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RAI 2 DEDICA UNO SPECIALE AL CONVEGNO PROVINCE 2020. PROGETTARE E MISURARE IL BENESSERE IN TEMPO DI CRISI

Sarà interamente dedicata al convegno di apertura del Festival della Felicità di Pesaro e Urbino, “Province 2020. Progettare e musirare il benessere in tempo di crisi” la trasmissione del settimanale di Rai Parlamento “Quello che le Regioni” in onda su Rai Due ogni sabato alle 10 e 45 e in replica domenica su Rai Uno alle ore 6.00.

Protagonisti della puntata, il Presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, il Presidente dell’Ipsos Nando Pagnoncelli, il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione e il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Matteo Ricci.

FONDI COMUNITARI INUTILIZZATI: L’ALLARME DI CASTIGLIONE IN UN INTERVENTO SU IL SOLE 24 ORE DEL 30 MAGGIO 2011

ECCO IL TESTO DELL’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’UPI GIUSEPPE CASTIGLIONE, PUBBLICATO OGGI SU “IL SOLE 24 ORE”, CON L’ALLARME SUI FONDI COMUNITARI NON UTILIZZATI.

“Il Commissario europeo alle Politiche regionali ha ben esplicitato la grande verità sull’uso dei Fondi comunitari in Italia: le amministrazioni regionali, e statali non hanno difficoltà a scrivere i programmi e a individuare obiettivi plausibili. Non sanno invece realizzarli!
Sono i dati che parlano: a dicembre 2010, su un totale di 59,4 miliardi di euro, tra Fondi Comunitari e cofinanziamento nazionale, la spesa è ferma al 12,2% (7,2 Miliardi di euro), mentre gli impegni sono al 22,7%(13,5 miliardi). Altrettanto grave la rilevazione per il Mezzogiorno, dove, tra POIN POR e PON,  di 47 miliardi se ne è spesi appena il 10% (4,8 miliardi), mentre gli impegni in progetti operativi sono al 19% (8,9 miliardi di euro).
E’evidente che, nella difficile situazione economica e con le scarsissime risorse a disposizione per gli Enti locali, una performance di questo genere è del tutto inaccettabile. Se dunque le Regioni fanno una gran fatica ad utilizzare le risorse stanziate da Bruxelles, ciò mi sembra in gran parte dovuto al fatto che i contributi dell’Unione hanno, di fatto, perso per strada la loro finalizzazione di sostegno alle grandi opportunità per lo sviluppo, mentre il flusso delle risorse è rallentato da mediazioni localistiche. Questo processo si è andato intensificando man mano che i Servizi della Commissione Europea si sono “ritirati” dalla fase propriamente gestionale, per concentrarsi sulla strategia generale e sui controlli ex post. Così l’opera di “semplificazione burocratica” di Bruxelles, che doveva responsabilizzare le Regioni e lo Stato, ha invece favorito il pantano della burocrazia regionale e della politica locale. Senza il controllo nella fase operativa dei funzionari comunitari – che dicevano facilmente NO! – si è lasciato spazio ai condizionamenti della burocrazia locale. Come intervenire? Non si tratta certo di ridurre l’autonomia e la responsabilità delle Regioni, quanto piuttosto di intensificare la collaborazione e il confronto costante tra queste e gli Enti locali da una parte, e il Governo, che ha una chiara responsabilità nazionale, dall’altra.
Certo, non possiamo immaginare di rimediare ai ritardi della spesa inseguendo le riprogrammazioni, con il rischio di bloccare ulteriormente quanto già è stato avviato. Se infatti sono necessarie azioni per ridurre la polverizzazione delle linee d’intervento in miriadi di piccoli progetti, è altrettanto essenziale garantire continuità amministrativa, stabilizzare regole e contesti per dare sicurezza agli operatori, evitando – a cinque ani dall’avvio dei Programmi Operativi e a poco più di due anni dalla scadenza del 2013 – il disorientamento di tutti. Si stabiliscano, piuttosto, le priorità di intervento, attraverso il confronto con gli Enti locali. Collegando, come invece non accade, gli strumenti programmatori in capo a Province e Comuni ai fondi stessi. Per fare questo non serve una, ennesima, Agenzia: serve piuttosto l’impegno concreto delle istituzioni nazionali e locali a porre in primo piano alcune tematiche. Servono obiettivi chiari, a cui fare seguire, subito, realizzazioni certe.  Dall’efficienza energetica alla difesa del suolo, dalla tutela dell’ambiente alla modernizzazione delle strutture scolastiche, dalla politica di attrazione culturale  alla ricerca. Sono tutte questioni su cui le Province hanno già definito piani strategici e progetti, attraverso gli strumenti ordinari della programmazione. La nuova politica di coesione, ma soprattutto un impegno reale in questi ultimi due anni di programmazione, potranno permetterci di essere credibili e smentire il Commissario”.

