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Manovra, de Pascale “Finanziare il piano delle piccole opere delle Province”

“Condividiamo l’allarme lanciato oggi dal Presidente di ANCE, Gabriele Buia: bisogna sbloccare le opere e rilanciare gli investimenti. La legge di bilancio 2020 deve prevedere un Piano delle piccole opere, attraverso cui realizzare gli oltre 1.700 progetti di messa in sicurezza di strade, ponti, gallerie, viadotti, che le Province hanno pronti e che abbiamo consegnato da tempo al Presidente Giuseppe Conte”.
Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale sottolineando come “senza la ripresa degli investimenti nei territori non ripartirà la crescita, ma dobbiamo aprire cantieri in tutto il Paese, non bastano le grandi opere. Le Province gestiscono 130 mila chilometri di strade e oltre 30 mila ponti, viadotti e gallerie, che hanno urgente necessità di essere messi nella condizione di garantire ai cittadini il diritto ad una mobilità efficiente e in sicurezza. Se il Governo ci assicurerà nella Legge di Bilancio le risorse necessarie e procedure semplificate, potremo aprire da subito cantieri in tutta Italia”.

Nuova organizzazione UPI: al via le Commissioni Tematiche del Comitato Direttivo

Una nuova organizzazione per permettere all’UPI di compiere un ulteriore passo in avanti nell’analisi dei temi più urgenti e nella definizione di studi, di proposte che saranno indispensabili nel confronto con Governo, Parlamento e con le rappresentanze delle istituzioni locali e delle forze economico-sociali: questi gli obiettivi per cui sono state isitutite le nuove Commissioni tematiche del Comitato Direttivo UPI.

Le tematiche individuate sono quelle che incidono direttamente sulle amministratori provinciali, dalle riforme istituzionali al bilancio alle questioni del personale, dall’ambiente alla scuola, dalla pianificazione alla viabilità, dalla innovazione tecnologica e assistenza ai comuni allo sviluppo economico.

Ecco di seguito le Commissioni con i referenti delegati dalla Presidenza e i componenti

ASSETTO ISTITUZIONALE
Referente: Michele de Pascale – Presidente UPI
Riccardo Rossi – Presidente Provincia Brindisi
Sergio Abramo – Presidente Provincia Catanzaro
Franco Iacucci – Presidente Provincia Cosenza
Francesco Passerini – Presidente Provincia Lodi
Antonio Pompeo Presidente Provincia Frosinone
Giampiero Lattanzi – Presidente Provincia Terni

PIANIFICAZIONE E SVILUPPO TERRITORIALE, AMBIENTE E DIFESA DEL SUOLO
Referente: Stefano Marcon – Vice Presidente UPI
Domenico Biancardi – Presidente Provincia Avellino
Riccardo Rossi – Presidente Provincia Brindisi
Antonfrancesco Vivarelli Colonna – Presidente Provincia Grosseto
Angelo Caruso – Presidente Provincia L’Aquila
Giuseppe Paolini – Presidente Provincia Pesaro e Urbino

ISTRUZIONE – EDILIZIA SCOLASTICA
Referente: Silvia Chiassai Martini, Presidente Provincia di Arezzo
Nicola Gatta – Presidente Provincia Foggia
Piero Marrese – Presidente Provincia Matera
Antonio Pettinari – Presidente Provincia Macerata
Gianni Lorenzetti – Presidente Provincia Massa Carrara
Giuseppe Paolini – Presidente Provincia Pesaro e Urbino
Michele Strianese – Presidente Provincia Salerno
Alfredo Ricci – Presidente Provincia Isernia

FINANZA LOCALE
Referente: Pierluigi Peracchini – Presidente Provincia della Spezia
Francesco Passerini – Presidente Provincia Lodi
Giandomenico Tomei – Presidente Provincia Modena
Franco Iacucci – Presidente Provincia Cosenza

