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MANOVRA FINANZIARIA: I COMMENTI DELLE PROVINCE

“Il Consiglio di presidenza dell’Unione Regionale delle Province delle Marche ha affrontato, mercoledì scorso, il tema della manovra finanziaria. Un tema della massima urgenza, visto il pesantissimo impatto sui bilanci e sulla funzionalità delle Province.  Di fatto, il Coordinamento regionale di rappresentanza unitaria (Anci-Upi-Uncem-Lega Autonomie) in occasione dell’incontro di martedì scorso con l’assessore regionale al bilancio Pietro Marcolini metteva in evidenza come più del 60% dei tagli alla spesa pubblica ricadano esclusivamente su Regioni, Province e Comuni, attraverso i tagli ai trasferimenti erariali. Per le Province italiane, la manovra si traduce in un taglio ai trasferimenti correnti pari a 300 milioni di euro nel 2011 e di 500 milioni di euro dal 2012; le cinque Province marchigiane avranno 8, 8 milioni in meno nel 2011 e 15 milioni in meno nel 2012. A queste cifre si aggiunge la ricaduta sulle Province della riduzione di risorse a disposizione delle Regioni. Precisamente, nelle Marche, ciò significa un taglio di 400 milioni di euro nel prossimo triennio, di cui 164,3 milioni (su un totale di 221,5) solo nel 2011. Le cifre parlano da sole: le misure contenute nella manovra del Governo costituiscono un sostanziale impedimento all’esercizio delle funzioni degli Enti locali. L’avere escluso la soppressione di alcune Province italiane, tra le quali la nostra di Fermo, non basta per cambiare il giudizio sulle linee di fondo della manovra. Linee che incidono sulla reale possibilità di esercitare le funzioni di governo proprie e delegate, svuotando nella sostanza il ruolo delle Province. Voglio ricordare che la titolarità delle funzioni proprie e conferite ha rilevanza costituzionale e che siamo nella condizione di denunciare l’illegittimità di una diminutio. Come più volte ripetuto e dimostrato, le Province non intendono sottrarsi alla necessità di adottare comportamenti virtuosi di riduzione dei costi. Facciamo la nostra parte già dai primi mesi della grave crisi in atto e voglio ricordare che proprio dalle Province sono state avanzate proposte di semplificazione dell’ordinamento, orientate alla riduzione degli Enti intermedi e alla assunzione delle funzioni in capo a chi ha, per missione istituzionale, il governo dell’area vasta. In una situazione che ci viene presentata come di straordinaria gravità, si è invece scelto di togliere mezzi e possibilità di azione a chi quotidianamente risponde ai cittadini e alle imprese”.

Convegno

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IL PRESIDENTE CASTIGLIONE INTERVISTATO DAL QUOTIDIANO LA STAMPA

“Sono convinto che l’identità storica e culturale del nostro Paese può essere valorizzata meglio da un ente locale come la Provincia. Quella di Oliviero Toscani non è una provocazione. E’ una riflessione seria. Io capisco la necessità di mettere mano ai conti ma non si può fare cassa con le riforme istituzionali. Capisco le esigenze della manovra, ma questa non può cadere tutta sulla testa degli enti locali”. Sono solo alcuni stralci dell’intervista pubblicata oggi a pagina 10 del quotidiano La Stampa, al presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione.

Per leggere il testo integrale cliccate sul link.

 

Impianti fotovoltaici, un invito ai Comuni.

