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Ria al Salone delle Autonomie locali di Rimini

Alla presenza del Ministro Stanca, il quale ha inaugurato il 3° Salone delle Autonomie locali a Rimini, Lorenzo Ria ha dichiarato:

“La telematica e le tecnologie hanno un ruolo strategico per le pubbliche amministrazioni. Vi è oggi una forte impegno delle Province nell’innovazione e nella diffusione delle tecnologie, come conferma la loro generale partecipazione al primo avviso sui progetti di e-government, lo sforzo di coordinamento progettuale e la grande capacità dimostrata nella cooperazione istituzionale. D’altronde, l’UPI si è attivata da tempo su questi temi con l’istituzione di un Coordinamento delle Province per l’e-government e con la firma del Protocollo di intesa con il Ministro Stanca per l’istituzione di un “Comitato permanente”.

Entro 24 mesi i progetti saranno realizzati. La questione che si pone oggi all’attenzione del paese è quella delle infrastrutture che consentano di diffondere i servizi avanzati anche nelle aree meno sviluppate. L’impegno di tutti è quello di unificare il paese sotto il profilo delle dotazioni tecnologiche e delle infrastrutture. Nel secondo bando occorrerà favorire la diffusione delle tecnologie privilegiando il riuso delle soluzioni adottate nel primo bando. In quest’ottica, le Province, consapevoli del nostro ruolo di fondamentale cerniera istituzionale, spingono verso una più stretta cooperazione istituzionale con Regioni e Comuni.”

Rimini, 3 aprile 2003

Ria: questo governo è commissariato

Non ha alcun senso che s’incontrino il Ministro dell’Interno o altri Ministri della Repubblica, con le rappresentanze dell’Upi e dell’Anci, e che tentino faticosamente di trovare delle intese, se poi qualcuno, all’interno del Governo, lavora sistematicamente per fa saltare gli accordi raggiunti.

Il fatto che il ministro dell’Interno abbia proposto al Consiglio dei Ministri i risultati di un’intesa faticosamente conseguita con le Associazioni delle Province e dei Comuni d’Italia – un’intesa indispensabile per consentire in molti casi una corretta chiusura dei conti consuntivi 2002 ed una veritiera approvazione dei bilanci di previsione 2003 – e che il Ministro del Tesoro sia stato l’oppositore ad oltranza, oltre ogni legittima ragione, del rispetto di quest’intesa, dimostra inequivocabilmente che in Italia tutti i Ministri sono di fatto commissariati.

Questa circostanza dimostra anche che, a prescindere dalla personale disponibilità del Ministro Pisanu – cui va il rispetto e la stima per essere un interlocutore rigoroso e responsabile del mondo delle Autonomie – ogni accordo di Upi e Anci con i legittimi rappresentanti del Governo è scritto sulla sabbia.

Sino a ieri abbiamo potuto fare affidamento anche sull’impegno d’onore o sul patto tra gentiluomini sottoscritto con i tecnici ministeriali. Oggi non possiamo contare neppure sugli accordi sottoscritti con il Ministro.

Il voltafaccia del Governo alle proposte del Ministro dell”Interno lascia aperte ed irrisolte diverse gravi questioni.

La modifica dei criteri applicativi del patto di stabilità interno per il 2002, da cui calcolo del saldo finanziario dovrebbero essere escluse le spese correlate alle integrazioni per legge delle funzioni delle province, nei limiti delle maggiori entrate connesse all’esercizio delle nuove funzioni. In assenza di tale modifica, il 90% delle Province, pur rigorosamente rispettose degli obiettivi del Patto di stabilità interno, sarebbe formalmente fuori del patto 2002.

Le coperture dei maggiori costi connessi al rinnovo contrattuale. L’accordo Governo OO.SS del febbraio 2002, ha previsto un incremento aggiuntivo dei costi contrattuali che, per il solo anno 2003, ammonta al 1%. Province e Comuni non hanno risorse per coprire l’impegno conseguente all’intesa assunta dal Governo e chiedono perciò l’intervento dello Stato. L’importo contrattuale aggiuntivo dovrebbe naturalmente essere escluso dal Patto di Stabilità Interno.

L’Unione delle Province d’Italia ritiene particolarmente grave la scelta operata dal Governo e, pur esprimendo apprezzamento e solidarietà al Ministro dell’Interno, rileva che da domani in poi non ha alcun senso siglare intese con lui che non siano state preventivamente autorizzate dal Ministro del Tesoro.

