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Pagamenti Pa, Saitta “Ristretto l’ambito dei pagamenti.

“Avevamo chiesto al Governo di permetterci di pagare da subito il 50% dei debiti con le imprese. Invece si è scelto di imbrigliare la prima parte dei pagamenti in norme che, nella maggior parte dei casi, permetteranno di coprire non più del 20% di quanto si aspettano le imprese. Ancora una volta si è scelta la strada dei vincoli per frenare gli enti locali”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, commentando il testo del decreto pagamenti approvato dal Consiglio dei Ministri e atteso per la giornata di oggi in Gazzetta Ufficiale.

Il testo, infatti, stabilisce che, da subito, Province e Comuni potranno effettuare pagamenti “nel limite massimo del 13% delle disponibilità liquide detenute presso la tesoreria statale al 31 marzo 2013” fino ad un massimo del 50%  dei debiti che dovranno pagare.

“Faccio l’esempio della mia Provincia, Torino: noi abbiamo pagamenti bloccati per le imprese pari a più di 40 milioni di euro e abbiamo in cassa soldi sufficienti a potere pagare l’intero ammontare, senza nemmeno bisogno di fare ricorso alla Cassa depositi e prestiti. Se avessimo avuto la possibilità di pagare subito la metà dei debiti, avremmo potuto pagare fatture per oltre 20 milioni di euro, ma con il vincolo del 13% invece ne potremo usare non più di 10 subito e gli altri, tra decreti attuativi e pratiche burocratiche, non  prima di tre mesi. Se l’obiettivo era di immettere da subito denaro – sottolinea Saitta – allora sarebbe stato più opportuno evitare tutti questi vincoli. Le procedure poi continuano ad essere troppo complesse e si parla di due decreti attuativi solo per pagare i debiti di Province e Comuni. Ribadiamo che riteniamo indispensabile un intervento correttivo del Parlamento, che semplifichi la procedura e eviti di aggiungere lungaggini inutili. Le imprese si aspettano di potere ricevere i loro soldi ora, non entro l’anno. C’è poi da lavorare in Parlamento perché attraverso questo decreto si possano finalmente modificare le regole del patto di stabilità interno, che sono quelle che hanno permesso che si arrivasse a questa situazione assurda. Sarebbe grave rimandare ancora un intervento strutturale che tutti i partiti hanno definito urgente”.

Tagli alle Province Saitta “A rischio la sicurezza di strade e scuole”

“Se verrà confermato il taglio di 1,2 miliardi di euro, saranno a rischio la sicurezza di decine di migliaia di km di strade provinciale e di migliaia di edifici scolastici, dove non potremo più garantire servizi e manutenzione”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, sottolineando come “anche ieri, nell’incontro con il Ministro Grilli, abbiamo ribadito che la situazione per le Province è del tutto insostenibile. Non siamo in grado di reggere un taglio di 1,2  miliardi per quest’anno,  abbiamo già sopportato negli ultimi tre anni manovre pesantissime che hanno ridotto i bilanci all’osso.  Facciamo un appello al Parlamento nel quale siedono tanti  rappresentanti dei territori italiani e conoscono bene il lavoro che le province assicurano su servizi essenziali per i cittadini: tutti chiedono strade e scuole sicure, il Governo ci taglia un  miliardo e duecentomilioni che avremmo destinato ad interventi indispensabili su questi settori”.

Saitta aggiunge: “abbiamo avuto una gestione virtuosa dei bilanci, visto che, come  attesta la Corte dei Conti, le nostre spese correnti, quelle che servono a mandare avanti la macchina amministrativa, sono scese del – 6,12%, nonostante i tagli drammatici e nonostante il crollo delle entrate, che è stato di – 14%. Vogliamo che sia chiaro che se non si interviene a modificare questa situazione, sono a rischio tutti i servizi che eroghiamo, e anche gli stipendi per il personale.  Il Parlamento – ricorda Saitta –  nelle ultime sedute della scorsa legislatura, aveva votato all’unanimità due ordini del giorno nel quale si riconosceva che la situazione dei tagli alle Province era sproporzionata e iniqua e si impegnava il Governo ad intervenire per risolvere questa grave ingiustizia. Chiediamo – conclude il Presidente dell’Upi – che questo impegno sia rispettato e che si prenda atto della necessità di intervenire subito”.