Consapevole che in materia di risorse energetiche il nostro territorio non è ancora autosufficiente e che l’incidenza dei costi energetici risulta piuttosto elevata, soprattutto per le imprese locali, l’Amministrazione Provinciale guidata dal Presidente Fabrizio Cesetti ha esplicitato nelle proprie linee di mandato la volontà di incentivare la produzione e la diffusione di energia da fonti rinnovabili. In particolare, il nostro territorio sembra prestarsi prevalentemente all’utilizzo del fotovoltaico, per il quale, grazie anche agli incentivi statali, sono pervenute alla Provincia di Fermo numerosissime richieste di autorizzazione all’installazione di impianti. “Sul versante del fotovoltaico, negli ultimi mesi si è posta una questione di particolare importanza, evidenziata anche da numerosi sindaci – ha affermato il presidente Cesetti -. Infatti le richieste riguardano prevalentemente installazioni in territorio agricolo, che potrebbero determinare una modificazione significativa del paesaggio e della sua percezione. Considerata pertanto l’esigenza di bilanciare in modo ragionevole la promozione dello sviluppo delle fonti di energia rinnovabili e la salvaguardia e tutela delle qualità paesaggistiche del territorio (aree di pregio paesaggistico, ambientale e naturale), abbiamo adottato con delibera di Giunta Provinciale n. 115 dell’1/06/2010 (che si allega) un atto di indirizzo nei confronti dei Comuni affinché regolamentino nella pianificazione urbanistica la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica con pannelli fotovoltaici, contestualizzandoli alle peculiarità dei singoli territori comunali”. In particolare, nel documento si invita a privilegiare l’istallazione degli impianti nelle zone industriali, ampiamente presenti in tutti i territori comunali o in quelle agricole limitrofe alle stesse, o in generale sulle coperture degli edifici produttivi e su edifici pubblici, evitando invece impianti su crinali, versanti, centri storici, manufatti storici extraurbani, zone archeologiche, sui fabbricati vincolati ed altro ancora. “In attesa della redazione del Piano Territoriale di Coordinamento, con il quale andremo a disciplinare anche il settore del fotovoltaico – ha affermato l’assessore all’urbanistica Renzo Offidani – questo atto di indirizzo costituisce un importante tassello per la tutela e la salvaguardia del paesaggio fermano”.

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Manovra: i tagli alle Province

La manovra finanziaria per le Province è pesante, per l’ammontare dei tagli dei trasferimenti erariali alle Province, ma è indispensabile riequilibrare i tagli agli enti locali. E’ quanto si legge nel documento che l’Upi ha consegnato ieri alla Commissione Bilancio del Senato, nell’audizione sulla manovra finanziaria.
Nel dettaglio, il DL 78/2010 stabilisce per le Province un taglio dei trasferimenti pari a 300 milioni di euro nel 2011; 500 milioni di euro per il 2012, che, aggiunti ai tagli previsti per Regioni e Comuni, determina una cifra complessiva per il comparto di 15,3 miliardi: ben oltre la metà del totale.
“Una manovra – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – che non è equilibrata nel peso tra tagli allo Stato e tagli agli enti locali, e neppure nella ripartizione del peso del patto di stabilità sui singoli enti: attualmente solo 69 province su 100 contribuiscono alla manovra di comparto, essendo stata fotografata al 2007 la loro situazione di disavanzo, mentre le altre 31 non contribuiscono poiché in avanzo. Le regole del patto di stabilità, ancora una volta, ignorano il processo di miglioramento che nel tempo gli enti hanno realizzato sino a raggiungere saldi di bilancio di segno positivo”.
Il taglio dei trasferimenti infatti colpisce solo quelle Province che ancora godono dei trasferimenti erariali (sono 22 quelle che hanno azzerato la contribuzione da parte dello Stato) e che quindi, per definizione, non hanno un livello di entrate proprie che consenta loro di affrancarsi da un sistema di finanza derivata. Gli enti interessati si troveranno a dover gestire risorse ridotte di circa il 40% nel 2011 e di oltre il 67% a partire dal 2012.
“La manovra – ha aggiunto Castiglione -ha un duplice impatto sulle Province: accanto al taglio dei trasferimenti, gli enti si troveranno anche a gestire la carenza dei trasferimenti che vengono tagliati alle Regioni. I 4 miliardi per il 2011 e i 4,5 del 2012 che verranno tagliati alle Regioni, rappresentano in parte, infatti, risorse che vengono trasferite agli enti locali per funzioni attribuite e o delegate e che dunque trovano quale destinazione finale i bilanci delle Province stesse. Vuol dire sommare ai tagli diretti alle Province, altri tagli indiretti.
Se invece il miglioramento dell’indebitamento richiesto alle Province con la manovra si realizzasse all’interno di un nuovo patto di stabilità interno, che ridefinisca gli obiettivi per il triennio 2011-2013, si potrebbero trovare modalità più adeguate e sicuramente più coerenti e tollerabili, per liberare risorse a favore di investimenti in strade, scuole, contrasto al dissesto idrogeologico, individuando anche sistemi di sanzioni e premialità, legati ad indicatori come la riduzione del debito o il contenimento delle spese di personale”.