Intanto i problemi finanziari e contabili di Province e Comuni diventano insostenibili. A tali problemi il Ministro Tremonti propone sostanzialmente di far fronte con operazioni cosmetiche ed elusive.

Dinanzi a tanta insensibilità, l’Unione delle Province d’Italia ha il dovere di appellarsi al Parlamento, ai Gruppi Parlamentari ed alle forze politiche.

 

Roma, 31.03.2003

Il rilancio del ruolo dell’istituzione locale

Sarà presentato domani dall’intero vertice dell’Upi, rappresentato dal presidente, Lorenzo Ria e dai due vicepresidenti, Silvano Moffa e Forte Clò, nella sede di piazza Cardelli alle 12.30, il nuovo spot istituzionale sui compiti della Provincia, dal titolo “La Provincia: un istituzione al servizio dell’Italia”, firmato da Michele Mirabella nelle inconsuete vesti di regista.

Lo spot che andrà in onda sulle reti rai a partire dal 16 e fino al 29 marzo e poi diffuso da tutte le 100 Province italiane sulle reti radio e tv locali, ha lo scopo di destare l’interesse e sensibilizzare il cittadino sui compiti della provincia, nel momento in cui restano ancora aperti alcuni problemi che ostacolano la piena applicazione del processo federalista.

Nel film di 30 secondi, realizzato dalla Proxima, società di produzione partner di Cinecittà digital, Mirabella e Erika Bernardi, una giovane attrice emergente che simboleggia la Provincia italiana, danno vita a un set virtuale nel cui sfondo sfilano affascinanti scorci di emblematiche bellezze paesaggistiche e monumentali italiane.

Roma, 11 marzo 2003

“Problemi aperti sulla finanza locale”

NOTA ANCI – UPI

SU LEGGE FINANZIARIA 2003

L.N.289/02

 

PROBLEMI APERTI

SULLA FINANZA LOCALE

 

Roma, 6 febbraio 2003

 


1. PATTO DI STABILITA’ (ANNO 2002) – Si chiede che il Governo modifichi i criteri applicativi del patto di stabilità interno per il 2002, con riferimento al calcolo del saldo finanziario, escludendo da esso le spese correlate a modifiche legislative nei limiti delle corrispondenti entrate. È infatti assurdo stralciare le entrate e computare invece le spese. Per le Province e anche per molti Comuni, il raffronto con l’anno 2000 ha generato un surplus di spese per funzioni trasferite, che ha portato oltre il 90% delle Province ad essere formalmente fuori dal patto 2002, pur avendone rispettato sostanzialmente la ratio. Tale situazione è stata più volte fatta presente anche attraverso emendamenti alla legge finanziaria 2003.

L’UPI e l’ANCI richiedono pertanto una specifica modifica normativa

 

2. REGIME DELLE ASSUNZIONI PER L’ANNO 2003 – Al fine di non penalizzare le assunzioni negli enti locali (articolo 34 della legge finanziaria 2003), si ritiene necessario considerare come unico obiettivo del 2002 il rispetto del saldo finanziario. Tale interpretazione risulterebbe coerente con la disposizione contenuta nell’art. 29, comma 9, della finanziaria 2003 che ha soppresso la sanzione di carattere finanziario a carico degli enti che non abbiano rispettato il limite posto agli impegni e ai pagamenti

A tal fine si chiede che in sede di predisposizione dei Dpcm previsti dall’art. 34, comma 11 della legge n.289/02 siano ritenuti virtuosi gli enti che abbiano rispettato il saldo finanziario  imposto dal patto di stabilità per l’anno 2002, secondo le modifiche richieste al punto 1.

Tali Dpcm dovranno peraltro prevedere che le disposizioni relative alle assunzioni connesse al passaggio di funzioni e competenze alle regioni e agli enti locali il cui onere sia coperto da trasferimenti compensativi, facciano esplicito riferimento anche a trasferimenti a tale scopo erogati dalle regioni agli enti locali.

 

3. ART. 29, COMMA 17, L.N.289/02 –  Tale comma impone alle province e ai comuni sopra i 5000 abitanti la  predisposizione di una previsione cumulativa articolata per trimestri in termini di cassa del disavanzo finanziario. In caso di scostamento dall’obiettivo trimestrale, gli enti sono tenuti, nel periodo successivo e fino a quando non risulti riassorbito lo scostamento registrato, a limitare i pagamenti correnti entro l’ammontare dei pagamenti effettuati alla stessa data e allo stesso titolo nell’anno 2001. Se si può comprendere la necessità di rientrare dallo scostamento, no si condividono le modalità imposte.

