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FORMAUTONOMIE

FormAutonomie S.p.A è il centro di formazione per le Autonomie locali. Dal 2005 la società è partecipata da FORMEZ e ANCI, UPI, UNCEM e LegAutonomie.

FormAutonomie è presente con le proprie attività su tutto il territorio nazionale affiancando e supportando le Autonomie locali nei processi di cambiamento.

I servizi di Formautonomie sono progettati e realizzati a partire dalle esigenze concrete di coloro che operano nelle autonomie locali per migliorare il loro lavoro e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

FormAutonomie è al servizio del sistema autonomie locali per diffondere e rafforzare i processi di innovazione. Per questo scopo, analizza le migliori esperienze e le pratiche più innovative traducendole in processi formativi e in azioni di consulenza e assistenza.

I suoi docenti e consulenti provengono dalla vita amministrativa e sono in grado di trasferire non solo conoscenze e competenze ma approcci innovativi, strumenti operativi e soluzioni concrete.


 

LE PROVINCE DAL 2000 AL 2004

LE PROVINCE DAL 2000 AL 2004

Analisi dei dati di bilancio e di personale


 

Attraverso quest’analisi sui dati relativi ai bilanci consuntivi e al personale delle Province, l’UPI intende offrire un quadro significativo, seppur sintetico, di quello che è stato il processo di crescita istituzionale delle Province dal 2000 al 2004.

Sono 5 anni sicuramente densi di importanti accadimenti istituzionali, caratterizzati dall’avvio del decentramento amministrativo e dal nuovo Titolo V, parte II, della Costituzione, processi istituzionali importanti che non hanno ancora terminato il loro svolgersi ed i cui effetti potremo registrare ancora negli anni a venire*.

Queste riforme hanno posto i presupposti su cui le Province hanno conquistato una dimensione più forte e visibile sul territorio, che le ha rese soggetti coordinatori dello sviluppo locale, ovvero enti di governo di area vasta per tutte quelle funzioni amministrative che non possono essere svolte puntualmente a livello comunale. 

La trasformazione istituzionale delle Province determina una crescita omogenea delle entrate del 65% e delle uscite del 66%. Nel 2004 le entrate sono pari a 16.420 milioni di euro e le uscite sono pari a 16.691 milioni di euro. Il saldo finanziario di 271 milioni di euro corrisponde ad un deficit del 1,6% per il comparto delle Province e conferma la sostanziale capacità delle Province di rispettare i parametri del patto di stabilità europeo.

Questa sintetica presentazione, elaborata dall’UPI  con i dati dell’Istat e della Ragioneria Generale dello Stato, vuole dunque offrire, secondo la prospettiva della finanza provinciale e delle risorse umane impiegate, il quadro del cambiamento di funzioni e compiti che ha caratterizzato l’ente Provincia in questi anni.

                                                                                      Piero Antonelli

* Per una ricostruzione dettagliata sul nuovo ruolo delle Province cfr. il “Rapporto sulle Province italiane (2004)

Contratti e quesiti

Nel sito dell’ARAN è possibile consultare i pareri sulle disposizioni dei contratti collettivi nazionali di lavoro dei dipendenti e dei dirigenti degli enti locali.

CCNL del personale dei dirigenti e dei segretari degli enti locali

Raccolta sistematica dei quesiti sul personale del marzo 2005

Quesiti su personale, dirigenti, segretari

Aggiornamento Raccolta sistematica al 16 novembre 2005

Aggiornamento quesiti su segretari al 16 novembre 2005

Il saluto del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi

In occasione dell’annuale assemblea generale rinnovo grande apprezzamento alla vostra associazione che, con il suo costante impegno, continua ad offrire un concreto e fattivo contributo alla tutela e alla valorizzazione delle nostre province.

Le province italiane rappresentano una realtà territoriale ricca e variegata in cui valori autentici ed antiche tradizioni coesistono con una forte progettualità per un futuro di crescita, nel segno dell’innovazione e dello sviluppo.

