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Organizzato per il personale di Province e Comuni

Nei giorni 7 e 8 maggio presso gli Horti Sallustiani in Roma (P.zza Sallustio 21) si terrà una manifestazione dedicata all’approfondimento del tema degli strumenti volontari (Agenda 21 e EMAS) e rivolta al personale delle Amministrazioni provinciali.

Il governo sostenibile del territorio è un processo complesso che richiede lo sviluppo di competenze articolate e integrate su molte problematiche della salvaguardia dell’ambiente, della pianificazione territoriale e dello sviluppo socioeconomico. La riforma dell’Amministrazione dello Stato attribuisce alle Province un ruolo chiave nella ridefinizione degli assetti territoriali nel rispetto del diritto di partecipazione e condivisione delle comunità locali alle grandi scelte per il decollo socioeconomico delle proprie comunità.

Agenda 21 ed EMAS si stanno dimostrando strumenti efficienti per il raggiungimento degli obiettivi ambientali del governo del territorio. Le Province di Viterbo e di Potenza hanno avviato, con la collaborazione dell’ENEA, esperienze pilota di adozione di tali strumenti ottenendo risultati incoraggianti per la creazione di sistemi interni di gestione ambientale presso i propri uffici di Assessorato dell’Ambiente. L’esperienza sviluppata viene messa a disposizione delle altre Amministrazioni attraverso gli uffici di coordinamento dell’UPI, secondo quanto previsto dall’Accordo Quadro UPI-ENEA del 99 per lo sviluppo di programmi congiunti a favore della salvaguardia dell’ambiente e per l’uso sostenibile dell’energia.

Le due giornate di approfondimento scaturiscono dal Convegno svoltosi il 18 Dicembre 2001 a Viterbo “Le Province a Confronto” sul tema “Per una Politica Ecocompatibile del Territorio”, in occasione del quale è stato siglato un accordo tra UPI, ENEA, Comitato Emas, Coordinamento Agenda 21 locale, le Province di Potenza e Viterbo per la diffusione delle buone prassi ad altre realtà effettuate dalle Province di Viterbo (che presiede per il primo anno il comitato di gestione del suddetto procollo), e Potenza attraverso giornate Seminariali e/o di Studio.

L’UPI, in considerazione della rilevanza strategica dell’adozione di simili strumenti volontari nel processo di governo sostenibile del territorio e del loro carattere innovativo, ha ritenuto opportuno chiedere la collaborazione degli Organismi regolatori della materia ovvero i vertici del Ministero dell’Ambiente, dell’ANPA, del Comitato Emas Italia e del Coordinamento Italiano Agenda 21 locali. All’incontro parteciperà anche la Direzione Generale della Commissione Ambiente dell’Unione Europea.

Il sistema comunitario di ecogestione ed audit (EMAS – Environmental Management and Audit Scheme), varato con apposito regolamento Comunitario n. 761/2001 (EMAS II) ed entrato in vigore il 27 Aprile 2001, costituisce il nuovo orientamento della politica ambientale comunitaria.

Le novità essenziali del nuovo Regolamento (EMAS II) riguardano l’estensione del campo di applicazione ai settori non industriali, ed il passaggio dal concetto di sito al concetto di organizzazione come base di riferimento. È di particolare interesse la proposta dell”Italia, accolta dalla Commissione UE, di considerare, per l”adesione ad EMAS, anche entità più complesse rispetto alla singola impresa (aree e distretti industriali).

Accanto a questa possibilità, EMAS II consente le registrazione delle autorità locali (Amministrazioni comunali e provinciali) e le imprese di servizio (turismo, commercio, reti di distribuzione, ecc.), rivelandosi un mezzo particolarmente utile per attuare le politiche di sviluppo sostenibile del territorio.

Grande importanza potrà infine assumere l’impiego di EMAS in connessione con l’Agenda 21, la cui diffusione nel nostro paese appare sempre più ampia, soprattutto in ragione della sinergia che può attivarsi attraverso il contestuale utilizzo dei due strumenti volontari. Agenda 21 ed Emas raggiungono gli stessi obiettivi di miglioramento della qualità ambientale del territorio, attraverso procedimenti tra loro speculari: dalla comunità verso l’amministrazione nel primo caso, dalle amministrazioni verso i soggetti che operano sul territorio nel secondo.

