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INCONTRO CON L’ASSOCIAZIONE DEL POPOLO CINESE PER L’AMICIZIA CON I PAESI STRANIERI

Prosegue il legame, ormai trentennale, tra l’Unione delle Province d’Italia e l’Associazione del Popolo Cinese per l’Amicizia con i Paesi stranieri. Oggi una delegazione dell’Associazione, guidata dal Vice Presidente Li Jianping, ha incontrato una delegazione dell’Upi con il Vice Direttore Claudia Giovannini, responsabile area rapporti internazionali.
Dalla riunione è emersa la richiesta di stringere i rapporti di collaborazione tra le due rappresentanze degli enti locali, in particolare attraverso progetti che coinvolgano le Province italiane sedi di siti Unesco e le Province della Cina dell’Ovest.

CARTA DELLE AUTONOMIE: DALLE PROVINCE L’APPELLO A PROCEDERE

“E’ urgente accelerare l’iter di approvazione del testo della Carta delle Autonomie locali, che rischia di accumulare troppo ritardo rispetto all’attuazione del Federalismo fiscale. Due riforme che invece devono marciare insieme”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo al convegno “Le Province nel federalismo fiscale” in corso a La Spezia, promosso dall’Unione delle Province della Regione Liguria.
“La Carta delle Autonomie locali – ha ricordato il Presidente Castiglione – è all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Per questo nei prossimi giorni mi rivolgerò al Presidente della Commissione, Sen. Carlo Vizzini, e ai relatori di maggioranza e opposizione, Sen. Pastore e Sen. Bianco, per avere un incontro in cui verificare lo stato dell’iter e ribadire le richieste di modifica presentate dall’Upi, su cui attendiamo risposte”.

Elezioni e Pari opportunità: Il Consiglio dei Ministri accoglie le richieste delle Province

“Accogliamo con grande soddisfazione la notizia che oggi il Consiglio dei Ministri ha deciso di aderire  alla nostra richiesta di prevedere, nel Disegno di Legge del Ministro Carfagna per le pari opportunità nelle elezioni amministrative, l’obbligo anche per le Province di rispettare la parità di genere”.
E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, dopo che il Governo nella riunione     del Consiglio di oggi, ha approvato la  modifica al testo richiesta dall’Upi, nella quale si prevede che, per ogni gruppo di candidati collegati ad un candidato Presidente della Provincia, nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati, pena la non ammissione della lista.
Il testo, nella prima approvazione, prevedeva infatti l’obbligo alla doppia preferenza di genere per i soli Comuni: una scelta che l’Upi aveva fortemente contrastato in Conferenza Unificata  e attraverso un appello rivolto al Presidente del Consiglio.
“Siamo convinti, e per questo nei giorni scorsi ci eravamo rivolti direttamente al Presidente Berlusconi e al Ministro Carfagna, che questo decreto possa rappresentare un passaggio decisivo per l’affermazione di una nuova cultura politica e civile che vede nell’affermazione della  parità di genere una opportunità e un diritto, sancito dalla stessa Costituzione. La risposta avuta oggi dal Presidente Berlusconi e dal Ministro Carfagna – conclude il Presidente Castiglione – conferma che il dialogo, la lealtà e la collaborazione tra le istituzioni della Repubblica è la strada migliore da percorrere per assicurare ai cittadini  le migliori condizioni possibili per esercitare la democrazia. Non posso che ringraziare il Governo per la sensibilità mostrata e per avere voluto dare ascolto alle nostre richieste”.

Federalismo: Le Province al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

“Il Presidente della Repubblica ha pronunciato oggi parole, come sempre, puntuali e opportune sulle riforme istituzionali: il federalismo fiscale ha bisogno di essere affiancato dalla semplificazione amministrativa. Per questo noi chiediamo di accelerare il più’ possibile il percorso di approvazione della Carta delle Autonomie, che e’ ormai da troppo tempo all’attenzione del Senato. Come pure e’ ormai necessario avviare la riforma del Parlamento, con l’istituzione della Camera delle Autonomie, riservata ai rappresentanti di Regioni, Province e Comuni. Perche’ e’ qui che si potra’ riportare a sistema  il legame tra autonomia e responsabilita’, e, aggiungo, tenere insieme territori e comunita’”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione.

