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Regolamento Cuspi

COORDINAMENTO DEGLI UFFICI DI STATISTICA
DELLE PROVINCE ITALIANE

 
REGOLAMENTO DEL CUSPI
(approvato dalla Riunione Plenaria tenutasi a Roma il 9 maggio 2002)

 
 
Art. 1 – Il CUSPI

E’ costituito il Coordinamento degli Uffici di Statistica delle Province Italiane, di seguito indicato con il termine CUSPI, come organismo tecnico ad adesione volontaria operante nell’ambito dell’Unione delle Province d’Italia (UPI), con sede in Roma, Piazza Cardelli, 4.
Il CUSPI organizza le proprie attività in raccordo con l’attività istituzionale dell’UPI e con la sua struttura organizzativa.
 
Art. 2 – Finalità

Il CUSPI ha la finalità di soddisfare gli obiettivi informativi e statistici dei suoi membri e di collaborare con gli enti che fanno parte del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN) e con altri organismi simili, anche di altri paesi, al fine di favorire, sviluppare e divulgare le analisi statistiche, le attività culturali e di ricerca nel campo informativo e statistico, per le autonomie locali.
In particolare, gli scopi del CUSPI sono i seguenti:
· creare un collegamento ed un coordinamento permanenti e sistematici tra gli Uffici di Statistica delle Province italiane, in considerazione della specificità del ruolo operativo degli uffici stessi e fatta salva l’autonomia di ciascuna amministrazione nel proprio contesto istituzionale provinciale e regionale;
· contribuire alla promozione, alla diffusione e all’elevamento qualitativo della cultura statistica applicata al governo del territorio;
· promuovere lo sviluppo, incentivare l’utilizzo e migliorare la qualità dei servizi di statistica pubblica in Italia e nell’Unione Europea;
· promuovere l’utilizzo della statistica e dei metodi statistici nelle Province italiane, a tutti i livelli e in relazione a tutte le materie di competenza degli enti, con particolare riferimento ai compiti di programmazione e di intervento per lo sviluppo del territorio, allo scopo di migliorarne le attività e i servizi;
· fornire supporto all’UPI nello svolgimento delle sue attività a favore delle Province;
· contribuire alle attività, alla gestione, alla determinazione degli indirizzi e al miglioramento costante del Sistema Statistico Nazionale (SISTAN)
· promuovere e migliorare costantemente la collaborazione, anche direttamente operativa, tra gli Uffici di Statistica delle Province e gli altri soggetti componenti il SISTAN, con particolare riferimento agli Uffici di Statistica delle altre autonomie locali e funzionali: i Comuni, le Comunità Montane e le Regioni, le Camere di Commercio e le Università;
· promuovere e migliorare costantemente, in tale quadro, la collaborazione e i collegamenti operativi con l’ISTAT, quale componente funzionale centrale del SISTAN;
· raggiungere ed assicurare la completa e funzionale presenza degli Uffici di Statistica in tutte le Province italiane;
· agevolare il raggiungimento ed il mantenimento costante di un adeguato livello qualitativo e quantitativo delle risorse umane, finanziarie e strumentali degli Uffici di Statistica delle Province, nonché il miglioramento di tali dotazioni.
 
Art. 3 – Membri

Sono membri del CUSPI i responsabili degli Uffici di Statistica delle Province italiane costituiti ai sensi della vigente legge sul Sistema Statistico Nazionale, previa presentazione al Presidente dell’apposito modulo di adesione.
Al fine di assicurare lo svolgimento delle attività del Coordinamento in condizioni di certezza e stabilità, nonché su presupposti organizzativi chiaramente definiti, per acquisire la qualifica di membro del CUSPI è obbligatoria l’adesione volontaria.
E’ istituito un elenco ufficiale dei membri del CUSPI. La qualifica di membro del CUSPI è acquisita dopo che il Presidente abbia disposto l’iscrizione del richiedente nell’elenco ufficiale.
L’adesione non comporta oneri finanziari. Il CUSPI non è dotato di mezzi finanziari propri.
 