Della manovra finanziaria e del suo impatto sul federalismo fiscale si parlerà il 18 giugno prossimo a Treviso, nel convegno “Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità”, in programma presso l’Auditorium della Provincia, a Sant’Artemio. Tra gli altri, interverranno il Vice Presidente di Confindustria per il federalismo e le autonomie, Antonio Costato, e chiuderà i lavori il Ministro per la Semplificazione Sen. Roberto Calderoli.

 In allegato, il documento consgenato in audizione e la scheda con i tagli per provincia

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Castiglione: prioritario portare in aula la carta delle autonomie.

“La Carta delle Autonomi locali e’ un testo indispensabile per proseguire sulla strada delle riforme e della semplificazione. Per questo ci auguriamo che la Commissione Affari Costituzionali possa farla approdare quanto prima in Aula”. E’ il commento del Presidente dell’UPI, Giuseppe Castiglione, dopo la conclusione oggi dei lavori della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati. “La Carta delle Autonomie- sottolinea il Presidente – contiene misure fondamentali, come la definizione delle funzioni di Province e dei Comuni, che serviranno per conferire al federalismo fiscale la giusta cornice istituzionale necessaria affinche’ gli effetti sperati di riduzione dei costi e di razionalizzazione della spesa pubblica abbiano effetto. Ridurne la portata alle sole norme di razionalizzazione delle Province vuol dire non assegnarle il grande valore di riforma dello Stato che invece questa Carta rappresenta. Norme – aggiunge Castiglione – che certo ci sono, e che vanno approfondite in Aula, per assicurarne la piena coerenza con l’articlo 133 della Costituzione, che prevede, per la revisione delle circoscrizioni provinciali, l’iniziativa dei Comuni interessati, sentita la Regione. In questo senso non possiamo che ribadire che la vera riforma del sistema istituzionale si potra’ avere solo con l’istituzione delle Citta’ metropolitane. Questo processo, sospeso ormai da anni, porterebbe ad una vera razionalizzazione dei costi della politica, grazie al superamento del Comune capoluogo e della Provincia interessata, ma soprattutto assicurerebbe a territori complessi strumenti e risorse necessarie per assicurare un governo unitario ed integrato”.

La posizione dell’UPI Emilia-Romagna sulla manovra.

