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Lettera al Ministro del Lavoro

Al Ministro per il Lavoro

On. Roberto Maroni

 

 

OGGETTO: Problematiche relative al riparto tra le Province dei 100 miliardi a favore dei servizi per l’impiego (art.117, comma 5, legge n.388/2000); richiesta incontro urgente.

 

Illustre Ministro,

 

Le scrivo in relazione all’annosa questione riguardante le risorse finanziarie da trasferire alle Province a favore dei Servizi per l’Impiego, sollecitata dall’Upi in molte occasioni. Infatti, già in fase di predisposizione dei DPCM 5 agosto 1999 attuativi del d.lgs.n.469/97 rilevammo l’insufficienza delle risorse finanziarie individuate sia per le spese di funzionamento che per il personale.

Successivamente, in occasione dell’Assemblea degli Assessori al Lavoro delle Province che organizzammo lo scorso luglio nella quale intervenne l’allora Ministro del Lavoro, ribadimmo la necessità di uno specifico finanziamento per accompagnare la fase di avvio dei nuovi Centri per l’impiego, i quali, a tutt’oggi, versano ancora in una situazione di palese difficoltà.

In tale direzione, l’Unione Province d’Italia è riuscita a far inserire nell’ambito della legge finanziaria per il 2001 un importante emendamento con il quale si prevede uno stanziamento di 100 miliardi per il potenziamento dei Servizi per l’Impiego (rif. art.117, comma 5, l.n.388/2000).

Dopo l’approvazione della legge finanziaria, l’Upi ha immediatamente sollecitato il Governo alla suddivisione di tali risorse tra le Province, formalizzando una proposta di riparto.

Tale proposta, che Le riassumo brevemente (e di cui Le allego le tabelle di riparto), si fonda su criteri condivisi che presuppongono:

1. la riserva di una quota pari a 10 miliardi a favore delle otto nuove Province al fine di prevedere uno stanziamento specifico per attenuare il gap esistente con le altre Province;

2. una ripartizione dei restanti 90 miliardi da effettuarsi sulla base dei seguenti indicatori: 60% delle risorse in base alla percentuale di persone in cerca di lavoro e 40% delle risorse in base alla popolazione con più di 15 anni.

Inoltre, a nostro giudizio, i 100 miliardi devono essere erogati direttamente alle sole Province delle Regioni a Statuto ordinario, essendo state solo queste ultime interessate ai dpcm attuativi del d.lgs.n.469/97, il quale peraltro deve ancora essere recepito dalle Regioni a Statuto Speciale.

Ciò premesso, Le richiedo urgentemente un incontro al fine di procedere quanto prima alla definizione concreta del riparto e ai rispettivi trasferimenti essendo tali fondi da troppo tempo attesi.

Confidando di veder accolta la nostra richiesta di incontro, La ringrazio anticipatamente e Le invio distinti saluti.

Lorenzo Ria

Lettera al Presidente dell’Anci

Al Presidente dell’ANCI
Leonardo Domenici

 

 

Oggetto: Composizione delegazione italiana Comitato delle Regioni
 

 

Caro Leonardo,

 

desidero richiamare la Tua attenzione su una questione che mi sta particolarmente a cuore e giudico di estrema delicatezza ed importanza per le autonomie territoriali.

 

Come certamente saprai, al termine di un mandato di quattro anni, nel febbraio 2002 si procederà al rinnovo del Comitato delle Regioni, organo consultivo dell’Unione Europea, in seno al quale ogni Paese membro dell’Unione nomina la propria delegazione.

 

A tale proposito ritengo opportuno incontrarci in tempi brevi per stabilire proposte concrete al fine di garantire una rappresentanza adeguata di tutte le istituzioni locali all’interno della delegazione italiana.

 

In tale sede si potrebbero concordare ulteriori iniziative per avvalorare e sostenere la nostra posizione nei confronti del Governo e delle Regioni.

 

RibadendoTi l’urgenza di tale incontro ed in attesa di concordare la data, Ti ringrazio per l’attenzione e invio i miei migliori saluti.