Art. 4 – Organizzazione

Le istanze organizzative del CUSPI sono le seguenti:
a. la Riunione Plenaria;
b. il Presidente;
c. il Comitato di Presidenza.
 
Art. 5 – La Riunione Plenaria

Alla Riunione Plenaria partecipano i membri del CUSPI.
La Riunione Plenaria è convocata, almeno una volta all’anno, con avviso scritto (lettera, fax, posta elettronica) spedito almeno 15 giorni prima della data di convocazione, che deve contenere il luogo, la data e l’ora della riunione.
Le decisioni della Riunione Plenaria sono valide qualunque sia il numero dei membri partecipanti. Al termine di ogni Riunione Plenaria viene redatto un breve resoconto nel quale vengono riportati l’elenco dei partecipanti e, per punti, l’elenco delle decisioni adottate, con l’eventuale esito delle votazioni.
La Riunione Plenaria stabilisce le modalità di procedure di consultazione permanente tra i membri con l’utilizzo dei mezzi telematici, di norma esperite dal Presidente anche coadiuvato dal Comitato di Presidenza, finalizzate all’adozione di particolari decisioni operative.
Qualora venga ritenuto opportuno, alla Riunione Plenaria possono essere invitati soggetti non membri del CUSPI, i quali possono parteciparvi con diritto di parola e senza di diritto di voto.
 
Art. 6 – Il Presidente

Il Presidente del CUSPI viene eletto dalla Riunione Plenaria tra i membri del CUSPI con il voto di almeno i 2/3 dei presenti e con le stesse procedure può essere revocato. Dura in carica 2 anni ed è rieleggibile.
Il Presidente rappresenta il CUSPI e cura i rapporti con l’Ufficio di Presidenza e le strutture dell’UPI. Opera ad ogni livello per promuovere la realizzazione delle attività del CUSPI e per curare l’attuazione delle decisioni assunte.
 
Art. 7 – Il Comitato di Presidenza

Il Comitato di Presidenza coadiuva il Presidente in tutte le sue funzioni, sempre al fine di promuovere la realizzazione delle attività del CUSPI e di curare l’attuazione delle decisioni assunte, in particolare in ordine alla suddivisione dei compiti operativi, anche attraverso gruppi di lavoro ed articolazioni regionali o per aree geografiche, ovvero per particolari esigenze organizzative, tecniche e scientifiche, sia nell’ambito dell’attività del CUSPI, sia nei rapporti con gli altri soggetti del SISTAN.
Il Comitato di Presidenza è composto da un minimo di 5 membri, incluso il Presidente. I membri del Comitato di Presidenza ad eccezione del Presidente sono eletti dalla Riunione Plenaria tra i membri del CUSPI, con elezione separata, con la maggioranza dei 2/3 dei presenti. Con decisione della Riunione Plenaria possono essere integrati, aumentati e sostituiti i componenti del Comitato di Presidenza, se ciò sia ritenuto utile per l’attività del CUSPI.
Il Comitato di Presidenza stabilisce autonomamente le proprie regole di funzionamento.
 
Art. 8 – Strumenti di comunicazione e informazione.

Il CUSPI organizza un proprio sito Internet, al fine di consentire lo scambio di comunicazioni e la massima circolazione delle informazioni tra i membri, nonché l’elaborazione di proposte, indagini, raccolte di informazioni rilevanti.
Tale strumento telematico è finalizzato a favorire lo scambio gratuito di dati, informazioni, procedure statistiche tra i membri, anche attraverso opportuni accordi con soggetti del SISTAN e con altri soggetti operanti nel campo dell’informazione statistica.

Ria: “Necessario coinvolgere le Province”


“La decisione di localizzare a Scanzano Jonico la discarica di rifiuti radioattivi non può avvenire senza il pieno coinvolgimento delle istituzioni locali, Province e Comuni,  e dei cittadini.”

 Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, ribadendo la perplessità sulle procedure e sul metodo di attuazione delle procedure stesse, realizzate dal Governo per stabilire la localizzazione del sito.

