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Manovra economica: Ordine del giorno sui tagli agli Enti locali

ORDINE DEL GIORNO

TAGLI AGLI ENTI LOCALI

Roma, 1° settembre 2011

 

L’UFFICIO DI PRESIDENZA DELL’UPI

E I PRESIDENTI DELLE UNIONI REGIONALI DELLE PROVINCE

 

riuniti a Roma il 1° settembre 2011

 

Visto il decreto legge n.78/10

 

con cui è stata attuata una significativa manovra finanziaria il cui impatto complessivo di 24 miliardi di euro, di cui ben 15,3 sono stati posti a carico delle Regioni e degli enti locali.

 

Visto

 

che tale manovra per le Province ha determinato vistosissimi  tagli ai trasferimenti erariali, che per le Province assommano a meno 300 milioni per il 2011 e meno 500 milioni di euro a decorrere dal 2012, determinando un taglio dei trasferimenti pari al 25% nel 2011 e del 40% dal 2012, senza contare i tagli ai trasferimenti alle regioni, che hanno comportato una riduzione conseguente del finanziamento delle funzioni delegate dalle Regioni alle Province, che in alcune realtà  ha impattato per circa il 30% delle risorse totali.

 

Vista la legge di stabilità n.220/10

 

con la quale si è inteso stabilire gli obiettivi di risanamento della finanza pubblica a carico delle Province attraverso la definizione dei miglioramenti dei saldi ai fini del rispetto del patto di stabilità interno, che comportano un saldo positivo di 900 milioni per ciascuno degli anni 2012 e 2013.

 

Visto altresì il decreto legge 6 luglio 2011 n.98

 

varato meno di due mesi fa,  con il quale si è richiesto al sistema degli enti locali uno sforzo supplementare per gli anni 2013 e 2014 in vista dell’obiettivo del pareggio di bilancio statale.

 

Considerati

 

I contenuti della cd “manovra-bis” varata con il decreto legge 13 agosto 2011 n. 138, che di fatto aggravano ed anticipano lo sforzo finanziario a carico delle Province già a decorrere dal 2012, alle quali viene dunque richiesto, solo per quell’anno, uno sforzo complessivo pari a 2,1 miliardi (900+700 milioni come obiettivo di patto, oltre a 500 milioni di tagli di trasferimenti), con una riduzione di capacità di interventi di un ulteriore 17%; tale  limitazione si ripercuoterà prioritariamente con la contrazione di azioni destinate al settore dell’edilizia scolastica, a quello della viabilità, ma anche a quello dei centri per l’impiego e alla tutela del territorio.

 

Considerato infine

 

Che le ulteriori misure di riduzione di fabbisogno e indebitamento netto richieste alle Province – al netto della riduzione degli obiettivi a carico del bilancio statale per un massimo di 200 milioni a favore di tutte le Province e di tutti i Comuni – richiedono un ulteriore concorso al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica di

 

700 milioni nel 2012; 800 milioni per il 2013; 800 milioni per il 2014.

 

RIBADISCONO

 

Il giudizio nettamente negativo sul decreto legge n.138/11, poiché privo di contenuti destinati alla crescita e allo sviluppo del Paese, e prevalentemente orientato a deprimere i consumi e la fiducia dei mercati nei confronti del Paese; e soprattutto perché pone in capo alle Regioni e agli enti locali un peso finanziario pari a quello degli apparati centrali dello Stato e dunque evidentemente sbilanciato a danno del territorio; tale giudizio è stato peraltro formalmente consegnato alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato nel corso dell’Audizione che si è svolta il 26 agosto;

 

CHIEDONO AL GOVERNO

 

  • ·        L’abbattimento del peso della manovra a carico delle Regioni, delle Province e dei Comuni di almeno un 50%, pena la certa compromissione della quantità, oltre che della qualità, degli interventi delle Province sul territorio.