Storia e cultura devono legarsi a scuola, occupazione, economia, turismo e ambiente: un ruolo propulsivo per la provincia che qualifica il territorio, garantisce i servizi, rafforza la coesione sociale e il sentimento di appartenenza alla comunità locale, a quella nazionale ed a quella europea.

Nella consapevolezza che dalla vostra assise emergeranno utili contributi per la crescita dell’intero sistema delle autonomie, rivolgo a Lei, Egregio Presidente, ed a tutti i partecipanti un cordiale saluto ed un augurio di buon lavoro.

Carlo Azeglio Ciampi    

Il saluto del Presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini

Illustre Presidente, ho ricevuto il Suo gentile invito a prendere parte all’Assemblea generale annuale dell’Unione delle Province d’Italia, che costituisce un’importante occasione di riflessione sulla vita del nostro ordinamento e sul prezioso ruolo che al suo interno svolgono gli enti territoriali.

Nella storia del nostro paese, le province hanno sempre dimostrato grandi capacità nell’individuare le risorse strategiche del territorio e nel mobilitare tutte le energie necessarie per permetterne una piena valorizzazione.

Nell’ambito della nuova architettura istituzionale della repubblica, i governi provinciali potranno rivestire un ruolo ancora più rilevante, contribuendo a realizzare quel federalismo cooperativo e solidale che costituisce la vera sfida che ci attende per ripartire sulla strada dello sviluppo, attraverso amministrazioni più “leggere”, più efficienti e più vicine alle esigenze dei cittadini.

Desidero rivolgere a tutti i partecipanti i miei più cordiali saluti e formulare io miei auguri più sinceri per il miglior esito dell’assemblea.

 

Pier Ferdinando Casini

 

Mara Mori: “Chiediamo norme antidiscriminatorie”

“Dove sono finite le quote rosa nella discussione della legge elettorale?”

Lo ha dettola Presidente della Consulta delle Pari opportunità dell’Upi, Mara Mori, intervenendo ai lavori dell’Assemblea Generale delle Province che si stanno svolgendo a Napoli, riferendosi alla mancata presentazione dell’emendamento sulla presenza delle donne nella politica, alla legge elettorale in discussione in Senato. La Consulta delle pari opportunità dell’Upi ha voluto testimoniare anche fisicamente la propria presenza ai lavori dell’Assemblea, innalzando nella sala dell’Auditorium durante tutto l’intervento della Presidente Mori, uno striscione con la scritta “ Ma….le donne ci sono”

 “Basta continuare ad usare termini dispregiativi – ha sottolineato poi la Presidente Mori – le ‘quote rosa’ non sono altro che norme antidiscriminatorie di cui questo Paese ha bisogno, per costruire una democrazia davvero paritaria. Un obiettivo che noi donne della Consulta pari opportunità dell’Upi  ci siamo impegnate ad affermare nella politiche del nostro Paese, a partire delle Province”.

 La Consulta ha presentato all’Assemblea una propria piattaforma di richieste:  “Noi vogliamo che i partiti aprano ad un rapporto paritario le proprie liste elettorali  – hanno detto le Presidenti, Assessore e Consigliere presenti – e ai Presidenti di Provincia chiediamo che si impegnino a nominare donne nelle giunte”.

Una richiesta che ha incassato l’appoggio del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, che si è impegnato a sostenerla e a promuoverla a partire dalla stessa dell’Associazione.

“Presenteremo ufficialmente domani queste nostre richieste al Governo e al Parlamento  – ha detto Mara Mori – quando saremo ricevute al Ministero delle Pari Opportunità e dalla Commissione Pari opportunità del Senato”.



 

ASSEMBLEA GENERALE DELL’UPI

Attraverso questa analisi sui dati relativi ai bilanci consuntivi e al personale delle Province, l’UPI intende offrire un quadro significativo, seppur sintetico, di quello che è stato il processo di crescita istituzionale delle Province dal 2000 al 2004.

