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ANCI e UPI: rilanciare dialogo con Regioni

“E’ indispensabile riprendere un percorso comune per affrontare, con determinazione, la gestione dell’intero processo di riforma federale dello Stato”.

E’ il messaggio contenuto in una lettera che il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici e il Presidente dell’ Upi, Lorenzo Ria, hanno inviato al Presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, per aprire un confronto unitario sull’attuazione del Titolo V e sullo schema di disegno di legge di riforma della Costituzione, approvato dal Consiglio dei Ministri.

“In merito all’attuazione del Titolo V – scrivono i Presidenti – riteniamo necessario definire una posizione comune di Regioni, Province e Comuni, su due aspetti determinanti per tutto il sistema delle Autonomie locali: il federalismo fiscale e l’integrazione della Commissione bicamerale per le questioni regionali con i rappresentanti delle Regioni e delle Autonomie locali”.

Per discutere dell’ attuazione dell’art.119 della Costituzione, considerato anche il ritardo dell’avvio dei lavori dell’Alta Commissione per il federalismo fiscale, Domenici e Ria propongono a Ghigo la convocazione di una Conferenza Unificata straordinaria, alla presenza del Ministro Tremonti.

“Sulla istituzione della Bicameralina – concludono Anci e Upi – è necessario invece incalzare il Parlamento, a partire dai Presidenti di Camera e Senato.” Per questo nella lettera si propone al Presidente Ghigo di realizzare al più presto un incontro unitario con i Presidenti Casini e Pera.

Link: Testo completo della lettera

Roma, 23 aprile 2003

Dichiarazione di Lorenzo Ria, Presidente UPI

“Ora che la tragica vicenda della guerra in Iraq si avvia verso la soluzione è necessario che l’azione torni agli organi internazionali, all’Onu prima di tutto.

Le Province italiane sono pronte a dare il loro contributo affinché l’Iraq diventi un paese democratico, con strutture moderne ed efficienti a disposizione dei civili.

L’opera di ricostruzione sarà difficile: bisognerà provvedere alla realizzazione di strade, ospedali, scuole, a ripristinare l’approvvigionamento dell’acqua in tutte le città.

Per questo le Province italiane sono pronte a dare la loro piena disponibilità e l’aiuto necessario al Governo italiano, per avviare progetti di collaborazione e cooperazione internazionale, affinché la pace non sia solo la fine della guerra, ma l’avvio di un processo di sviluppo e modernizzazione per il paese e i cittadini iracheni.”

Roma, 11 aprile 2003

Province e Comuni chiedono incontro a Regioni

Adottare strategie comuni con le Regioni, verificare gli accordi possibili, elaborare azioni congiunte, analizzare insieme le emergenze che si presenteranno con la riforma del Titolo V della Costituzione, all’esame del Governo il prossimo venerdì.

Per questo Lorenzo Ria, Presidente dell’Upi, e Leonardo Domenici, Presidente dell’Anci, hanno richiesto oggi un incontro urgente al Presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, nel quale approfondire tutti le problematiche aperte sulla riforma costituzionale e definire, se lo si riterrà possibile, azioni unitarie.

All’ordine del giorno anche la discussione sull’ Alta Commissione per il federalismo fiscale e sulla Commissione “Bicameralina”, l’immediata istituzione delle quali è fondamentale per l’intero sistema delle Autonomie locali.

 

Roma, 9 aprile 2003

“Necessario un confronto sul nuovo testo del Titolo V”

“Continuare a discutere su accordi tutti interni al Governo, senza coinvolgere direttamente le Province e i Comuni, veri protagonisti del futuro assetto federalista dello Stato, non può che produrre nuova confusione e pasticci legislativi inattuabili.”. Lo dichiara il Presidente dell’UPI, Lorenzo Ria, commentando l’intesa raggiunta ieri dal Governo, che fa procedere su un “doppio binario” la discussione sulla riforma del Titolo V e la votazione sulla devolution.