 

  • ·        La soppressione immediata nel disegno di legge di conversione  della manovra bis, di tutti gli enti, le agenzie, gli organismi comunque denominati che, senza legittimazione democratica, svolgono funzioni di competenza degli enti territoriali. Il risparmio finanziario derivante dalla misura, quantificabile in non meno di 2,5  miliardi, dovrà essere destinato alla riduzione del peso della manovra a carico di Regioni ed Enti locali.

 

CHIEDONO ALTRESI’

 

  • ·        L’avvio di una stagione di  rilancio degli investimenti attraverso:

 

–         adeguate misure compensative e interventi sulla fiscalità generale legata ai consumi intermedi, che consentano di destinare gli avanzi di amministrazione e di liberare almeno il 10% dei residui passivi per spese di parte capitale;

 

–         la creazione di un Fondo straordinario per le infrastrutture dedicato ad alcuni particolari settori su cui si ritiene quanto mai opportuno intervenire sono quelli dell’edilizia scolastica, della viabilità, del dissesto idrogeologico e della banda larga, quali ambiti meritevoli di una concentrazione massima degli sforzi finanziari,  anche in un’ottica di modernizzazione e messa in sicurezza delle infrastrutture del Paese.

 

  • ·        nonché la possibilità di procedere attraverso:

 

–         la valorizzazione del patrimonio immobiliare per l’abbattimento del debitoanche attraverso opportune forme di incentivazione –  che consenta anche di dismettere il patrimonio non più funzionale all’ente ma potenzialmente trasformabile in risorse diversamente spendibili a favore della collettività.

 

SI IMPEGNANO

 

In vista della discussione in Aula del disegno di legge di conversione della manovra, ad attivare ogni forma possibile di interlocuzione istituzionale con il Parlamento ed il Governo, affinché le proposte modificative possano recepire le indicazioni sopra riportate.

 

SI IMPEGNANO ALTRESI’

 

Ad individuare unitamente ai Comuni e alle Regioni ogni forma di attività di sensibilizzazione e mobilitazione necessari a che il decreto legge n.138/11 possa trasformarsi in uno strumento legislativo utile a rilanciare la crescita del Paese.

 

MANOVRA: LE INIZIATIVE DELLE PROVINCE

Manovra economica, tagli alle Province e riforme istituzionali: saranno questi i temi affrontati nella riunione straordinaria dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi con i Presidenti delle Upi Regionali, che si terrà oggi a Roma, a partire dalle 11,00, nella sala della Presidenza dell’Associazione delle Province.
Nell’incontro saranno decise le iniziative di mobilitazione nazionale e locale che l’Upi realizzerà per contrastare i tagli ai bilanci degli Enti locali decisi dalla manovra bis e la paventata soppressione di tutte le Province.
Alle 14,30 una delegazione dell’Ufficio di Presidenza, composta dal Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, dal Vice Presidente Vicario Antonio Saitta, dal Vice Presidente Nicola Zingaretti, dai Presidenti Leonardo Muraro e Piero Lacorazza, si recherà nella sede del PD per incontrare il Segretario Pierluigi Bersani e presentare le proposte delle Province sia sul fronte delle riforme istituzionali che sulla riduzione dei tagli alle risorse e del rilancio degli investimenti.

MANOVRA: RIUNIONE STRAORDINARIA UFFICIO PRESIDENZA UPI E PRESIDENTI REGIONALI

E’ iniziata la riunione straordinaria dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi con i Presidenti delle Upi Regionali, nella sala della Presidenza dell’Associazione delle Province convocata dal Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione per definire le iniziative di mobilitazione contro la manovra economica. All’incontro sono presenti i Presidenti delle  Province: Antonio Saitta (Torino);  Guido Podestà (Milano), Maria Teresa Armosino (Asti), Patrizia Casagrande (Ancona); Francesco     Schittulli (Bari); Andrea Barducci (Firenze); Nicola Bono (Siracusa) ; Piero Lacorazza (Potenza); Vincenzo Bernazzoli (Parma); Massimo Nobili (Verbano Cusio Ossola); Giovanni Avanti (   Palermo); Andrea Pieroni (Pisa); Leonardo Muraro (Treviso); Enrico Di Giuseppantonio (Chieti); Marco Vinicio Guasticchi (Perugia), Marino Fiasella (La Spezia); Fabrizio Cesetti (Fermo)

Nell’incontro saranno decise le iniziative di mobilitazione nazionale e locale che l’Upi realizzerà per contrastare i tagli ai bilanci degli Enti locali decisi dalla manovra bis e la paventata soppressione di tutte le Province.