Documenti allegati:

De Maria: “Ecco le nostre proposte”

Positiva la disponibilità a ragionare emersa dall’incontro con i Ministri La Loggia e Tremonti, a patto che questa volta sia seguita da fatti.
E’ questo il giudizio espresso dall’Upi, sulla riunione di ieri tra Governo e Province, Comuni e Regioni, nella quale il Sottosegretario Vegas ha dichiarato la disponibilità di Palazzo Chigi a discutere con il sistema delle Autonomie locali dei contenuti del maxiemendamento che sarà varato a breve dal Governo.
“Prendiamo atto – dichiara Fabio Melilli, Presidente dell’Upi – di questa disponibilità del Governo: speriamo che sia davvero l’occasione per aprire un confronto sulla finanziaria. Confronto che fino ad oggi è stato solo annunciato e mai avviato davvero. Vogliamo prima di tutto che il Governo prenda atto della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla illegittimità del “decreto tagliaspese” del 2004 – sottolinea ancora Melilli –  in particolare sul fatto che imporre alle Regioni e agli Enti locali la riduzione di specifiche voci di spesa dai rispettivi bilanci è lesivo dell’autonomia finanziaria, e che da questo si riparta per correggere la finanziaria 2006”.
L’Upi annuncia poi quali saranno le proposte che verranno presentate domani, in Conferenza Unificata, dove il provvedimento approda per ottenere il parere formale del sistema delle Autonomie locali
“Chiediamo – dice Andrea De Maria, Vice Presidente della Provincia di Bologna e responsabile finanza per l’Upi – che  le spese da trasferimenti di funzioni da parte dello Stato e delle Regioni, siano escluse dal calcolo del tetto di spesa.
Lo stesso chiediamo sia previsto per le spese derivanti da interventi finanziati con fondi comunitari, ed in particolare quelle del Fondo Sociale Europeo, perché altrimenti non ci sarà possibile utilizzare risorse preziose, destinate alla promozione del lavoro e della formazione professionale.
Vogliamo che sia cancellato il taglio previsto alle spese del personale, l’1% rispetto a quanto erogato nel 2004, specialmente ora, dopo la sentenza della Consulta, e anche in virtù della reiterazione del blocco delle assunzioni.
Chiediamo il rifinanziamento, per 100 milioni di euro, del fondo per l’edilizia scolastica, per portare a compimento la messa in sicurezza degli oltre 4.300 edifici scolastici tra istituti tecnici e medie inferiori, per un totale di 87.500 classi e più di due milioni di allievi, di cui le Province sono responsabili.”

Ucchielli: “Istituire il Ministero delle politiche giovanili”

Si è insediato oggi in Upi il Coordinamento nazionale degli Assessori Provinciali alle Politiche giovanili, con l’obiettivo di create una rete di amministratori capace di metter in campo progetti innovativi e proposte unitarie, da sottoporre all’attenzione del Governo per determinare politiche efficienti e realmente rispondenti alle tante esigenze del mondo giovanile.

“I giovani sono una risorsa – ha detto il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Palmiro Ucchielli, responsabile per l’Upi del coordinamento – su cui le istituzioni hanno il dovere di investire.

Lavoro, formazione scuola, sono solo alcuni aspetti e criticità su cui dobbiamo trovare risposte immediate. Problematiche assolutamente trasversali, che hanno bisogno di un luogo unitario di risposta: per questo chiederemo alle coalizioni che parteciperanno alla prossima competizione elettorale, di inserire nel loro programma di governo l’istituzione di un Ministero per le politiche giovanili, così come previsto in tanti altri Paesi Europei. Un Ministero che, insieme alle Regioni, alle Province e ai Comuni, possa dare voce a questa risorsa straordinaria che sono le ragazze e i ragazzi del nostro paese, una opportunità per l’Italia e per l’Europa”.