Gli organizzatori del convegno auspicano una sinergia degli sforzi degli attori che partecipano alla diffusione delle politiche territoriali locali che può essere possibile attraverso il contestuale utilizzo dei due strumenti volontari.

In quest”ottica ENEA, UPI, Comitato Emas, Coordinamento Agenda 21 locale, Provincia di Potenza e Provincia di Viterbo hanno promosso il Convegno del 7-8 Maggio 2002.

Il Convegno è aperto anche ad amministratori pubblici – Sindaci, Assessori all”Ambiente, all”Urbanistica, all”Industria, ai capi degli Uffici Tecnici, alle articolazioni territoriali della Pubblica Amministrazione, Province, Comuni, Comunità Montane, Circondario, ATO, Enti di Bonifica, AUSL, ovvero a tutti gli Enti che hanno uno stretto collegamento con il territorio, così come ai rappresentanti delle categorie economiche e produttive, ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e a tutte le imprese operanti sul territorio interessate ad impegnarsi volontariamente a difesa della qualità dell”ambiente, anche alla luce delle recenti normative che hanno stanziato fondi per la gestione ambientale nelle piccole e medie imprese.

In particolare nell’attuale fase di evoluzione del mercato dei servizi pubblici e nella previsione di notevoli modificazioni normative nel settore dell’igiene ambientale, dell’acqua e dell’energia, anche le aziende fornitrici di servizi si troveranno sempre più impegnate nello sviluppo di politiche di qualità ambientale, e potranno trovare nel convegno importanti stimoli per operare più proficuamente in questa direzione.

Dichiarazione di Lorenzo Ria, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia

Hanno ucciso un uomo del dialogo: tutti gli amministratori provinciali e i Presidenti di Provincia italiani esprimono sdegno e sconcerto per un atto vile con il quale si vuole minare il tessuto democratico di questo Paese. L’unione delle Province esprime la propria ferma condanna per questa intimidazione che non raggiungerà, però, il suo scopo: tutti gli amministratori restano in prima linea a difendere i valori della democrazia perché lo riteniamo l’unico modo per onorare la memoria di Marco Biagi, un professionista serio, disponibile al dialogo, l’interlocutore che solo pochi giorni fa abbiamo incontrato, come province, poiché impegnato nella riforma degli uffici di collocamento. Questo deve essere il momento della compattezza, per tutti, perché solo così si potrà reagire efficacemente.

Ma basterebbero 19 mila miliardi per la prevenzione

Allarme rosso in Italia per frane e alluvioni: la situazione di rischio che risulta dall’analisi degli strumenti di pianificazione predisposti dalle Autorità di bacino risulta infatti particolarmente preoccupante. Nel territorio nazionale sono state individuate e perimetrate 11.468 aree ad elevato rischio che ricadono in 2.875 comuni. In particolare sono presenti 6.689 aree a rischio frana, 37 a rischio valanga, 2.446 a rischio alluvione.

Per l’eliminazione del rischio in queste aree è necessario attuare interventi urgenti di messa in sicurezza, che comportano un fabbisogno di oltre 9.700 milioni di Euro (pari a poco meno di 19.000 miliardi di Lire).

E’ quanto si ricava dalla ricognizione sulla pianificazione territoriale fatta a livello provinciale su tutto il territorio nazionale dall’Unione delle Province d’Italia e dal Ministero dell’Ambiente che verrà presentata domani a Roma da Silvano Moffa, Presidente della Provincia di Roma e da Forte Clò, Vicepresidente dell’Unione Province d’Italia, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio Altero Matteoli.

L’iniziativa, che si svolgerà presso la ex Sala Stampa Giubileo in Via di Porta Castello dalle ore 11 alle ore 18, mira a presentare il quadro della pianificazione provinciale con una particolare attenzione rivolta al settore della prevenzione del rischio idrogeologico.