“Chiediamo al Governo – prosegue Ria – di convocarci al più presto, per farci conoscere il nuovo testo del Titolo V, che sarà portato in discussione in Consiglio dei Ministri venerdì prossimo. Solo una consultazione diretta con Comuni, Province e Regioni potrà permettere all’Italia di costruire un assetto normativo federalista efficace ed attuabile. Anche perché, continuando su questa strada, non si fa altro che aprire nuovi scenari dimenticando invece che la vera riforma deve essere ancora attuata, a partire dal federalismo fiscale e dall’insediamento immediato della Commissione bicamerale per le questioni regionali”.

 

Roma, 8 aprile 2003

Stati Generali delle associazioni

I CONSIGLI NAZIONALI ED I DIRETTIVI DELL”ANCI, DELL”UPI

DELL”UNCEM E DELLA I,EGA DELLE AUTONOMIE

riunitisi a Rimini il 2 Aprile 2003

DENUNCIANO

Il ricorrente venir meno da parte del Governo agli impegni, alle intese, e agli accordi presi nelle varie sedi di confronto e concertazione istituzionale. Da ultimo, la bocciatura del decreto contenente “Disposizioni urgenti in materia di bilanci degli enti locali”, preventivamente concordato con il Ministero dell”Interno e con il Ministero dell”Economia, che prevedeva norme favorevoli per gli enti locali nella predisposizione dei propri bilanci. Decreto che – chiediamo – venga immediatamente ripresentato nella versione concordata.

Il progressivo deterioramento dei rapporti interistituzionali e l”esigenza di rivitalizzare le attuali sedi di concertazione, quali le Conferenze Stato – città e Unificata, per realizzare un confronto ed una dialettica più efficace ed incisiva;

AUSPICANO

per scongiurare l”affermarsi di un neo centralismo regionale anche in materia di federalismo fiscale, un incontro urgente con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, al fine di concertare un approccio, condiviso ed unitario all”attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione;

CHIEDONO

1. di procedere celermente con l”approvazione del disegno di legge cd. La Loggia che deve contenere il conferimento della delega al Governo per l”individuazione, con legge statale, delle funzioni fondamentali dei comuni delle province e delle città metropolitane e per la revisione delle norme statali in materia di ordinamento degli enti locali;

2. di concertare preventivamente. al fine di poter formulare apposite indicazioni ed orientamenti. il disegno di legge costituzionale di revisione del Titolo V della Costituzione che il Governo si appresta a presentare;

3. di approvare la modifica dei regolamenti parlamentari, indispensabile per procedere all”integrazione della Commissione bicamerale per le questioni regionali;

4. di completare la transizione verso un ordinamento autonomistico, procedendo alla revisione dell”attuale bicameralismo in Camera delle Autonomie;

RITENGONO ESSENZIALE

1. insediare immediatamente 1”Alta Commissione di studio in materia di federalismo fiscale, per procedere alla fissazione degli indirizzi per l”attuazione dell”art.119 della Costituzione che dovranno essere recepite nella legge statale di coordinamento della finanza pubblica. In particolare, le Autonomie locali ritengono che il nuovo modello di finanza pubblica debba prevedere un ampliamento della compartecipazione al gettito dei tributi erariali riferibile al territorio che progressivamente deve sostituire il meccanismo dei trasferimenti statali e che, già dal 2004, sia legata all’andamento complessivo del gettito, garantendo un nuovo sistema di perequazione;

2. garantire, nel nuovo sistema di finanza pubblica, 1”autonomia impositiva e tributaria di Comuni e Province, sia in ordine alla possibilità di istituire tributi propri e di regolamentare con maggiore autonomia i tributi locali a carattere generale già previsti dalla legge statale;

3. prevedere forme e sedi di concertazione e co-decisione per procedere all”elaborazione e definizione dei prossimi documenti di programmazione economico-finanziaria, i quali devono stabilire in modo condiviso obiettivi, procedure, monitoraggio, sanzioni ed incentivi per il concorso dei Comuni e delle Province al Patto di stabilità interno;

SOLLECITANO

Il Governo a convocare una Conferenza Unificata dedicata esclusivamente all”attuazione dell”art.119 della Costituzione, per definire al più presto l”accordo politico istituzionale sull”assetto federale finanziario e fiscale del Paese, come espressamente indicato dalla legge finanziaria per il 2003 proposta dallo stesso Governo.

