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I risultati dell’incontro tra Upi, Cgil Cisl e Uil scuola e Snals.


Riforma scolastica, autonomia e rilancio dell’istruzione sono stati i temi sui quali si sono incontrati oggi i rappresentanti di Cgil, Cisl Uil scuola,  Snals e Upi, per avviare un percorso condiviso di collaborazione e confronto.
Nell’incontro è emersa la necessità di rafforzare il rapporto tra le istituzioni scolastiche e gli enti locali, per concordare strategie di sviluppo dell’autonomia e rafforzare il ruolo sociale delle scuole sul territorio.
“Da oggi parte un percorso – è stato detto da Gianni Oliva, coordinatore Upi degli assessori provinciali all’istruzione – volto a individuare strumenti concreti ed efficaci, in grado di rispondere anche alle problematiche che le Province ogni giorno incontrano, nella loro azione amministrativa, dalla manutenzione delle scuole alla programmazione dell’offerta formativa, al raccordo tra istruzione formazione e lavoro”.

Ria: “Il Governo non rispetta i patti sottoscritti nell’Intesa Interistituzionale “

“Il Governo non rispetta il patto che aveva sottoscritto con le istituzioni, e, anzi, pretende di chiudere in tutta fretta la riforma della Costituzione chiedendo a Regioni, Province e Comuni di accettare passivamente un modello imposto dall’alto, elaborato senza la minima concertazione, frutto del lavoro di pochi”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, intervenendo all’incontro con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha accettato oggi di ascoltare Regioni ed Enti Locali sul tema della nuova Costituzione del Paese.
“Nel giugno 2002 abbiamo siglato una intesa interistituzionale – prosegue Ria – che, almeno nelle intenzioni, stabiliva che il principio della concertazione fosse il pilastro della futura dialettica sulla riforma dello stato. Un patto che non è stato rispettato.
Si prevedeva  l’integrazione della  Commissione Bicamerale per gli affari regionali con i rappresentanti dei governi del territorio: altro patto non rispettato.
Si stabiliva di arrivare ad una rapida introduzione di elementi di federalismo fiscale. Ma anche questo non è stato rispettato. 
Troppe cose sono state tralasciate, perché ci si possa chiedere, oggi, di acconsentire senza obiezioni e in tempi rapidi, alla proposta del Governo.
Una proposta che, comunque, ci lascia fortemente perplessi nella definizione di alcune delle più importanti novità che intende introdurre.
Il Senato federale, prima di tutto, che è debole, inconsistente e di “federalista” contiene ben poco, soprattutto in quanto ai criteri previsti per l’elettorato passivo . Noi proponiamo che si arrivi alla definizione di un sistema “misto”, di un Senato i cui membri siano in parte espressione diretta della rappresentanza dei territori, e in parte eletti direttamente dai cittadini.
La Corte costituzionale, la cui composizione, sebbene modificata, continua a non prevedere l’accesso diretto per le Province, i Comuni e le Città Metropolitane, in totale spregio dei principi della pari dignità costituzionale previsti dall’art. 114  della Costituzionale.
Al Presidente Berlusconi, poi – conclude il Presidente Ria –  chiediamo il rilancio e il riconoscimento delle funzioni proprie della Conferenza Unificata, che è il luogo principale di raccordo tra i diversi livelli di governo.
Un altro principio che era stato sancito con l’intesa interistituzionale del luglio 2002: un altro patto che, almeno fino ad oggi, è stato disatteso”.


 

Dichiarazione di Alberto Cavalli, Pres. Prov. Brescia

“Le Province intendono fare anche nel 2004, la loro parte per onorare il patto europeo di stabilità  Però chiedono che ciò avvenga senza deprimere investimenti per le opere pubbliche e per la promozione delle economie locali”. Lo ha detto il responsabile Finanza dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, a proposito della prossima manovra finanziaria.

“Le Province vogliono, infatti, partecipare alla ripresa e alla promozione dello sviluppo – ha proseguito Cavalli –  soprattutto per tre grandi aspetti: la sicurezza degli edifici scolastici, la sicurezza sulla strada e dei territori sotto il profilo idrogeologico e ambientale. E per gli investimenti in questi settori chiedono specifiche apportazioni di spesa nella Finanziaria.”