La collaborazione attivata dal 1999 tra Ministero ed Unione delle Province ha consentito l”avvio della ricognizione verificandone il livello di interazione con la pianificazione del settore idrogeologico di competenza delle Autorità di bacino. Il Testo unico degli Enti locali ha confermato le premesse, già poste dalla l.n.142/90, per conferire alle Province un ruolo di rilievo nella programmazione e nella pianificazione del territorio, anche per quanto attiene le funzioni di difesa del suolo, di tutela e valorizzazione dell’ambiente e del territorio, di prevenzione delle calamità, di valorizzazione dei beni culturali, di viabilità e di trasporti.

Il quadro dello stato di attuazione della pianificazione provinciale indica che su 103 Province 91 province hanno intrapreso il processo di pianificazione territoriale (53 piani in elaborazione, 23 approvati, 14 adottati e 1 in via di adozione).

Saranno presenti: Casini, Fini, Scajola, La Loggia, Bossi e Pisanu

Si svolgerà a Roma all’Auditorium della Tecnica dell’Eur il 13 e 14 dicembre prossimi l’Assemblea dell’Unione delle Province d’Italia (Upi) dal titolo “La Provincia nella costruzione del federalismo”. I lavori si apriranno giovedì 13 alle ore 10,30 con il ministro dell’Interno Claudio Scajola e proseguiranno, fra gli altri, con il presidente della Camera Pierferdinando Casini, con il ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia (alle ore 16) e con il ministro per le Riforme Istituzionali Umberto Bossi (alle ore 19).

Venerdì 14 interverranno il ministro per l’attuazione del programma di governo Beppe Pisanu (ore 10,30) e il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini (alle ore 12,30).

I lavori saranno chiusi alle ore 13 dal presidente dell’Upi Lorenzo Ria.

Nel corso dei lavori interventi di Walter Veltroni, Francesco Storace, Vincenzo Cerullii Irelli, Enzo Ghigo, Leonardo Domenici, Enrico Borghi e Giuseppe De Rita.

Presiederanno i lavori di giovedì 13 il presidente della Provincia di Roma e vicepresidente Upi Silvano Moffa e il vicepresidente vicario Upi Forte Clò. Venerdì 14 presiederà il presidente della Provincia di Brindisi Nicola Frugis.

“Necessario un confronto sul nuovo testo del Titolo V”

“Continuare a discutere su accordi tutti interni al Governo, senza coinvolgere direttamente le Province e i Comuni, veri protagonisti del futuro assetto federalista dello Stato, non può che produrre nuova confusione e pasticci legislativi inattuabili.”. Lo dichiara il Presidente dell’UPI, Lorenzo Ria, commentando l’intesa raggiunta ieri dal Governo, che fa procedere su un “doppio binario” la discussione sulla riforma del Titolo V e la votazione sulla devolution.

“Chiediamo al Governo – prosegue Ria – di convocarci al più presto, per farci conoscere il nuovo testo del Titolo V, che sarà portato in discussione in Consiglio dei Ministri venerdì prossimo. Solo una consultazione diretta con Comuni, Province e Regioni potrà permettere all’Italia di costruire un assetto normativo federalista efficace ed attuabile. Anche perché, continuando su questa strada, non si fa altro che aprire nuovi scenari dimenticando invece che la vera riforma deve essere ancora attuata, a partire dal federalismo fiscale e dall’insediamento immediato della Commissione bicamerale per le questioni regionali”.

 

Roma, 8 aprile 2003

Stati Generali delle associazioni

I CONSIGLI NAZIONALI ED I DIRETTIVI DELL”ANCI, DELL”UPI

DELL”UNCEM E DELLA I,EGA DELLE AUTONOMIE

riunitisi a Rimini il 2 Aprile 2003

DENUNCIANO

Il ricorrente venir meno da parte del Governo agli impegni, alle intese, e agli accordi presi nelle varie sedi di confronto e concertazione istituzionale. Da ultimo, la bocciatura del decreto contenente “Disposizioni urgenti in materia di bilanci degli enti locali”, preventivamente concordato con il Ministero dell”Interno e con il Ministero dell”Economia, che prevedeva norme favorevoli per gli enti locali nella predisposizione dei propri bilanci. Decreto che – chiediamo – venga immediatamente ripresentato nella versione concordata.