Vincenzo Bernazzoli, Presidente di UPI Emilia-Romagna e della Provincia di Parma è desolato di fronte alla scure pesantissima che taglia le gambe agli enti locali e sostiene che “la manovra estiva prevista dal Governo (D.L. 78/2010) per gli anni 2011 – 2012 provoca un ulteriore taglio ai bilanci delle 9 Province dell’Emilia-Romagna di oltre 21.800.000 euro per il 2011 e di più di 36.400.000 euro per il 2012 sul totale dei bilanci certificati di oltre 1.335.000.000 di euro. E tutto ciò in un momento in cui le entrate proprie delle Province, che sono notoriamente legate al mercato dell’automobile, dell’RC auto e dei consumi di energia elettrica, sono calate del 4% rispetto all’anno precedente, mentre i trasferimenti dallo stato alle Province si sono ridotti del 15%”. “E’ una manovra inaccettabile” – prosegue Bernazzoli – “come hanno giustamente dichiarato il Presidente Vasco Errani e i Sindaci dell’Emilia-Romagna, si tratta di una manovra che porta gli enti locali sull’orlo della paralisi e che mette ulteriormente a rischio la grande rete della viabilità provinciale, già fortemente provata dal maltempo e dalle frane.” “La crisi colpisce anche i 180 plessi scolastici superiori che accolgono oltre 160.000 studenti, e gli altri importanti servizi (formazione professionale e lavoro – centri per l’impiego) erogati dalle Province alle famiglie e alle imprese”, rincara il Presidente di UPI e prosegue evidenziando come le Province, per far fronte alla crisi economica e occupazionale abbiano fatto la propria parte “stanziando oltre € 14.000.000 di euro per aiuti alle imprese, e più di 2.700.000 euro di aiuti alle famiglie. Hanno contribuito a salvare 6500 posti di lavoro e ad assistere, con gli ammortizzatori sociali, oltre 29.000 lavoratori in crisi”. “La manovra – prosegue il Presidente – aggrava ulteriormente i vincoli del patto di stabilità, ponendo un forte limite agli investimenti delle Province virtuose, e dimentica che Province, Comuni e Regioni rappresentano il 70% degli investimenti pubblici del Paese. “Se si toglie alle Province la possibilità di fare investimenti in opere pubbliche – prosegue amareggiato Bernazzoli – si contribuisce a deprimere il sistema delle piccole e medie imprese di costruzioni che vive prevalentemente, data la crisi del mercato immobiliare, di piccole e medie opere pubbliche”. “Confidiamo – conclude il Presidente – che in sede di conversione in legge del decreto si ponga rimedio e si tenga presente che, senza gli enti locali il Paese non cammina”.

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La Carta delle Autonomie locali per semplificare il Paese.

“Alla richiesta di semplificazione, di riduzione delle spese, di alleggerimento della burocrazia, che ormai le comunità ci pongono quotidianamente, si può rispondere solo in questo modo: assegnando funzioni amministrative esclusive a Province e Comuni, riportando le Regioni ad esercitare il loro vero ruolo, quello di legislazione e programmazione, ed eliminando quella miriade di enti strumentali, agenzie e consorzi, che oggi utilizzano risorse pubbliche senza il controllo democratico dei cittadini”. Sono queste le parole utilizzate da Enrico Di Giuseppantonio, Presidente della Provincia di Chieti e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI, intervenuto ieri in Senato in occasione del Quarantennale della costituzione dei Consigli Regionali. Il Presidente Di Giuseppantonio si è a lungo soffermato sull’occasione rappresentata dalla Carta delle Autonomie locali, il cui esame è stato assegnato alla Commissione Affari Istituzionali della Camera, che ha come possibile conseguenza positiva quella di chiarire ruoli e funzioni di ciascun livello di governo, semplificando il sistema e riducendo gli sprechi causati dalle tante sovrapposizioni che oggi caratterizzano l’azione amministrativa del Paese. Ha inoltre aggiunto che l’Unione delle Province d’Italia non ha mai condotto battaglie di pura difesa corporativa e, anzi, si è sempre dimostrata disponibile a discutere come, la vicenda delle aree metropolitane, dimostra.

Convegno Nazionale : Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità

L’avvio dell’iter parlamentare dei decreti legislativi attuativi del federalismo fiscale, ai sensi della legge delega n. 42/09, impone un momento di approfondimento e confronto sulla delicata fase attuale, nell’ottica della costruzione di un modello di fiscalità provinciale, in un assetto federalista, che rappresenterà un momento di profondo mutamento del sistema tributario provinciale e dell’interno sistema Paese, nonché un passo decisivo verso nuovi assetti interistituzionali in materia finanziaria.
E’ per questo motivo che l’UPI ha deciso di organizzare un Convegno Nazionale sul tema “Le Province e la sfida del federalismo: autonomia e responsabilità” che si svolgerà il prossimo 18 giugno a Treviso, presso la Sala Auditorium della Provincia (Via Cal di Breda 116).