RIBADISCONO

La necessità di avere una “finanziaria per le autonomie” frutto di confronto fra autonomie e Governo che parta dalla definizione del nuovo DPEF e si formalizzi concretamente nella nuova legge di bilancio per il 2004.

Ria al Salone delle Autonomie locali di Rimini

Alla presenza del Ministro Stanca, il quale ha inaugurato il 3° Salone delle Autonomie locali a Rimini, Lorenzo Ria ha dichiarato:

“La telematica e le tecnologie hanno un ruolo strategico per le pubbliche amministrazioni. Vi è oggi una forte impegno delle Province nell’innovazione e nella diffusione delle tecnologie, come conferma la loro generale partecipazione al primo avviso sui progetti di e-government, lo sforzo di coordinamento progettuale e la grande capacità dimostrata nella cooperazione istituzionale. D’altronde, l’UPI si è attivata da tempo su questi temi con l’istituzione di un Coordinamento delle Province per l’e-government e con la firma del Protocollo di intesa con il Ministro Stanca per l’istituzione di un “Comitato permanente”.

Entro 24 mesi i progetti saranno realizzati. La questione che si pone oggi all’attenzione del paese è quella delle infrastrutture che consentano di diffondere i servizi avanzati anche nelle aree meno sviluppate. L’impegno di tutti è quello di unificare il paese sotto il profilo delle dotazioni tecnologiche e delle infrastrutture. Nel secondo bando occorrerà favorire la diffusione delle tecnologie privilegiando il riuso delle soluzioni adottate nel primo bando. In quest’ottica, le Province, consapevoli del nostro ruolo di fondamentale cerniera istituzionale, spingono verso una più stretta cooperazione istituzionale con Regioni e Comuni.”

Rimini, 3 aprile 2003

Ria: questo governo è commissariato

Non ha alcun senso che s’incontrino il Ministro dell’Interno o altri Ministri della Repubblica, con le rappresentanze dell’Upi e dell’Anci, e che tentino faticosamente di trovare delle intese, se poi qualcuno, all’interno del Governo, lavora sistematicamente per fa saltare gli accordi raggiunti.

Il fatto che il ministro dell’Interno abbia proposto al Consiglio dei Ministri i risultati di un’intesa faticosamente conseguita con le Associazioni delle Province e dei Comuni d’Italia – un’intesa indispensabile per consentire in molti casi una corretta chiusura dei conti consuntivi 2002 ed una veritiera approvazione dei bilanci di previsione 2003 – e che il Ministro del Tesoro sia stato l’oppositore ad oltranza, oltre ogni legittima ragione, del rispetto di quest’intesa, dimostra inequivocabilmente che in Italia tutti i Ministri sono di fatto commissariati.

Questa circostanza dimostra anche che, a prescindere dalla personale disponibilità del Ministro Pisanu – cui va il rispetto e la stima per essere un interlocutore rigoroso e responsabile del mondo delle Autonomie – ogni accordo di Upi e Anci con i legittimi rappresentanti del Governo è scritto sulla sabbia.

Sino a ieri abbiamo potuto fare affidamento anche sull’impegno d’onore o sul patto tra gentiluomini sottoscritto con i tecnici ministeriali. Oggi non possiamo contare neppure sugli accordi sottoscritti con il Ministro.

Il voltafaccia del Governo alle proposte del Ministro dell”Interno lascia aperte ed irrisolte diverse gravi questioni.

La modifica dei criteri applicativi del patto di stabilità interno per il 2002, da cui calcolo del saldo finanziario dovrebbero essere escluse le spese correlate alle integrazioni per legge delle funzioni delle province, nei limiti delle maggiori entrate connesse all’esercizio delle nuove funzioni. In assenza di tale modifica, il 90% delle Province, pur rigorosamente rispettose degli obiettivi del Patto di stabilità interno, sarebbe formalmente fuori del patto 2002.