Dichiarazione di Alberto Cavalli, Pres.Prov. Brescia

“Le Province intendono fare anche nel 2004, la loro parte per onorare il patto europeo di stabilità  Però chiedono che ciò avvenga senza deprimere investimenti per le opere pubbliche e per la promozione delle economie locali”. Lo ha detto il responsabile Finanza dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, a proposito della prossima manovra finanziaria.

“Le Province vogliono, infatti, partecipare alla ripresa e alla promozione dello sviluppo – ha proseguito Cavalli –  soprattutto per tre grandi aspetti: la sicurezza degli edifici scolastici, la sicurezza sulla strada e dei territori sotto il profilo idrogeologico e ambientale. E per gli investimenti in questi settori chiedono specifiche apportazioni di spesa nella Finanziaria.”

Dichiarazione del Vicepresidente dell’Upi, Forte Clo

“Il livello del confronto con il Governo mi fa ritenere alto il rischio che il sistema delle autonomie venga tagliato fuori dalla reale partecipazione alla proposta di modifica costituzionale.  Speriamo che la ipotizzata disponibilità manifestata oggi diventi concreta. Le Province vogliono discutere con il Governo di alcuni aspetti determinanti della riforma costituzionale, come il Senato federale, il federalismo fiscale e la corte costituzionale” .

Dichiarazione del Presidente Ria

“Il confronto sulle riforme dello Stato non può che coinvolgere l’intero l’arco istituzionale, Province e Comuni inclusi”.

A sottolinearlo è il presidente dell’Upi,  Lorenzo Ria.

“Avevamo chiesto al premier Berlusconi – spiega Ria – di incontrare gli enti locali prima della votazione in Consiglio dei ministri della proposta di riforma. Dobbiamo purtroppo constatare che questo incontro non è stato invece ritenuto necessario dal Governo, che continua a considerare come uniche parti in causa nel dibattito sulla nuova costituzione dell’Italia, le Regioni e l’opposizione. Almeno questo è quanto appare nelle dichiarazioni dei suoi maggiori esponenti”.

“Ci aspettiamo – conclude il Presidente Ria – che questa nostra impressione venga, nei fatti, smentita già nei prossimi giorni, con l’apertura di un confronto in Conferenza Unificata, la sede preposta al dialogo politico istituzionale tra Governo, Regioni, Province e Comuni”.

Salone della Comunicazione pubblica

Inizia oggi a Bologna il decennale appuntamento con COM-P.A., il Salone della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino, promosso dall’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

Il Salone rappresenta un appuntamento importante sulla strada della modernizzazione e dell’innovazione, in quanto evidenzia il ruolo della comunicazione e della tecnologia in una P.A. che ha fatto del rapporto con il cittadino, della qualità dei servizi, obiettivi centrali nella propria azione.

Un momento segnato dalla conclusione del percorso di formazione per i pubblici dipendenti previsto dalla legge 150, dalla definizione dei profili professionali dei comunicatori pubblici e dalle prime sperimentazioni di alcune delle strutture (uffici stampa fra più Comuni; URP di seconda generazione) modificate dalla nuova normativa.

Ecco un  elenco degli appuntamenti in cui saranno presenti rappresentati (amministratori o dirigenti) delle Province italiane

Province e Comuni chiedono incontro al Premier

La riforma costituzionale dello Stato non può essere avviata senza la piena condivisione delle Province e dei Comuni, o si rischia che resti pura teoria.

Lo hanno scritto il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, in una lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per formalizzare la richiesta di incontro presentata già negli scorsi giorni dai rappresentanti delle due Associazioni.