L’ANCI e l’UPI richiedono una modifica della norma che lasci la possibilità agli enti di decidere come e quali pagamenti limitare ai fini del riassorbimento dello scostamento, senza il rfeirmento alla stessa data e allo stesso titolo del 2001.

 

4. COPERTURA COSTI PER RINNOVO CONTRATTUALE – L’accordo Governo-OO.SS. del febbraio 2002 ha previsto un ulteriore incremento dello 0,99%, solo per il 2003,  dei costi dei rinnovi contrattuali, aumenti che devono essere ristorati dal Governo, pena il non raggiungimento dei vincoli posti dal patto di stabilità interno per gli enti locali; è peraltro evidente che tali oneri devono essere posti al di fuori del patto di stabilità interno.

Sulla base di tali considerazioni l’ANCI e l’UPI richiedono: a) la copertura di tali oneri (stimati in circa 300 milioni di euro); b) esclusione di tali oneri dal patto di stabilità interno.


5. RINEGOZIAZIONE ED ESTINZIONE ANTICIPATA DEI MUTUI

Rinegoziazione ed estinzione anticipata, senza penalizzazione, dei  mutui in essere con la Cassa Depositi e Prestiti.

In sede di discussione parlamentare e di confronto con ANCI e UPI relativamente alla Legge Finanziaria 2003, il Ministero del Tesoro si è impegnato ad  adottare provvedimenti in materia. Ma l’impegno è tuttora inevaso.

 

6 A. RIMBORSO IVA PER SERVIZI ESTERNALIZZATI Nella tabella di bilancio del Min, Upb 2123, capitolo 1332 sono previsti 230.600.700 euro per l’anno 2003. Tali stanziamenti sono chiaramente insufficienti. Per arrivare al medesimo rimborso del 2002 mancano 263 milioni di euro.

Il fabbisogno per il 2003 sarà determinato dalle richieste degli Enti locali..

Le risorse mancanti vanno recuperate, come per l’anno 2002, in sede di assestamento del bilancio.

Rimane poi irrisolto il problema del rimborso che viene effettuato solo al 51 per cento, mentre deve avvenire al 100%

 

6.B RIMBORSO IVA PER TRASPORTO PUBBLICO LOCALE – In bilancio non vi è alcuna disponibilità. Esiste una indicazione per memoria.

Stranamente lo stanziamento è stato inserito nel Fondo unico per gli investimenti (Upb 2.2.10.2 – capitolo 7272 – Min.). Anche in questo caso il fabbisogno viene definito tramite la raccolta  delle domande degli Enti locali. Anche in questo caso, lo stanziamento, che nel 2002 è stato pari a 244 milioni di euro, va recuperato in sede di assestamento. Il rimborso avviene al 51%, mentre deve avvenire al 100%.


7. RECUPERO DEL PREGRESSO – Il recupero di somme di cui all’art. 31, comma 12, lett. B) della legge n. 289/02, opera su bilanci già chiusi in base a norme allora vigenti negli enti che non avevano sufficiente capienza di trasferimenti erariali. Tale recupero con effetto retroattivo è di dubbia legittimità, soprattutto in relazione alla legge 124/99 la quale non prevede espressamente (come invece è previsto nel d.lgs. 446/97 e nella l.n.133/99) una disposizione per gli enti senza sufficienti trasferimenti erariali. In aggiunta è da ritenersi assolutamente illegittima e inaccettabile la modalità con cui tale recupero dovrebbe essere effettuato, ossia attraverso il concessionario che riscuote e versa alle Province l’imposta Rca.

L’UPI aveva richiesto l’eliminazione del recupero, successivamente il Governo si era comunque impegnato a prevedere la rateizzazione decennale: in assenza di un provvedimento in tal senso da parte del Governo l’UPI sosterrà le iniziative delle Province volte a promuovere un’azione legale presso il Tar contro il decreto applicativo di cui al comma 13.

  

8. RIMBORSO IPT – Il decreto legge 138/02, convertito con modificazioni nella legge n. 178/02 ha previsto, nell’ambito di misure volte all’incentivazione della rottamazione degli autoveicoli non conformi alle direttive comunitarie in materia di inquinamento, la sospensione del pagamento dell’IPT fino al 31.12.02. Tale misura è stata reiterata fino al 31.3.03. Per tali motivi l’UPI richiede l’immediata trasmissione dei dati relativi al mancato gettito IPT per l’anno 2002, nonché l’attivazione dei meccanismi di rimborso attraverso il Ministero dell’Interno. Richiede altresì che al 30.4.03 vengano comunque comunicati i dati relativi al 2003 e successivamente si provveda al rimborso.