Le coperture dei maggiori costi connessi al rinnovo contrattuale. L’accordo Governo OO.SS del febbraio 2002, ha previsto un incremento aggiuntivo dei costi contrattuali che, per il solo anno 2003, ammonta al 1%. Province e Comuni non hanno risorse per coprire l’impegno conseguente all’intesa assunta dal Governo e chiedono perciò l’intervento dello Stato. L’importo contrattuale aggiuntivo dovrebbe naturalmente essere escluso dal Patto di Stabilità Interno.

L’Unione delle Province d’Italia ritiene particolarmente grave la scelta operata dal Governo e, pur esprimendo apprezzamento e solidarietà al Ministro dell’Interno, rileva che da domani in poi non ha alcun senso siglare intese con lui che non siano state preventivamente autorizzate dal Ministro del Tesoro.

Intanto i problemi finanziari e contabili di Province e Comuni diventano insostenibili. A tali problemi il Ministro Tremonti propone sostanzialmente di far fronte con operazioni cosmetiche ed elusive.

Dinanzi a tanta insensibilità, l’Unione delle Province d’Italia ha il dovere di appellarsi al Parlamento, ai Gruppi Parlamentari ed alle forze politiche.

 

Roma, 31.03.2003

Il rilancio del ruolo dell’istituzione locale

Sarà presentato domani dall’intero vertice dell’Upi, rappresentato dal presidente, Lorenzo Ria e dai due vicepresidenti, Silvano Moffa e Forte Clò, nella sede di piazza Cardelli alle 12.30, il nuovo spot istituzionale sui compiti della Provincia, dal titolo “La Provincia: un istituzione al servizio dell’Italia”, firmato da Michele Mirabella nelle inconsuete vesti di regista.

Lo spot che andrà in onda sulle reti rai a partire dal 16 e fino al 29 marzo e poi diffuso da tutte le 100 Province italiane sulle reti radio e tv locali, ha lo scopo di destare l’interesse e sensibilizzare il cittadino sui compiti della provincia, nel momento in cui restano ancora aperti alcuni problemi che ostacolano la piena applicazione del processo federalista.

Nel film di 30 secondi, realizzato dalla Proxima, società di produzione partner di Cinecittà digital, Mirabella e Erika Bernardi, una giovane attrice emergente che simboleggia la Provincia italiana, danno vita a un set virtuale nel cui sfondo sfilano affascinanti scorci di emblematiche bellezze paesaggistiche e monumentali italiane.

Roma, 11 marzo 2003

“Problemi aperti sulla finanza locale”

NOTA ANCI – UPI

SU LEGGE FINANZIARIA 2003

L.N.289/02

 

PROBLEMI APERTI

SULLA FINANZA LOCALE

 

Roma, 6 febbraio 2003

 


1. PATTO DI STABILITA’ (ANNO 2002) – Si chiede che il Governo modifichi i criteri applicativi del patto di stabilità interno per il 2002, con riferimento al calcolo del saldo finanziario, escludendo da esso le spese correlate a modifiche legislative nei limiti delle corrispondenti entrate. È infatti assurdo stralciare le entrate e computare invece le spese. Per le Province e anche per molti Comuni, il raffronto con l’anno 2000 ha generato un surplus di spese per funzioni trasferite, che ha portato oltre il 90% delle Province ad essere formalmente fuori dal patto 2002, pur avendone rispettato sostanzialmente la ratio. Tale situazione è stata più volte fatta presente anche attraverso emendamenti alla legge finanziaria 2003.

L’UPI e l’ANCI richiedono pertanto una specifica modifica normativa

 

2. REGIME DELLE ASSUNZIONI PER L’ANNO 2003 – Al fine di non penalizzare le assunzioni negli enti locali (articolo 34 della legge finanziaria 2003), si ritiene necessario considerare come unico obiettivo del 2002 il rispetto del saldo finanziario. Tale interpretazione risulterebbe coerente con la disposizione contenuta nell’art. 29, comma 9, della finanziaria 2003 che ha soppresso la sanzione di carattere finanziario a carico degli enti che non abbiano rispettato il limite posto agli impegni e ai pagamenti

A tal fine si chiede che in sede di predisposizione dei Dpcm previsti dall’art. 34, comma 11 della legge n.289/02 siano ritenuti virtuosi gli enti che abbiano rispettato il saldo finanziario  imposto dal patto di stabilità per l’anno 2002, secondo le modifiche richieste al punto 1.