“Le decisioni che il Governo da Lei presieduto si dichiara prossimo a prendere – si legge nella lettere dei due Presidenti –   indicheranno la strada da seguire per dare una nuova veste all’intero assetto istituzionale dello Stato. Una riforma federalista nella quale Province e Comuni credono fermamente,  e della quale si sono sentiti da subito protagonisti, quali enti di governo del territorio, in prima linea nella gestione e nella amministrazione della politica locale, destinati ad assumere responsabilità sempre maggiori nella organizzazione futura del Paese, quale si va delineando. “

“Ci duole – proseguono nella nota  Domenici e Ria – dovere riscontrare che tale ruolo non sia stato correttamente considerato dal Governo da Lei presieduto, che ha fino ad oggi escluso gli enti locali da qualunque confronto e dibattito sulla ipotesi di riforma attualmente in discussione, la cosiddetta “bozza di Lorenzago”, frutto del lavoro di pochi, ed elaborato senza quella indispensabile condivisione con tutte le istituzioni  a pari livello costituenti la Repubblica –  Regioni, Comuni e Province – necessaria perché non resti solo pura teoria.”
 
La lettera si chiude con la richiesta di definire al più presto un incontro con il Presidente Berlusconi,  “prima  che  il testo in corso di elaborazione venga approvato dal Consiglio dei Ministri, in modo da potere offrire  – concludono il Presidente Domenici e il presidente Ria – il nostro costruttivo contributo ad una riforma di così ampia portata, che attiene sia la forma Stato che la forma di Governo.”

 

Codice in materia di protezione dati personali

E” stato approvato e pubblicato il Codice in materia di protezione dati personali che sostituirà la legge n. 675/1996 e molte disposizioni di legge e di regolamento, a partire dal 1° gennaio 2004 (Cfr. Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 in G.U. 29 luglio 2003, Serie generale n. 174, Supplemento ordinario n. 123/L)

Lettera al Presidente dell’Anci

Al Presidente dell’ANCI
Leonardo Domenici

 

 

Oggetto: Composizione delegazione italiana Comitato delle Regioni
 

 

Caro Leonardo,

 

desidero richiamare la Tua attenzione su una questione che mi sta particolarmente a cuore e giudico di estrema delicatezza ed importanza per le autonomie territoriali.

 

Come certamente saprai, al termine di un mandato di quattro anni, nel febbraio 2002 si procederà al rinnovo del Comitato delle Regioni, organo consultivo dell’Unione Europea, in seno al quale ogni Paese membro dell’Unione nomina la propria delegazione.

 

A tale proposito ritengo opportuno incontrarci in tempi brevi per stabilire proposte concrete al fine di garantire una rappresentanza adeguata di tutte le istituzioni locali all’interno della delegazione italiana.

 

In tale sede si potrebbero concordare ulteriori iniziative per avvalorare e sostenere la nostra posizione nei confronti del Governo e delle Regioni.

 

RibadendoTi l’urgenza di tale incontro ed in attesa di concordare la data, Ti ringrazio per l’attenzione e invio i miei migliori saluti.

 

 

Lorenzo Ria

Lettera al Presidente della Conferenza Regioni

Al Presidente della

Conferenza dei Presidenti delle Regioni

Enzo Ghigo

 

Oggetto: richiesta incontro problematiche relative al decentramento in materia di viabilità-Anas

              Caro Presidente,

 

dato l’approssimarsi della data di scadenza del periodo di avvalimento che, così come disciplinato nell’Accordo sancito in sede di Conferenza Unificata il 1° febbraio 2001, consente a Regioni ed enti locali, nelle more del completamento delle procedure di mobilità del personale, di avvalersi, senza oneri aggiuntivi, del personale dell’amministrazione centrale o degli enti titolari delle funzioni e dei compiti prima del loro conferimento fino al 30 giugno prossimo, sono a richiederTi un incontro urgente per analizzare insieme alcune questioni sospese che potrebbero compromettere il buon esito della riforma.

 

            In particolare, mi preme affrontare le problematiche relative al settore viabilità-Anas, di strategica rilevanza sia per le Regioni che per le Province che, dal 1° luglio prossimo, dovranno garantire il pieno e autonomo esercizio delle funzioni trasferite.