INNOVAZIONE E MODERNIZZAZIONE DELLA PA

“Per sostenere l’informatizzazione della Pubblica amministrazione, e del Paese in genere, non servono solo risorse: c’e’ bisogno di una strategia comune, di una agenda digitale, che porti a sistema gli investimenti di Stato, Regioni, Province e Comuni”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, intervenendo al Convegno conclusivo di ForumPa con il Ministro Renato Brunetta.
Proprio al Ministro il Presidente Castiglione ha proposto un accordo per potenziare le esperienze di reti wi-fi, in particolare nelle scuole, gia’ avviate dalle Province.
“Ma resta il problema degli investimenti e dei tagli ai bilanci. Perche’ un piano di informatizzazione delle scuole, che sostenga lo sviluppo di comunita’ formative digitali grazie agli e-book, ai palmari, al superamento dei libri cartacei, non puo’ che essere accompagnato da un grande deciso intervento di manutenzione, messa in sicurezza e ristrutturazione delle scuole”

Derivati: le Province al Ministro Tremonti

Conoscere e condividere il regolamento con il quale il quale si procederà alla eliminazione del blocco alla sottoscrizione dei contratti relativi a strumenti finanziari derivati da parte degli enti locali, prima che questo venga emanato. Questa la richiesta avanzata dal Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera inviata al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
“In alcune realtà, seppure  in un numero limitato per quanto riguarda le Province – scrive Castiglione al Ministro – la sottoscrizione di contratti di questa natura ha generato fortissimi impatti negativi negli enti locali, e dunque l’eventuale sblocco del fenomeno deve poter accompagnarsi a clausole di garanzia sia sotto il profilo degli effetti finanziari sia sotto il profilo della garanzia di  adeguata professionalità di chi si appresta a concludere tali contratti.
Per questo – prosegue il Presidente dell’Upi – ritengo doveroso sottolineare l’opportunità che, propedeuticamente all’emanazione del provvedimento, si possa essere messi in condizione di conoscere il testo normativo, proprio perché di estremo interesse per la vita e la funzionalità degli enti locali, nonché per i risvolti di carattere economico-finanziari che la ripresa dell’attività contrattuale correlata a strumenti derivati potrebbe determinare”.  

PROVINCE E NORMALIZZAZIONE ALBO AUTOTRASPORTATORI

L’UPI, con riferimento alla nota vicenda della normalizzazione degli Albi provinciali per l’autotrasporto rispetto alla permanenza di imprese prive dei requisiti di legge, ed in particolare privi dei veicoli, ha inviato una nota al Comitato Centrale Albo Autotrasportatori, per sottolineare ancora una volta che  l’attività di tenuta e di verifica da parte delle Province è costante e puntuale.

Le Province, nonostante vengano più volte additate come l’anello debole della catena, non in grado di sostenere l’attività amministrativa connessa alla tenuta degli albi, intendono sottolineare che la verifica della disponibilità dei mezzi è strettamente connessa alla fornitura di elenchi da parte del Comitato Centrale, elenchi spesso forniti in ritardo e non aggiornati, o con errori che implicano un’attività amministrativa di controllo ulteriore alla ordinaria; ciononostante l’attività di cancellazione da parte delle Province sta proseguendo in maniera ordinaria.

La nota dell’UPI viene fornita in risposta ad una circolare inviata a tutte le Province del Comitato Centrale Albo Autotrasportatori con la quale si dichiarava “un pressoché assoluto stato di inottemperanza da parte delle Province” prefigurando “ipotesi di reato riferite ai doveri d’ufficio”.

In allegato, il testo della lettera

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Elezioni amministrative e Pari opportunità: dall’Upi un appello al Presidente del Consiglio

“Con vivo rammarico l’Unione delle Province d’Italia  è costretta a sottoporre alla Sua personale attenzione una questione che interessa una tematica a nostro avviso determinante per la vita politica, democratica e civile del Paese”.

Il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, si rivolge così, in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, lanciando un appello affinché sia previsto anche per le Province quanto stabilito dallo Schema di Disegno di Legge recante “Disposizioni in materia di pari opportunità nell’accesso agli organi ed al lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” approvato nella riunione del 7 aprile scorso, il Consiglio dei Ministri.

Il testo infatti prevede per le elezioni amministrative dei soli Comuni il cosiddetto “obbligo di doppia preferenza di genere”,  trascurando Giunte e Consigli Provinciali.

 “Un testo – sottolinea Castiglione nella lettera – che noi riteniamo decisivo, poiché intende definire strumenti tesi a riequilibrare il deficit di rappresentanza delle donne in seno agli organi rappresentativi degli enti locali, dando così piena attuazione all’art. 51 della Costituzione, che riconosce a tutti i cittadini il diritto di accedere alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza e prevede che la Repubblica promuova con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”. Ma, secondo il Presidente dell’Upi, la mancata previsione dell’obbligo anche per le Province rappresenta “una gravissima quanto inammissibile mancanza”.

“Comprenderà bene in nostro sconcerto – prosegue la lettera – a questa che ci appare come una incomprensibile esclusione, soprattutto in vista della prossima tornata elettorale amministrativa, che vedrà il rinnovo delle Giunte e dei Consigli di 11 Province.

