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Provincia di Brescia: il Presidente Mottinelli incontra il Sottosegretario Lotti

Il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, anche facendo seguito al lavoro parlamentare dell’ On. Guido Galperti, componente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo, si è recato in data odierna a Roma per affrontare con il Sottosegretario Luca Lotti,  segretario del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipe), alcuni temi strategici per il nostro territorio, come  l’Autostrada della Valtrompia e la T.A.V.

Il raccordo autostradale della Valtrompia, che dal casello di Ospitaletto raggiunge i Comuni di Concesio e Sarezzo, è certamente un’opera strategica per l’intero territorio bresciano.

 

«Si tratta di un lotto funzionale  – ha dichiarato il Presidente Mottinelli – con riflessi di assoluta priorità per la mobilità su gomma del comparto produttivo bresciano, che incide sull’economia del distretto industriale di Lumezzane e della Valtrompia».

 

Il finanziamento dell’intervento, che ammonta a circa 250 milioni di euro, è inserito nel Piano Finanziario della concessionaria Società Autostradale BS-PD, Serenissima.

ANAS ha proceduto a bandire la gara per i lavori di costruzione del lotto aggiudicandoli provvisoriamente nel 2012 all’ATI ICS Grandi Lavori Spa/Carena Spa. Nel dicembre 2013 ANAS ha quindi concluso l’acquisizione bonaria delle aree necessarie alla realizzazione dell’infrastruttura, provvedendo al loro pagamento e successivamente al loro frazionamento e alla loro volturazione.

 

«La procedura di aggiudicazione definitiva della gara per l’affidamento dei lavori è sospesa a causa dell’indisponibilità dei fondi da parte della Società Serenissima – ha ricordato il Presidente Mottinelli – le risorse del Piano Finanziario sono infatti a oggi congelate, in attesa della proroga fino al 2026 dell’attuale Concessione Autostradale, in scadenza tra circa tre mesi. Il provvedimento, a Palazzo Chigi, – ha sottolineato il Presidente Mottinelli –  è seguito dall’ On. Lotti, al quale ho fatto presente la necessità di sbloccare i fondi per la realizzazione dell’opera».

 

La proroga è subordinata all’approvazione del Progetto definitivo dell’autostrada “Valdastico nord”, opera inserita nella Legge Obiettivo.

 

Per quanto riguarda la Linea ad Alta Velocità, il confronto con il Sottosegretario Luca Lotti ha dato modo al Presidente Mottinelli di esprimere le aspettative di tutta la brescianità: quest’opera deve dare un valore aggiunto al nostro territorio, garantire un miglioramento della qualità della vita per i nostri cittadini, con ricadute positive sull’aeroporto di Montichiari. Nessuna cava di prestito dunque, ha ribadito la Provincia di Brescia: il nostro territorio è già stato sufficientemente utilizzato; meglio puntare sui bacini estrattivi individuati nel Piano.

 

«Vediamo con favore la realizzazione dell’alta velocità, ma bisogna ridurre al minimo l’impatto paesistico, la connessione tra Brescia e Montichiari e il modello di esercizio della Tav, che aumenti i collegamenti per Brescia. Non dimentichiamo poi che l’aeroporto insiste sul nostro territorio e il collegamento con la  T.A.V, metterebbe a disposizione un’infrastruttura unica in Italia.  Sono certo che, dopo questo colloquio – ha continuato il Presidente Mottinelli – si terrà conto delle nostre osservazioni, visto che la nostra provincia è fortemente interessata a questa grande opera e ho auspicato che il Cipe si esprima in merito nel più breve tempo possibile».

 

Nel corso del colloquio a Palazzo Chigi, il Presidente Mottinelli ha posto particolare attenzione rispetto al pagamento degli indennizzi ai proprietari di terreni e agli agricoltori, causa gli espropri per la creazione della Brebemi e della variante, detta “Corda Molle”, tra la A4 e la A21.