Il progressivo deterioramento dei rapporti interistituzionali e l”esigenza di rivitalizzare le attuali sedi di concertazione, quali le Conferenze Stato – città e Unificata, per realizzare un confronto ed una dialettica più efficace ed incisiva;

AUSPICANO

per scongiurare l”affermarsi di un neo centralismo regionale anche in materia di federalismo fiscale, un incontro urgente con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, al fine di concertare un approccio, condiviso ed unitario all”attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione;

CHIEDONO

1. di procedere celermente con l”approvazione del disegno di legge cd. La Loggia che deve contenere il conferimento della delega al Governo per l”individuazione, con legge statale, delle funzioni fondamentali dei comuni delle province e delle città metropolitane e per la revisione delle norme statali in materia di ordinamento degli enti locali;

2. di concertare preventivamente. al fine di poter formulare apposite indicazioni ed orientamenti. il disegno di legge costituzionale di revisione del Titolo V della Costituzione che il Governo si appresta a presentare;

3. di approvare la modifica dei regolamenti parlamentari, indispensabile per procedere all”integrazione della Commissione bicamerale per le questioni regionali;

4. di completare la transizione verso un ordinamento autonomistico, procedendo alla revisione dell”attuale bicameralismo in Camera delle Autonomie;

RITENGONO ESSENZIALE

1. insediare immediatamente 1”Alta Commissione di studio in materia di federalismo fiscale, per procedere alla fissazione degli indirizzi per l”attuazione dell”art.119 della Costituzione che dovranno essere recepite nella legge statale di coordinamento della finanza pubblica. In particolare, le Autonomie locali ritengono che il nuovo modello di finanza pubblica debba prevedere un ampliamento della compartecipazione al gettito dei tributi erariali riferibile al territorio che progressivamente deve sostituire il meccanismo dei trasferimenti statali e che, già dal 2004, sia legata all’andamento complessivo del gettito, garantendo un nuovo sistema di perequazione;

2. garantire, nel nuovo sistema di finanza pubblica, 1”autonomia impositiva e tributaria di Comuni e Province, sia in ordine alla possibilità di istituire tributi propri e di regolamentare con maggiore autonomia i tributi locali a carattere generale già previsti dalla legge statale;

3. prevedere forme e sedi di concertazione e co-decisione per procedere all”elaborazione e definizione dei prossimi documenti di programmazione economico-finanziaria, i quali devono stabilire in modo condiviso obiettivi, procedure, monitoraggio, sanzioni ed incentivi per il concorso dei Comuni e delle Province al Patto di stabilità interno;

SOLLECITANO

Il Governo a convocare una Conferenza Unificata dedicata esclusivamente all”attuazione dell”art.119 della Costituzione, per definire al più presto l”accordo politico istituzionale sull”assetto federale finanziario e fiscale del Paese, come espressamente indicato dalla legge finanziaria per il 2003 proposta dallo stesso Governo.

RIBADISCONO

La necessità di avere una “finanziaria per le autonomie” frutto di confronto fra autonomie e Governo che parta dalla definizione del nuovo DPEF e si formalizzi concretamente nella nuova legge di bilancio per il 2004.

Ria al Salone delle Autonomie locali di Rimini

Alla presenza del Ministro Stanca, il quale ha inaugurato il 3° Salone delle Autonomie locali a Rimini, Lorenzo Ria ha dichiarato:

“La telematica e le tecnologie hanno un ruolo strategico per le pubbliche amministrazioni. Vi è oggi una forte impegno delle Province nell’innovazione e nella diffusione delle tecnologie, come conferma la loro generale partecipazione al primo avviso sui progetti di e-government, lo sforzo di coordinamento progettuale e la grande capacità dimostrata nella cooperazione istituzionale. D’altronde, l’UPI si è attivata da tempo su questi temi con l’istituzione di un Coordinamento delle Province per l’e-government e con la firma del Protocollo di intesa con il Ministro Stanca per l’istituzione di un “Comitato permanente”.

Entro 24 mesi i progetti saranno realizzati. La questione che si pone oggi all’attenzione del paese è quella delle infrastrutture che consentano di diffondere i servizi avanzati anche nelle aree meno sviluppate. L’impegno di tutti è quello di unificare il paese sotto il profilo delle dotazioni tecnologiche e delle infrastrutture. Nel secondo bando occorrerà favorire la diffusione delle tecnologie privilegiando il riuso delle soluzioni adottate nel primo bando. In quest’ottica, le Province, consapevoli del nostro ruolo di fondamentale cerniera istituzionale, spingono verso una più stretta cooperazione istituzionale con Regioni e Comuni.”