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Upi e Formez PA firmano accordo per il Sud: l’obiettivo è riformare i servizi per il lavoro

Un’intesa forte fino al 30 settembre 2012 per dare una sterzata alla rete dei servizi per l’impiego. Unione delle Province d’Italia e Formez PA hanno firmato un protocollo d’intesa per riformare e rivitalizzare i servizi pubblici provinciali per il lavoro, cioè Centri per l’impiego e altre strutture, come agenzie formative e sportelli, presenti nelle Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

All’incontro per formalizzare l’accordo, sottoscritto nella sede nazionale dell’Unione delle Province d’Italia dal presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e dal presidente di Formez PA, Carlo Flamment, sono intervenuti il Consigliere giuridico del Ministro del Lavoro, Francesco Verbaro, i direttori generali di Upi e Formez PA, Piero Antonelli e Marco Villani e il responsabile direzione pianificazione risorse umane e progetti di Formez PA, Arturo Siniscalchi.

Il protocollo rappresenta un importante passo in avanti verso il potenziamento del sistema di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e degli uffici pubblici che devono essere in grado di dare risposte adeguate alle tante domande che arrivano dalle realtà locali.

“Intendiamo avviare una nuova politica per il lavoro – sostiene Giuseppe Castiglione, ex europarlamentare e attualmente presidente della Provincia di Catania – usufruendo della struttura e della professionalità di Formez PA per un serio discorso di riorganizzazione delle strutture provinciali”.

“Si tratta – afferma il presidente di Formez PA, Carlo Flamment – di un’azione essenziale e organica nel momento in cui bisogna favorire la crescita e la modernizzazione del mercato del lavoro dopo un biennio di crisi economica in cui più della metà delle persone che hanno perso il lavoro erano residenti al Sud, dove l’occupazione si è ridotta di ben 280 unità e sono sempre meno i giovani che riescono a inserirsi”.

Tra le finalità, innovare i servizi sul territorio, favorire l’occupazione giovanile e incentivare il dialogo tra gli attori principali, cioè le imprese e i lavoratori. “L’iniziativa – asserisce il direttore generale dell’Upi, Piero Antonelli – è tesa alla realizzazione di questi obiettivi e quindi al miglioramento dei servizi per l’impiego”.

Scopo ulteriore, quello di realizzare un sistema modellato sulle migliori esperienze, colmando nel contempo le criticità. Ad esempio, nel Sud emergono buone pratiche in province come Catanzaro e Lecce ma il dato generale non è confortante: 66 i servizi attivati, ma il loro grado di innovazione e trasferibilità è pari a 36. Risultato: bisogna lavorare affinché possa crescere l’incidenza dei Centri per l’impiego.

In programma la formazione di quattro task force che andranno a supportare nelle 4 regioni i centri per l’impiego da individuare sulla base di un modello condiviso tra ministero del Lavoro, dipartimento della Funzione pubblica, Upi e Formez PA.

Allo studio anche l’istituzione di un osservatorio sugli incentivi allo sviluppo del lavoro per realizzare una dettagliata mappatura, partendo da un modello sperimentale nelle nove Province della Sicilia (la regione che ha utilizzato di meno rispetto alle altre i fondi europei) per poi estenderlo, nel 2012, a tutto il Mezzogiorno.

Prevista, per il coordinamento della fase operativa dell’intesa, una cabina di regia composta da dirigenti di Upi e Formez PA.