Alle 14,30 una delegazione dell’Ufficio di Presidenza, composta dal Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, dal Vice Presidente Vicario Antonio Saitta, dal Vice Presidente Nicola Zingaretti, dai Presidenti Leonardo Muraro e Piero Lacorazza, si recherà nella sede del PD per incontrare il Segretario Pierluigi Bersani e presentare le proposte delle Province sia sul fronte delle riforme istituzionali che sulla riduzione dei tagli alle risorse e del rilancio degli investimenti.

Alle 15,30, poi, la delegazione composta dal Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, dla Vice Presidente Antonio Saitta e dal Presidente di Treviso, Leonardo Muraro, sarà ricevuta dal Ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

Documenti allegati:

MANOVRA, DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI ROMA, NICOLA ZINGARETTI ZINGARETTI,

”L’iter costituzionale e’ l’unico possibile, perche’ le province sono nella Costituzione, le altre teorie erano una gigantesca presa in giro, forse se ne sono accorti quindi la decisione di ieri e’ null’altro che l’ovvieta’, serve una legge costituzionale. E’ un’enormita’ che per un mese si sia discusso di una cosa cosi’ banale di questo tema, e’ segno di un paese in declino. Io non so perche’ ora se ne siano accorti e perche’ ora tirino fuori questo tema”. Lo ha detto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, in una intervista all’emittente Radio Radio. ”La mia percezione e’ che questa scelta non c’entra nulla con la manovra economica – ha aggiunto –  perche’ una legge costituzionale prevede tempi lunghissimi e purtroppo il vero dato e’ che nel mese di agosto di fronte ad una situazione drammatica abbiamo discusso del nulla, abbiamo buttato un altro mese perche’ c’era una manovra approvata dal Consiglio dei Ministri che ieri in una casa privata nel corso di un vertice dopo sette ore di discussione ne hanno tirato fuori un’altra e non e’ detto che da qui all’approvazione della manovra non succeda qualcos’altro”. Zingaretti ha poi ricordato che per decreto si potrebbero sciogliere immediatamente ”migliaia di enti di secondo livello che costano miliardi come i consorzi di bonifica, autorita’ di bacino ad esempio, e che bloccano burocraticamente la realizzazione delle opere, tutti enti nominati dalla politica e non eletti dai cittadini”. ”Si potrebbe fare subito portando un immediato risparmio anche nell’anno in corso. Questo non si fa perche’ i membri di cda sono inzeppati di nominati dalla cattiva politica, mentre la storia delle province continua in modo imbarazzante”. ”Da Presidente della provincia – continua – l’unica cosa che posso dire e’ ‘obbedisco’, tanto tra due anni… come ho gia’ detto saro’ felice di passare alla storia come l’ultimo presidente della Provincia di Roma. Detto cio’ segnalo che un presidente di un’Authority qualsiasi guadagna 550 mila euro l’anno, un consigliere provinciale di una provincia di 4 milioni di abitanti ha un gettone di 900 euro senza contributi pensionistici. Ho la sensazione, e sottolineo e virgoletto sensazione – ha concluso Zingaretti –  che il tema delle province sia agitato da una oligarchia che per non toccare la polpa della cattiva politica dice: ‘mangiatevi questo pezzo di prosciutto”’.