INFRASTRUTTURE E MOBILITA’
Referente: Vittorio Poma – Presidente Provincia Pavia
Silvia Chiassai Martini – Presidente Provincia Arezzo
Franco Iacucci – Presidente Provincia Cosenza
Nicola Gatta – Presidente Provincia Foggia
Luca Menesini – Presidente Provincia Lucca
Antonio Pettinari – Presidente Provincia Macerata
Piero Marrese – Presidente Provincia Matera
Gian Domenico Tomei – Presidente Provincia Modena
Michele Strianese – Presidente Provincia Salerno
Giampiero Lattanzi – Presidente Provincia Terni

ORGANIZZAZIONE, PERSONALE E SISTEMI INFORMATIVI E STAZIONE UNICA APPALTANTE (SUA)
Referente: Passerini Francesco – Presidente Provincia Lodi
Giorgio Magliocca – Presidente Provincia Caserta
Sergio Abramo – Presidente Provincia Catanzaro
Luca Menesini – Presidente Provincia Lucca
Giandomenico Tomei – Presidente Provincia Modena
Alfredo Ricci – Presidente Provincia Isernia

PROTEZIONE CIVILE E POLIZIA LOCALE
Referente: Angelo Caruso – Presidente Provincia dell’Aquila
Pasquale Giovanni Gandolfi – Vice Presidente Provincia Bergamo
Antonfrancesco Vivarelli Colonna – Presidente Provincia Grosseto
Francesco Passerini – Presidente Provincia Lodi
Gianni Lorenzetti – Presidente Provincia Massa Carrara
Giandomenico Tomei – Presidente Provincia Modena
Federico Binatti – Presidente Provincia Novara
Giampiero Lattanzi – Presidente Provincia Terni

MEZZOGIORNO
Referente: Franco Iacucci – Presidente Provincia Cosenza
Michele Strianese – Presidente Provincia Salerno
Riccardo Rossi – Presidente Provincia Brindisi
Angelo Caruso – Presidente Provincia dell’Aquila
Piero Marrese – Presidente Provincia Matera
Abramo Sergio – Presidente Provincia Catanzaro
Domenico Biancardi – Presidente Provincia Avellino
Francesco Roberti – Presidente Provincia Campobasso
Nicola Gatta – Presidente Provincia Foggia
Giorgio Magliocca – Presidente Provincia Caserta

Auguri di buon lavoro a tutti!

 

 

 

Provincia di Lecco: al via l’operazione fiumi sicuri

La Provincia di Lecco, pur nelle difficoltà di bilancio, consapevole che solo la manutenzione programmata del territorio può mitigare le evidenze del dissesto idrogeologico, ha individuato le risorse per dare continuità anche nell’anno in corso all’operazione Fiumi sicuri, cofinanziando progetti di prevenzione da fenomeni di dissesto idrogeologico presentati dagli enti partecipanti allo specifico bando.

Riparte quindi l’operazione Fiumi sicuri per la prevenzione del dissesto idrogeologico nella provincia di Lecco, con mirati interventi di pulizia dei torrenti nell’ambito di specifiche attività esercitative di Protezione civile.

Alcune centinaia di volontari di Protezione civile metteranno a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per liberare i torrenti da ramaglie e da ogni altro materiale depositatosi, con il vantaggio di rendere migliore il deflusso delle acque, anche in previsione delle future precipitazioni.

Queste periodiche attività, al centro dell’attività di prevenzione, supportate economicamente dalla Provincia di Lecco in accordo con i Comuni, le Comunità montane e le organizzazioni di volontariato, risultano particolarmente importanti e necessarie dopo l’eccezionale ondata di maltempo dei mesi scorsi.