Rimini, 3 aprile 2003

Ria: questo governo è commissariato

Non ha alcun senso che s’incontrino il Ministro dell’Interno o altri Ministri della Repubblica, con le rappresentanze dell’Upi e dell’Anci, e che tentino faticosamente di trovare delle intese, se poi qualcuno, all’interno del Governo, lavora sistematicamente per fa saltare gli accordi raggiunti.

Il fatto che il ministro dell’Interno abbia proposto al Consiglio dei Ministri i risultati di un’intesa faticosamente conseguita con le Associazioni delle Province e dei Comuni d’Italia – un’intesa indispensabile per consentire in molti casi una corretta chiusura dei conti consuntivi 2002 ed una veritiera approvazione dei bilanci di previsione 2003 – e che il Ministro del Tesoro sia stato l’oppositore ad oltranza, oltre ogni legittima ragione, del rispetto di quest’intesa, dimostra inequivocabilmente che in Italia tutti i Ministri sono di fatto commissariati.

Questa circostanza dimostra anche che, a prescindere dalla personale disponibilità del Ministro Pisanu – cui va il rispetto e la stima per essere un interlocutore rigoroso e responsabile del mondo delle Autonomie – ogni accordo di Upi e Anci con i legittimi rappresentanti del Governo è scritto sulla sabbia.

Sino a ieri abbiamo potuto fare affidamento anche sull’impegno d’onore o sul patto tra gentiluomini sottoscritto con i tecnici ministeriali. Oggi non possiamo contare neppure sugli accordi sottoscritti con il Ministro.

Il voltafaccia del Governo alle proposte del Ministro dell”Interno lascia aperte ed irrisolte diverse gravi questioni.

La modifica dei criteri applicativi del patto di stabilità interno per il 2002, da cui calcolo del saldo finanziario dovrebbero essere escluse le spese correlate alle integrazioni per legge delle funzioni delle province, nei limiti delle maggiori entrate connesse all’esercizio delle nuove funzioni. In assenza di tale modifica, il 90% delle Province, pur rigorosamente rispettose degli obiettivi del Patto di stabilità interno, sarebbe formalmente fuori del patto 2002.

Le coperture dei maggiori costi connessi al rinnovo contrattuale. L’accordo Governo OO.SS del febbraio 2002, ha previsto un incremento aggiuntivo dei costi contrattuali che, per il solo anno 2003, ammonta al 1%. Province e Comuni non hanno risorse per coprire l’impegno conseguente all’intesa assunta dal Governo e chiedono perciò l’intervento dello Stato. L’importo contrattuale aggiuntivo dovrebbe naturalmente essere escluso dal Patto di Stabilità Interno.

L’Unione delle Province d’Italia ritiene particolarmente grave la scelta operata dal Governo e, pur esprimendo apprezzamento e solidarietà al Ministro dell’Interno, rileva che da domani in poi non ha alcun senso siglare intese con lui che non siano state preventivamente autorizzate dal Ministro del Tesoro.

Intanto i problemi finanziari e contabili di Province e Comuni diventano insostenibili. A tali problemi il Ministro Tremonti propone sostanzialmente di far fronte con operazioni cosmetiche ed elusive.

Dinanzi a tanta insensibilità, l’Unione delle Province d’Italia ha il dovere di appellarsi al Parlamento, ai Gruppi Parlamentari ed alle forze politiche.

 

Roma, 31.03.2003

Il rilancio del ruolo dell’istituzione locale

Sarà presentato domani dall’intero vertice dell’Upi, rappresentato dal presidente, Lorenzo Ria e dai due vicepresidenti, Silvano Moffa e Forte Clò, nella sede di piazza Cardelli alle 12.30, il nuovo spot istituzionale sui compiti della Provincia, dal titolo “La Provincia: un istituzione al servizio dell’Italia”, firmato da Michele Mirabella nelle inconsuete vesti di regista.