 

L’incontro tra il Presidente Mottinelli e l’On. Lotti è stato oggetto di confronto anche per quanto riguarda la viabilità di competenza ANAS relativa all’Alta Vallecamonica, con la variante di Edolo,  e all’Alto Garda. Tra i temi affrontati, molto importante per l’ambiente e il turismo bresciano,  anche la depurazione del lago di Garda, il maggiore bacino idrico d’Italia, che interessa la Provincia di Trento, Regione Lombardia e Regione Veneto.

 

«La Provincia di Brescia, quale Casa dei Comuni – ha concluso il Presidente Mottinelli – ricopre il ruolo di coordinamento affinché le esigenze dei territori e delle comunità siano non solo ascoltate, ma anche accolte e tradotte in azioni concrete. Oggi abbiamo sicuramente fatto un altro  passo importante in questo senso».

Provincia di Potenza: affidati lavori su strade provinciali per 10 milioni di euro

Sono state completate le procedure di affidamento dei lavori e già consegnati alle imprese aggiudicatarie 27 interventi di adeguamento e miglioramento delle condizioni di sicurezza su altrettante strade provinciali dell’intero territorio per un importo complessivo 9.580,039,97 Euro.

 

Si tratta in gran parte di interventi sulla rete viaria dell’area Nord della provincia di Potenza e di due ciascuno nell’Area Sud e nel Potentino (elenco allegato), finanziati con la rimodulazione degli estinti patti territoriali “della Corsetteria”, dei “Sapori Lucani” e “Area Sud” che consentiranno la riqualificazione funzionale, il consolidamento e la messa in sicurezza della viabilità esistente.

 

A darne notizie questa mattina, è stato il Presidente Upi Basilicata e della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi che ha ribadito lo sforzo compiuto dall’Ente nell’accelerare le procedure e garantire, in un momento difficile per le finanze del sistema degli enti locali e per la gestione della infrastrutturazione primaria, interventi di rilievo attraverso un utilizzo funzionale di risorse precedentemente impegnate per dare corso alle attività dei singoli Patti territoriali, fornendo in tal modo una risposta concreta agli interessi di imprese e cittadini.

 

La Provincia di Potenza è stata fra le prime Amministrazioni italiane ad aver riprogrammato e ad essere autorizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico alla spesa delle residue risorse dei Patti Territoriali.

I lavori dei 27 interventi, inizieranno nelle prossime settimane, non appena le condizioni climatiche lo permetteranno e dovranno completarsi entro l’estate.

 