“Una decisione di questa portata – ha ricordato Ria –  ha bisogno di una preventiva concertazione e della discussione nelle sedi istituzionali più opportune con le Province, che sono il livello di governo del territorio e che hanno le competenze sulla tutela dell’ambiente.”

Il Presidente Ria ha poi espresso le proprie preoccupazioni in merito alla localizzazione del sito: “Scanzano Jonico – ha detto Ria – è una località che sta facendo numerosi sforzi per avviare una politica di sviluppo dei flussi turistici: è chiaro che una scelta di questo genere annullerebbe completamente tutti gli investimenti che in questi anni sono stati realizzati in termini di risorse economiche ed umane”. 

Ria ha poi voluto sottolineare il pieno appoggio dell’UPI  alle iniziative che saranno intraprese dalla Provincia di Matera e dalla Provincia di Potenza.

 

I commenti dei Presidenti Cavalli e Nunes.

E’ da oggi in rete il Portale delle Province Italiane, www.provinceditalia.it, diretto agli amministratori, ai cittadini, alle imprese, ai mass media.


Nel sito, news , dossier, dati statistici, documenti e normative sulle Province e sulla pubblica amministrazione, e una area interamente riservata agli amministratori per favorire lo scambio diretto e la cooperazione tra le diverse realtà territoriali.


“Il portale – ha detto il Presidente della Provincia di Brescia e componente della Presidenza Upi, Alberto Cavalli – è uno strumento informativo che potrà veicolare le informazioni dell’Upi, delle Province e dei loro territori. L’obiettivo principale  è di favorire la cooperazione in rete per facilitare gli scambi delle migliori esperienze e le comunicazioni che provengono dal territorio. La Provincia di Brescia – ha ricordato Cavalli – ha partecipato direttamente alla realizzazione del progetto, realizzando il sito settoriale sull’ e-government delle Province Italiane, che alimenta con le sue informazioni il nuovo portale dell’Upi”.

“Il progetto che presentiamo oggi – ha sottolineato Gino Nunes, Presidente della Provincia di Pisa e Responsabile dell’e-government per l’Upi – dimostra quanto siamo  impegnati nel favorire lo sviluppo dell’innovazione nelle Province, che hanno avuto un ruolo da protagoniste nelle iniziative di e-government, dimostrato dai progetti finanziati dal Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie. Abbiamo creato un sistema capace di garantire efficienza, grazie all’interscambio dei dati, e democrazia dell’informazione, assicurando la formazione e l’assistenza tecnica per i piccoli Comuni..Vogliamo rendere le Province protagoniste nel supporto ai Comuni più piccoli e ai territori meno sviluppati, attraverso i Centri di Servizio territoriali. E’ un processo – ha detto Nunes – che oggi, a causa del blocco dei finanziamenti per l’e-gov  previsto dalla manovra finanziaria 2004, rischia non solo di arrestarsi, ma di regredire e di riportare alle iniziali condizioni di inefficienza. Di tutto questo in finanziaria non c’è traccia e ci sembra manchi, da parte del Governo, la volontà per proseguire su questa strada.”


 

Dichiarazione dell’Assessore Vincenzo Vita.

“Favorire la massima diffusione della conoscenza e dell’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, individuando nella Provincia di Roma un punto di riferimento a livello nazionale”.

E’ questo l’obiettivo, secondo l’assessore provinciale alla Cultura e Comunicazione della Provincia di Roma, Vincenzo Vita, del nuovo portale interattivo delle Province italiane, presentato questa mattina all’ex sala stampa del Giubileo, in un convegno organizzato dall’Unione Province Italiane (Upi) e ospitato dall’Amministrazione di Palazzo Valentini.