Tali Dpcm dovranno peraltro prevedere che le disposizioni relative alle assunzioni connesse al passaggio di funzioni e competenze alle regioni e agli enti locali il cui onere sia coperto da trasferimenti compensativi, facciano esplicito riferimento anche a trasferimenti a tale scopo erogati dalle regioni agli enti locali.

 

3. ART. 29, COMMA 17, L.N.289/02 –  Tale comma impone alle province e ai comuni sopra i 5000 abitanti la  predisposizione di una previsione cumulativa articolata per trimestri in termini di cassa del disavanzo finanziario. In caso di scostamento dall’obiettivo trimestrale, gli enti sono tenuti, nel periodo successivo e fino a quando non risulti riassorbito lo scostamento registrato, a limitare i pagamenti correnti entro l’ammontare dei pagamenti effettuati alla stessa data e allo stesso titolo nell’anno 2001. Se si può comprendere la necessità di rientrare dallo scostamento, no si condividono le modalità imposte.

L’ANCI e l’UPI richiedono una modifica della norma che lasci la possibilità agli enti di decidere come e quali pagamenti limitare ai fini del riassorbimento dello scostamento, senza il rfeirmento alla stessa data e allo stesso titolo del 2001.

 

4. COPERTURA COSTI PER RINNOVO CONTRATTUALE – L’accordo Governo-OO.SS. del febbraio 2002 ha previsto un ulteriore incremento dello 0,99%, solo per il 2003,  dei costi dei rinnovi contrattuali, aumenti che devono essere ristorati dal Governo, pena il non raggiungimento dei vincoli posti dal patto di stabilità interno per gli enti locali; è peraltro evidente che tali oneri devono essere posti al di fuori del patto di stabilità interno.

Sulla base di tali considerazioni l’ANCI e l’UPI richiedono: a) la copertura di tali oneri (stimati in circa 300 milioni di euro); b) esclusione di tali oneri dal patto di stabilità interno.


5. RINEGOZIAZIONE ED ESTINZIONE ANTICIPATA DEI MUTUI

Rinegoziazione ed estinzione anticipata, senza penalizzazione, dei  mutui in essere con la Cassa Depositi e Prestiti.

In sede di discussione parlamentare e di confronto con ANCI e UPI relativamente alla Legge Finanziaria 2003, il Ministero del Tesoro si è impegnato ad  adottare provvedimenti in materia. Ma l’impegno è tuttora inevaso.

 

6 A. RIMBORSO IVA PER SERVIZI ESTERNALIZZATI Nella tabella di bilancio del Min, Upb 2123, capitolo 1332 sono previsti 230.600.700 euro per l’anno 2003. Tali stanziamenti sono chiaramente insufficienti. Per arrivare al medesimo rimborso del 2002 mancano 263 milioni di euro.

Il fabbisogno per il 2003 sarà determinato dalle richieste degli Enti locali..

Le risorse mancanti vanno recuperate, come per l’anno 2002, in sede di assestamento del bilancio.

Rimane poi irrisolto il problema del rimborso che viene effettuato solo al 51 per cento, mentre deve avvenire al 100%

 

6.B RIMBORSO IVA PER TRASPORTO PUBBLICO LOCALE – In bilancio non vi è alcuna disponibilità. Esiste una indicazione per memoria.

Stranamente lo stanziamento è stato inserito nel Fondo unico per gli investimenti (Upb 2.2.10.2 – capitolo 7272 – Min.). Anche in questo caso il fabbisogno viene definito tramite la raccolta  delle domande degli Enti locali. Anche in questo caso, lo stanziamento, che nel 2002 è stato pari a 244 milioni di euro, va recuperato in sede di assestamento. Il rimborso avviene al 51%, mentre deve avvenire al 100%.