Lo spot che andrà in onda sulle reti rai a partire dal 16 e fino al 29 marzo e poi diffuso da tutte le 100 Province italiane sulle reti radio e tv locali, ha lo scopo di destare l’interesse e sensibilizzare il cittadino sui compiti della provincia, nel momento in cui restano ancora aperti alcuni problemi che ostacolano la piena applicazione del processo federalista.

Nel film di 30 secondi, realizzato dalla Proxima, società di produzione partner di Cinecittà digital, Mirabella e Erika Bernardi, una giovane attrice emergente che simboleggia la Provincia italiana, danno vita a un set virtuale nel cui sfondo sfilano affascinanti scorci di emblematiche bellezze paesaggistiche e monumentali italiane.

Roma, 11 marzo 2003

“Problemi aperti sulla finanza locale”

NOTA ANCI – UPI

SU LEGGE FINANZIARIA 2003

L.N.289/02

 

PROBLEMI APERTI

SULLA FINANZA LOCALE

 

Roma, 6 febbraio 2003

 


1. PATTO DI STABILITA’ (ANNO 2002) – Si chiede che il Governo modifichi i criteri applicativi del patto di stabilità interno per il 2002, con riferimento al calcolo del saldo finanziario, escludendo da esso le spese correlate a modifiche legislative nei limiti delle corrispondenti entrate. È infatti assurdo stralciare le entrate e computare invece le spese. Per le Province e anche per molti Comuni, il raffronto con l’anno 2000 ha generato un surplus di spese per funzioni trasferite, che ha portato oltre il 90% delle Province ad essere formalmente fuori dal patto 2002, pur avendone rispettato sostanzialmente la ratio. Tale situazione è stata più volte fatta presente anche attraverso emendamenti alla legge finanziaria 2003.

L’UPI e l’ANCI richiedono pertanto una specifica modifica normativa

 

2. REGIME DELLE ASSUNZIONI PER L’ANNO 2003 – Al fine di non penalizzare le assunzioni negli enti locali (articolo 34 della legge finanziaria 2003), si ritiene necessario considerare come unico obiettivo del 2002 il rispetto del saldo finanziario. Tale interpretazione risulterebbe coerente con la disposizione contenuta nell’art. 29, comma 9, della finanziaria 2003 che ha soppresso la sanzione di carattere finanziario a carico degli enti che non abbiano rispettato il limite posto agli impegni e ai pagamenti

A tal fine si chiede che in sede di predisposizione dei Dpcm previsti dall’art. 34, comma 11 della legge n.289/02 siano ritenuti virtuosi gli enti che abbiano rispettato il saldo finanziario  imposto dal patto di stabilità per l’anno 2002, secondo le modifiche richieste al punto 1.

Tali Dpcm dovranno peraltro prevedere che le disposizioni relative alle assunzioni connesse al passaggio di funzioni e competenze alle regioni e agli enti locali il cui onere sia coperto da trasferimenti compensativi, facciano esplicito riferimento anche a trasferimenti a tale scopo erogati dalle regioni agli enti locali.

 

3. ART. 29, COMMA 17, L.N.289/02 –  Tale comma impone alle province e ai comuni sopra i 5000 abitanti la  predisposizione di una previsione cumulativa articolata per trimestri in termini di cassa del disavanzo finanziario. In caso di scostamento dall’obiettivo trimestrale, gli enti sono tenuti, nel periodo successivo e fino a quando non risulti riassorbito lo scostamento registrato, a limitare i pagamenti correnti entro l’ammontare dei pagamenti effettuati alla stessa data e allo stesso titolo nell’anno 2001. Se si può comprendere la necessità di rientrare dallo scostamento, no si condividono le modalità imposte.

L’ANCI e l’UPI richiedono una modifica della norma che lasci la possibilità agli enti di decidere come e quali pagamenti limitare ai fini del riassorbimento dello scostamento, senza il rfeirmento alla stessa data e allo stesso titolo del 2001.

 

4. COPERTURA COSTI PER RINNOVO CONTRATTUALE – L’accordo Governo-OO.SS. del febbraio 2002 ha previsto un ulteriore incremento dello 0,99%, solo per il 2003,  dei costi dei rinnovi contrattuali, aumenti che devono essere ristorati dal Governo, pena il non raggiungimento dei vincoli posti dal patto di stabilità interno per gli enti locali; è peraltro evidente che tali oneri devono essere posti al di fuori del patto di stabilità interno.