 

 

Lorenzo Ria

Lettera al Presidente della Conferenza Regioni

Al Presidente della

Conferenza dei Presidenti delle Regioni

Enzo Ghigo

 

Oggetto: richiesta incontro problematiche relative al decentramento in materia di viabilità-Anas

              Caro Presidente,

 

dato l’approssimarsi della data di scadenza del periodo di avvalimento che, così come disciplinato nell’Accordo sancito in sede di Conferenza Unificata il 1° febbraio 2001, consente a Regioni ed enti locali, nelle more del completamento delle procedure di mobilità del personale, di avvalersi, senza oneri aggiuntivi, del personale dell’amministrazione centrale o degli enti titolari delle funzioni e dei compiti prima del loro conferimento fino al 30 giugno prossimo, sono a richiederTi un incontro urgente per analizzare insieme alcune questioni sospese che potrebbero compromettere il buon esito della riforma.

 

            In particolare, mi preme affrontare le problematiche relative al settore viabilità-Anas, di strategica rilevanza sia per le Regioni che per le Province che, dal 1° luglio prossimo, dovranno garantire il pieno e autonomo esercizio delle funzioni trasferite.

 Si pongono infatti una serie di questioni che necessitano una risposta certa: da un lato, c’è il problema del personale trasferito, le cui procedure “sembrano essere” ancora in corso; dall’altro, la questione relativa alla concreta erogazione delle risorse “trasferite”, come pure quella relativa al passaggio dei verbali di consegna, che dovrà avvenire entro il 30 giugno p.v., pena l’impossibilità per Regioni e Province, di esercitare le nuove funzioni.

 In attesa di un incontrarTi a breve, Ti invio i miei più cordiali saluti.

                                                                                                                                     Lorenzo Ria

Firmata la convenzione tra UPI e TECLA

Le Province assumono il ruolo di decisore dello sviluppo locale, un ruolo da protagonista nel governo del territorio che necessita di una capacità di concertazione tra i diversi enti territoriali e di integrazione tra tutte le variabili che concorrono al successo economico e sociale di un territorio: è da queste premesse che nasce la convenzione UPI-TECLA.

In questo quadro infatti cooperazione e partnership, animazione di reti transnazionali, innovazione territoriale, valorizzazione dell’identità locale, diventano elementi indispensabili ­ da sempre nella missione di TECLA – in grado di favorire quei processi di coesione alla base della costruzione europea. Una giusta articolazione tra la ricchezza interna dei sistemi produttivi locali e una competizione aperta a livello mondiale, è lo spazio laboratorio su cui impegnarsi per vincere le sfide della globalizzazione e affermare un modello europeo di innovazione sostenibile.

“Proprio nel contesto della globalizzazione e internazionalizzazione ­ sottolinea il presidente dell”UPI, Lorenzo Ria ­ si risveglia il “localismo”, sistema che richiede autonomie diffuse e momenti di controllo, con la necessità di ripensare la propria funzione in termini di competitività.

Con il federalismo, non solo fiscale ma strutturale – al centro delle strategie dell”UPI – cresce infatti il ruolo degli enti locali, incentivato dalla nuova normativa sotto il profilo finanziario ma anche responsabilizzato con il recente e ampio conferimento di deleghe alle Province”.

Alla luce di queste opportunità, perché non restino sulla carta – precisa il presidente di TECLA, Paolo Palomba ­ diventa indispensabile garantire alle Province un”assistenza tecnica mirata per lo sviluppo di appropriati partenariati pubblico-privati al fine di dar vita ad una strategia di sviluppo del territorio secondo un approccio integrato, attraverso il montaggio di progetti pilota e reti di cooperazione.

TECLA favorirà il ruolo di animazione economica, sociale e culturale delle Province Italiane su scala internazionale attraverso la partecipazione attiva a reti transnazionali e per l’integrazione dei flussi informativi provenienti da circuiti di prossimità o da sistemi esterni al fine di favorire l’innovazione territoriale.