FABBISOGNI STANDARD: PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.124 DEL 30 MAGGIO 2011 IL DECRETO PER LE PROVINCE

“DECRETO 24 maggio 2011: comunicazione della data in cui sono resi disponibili sul sito internet della Societa’ per gli studi di settore – SOSE S.p.A. i questionari per la raccolta dei dati contabili e strutturali di comuni e di provincie ai fini della determinazione del fabbisogno standard ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettera b), n. 6), secondo periodo del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70.”

Nel link, il testo integrale del decreto

PROGETTO IDEE LANCIA LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE RADIO SUI PROGETTI DI INCLUSIONE

In allegato, i due spot radio realizzati dal Progetto Idee. Attraverso le voci dei cittadini immigrati, il Progetto propone una campagna di sensibilizzazione su inclusione ed esclusione, per sensibilizzare livello nazionale e locale sulla tematiche legate all’ inclusione dei cittadini dei paesi terzi ed in particolare dei minori.

Documenti allegati:

PROVINCE 2020: PROGETTARE E MISURARE IL BENESSERE IN TEMPO DI CRISI

In Europa e in tutto il mondo si sta discutendo dell’opportunità di sostituire il concetto di PIL con un indice che meglio rappresenti lo stato di Benessere di una Nazione e che misuri lo sviluppo complessivo dei Paesi, considerando anche gli aspetti relativi alla presenza delle infrastrutture materiali e immateriali.
Anche in Italia, la questione è aperta e nei piani strategici di molte Province italiane si sta iniziando a tenere conto di questa dimensione complessiva dello sviluppo.
A tale proposito, è stata avviata tra l’Unione delle Province d’Italia, l’Istat e la Provincia di Pesaro e Urbino una collaborazione su un progetto pluriennale, per l’elaborazione di un nuovo aggregato valutativo del Benessere in Italia, che possa coinvolgere anche le altre Province italiane.
Per avviare la riflessione su questo tema, l’Upi, la Provincia di Pesaro e Urbino e l’Istat, organizzano  un convegno il prossimo 27 maggio, presso la sala Raffaello, Palazzo del Legato Albani – Piazza della Repubblica, ad Urbino.

In allegato, il programma e le Info per le prenotazioni alberghiere.
Accrediti: 066840341

Documenti allegati:

INCONTRO CON L’ASSOCIAZIONE DEL POPOLO CINESE PER L’AMICIZIA CON I PAESI STRANIERI

Prosegue il legame, ormai trentennale, tra l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione del Popolo Cinese per l’Amicizia con i Paesi stranieri. Oggi una delegazione dell’Associazione, guidata dal Vice Presidente Li Jianping, ha incontrato una delegazione dell’Upi con il Vice Direttore Claudia Giovannini, responsabile area rapporti internazionali.
Dalla riunione è emersa la richiesta di stringere i rapporti di collaborazione tra le due rappresentanze degli enti locali, in particolare attraverso progetti che coinvolgano le Province italiane sedi di siti Unesco e le Province della Cina dell’Ovest.

CARTA DELLE AUTONOMIE: DALLE PROVINCE L’APPELLO A PROCEDERE

“E’ urgente accelerare l’iter di approvazione del testo della Carta delle Autonomie locali, che rischia di accumulare troppo ritardo rispetto all’attuazione del Federalismo fiscale. Due riforme che invece devono marciare insieme”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo al convegno “Le Province nel federalismo fiscale” in corso a La Spezia, promosso dall’Unione delle Province della Regione Liguria.
“La Carta delle Autonomie locali – ha ricordato il Presidente Castiglione – è all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Per questo nei prossimi giorni mi rivolgerò al Presidente della Commissione, Sen. Carlo Vizzini, e ai relatori di maggioranza e opposizione, Sen. Pastore e Sen. Bianco, per avere un incontro in cui verificare lo stato dell’iter e ribadire le richieste di modifica presentate dall’Upi, su cui attendiamo risposte”.

