Categoria: Varie

Esplora tutte le news

Ria: questo governo è commissariato

Non ha alcun senso che s’incontrino il Ministro dell’Interno o altri Ministri della Repubblica, con le rappresentanze dell’Upi e dell’Anci, e che tentino faticosamente di trovare delle intese, se poi qualcuno, all’interno del Governo, lavora sistematicamente per fa saltare gli accordi raggiunti.

Il fatto che il ministro dell’Interno abbia proposto al Consiglio dei Ministri i risultati di un’intesa faticosamente conseguita con le Associazioni delle Province e dei Comuni d’Italia – un’intesa indispensabile per consentire in molti casi una corretta chiusura dei conti consuntivi 2002 ed una veritiera approvazione dei bilanci di previsione 2003 – e che il Ministro del Tesoro sia stato l’oppositore ad oltranza, oltre ogni legittima ragione, del rispetto di quest’intesa, dimostra inequivocabilmente che in Italia tutti i Ministri sono di fatto commissariati.

Questa circostanza dimostra anche che, a prescindere dalla personale disponibilità del Ministro Pisanu – cui va il rispetto e la stima per essere un interlocutore rigoroso e responsabile del mondo delle Autonomie – ogni accordo di Upi e Anci con i legittimi rappresentanti del Governo è scritto sulla sabbia.

Sino a ieri abbiamo potuto fare affidamento anche sull’impegno d’onore o sul patto tra gentiluomini sottoscritto con i tecnici ministeriali. Oggi non possiamo contare neppure sugli accordi sottoscritti con il Ministro.

Il voltafaccia del Governo alle proposte del Ministro dell”Interno lascia aperte ed irrisolte diverse gravi questioni.

La modifica dei criteri applicativi del patto di stabilità interno per il 2002, da cui calcolo del saldo finanziario dovrebbero essere escluse le spese correlate alle integrazioni per legge delle funzioni delle province, nei limiti delle maggiori entrate connesse all’esercizio delle nuove funzioni. In assenza di tale modifica, il 90% delle Province, pur rigorosamente rispettose degli obiettivi del Patto di stabilità interno, sarebbe formalmente fuori del patto 2002.

Le coperture dei maggiori costi connessi al rinnovo contrattuale. L’accordo Governo OO.SS del febbraio 2002, ha previsto un incremento aggiuntivo dei costi contrattuali che, per il solo anno 2003, ammonta al 1%. Province e Comuni non hanno risorse per coprire l’impegno conseguente all’intesa assunta dal Governo e chiedono perciò l’intervento dello Stato. L’importo contrattuale aggiuntivo dovrebbe naturalmente essere escluso dal Patto di Stabilità Interno.

L’Unione delle Province d’Italia ritiene particolarmente grave la scelta operata dal Governo e, pur esprimendo apprezzamento e solidarietà al Ministro dell’Interno, rileva che da domani in poi non ha alcun senso siglare intese con lui che non siano state preventivamente autorizzate dal Ministro del Tesoro.

Intanto i problemi finanziari e contabili di Province e Comuni diventano insostenibili. A tali problemi il Ministro Tremonti propone sostanzialmente di far fronte con operazioni cosmetiche ed elusive.

Dinanzi a tanta insensibilità, l’Unione delle Province d’Italia ha il dovere di appellarsi al Parlamento, ai Gruppi Parlamentari ed alle forze politiche.

 

Roma, 31.03.2003

Il rilancio del ruolo dell’istituzione locale

Sarà presentato domani dall’intero vertice dell’Upi, rappresentato dal presidente, Lorenzo Ria e dai due vicepresidenti, Silvano Moffa e Forte Clò, nella sede di piazza Cardelli alle 12.30, il nuovo spot istituzionale sui compiti della Provincia, dal titolo “La Provincia: un istituzione al servizio dell’Italia”, firmato da Michele Mirabella nelle inconsuete vesti di regista.