Debiti Pa, Saitta “Il decreto sia coerente con risoluzione parlamentare”.

“Il Decreto Legge sui pagamenti degli Enti locali alle imprese deve essere coerente con la risoluzione parlamentare approvata ieri all’unanimità e deve consentire di liberare realmente e in tempi rapidi tutti i pagamenti in conto capitale degli enti locali, quelli dovuti alle imprese per investimenti in opere e infrastrutture” .

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, in vista del Consiglio dei Ministri di questa sera in cui si prevede l’approvazione del decreto sui debiti della pubblica amministrazione.

“La votazione all’unanimità della risoluzione parlamentare di ieri – sottolinea Saitta –dimostra che su questo tema e sulla necessità di modificare le regole del patto di stabilità, che hanno mortificato la capacità di promuovere investimenti da parte di Province e Comuni, ormai c’è piena convergenza di tutte le forze politiche. Per questo chiediamo al Governo di cogliere questa opportunità e fare di questo decreto lo strumento per rilanciare l’economia del Paese, a fronte di un crollo degli investimenti locali che per le sole Province, in 5 anni, è stato di oltre il 44%.

Il decreto poi – aggiunge il Presidente dell’Upi – deve essere l’occasione per ridurre i tagli imposti agli enti locali, che stanno mandando in crisi le amministrazioni. Con un taglio di 1,2 miliardi ai bilanci delle Province per il 2013 non riusciamo a garantire nemmeno il mantenimento dei servizi essenziali. Abbiamo bisogno di risorse per intervenire nella manutenzione delle strade, e i danni causati dal maltempo di questi giorni, con frane e smottamenti ovunque, dimostrano ancora una volta di quanti interventi ha bisogno il nostro sistema viario. E abbiamo bisogno delle risorse necessarie per continuare a garantire scuole aperte, calde e sicure. Se non si utilizza questo decreto per risolvere queste emergenze, che ormai sono chiare a tutti, non faremo che produrre l’ennesimo provvedimento tampone, mentre il Paese, le istituzioni locali, le imprese e i cittadini,  aspettano interventi che siano in grado davvero di fare ripartire e subito l’economia”. 

 

Adeguamento del sistema tariffario da corrispondere all’Automobile Club d’Italia per le attività relative alla tenuta del Pubblico Registro Automobilistico”

Nel link sottostante, è possibile scaricare il Decreto Ministeriale del Ministero delle Finanze del 21 marzo 2013 recante “Adeguamento del sistema tariffario  da  corrispondere  all’Automobile Club d’Italia –  ACI  per  le  attività  relative  alla  tenuta  del Pubblico Registro Automobilistico”

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-03-28&atto.codiceRedazionale=13A02761&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario

“Verso l’armonizzazione. La riforma contabile degli Enti Territoriali”

Nel link di seguito è possibile scaricare gli atti del Seminario di Palazzo Valentini realizzato dall’Upi in collaborazione con la Provincia di Roma”Verso l’armonizzazione. La riforma contabile degli Enti Territoriali”.

 

http://www.provincia.roma.it/news/verso-larmonizzazione-la-riforma-contabile-degli-enti-territoriali-gli-atti-del-seminario-di-pa