Di seguito gli enti locali e le associazioni di Protezione civile che hanno ottenuto il contributo provinciale, pari complessivamente a 53.695,07 euro, a copertura dell’80% per gli enti e al 100% per le associazioni delle spese previste: Comuni di Merate, Bellano, Sirone, Brivio, Valvarrone, Pasturo, Dolzago, Galbiate, Rogeno, Dorio, Olginate, Mandello del Lario, Nibionno, oltre a Comunità montana Lario orientale Valle San Martino, Comunità montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera, Ana (Associazione nazionale alpini) che hanno programmato diverse attività sul territorio.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’attuazione del protocollo d’intesa siglato tra Regione Lombardia e Province lombarde, volto alla prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico e del rischio idraulico, grazie alla preziosa risorsa del volontariato di Protezione civile.

L’attività ha anche una finalità di esercitazione provinciale oltre che di sensibilizzazione, essendo inserita tra le attività avviate nell’ambito della settimana nazionale della protezione civile, permettendo ai volontari di affinare le tecniche, per acquisire una sempre maggiore padronanza nell’utilizzo delle attrezzature.

“Un sentito ringraziamento ai Sindaci e ai numerosi volontari per la disponibilità e la pronta risposta che da sempre assicurano nell’ambito del sistema provinciale di Protezione civile, condividendo l’importanza della prevenzione a vantaggio di una sempre maggiore sicurezza del territorio e dei cittadini – commenta il Presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli – Proprio in questi mesi, con avverse condizioni meteo che hanno colpito in modo eccezionale anche il nostro territorio, i volontari di Protezione civile hanno dimostrato tutta la loro sensibilità, operando con la massima competenza e organizzazione. Ora è necessario avviare e dare continuità agli interventi di manutenzione programmata del territorio, ripulendo fiumi e torrenti da rami e tronchi accumulati per evitare ulteriori inconvenienti e danni. L’attività di prevenzione dal dissesto idrogeologico resta una priorità per la Provincia di Lecco, al fianco dei Comuni e quale riferimento costante per la Regione”.

 

 

Provincia di Lecco: al via l’operazione fiumi sicuri

La Provincia di Lecco, pur nelle difficoltà di bilancio, consapevole che solo la manutenzione programmata del territorio può mitigare le evidenze del dissesto idrogeologico, ha individuato le risorse per dare continuità anche nell’anno in corso all’operazione Fiumi sicuri, cofinanziando progetti di prevenzione da fenomeni di dissesto idrogeologico presentati dagli enti partecipanti allo specifico bando.

Riparte quindi l’operazione Fiumi sicuri per la prevenzione del dissesto idrogeologico nella provincia di Lecco, con mirati interventi di pulizia dei torrenti nell’ambito di specifiche attività esercitative di Protezione civile.

Alcune centinaia di volontari di Protezione civile metteranno a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per liberare i torrenti da ramaglie e da ogni altro materiale depositatosi, con il vantaggio di rendere migliore il deflusso delle acque, anche in previsione delle future precipitazioni.

Queste periodiche attività, al centro dell’attività di prevenzione, supportate economicamente dalla Provincia di Lecco in accordo con i Comuni, le Comunità montane e le organizzazioni di volontariato, risultano particolarmente importanti e necessarie dopo l’eccezionale ondata di maltempo dei mesi scorsi.

Di seguito gli enti locali e le associazioni di Protezione civile che hanno ottenuto il contributo provinciale, pari complessivamente a 53.695,07 euro, a copertura dell’80% per gli enti e al 100% per le associazioni delle spese previste: Comuni di Merate, Bellano, Sirone, Brivio, Valvarrone, Pasturo, Dolzago, Galbiate, Rogeno, Dorio, Olginate, Mandello del Lario, Nibionno, oltre a Comunità montana Lario orientale Valle San Martino, Comunità montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera, Ana (Associazione nazionale alpini) che hanno programmato diverse attività sul territorio.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’attuazione del protocollo d’intesa siglato tra Regione Lombardia e Province lombarde, volto alla prevenzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico e del rischio idraulico, grazie alla preziosa risorsa del volontariato di Protezione civile.

L’attività ha anche una finalità di esercitazione provinciale oltre che di sensibilizzazione, essendo inserita tra le attività avviate nell’ambito della settimana nazionale della protezione civile, permettendo ai volontari di affinare le tecniche, per acquisire una sempre maggiore padronanza nell’utilizzo delle attrezzature.