Riforma Cal: la proposta del Presidente della Provincia di Udine, Fontanini

Il Cal, il Consiglio delle autonomie locali istituito dalla legge 1/2006, si appresta a una rivoluzione radicale. Domani pomeriggio (6 marzo) alle 15, la prima commissione del Cal è chiamata, infatti, ad approfondire lo schema di disegno di legge riguardante la “Disciplina del Consiglio delle autonomie locali del Friuli Venezia Giulia”, approvato in via preliminare dalla Giunta regionale lo scorso 27 febbraio. “Una trasformazione con tempi troppo accelerati rispetto all’entrata in vigore e in funzione delle Uti e che apporta modifiche sostanziali all’organismo stesso e ribadisce il disegno di una regione egemone che non riconosce il ruolo delle autonomie locali, limitandone gli spazi di espressione e di autonomia” critica il presidente della Provincia di Udine e dell’Upi Fvg Pietro Fontanini che domani durante l’incontro avanzerà una serie di controproposte. Fontanini solleva la questione della rappresentanza degli Enti Locali. “Il Cal così come attualmente composto, – spiega il presidente Fontanini  – è l’organo di rappresentanza per eccellenza delle amministrazioni locali previsto dalla Costituzione. Con i suoi 23 membri riunisce, infatti, i quattro comuni capoluogo, le quattro province e quindici Comuni non capoluoghi di provincia scelti in modo da assicurare un’adeguata rappresentanza a tutti i territori anche a quelli montani. Ora nel “nuovo” Cal, si passa da 23 a 17 membri tante quante saranno le Uti. Una modifica sostanziale alla rappresentanza che procede ancor più speditamente del riordino degli enti locali: ricordo, infatti, che le Uti entreranno in vigore dal 1 ottobre 2015 e in funzione effettiva dal 1 gennaio 2016”. Fontanini entra nel merito dell’operatività del Cal. “Questo organismo deve essere dotato di autonomia organizzativa, contabile, amministrativa e finanziaria. Non dev’essere controllato dalla Giunta regionale o da uno o più dei suoi assessori – aggiunge Fontanini – ma deve essere un’entità “terza” rispetto all’esecutivo e collegata con il Consiglio regionale, come avviene pressoché in ogni altra regione d’Italia. La Regione, a questo proposito, nella legge di bilancio deve assegnare annualmente al Consiglio delle autonomie le risorse finanziarie destinate al suo funzionamento ed alle sue attività, nell’ambito delle risorse destinate alla finanza locale”. Altro aspetto sui cui Fontanini intende fare pressione è il ruolo del Cal e il peso delle intese che vengono espresse. “Finora i pareri non sono stati vincolanti mentre ritengo che le valutazioni del Cal debbano avere maggiore forza e la Giunta e il Consiglio regionale debbano tenerne conto. Ecco perché – motiva Fontanini – quando la Giunta regionale intende varare un provvedimento che non abbia riportato l’intesa o non intenda accogliere le modifiche del Cal, deve specificamente motivare questo discostamento. Mentre, nel caso di provvedimenti legislativi che non abbiano riportato l’intesa o nel caso in caso in cui il pronunciamento del CAL sia condizionato all’accoglimento di specifiche modifiche, il Consiglio regionale debba esprimersi a maggioranza assoluta dei suoi componenti”. Il Cal, insomma, deve avere più dignità istituzionale cosa che non traspare nel testo di modifica della Giunta regionale. “Mi auguro che la proposta venga esaminata e condivisa anche dagli altri esponenti della Commissione – conclude Fontanini  – e su questa si discuta lunedì 9 marzo nella seduta del Cal che prevede tra i punti all’ordine del giorno proprio l’intesa sulla riforma del Consiglio stesso”.

La Provincia di Avellino approva lo Statuto. Il Presidente Gambacorta “Rilanciamo i rapporti con Comuni e cittadini”

L’Assemblea dei Sindaci della Provincia di Avellino ha approvato il nuovo Statuto dell’Ente. Su 63 amministratori presenti, per una popolazione rappresentata di 294.435 abitanti pari al 68,38% di quella totale, 62 si sono espressi favorevolmente e uno solo è stato il voto contrario.

L’Assemblea dei Sindaci, che si è tenuta ieri mattina, è stata preceduta da quattro incontri zonali sul territorio provinciale, organizzati per un confronto sullo schema di Statuto – adottato dal Consiglio Provinciale lo scorso 30 Dicembre (delibera n. 41) -, anche al fine di ricevere suggerimenti, integrazioni e modifiche.

“La Provincia, in tal modo – commenta il Presidente Domenico Gambacorta –  ha deciso di andare verso i territori, per rilanciare il rapporto con gli Enti locali e con i cittadini. Insieme ai Consiglieri Provinciali stiamo impostando il lavoro lungo il percorso della condivisione e del coinvolgimento.

“L’approvazione dello Statuto – conmclude Gambacorta – è un segnale importante che diamo alla popolazione, a cui dobbiamo dimostrare che le Province svolgono ancora un ruolo fondamentale nella filiera istituzionale e per la crescita del territorio”.

In allegato, il testo dello Statuto approvato

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Contratti Paesaggio e Fiume Provincia Terni in lista eccellenze Ministero Beni Culturali

Il paesaggio, l’archeologia, il patrimonio ambientale, idrico e naturalistico, i centri storici, l’impatto del panorama e le testimonianze agricole ed ecclesiastiche sono valsi alla Provincia di Terni l’inserimento nella classifica delle eccellenze nazionali del ministero dei beni culturali per il Premio Paesaggio del Consiglio d’Europa. La Provincia è stata inserita grazie alla redazione del contratto di paesaggio e del contratto di fiume che legano insieme i comuni di Acquasparta, San Gemini, Avigliano Umbro, Montecastrilli (Contratto di Paesaggio), Terni, Narni e l’area del Nera fino alla confluenza con il Tevere (Contratto di Fiume). La commissione ministeriale ha ritenuto i due progetti meritevoli della menzione per l’eccellenza delle elaborazioni e delle bellezze inserite. Contratto di Paesaggio e di Fiume sono inseriti anche nel progetto europeo Modeland che unisce Italia, Spagna, Grecia, Francia e Cipro e che è finalizzato al riconoscimento delle identità, dei valori e delle risorse territoriali per un nuovo modello di governo del territorio nelle aree rurali mediterranee.