Lo spot che andrà in onda sulle reti rai a partire dal 16 e fino al 29 marzo e poi diffuso da tutte le 100 Province italiane sulle reti radio e tv locali, ha lo scopo di destare l’interesse e sensibilizzare il cittadino sui compiti della provincia, nel momento in cui restano ancora aperti alcuni problemi che ostacolano la piena applicazione del processo federalista.

Nel film di 30 secondi, realizzato dalla Proxima, società di produzione partner di Cinecittà digital, Mirabella e Erika Bernardi, una giovane attrice emergente che simboleggia la Provincia italiana, danno vita a un set virtuale nel cui sfondo sfilano affascinanti scorci di emblematiche bellezze paesaggistiche e monumentali italiane.

Roma, 11 marzo 2003

“Problemi aperti sulla finanza locale”

NOTA ANCI – UPI

SU LEGGE FINANZIARIA 2003

L.N.289/02

 

PROBLEMI APERTI

SULLA FINANZA LOCALE

 

Roma, 6 febbraio 2003

 


1. PATTO DI STABILITA’ (ANNO 2002) – Si chiede che il Governo modifichi i criteri applicativi del patto di stabilità interno per il 2002, con riferimento al calcolo del saldo finanziario, escludendo da esso le spese correlate a modifiche legislative nei limiti delle corrispondenti entrate. È infatti assurdo stralciare le entrate e computare invece le spese. Per le Province e anche per molti Comuni, il raffronto con l’anno 2000 ha generato un surplus di spese per funzioni trasferite, che ha portato oltre il 90% delle Province ad essere formalmente fuori dal patto 2002, pur avendone rispettato sostanzialmente la ratio. Tale situazione è stata più volte fatta presente anche attraverso emendamenti alla legge finanziaria 2003.

L’UPI e l’ANCI richiedono pertanto una specifica modifica normativa

 

2. REGIME DELLE ASSUNZIONI PER L’ANNO 2003 – Al fine di non penalizzare le assunzioni negli enti locali (articolo 34 della legge finanziaria 2003), si ritiene necessario considerare come unico obiettivo del 2002 il rispetto del saldo finanziario. Tale interpretazione risulterebbe coerente con la disposizione contenuta nell’art. 29, comma 9, della finanziaria 2003 che ha soppresso la sanzione di carattere finanziario a carico degli enti che non abbiano rispettato il limite posto agli impegni e ai pagamenti

A tal fine si chiede che in sede di predisposizione dei Dpcm previsti dall’art. 34, comma 11 della legge n.289/02 siano ritenuti virtuosi gli enti che abbiano rispettato il saldo finanziario  imposto dal patto di stabilità per l’anno 2002, secondo le modifiche richieste al punto 1.

Tali Dpcm dovranno peraltro prevedere che le disposizioni relative alle assunzioni connesse al passaggio di funzioni e competenze alle regioni e agli enti locali il cui onere sia coperto da trasferimenti compensativi, facciano esplicito riferimento anche a trasferimenti a tale scopo erogati dalle regioni agli enti locali.

 

3. ART. 29, COMMA 17, L.N.289/02 –  Tale comma impone alle province e ai comuni sopra i 5000 abitanti la  predisposizione di una previsione cumulativa articolata per trimestri in termini di cassa del disavanzo finanziario. In caso di scostamento dall’obiettivo trimestrale, gli enti sono tenuti, nel periodo successivo e fino a quando non risulti riassorbito lo scostamento registrato, a limitare i pagamenti correnti entro l’ammontare dei pagamenti effettuati alla stessa data e allo stesso titolo nell’anno 2001. Se si può comprendere la necessità di rientrare dallo scostamento, no si condividono le modalità imposte.

L’ANCI e l’UPI richiedono una modifica della norma che lasci la possibilità agli enti di decidere come e quali pagamenti limitare ai fini del riassorbimento dello scostamento, senza il rfeirmento alla stessa data e allo stesso titolo del 2001.