“Un sentito ringraziamento ai Sindaci e ai numerosi volontari per la disponibilità e la pronta risposta che da sempre assicurano nell’ambito del sistema provinciale di Protezione civile, condividendo l’importanza della prevenzione a vantaggio di una sempre maggiore sicurezza del territorio e dei cittadini – commenta il Presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli – Proprio in questi mesi, con avverse condizioni meteo che hanno colpito in modo eccezionale anche il nostro territorio, i volontari di Protezione civile hanno dimostrato tutta la loro sensibilità, operando con la massima competenza e organizzazione. Ora è necessario avviare e dare continuità agli interventi di manutenzione programmata del territorio, ripulendo fiumi e torrenti da rami e tronchi accumulati per evitare ulteriori inconvenienti e danni. L’attività di prevenzione dal dissesto idrogeologico resta una priorità per la Provincia di Lecco, al fianco dei Comuni e quale riferimento costante per la Regione”.

 

 

Il progetto Threet in visita di studio alla Provincia di Livorno

Dal 28 al 30 ottobre i partner europei del progetto Threet, di cui la Provincia di Livorno è capofila, saranno in visita sul territorio. Ad un anno dall’inizio delle attività, il progetto si avvia al primo giro di boa, con l’organizzazione delle ultime visite di studio, organizzate ai fini dello scambio di conoscenze sulle migliori pratiche attuate per la valorizzazione dei beni culturali, il turismo con sistemi di mobilità sostenibile.
Grazie al progetto Threet, finanziato dal programma Interreg Europe, i soggetti portatori di interesse del nostro territorio, tra i quali enti locali, imprese e associazioni di categoria, selezionati dalla Provincia dopo appositi incontri, hanno potuto visitare varie località europee per conoscere progetti e servizi innovativi avviati nei paesi partner.
Durante la visita di studio in Italia, la Provincia e la Regione Toscana presenteranno le buone pratiche già realizzate in varie località del nostro territorio, relative all’accessibilità e alla sicurezza delle spiagge, la mobilità dolce e l’intermodalità nella zona costiera provinciale, il sistema integrato di valorizzazione naturale e archeologica, la gestione dei sentieri e governance dei Parchi in Val di Cornia, il sistema di informazioni storiche sui sentieri e valorizzazione di eco-prodotti nell’isola d’Elba e promozione di pacchetti turistici esperienziali.
“Un’attività di scambio di conoscenze estremamente positiva – sottolinea la presidente della Provincia Marida Bessi – che consente alle amministrazioni locali e alle nostre imprese di avviare e intrattenere rapporti con i corrispettivi europei, con l’obiettivo comune di facilitare la condivisione di esperienze positive, utili ai fini dello sviluppo di progettualità specifiche per i territori”.
La visita inizierà lunedi 28 ottobre con un workshop di presentazione e il trasferimento a Marina di Bibbona e successivamente a Bolgheri e Marina di Castagneto, dove saranno illustrati i progetti dei trenini turistici su gomma e la segnaletica di sicurezza sulle spiagge nonché le attività turistiche del luogo. Martedi 29 ottobre i partecipanti si sposteranno in Val di Cornia per la presentazione del sistema dei Parchi e visita alla Fortezza, alle aree minerarie e a quelle archeologiche di Baratti e Populonia. Nel pomeriggio partenza da Piombino per raggiungere l’Elba, cui sarà dedicata l’intera giornata di mercoledi 30 ottobre. Al mattino, a Portoferraio, è prevista una visita all’Infopoint e agli uffici del CAT, con presentazione del sistema di governance dei servizi di trasporto e del progetto SAPE. Nel pomeriggio visita al Monte Calamita e workshop finale al Living Lab realizzato con il progetto Mare di Agrumi.