“Finanza provinciale e riordino istituzionale: sostenibilità della manovra finanziaria e riequilibrio”

Pubblichiamo i documenti presentati dai relatori in occasione del Seminario Nazionale Upi – Upi Lombardia su “Finanza provinciale e riordino istituzionale: sostenibilità della manovra finanziaria e riequilibrio” che si è svolto il 26 febbraio a Milano.

In allegato trovate gli interventi di:

Piero Antonelli, Direttore Generale Upi “Il riordino istituzionale”
Prof. Francesco Delfino, Esperto finanza locale “Equilibrio e disequilibrio finanziario: analisi e procedure”
Rocco Conte, Ragioniere Capo Città metropolitana Firenze “Un dissesto indotto”
Vittorio Boccaletti, Area Programmazione Risorse Finanziarie e di Bilancio Città metropolitana Milano “Prospettive per il 2015”
Giancarlo Moca, Dirigente Provincia Chieti- Slides riordino e situazione economica

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Provincia di Brescia: modello sperimentale della Delrio

Convenzione per lo svolgimento da parte della Provincia di Stazione appaltante, funzione di assistenza tecnico – amministrativa ai Comuni per i lavori pubblici, gestione della funzione statistica  e del reperimento fondi a livello comunitario.

Sono questi i contenuti delle delibere approvate dall’ultimo Consiglio Provinciale che testimoniano la volontà del Broletto di diventare concretamente la “Casa dei Comuni” ed essere quindi un punto di riferimento per il territorio, fornendo servizi e consulenze, in linea con la legge 56.

«Abbiamo inviato al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, le delibere approvate in Consiglio – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – dopo l’incontro avuto con lui a Roma, nel quale mi aveva chiesto di far della Provincia di Brescia modello di  sperimentazione della sua legge. In quest’ottica e con queste finalità sono in fase di attuazione le prime iniziative intraprese nell’ambito di alcune funzioni fondamentali delle Province».

“Per valorizzare la nascita degli Enti di Area Vasta – si legge nella lettera inviata a Delrio dal Presidente Mottinelli – questa Provincia sta proseguendo con determinazione ed entusiasmo tutte le strade possibili per assicurare il nuovo ruolo attribuito alle Province, intese come “Casa dei Comuni”.

I testi delle convenzioni, approvate in Consiglio, saranno spedite in giornata a tutti i Comuni della provincia e al Sottosegretario Delrio.

 

«Ho sempre sottolineato – ha concluso il Presidente Mottinelli – che la Provincia deve essere un Ente a servizio dei Comuni; si deve creare una sinergia che permetta di risolvere le criticità che le zone del territorio possono riscontrare, lavorando insieme per il bene comune. E’ fondamentale infatti continuare a garantire servizi alla popolazione e sono convinto che il costante contatto con Palazzo Chigi e con i sindaci bresciani porterà la Provincia di Brescia a diventare davvero un esempio per l’Italia tutta».

 

Seminario Unione delle Province d’Italia e Unione delle Province Lombarde

A che punto è l’attuazione della Legge “Delrio”, che ha riformato le Province e ha dato il via alle Città metropolitane? E quali sono le ripercussioni sul percorso delle riforme dei tagli ai bilanci di questi enti, imposti dalla Legge di stabilità 2015? 