Sarà l’occasione per approfondire gli aspetti di maggiore ed immediato impatto sulle politiche di programmazione delle Province nonché, attraverso l’apporto di rappresentanti del Governo e del Parlamento, poter acquisire un più ampio e completo panorama delle riforme in essere. Il Convegno sarà concluso dal Ministro per la Semplificazione on. Roberto Calderoli.

Anche in preparazione del convegno è convocata, sempre a Treviso, per il 17 giugno presso  Sala Consiglio Provincia – Via Cal di Breda 116, l’ Assemblea degli Assessori Provinciali al Bilancio e Dirigenti di Settore,
All’ordine del giorno, la discussione sullo stato della fiscalità locale, sull’impatto della manovra finanziaria sui bilanci delle Province, e sull’andamento dei lavori della Commissione tecnica per l’attuazione del federalismo fiscale.

In allegato, le informazioni organizzative, l’elenco degli alberghi convenzionati e una prima bozza del programma delle due giornate di lavoro

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PROVINCE. VIZI E VIRTU’ DI UN SIMBOLO DELLA STORIA ITALIANA

Nel link, lo speciale dedicato alla storia, al valore e all’identità delle Province dal quotidiano La Repubblica del 3 giugno 2010.

PROVINCE. VIZI E VIRTU’ DI UN SIMBOLO DELLA STORIA ITALIANA di Giorgio Bocca

L’IDENTITA’ E LA SUA CULLA di Marino Niola

GLI ERRORI DEL PASSATO di Giorgio Ruffolo

INSEDIATO IL COORDINAMENTO DEGLI ASSESSORI ALL’ISTRUZIONE E ALL’EDILIZIA SCOLASTICA DELL’UPI

“La stragrande maggioranza delle Province convive ancora col drammatico problema della messa in sicurezza delle scuole che richiede ingentissime risorse”, – ha affermato oggi il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Florido, responsabile del settore Istruzione ed edilizia scolastica della Presidenza Upi in occasione della riunione di insediamento del nuovo coordinamento degli Assessori provinciali all’Istruzione e all’edilizia scolastica. “Pur apprezzando – ha continuato il Presidente Florido – i finanziamenti diretti a Comuni e Province sulla base del primo Programma straordinario stralcio relativo agli interventi urgenti sul patrimonio scolastico per la messa in sicurezza del rischio connesso alla vulnerabilità degli elementi anche non strutturali degli edifici scolastici, constatiamo purtroppo il permanere di grandi zone d’ombra, aggravate dalla mancata esclusione dal Patto di Stabilità delle risorse connesse all’edilizia scolastica”. Su questo tema così delicato e urgente – ha continuato il Presidente Florido – daremo immediatamente il via ad una ricognizione tra tutte le Province degli interventi di somma urgenza da attivare organizzando nel mese di settembre una grande iniziativa nazionale per aprire un nuovo confronto con il Governo”.
“Come già evidenziato dall’Upi in diverse occasioni – ha inoltre dichiarato Francesco Pinto, coordinatore degli Assessori all’Istruzione dell’Upi (e Assessore della Provincia di Napoli) – è ormai fondamentale prevedere un Piano finanziario pluriennale che garantisca la certezza delle risorse da investire nei territori per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture scolastiche”. L’assessore Pinto ha inoltre ribadito l’importanza dell’esclusione dai vincoli del patto di stabilità degli interventi dell’edilizia scolastica, poiché spesso gli Enti locali non possono spendere le risorse, anche quando sono disponibili. “In preparazione della grande iniziativa sull’edilizia scolastica di settembre, – ha riferito infine l’Assessore Pinto – il 6 luglio convocheremo a Roma un’Assemblea nazionale di tutti gli Assessori all’Istruzione e all’edilizia scolastica delle Province italiane“.

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