In tal senso lo sbarco a Bruxelles ­ attraverso il tutoraggio di TECLA – diventa centrale, perché rappresenta l’acceso alla cabina di pilotaggio per la promozione di modelli innovativi di marketing territoriale, nell’ottica della cooperazione internazionale, e di monitoraggio per la valutazione dei progetti sperimentali introdotti di volta in volta.

Nell”ambito dell”accordo TECLA fornirà a UPI un servizio informativo mediante un “notiziario mensile” di orientamento per le Province, diffuso per via telematica, in grado di fornire una panoramica aggiornata sugli orientamenti politici, sui nuovi programmi attivati o di prossima attivazione, sulle aree ritenute strategiche e una “lettera di allerta” settimanale redatta allo scopo di fornire una comunicazione tempestiva a tutte le Province.

A quest”attività si affiancheranno workshop su anteprime di iniziative programmatiche e incontri con l”Unione Europea.

L”UPI offrirà, inoltre, 4 borse di studio, per un ammontare di Lit. 4 milioni l”una, finalizzate alla formazione sugli strumenti programmatici, finanziari e formativi per l”implementazione delle politiche europee a favore dei territori. Le borse di studio saranno assegnate a giovani neo-laureati che usufruiranno di un periodo di formazione e di uno stage di due mesi presso le sedi TECLA di Bruxelles.

Meno vincoli e piu’ risorse per scuola e lavoro

L’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province d’Italia, esaminato il disegno di legge finanziaria 2002 approvato dal Senato,

valuta positivamente

le modifiche apportate relativamente al blocco delle assunzioni e del vincolo di adesione alla Consip per l’acquisto di beni e servizi, richieste anche dall’UPI;

considera invece

del tutto insoddisfacente il quadro che emerge relativamente all’eccesso di inutili vincoli sul patto di stabilità ed in particolare il blocco sostanziale della spesa corrente che paradossalmente diventa ancor più penalizzante per le Province che hanno operato più rigorosamente nella gestione della spesa;

considera altrettanto

insoddisfacente per le Province il progressivo taglio dei trasferimenti ed, infine, il mancato accoglimento delle richieste delle Province sui finanziamenti per i centri per l’impiego e l’edilizia scolastica.

L’Unione delle Province d’Italia attiverà una decisa iniziativa nei confronti del Governo e del Parlamento, affinché le carenze sopra evidenziate vengano positivamente risolte.

Gli emendamenti che verranno presentati nei prossimi giorni sono infatti diretti a dare una risposta concreta alle esigenze delle comunità che le Province rappresentano soprattutto sui temi della sussidiarietà, dei servizi, della scuola e del lavoro.

Nuova riforma costituzionale e controlli atti amministrativi

Regioni, Province e Comuni sollecitano il Governo, sulla base delle prime intese, ad intervenire sulle modalità relative al regime dei controlli preventivi di legittimità sugli atti amministrativi degli enti locali a  seguito dell”entrata in vigore della Legge Cost. n.3/2001

Secondo quanto concordato si prevede che:

i controlli di cui all”art.125 dopo l”abrogazione del primo comma stabilita dalla Legge costituzionale citata e i controlli previsti dall”art.130, ora integralmente abrogato, sono cessati a decorrere dalla data di entrata in vigore della Legge di revisione costituzionale;

a partire dal primo giorno successivo dell”entrata in vigore della novella costituzionale i comuni, le province e gli altri enti locali hanno cessato, di conseguenza, di inviare agli organi regionali di controllo, gli atti amministrativi soggetti a controllo preventivo di legittimità.

conferenza presidenti regione su attuazione Titolo V

In vista dell’entrata in vigore del nuovo titolo V della Costituzione Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Anci e Upi si sono incontrati oggi per definire un percorso comune per una piena attuazione della nuova normativa costituzionale.

La Conferenza dei Presidenti delle Regioni e le associazioni delle Autonomie che unitariamente si erano impegnate per la riforma del Titolo V, oggi nella stessa forma unitaria, nel momento della sua entrata in vigore, intendono lavorare per tradurre in pratica i nuovi principi costituzionali.

Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Anci e Upi hanno concordato sulla necessità di istituire una Cabina di Regia – Governo, Regioni e Autonomie locali – politica e paritaria, incardinata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il compito di monitorare, mediante uno specifico Osservatorio permanente, tutta l’attività normativa dello Stato, al fine di individuare tempestivamente i provvedimenti in evidente contrasto con la nuova Costituzione e supportare con proposte e progetti la fase di applicazione della riforma.

Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Anci e Upi hanno inoltre concordato di richiedere un incontro ai Presidenti di Camera e Senato al fine di sollecitare il Parlamento ad una rapida integrazione della Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali, snodo fondamentale per l’attuazione della Riforma costituzionale.

Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Anci e Upi – infine – hanno convenuto di ricercare forme di raccordo permanente sull’attuazione della riforma a livello regionale e territoriale, in base al principio di sussidiarietà sancito dal rinnovato Titolo V.

Unione Province d’Italia: tornata elettorale unica nel 2005

L’Ufficio di Presidenza dell’Unione Province d’Italia, riunitosi in data odierna, ha esaminato la situazione verificatasi a seguito dell’entrata in vigore della legge regionale n. 9/2001, che istituisce quattro nuove Province in Sardegna (Carbonia Iglesias, Medio-Campidano, Ogliastra, Olbia-Tempio). Si pone infatti l’esigenza di adottare tutte le misure necessarie per il loro effettivo funzionamento. Emerge innanzitutto la necessità di disciplinare la fase intercorrente fra l’istituzione delle nuove Province e l’insediamento dei loro organi elettivi, in particolare si evidenzia il problema dell’elezione degli organi delle nuove Province.

La soluzione proposta dall’Ufficio di Presidenza dell’UPI è quella di fare coincidere l’elezione degli organi delle istituite nuove Province della Sardegna con la scadenza naturale del mandato di quelle attuali, ossia nella tornata elettorale della primavera 2005.

Tale ipotesi consentirebbe alle Province esistenti di avere il tempo necessario per attuare le complesse procedure di separazione e di evitare possibili dissesti finanziari conseguenti ad affrettate operazioni di ripartizione del personale, del patrimonio e delle risorse finanziarie. Sarebbero in tal modo evitati rischi di legittimità costituzionale connessi ad uno scioglimento anticipato di organi elettivi, nonché disparità di trattamento fra cittadini residenti nella stessa Regione, con una evidente violazione del principio della rappresentanza democratica. In tale caso procrastinare i tempi della votazione dei nuovi organi provinciali non significherebbe paralizzare il provvedimento, ma consentirebbe di effettuare una più equa e coerente ripartizione delle risorse. Nel contempo si creerebbe l’opportunità per intraprendere tutte le iniziative necessarie per coinvolgere la Regione Sardegna affinché garantisca un cospicuo investimento finanziario nella istituzione delle nuove Province, sia in termini di risorse finanziarie che nell’attuazione del processo di decentramento in atto nel nostro Paese. Solo così si potrà ottenere un reale potenziamento delle Province in Sardegna e la creazione di enti realmente in grado di dare risposte concrete alle esigenze dei cittadini.

Dichiarazione di Carmine Talarico, Presidente della Provincia di Crotone

“Prevedere un biennio comune per il secondo ciclo di Istruzione al fine di garantire a tutti gli studenti adeguati livelli di preparazione di base”: è questa la principale richiesta dell’Unione Province d’Italia illustrata dal Presidente della Provincia di Crotone Carmine Talarico, componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, nell’audizione tenutasi nel pomeriggio presso la Commissione VII della Camera dei Deputati sul disegno di legge “Moratti”.

“Il ddl di riforma del sistema scolastico – ha proseguito il Presidente Talarico – non tiene conto delle osservazioni provenienti dal mondo delle autonomie rinunciando di fatto ad una larga condivisione e ad un forte radicamento territoriale”.