BARDUCCI A ROSSI. L’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE? E’ SOLTANTO UN GIGANTESCO DEPISTAGGIO,IL VERO CORAGGIO STA NELLA RIFORMA ISTITUZIONALE

“Perché nessuno parla di  eliminare quelle regioni che sono più piccole di una provincia?
In Toscana si può fare una riforma seria, partendo dalle aree vaste. È ancora praticabile?”
“Il tema dell’abolizione delle Province è stato sollevato ad arte per nascondere i veri problemi della pubblica amministrazione. Io auspico una riforma che metta in discussione tutti: dal Parlamento ai Comuni, dalle Regioni alle Province”.
Lo afferma il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, intervenendo nel dibattito a distanza che ieri ha coinvolto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi e il presidente dell’Upi Toscana, Andrea Pieroni.
“Si è fatto credere che si risolveranno tutti i problemi eliminando le Province, ma è un gigantesco depistaggio che prospera su una serie di luoghi comuni, che non hanno niente a che fare la vera efficienza e il vero risparmio” afferma il presidente di Palazzo Medici Riccardi. “Sono d’accordo con Rossi quando chiede al Pd di avere coraggio, ma il vero coraggio non sta nel sostenere una parte della manovra del Governo. Non è questo il problema – spiega Barducci -. Semmai il Partito Democratico deve avere il coraggio di chiedere una vera riforma istituzionale che coinvolga tutti i livelli. Siamo sicuri che all’interno delle Regioni non vi siano margini di risparmio, ad esempio intervenendo sulle agenzie regionali? E perché – aggiunge il presidente Barducci – quando si parla di coraggio, nessuno chiede l’abolizione di quelle regioni che sono più piccole di una provincia?”.
Infine la questione che riguarda direttamente la Toscana: “Nella nostra regione – dice il presidente della Province di Firenze – si poteva e si può fare una riforma serie partendo dalle aree vaste. Mi chiedo e chiedo a Rossi. Questa ipotesi di lavoro è ancora praticabile?”

Manovra, Lacorazza (UPI): Il Governo ha un respiro provinciale. Sta finendo la bombola per l’ossigeno

“La tanto agitata abolizione delle Province è in realtà una “non riforma”, un modo per non affrontare in maniera seria il riordino istituzionale e la riduzione drastica dei costi della politica. Il Governo nazionale dimostra così di non avere un respiro lungo. La sua vita è appesa ad un filo e si attacca all’abolizione delle Province come ad una bombola per l’ossigeno che oramai sta finendo”.
 Lo dichiara il Presidente dell’Upi Basilicata, Piero Lacorazza, Presidente della Provincia di Potenza, che aggiunge:  “Se abolizione delle Province sarà, ognuno di noi non potrà che rispettare, con senso di responsabilità, le decisioni assunte. Certo però che il  dibattito sull’abolizione delle Province, che si sta affrontando in modo francamente inappropriato e ridicolo, rivela una sostanziale incapacità, del  Governo, di dar corso a un costruttivo processo di riordino degli enti di area vasta e del sistema delle autonomie locali”. “Nessuno – ribadisce Lacorazza – intende sottrarsi alle proprie responsabilità, al contrario abbiamo più volte e in varie occasioni sottolineato la necessità di riformare e razionalizzare il sistema delle autonomie locali per rendere più efficiente la Pubblica amministrazione. Ma il modo cui in si sta affrontando la questione è sintomo di un Governo confuso, che afferma per poi ritrattare, che sbaglia cifre, che torna sui propri passi, mettendo in scena un vero e proprio “teatrino della politica”, a cui manca il coraggio di guardare fino in fondo al futuro dell’Italia e all’avvenire delle nuove generazioni. Per eliminare davvero un costo vivo della politica ed avere un risparmio immediato, ferma restando la necessità di cominciare a razionalizzare le 107 province attualmente presenti, bisognerebbe – ha aggiunto- guardare con lucidità e lungimiranza agli oltre 7000 enti strumentali che occupano circa 24 mila persone “non elette dai cittadini” nei Consigli di Amministrazione e  i cui costi nel 2010 ammontavano  a 2,5 miliardi. Eliminare questi enti consentirebbe un risparmio immediato pari a 22 volte quello che si otterrebbe abolendo le Province.”.