Nel pieno del dibattito in atto in tutto il Paese sulle leggi regionali, che dovrebbero riorganizzare i servizi sui territori e definire a quali Enti assegnarli, l’Unione delle Province d’Italia (Upi), insieme all’Unione Province Lombarde (Upl), organizza una giornata di riflessione sui temi più urgenti all’ordine del giorno, con il seminario “Finanza provinciale e riordino istituzionale: sostenibilità della manovra finanziaria e riequilibrio”.
L’incontro, in programma giovedì 26 febbraio 2015, dalle ore 10 alle ore 17, presso la Sala Consiglio della Città metropolitana di Milano (Via Vivaio 1), in streaming su questo sito, sarà diviso in due sessioni. 
Nella prima, a partire dalle 10.00, si parlerà di “Impatto della manovra 2015 e processo di riordino istituzionale: la ridefinizione dei risultati 2014, il bilancio 2015, le procedure di riequilibrio”. 
Nella seconda, a partire dalle 14,30, si affronterà il tema della “Sostenibilità e tenuta degli equilibri finanziari delle Province: prospettiva annuale 2015 e pluriennale”. 

Interverranno, tra gli altri, Daniele Bosone, Presidente della Provincia di Pavia e Presidente di Upl, Luigi Marattin, Consigliere Economico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Eugenio Comincini e Pietro Romano, rispettivamente Vicesindaco e Consigliere delegato al bilancio della Città metropolitana di Milano. Le conclusioni saranno di Alessandro Pastacci, Presidente della Provincia di Mantova e dell’Upi.

Scarica il programma (Pdf – 113 Kb)

 

PER SEGUIRE LA DIRETTA:

http://fastreal.fastweb.it/Provincia

Riforma Province Toscana, Filippeschi “Legge regionale dà prospettiva. Resta seria incognita risorse”

“Consideriamo la legge regionale approvata a larghissima maggioranza un passo necessario, un punto di partenza importante. Senza questa scelta di ripartizione delle funzioni, prevista dalla legge Delrio, le nuove province non avevano nessuna possibilità d’immaginare una prospettiva. Ora c’è un percorso segnato, molto impegnativo, che può aiutare a ricollocare utilmente una parte del personale dichiarato in esubero dalla legge di stabilità dando continuità a politiche territoriali indispensabili”. Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, presidente della Provincia, commenta l’approvazione avvenuta oggi da parte del Consiglio Regionale della legge che riordina le funzioni esercitate dalle province, dalle città metropolitana e dai comuni. “Restano serie incognite, dovute soprattutto ai tagli subiti dalle province sulle entrate, col taglio di un miliardo per il 2015, che avrebbero garantito una ordinata applicazione della riforma. Per questo motivo anche in Toscana più della metà delle province rischia il dissesto finanziario – sottolinea Filippeschi – sarebbe uno scenario devastante perché sarebbero impedite le funzioni essenziali che rimangono in carico al nuovo ente gestito dai comuni, scuole e viabilità provinciale, e anche i riflessi su trattamento e sulla ricollocazione del personale sarebbero gravemente negativi. Inoltre, lo stato dovrebbe caricarsi di nuovi oneri. Siamo impegnati perché tutto questo non accada, come ci siamo battuti perché la legge regionale desse le maggiori garanzie e i rischi futuri fossero riconosciuti”. “Anche le funzioni trasferite ai comuni hanno bisogno d’essere garantite con la necessaria copertura finanziaria. Dunque c’è ancora molto da fare. Comuni e Regione devono agire di concerto verso il Governo per conquistare un equilibrio gestibile, nell’interesse delle nostre comunità. Saremo ancora a fianco ai lavoratori e alle lavoratrici – conclude Filippeschi – con il nostro difficile impegno, provincia per provincia, nelle mobilitazioni annunciate perché le risorse necessarie siano restituite. Mentre dovremo cogliere fino in fondo la sfida della gestione delle funzioni in modo associato fra i comuni e quella della fusione fra i comuni per dare massa critica adeguata al governo locale”.