Le visite già effettuate si sono svolte in Finlandia, Germania, Polonia, Ungheria e Romania. Dopo l’Italia gli ultimi incontri saranno a Malta e in Spagna.
Nel 2020 le attività del progetto Threet saranno volte alla elaborazione del Piano di azione, che vedrà la partecipazione attiva degli stake holder locali nella scelta delle buone pratiche e nella definizione delle azioni che costituiranno la base per le attività da implementare successivamente.

Il progetto Threet in visita di studio alla Provincia di Livorno

Dal 28 al 30 ottobre i partner europei del progetto Threet, di cui la Provincia di Livorno è capofila, saranno in visita sul territorio. Ad un anno dall’inizio delle attività, il progetto si avvia al primo giro di boa, con l’organizzazione delle ultime visite di studio, organizzate ai fini dello scambio di conoscenze sulle migliori pratiche attuate per la valorizzazione dei beni culturali, il turismo con sistemi di mobilità sostenibile.
Grazie al progetto Threet, finanziato dal programma Interreg Europe, i soggetti portatori di interesse del nostro territorio, tra i quali enti locali, imprese e associazioni di categoria, selezionati dalla Provincia dopo appositi incontri, hanno potuto visitare varie località europee per conoscere progetti e servizi innovativi avviati nei paesi partner.
Durante la visita di studio in Italia, la Provincia e la Regione Toscana presenteranno le buone pratiche già realizzate in varie località del nostro territorio, relative all’accessibilità e alla sicurezza delle spiagge, la mobilità dolce e l’intermodalità nella zona costiera provinciale, il sistema integrato di valorizzazione naturale e archeologica, la gestione dei sentieri e governance dei Parchi in Val di Cornia, il sistema di informazioni storiche sui sentieri e valorizzazione di eco-prodotti nell’isola d’Elba e promozione di pacchetti turistici esperienziali.
“Un’attività di scambio di conoscenze estremamente positiva – sottolinea la presidente della Provincia Marida Bessi – che consente alle amministrazioni locali e alle nostre imprese di avviare e intrattenere rapporti con i corrispettivi europei, con l’obiettivo comune di facilitare la condivisione di esperienze positive, utili ai fini dello sviluppo di progettualità specifiche per i territori”.
La visita inizierà lunedi 28 ottobre con un workshop di presentazione e il trasferimento a Marina di Bibbona e successivamente a Bolgheri e Marina di Castagneto, dove saranno illustrati i progetti dei trenini turistici su gomma e la segnaletica di sicurezza sulle spiagge nonché le attività turistiche del luogo. Martedi 29 ottobre i partecipanti si sposteranno in Val di Cornia per la presentazione del sistema dei Parchi e visita alla Fortezza, alle aree minerarie e a quelle archeologiche di Baratti e Populonia. Nel pomeriggio partenza da Piombino per raggiungere l’Elba, cui sarà dedicata l’intera giornata di mercoledi 30 ottobre. Al mattino, a Portoferraio, è prevista una visita all’Infopoint e agli uffici del CAT, con presentazione del sistema di governance dei servizi di trasporto e del progetto SAPE. Nel pomeriggio visita al Monte Calamita e workshop finale al Living Lab realizzato con il progetto Mare di Agrumi.

Le visite già effettuate si sono svolte in Finlandia, Germania, Polonia, Ungheria e Romania. Dopo l’Italia gli ultimi incontri saranno a Malta e in Spagna.
Nel 2020 le attività del progetto Threet saranno volte alla elaborazione del Piano di azione, che vedrà la partecipazione attiva degli stake holder locali nella scelta delle buone pratiche e nella definizione delle azioni che costituiranno la base per le attività da implementare successivamente.

INTERCULTURA: borse di studio per scuola all’estero

L’Associazione Intercultura desidera segnalare un’importante opportunità per i figli dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Il Programma ITACA di INPS mette a disposizione 1.500 borse di studio per i figli dei dipendenti (o dei pensionati) della Pubblica Amministrazione, iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, o dei pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.

I programmi di Intercultura sono conformi al bando del programma ITACA di INPS.