 

9. COMPARTECIPAZIONE IRPEF – Le basi di calcolo dell’addizionale comunale Irpef e della compartecipazione Irpef sono ancora quelle del 1999, standardizzate. Si richiede una verifica per l’aggiornamento e per l’avvio alla riscossione diretta, anche nella previsione dell’ingresso, in tale meccanismo, anche delle Province.


10. TARSU SCUOLA – Non sono stati assegnati i 37,5 milioni di euro per l’anno 2002 e non è stato rifinanziato il 2003. Sono ancora indisponibili le risorse relative agli anni 1999, 2000, 2001.

 

11. RIMBORSO PERDITA DI GETTITO PER MODIFICA ALL’IMPOSTA DI PUBBLICITA’   Si è ancora in attesa della pubblicazione sulla GU del decreto per raccogliere le richieste finanziarie dei Comuni. Le disponibilità finanziarie (quelle già previste per il 2002 saranno certamente insufficienti), non sono rintracciabili nel bilancio 2003 (neppure i circa 100 milioni di euro già previsti per l’anno 2002).

 

12. RECUPERO RISORSE ICI PER MODIFICA RENDITE CATASTALI – (stabilimenti industriali e decreto del Ministero delle Finanze che ha ridefinito le rendite catastali per circa 200 Comuni). E’ già approvato il regolamento ministeriale per il recupero delle risorse ma resta inoperante.
 

13 COMPENSAZIONI PER RIFORMA ADDIZIONALE ENEL.

Secondo gli ultimi dati forniti dal Ministero dell’Economia i Comuni risultano in credito..

Manca il decreto ministeriale di attuazione.


14. ESTENSIONE ALLE PROVINCE DI NORME RELATIVE AI COMUNI

– emendare l’art.27, comma 18 della legge 448/01 al secondo capoverso, nel seguente modo:

   dopo le parole attribuito ai comuni aggiungere le parole “e alle province”

 

– emendare l’art.50, comma 3 della legge 289/02 nel seguente modo:

   dopo le parole concede ai comuni aggiungere le parole “e alle province”

Accolta la richiesta di Anci e Upi per una verifica delle ricadute

Anci e Upi hanno ottenuto la convocazione, al più presto, di un tavolo di confronto “ad altissimo livello”, presieduto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per discutere i problemi rimasti aperti – per gli Enti Locali – dopo la approvazione della legge Finanziaria 2003.

La notizia della attivazione di questo Tavolo è stata data dal Ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia nel corso della Conferenza Unificata.

Sulla questione, l’Associazione dei Comuni e l’Unione delle Province hanno da tempo avanzato la richiesta di un provvedimento correttivo della Finanziaria che, come hanno sottolineato più volte il Presidente dell’ANCI Leonardo Domenici e il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria “ha operato una incisiva riduzione delle risorse finanziarie dei Comuni e delle Province, creando giuste preoccupazioni circa il reperimento dei fondi necessari alla copertura di alcune delle voci di spesa più significative”. Tra le questioni irrisolte ricordate da Domenici, vi è anche “la difficoltà in cui presto si troveranno gli Enti locali per l’aumento dei costi del personale derivante dalla conclusione delle trattative per il rinnovo contrattuale, ormai prossima, sul quale inciderà pesantemente l’accordo ‘Frattini’”.

 Roma 6 febbraio 2003

La posizione italiana sul ruolo degli enti locali

Si é svolto, martedì 4 febbraio alla Presidenza del Consiglio, il secondo incontro tra il Governo, i rappresentanti delle Regioni e delle tre Associazioni delle Autonomie locali, Anci, Upi e Uncem, con alcuni esponenti italiani alla Convenzione europea in vista della sessione plenaria che la “costituente europea” dedicherà il 6 e 7 febbraio al ruolo degli Enti locali e regionali nel prossimo Trattato, su impulso del Parlamento europeo.