Elezioni e Pari opportunità: Il Consiglio dei Ministri accoglie le richieste delle Province

“Accogliamo con grande soddisfazione la notizia che oggi il Consiglio dei Ministri ha deciso di aderire  alla nostra richiesta di prevedere, nel Disegno di Legge del Ministro Carfagna per le pari opportunità nelle elezioni amministrative, l’obbligo anche per le Province di rispettare la parità di genere”.
E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, dopo che il Governo nella riunione     del Consiglio di oggi, ha approvato la  modifica al testo richiesta dall’Upi, nella quale si prevede che, per ogni gruppo di candidati collegati ad un candidato Presidente della Provincia, nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati, pena la non ammissione della lista.
Il testo, nella prima approvazione, prevedeva infatti l’obbligo alla doppia preferenza di genere per i soli Comuni: una scelta che l’Upi aveva fortemente contrastato in Conferenza Unificata  e attraverso un appello rivolto al Presidente del Consiglio.
“Siamo convinti, e per questo nei giorni scorsi ci eravamo rivolti direttamente al Presidente Berlusconi e al Ministro Carfagna, che questo decreto possa rappresentare un passaggio decisivo per l’affermazione di una nuova cultura politica e civile che vede nell’affermazione della  parità di genere una opportunità e un diritto, sancito dalla stessa Costituzione. La risposta avuta oggi dal Presidente Berlusconi e dal Ministro Carfagna – conclude il Presidente Castiglione – conferma che il dialogo, la lealtà e la collaborazione tra le istituzioni della Repubblica è la strada migliore da percorrere per assicurare ai cittadini  le migliori condizioni possibili per esercitare la democrazia. Non posso che ringraziare il Governo per la sensibilità mostrata e per avere voluto dare ascolto alle nostre richieste”.

Federalismo: Le Province al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

“Il Presidente della Repubblica ha pronunciato oggi parole, come sempre, puntuali e opportune sulle riforme istituzionali: il federalismo fiscale ha bisogno di essere affiancato dalla semplificazione amministrativa. Per questo noi chiediamo di accelerare il più’ possibile il percorso di approvazione della Carta delle Autonomie, che e’ ormai da troppo tempo all’attenzione del Senato. Come pure e’ ormai necessario avviare la riforma del Parlamento, con l’istituzione della Camera delle Autonomie, riservata ai rappresentanti di Regioni, Province e Comuni. Perche’ e’ qui che si potra’ riportare a sistema  il legame tra autonomia e responsabilita’, e, aggiungo, tenere insieme territori e comunita’”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione.

INNOVAZIONE E MODERNIZZAZIONE DELLA PA

“Per sostenere l’informatizzazione della Pubblica amministrazione, e del Paese in genere, non servono solo risorse: c’e’ bisogno di una strategia comune, di una agenda digitale, che porti a sistema gli investimenti di Stato, Regioni, Province e Comuni”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, intervenendo al Convegno conclusivo di ForumPa con il Ministro Renato Brunetta.
Proprio al Ministro il Presidente Castiglione ha proposto un accordo per potenziare le esperienze di reti wi-fi, in particolare nelle scuole, gia’ avviate dalle Province.
“Ma resta il problema degli investimenti e dei tagli ai bilanci. Perche’ un piano di informatizzazione delle scuole, che sostenga lo sviluppo di comunita’ formative digitali grazie agli e-book, ai palmari, al superamento dei libri cartacei, non puo’ che essere accompagnato da un grande deciso intervento di manutenzione, messa in sicurezza e ristrutturazione delle scuole”

Derivati: le Province al Ministro Tremonti

Conoscere e condividere il regolamento con il quale il quale si procederà alla eliminazione del blocco alla sottoscrizione dei contratti relativi a strumenti finanziari derivati da parte degli enti locali, prima che questo venga emanato. Questa la richiesta avanzata dal Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera inviata al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
“In alcune realtà, seppure  in un numero limitato per quanto riguarda le Province – scrive Castiglione al Ministro – la sottoscrizione di contratti di questa natura ha generato fortissimi impatti negativi negli enti locali, e dunque l’eventuale sblocco del fenomeno deve poter accompagnarsi a clausole di garanzia sia sotto il profilo degli effetti finanziari sia sotto il profilo della garanzia di  adeguata professionalità di chi si appresta a concludere tali contratti.
Per questo – prosegue il Presidente dell’Upi – ritengo doveroso sottolineare l’opportunità che, propedeuticamente all’emanazione del provvedimento, si possa essere messi in condizione di conoscere il testo normativo, proprio perché di estremo interesse per la vita e la funzionalità degli enti locali, nonché per i risvolti di carattere economico-finanziari che la ripresa dell’attività contrattuale correlata a strumenti derivati potrebbe determinare”.  

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