“Infine, – ha concluso Talarico – l’annoso tema dell’edilizia scolastica non trova un appropriato livello di risposta e mette in discussione gli stessi obiettivi che la legge si propone di raggiungere a fronte della totale assenza di risorse necessarie per qualificare adeguatamente l’offerta formativa”.

 

Roma, 5 dicembre 2002

insieme per promuovere lo sviluppo dell’e-government nelle amministrazioni locali

Telecom Italia, l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI), l’Unione delle Province d’Italia (UPI) e l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM), hanno siglato un protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’e-government, nell’ambito del processo d’innovazione tecnologica della Pubblica Amministrazione Locale.

Gli obiettivi dell’intesa sono finalizzati al miglioramento e all’adeguamento dei servizi pubblici in relazione alle esigenze dei cittadini e degli operatori economici sul territorio, attraverso lo sviluppo di soluzioni e infrastrutture legate all’Information and Communication Technology (ICT).

In particolare, sarà curato lo sviluppo dei servizi online, l’ampliamento delle banche dati, la promozione dei servizi innovativi per le famiglie e dei servizi multimediali, la diffusione della larga banda e la promozione di sistemi di cooperazione tra Comuni, Province e Comunità Montane.

Verranno infine valutate congiuntamente le opportunità di accesso a risorse finanziarie nazionali e comunitarie e le formule di partnership tra pubblico e privato per l’erogazione di servizi relativi alla gestione di dati pubblici.

Telecom Italia e le Associazioni degli Enti Locali firmatarie dell’intesa,  intendono così sostenere la diffusione e lo sviluppo di servizi e soluzioni innovative di ICT in grado di migliorare le attività di gestione delle Pubbliche Amministrazioni Locali e favorire la crescita del Paese sotto il profilo dell’innovazione e della ricerca tecnologica.


TELECOM ITALIA

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 ANCI

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 UPI

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 UNCEM

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Ma le scuole, le strade, il lavoro, lo sviluppo locale…?

Signor Presidente,

ci rivolgiamo a Lei perché sono in gioco il futuro delle nostre Comunità e il rispetto del principio costituzionale di autonomia degli Enti Locali, minacciati dalla finanziaria 2003.

In questi anni le Province italiane hanno rispettato pienamente i vincoli di finanza pubblica e il patto di stabilità comunemente concordati.

Il disegno di legge finanziaria approvato alla Camera dei Deputati ripaga tale collaborazione rompendo lo spirito di cooperazione istituzionale che ha caratterizzato i rapporti tra il Governo e le Autonomie locali negli ultimi anni.

Sono state, infatti, compiute scelte che penalizzano fortemente l’autonomia delle Province, garantita dalla Costituzione. Non solo, sono state previste disposizioni retroattive che penalizzano chi più ha rispettato il patto di stabilità interno e prevedono la restituzione di soldi già spesi.

Con queste disposizioni, che tagliano del 15% (per circa 1 miliardo di euro) la capacità di spesa delle Province, sarà impossibile ogni forma di programmazione. Sarà soprattutto impossibile approvare i bilanci 2003 nel rispetto dei nuovi limiti del patto di stabilità.

Viene, inoltre, compressa, a partire dal 2005, la capacità di investimento delle Province, con gravissime ripercussioni sullo sviluppo dei territori:

– verranno meno gli interventi programmati sulle infrastrutture locali e sull’edilizia scolastica;

– verranno svilite le politiche per il lavoro, la formazione, lo sviluppo e l’ambiente, vulnerando profondamente i diritti e le attese dei cittadini.

Siamo al paradosso.

Da un lato si riconosce l’identità e il ruolo delle Province, dall’altro si approvano norme che ne svuotano le funzioni e ne annullano l’operatività.

Eppure, abbiamo espresso al Governo piena disponibilità a concordare misure alternative, rispettose dei vincoli di finanza pubblica. Eppure abbiamo mostrato nei comportamenti la piena consapevolezza delle difficoltà dei conti pubblici, facendo per intero il nostro dovere.