PAGAMENTI PA: IN ARRIVO DECRETO PER SBLOCCARE I FONDI

“Le misure che si intendono adottare consentiranno di sbloccare pagamenti per complessivi 40 miliardi di euro negli anni 2013 e 2014. Per gli enti territoriali, in particolare, le norme mirano ad alleggerire i vincoli del patto di stabilità interno, consentendo l’esclusione dal saldo delle spese sostenute dai Comuni e dalle Province per pagamenti di debiti di conto capitale, certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012. Tale alleggerimento avrebbe peraltro l’effetto di consentire l’utilizzo di risorse già esistenti presso gli enti, in particolare degli avanzi realizzati negli esercizi precedenti, per il pagamento di spese per investimenti. Un intervento specifico è previsto a favore degli Enti locali che si trovano in carenza di liquidità pur disponendo nel proprio bilancio di posizioni creditorie (residui attivi) nei confronti di altri enti della PA. Si prevede in questo caso l’esclusione dal computo delle spese finali delle Regioni, ai fini del patto di stabilità interno, dei pagamenti per trasferimenti effettuati dalle stesse agli enti locali a valere sui residui passivi di parte corrente, purché a fronte di corrispondenti residui attivi degli stessi enti locali. Per aumentare la liquidità dei comuni e delle province in temporanea sofferenza è, ancora, previsto che sia ampliato per il 2013 il limite massimo di ricorso alle anticipazioni di tesoreria da parte degli enti locali. Per consentire agli enti territoriali di disporre della necessaria liquidità per effettuare i pagamenti che saranno consentiti dall’allentamento dei vincoli del patto di stabilità e crescita, qualora non fosse sufficiente la liquidità disponibile (inclusi gli avanzi), nel decreto potrà essere prevista l’istituzione di appositi fondi destinati alla concessione di prestiti da restituire in
un arco temporale di lungo termine”.

Queste alcune delle indicazioni contenute nella relazione del Ministro dell’Economia Grilli, che pubblichiamo in allegato.

Documenti allegati:

Le Province alle consultazioni con il Presidente incaricato Bersani

“Abbiamo proposto al Presidente Bersani di insediare una Commissione speciale per la trasparenza dei conti della pubblica amministrazione perché da qui si parta per dare alla Convezione sulle riforme che si vuole istituire una base certa di dati sulla spesa centrale e locale. Se si parte dalla trasparenza si possono fare vere riforme per ridurre la spesa, altrimenti si continua con i pregiudizi che non producono che caos”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, al termine dell’incontro nell’ambito delle consultazioni con il Presidente del Consiglio incaricato Pierluigi Bersani, cui ha preso parte insieme ad una delegazione dell’Ufficio di presidenza dell’Upi composta da Andrea Barducci, Presidente della Provincia di Firenze, Matteo Ricci, Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Piero Lacorazza, Presidente della Provincia di Potenza e Piero Antonelli, Direttore Generale dell’Upi.

“Se questo sarà l’approccio – ha detto Saitta – e si abbandonerà la strada el pregiudizio, noi  siamo pronti ad affrontare la sfida delle riforme, perché il Paese ha bisogno di una pubblica amministrazione più snella e moderna”.

I rappresentanti delle Province hanno poi sollevato i temi legati alle emergenze causate dai pesanti tagli ai bilanci subiti con le passate manovre economiche.

“Abbiamo ribadito al Presidente Bersani – ha detto Saitta – che ci sono nodi che vanno affrontati subito, a partire dalla questione dei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione. I provvedimenti che si stanno mettendo in campo, che rischiano di iniziare a produrre i primi effetti in autunno, non sono accettabili perché non vanno incontro ai bisogni reali delle imprese, che nel frattempo continuano a fallire sotto i colpi della crisi. Le Province hanno 2 miliardi di euro in cassa – ha detto – quello che ci serve è l’autorizzazione a pagare. L’altra grande emergenza che abbiamo ricordato a Bersani sono le grandi difficoltà causate dai pesanti tagli ai bilanci delle Province, che mettono a serio rischio l’erogazione dei servizi che eroghiamo ai cittadini. Le Province gestiscono più di 5000 scuole e oltre 130 mila chilometri di strade, l’80% della rete viaria nazionale. Con i bilanci ridotti in queste condizioni non sappiamo più come fare fronte alla manutenzione e alla messa in sicurezza di queste opere. Il Presidente Bersani ha mostrato grande attenzione alle nostre richieste e ci ha confermato che queste saranno le priorità del prossimo Governo”.  

 

Scuola, investimenti, infrastrutture

In allegato, la rivista Upi Le Province.