La posizione italiana, messa a punto nel corso della riunione, é stata riassunta in tre capoversi essenziali: “l’Unione riafferma il suo sostegno al perseguimento del decentramento degli enti territoriali e ne favorisce la partecipazione alla vita dell’Unione nel rispetto degli ordinamenti statali”; si ricorda “il valore delle specificità del territorio, in particolare della montagna e dell’insularità”; infine “si evidenzia il ruolo importante che le città rivestono per il raggiungimento degli obiettivi europei dello sviluppo economico, della coesione sociale e dell’integrazione culturale dei cittadini europei”.

5 febbraio 2003

Salone delle Autonomie locali – Rimini 2-5 aprile 2003

Prot.8/DG/SD/cc

Roma 17 Gennaio 2003

Caro Collega,

            anche quest’anno, dopo il successo delle due precedenti edizioni, dal 2 al 5 Aprile 2003 prossimi, si svolgerà a Rimini, nel nuovo Quartiere fieristico, la terza edizione di “EuroP.A., Il Salone delle Autonomie locali”.

In questa delicata fase di rinnovamento del sistema autonomistico, l’appuntamento annuale con Euro.PA, rappresenta ormai un importante momento di riflessione, approfondimento e dibattito su come cambiano le Autonomie Locali. Lo scopo è quello di offrire a chi lavora ed opera per i Governi Locali, idee, esperienze e opportunità nuove ed innovative per il “governo” della modernità e della crescita socio-economica dell’intera Comunità.

 

Si parlerà di come attuare le riforme istituzionali, di federalismo fiscale, delle nuove sfide che attendono le Autonomie Locali protagoniste della nuova Europa,  ma anche di come questi temi vanno poi sviluppati in un moderno sistema di governo locale, per creare occasioni di sviluppo e di rispetto dell’ambiente e dei territori, nuove forme di finanziamento, servizi più efficaci ed economici per le comunità amministrate, tecnologie nuove al servizio delle moderne Pubbliche Amministrazioni, modelli organizzativi e gestionali in grado di assolvere ai nuovi compiti e funzioni.

In definitiva, Euro.PA è l’appuntamento annuale con tutte le migliori esperienze delle Pubbliche Amministrazioni Locali, con ciò che ci si propone ancora di realizzare, e come.

I nostri interlocutori saranno tutti gli operatori, dell’intero sistema autonomistico, all’interno di un vasto salone espositivo che costituirà il luogo ideale per lo scambio di significative esperienze.

Per questo, la partecipazione e la collaborazione Tua e dell’Amministrazione che rappresenti, è preziosa ed indispensabile.

Con l’augurio di incontrarTi, in occasione di questo importante appuntamento annuale, Ti salutiamo cordialmente.

Domenici e Ria: conseguenze negative sui servizi al territorio

Il Presidente dell’Associazione dei Comuni, Leonardo Domenici ed il Presidente dell’Unione delle Province, Lorenzo Ria hanno inviato una lettera al Ministro per la Funzione Pubblica, Luigi Mazzella in cui esprimono le loro forti preoccupazioni per la mancata conclusione della fase contrattuale riservata al comparto Regioni ed Enti locali.

“Se infatti alcuni contratti relativi ad importanti settori del pubblico impiego sono stati sottoscritti – affermano Domenici e Ria – il ritardo registrato da quello relativo agli Enti locali sta assumendo dimensioni assai rilevanti, con conseguenze ovviamente negative rispetto al rapporto tra personale e organi di governo ma, soprattutto, rispetto alla funzionalità dei servizi che siamo chiamati ad erogare e gestire sul territorio, a favore della collettività che amministriamo”.

“Ci appelliamo a Lei, signor Ministro – proseguono Domenici e Ria – perché si adoperi affinché tale situazione di incertezza e disagio sia al più presto sostituita dall’apertura della fase contrattuale, vista anche l’imminente scadenza del biennio 02/03 (parte economica) nonché della necessità di lavorare sul rinnovo del quadriennio (parte normativa)”.

Un’altra questione di grande importanza per i Presidenti di ANCI ed UPI viene richiamata nella stessa lettera: “Ci preme, nel contempo, ribadire la richiesta più volte sottoposta all’attenzione del Governo – concludono infatti Domenici e Ria – di poter escludere lo 0,99% del costo del rinnovo contrattuale dal calcolo delle spese utile ai fini del rispetto del patto di stabilità interno”.

Roma, 9 Giugno 2003

Le Province in prima fila in difesa dell’acqua

Con 980 metri cubi di prelievo di acqua annuo pro capite, l’Italia è la prima consumatrice d’acqua in Europa, terza al mondo dopo USA e Canada. Un dato che pone il Paese tra i primi posti nella classifica dei “cattivi” in quanto a sprechi ed errato utilizzo di una risorsa che è stata dichiara dall’ONU “bene comune di tutta l’umanità”.