 

4. COPERTURA COSTI PER RINNOVO CONTRATTUALE – L’accordo Governo-OO.SS. del febbraio 2002 ha previsto un ulteriore incremento dello 0,99%, solo per il 2003,  dei costi dei rinnovi contrattuali, aumenti che devono essere ristorati dal Governo, pena il non raggiungimento dei vincoli posti dal patto di stabilità interno per gli enti locali; è peraltro evidente che tali oneri devono essere posti al di fuori del patto di stabilità interno.

Sulla base di tali considerazioni l’ANCI e l’UPI richiedono: a) la copertura di tali oneri (stimati in circa 300 milioni di euro); b) esclusione di tali oneri dal patto di stabilità interno.


5. RINEGOZIAZIONE ED ESTINZIONE ANTICIPATA DEI MUTUI

Rinegoziazione ed estinzione anticipata, senza penalizzazione, dei  mutui in essere con la Cassa Depositi e Prestiti.

In sede di discussione parlamentare e di confronto con ANCI e UPI relativamente alla Legge Finanziaria 2003, il Ministero del Tesoro si è impegnato ad  adottare provvedimenti in materia. Ma l’impegno è tuttora inevaso.

 

6 A. RIMBORSO IVA PER SERVIZI ESTERNALIZZATI Nella tabella di bilancio del Min, Upb 2123, capitolo 1332 sono previsti 230.600.700 euro per l’anno 2003. Tali stanziamenti sono chiaramente insufficienti. Per arrivare al medesimo rimborso del 2002 mancano 263 milioni di euro.

Il fabbisogno per il 2003 sarà determinato dalle richieste degli Enti locali..

Le risorse mancanti vanno recuperate, come per l’anno 2002, in sede di assestamento del bilancio.

Rimane poi irrisolto il problema del rimborso che viene effettuato solo al 51 per cento, mentre deve avvenire al 100%

 

6.B RIMBORSO IVA PER TRASPORTO PUBBLICO LOCALE – In bilancio non vi è alcuna disponibilità. Esiste una indicazione per memoria.

Stranamente lo stanziamento è stato inserito nel Fondo unico per gli investimenti (Upb 2.2.10.2 – capitolo 7272 – Min.). Anche in questo caso il fabbisogno viene definito tramite la raccolta  delle domande degli Enti locali. Anche in questo caso, lo stanziamento, che nel 2002 è stato pari a 244 milioni di euro, va recuperato in sede di assestamento. Il rimborso avviene al 51%, mentre deve avvenire al 100%.


7. RECUPERO DEL PREGRESSO – Il recupero di somme di cui all’art. 31, comma 12, lett. B) della legge n. 289/02, opera su bilanci già chiusi in base a norme allora vigenti negli enti che non avevano sufficiente capienza di trasferimenti erariali. Tale recupero con effetto retroattivo è di dubbia legittimità, soprattutto in relazione alla legge 124/99 la quale non prevede espressamente (come invece è previsto nel d.lgs. 446/97 e nella l.n.133/99) una disposizione per gli enti senza sufficienti trasferimenti erariali. In aggiunta è da ritenersi assolutamente illegittima e inaccettabile la modalità con cui tale recupero dovrebbe essere effettuato, ossia attraverso il concessionario che riscuote e versa alle Province l’imposta Rca.

L’UPI aveva richiesto l’eliminazione del recupero, successivamente il Governo si era comunque impegnato a prevedere la rateizzazione decennale: in assenza di un provvedimento in tal senso da parte del Governo l’UPI sosterrà le iniziative delle Province volte a promuovere un’azione legale presso il Tar contro il decreto applicativo di cui al comma 13.

  

8. RIMBORSO IPT – Il decreto legge 138/02, convertito con modificazioni nella legge n. 178/02 ha previsto, nell’ambito di misure volte all’incentivazione della rottamazione degli autoveicoli non conformi alle direttive comunitarie in materia di inquinamento, la sospensione del pagamento dell’IPT fino al 31.12.02. Tale misura è stata reiterata fino al 31.3.03. Per tali motivi l’UPI richiede l’immediata trasmissione dei dati relativi al mancato gettito IPT per l’anno 2002, nonché l’attivazione dei meccanismi di rimborso attraverso il Ministero dell’Interno. Richiede altresì che al 30.4.03 vengano comunque comunicati i dati relativi al 2003 e successivamente si provveda al rimborso.