“Spesso si confonde l’e-Government con la tecnologia – ha spiegato l’assessore Vita – in realtà è un processo  democratico aperto al libero accesso di tutti. Proprio per favorire l’uso di internet, l’Amministrazione provinciale, recependo l’impegno preso dal Presidente Gasbarra con i cittadini, vuole promuovere lo sviluppo di infrastrutture di rete (cavi, wireless, satellite,) adeguate a portare entro il 2006 la “banda larga” in tutti i 121 comuni che fanno parte del territorio dell’ente. Inoltre, Palazzo Valentini sta lavorando per l’alfabetizzazione informatica  e tecnologica così da favorire l’uso della firma digitale, con speciale attenzione ai giovani e agli anziani attraverso l’uso di 11 aule di informatica: nove fisse e due mobili. Infine, siamo impegnati nel free software in modo da attrezzare la struttura informatica interna della Provincia: risviluppo dei software in ambiente web, reti interne e cablaggio, installazione di 2000 computer di cui 1000 in rete. Tutto questo si traduce in vantaggi concreti per i cittadini in termini di trasparenza, semplificazione burocratica, risparmio di tempo”. 

“Si tratta di obiettivi ambiziosi – conclude l’assessore Vincenzo Vita – che per essere realizzati richiedono una convergenza di impegni da parte di tutte le amministrazioni pubbliche: Comuni, Province, Regioni e Stato centrale. Non possiamo certo dividerci per ragioni di bandiera o di colore politico, sulle scelte fondamentali per lo sviluppo del Paese e per il futuro dei nostri figli”.

Da oggi è on line il nuovo sito dell’Unione delle Province d’Italia.

Benvenuti nel Portale delle Province Italiane, il nuovo sito dell’Upi diretto ai cittadini, alle imprese, alla Pubblica Amministrazione, ai mass media.

Nel portale troverete informazioni , dati statistici, dossier e studi, bandi e concorsi, news e appuntamenti legati al mondo delle province.

Buona navigazione.

Direttiva per l’Open source nella P.A

“La direttiva, che porta l’Italia tra i primi Paesi al mondo a disporre di criteri in questo settore”, ha spiegato Stanca, “prende in considerazione i significativi sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed in particolare il processo di produzione, distribuzione ed evoluzione dei programmi informatici che si basa sulla disponibilità del codice sorgente aperto (open source) ed ha come scopo quello di fornire un indirizzo univoco relativo alla scelta delle soluzioni per le predisposizione e per l’acquisizione dei programmi informatici da parte delle Pubbliche amministrazioni”.

Cfr. il comunicato stampa del Ministro

In Conferenza Unificata l’UPI conferma il parere negativo alla manovra 2004.

“I 170 milioni di euro che il Governo ci ha sottratto impediranno alle Province di investire in politiche di sviluppo per i cittadini.”
Lo ha detto il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria, intervenendo alla riunione della Conferenza Unificata di oggi.

La cifra, che si aggiunge ai 370 milioni euro di prelievo dovuti ai vincoli del patto di stabilità, è composta dai 60 milioni di euro, che spettano alle Province per il rimborso degli ecoincentivi, dai 23 milioni di euro per il taglio dei trasferimenti e dai 51 milioni di euro per il mancato finanziamento a favore dei centri per l’impiego.

“Sono risorse – ha sottolineato Ria – che le Province dovevano utilizzare per rilanciare il mercato dell’occupazione, per proseguire nell’azione di tutela del territorio, per la manutenzione di strade e di scuole, e che, è il caso degli ecoincentivi, sconfessando le stesse norme di rimborso previste dallo stato: dal 2002 stiamo ancora aspettando  il reintegro mensile previsto”. 

Il Presidente Ria ha poi voluto sottolineare le gravissime scelte politiche della manovra:  “Questa finanziaria -ha detto – minaccia fortemente l’autonomia degli Enti locali, perché non responsabilizza gli amministratori e esclude qualunque avvio di federalismo fiscale. Continuiamo invece a subire i lacci del Patto di stabilità, che già lo scorso anno ha messo a dura prova la tenuta dei bilanci provinciali: per il 2004, con le norme attuali, ci sarà il tracollo definitivo.”

 

Da Ferrara l’UPI lancia proposte per la difesa delle risorse idriche

“L’acqua una risorse da tutelare” è il titolo del Convegno Nazionale promosso dall’Unione delle Province d’Italia e dalla Provincia di Ferrara, che si è aperto questo pomeriggio al Castello Estense di Ferrara.