LE FUNZIONI. Alla Regione ritornano in carico molte importanti funzioni. Formazione, agricoltura e difesa del suolo sono tra le competenze di cui la Regione tornerà ad occuparsi direttamente. Si occuperà anche di caccia e pesca. Avrà competenze in materia di rifiuti, difesa del suolo, tutela della qualità dell’aria e delle acqua. Si occuperà ancora di inquinamento acustico ed energia, dell’osservatorio sociale e delle autorizzazioni come Aia, Vas, Via e Aia. Il Genio Civile sarà presente nei territori e competente per progettazione, manutenzione e polizia idraulica. Quanto alle strade regionali, progettazione e realizzazione di opere strategiche saranno regionali mentre la manutenzione rimarrà alle Province. E con le funzioni la Regione riassorbirà anche il personale che a queste era dedicato, che magari rimarrà negli uffici territoriali. Ai Comuni andranno in particolare le competenze sul turismo (salvo la raccolta di dati statistici), sullo sport e la tenuta degli albi regionali, oltre agli interventi pubblici di forestazione che erano finora delle Provinc

Riordino funzioni Province Abruzzo, i Presidenti “Pronti a gestire da subito i servizi di area vasta come rifiuti e acqua”

Le Province abruzzesi rompono gli indugi e rilanciano: “Dateci i servizi di area vasta, acqua e rifiuti in primis. Siamo pronti a gestirli con strutture e professionalità collaudate

Non è una provocazione ma uno dei “capi” del Disegno di legge regionale per il riordino delle funzioni provinciali, messo a punto quest’ultimo dall’Upa con un tavolo tecnico e politico che in queste settimane, anche sulla base dei dati e delle valutazioni che emergevano dall’Osservatorio regionale sulle Province, ha lavorato alla costruzione di una proposta “concreta e percorribile” da presentare alla Regione Abruzzo.

Il disegno di legge è stato licenziato questo pomeriggio dai quattro Presidenti che si sono trovati a Teramo proprio per approvare l’ultima stesura. “E’ nostra intenzione condividerlo con il CAL, tavolo regionale delle autonomie locali, perché la nostra proposta entra nel merito del riordino delle funzioni regionali e locali nell’ottica di un miglioramento delle prestazioni ai cittadini – afferma il presidente dell’UPA e della provincia de L’Aquila, Antonio Del Corvo che aggiunge – cercando di superare l’attuale fase di stallo e tenendo conto dei processi aggregativi dei Comuni”.

L’aspetto più significativo della proposta, che sarà illustrata nel dettaglio nel corso di una apposita conferenza stampa, è sicuramente quello che attiene ai servizi di rilevanza economica: il disegno di legge prevede che entro sessanta giorni dalla sua approvazione passino in capo alle Province le funzioni relative alla gestione di acqua e rifiuti.

“Rompiamo gli indugi e rilanciamo – hanno dichiarato i presidenti Renzo DI Sabatino (Teramo) Antonio Di Marco (Pescara); Antonio Del Corvo (L’Aquila) e Mario Pupillo (Chieti) –   gli enti provinciali, con la loro esperienza consolidata nei progetti di area vasta, sono già pronti a gestire funzioni che oggi hanno una governance parcellizzata e che, anche per questo, spesso peccano nel risultato finale. Non c’è dubbio che il territorio-provincia è un ambito ottimale sia per la programmazione che per la gestione di molte prestazioni tanto è vero che la legge incentiva le aggregazioni dei Comuni proprio per ottimizzare qualità ed economicità dei servizi”.

 

Il disegno di legge è dettagliato ed entra nel merito delle questioni sul tappeto definendo, fra le altre cose, tempi e modalità di trasferimento delle funzioni, delle risorse e del personale.

Quel personale che dal 31 marzo, sulla base delle competenze che le leggi regionali attribuiranno alle Province, sarà suddiviso fra quelli che rimangono, quelli che si trasferiscono in altri enti e quelli che dovranno essere dichiarati in sovrannumero.

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Potenza Provincia Resiliente 2015 Modello Mondiale dell’ONU per la Resilienza Inclusiva e la Sicurezza Territoriale

Pubblichiamo la lettera inviata dal Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, agli Operatori pubblici e privati.