Rossi:“Noi non siamo mai stati convocati”

“Apprendiamo dalla stampa che sulla delega ambientale il Ministro Matteoli avrebbe avuto in queste settimane numerosi incontri con le categorie produttive e i sindacati: voglio ribadire che nonostante le nostre continue richieste, le Province non sono invece mai state contattate”.
A sottolinearlo è Massimo Rossi, Responsabile ambiente per l’Upi e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, che ricorda come l’Ufficio di presidenza dell’Upi, appena qualche giorno fa, abbia approvato all’unanimità un ordine del giorno per chiedere al Ministro dell’Ambiente il rispetto degli accordi del 2001, che prevedevano “di operare pariteticamente nell’elaborazione legislativa ai fini di conseguire gli obiettivi condivisi” e “garantire una interlocuzione sistematica con le Regioni e gli Enti locali nella fase preliminare ed in quelle successive sui singoli temi dell’elaborazione dei decreti legislativi”.
“Torniamo a ribadire al Ministro – conclude il Presidente Rossi –  che non è possibile dare corso ad una riforma di questa portata, senza coinvolgere gli attori protagonisti, che sono proprio le Province e le altre istituzioni locali. Speriamo che tra i tanti appuntamenti di questi giorni, si riesca a trovare spazio anche per ascoltare le nostre proposte e migliorare il testo prima della sua approvazione”.

 

Il parere di Andrea De Maria, responsabile UPI per la finanza locale

La  sentenza  n. 417 della Corte Costituzionale che dichiara illegittimo il decreto  del  Governo  di luglio 2004, cosiddetto “taglia spese”, in quanto “inammissibile  ingerenza nella gestione della spesa degli Enti”,  conferma le critiche allora espresse dal sistema delle Autonomie locali. Si  apre  a  questo  punto  un  tema  rilevantissimo che riguarda la Legge finanziaria  2006, che si caratterizza per la medesima filosofia di tagli e tetti  alla  spesa, decisi centralmente  senza tenere conto degli equilibri fra istituzioni, definiti nel vigente titolo V della Costituzione. L’Unione   Province   d’Italia  ha  da  tempo  proposto  un  meccanismo  di partecipazione  agli  obiettivi  del patto di stabilità da parte di Comuni, Province  e  Regioni  basato  sul  meccanismo dei saldi, che riconoscerebbe
l’autonomia degli Enti locali, pur nella condivisione di obiettivi generali di risanamento della finanza pubblica. È  ora  più  che mai urgente che si svolga l’incontro fra Governo, Regioni, Autonomie  locali,  sulla finanziaria 2006, che le Regioni, l’Anci, l’Upi e
l’Uncem richiedono da tempo, senza aver ricevuto ancora risposte concrete.                                                        

Scheggi, URP Toscana:“Confermate le obiezioni avanzate dall’UPI

 Il presidente dell’Unione regionale delle province toscane (URPT), Lio Scheggi, commenta la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità del Decreto legge sul contenimento della spesa pubblica, approvato con voto di fiducia il 22 e 29 luglio 2004, nella parte in cui fissava per Regioni ed Enti locali tagli alle spese per consulenze esterne, spese di missione all’estero, rappresentanza, relazioni pubbliche e convegni e spese per l’acquisto di beni e servizi. Secondo la Consulta si tratta di vincoli che “non costituiscono principi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica, ma competono una inammissibile ingerenza nell’autonomia degli enti quanto alla gestione della spesa“.
 
“La pronuncia della Consulta – sottolinea Scheggi, presidente dell’URPT – dà valore alla obiezioni di merito che il sistema degli Enti locali ha sempre avanzato rispetto agli atti governativi che ne vincolavano l’operatività, limitandone l’autonomia decisionale senza peraltro concorrere al contenimento della spesa pubblica.

Questa pronuncia, d’altra parte, al di là del fatto che legittima autorevolmente le riserve avanzate dall’UPI, riapre anche la partita su molte delle misure contestate della Finanziaria 2006. Mi auguro, pertanto, che il Parlamento sappia correggere le storture della Legge di bilanicio, tenendo conto dei rilievi della Corte”.

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