In allegato la nota di lettura delle principali disposizioni di interesse degli enti locali, inserite nella legge n. 244/07 – Legge Finanziaria 2008.
In allegato la nota di lettura delle principali disposizioni di interesse degli enti locali, inserite nella legge n. 244/07 – Legge Finanziaria 2008.
In allegato, il documento in oggetto.
“Non c’è, per le Province, un allarme derivati: secondo il Ministero dell’economia sono solo 43 le Province che hanno sottoscritto 127 relativi contratti, ma tra questi ci sono anche le rinegoziazioni di contratti esistenti, per una esposizione complessiva riportata da Banca d’Italia pari a 100 milioni di euro. Però c’è bisogno di costruire un quadro di certezze all’insegna della trasparenza, obiettivo che non si può raggiungere con provvedimenti tampone, come quelli inseriti nella manovra finanziaria all’esame del Senato”. Lo ha detto Maurizio Zingoni, componente dell’Ufficio di presidenza dell’Upi, intervenuto insieme all’Assessore al Bilancio della Provincia di Roma, Antonio Rosati, all’audizione che si è svolta oggi alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati sul tema dei derivati. Proprio l’Assessore Rosati ha ricordato quanto su questi temi sia necessario costruire modelli virtuosi tra tutti i soggetti coinvolti “perché questi strumenti sono utilizzati per dare risorse al cuore dei bilanci delle Province e dei Comuni, che sono gli investimenti. Dobbiamo rendere più efficace la struttura, e c’è la necessità di fare crescere il livello di informazione su questi strumenti e sugli istituti che li offrono, senza però eccedere in burocrazia”.
Zingoni e Rosati hanno poi presentato alla Commissione un documento con le proposte dell’Upi :
– l’istituzione di una Cabina di Regia che possa favorire il confronto tra tutti gli attori coinvolti: Ministero dell’Economia, Consob, Banca d’Italia, ABI, Regioni, Province e Comuni;
– l’utilizzo in via prioritaria del procedimento della gara per l’individuazione dell’istituto bancario con cui effettuare tali operazioni, al fine di realizzare le condizioni migliori e stimolando una maggiore efficienza del mercato;
– l’utilizzo del rating quale tratto distintivo imprescindibile per l’attivazione di tali strumenti: affidabilità finanziaria e professionalità sono i requisiti necessari per gli operatori che si accingono a sottoscrivere determinati contratti;
– la diversificazione degli strumenti finanziari offerti
– la pubblicizzazione di comportamenti “non in linea “ degli istituti di credito.
Proposte che sono state accolte in maniera positiva dalla Commissione Finanza della Camera.
SUL TEMA LEGGI L’ARTICOLO DE “IL SOLE 24 ORE” pubblicato venerdì 16 novembre 2007
In allegato:
– le prime osservazioni alla Finanziaria 2008 elaborate dall’Ufficio studi Upi
– la nota politica sulla Finanziaria 2008
– le proposte di emendamenti
(Adnkronos) – Nel Dpef 2008-2011 c’e’ poca considerazione del ruolo degli enti locali e del contributo che possono, e devono, ancora offrire al Paese per favorire la ripresa
economica e per incoraggiare il miglioramento della situazione della finanza pubblica. A denunciarlo l’Unione delle province italiane (Upi) che oggi ha partecipato a un’audizione indetta dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, nel corso della quale ha consegnato i documenti con il parere dell’Associazione sul Dpef e le osservazioni
sul dl relativo agli avanzi di amministrazione.
Ad intervenire per l’Upi è stato il Consigliere della Provincia di Livorno Maurizio Zingoni, Componente dell’Uffiico di Presidenza.
Secondo l’Upi, che esprime “perplessita’” e “contrarieta’” sul metodo utilizzato per la messa a punto del Documento, nel Dpef “manca in sostanza una visione di sistema che sia consona e coerente con il quadro istituzionale dettato dal Titolo V della Costituzione”. Da alcuni punti del Documento, spiega l’Upi, emerge una “visione verticistica, ormai fuori tempo, dei livelli di governo, dove e’ lo Stato a definire unilateralmente le politiche di sviluppo che altri dovranno realizzare”.
“Di fatto – sottolinea l’Upi – l’intero Dpef si concentra sulle diverse direttrici dell’azione di governo, lasciando un po’ troppo sullo sfondo la parte che Regioni ed Enti locali gia’ oggi esercitano sulla base delle loro funzioni istituzionali, rinviando il pieno coinvolgimento delle autonomie territoriali ad un momento successivo alla piena attuazione del Titolo V della Costituzione, attraverso l’approvazione dei disegni di legge sulla Carta delle autonomie locali e sul federalismo fiscale”.