 Si pongono infatti una serie di questioni che necessitano una risposta certa: da un lato, c’è il problema del personale trasferito, le cui procedure “sembrano essere” ancora in corso; dall’altro, la questione relativa alla concreta erogazione delle risorse “trasferite”, come pure quella relativa al passaggio dei verbali di consegna, che dovrà avvenire entro il 30 giugno p.v., pena l’impossibilità per Regioni e Province, di esercitare le nuove funzioni.

 In attesa di un incontrarTi a breve, Ti invio i miei più cordiali saluti.

                                                                                                                                     Lorenzo Ria

Firmata la convenzione tra UPI e TECLA

Le Province assumono il ruolo di decisore dello sviluppo locale, un ruolo da protagonista nel governo del territorio che necessita di una capacità di concertazione tra i diversi enti territoriali e di integrazione tra tutte le variabili che concorrono al successo economico e sociale di un territorio: è da queste premesse che nasce la convenzione UPI-TECLA.

In questo quadro infatti cooperazione e partnership, animazione di reti transnazionali, innovazione territoriale, valorizzazione dell’identità locale, diventano elementi indispensabili ­ da sempre nella missione di TECLA – in grado di favorire quei processi di coesione alla base della costruzione europea. Una giusta articolazione tra la ricchezza interna dei sistemi produttivi locali e una competizione aperta a livello mondiale, è lo spazio laboratorio su cui impegnarsi per vincere le sfide della globalizzazione e affermare un modello europeo di innovazione sostenibile.

“Proprio nel contesto della globalizzazione e internazionalizzazione ­ sottolinea il presidente dell”UPI, Lorenzo Ria ­ si risveglia il “localismo”, sistema che richiede autonomie diffuse e momenti di controllo, con la necessità di ripensare la propria funzione in termini di competitività.

Con il federalismo, non solo fiscale ma strutturale – al centro delle strategie dell”UPI – cresce infatti il ruolo degli enti locali, incentivato dalla nuova normativa sotto il profilo finanziario ma anche responsabilizzato con il recente e ampio conferimento di deleghe alle Province”.

Alla luce di queste opportunità, perché non restino sulla carta – precisa il presidente di TECLA, Paolo Palomba ­ diventa indispensabile garantire alle Province un”assistenza tecnica mirata per lo sviluppo di appropriati partenariati pubblico-privati al fine di dar vita ad una strategia di sviluppo del territorio secondo un approccio integrato, attraverso il montaggio di progetti pilota e reti di cooperazione.

TECLA favorirà il ruolo di animazione economica, sociale e culturale delle Province Italiane su scala internazionale attraverso la partecipazione attiva a reti transnazionali e per l’integrazione dei flussi informativi provenienti da circuiti di prossimità o da sistemi esterni al fine di favorire l’innovazione territoriale.

In tal senso lo sbarco a Bruxelles ­ attraverso il tutoraggio di TECLA – diventa centrale, perché rappresenta l’acceso alla cabina di pilotaggio per la promozione di modelli innovativi di marketing territoriale, nell’ottica della cooperazione internazionale, e di monitoraggio per la valutazione dei progetti sperimentali introdotti di volta in volta.

Nell”ambito dell”accordo TECLA fornirà a UPI un servizio informativo mediante un “notiziario mensile” di orientamento per le Province, diffuso per via telematica, in grado di fornire una panoramica aggiornata sugli orientamenti politici, sui nuovi programmi attivati o di prossima attivazione, sulle aree ritenute strategiche e una “lettera di allerta” settimanale redatta allo scopo di fornire una comunicazione tempestiva a tutte le Province.

A quest”attività si affiancheranno workshop su anteprime di iniziative programmatiche e incontri con l”Unione Europea.

L”UPI offrirà, inoltre, 4 borse di studio, per un ammontare di Lit. 4 milioni l”una, finalizzate alla formazione sugli strumenti programmatici, finanziari e formativi per l”implementazione delle politiche europee a favore dei territori. Le borse di studio saranno assegnate a giovani neo-laureati che usufruiranno di un periodo di formazione e di uno stage di due mesi presso le sedi TECLA di Bruxelles.

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