culturale del Paese, come quello dello spettacolo”, ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. “Le Regioni di concerto con gli enti locali intendono partire da questo accordo per garantire la necessaria sinergia con il governo per la promozione dello spettacolo. Un settore quest’ultimo – ha aggiunto Errani – che all’interno delle politiche culturali del Paese, dovrebbe essere, anche sul piano dell’identità culturale, uno strumento di crescita individuale e di coesione sociale e che rappresenta al tempo stesso uno dei riferimenti nello sviluppo sociale ed economico del paese”.

“Si tratta di un avvenimento importante – dice il Presidente dell’Anci Leonardo Domenici – che segna una svolta nei rapporti tra lo Stato e le autonomie, dopo anni di divisioni e conflittualità, conseguenti a una diversa interpretazione delle disposizioni del nuovo titolo V della Costituzione in materia di spettacolo”.

Fabio Melilli, Presidente dell’Upi, afferma: “Con il Patto si inaugura un nuovo approccio, basato sul principio della collaborazione e della ‘programmazione concertata’ tra le varie Istituzioni, che pensiamo sia il più indicato per perseguire il rilancio strategico del settore dello spettacolo”.

 

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Ddl approvato in Consiglio dei Ministri

In allegato la scheda di sintesi del Provvedimento.

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“Province più forti e funzionali per il Paese”

“Con l’approvazione della delega sul Codice delle Autonomie locali, il Governo da il via alla grande  stagione di riforme, dando nuova forza alle Province e rendendole ancora più capaci di rispondere alle esigenze del Paese” . Lo dichiara Fabio Melilli, Presidente dell’Upi, che sottolinea come questo fosse “un provvedimento fortemente atteso, che porterà ad una riorganizzazione dei livelli di governo intorno alle istituzioni più vicine ai cittadini e ai territori, Comuni e Province, rafforzandone ruoli e funzioni”.
Le Province – aggiunge Melilli – vengono confermate come unico ente di governo di area vasta. A loro si assegna la competenza esclusiva nei compiti e funzioni di “area vasta”: programmazione e coordinamento di attività e servizi attinenti il governo e la gestione del territorio; regolazione dei servizi a rete con il conseguente snellimento degli attuali organismi, come gli Ato. Grazie all’individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni e Province, poi,  sarà possibile distinguere con chiarezza il ruolo di ogni livello di governo: una opera di razionalizzazione che consentirà ai cittadini e alle imprese di avere un quadro certo delle responsabilità, e potrà mettere fine a quelle sovrapposizioni che troppo spesso sono la causa primaria di inefficienze e lungaggini della pubblica amministrazione.
 Fondamentale è la norma sull’ordinamento di Roma Capitale, che consentirà finalmente alla capitale del Paese di avere strumenti e risorse adeguate al proprio ruolo.
Quanto alle Città metropolitane , trovo positivo che si sia scelto la strada di non definire un modello unico, ma invece di prevedere schemi differenziati a seconda dei territori. Una richiesta che come Upi avevamo avanzato, perché tiene conto delle variabili economiche, sociali e geografiche delle realtà su cui le aree metropolitane individuate si trovano ad insistere.
Determinante è stato l’avere assicurato a questo sistema di governo una dimensione territoriale tendenzialmente coincidente con  quella della Provincia.
Quanto alla norma che prevede le revisioni dei confini territoriali delle attuali  Province, il tema andrà approfondito sui territori con i Comuni , con le Province e con le popolazioni interessate.
Piuttosto, resta prioritaria l’eliminazione di tutti gli enti intermedi, che si frappongono fra Comuni e Province e che oggi rappresentano il vero luogo di dispersione delle risorse, e determinano confusione nelle responsabilità e incertezza per i cittadini e le  imprese”. 

Ogni giorno dalle 9,00 la selezione delle notizie più importanti.

E’ ON LINE IL NUOVO SERVIZIO DI RASSEGNA STAMPA CHE L’UPI METTE A DISPOSIZIONE DELLE PROVINCE.

Per accedervi, è sufficiente cliccare sul banner “Rassegna stampa by Asca” presente nella colonna di sinistra della home page del sito, e si ha accesso immediato e gratuito al servizio.

La Rassegna stampa, ultima delle iniziative che l’Upi ha avviato quest’anno per sostenere le Province nel settore media e comunicazione, è disponibile ogni giono a partire dalle ore 9,00 circa. 

Il srevizio è realizzato attraverso la selezione delle notizie di portata nazionale di maggiore interesse legati alle amministrazioni presenti su quotidiani e periodici nazionali . 
Politica, ambiente, territorio, lavoro, cultura, politica europea, sviluppo economico, riforma della Pa e nuove tecnologie: sono solo alcuni dei temi su cui vengono tratti gli articoli più interessanti di giornali e periodici.

L’intento dell’Upi è di fornire a tutte le Province la possibilità di avere un quadro nazionale delle notizie presenti sui media, così da potere disporre di una visione d’insieme quanto ai temi all’ordine del giorno.

La rassegna può essere consultata, scaricata, salvata come file, o stampata, ed è inoltre possibile svolgere ricerche temporali per temi o per parole chiave.

La pubblicazione della Provinica di Pesaro e Urbino per commemorare il 50° anniversario della tragedia.

La Provincia di Pesaro e Urbino, nell’ambito delle iniziative per la commemorazione del 50° anniversario della tragedia di Marcinelle, ha realizzato la pubblicazione “A 50 anni da Marcinelle”, curata dall’Ufficio Cooperazione Internazionale ed Emigrazione (con il patrocinio del Ministero Affari esteri e della Regione Marche), che oltre a volere commemorare quel tragico avvenimento, ha lo scopo di farlo conoscere alla collettività ed in particolar modo agli studenti del territorio provinciale.

La pubblicazione in forma cartacea, verrà inviata in allegato alla Rivista della Provincia a tutti i ciitadini della Provincia, emigrati rientrati in Italia e a quelli che ancora risiedono all’estero, nonché alle scuole di primo e secondo grado della provincia  ed  a chiunque ne faccia richiesta.

Info: Assessorato ai rapporti con concittadini all’estero della Provincia di Pesaro e Urbino

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Nel primo numero del 2007 un focus sulla programmazione 2007-13

Un focus sull’Europa che verrà. Questo il tema del primo numero del Notiziario Upi che apre il 2007.

Nel quindicinale, l’intervista al Vice Presidente della Commissione Europea, Franco Frattini, un colloquio con il Vice Presidente dell’Upi e del Comitato delle Regioni, Bruno Marziano , e tutti le informazioni sulla programmazione comunitaria 2007-2013.

Il notiziario è stato redatto grazie alla preziosa collaborazione dello Spazio Europa Upi Tecla, l’ufficio delle Province a Bruxelles (Rue du Commerce 124, 1000 – Bruxelles. Tel 0032 2 50 35 128 fax 0032 2 51 43 455 – www.tecla.org), che è a disposizione per ogni maggiore informazione.

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