Per questo – scrive Castiglione al Presidente Berlusconi –  abbiamo esplicitamente sollevato la questione nelle sedi di concertazione  istituzionale, in ultimo nella passata riunione della Conferenza Unificata, presentando una richiesta di modifica al testo approvato in Consiglio dei Ministri, nella quale si prevede che, per ogni gruppo di candidati collegati ad un candidato Presidente della Provincia, nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati, pena la non ammissione della lista.  

Purtroppo  la nostra richiesta, pur valutata positivamente, non è stata accolta. Pertanto – ribadisce il Presidente dell’Upi rivolgendosi al Presidente del Consiglio – siamo ad appellarci alla Sua personale sensibilità, affinché possa impegnare il Governo a modificare il testo,  accogliendo la nostra richiesta di estensione delle norme di salvaguardia anche alle Province, come una corretta dialettica democratica dovrebbe assicurare”.

 

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Le Province ricevute dal Presidente della Repubblica

Le celebrazioni dell’Unità d’Italia, ma anche lo stato delle riforme istituzionali, con la semplificazione amministrativa, sono stati i temi posti dalla delegazione dell’Unione delle Province d’Italia al Presidente della Repubblica, che li ha ricevuti oggi in Quirinale.

 A rappresentare le Province sono stati il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, Presidente della Provincia di Catania, il Vice Presidente Vicario Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, il Vice Presidente Franco Antoci, Presidente della Provincia di Ragusa, il Presidente del Consiglio Direttivo Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti, il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il Presidente della Provincia di Asti Maria Teresa Armosino e il Direttore Generale dell’Upi Piero Antonelli.
    
“Abbiamo raccontato al Presidente della Repubblica – dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – l’impegno delle Province per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, con i tanti eventi realizzati sui territori mirati principalmente a coinvolgere i giovani, gli studenti delle scuole provinciali: a loro e alla loro crescita come soggetti protagonisti della vita politica e istituzionale del Paese, sono dedicati eventi di riflessione e studio sulla storia del risorgimento. E proprio sui giovani, sulla grave emergenza dell’edilizia scolastica e sulla necessità di assicurare scuole migliori, più sicure, all’avanguardia, abbiamo proseguito il confronto con il Presidente Napolitano.
Ma ci siamo soffermati soprattutto sulle questioni legate alle riforme istituzionali del Paese, confermando la nostra piena disponibilità a collaborare per avviare un processo di riflessione condivisa che semplifichi il sistema, eliminando gli apparati non democratici che impropriamente amministrano al posto dei Comuni e delle Province, e a essere protagonisti nell’opera di razionalizzazione delle Province, nel pieno rispetto delle norme costituzionali e con riforme condivise a garanzia delle comunità e dei cittadini. Sulla questa nostra volontà di semplificare il sistema – conclude il Presidente Castiglione – abbiamo colto l’apprezzamento del Presidente Napolitano”.

Al Presidente Napolitano la delegazione delle Province ha voluto porgere in regalo un piccolo album litografico “Da Torino a Roma. Ventitrè anni di viaggio”, eseguito da Casimiro Teja e pubblicato nel 1872 dal periodico “Pasquino – giornale umoristico, artistico, politico sociale”. 29 litografie originali che illustrano in forma satirico-caricaturale il cammino del Risorgimento degli italiani da Torino fino a Roma Capitale.

AL FESTIVAL DELLA FELICITA DI PESARO E URBINO LE PROVINCE LANCIANO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

“Se non possiamo immaginare di essere il Paese più ricco d’Europa, dobbiamo avere l’ambizione di diventare il Paese in cui si vive meglio, concentrandoci sulla qualita’ della crescita”. Lo ha detto il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, aprendo i lavori del convegno “Province 2020. Progettare e misurare il Benessere in tempo di crisi”, organizzato dall’Upi e dalla Provincia di Pesaro-Urbino.
Un convegno che rilancia il dibattito sull’adozione di nuovi indicatori per misurare lo stato di benessere dei cittadini, e che apre il Festival della felicita’ di Pesaro Urbino, che proseguira’ fino al 5 giugno prossimo. “La pubblica amministrazione – ha detto – puo’ condizionare positivamente o negativamento la qualita’ della vita delle comunita’. Le Province possono, attraverso le decisioni che prendono nei piani strategici e con la programmazione territoriale, essere decisive, mettendo in campo progetti e programmi fortemente orientati al futuro”.