 

9. COMPARTECIPAZIONE IRPEF – Le basi di calcolo dell’addizionale comunale Irpef e della compartecipazione Irpef sono ancora quelle del 1999, standardizzate. Si richiede una verifica per l’aggiornamento e per l’avvio alla riscossione diretta, anche nella previsione dell’ingresso, in tale meccanismo, anche delle Province.


10. TARSU SCUOLA – Non sono stati assegnati i 37,5 milioni di euro per l’anno 2002 e non è stato rifinanziato il 2003. Sono ancora indisponibili le risorse relative agli anni 1999, 2000, 2001.

 

11. RIMBORSO PERDITA DI GETTITO PER MODIFICA ALL’IMPOSTA DI PUBBLICITA’   Si è ancora in attesa della pubblicazione sulla GU del decreto per raccogliere le richieste finanziarie dei Comuni. Le disponibilità finanziarie (quelle già previste per il 2002 saranno certamente insufficienti), non sono rintracciabili nel bilancio 2003 (neppure i circa 100 milioni di euro già previsti per l’anno 2002).

 

12. RECUPERO RISORSE ICI PER MODIFICA RENDITE CATASTALI – (stabilimenti industriali e decreto del Ministero delle Finanze che ha ridefinito le rendite catastali per circa 200 Comuni). E’ già approvato il regolamento ministeriale per il recupero delle risorse ma resta inoperante.
 

13 COMPENSAZIONI PER RIFORMA ADDIZIONALE ENEL.

Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Economia i Comuni risultano in credito..

Manca il decreto ministeriale di attuazione.


14. ESTENSIONE ALLE PROVINCE DI NORME RELATIVE AI COMUNI

– emendare l’art.27, comma 18 della legge 448/01 al secondo capoverso, nel seguente modo:

   dopo le parole attribuito ai comuni aggiungere le parole “e alle province”

 

– emendare l’art.50, comma 3 della legge 289/02 nel seguente modo:

   dopo le parole concede ai comuni aggiungere le parole “e alle province”

Accolta la richiesta di Anci e Upi per una verifica delle ricadute

Anci e Upi hanno ottenuto la convocazione, al più presto, di un tavolo di confronto “ad altissimo livello”, presieduto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per discutere i problemi rimasti aperti – per gli Enti Locali – dopo la approvazione della legge Finanziaria 2003.

La notizia della attivazione di questo Tavolo è stata data dal Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia nel corso della Conferenza Unificata.

Sulla questione, l’Associazione dei Comuni e l’Unione delle Province hanno da tempo avanzato la richiesta di un provvedimento correttivo della Finanziaria che, come hanno sottolineato più volte il Presidente dell’ANCI Leonardo Domenici e il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria “ha operato una incisiva riduzione delle risorse finanziarie dei Comuni e delle Province, creando giuste preoccupazioni circa il reperimento dei fondi necessari alla copertura di alcune delle voci di spesa più significative”. Tra le questioni irrisolte ricordate da Domenici, vi è anche “la difficoltà in cui presto si troveranno gli Enti locali per l’aumento dei costi del personale derivante dalla conclusione delle trattative per il rinnovo contrattuale, ormai prossima, sul quale inciderà pesantemente l’accordo ‘Frattini’”.

 Roma 6 febbraio 2003

La posizione italiana sul ruolo degli enti locali

Si é svolto, martedì 4 febbraio alla Presidenza del Consiglio, il secondo incontro tra il Governo, i rappresentanti delle Regioni e delle tre Associazioni delle Autonomie locali, Anci, Upi e Uncem, con alcuni esponenti italiani alla Convenzione europea in vista della sessione plenaria che la “costituente europea” dedicherà il 6 e 7 febbraio al ruolo degli Enti locali e regionali nel prossimo Trattato, su impulso del Parlamento europeo.