7. RECUPERO DEL PREGRESSO – Il recupero di somme di cui all’art. 31, comma 12, lett. B) della legge n. 289/02, opera su bilanci già chiusi in base a norme allora vigenti negli enti che non avevano sufficiente capienza di trasferimenti erariali. Tale recupero con effetto retroattivo è di dubbia legittimità, soprattutto in relazione alla legge 124/99 la quale non prevede espressamente (come invece è previsto nel d.lgs. 446/97 e nella l.n.133/99) una disposizione per gli enti senza sufficienti trasferimenti erariali. In aggiunta è da ritenersi assolutamente illegittima e inaccettabile la modalità con cui tale recupero dovrebbe essere effettuato, ossia attraverso il concessionario che riscuote e versa alle Province l’imposta Rca.

L’UPI aveva richiesto l’eliminazione del recupero, successivamente il Governo si era comunque impegnato a prevedere la rateizzazione decennale: in assenza di un provvedimento in tal senso da parte del Governo l’UPI sosterrà le iniziative delle Province volte a promuovere un’azione legale presso il Tar contro il decreto applicativo di cui al comma 13.

  

8. RIMBORSO IPT – Il decreto legge 138/02, convertito con modificazioni nella legge n. 178/02 ha previsto, nell’ambito di misure volte all’incentivazione della rottamazione degli autoveicoli non conformi alle direttive comunitarie in materia di inquinamento, la sospensione del pagamento dell’IPT fino al 31.12.02. Tale misura è stata reiterata fino al 31.3.03. Per tali motivi l’UPI richiede l’immediata trasmissione dei dati relativi al mancato gettito IPT per l’anno 2002, nonché l’attivazione dei meccanismi di rimborso attraverso il Ministero dell’Interno. Richiede altresì che al 30.4.03 vengano comunque comunicati i dati relativi al 2003 e successivamente si provveda al rimborso.

 

9. COMPARTECIPAZIONE IRPEF – Le basi di calcolo dell’addizionale comunale Irpef e della compartecipazione Irpef sono ancora quelle del 1999, standardizzate. Si richiede una verifica per l’aggiornamento e per l’avvio alla riscossione diretta, anche nella previsione dell’ingresso, in tale meccanismo, anche delle Province.


10. TARSU SCUOLA – Non sono stati assegnati i 37,5 milioni di euro per l’anno 2002 e non è stato rifinanziato il 2003. Sono ancora indisponibili le risorse relative agli anni 1999, 2000, 2001.

 

11. RIMBORSO PERDITA DI GETTITO PER MODIFICA ALL’IMPOSTA DI PUBBLICITA’   Si è ancora in attesa della pubblicazione sulla GU del decreto per raccogliere le richieste finanziarie dei Comuni. Le disponibilità finanziarie (quelle già previste per il 2002 saranno certamente insufficienti), non sono rintracciabili nel bilancio 2003 (neppure i circa 100 milioni di euro già previsti per l’anno 2002).

 

12. RECUPERO RISORSE ICI PER MODIFICA RENDITE CATASTALI – (stabilimenti industriali e decreto del Ministero delle Finanze che ha ridefinito le rendite catastali per circa 200 Comuni). E’ già approvato il regolamento ministeriale per il recupero delle risorse ma resta inoperante.
 

13 COMPENSAZIONI PER RIFORMA ADDIZIONALE ENEL.

Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Economia i Comuni risultano in credito..

Manca il decreto ministeriale di attuazione.


14. ESTENSIONE ALLE PROVINCE DI NORME RELATIVE AI COMUNI

– emendare l’art.27, comma 18 della legge 448/01 al secondo capoverso, nel seguente modo:

   dopo le parole attribuito ai comuni aggiungere le parole “e alle province”

 

– emendare l’art.50, comma 3 della legge 289/02 nel seguente modo:

   dopo le parole concede ai comuni aggiungere le parole “e alle province”

Accolta la richiesta di Anci e Upi per una verifica delle ricadute

Anci e Upi hanno ottenuto la convocazione, al più presto, di un tavolo di confronto “ad altissimo livello”, presieduto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per discutere i problemi rimasti aperti – per gli Enti Locali – dopo la approvazione della legge Finanziaria 2003.

La notizia della attivazione di questo Tavolo è stata data dal Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia nel corso della Conferenza Unificata.