Signor Presidente del Consiglio, avremmo voluto affrontare direttamente con Lei queste questioni, durante la nostra Assemblea nazionale di Milano, l’11 novembre scorso. Questo non è stato purtroppo possibile. Ci vediamo dunque costretti a parlarLe dalle pagine dei giornali.

Per la gravità dei problemi posti e per le pesanti conseguenze che si prospettano non ritiene urgente ed opportuno un incontro?

Cordialmente

Roma, 20 novembre 2002

L’UFFICIO DI PRESIDENZA DELL’UNIONE DELLE PROVINCE D’ITALIA

LORENZO RIA, Presidente UPI e Presidente Provincia di Lecce

FORTE CLO’, Vicepresidente delegato UPI e Assessore Provincia di Bologna

SILVANO MOFFA, Vicepresidente UPI e Presidente Provincia di Roma

MERCEDES BRESSO, Presidente Provincia di Torino

ALBERTO CAVALLI, Presidente Provincia di Brescia

OMBRETTA COLLI, Presidente Provincia di Milano

NICOLA FRUGIS, Presidente Provincia di Brindisi

GINO NUNES, Presidente Provincia di Pisa

VITTORIO PRODI, Presidente Provincia di Bologna

CARMINE TALARICO, Presidente Provincia di Crotone

GIOVANNI MASTROCINQUE, Presidente Consiglio provinciale di Benevento

FRANCESCO BISOGNO, Consigliere Provincia di Cosenza

FRANCESCO CROCETTO, Consigliere Provincia di Potenza

ORESTE PASTORELLI, Consigliere Provincia di Rieti

GIOVANNI PINO, Consigliere Provincia di Messina

Ordine del giorno

VISTO l’art.2 del d.l. 8 luglio 2002, n.138, che sospende fino al 31.12.02 il pagamento della Imposta Provinciale di Trascrizione per l’acquisto di autovetture nuove od usate con potenza fino a 85 Kw, con contestuale rottamazione di auto non catalizzata;

CONSIDERATO che l’IPT rappresenta, per importanza e volume di riscossioni, il secondo tributo delle province e garantisce altresì una ampia autonomia in ordine alla aliquota eventualmente applicabile (fino al 20% della tariffa stabilita);

CONSIDERATA la volontà delle Province di addivenire ad un sistema di autonomia impositiva direttamente correlato alle esigenze e alle peculiarità dei propri territori e non più solo connesso a gettiti fluttuanti legati a dinamiche economiche esogene,

 

RIBADISCONO CON FORZA

 

L’assoluta contrarietà rispetto a simili manovre che ledono in maniera evidente e sostanziale sia la dignità istituzionale che l’autonomia finanziaria delle Province, colpendo proprio il tributo, oggi tra i pochi a disposizione, più idoneo e confacente rispetto al processo di autonomia impositiva avviato dalle Province; tutto ciò appare infatti in estremo contrasto con quanto espressamente indicato nell’Intesa Interistituzionale siglata recentemente da Governo, Regioni ed Enti locali per l’individuazione di un percorso concertato e concordato che conduca all’adeguamento dell’ordinamento al nuovo Titolo V della Costituzione;

 

CHIEDONO AL PARLAMENTO

 

– che il disegno di legge (AC2972) di conversione del d.l. 138/02 preveda un espresso riferimento alla necessità che il mancato introito Ipt venga rimborsato alle Province direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nelle rispettive tesorerie fruttifere, sulla base dei dati registrati dall’Aci nel periodo interessato dall’applicazione del decreto, determinando la contabilizzazione dello stesso nel titolo I (Entrate tributarie) del bilancio, anche ai fini del rispetto del patto di stabilità interno, e non venga quindi attivato il canale, in cui interviene il Ministero dell’Interno, previsto per i trasferimenti erariali.

 

CHIEDONO AL GOVERNO

 

– l’immediata attivazione di un sistema di concertazione, che conduca alla realizzazione del meccanismo, a partire dalla legge finanziaria per il 2003, di compartecipazione all’IRE (Imposta sul Reddito) che renda possibile e sostenibile l’eliminazione del gettito derivante dall’IPT.

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