La posizione italiana, messa a punto nel corso della riunione, é stata riassunta in tre capoversi essenziali: “l’Unione riafferma il suo sostegno al perseguimento del decentramento degli enti territoriali e ne favorisce la partecipazione alla vita dell’Unione nel rispetto degli ordinamenti statali”; si ricorda “il valore delle specificità del territorio, in particolare della montagna e dell’insularità”; infine “si evidenzia il ruolo importante che le città rivestono per il raggiungimento degli obiettivi europei dello sviluppo economico, della coesione sociale e dell’integrazione culturale dei cittadini europei”.

5 febbraio 2003

Salone delle Autonomie locali – Rimini 2-5 aprile 2003

Prot.8/DG/SD/cc

Roma 17 Gennaio 2003

Caro Collega,

            anche quest’anno, dopo il successo delle due precedenti edizioni, dal 2 al 5 Aprile 2003 prossimi, si svolgerà a Rimini, nel nuovo Quartiere fieristico, la terza edizione di “EuroP.A., Il Salone delle Autonomie locali”.

In questa delicata fase di rinnovamento del sistema autonomistico, l’appuntamento annuale con Euro.PA, rappresenta ormai un importante momento di riflessione, approfondimento e dibattito su come cambiano le Autonomie Locali. Lo scopo è quello di offrire a chi lavora ed opera per i Governi Locali, idee, esperienze e opportunità nuove ed innovative per il “governo” della modernità e della crescita socio-economica dell’intera Comunità.

 

Si parlerà di come attuare le riforme istituzionali, di federalismo fiscale, delle nuove sfide che attendono le Autonomie Locali protagoniste della nuova Europa,  ma anche di come questi temi vanno poi sviluppati in un moderno sistema di governo locale, per creare occasioni di sviluppo e di rispetto dell’ambiente e dei territori, nuove forme di finanziamento, servizi più efficaci ed economici per le comunità amministrate, tecnologie nuove al servizio delle moderne Pubbliche Amministrazioni, modelli organizzativi e gestionali in grado di assolvere ai nuovi compiti e funzioni.

In definitiva, Euro.PA è l’appuntamento annuale con tutte le migliori esperienze delle Pubbliche Amministrazioni Locali, con ciò che ci si propone ancora di realizzare, e come.

I nostri interlocutori saranno tutti gli operatori, dell’intero sistema autonomistico, all’interno di un vasto salone espositivo che costituirà il luogo ideale per lo scambio di significative esperienze.

Per questo, la partecipazione e la collaborazione Tua e dell’Amministrazione che rappresenti, è preziosa ed indispensabile.

Con l’augurio di incontrarTi, in occasione di questo importante appuntamento annuale, Ti salutiamo cordialmente.

Il Presidente Ria: le Autonomie pronte a fare la loro parte

“Sulla necessità d’integrare rapidamente la Commissione Bicamerale per le questioni regionali con i rappresentanti delle Regioni, delle Province e dei Comuni non c’è dissenso.” Lo ha detto il Senatore Carlo Vizzini, Presidente della Commissione Parlamentare per le questioni regionali, in una intervista all’Agenzia di Informazione dell’Unione delle Province d’Italia, che sarà pubblicata nel prossimo numero in uscita. “Occorre – ha proseguito il senatore – una azione decisa da parte dei protagonisti, del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Presidente dell’Anci e dell’Upi. D”altronde su questo tema si sono espressi positivamente i Presidenti della Camera e del Senato, e recentemente, anche il Capo dello Stato ne ha parlato come di processo ormai irreversibile. E’ necessario però accelerare i tempi, per arrivare, già prima dell’estate, alla definizione di questo strumento, e passare poi alla rivisitazione dell’intero sistema parlamentare, con l’introduzione della Camera delle Autonomie, su cui riscontro un sostanziale accordo tra i partiti”.