PROVINCE: IL PRESIDENTE CASTIGLIONE PLAUDE ALLI DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE ERRANI (CONFERENZA DELLE REGIONI)

“Il Presidente Errani lancia oggi un richiamo importantissimo che spero sia ascoltato da maggioranza e opposizione: sulle riforme ci vuole davvero serietà e responsabilità, o il Paese non reggerà più”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando le dichiarazioni del Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che,  sulle riforme costituzionali e sulle Province, ha sottolineato la necessità di costruire una proposta unitaria, abbandonando la strada degli interventi spot. “Anci, Upi e Conferenza delle Regioni  – sottolinea Castiglione – chiedono da tempo che si lavori ad una riforma organica, complessiva, capace di introdurre quegli elementi fondamentali per dare un nuovo sistema di governance al Paese. Una riforma che interessi tutti i livelli di governo, a partire dal Parlamento, con l’istituzione della Camera delle Autonomie e la riduzione dei parlamentari, e che sia in grado di intervenire su Regioni, Province e Comuni non solo modificando numeri e dimensioni, ma ridefinendo le funzioni, le competenze, i ruoli. Solo così – conclude Castiglione  – avremo affrontato in modo serio i problemi aperti e saremo in grado di dare ai cittadini risposte concrete, al posto di inutili segnali. Con i ‘segnali’ non si governa il Paese, si fa demagogia”.

MANOVRA: IL PRESIDENTE DI PESARO URBINO, MATTEO RICCI

“Non si sta facendo un dibattito serio sulla riorganizzazione dello Stato. Per i cittadini, non c’e’ cosa peggiore di una istituzione che non funziona: percio’, bisogna capire le istituzioni che non funzionano e di conseguenza modificare gli assetti. Ma non e’ questo il ragionamento che si sta facendo sulle Province”. Lo ha dichiarato all’agenzia di stampa AGI il Presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci, che ha aggiunto: “Serviva uno specchietto per le allodole nell’incontro di Arcore tra Bossi e Berlusconi per dire che in qualche modo si toccavano i costi della politica. E quindi sono state sacrificate, almeno a parole, le Province. Non so cosa succederà – ha proseguito Ricci – perchè il percorso della legge costituzionale è lungo e non sappiamo che esiti avrà. Di certo, per il nostro territorio, non avere la provincia significa indebolire una comunità: diventera’ impensabile andare nel capoluogo regionale per qualsiasi cosa. Si parla impropriamente, in questo caso, di costi della politica.”In Europa, in tutti i Paesi c e’ un organismo intermedio di area vasta. Si e’ voluto tamponare la rabbia dei cittadini tagliando qualcosa e si e’ scelto di sacrificare le Province. In Regioni come la nostra, le Province contano molto, mentre nelle aree metropolitane il discorso e’ diverso, ma l’Italia e’ fatta in gran parte come le Marche. La provincia di Pesaro-Urbino – ha detto all’AGI – conta 360 mila abitanti, la città capoluogo 90 mila, Tutti gli altri chi li rappresenta? Ancona e’ lontana per Pesaro, figuriamoci per gli altri comuni. Del resto, tutte le associazioni e le organizzazioni sono configurate su scala provinciale, perche’ e’ questo l’ambito ottimale per la programmazione, la progettazione e la gestione dei servizi. Non si sta facendo un dibattito serio – ha concluso Ricci – e’ il sintomo della crisi della politica italiana. Dopo tanti fallimenti politici e sociali, si pensa che agendo cosi’ ci si salvera’ la faccia. Ma gli italiani non sono sciocchi”.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL’UPI, FABIO MELILLI