Gentilissimi Operatori Pubblici e Privati, mi pregio sottoporre alla Vs. cortese attenzione l’Avviso per la Sponsorizzazione delle attività di Resilienza delle Comunità ai Rischi di Disastri che la Provincia di Potenza ha pubblicato con scadenza 02 marzo 2015 come contribuito alla realizzazione di alcune importanti iniziative che saranno svolte nei prossimi mesi. Dopo molti anni di lavoro nel campo della Riduzione dei Rischi, dei cambiamenti climatici e della sostenibilità, nel 2013 la Provincia di Potenza ha adottato il suo Piano Territoriale di Coordinamento, che delinea lo sviluppo del territorio provinciale e fornisce supporto agli attori locali (compresi i Comuni e le comunità) per un governo ed uso del territorio sostenibile e resiliente. Innovativa è l’integrazione della “Resilienza” nella pianificazione territoriale/urbana, un concetto di politica del governo locale basato sull’integrazione dei tre principali elementi: la sicurezza del territorio, il contrasto ai cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile. Per facilitare il processo di implementazione, la Provincia ha creato un modello di rete globale con i suoi 100 Comuni e con le comunità locali per garantire il loro pieno coinvolgimento nel processo di attuazione (http://provpzresilient.wix.com/provpzresilient).
Siamo orgogliosi che, nel gennaio 2015, la Provincia di Potenza con la sua rete dei 100 Comuni e comunità è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite come Modello Mondiale per la Resilienza Inclusiva e la Sicurezza Territoriale, nell’ambito della Strategia Internazionale di Riduzione del Rischio di Disastri (UNISDR), collocandosi tra le 15 realtà locali che si sono distinte nel mondo su queste tematiche (http://www.unisdr.org/archive/42079). La Provincia di Potenza ha pertanto delineato una strategia di attività che saranno realizzate nei prossimi mesi: – partecipazione, su invito dell’ONU e come governo locale, ai lavori della 3^ Conferenza Mondiale sulla Riduzione dei Rischi di Disastri che si terrà a Sendai (Giappone) dal 14 al 18 Marzo p.v.
(www.wcdrr.org) ove gli Stati dei Paesi aderenti all’ONU firmeranno il nuovo protocollo di Hyogo (post-
2015) sulla riduzione dei Rischi di Disastri a livello mondiale. In tale sede, tra le altre importanti attività, la
Provincia curerà nello specifico un Workshop ove illustrerà ad una platea mondiale, la realtà locale
rappresentata, il percorso finora svolto e gli obiettivi futuri (http://sendai-forum.info/en/10281/)
(http://provpzresilient.wix.com/provpzresilient#!3wcdrr-sendai-ita/c1o44). – realizzazione di iniziative pubbliche locali, in sinergia con l’ONU e diverse realtà mondiali, finalizzate al maggiore coinvolgimento delle comunità (inclusione) nelle politiche di governo del territorio. Il programma delle attività è illustrato più nel dettaglio nell’Avviso di Sponsorizzazione pubblicato. Pertanto, alla luce della bontà delle azioni realizzate in questi ultimi anni e della relativa credibilità riconosciuteci ufficialmente dalle Nazioni Unite, abbiamo inteso offrire agli operatori pubblici e privati l’opportunità di avere un ritorno di immagine unico, contribuendo attivamente a questo processo di miglioramento. I servizi offerti in una vetrina mondiale importante nel suo genere sono il preludio di una più ampia e stretta cooperazione che intendiamo intraprendere con Voi, per il futuro del nostro territorio. Il tutto anche a testimonianza che i governi locali – e in questo caso una Provincia che sta vivendo momenti difficili di identità nel panorama istituzionale nazionale – possono essere promotori, attori e protagonisti di grandi processi di trasformazione riconosciuti a livello mondiale.
Spero che quanto offerto sia di Vs. interesse e che, grazie anche al Vs. coinvolgimento, si possa restituire fiducia all’Ente ed alle persone che, con forte motivazione, dedizione ed abnegazione, da anni si stanno impegnando per garantire un migliore contributo al territorio ed alle comunità.