“Il senatore Vizzini– commenta Lorenzo Ria Presidente dell’Unione delle Province d’Italia –, chiede all’U.P.I. e all’A.N.C.I. un’azione incisiva per l’insediamento della nuova Bicameralina e l’introduzione della Camera delle Regioni e delle Autonomie. La verità è che ripetutamente, e sempre in maniera diretta, l’U.P.I. e l’A.N.C.I. hanno denunciato i ritardi nell’attuazione della riforma costituzionale e i gravi danni che il Paese sta subendo. Noi non siamo associazioni che alzano la voce oltre il dovuto e che protestano dinanzi al Parlamento. Siamo associazioni che agiscono con responsabilità e richiamano le istituzioni competenti al dovere della responsabilità e alla necessità di tutelare gli interessi del Paese.

Il sistema istituzionale italiano è in enorme difficoltà da un lato paralizzato dalla contraddizione tra istituzioni e regole vecchie e nuove e dall’altro sull’orlo di un’esplosione generalizzata di conflitti istituzionali. Le Autonomie sono, come sempre, pronte a fare la loro parte e a lavorare per raggiungere un nuovo assetto dello stato che garantisca la pari dignità di tutti livelli istituzionali .”

Roma, 20 maggio 2003

Le Province: approvare il decreto nei tempi

E’ stato un giudizio positivo quello espresso oggi dall’Unione delle Province d’Italia in una audizione informale alla Commissione Bilancio della Camera, sulle modifiche apportate in Senato al decreto legge sui bilanci degli Enti locali.

“Il Senato – ha sottolineato il Presidente della Provincia di Pisa, Gino Nunes, responsabile Finanza dell’Upi – ha accolto gran parte delle nostre richieste, tra cui quella, fondamentale, che risolve, definitivamente, il problema legato al rispetto del patto di stabilità delle Province. Senza questa modifica, che permette lo stralcio delle spese per l’esercizio delle funzioni trasferite dal saldo finanziario, il 90% delle Province si sarebbe trovata, ingiustamente, fuori dai parametri del patto per il 2002.

Alla Camera dei Deputati – ha detto Nunes – chiediamo di convertire quanto prima, e senza ulteriori modifiche, il decreto legge, in modo da chiudere nei termini previsti l’iter parlamentare e dare il via definitivo alla legge”.

Il presidente ha poi rivolto ai componenti della Commissione, l’invito ad avviare, già da subito, il confronto con gli enti locali, sulla prossima Finanziaria: “E’ fondamentale – ha detto – che il Parlamento preveda degli incontri con le Associazioni di Regioni, Province e Comuni, da subito, aprendo una discussione più generale sul patto di stabilità e sull’intero sistema della finanza locale”.

Roma, 7 maggio 20003

Domenici e Ria: conseguenze negative sui servizi al territorio

Il Presidente dell’Associazione dei Comuni, Leonardo Domenici ed il Presidente dell’Unione delle Province, Lorenzo Ria hanno inviato una lettera al Ministro per la Funzione Pubblica, Luigi Mazzella in cui esprimono le loro forti preoccupazioni per la mancata conclusione della fase contrattuale riservata al comparto Regioni ed Enti locali.

“Se infatti alcuni contratti relativi ad importanti settori del pubblico impiego sono stati sottoscritti – affermano Domenici e Ria – il ritardo registrato da quello relativo agli Enti locali sta assumendo dimensioni assai rilevanti, con conseguenze ovviamente negative rispetto al rapporto tra personale e organi di governo ma, soprattutto, rispetto alla funzionalità dei servizi che siamo chiamati ad erogare e gestire sul territorio, a favore della collettività che amministriamo”.

“Ci appelliamo a Lei, signor Ministro – proseguono Domenici e Ria – perché si adoperi affinché tale situazione di incertezza e disagio sia al più presto sostituita dall’apertura della fase contrattuale, vista anche l’imminente scadenza del biennio 02/03 (parte economica) nonché della necessità di lavorare sul rinnovo del quadriennio (parte normativa)”.