Una ‘due giorni’ di dibattito per discutere delle strategie e delle politiche da attuare a difesa delle risorse idriche, in occasione dell’Anno Internazionale dell’Acqua.
 
“Vogliamo – ha detto nel suo intervento il Vicepresidente dell’Upi Forte Clo – lanciare tre proposte al Governo, al Parlamento e alle altre istituzioni locali. In primo luogo, la definizione di una ‘Legge quadro’ nazionale, un Testo unico dell’acqua, che tenga insieme tutta la normativa  che oggi, in maniera frammentaria, tratta dell’inero ciclo delle acque: dalla tutela al risparmio alla corretta gestione delle risorse.
 
Agli Ambiti Territoriali Ottimali proponiamo di istituire, presso l’UPI,  un Coordinamento nazionale, che possa, senza diventare l’ennesima associazione, lavorare all’interno del sistema esistente delle Province, che hanno un ruolo centrale.

A conclusione dell’anno Internazionale dell’Acqua – ha poi aggiunto Clo – proponiamo ai Comuni e a tutti quei soggetti istituzionali, del mondo economico e della società civile, che a diversi livelli si occupano della difesa della risorsa idrica, di indire una Giornata Nazionale dell’Acqua, in cui riunire le tante esperienze che in Italia si sono sviluppate e coinvolgere i cittadini e il territorio su questa tematica, determinante per il futuro del Paese”.

 

Ria: “Un anno di incomunicabilità con il Governo”

“Il rapporto con il Governo e con il Parlamento in questo ultimo anno è stato segnato da un forte stato di incomunicabilità . Ormai solo eccezionalmente si riesce a trovare momenti di sintonia, e le intese sottoscritte vengono regolarmente disattese nei comportamenti e nelle azioni di governo successive”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, aprendo l’Assemblea dei Presidenti di Provincia e il Direttivo dell’Upi, convocati oggi a Roma per dettare al Governo e al Parlamento le richieste delle Province sulle due partire della legge finanziaria e sulla  riforma costituzionale. 

“Nonostante questo – ha sottolineato Ria – non siamo mai andati allo scontro frontale, o peggio, all’Aventino, perché riteniamo necessario tenere aperto il confronto per concorrere come province al risanamento della finanza e fare fronte dignitosamente alle nostri funzioni.”

Ria ha poi voluto ricordare alcuni dei punti della legge finanziaria considerati più dannosi per l’autonomia delle Province. “La finanziaria presentata  – ha detto – detta pesanti passi indietro sulla strada del federalismo fiscale, con la proroga dell’Alta commissione per tutto il 2004; le norme sul patto di stabilità interno in vigore non aiutano la finanza pubblica, non responsabilizzano e creano difficoltà ad un numero sempre più esteso di governi locali.
Se il Parlamento e il Governo non accoglieranno le nostre proposte di emendamenti – ha concluso –  il danno per le Province e i Comuni si estenderà a macchia d’olio, con risultati difficilmente reversibili.” 

L’Assemblea dei Presidenti e il Direttivo Upi hanno poi siglato gli ordini del giorno sulla finanziaria e sull’istituzione delle nuove province, nei quali viene ribadito il giudizio negativo sulle proposte del Governo e si presentano le richieste e gli emendamenti ritenuti necessari per riavviare correttamente il confronto tra le istituzioni nazionali e locali.

 

539 milioni di euro in meno alle Province

“Questa finanziaria taglia 539 milioni di euro alle Province”.

Lo ha detto il responsabile della finanza dell’Upi, Gino Nunes, Presidente della Provincia di Pisa, intervenendo all’incontro organizzato dalle Regioni per discutere della manovra finanziaria.
Il Presidente ha poi voluto scandire i dati dei tagli alle Province.

“Si tratta di 539 milioni di euro in meno, di cui 370 milioni di euro, che derivano dal patto di stabilità, 23 per il taglio dei trasferimenti, 60 per il mancato rimborso degli ecoincentivi e 51 milioni di euro per il mancato finanziamento a favore dei centri per l’impiego.