In aggiunta alle borse del programma ITACA di INPS, Intercultura mette a disposizione altre  centinaia di borse di studio offerte direttamente dall’Associazione o attraverso i suoi sostenitori. 

La scadenza per iscriversi ai programmi di Intercultura è il 10 novembre 2019.

Per maggiori informazioni, sulle borse di studio del programma ITACA di INPS e sui programmi di Intercultura, è possibile visitare il sito internet https://www.intercultura.it/come-partecipare/programma-itaca-di-inps/

Intercultura è un’Associazione riconosciuta dal Presidente della Repubblica che offre ai ragazzi delle scuole superiori la possibilità di vivere e studiare all’estero per un anno, sei mesi o tre mesi. Partecipando al programma i ragazzi possono frequentare le high school americane, oppure andare alla scoperta di continenti affascinanti come l’Asia, l’America Latina, l’Africa, o conoscere più da vicino lo stile di vita in tanti diversi Paesi europei

INTERCULTURA: borse di studio per scuola all’estero

L’Associazione Intercultura desidera segnalare un’importante opportunità per i figli dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Il Programma ITACA di INPS mette a disposizione 1.500 borse di studio per i figli dei dipendenti (o dei pensionati) della Pubblica Amministrazione, iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, o dei pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.

I programmi di Intercultura sono conformi al bando del programma ITACA di INPS.

In aggiunta alle borse del programma ITACA di INPS, Intercultura mette a disposizione altre  centinaia di borse di studio offerte direttamente dall’Associazione o attraverso i suoi sostenitori. 

La scadenza per iscriversi ai programmi di Intercultura è il 10 novembre 2019.

Per maggiori informazioni, sulle borse di studio del programma ITACA di INPS e sui programmi di Intercultura, è possibile visitare il sito internet https://www.intercultura.it/come-partecipare/programma-itaca-di-inps/

Intercultura è un’Associazione riconosciuta dal Presidente della Repubblica che offre ai ragazzi delle scuole superiori la possibilità di vivere e studiare all’estero per un anno, sei mesi o tre mesi. Partecipando al programma i ragazzi possono frequentare le high school americane, oppure andare alla scoperta di continenti affascinanti come l’Asia, l’America Latina, l’Africa, o conoscere più da vicino lo stile di vita in tanti diversi Paesi europei

Province toscane e Città metropolitana di Firenze per una nuova gestione della fauna selvatica

Riconoscimento delle Province e della Città metropolitana di Firenze, valorizzazione delle attività dei Corpi di Polizia provinciale, semplificazione delle procedure di intervento e quindi maggior velocità di risposta per il contenimento della fauna selvatica da parte di tutto il sistema istituzionale.

Sono queste le linee principali della proposta di legge approvata lunedì scorso dalla Giunta regionale toscana.

“Siamo soddisfatti di raccogliere i frutti di un lavoro che dura da molti mesi, un lavoro che ha impegnato i tecnici e i comandanti delle polizie provinciali e la Regione e che ha trovato la condivisione degli obiettivi da parte dei Presidenti” – afferma il Presidente di UPI Toscana Menesini, che ha seguito direttamente le trattative.

“Si tratta – prosegue Menesini – di un riconoscimento di quel ruolo fondamentale della Provincia e della Polizia provinciale come punto di equilibrio interessi diversi, dei cacciatori, degli ambientalisti e degli agricoltori. È evidente come sia centrale la presenza di qualcuno, un’autorità, che metta ordine, equilibrio e controlli i diversi punti di vista: questo è il compito della Polizia provinciale”.

La proposta di legge, attesa da settimane, fa seguito a un Protocollo di intesa siglato nei giorni scorsi con la Regione, prevede una nuova modalità di ripartizione dei finanziamenti su basi oggettive, introduce un sistema unico informatizzato per velocizzare gli interventi, individua procedure chiare per provvedere alle catture nei centri urbani e supera definitivamente il periodo di gestione provvisoria che andava avanti ormai da tre anni.