Un’altra questione di grande importanza per i Presidenti di ANCI ed UPI viene richiamata nella stessa lettera: “Ci preme, nel contempo, ribadire la richiesta più volte sottoposta all’attenzione del Governo – concludono infatti Domenici e Ria – di poter escludere lo 0,99% del costo del rinnovo contrattuale dal calcolo delle spese utile ai fini del rispetto del patto di stabilità interno”.

Roma, 9 Giugno 2003

Le Province in prima fila in difesa dell’acqua

Con 980 metri cubi di prelievo di acqua annuo pro capite, l’Italia è la prima consumatrice d’acqua in Europa, terza al mondo dopo USA e Canada. Un dato che pone il Paese tra i primi posti nella classifica dei “cattivi” in quanto a sprechi ed errato utilizzo di una risorsa che è stata dichiara dall’ONU “bene comune di tutta l’umanità”.

Per trovare strumenti immediati di risposta ad una gestione sbagliata, che rischia di compromettere l’equilibrio idrico della Penisola, l’UPI e la Legambiente hanno promosso una iniziativa che vedrà coinvolti, a partire da domani quasi il 70% delle Province italiane, che organizzeranno, incontri, convegni, manifestazioni e soprattutto riunioni di Consiglio aperte ai cittadini, alle associazioni ambientaliste, agli esperti del settore.”La massiccia adesione alla giornata di mobilitazione – dichiara il Presidente dell’Upi Lorenzo Ria – dimostra una volta di più l’impegno concreto manifestato dalle Province nell’adottare una politica del territorio fortemente ispirata ai principi della sostenibilità, per la tutela dell’acqua e dell’ambiente in generale. L’acqua – prosegue Ria – è una risorsa di tutti, un bene comune dell’umanità, ma è un bene vulnerabile, non è illimitato, e gli sprechi e gli utilizzi sconsiderati rischiano di comprometterne l’uso futuro.

 Un rischio da cui l’Italia non può considerarsi estranea. Lo dimostra il crescente fenomeno di desertificazione a cui il sud del nostro Paese sembra ormai condannato, e il riproporsi, ad ogni avvio di estate, della crisi idrica nel Mezzogiorno a tutto danno dei cittadini e dell’economia agricola locale e nazionale. E non è un buon segnale se, come ci dice l’Istat, nel 2003, quasi 50 cittadini su cento non possono ancora bere acqua potabile dai loro rubinetti.
Allora – sottolinea il Presidente dell’UPI – è necessario riprendere il filo della programmazione, tornare al territorio, avviare una pianificazione coordinata, ricostruire un sistema di distribuzione delle acque moderno, adeguato, in grado di evitare tutti quegli sprechi che oggi fanno perdere per strada metri cubi di acqua preziosa. Per difendere l’acqua è necessario tutelare i bacini idrici, regolamentare l’utilizzo delle risorse, adottare tutti quegli strumenti in grado di pianificare, nel rispetto dell’ambiente, lo sviluppo locale. E’ questo – conclude Lorenzo Ria – il messaggio che domani i Consigli provinciali lanceranno al Governo e ai cittadini, ribadendo che le Province sono, e si sentono, in prima fila nella tutela dell’ambiente e nella gestione del territorio.”

Roma, 4 giugno 2003

Dichiarazione di Lorenzo Ria, Presidente UPI

“I dati che emergono dal rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese nel 2002, presentato oggi, dimostrano che gli italiani trovano nelle province un livello di vivibilità e di qualità della vita superiore a quello offerto dalle grandi città.

Se infatti i centri del lavoro e dell’economia restano nei grandi comuni, sono i comuni piccoli della provincia che i cittadini scelgono come luogo di residenza. Sempre di più i giovani e le nuove coppie, scelgono di “mettere su famiglia” lontano dai grandi centri urbani, sia per i costi delle abitazioni, sia per i livelli dei servizi e di vivibilità che offre la provincia italiana.
Strategico, in questo contesto, è il nodo dei collegamenti tra centro e periferia, che dovranno essere sempre più efficienti, per assicurare la mobilità quotidiana dei cittadini dalla casa al luogo di studio e di lavoro.E’ evidente che, per gestire queste nuove tendenze, nell’insediamento sociale e nella mobilità, servono politiche di area vasta, per le quali le Province sono il naturale e qualificato riferimento istituzionale”.