In allegato, l’ Avviso di procedura di sponsorizzazione – attività provincia resiliente 2015 della Provincia

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Appalti, la ‘nuova’ Provincia di Reggio Emilia al servizio dei Comuni

Il presidente della Provincia di Reggio Emilia ha incontrato questa mattina a Palazzo Allende i rappresentanti delle 7 Unioni comunali. Due i temi all’ordine del giorno:  il progetto di una stazione unica appaltante per tutto il territorio e un ulteriore confronto  sui fabbisogni occupazionali dei Comuni in vista del possibile ricollocamento dei dipendenti della Provincia, che come noto entro il 31 marzo dovrà ridefinire la propria pianta organica riducendo del 50% per cento le risorse per il personale, anche alla luce delle funzioni delegate che saranno confermate o meno da parte della Regione.

Stazione unica appaltante. “Come Provincia, su richiesta dei Comuni e sulla base anche degli obblighi normativi riferiti agli stessi, abbiamo presentato il progetto di una stazione unica appaltante, in carico a Palazzo Allende, che in forma associata potrebbe gestire gli appalti per tutti i Comuni. Da parte delle Unioni, è stato manifestato grande interesse per una proposta in grado di agevolare sensibilmente l’attività dei Comuni e che, entro un paio di settimane, assumerà una sua ufficialità”, spiega il presidente Manghi.

La normativa in materia, a partire dalla Legge 56/2014 di riforma delle Province, prevede che dall’1 gennaio per beni e servizi (e dal prossimo 1 luglio anche per lavori), i Comuni  non capoluogo di provincia possano affidare le funzioni di stazione appaltante – oltre che all’Unioni (se dotate di apposite strutture) o a centrali di committenza come Consip o Intercent-er – anche alle Province, sulla base di un apposito disciplinare che preveda il rimborso dei costi sostenuti dalle stesse per le attività espletate e le risorse umane impiegate.

“La proposta di una stazione unica appaltante della Provincia non solo valorizza la professionalità e l’esperienza acquisita dall’ente in questo campo, ma sopperisce alle esigenze degli enti locali relativamente alle gare d’appalto, pur lasciando ai singoli Comuni le funzioni di gestione contabile, di programmazione e di gestione contrattuale degli appalti”, spiega il presidente Manghi. Operativamente, sarebbe dunque la Provincia ad aggiudicare appalti pubblici o a concludere accordi-quadro di lavori, forniture o servizi svolgendo le funzioni di stazione appaltante –  dalla pubblicazione dei bandi alla gestione della gara, fino all’aggiudicazione – lasciando invece ai Comuni le fasi ante e post appalto.

La Provincia di Reggio Emilia, inoltre, su richiesta dei Comuni potrebbe anche fornire, per singoli o più lavori pubblici e con riferimento ad interventi in cui risultano interessate le competenze e le professionalità della Provincia stessa, un supporto tecnico-amministrativo in relazione alle attività di progettazione, espropri e direzione lavori.

 

Personale della Provincia. Con i rappresentanti delle Unioni è poi proseguito il confronto sui fabbisogni occupazionali dei Comuni, che potrebbero assorbire parte del personale della Provincia. In attesa del dato ufficiale sulle necessità del Comune di Reggio Emilia, si attesta a 70 il numero di dipendenti (non dirigenti) che dalla Provincia potrebbero affluire in uno degli altri 44 Comuni reggiani. “Sono numeri che ci permettono di guardare con cauto ottimismo a una ridefinizione della nostra pianta organica che, così come condiviso con i sindacati, intendiamo predisporre nella maniera migliore a tutela delle professionalità della Provincia, nonostante i drastici tagli che ci vengono richiesti”, commenta il presidente Manghi, sottolineando come comunque si renda necessario anche incrociare le esigenze dei Comuni con quelle della Provincia, “che continuerà in ogni caso ad aver bisogno di certi servizi, penso ad esempio al settore Finanze e agli Affari generali”.

Molto importante sarà poi l’esito del cammino avviato insieme alla Regione, che al prossimo Tavolo di concertazione dovrebbe illustrare una bozza di Legge regionale di riordino delle funzioni: “In base a quelle che la Regione intenderà delegare alle Province, oltre alle 4 già individuate dalla legge di riforma, sarà possibile capire meglio le nostre necessità occupazionali”, conclude il presidente Manghi ricordando la possibilità, già comunicata ai sindacati, di prepensionare 33 dipendenti provinciali (22 quest’anno, 11 nel 2016).

 

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