Sulla questione, l’Associazione dei Comuni e l’Unione delle Province hanno da tempo avanzato la richiesta di un provvedimento correttivo della Finanziaria che, come hanno sottolineato più volte il Presidente dell’ANCI Leonardo Domenici e il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria “ha operato una incisiva riduzione delle risorse finanziarie dei Comuni e delle Province, creando giuste preoccupazioni circa il reperimento dei fondi necessari alla copertura di alcune delle voci di spesa più significative”. Tra le questioni irrisolte ricordate da Domenici, vi è anche “la difficoltà in cui presto si troveranno gli Enti locali per l’aumento dei costi del personale derivante dalla conclusione delle trattative per il rinnovo contrattuale, ormai prossima, sul quale inciderà pesantemente l’accordo ‘Frattini’”.

 Roma 6 febbraio 2003

La posizione italiana sul ruolo degli enti locali

Si é svolto, martedì 4 febbraio alla Presidenza del Consiglio, il secondo incontro tra il Governo, i rappresentanti delle Regioni e delle tre Associazioni delle Autonomie locali, Anci, Upi e Uncem, con alcuni esponenti italiani alla Convenzione europea in vista della sessione plenaria che la “costituente europea” dedicherà il 6 e 7 febbraio al ruolo degli Enti locali e regionali nel prossimo Trattato, su impulso del Parlamento europeo.

La posizione italiana, messa a punto nel corso della riunione, é stata riassunta in tre capoversi essenziali: “l’Unione riafferma il suo sostegno al perseguimento del decentramento degli enti territoriali e ne favorisce la partecipazione alla vita dell’Unione nel rispetto degli ordinamenti statali”; si ricorda “il valore delle specificità del territorio, in particolare della montagna e dell’insularità”; infine “si evidenzia il ruolo importante che le città rivestono per il raggiungimento degli obiettivi europei dello sviluppo economico, della coesione sociale e dell’integrazione culturale dei cittadini europei”.

5 febbraio 2003

Salone delle Autonomie locali – Rimini 2-5 aprile 2003

Prot.8/DG/SD/cc

Roma 17 Gennaio 2003

Caro Collega,

            anche quest’anno, dopo il successo delle due precedenti edizioni, dal 2 al 5 Aprile 2003 prossimi, si svolgerà a Rimini, nel nuovo Quartiere fieristico, la terza edizione di “EuroP.A., Il Salone delle Autonomie locali”.

In questa delicata fase di rinnovamento del sistema autonomistico, l’appuntamento annuale con Euro.PA, rappresenta ormai un importante momento di riflessione, approfondimento e dibattito su come cambiano le Autonomie Locali. Lo scopo è quello di offrire a chi lavora ed opera per i Governi Locali, idee, esperienze e opportunità nuove ed innovative per il “governo” della modernità e della crescita socio-economica dell’intera Comunità.

 

Si parlerà di come attuare le riforme istituzionali, di federalismo fiscale, delle nuove sfide che attendono le Autonomie Locali protagoniste della nuova Europa,  ma anche di come questi temi vanno poi sviluppati in un moderno sistema di governo locale, per creare occasioni di sviluppo e di rispetto dell’ambiente e dei territori, nuove forme di finanziamento, servizi più efficaci ed economici per le comunità amministrate, tecnologie nuove al servizio delle moderne Pubbliche Amministrazioni, modelli organizzativi e gestionali in grado di assolvere ai nuovi compiti e funzioni.

In definitiva, Euro.PA è l’appuntamento annuale con tutte le migliori esperienze delle Pubbliche Amministrazioni Locali, con ciò che ci si propone ancora di realizzare, e come.

I nostri interlocutori saranno tutti gli operatori, dell’intero sistema autonomistico, all’interno di un vasto salone espositivo che costituirà il luogo ideale per lo scambio di significative esperienze.

Per questo, la partecipazione e la collaborazione Tua e dell’Amministrazione che rappresenti, è preziosa ed indispensabile.

Con l’augurio di incontrarTi, in occasione di questo importante appuntamento annuale, Ti salutiamo cordialmente.

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