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INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL CENSIS GIUSEPPE DE RITA

Il Presidente del Censis Giuseppe De Rita in una intervista oggi al Messaggero interviene anche sul tema delle Province “Ormai sembra che l’argomento fondante della nuova Italia sia l’abolizione delle Province. I veri temi sono altri. Cambiare la Costituzione per ridurre qualche stipendio o abolire qualche Provincia non è la soluzione. Si faccia uno Stato delle Autonomie”.
In allegato l’intervista integrale

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APPROVATO A STRASBURGO IL RAPPORTO SULLA DEMOCRAZIA LOCALE E REGIONALE IN ITALIA

Il rapporto solleva diverse critiche verso l’Italia, e raccomanda inoltre al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa di invitare le autorità italiane a:

  • Ribadire il valore democratico delle elezioni dirette in qualsiasi proposta futura di riforma strutturale, in particolare per quanto concerne il livello provinciale;
  • rivedere la portata e gli effetti del trasferimento di responsabilità dai comuni ai consorzi ;
  • accertarsi che le misure di austerità siano attuate nel settore pubblico con la dovuta prudenza, prevenendo in tal modo gli effetti antidemocratici dei “tagli lineari” per le strutture amministrative interne e per il personale degli enti locali;
  • sforzarsi di adattare le risorse alle funzioni svolte a livello locale e regionale e vigilare affinchè gli enti territoriali dispongano di risorse adeguate;
  • sviluppare e attuare un sistema di perequazione che consenta un sistema di finanziamento locale e regionale funzionale, che sia compatibile con la Carta per quanto concerne gli enti locali italiani;
  • migliorare i meccanismi di consultazione degli enti locali;
  • rivedere la legislazione affinché le Province e i Comuni siano abilitati ad adire la Corte costituzionale tramite un rappresentante.

 

L’Unione delle Province d’Italia è rappresentata presso il Congresso dei Poteri Locali e Regionali d’Europa da Barbara Degani, Presidente della Provincia di Padova e Leonardo Marras, Presidente della Provincia di Grosseto.

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Pagamenti Pa, Saitta “Finalmente ascoltati. Ora Parlamento acceleri”

“Il Governo finalmente ha voluto ascoltare le ragioni di Comuni e Province. Adesso il Parlamento consideri questo tema come la priorità assoluta e avvii subito i lavori per arrivare ad una approvazione rapida delle misure per liberare le risorse bloccate dal patto di stabilità”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, commentando le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri in merito allo sblocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione. 

“Liberare 20 miliardi per il 2013 e 20 per il 2014 – sottolinea Saitta – significa realizzare la prima vera manovra economica di sviluppo per il Paese, dopo anni di manovre regressive. E’ una misura fondamentale, che se sarà attuata nell’immediato, potrà avviare un processo virtuoso anche per la ripresa dell’occupazione. Anci e Upi si sono battute con forza per ottenere una soluzione a questo drammatico problema: ora attendiamo di potere conoscere con precisione le decisioni prese dal Governo, per capire se nelle prossime settimane ci sarà davvero consentito di pagare le imprese con i 12 miliardi che abbiamo in cassa tra Comuni e Province. Adesso però, anche dopo le rassicurazioni avute dai Presidenti della Camera e del Senato, Boldrini e Grasso, ci aspettiamo un impegno di tutte le istituzioni per giungere finalmente alla soluzione in tempi rapidi”.  

Saitta (Upi): Il Governo accorpi le Province se vuole davvero risparmiare

“Solo con Province più grandi si possono ottenere risparmi di spesa e una reale efficienza della Pubblica Amministrazione. Infatti, come abbiamo ripetuto in diverse sedi, il necessario risparmio di risorse economiche si può ottenere non attraverso l’abolizione delle Province ma con il loro riordino, unico strumento in grado di mettere in moto un processo virtuoso capace di razionalizzare la presenza periferica dello Stato”.
“Ripeto e segnalo al nuovo Parlamento e al Governo quanto sia necessario andare a fare pulizia di tutti gli Enti intermedi che si sovrappongono a funzioni che devono essere esercitate dai Comuni e
dalle Province”.

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