Sulla base di tali considerazioni l’ANCI e l’UPI richiedono: a) la copertura di tali oneri (stimati in circa 300 milioni di euro); b) esclusione di tali oneri dal patto di stabilità interno.


5. RINEGOZIAZIONE ED ESTINZIONE ANTICIPATA DEI MUTUI

Rinegoziazione ed estinzione anticipata, senza penalizzazione, dei  mutui in essere con la Cassa Depositi e Prestiti.

In sede di discussione parlamentare e di confronto con ANCI e UPI relativamente alla Legge Finanziaria 2003, il Ministero del Tesoro si è impegnato ad  adottare provvedimenti in materia. Ma l’impegno è tuttora inevaso.

 

6 A. RIMBORSO IVA PER SERVIZI ESTERNALIZZATI Nella tabella di bilancio del Min, Upb 2123, capitolo 1332 sono previsti 230.600.700 euro per l’anno 2003. Tali stanziamenti sono chiaramente insufficienti. Per arrivare al medesimo rimborso del 2002 mancano 263 milioni di euro.

Il fabbisogno per il 2003 sarà determinato dalle richieste degli Enti locali..

Le risorse mancanti vanno recuperate, come per l’anno 2002, in sede di assestamento del bilancio.

Rimane poi irrisolto il problema del rimborso che viene effettuato solo al 51 per cento, mentre deve avvenire al 100%

 

6.B RIMBORSO IVA PER TRASPORTO PUBBLICO LOCALE – In bilancio non vi è alcuna disponibilità. Esiste una indicazione per memoria.

Stranamente lo stanziamento è stato inserito nel Fondo unico per gli investimenti (Upb 2.2.10.2 – capitolo 7272 – Min.). Anche in questo caso il fabbisogno viene definito tramite la raccolta  delle domande degli Enti locali. Anche in questo caso, lo stanziamento, che nel 2002 è stato pari a 244 milioni di euro, va recuperato in sede di assestamento. Il rimborso avviene al 51%, mentre deve avvenire al 100%.


7. RECUPERO DEL PREGRESSO – Il recupero di somme di cui all’art. 31, comma 12, lett. B) della legge n. 289/02, opera su bilanci già chiusi in base a norme allora vigenti negli enti che non avevano sufficiente capienza di trasferimenti erariali. Tale recupero con effetto retroattivo è di dubbia legittimità, soprattutto in relazione alla legge 124/99 la quale non prevede espressamente (come invece è previsto nel d.lgs. 446/97 e nella l.n.133/99) una disposizione per gli enti senza sufficienti trasferimenti erariali. In aggiunta è da ritenersi assolutamente illegittima e inaccettabile la modalità con cui tale recupero dovrebbe essere effettuato, ossia attraverso il concessionario che riscuote e versa alle Province l’imposta Rca.

L’UPI aveva richiesto l’eliminazione del recupero, successivamente il Governo si era comunque impegnato a prevedere la rateizzazione decennale: in assenza di un provvedimento in tal senso da parte del Governo l’UPI sosterrà le iniziative delle Province volte a promuovere un’azione legale presso il Tar contro il decreto applicativo di cui al comma 13.

  

8. RIMBORSO IPT – Il decreto legge 138/02, convertito con modificazioni nella legge n. 178/02 ha previsto, nell’ambito di misure volte all’incentivazione della rottamazione degli autoveicoli non conformi alle direttive comunitarie in materia di inquinamento, la sospensione del pagamento dell’IPT fino al 31.12.02. Tale misura è stata reiterata fino al 31.3.03. Per tali motivi l’UPI richiede l’immediata trasmissione dei dati relativi al mancato gettito IPT per l’anno 2002, nonché l’attivazione dei meccanismi di rimborso attraverso il Ministero dell’Interno. Richiede altresì che al 30.4.03 vengano comunque comunicati i dati relativi al 2003 e successivamente si provveda al rimborso.

 

9. COMPARTECIPAZIONE IRPEF – Le basi di calcolo dell’addizionale comunale Irpef e della compartecipazione Irpef sono ancora quelle del 1999, standardizzate. Si richiede una verifica per l’aggiornamento e per l’avvio alla riscossione diretta, anche nella previsione dell’ingresso, in tale meccanismo, anche delle Province.