“Dobbiamo lavorare insieme per rendere reale un sogno – ha detto il Presidente dell’Istat Enrico Giovannini, intervenendo ai lavori. “Discutere di indicatori – ha detto – vuol dire discutere della societa’ che vogliamo costruire, e gli indicatori di risultato diventano valutatori della democrazia. La buona notizia – ha poi aggiunto illustrando tutte le iniziative avviate sul tema del benessere a livello mondiale – e’ che non siamo soli e che ci sono decine di iniziative nel mondo su questi temi”.

“La strategia Europa 2020 – ha dichiarato il Presidente dell’Upi Basilicata Piero Lacorazza, intervenendo al Convegno – chiama istituzioni e territorio a cooperare per tre obiettivi principali: la crescita intelligente,  la crescita inclusiva e la crescita sostenibile, rendendo efficiente l’uso delle risorse e rilanciando la competitività dei sistemi territoriali. È proprio su tali elementi che la Provincia di Potenza, sta lavorando, anche attraverso la definizione del Piano strutturale provinciale, lo strumento principale di pianificazione dell’Ente che rappresenta l’obiettivo di fine consiliatura. Idealità della visione e concretezza del quotidiano sono, e dovranno essere sempre più, i principi cardine del nostro impegno. L’idealità della visione rappresenta l’idea di futuro che vogliamo contribuire a realizzare, mentre la concretezza del quotidiano misura i passi da compiere per  attuare questa visione”.

“Vogliamo costruire, a partire da questa iniziativa, un nuovo modello di Provincia – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – che declini lo sviluppo nella sostenibilita’: sostenibilita’ dell’ambiente, del territorio, della programmazione urbanistica, dello sviluppo economico. Dobbiamo per questo accettare e fare la nostra la sfida della misurazione della democrazia e dalla valutazione del nostro impegno di amministratori”.

Nel pomeriggio, il convegno è prosegutio con la presentazione del sondaggio “Gli italiani e la felicita’” del Presidente dell’Ipsos Nando Pagnoncelli. Secondo le rilevazioni dell’istituto di rigcerca, gli italiani sono fortemente preoccupati dalla crisi economico e credono, per la maggioranza, che durera’ ancora altri 5 anni. Ma si dichiarano felici, nonostante tutto, grazie alla grande capacita’ di adattarsi alla situazione, che permette loro comunque di andare avanti.

Quanto alla politica, l’atteggiamento degli italiani e’ profondamente diverso, che si guardi al contesto nazionale o a quello locale. Secondo lo studio, infatti,  il 64% degli italiani considera peggiorata la situazione politica degli italiani, ma se si passa alla dimensione territoriale della comunita’ di residenza, il dato scende al 25%. Un 40% la definisce anzi migliorata o ugualmente positiva. Preoccupa molto, invece, la crisi economica (78% degli intervistati).” In questo contesto- ha commentato Pagnoncelli – la famiglia diventa quasi un rifugio. Infatti, gli italiani la pongono al primo posto tra gli aspetti immateriali determinante per migliorare la qualita’ della vita, seguito dall’amore e dalle amicizie. Tra gli aspetti materiali, invece, per gli italiani sono determinanti prima di tutto la salute, poi il reddito e a seguire la casa.

“Se possiamo considerare rassicurante la tendenza a trovare soddisfazioni nella sfera affettiva – ha commentato Pagnoncelli illustrando il sondaggio – preoccupa la distanza crescente tra la situazione personale e il Paese. Come se l’Italia avesse smarrito il senso di appartenenza. Si attesta, rispetto anche ai temi promossi in questo convegno, la considerazione che la politica, troppo concentrata nella ricerca di consensi nell’immediato, stia perdendo il senso della programmazione del futuro del Paese”.

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Decreto sulle Energie Rinnovabili

“Sono ancora molte le distanze tra il Governo e gli enti locali sul decreto sulle energie rinnovabili e per questo le Province insieme alle Regioni hanno espresso parere negativo in conferenza unificata.
E’ opportuno comunque sottolineare che alcuni passi avanti sono stati fatti, soprattutto a difesa delle aziende italiane tra le quali per la provincia di Rieti assume particolare rilievo la vicenda di Solsonica.
Abbiamo comunque ribadito al Governo la volontà di continuare a confrontarci per migliorare il testo.
Non posso che apprezzare la dichiarazione della presidente della Regione Lazio Renata Polverini che ha dichiarato oggi di volere deliberare le linee guida regionali e di volerlo fare insieme alle province; la Provincia di Rieti lo aveva chiesto da tempo e siamo pronti a dare il nostro contributo per  trovare il giusto equilibrio tra la necessità di incrementare la produzione di energie rinnovabili e la salvaguardia dell’agricoltura e del paesaggio soprattutto nei luoghi sensibili come la Pana reatina”.

E’ quanto dichiara il presidente del Consiglio Direttivo dell’Upi e presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, a margine della Conferenza unificata per le Energie rinnovabili.

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