I primi a farne le spese – ha aggiunto Nunes –  saranno i cittadini,  che  vedranno di molto ridotte la qualità, la quantità e l’efficienza dei servizi. Penso alla copertura delle nuove funzioni assegnate  alle Province, come i compiti di polizia provinciale o di controllo dei corsi d’acqua. Per la manutenzione dell’edilizia scolastica, poi sono state stanziate cifre irrisorie, che non permetteranno di coprire i lavori necessari ad assicurare la messa in sicurezza di tutte le scuole.
E mentre il Governo ci taglia le risorse, il Parlamento non trova di meglio da fare che istituire tre nuove Province.
Una finanziaria, dunque che, penalizza fortemente Province e cittadini, ma soprattutto che chiude la strada a una qualunque prospettiva futura di federalismo fiscale”

 

Il Consiglio Provinciale aperto sul lavoro a Lecce.

Il Consiglio Provinciale di Lecce  ha cambiato volto, oggi, nel corso della seduta monotematica sui temi della nuova disciplina del mercato del lavoro.
I veri protagonisti, oggi, sono stati gli studenti, i giovani che frequentano i corsi di formazione e orientamento al lavoro, le organizzazioni sociali dei lavoratori, delle imprese industriali e degli artigiani, gli operatori dei Centri per l’Impiego e della formazione, sindaci delle Comunità locali.
Molte voci, quindi, per un’unica musica: la Province italiane hanno assicurato, in questi anni, una impensabile vitalizzazione della funzione e del ruolo economico- sociale dei Centri per l’Impiego. Il decreto legislativo n. 276/2003, che attua la legge delega n. 30/2003, rischia di compromettere e marginalizzare il nuovo ruolo delle Province, che in questi anni ha prodotto grandi risultati in favore dei giovani e delle imprese.
Il presidente della Provincia di Lecce Lorenzo Ria, presiedente dell’Unione delle Province d’Italia, introducendo i lavori, ha affermato che “la Provincia è l’istituzione ideale per rappresentare il tessuto osseo e muscolare delle moderne politiche attive del lavoro. Per continuare a svolgere tale funzione è necessario che la legge torni a valorizzare il ruolo delle Province sui delicati e decisivi terreni dell’istruzione professionale, della formazione, dell’e-government, dell’accesso ai dati sensibili dei soggetti con competenze in materia di lavoro e previdenza”.
Il Consiglio Provinciale ha concluso i propri lavori approvando l’o.d.g. proposto, su questo tema, dall’UPI con 19 voti favorevoli e 6 astenuti (A.N. – F.I. – U.D.C.).

La proposta di riforma dell’Upi

Accanto ai cento senatori eletti a suffragio universale, dovranno essercene altri cento rappresentanti dei governi locali: Regioni, Province e Comuni.

E’ questo il modello di Senato federale proposto oggi, nell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dal Presidente dell’Upi Lorenzo Ria.

“Se il Senato federale  – ha detto Ria – deve essere la sede di rappresentanza degli interessi territoriali, i diversi livelli istituzionali devono esservi direttamente rappresentati, secondo un modello paritario rispetto alla componente eletta a suffragio universale. Solo così si darà seguito al dettato costituzionale che garantisce piena dignità politica di tutte le istituzioni dello Stato.

Per lo stesso motivo – ha proseguito Ria – nella componente rappresentativa degli enti territoriali devono essere  rappresentati in rapporto paritario Regioni ed Enti locali”.
Ria ha poi aggiunto che il Senato federale, così come proposto dall’UPI, potrebbe essere istituito già a partire dalla XV legislatura.

Il Presidente ha voluto anche ribadire la posizione delle Province in merito alla composizione della Corte Costituzionale: “L’accesso diretto alla Corte Costituzionale per i Comuni, le Province e le città metropolitane  – ha detto – è una condizione necessaria per tutelare le loro attribuzioni costituzionali e per non compromettere, anche in questo caso, la pari dignità costituzionale”.

 

 

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