Riguardo al federalismo fiscale l’Upi chiede che l’attuazione del federalismo fiscale e il codice delle autonomie locali vadano di pari passo, assicurando “sintonia e coerenza
reciproche’. Tuttavia, l’Upi rileva che gia’ l’impostazione del ddl delega sul federalismo fiscale risulta in alcuni punti in contrasto con la Costituzione e con quanto previsto dal disegno di legge delega sulle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta’
metropolitane. Le province puntano poi l’attenzione sul Patto di Stabilita’ interno, spiegando che il Dpef non esprime efficacemente l’importanza di questo strumento, considerato invece dall’Upi “centrale per un efficace governo della finanza pubblica nonche’ per garantire un corretto rapporto istituzionale tra Stato, Regioni,
Province e Comuni”.
L’Upi condivide la necessita’ di una riformulazione del Patto di stabilita’ interno per il 2008 “sulla scorta dell’esperienza condotta dagli enti nel corso dell’anno 2007”. Il nuovo patto di stabilita’ per il 2008, sottolinea l’Upi, “dovra’ essere reimpostato secondo criteri
improntati alla semplificazione, che siano piu’ coerenti con i parametri adottati dall’Italia in sede di verifica degli obiettivi del Patto di stabilita’ e crescita in ambito comunitario”.
E’ necessario, aggiunge l’Upi, “garantire un adeguato livello di investimenti e, al tempo stesso, responsabilizzare le scelte politiche in materia di spesa, senza ulteriori vincoli che risulterebbero obsoleti e non congruenti rispetto all’autonomia finanziaria di entrata e di spesa dettata dalla Costituzione”. Le province puntano l’attenzione sull’esigenza di modernizzare la Pa e evidenziano come campi prioritari: l’istruzione superiore, formazione professionale e politiche del lavoro; territorio e ambiente, infrastrutture e sviluppo
sostenibile. (Sci/Pn/Adnkronos)
In allegato, il documento con la posizione dell’Upi sulla questione dell’utilizzo degli avanzi di amministrazione, e l’emendamento richiesto al decreto Legge n.81 del 2007.
In allegato, il documento con il parere dell’Upi sul Dpef 2008 – 2011, consegnato nell’audizione avuta al Senato con Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.
Con il decreto legisativo n. 152/06, la legislazione in materia ambientale è stata riorganizzata per settori specifici.
In allegato, la lettera che il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, hanno inviato a tutti i Sindaci e a tutti i Presidenti di Pro vincia, insieme ad:
– una nota congiunta ANCI UPI
– una nota del Dipartimento per le Politiche fiscali
– il testo del secondo decreto correttivo del dlgs 152/06 approvato dal Consiglio dei Ministri.
Dati questi documenti, il Presidente dell’Anci e il Presidente dell’Upi invitano nella lettera Sindaci e Presidenti di provincia a matenere invariato il regime di prelievo e dunque l’attività di riscossione del tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene ambientale.
In allegato, il documento sui cambiamenti climatici, consegnato dall’Upi nell’Audizione informale alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati del 29 marzo 2007.
Il 9 marzo 2007 si è svolto a Torino un seminario per verificare l’impatto delle norme sul personale della legge finanziaria 2007 sulla gestione del personale nelle province e negli enti locali e le problematiche relative al memorandum sul lavoro pubblico.
In allegato le Relazioni del dr. Palagi e della dr.ssa Beccarini e la documentazione inserita nella cartella di lavoro.
– Relazione di Giuliano Palagi (direttore generale Provincia di Pisa)
– Relazione di Lorella Beccarini (dirigente del personale Provincia di Rieti)
– Nota UPI sulla finanziaria 2007
– Dossier sulle norme della finanziaria 207 in materia di personale
– Scheda di sintesi con dati sul personale delle Province 2005
– Memorandum su lavoro pubblico e riorganizzzione delle pubbliche amministrazion i
– Ipotesi di accordo sul Fondo TFR del personale del comparto regioni ed enti locali
– Indirizzi sulla stabilizzazione del personale precario della Provincia di Pisa
Nell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica, i Vicepresidenti dell’Upi Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, e Bruno Marziano, Presidente della Provincia di Siracusa hanno proposto di superare il limite di mandato per i Sindaci e i Presidenti di Provincia, attraverso l’abrogazione dei commi dell’art. 51 del Testo Unico degli Enti locali, che impongono che non si possa essere rieletti oltre due mandati.
Cfr. il documento consegnato nell’audizione.
In allegato, la lettera del Direttore Generale Piero Antonelli e la nota di lettura della finanziaria 2007 elaborata dall’Ufficio studi dell’Upi.