10. TARSU SCUOLA – Non sono stati assegnati i 37,5 milioni di euro per l’anno 2002 e non è stato rifinanziato il 2003. Sono ancora indisponibili le risorse relative agli anni 1999, 2000, 2001.

 

11. RIMBORSO PERDITA DI GETTITO PER MODIFICA ALL’IMPOSTA DI PUBBLICITA’   Si è ancora in attesa della pubblicazione sulla GU del decreto per raccogliere le richieste finanziarie dei Comuni. Le disponibilità finanziarie (quelle già previste per il 2002 saranno certamente insufficienti), non sono rintracciabili nel bilancio 2003 (neppure i circa 100 milioni di euro già previsti per l’anno 2002).

 

12. RECUPERO RISORSE ICI PER MODIFICA RENDITE CATASTALI – (stabilimenti industriali e decreto del Ministero delle Finanze che ha ridefinito le rendite catastali per circa 200 Comuni). E’ già approvato il regolamento ministeriale per il recupero delle risorse ma resta inoperante.
 

13 COMPENSAZIONI PER RIFORMA ADDIZIONALE ENEL.

Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Economia i Comuni risultano in credito..

Manca il decreto ministeriale di attuazione.


14. ESTENSIONE ALLE PROVINCE DI NORME RELATIVE AI COMUNI

– emendare l’art.27, comma 18 della legge 448/01 al secondo capoverso, nel seguente modo:

   dopo le parole attribuito ai comuni aggiungere le parole “e alle province”

 

– emendare l’art.50, comma 3 della legge 289/02 nel seguente modo:

   dopo le parole concede ai comuni aggiungere le parole “e alle province”

Accolta la richiesta di Anci e Upi per una verifica delle ricadute

Anci e Upi hanno ottenuto la convocazione, al più presto, di un tavolo di confronto “ad altissimo livello”, presieduto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per discutere i problemi rimasti aperti – per gli Enti Locali – dopo la approvazione della legge Finanziaria 2003.

La notizia della attivazione di questo Tavolo è stata data dal Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia nel corso della Conferenza Unificata.

Sulla questione, l’Associazione dei Comuni e l’Unione delle Province hanno da tempo avanzato la richiesta di un provvedimento correttivo della Finanziaria che, come hanno sottolineato più volte il Presidente dell’ANCI Leonardo Domenici e il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria “ha operato una incisiva riduzione delle risorse finanziarie dei Comuni e delle Province, creando giuste preoccupazioni circa il reperimento dei fondi necessari alla copertura di alcune delle voci di spesa più significative”. Tra le questioni irrisolte ricordate da Domenici, vi è anche “la difficoltà in cui presto si troveranno gli Enti locali per l’aumento dei costi del personale derivante dalla conclusione delle trattative per il rinnovo contrattuale, ormai prossima, sul quale inciderà pesantemente l’accordo ‘Frattini’”.

 Roma 6 febbraio 2003

La posizione italiana sul ruolo degli enti locali

Si é svolto, martedì 4 febbraio alla Presidenza del Consiglio, il secondo incontro tra il Governo, i rappresentanti delle Regioni e delle tre Associazioni delle Autonomie locali, Anci, Upi e Uncem, con alcuni esponenti italiani alla Convenzione europea in vista della sessione plenaria che la “costituente europea” dedicherà il 6 e 7 febbraio al ruolo degli Enti locali e regionali nel prossimo Trattato, su impulso del Parlamento europeo.

La posizione italiana, messa a punto nel corso della riunione, é stata riassunta in tre capoversi essenziali: “l’Unione riafferma il suo sostegno al perseguimento del decentramento degli enti territoriali e ne favorisce la partecipazione alla vita dell’Unione nel rispetto degli ordinamenti statali”; si ricorda “il valore delle specificità del territorio, in particolare della montagna e dell’insularità”; infine “si evidenzia il ruolo importante che le città rivestono per il raggiungimento degli obiettivi europei dello sviluppo economico, della coesione sociale e dell’integrazione culturale dei cittadini europei”.

5 febbraio 2003

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