“Invece di sciogliere immediatamente le migliaia di enti di II livello governati da soggetti nominati dalla politica e non eletti dai cittadini, realizzando così da subito 2 miliardi di euro di risparmi, il Governo sceglie di rifugiarsi nell’“effetto annuncio” dichiarando di eliminare tutte le Province con una norma costituzionale.
Il tutto viene condito con una frase misteriosa per la quale le Regioni avranno un potere ordinamentale che consentirà loro di organizzare sul territorio le funzioni amministrative.
Si apre così la strada a nuove Agenzie e nuove Società che gestiranno le funzioni delle Province con nuovi Consigli di Amministrazione, Amministratori delegati e Direttori generali; tutto ciò in nome di una battaglia contro i costi della politica che vengono confusi con i costi della democrazia e della istituzioni.
Siamo curiosi leggere il testo della riforma costituzionale che dovrà modificare gli articoli 114, 115, 116 (a meno che non si vogliano far sopravvivere le Province autonome di Trento e di Bolzano), 117, 118, 119, 120, 132 e 133, in pratica quasi tutto il Titolo V della Costituzione.
Restiamo in attesa che qualcuno ci spieghi come verranno riorganizzati sul territorio nazionale gli uffici statali e se assisteremo alla scomparsa dello Stato in 90 capoluoghi o alla sua moltiplicazione in città che pur non essendo capoluogo, per la loro importanza, ne rivendicheranno la presenza”.

E’ quanto dichiara il presidente del Consiglio direttivo dell’Unione delle Province d’Italia, Fabio Melilli Presidente della Provincia di Rieti.

I Vice Presidenti dell’Upi : Da Ferrarese accuse ingiustificate.

“Comprendiamo bene che il clima politico, l’attacco continuo alle Province e il pressapochismo con cui si sta affrontando un tema così cruciale come la riforma del sistema Paese possa provocare reazioni fuori dalle righe in chi ogni giorno lavora al servizio della comunità e si sente delegittimato da slogan e propaganda. Ma il lavoro e l’impegno con cui il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione sta affrontando, con il pieno concorso e supporto dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, la battaglia a sostegno delle Province non possono essere messi in discussione con accuse ingiustificate. Un impegno a tutto campo, che va dal confronto continuo con il Governo, con i rappresentanti del Parlamento e con i Partiti politici, alle dure prese di posizione sulla stampa, facilmente documentabili. Respingiamo quindi con fermezza la richiesta dimissioni avanzata dal Presidente della Provincia di Brindisi al Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione,  cui confermiamo pieno sostegno”.
Lo dichiarano, a nome di tutto l’ufficio di Presidenza dell’Upi, il Vice Presidente Vicario Dario Galli (Lega) presidente della Provincia di Varese, il Vice Presidente Vicario Antonio Saitta (PD) presidente della Provincia di Torino, il Vice Presidente Franco Antoci (UDC) presidente della Provincia di Ragusa, il Vice Presidente Zingaretti (PD) presidente della Provincia di Roma.

Manovra, dichiarazione del Vice Presidente dell’Upi, Antonio Saitta

“Una manovra che cambia di ora in ora, e che dimostra quanto il Governo sia lontano dai problemi del Paese reale. Dopo avere provato, in maniera grossolana,  a cancellare alcune Province con un decreto, e essere stati costretti a tornare indietro,  per tutti gli allarmi di vizi di costituzionalità lanciati dalle relazioni tecniche e dai pareri del Parlamento, oggi tornano alla carica con l’abolizione di tutte le Province. Un intervento, tra l’altro, e ormai tutti ne sono consapevoli, che non comporta risparmio né a breve, né a lungo termine” .  Lo dichiara il Vicepresidente Vicario dell’Upi Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino. “Questo balletto continuo – prosegue Saitta –  delegittima una istituzione, la sua classe dirigente e tutti quei cittadini che lavorano nelle Province al servizio delle comunità. I proclami di oggi sull’abolizione delle Province non sono altro che l’ennesima cortina di fumo alzata per coprire gli errori che il Governo sta commettendo e la mancata gestione della crisi, che rischia di portare il Paese allo sfascio”.  

MANOVRA ECONOMICA E PROVINCE

Aseguito della discussione parlamentare del Decreto Legge 138/2011 recante “ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo” e delle decisioni del governo di modifica sia di carattere costituzionale che finanziario è convocato l’Ufficio di Presidenza dell’Upi e i Presidenti delle Unioni regionali per giovedì 1 Settembre alle ore 11,00 presso la sede dell’UPI (Piazza Cardelli, 4 – Roma). All’Ordine del Giorno le valutazioni ed iniziative sulle norme di carattere finanziario e sulle norme di carattere ordinamentale della manovra.

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