“Uno dei risultati più apprezzati da me e dai miei colleghi – spiega il Presidente di UPI Toscana – è proprio la stabilizzazione del rapporto con la Regione, a cinque anni dai danni portati dalla legge Delrio, sia dal punto di vista giuridico che finanziario. Inoltre non neghiamo e riconosciamo alla Regione un grosso impegno in questa direzione poiché non è facile di questi tempi trovare 1,4 milioni di euro aggiuntivi per le attività e il potenziamento del personale e impegnarsi a valutare ulteriori stanziamenti alla luce dei risultati futuri. Di questo siamo grati al Presidente Rossi e agli Assessori Bugli e Remaschi che hanno seguito con noi la tematica”.

Con il nuovo quadro finanziario, in attesa di una valutazione da compiere nei primi mesi del 2020, le risorse salgono infatti a 3,7 milioni di euro, di cui una parte sarà destinata al rafforzamento degli organici, partendo subito dalle realtà più deboli, grazie allo spirito solidaristico degli enti più grandi. L’obiettivo è quello di arrivare in ogni realtà, anche in quelle più svantaggiate, alle dieci unità minime per il mantenimento del corpo di polizia provinciale e crescere dove si è già strutturati.

“Nostro compito – conclude Menesini – sarà ora quello di fare assunzioni per rafforzare le polizie, avviare quanto prima il sistema unico per garantire una prima risposta in 48/36 ore agli agricoltori e provvedere al coordinamento e al buon funzionamento del sistema, compito che come UPI ci è stato riconosciuto e che intendiamo onorare”.

Province toscane e Città metropolitana di Firenze per una nuova gestione della fauna selvatica

Riconoscimento delle Province e della Città metropolitana di Firenze, valorizzazione delle attività dei Corpi di Polizia provinciale, semplificazione delle procedure di intervento e quindi maggior velocità di risposta per il contenimento della fauna selvatica da parte di tutto il sistema istituzionale.

Sono queste le linee principali della proposta di legge approvata lunedì scorso dalla Giunta regionale toscana.

“Siamo soddisfatti di raccogliere i frutti di un lavoro che dura da molti mesi, un lavoro che ha impegnato i tecnici e i comandanti delle polizie provinciali e la Regione e che ha trovato la condivisione degli obiettivi da parte dei Presidenti” – afferma il Presidente di UPI Toscana Menesini, che ha seguito direttamente le trattative.

“Si tratta – prosegue Menesini – di un riconoscimento di quel ruolo fondamentale della Provincia e della Polizia provinciale come punto di equilibrio interessi diversi, dei cacciatori, degli ambientalisti e degli agricoltori. È evidente come sia centrale la presenza di qualcuno, un’autorità, che metta ordine, equilibrio e controlli i diversi punti di vista: questo è il compito della Polizia provinciale”.

La proposta di legge, attesa da settimane, fa seguito a un Protocollo di intesa siglato nei giorni scorsi con la Regione, prevede una nuova modalità di ripartizione dei finanziamenti su basi oggettive, introduce un sistema unico informatizzato per velocizzare gli interventi, individua procedure chiare per provvedere alle catture nei centri urbani e supera definitivamente il periodo di gestione provvisoria che andava avanti ormai da tre anni.

“Uno dei risultati più apprezzati da me e dai miei colleghi – spiega il Presidente di UPI Toscana – è proprio la stabilizzazione del rapporto con la Regione, a cinque anni dai danni portati dalla legge Delrio, sia dal punto di vista giuridico che finanziario. Inoltre non neghiamo e riconosciamo alla Regione un grosso impegno in questa direzione poiché non è facile di questi tempi trovare 1,4 milioni di euro aggiuntivi per le attività e il potenziamento del personale e impegnarsi a valutare ulteriori stanziamenti alla luce dei risultati futuri. Di questo siamo grati al Presidente Rossi e agli Assessori Bugli e Remaschi che hanno seguito con noi la tematica”.