Roma, 21 maggio 2003

Dal Convegno “Territorio e Lavoro” del 10 e 11 luglio 2003 a Macerata, la sintesi della relazione del Presidente Lorenzo Ria

I problemi che la riforma Biagi pone sono di diversa natura: alcuni sono stati affrontati e altri restano ancora da affrontare. In sede di Conferenza Unificata l’Upi ha espresso sullo schema di decreto, parere favorevole, subordinato all’accettazione da parte del Governo di alcune nostre qualificanti proposte ed emendamenti, che ritenevamo indispensabili per non interrompere il percorso già fatto, che ha reso centrale l’ente Provincia nell’impostazione delle politiche locali del lavoro.Il punto cardine della riforma che ci interessa come Province è la coesistenza tra pubblico e privato dell’intermediazione della domanda/offerta di lavoro. Le agenzie di lavoro interinale da domani concorreranno infatti con i Centri per l’Impiego nella ricerca di occupazione per i “senza lavoro”, insieme agli enti locali, le università pubbliche e private, le fondazioni universitarie e gli istituti d’istruzione secondaria di secondo grado. Una tale parcellizzazione sul territorio di soggetti abilitati ad assistere il disoccupato non giova a nessuno e non è coerente con la giusta ottica di introdurre anche in questo settore dei principi di concorrenza. Una concorrenza che deve invece prevedere la concreta possibilità che i Servizi provinciali per il lavoro e i Centri per l’Impiego pensino e gestiscano non con logiche privatistiche, ma con tecniche privatistiche, i temi del collocamento, delle politiche attive del lavoro e dell’incontro domanda/offerta di lavoro. Intendiamo impedire che i Centri per l’Impiego diventino o siano percepiti come i luoghi del lavoro residuale o poco qualificato, del lavoro, cioè, per chi non ha altre opportunità. È qui il vero punto di debolezza della normativa e da qui nasce il nostro obiettivo di conservare e valorizzare, nel nuovo sistema dei servizi al lavoro, il ruolo dei Centri per l’Impiego. Nei nostri propositi, dappertutto in Italia, anche dove esiste un elevato tasso di disoccupazione, intendiamo assicurare che i Centri per l’Impiego competano realmente con le strutture private, non solo per la gratuità dei servizi, ma anche e particolarmente per la capacità di soddisfare tutte le necessità del disoccupato nella ricerca attiva del lavoro. Non ci interessa l’episodicità o l’ampliamento di specifici ruoli tecnici. Ci interessa invece che in tema di lavoro, decisivo sul versante sociale ed economico, la Provincia veda riconosciuta organicamente e complessivamente la propria funzione istituzionale e politica. Per fare il punto su tali questioni e per formalizzare le nostre proposte, tutti i Consigli Provinciali d’Italia, unitariamente e contemporaneamente, entro il prossimo mese di ottobre, dedicheranno una seduta straordinaria ai temi del lavoro e dell’organizzazione locale del mercato del lavoro. Da qui partiremo per avviare dei ragionamenti che appaiono maturi e non più eludibili: ad esempio, la necessità di prevedere e disegnare un ruolo reale delle Province nel sistema dell’istruzione professionale e nella proposizione dei programmi formativi pluriennali. Su questo terreno non richiederemo un monopolio a nostro favore, ma il riconoscimento di un ruolo di regia nella costruzione del sistema della formazione e dell’istruzione professionale, esercitato nell’ambito degli indirizzi e della programmazione regionale, che dia certezza alle imprese e ai giovani, come anche a tutti i soggetti abilitati alla formazione: le università, le scuole, le imprese, le agenzie formative.

Cerca