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Centri per l’impiego: l’Upi incontra il Ministro Giovannini

Al via ricognizione delle buone pratiche per innalzare i servizi per il lavoro

Scuola Formazione Lavoro    3/06/2013

Avviare una ricognizione delle buone pratiche dei Centri per l’impiego delle Province per definire, attraverso un progetto nazionale, che consenta a tutte le realtà territoriali di innalzare gli standard dei servizi pubblici per chi cerca lavoro e per le imprese che lo offrono. 

E’ quanto è emerso dall’incontro avuto oggi tra il Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, e una delegazione della Presidenza dell’Upi composta dal Presidente del Consiglio Direttivo, Leonardo Muraro, dal Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza e dal coordinatore Upi degli assessori Provinciali al lavoro Carlo Chiama, assessore della Provincia di Torino.

I dati sull’efficienza dei Centri per l’impiego, hanno spiegato i rappresentanti dell’Upi al Ministro, sono molto variegati e sono fortemente legati alla complessità delle funzioni che le Regioni hanno assegnato alle Province sul lavoro.

In Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Basilicata, dove le Province hanno il compito di seguire tutto l’iter dell’occupazione, dalla formazione professionale all’orientamento, fino all’incontro tra domanda e offerta, i disoccupati che trovano lavoro attraverso i centri per l’impiego sono il 20% del totale, una cifra da standard europeo.

In queste Regioni le banche dati dei Centri per l’impiego sono connesse a quelle dell’Inps, delle Camere di Commercio, delle Imprese e c’è un coordinamento costante tra i servizi pubblici e le agenzie private per l’impiego.

L’intenzione emersa dall’incontro è di costruire, a partire da queste eccellenze,  un modello ideale da trasferire, sia in termini di mezzi che di competenze su tutto il territorio, per offrire a chi cerca e a chi offre lavoro la più alta disponibilità possibile di scambio di informazioni e conoscenze su tutto il territorio nazionale.

Una proposta del Ministero che dà seguito alla richiesta dell’Upi di potenziare e valorizzare le 550 strutture provinciali, per innalzare gli standard qualitativi di un servizio essenziale che deve essere considerato un presidio pubblico irrinunciabile in tutti i territori.



Redattore: Redazione Upi
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