Con il nuovo quadro finanziario, in attesa di una valutazione da compiere nei primi mesi del 2020, le risorse salgono infatti a 3,7 milioni di euro, di cui una parte sarà destinata al rafforzamento degli organici, partendo subito dalle realtà più deboli, grazie allo spirito solidaristico degli enti più grandi. L’obiettivo è quello di arrivare in ogni realtà, anche in quelle più svantaggiate, alle dieci unità minime per il mantenimento del corpo di polizia provinciale e crescere dove si è già strutturati.

“Nostro compito – conclude Menesini – sarà ora quello di fare assunzioni per rafforzare le polizie, avviare quanto prima il sistema unico per garantire una prima risposta in 48/36 ore agli agricoltori e provvedere al coordinamento e al buon funzionamento del sistema, compito che come UPI ci è stato riconosciuto e che intendiamo onorare”.

Emergenza cinghiali: l’Upi chiede Conferenza straordinaria

Una riunione straordinaria della Conferenza Unificata sull’emergenza cinghiali per portare al tavolo del confronto tra Governo, Regioni ed Enti locali una situazione di crisi che ormai interessa l’intero Paese.

Lo ha chiesto il rappresentante dell’Upi, Piero Marrese, Presidente della Provincia di Matera, al Ministro degli Affari regionali Francesco Boccia durante la Conferenza Unificata di oggi.

“L’emergenza per la sicurezza dei cittadini e la crescita esponenziale dei danni in agricoltura determinata dall’aumento straordinario della popolazione di cinghiali ormai riguarda tutto il Paese, le aree urbane come quelle interne.

La moltiplicazione di questi animali sta mettendo in serio pericolo la sicurezza degli automobilisti, e l’indebolimento delle polizie provinciali imposto dalla riforma delle Province ha reso sempre meno stringenti ed efficaci i controlli.

Serve un’azione sinergica di tutte le istituzioni, per trovare soluzioni strutturali ed efficaci nel lungo periodo, ma occorre anche affrontare le problematiche relative al risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica. Gli agricoltori aspettano risposte da tempo ”.

 

 

 

Scuola Pachino: de Pascale UPI “Scongiurare subito il rischio di chiusura”

“Piena solidarietà agli alunni, alle famiglie e ai docenti e al personale dell’Istituto Bartolo, ma soprattutto un invito a trovare subito le soluzioni necessarie per scongiurare la chiusura della scuola. Sarebbe gravissimo se lo Stato, tutto, non facesse sentire il suo impegno per garantire a queste ragazze e ragazzi il diritto alla scuola.

Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale a proposito delle vicende che stanno colpendo l’Istituto Bartolo di Siracusa, a rischio sfratto.

“Come UPI abbiamo chiesto che nella prossima Legge di Bilancio si accenda un faro sulle scuole secondarie superiori italiane, che devono essere considerate una priorità per il Paese. Servono risorse mirate e procedure semplificate – altrimenti i pochi fondi a disposizione impiegano anni per essere utilizzati – per investire in sicurezza e costruire strutture moderne e all’avanguardia. Ma c’è bisogno anche di assicurare alle Province le risorse necessarie per tenere aperte le oltre 7.400 scuole superiori in gestione: i tagli ai bilanci imposti negli ultimi anni hanno avuto gravissime ripercussioni proprio su queste spese, dal riscaldamento alla manutenzione ordinaria.  Su questi temi abbiamo già avviato un dialogo costruttivo con il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti e la viceministro Anna Ascani, che hanno mostrato grande attenzione e sensibilità. Siamo certi che troveranno il modo per intervenire e trovare una soluzione per l’Istituto Bartolo.

Certo, nel caso specifico ad aggravare la situazione in Sicilia è il commissariamento delle ex province che prosegue da oltre cinque anni, con un susseguirsi di decine di Commissari regionali, con la prevedibile incertezza istituzionale che questo comporta, ma se non si cambia rotta a breve avremo altre decine di situazioni simili in tutta Italia”.

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