Per trovare strumenti immediati di risposta ad una gestione sbagliata, che rischia di compromettere l’equilibrio idrico della Penisola, l’UPI e la Legambiente hanno promosso una iniziativa che vedrà coinvolti, a partire da domani quasi il 70% delle Province italiane, che organizzeranno, incontri, convegni, manifestazioni e soprattutto riunioni di Consiglio aperte ai cittadini, alle associazioni ambientaliste, agli esperti del settore.”La massiccia adesione alla giornata di mobilitazione – dichiara il Presidente dell’Upi Lorenzo Ria – dimostra una volta di più l’impegno concreto manifestato dalle Province nell’adottare una politica del territorio fortemente ispirata ai principi della sostenibilità, per la tutela dell’acqua e dell’ambiente in generale. L’acqua – prosegue Ria – è una risorsa di tutti, un bene comune dell’umanità, ma è un bene vulnerabile, non è illimitato, e gli sprechi e gli utilizzi sconsiderati rischiano di comprometterne l’uso futuro.

 Un rischio da cui l’Italia non può considerarsi estranea. Lo dimostra il crescente fenomeno di desertificazione a cui il sud del nostro Paese sembra ormai condannato, e il riproporsi, ad ogni avvio di estate, della crisi idrica nel Mezzogiorno a tutto danno dei cittadini e dell’economia agricola locale e nazionale. E non è un buon segnale se, come ci dice l’Istat, nel 2003, quasi 50 cittadini su cento non possono ancora bere acqua potabile dai loro rubinetti.
Allora – sottolinea il Presidente dell’UPI – è necessario riprendere il filo della programmazione, tornare al territorio, avviare una pianificazione coordinata, ricostruire un sistema di distribuzione delle acque moderno, adeguato, in grado di evitare tutti quegli sprechi che oggi fanno perdere per strada metri cubi di acqua preziosa. Per difendere l’acqua è necessario tutelare i bacini idrici, regolamentare l’utilizzo delle risorse, adottare tutti quegli strumenti in grado di pianificare, nel rispetto dell’ambiente, lo sviluppo locale. E’ questo – conclude Lorenzo Ria – il messaggio che domani i Consigli provinciali lanceranno al Governo e ai cittadini, ribadendo che le Province sono, e si sentono, in prima fila nella tutela dell’ambiente e nella gestione del territorio.”

Roma, 4 giugno 2003

Dichiarazione di Lorenzo Ria, Presidente UPI

“I dati che emergono dal rapporto annuale Istat sulla situazione del Paese nel 2002, presentato oggi, dimostrano che gli italiani trovano nelle province un livello di vivibilità e di qualità della vita superiore a quello offerto dalle grandi città.

Se infatti i centri del lavoro e dell’economia restano nei grandi comuni, sono i comuni piccoli della provincia che i cittadini scelgono come luogo di residenza. Sempre di più i giovani e le nuove coppie, scelgono di “mettere su famiglia” lontano dai grandi centri urbani, sia per i costi delle abitazioni, sia per i livelli dei servizi e di vivibilità che offre la provincia italiana.
Strategico, in questo contesto, è il nodo dei collegamenti tra centro e periferia, che dovranno essere sempre più efficienti, per assicurare la mobilità quotidiana dei cittadini dalla casa al luogo di studio e di lavoro.E’ evidente che, per gestire queste nuove tendenze, nell’insediamento sociale e nella mobilità, servono politiche di area vasta, per le quali le Province sono il naturale e qualificato riferimento istituzionale”.

Roma, 21 maggio 2003

Conferenza Unificata del 19 dicembre 2002

Provvedimenti:
 
1. Approvazione del verbale della seduta del 28 novembre 2002
    
2. Schema di decreto legislativo recante modifiche al testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327. INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)

Parere ai sensi degli articoli 2, comma 3, e 9, comma 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Note e osservazioni: Parere favorevole
Esito: Parere favorevole, con raccomandazione delle Regioni

4. Schema di decreto legislativo recante modifiche al testo unico in materia di edilizia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)

Parere ai sensi degli articoli 2, comma 3, e 9, comma 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Note e osservazioni:
Parere negativo
Esito: Parere negativo di Regioni ed Enti locali

4. Schema di decreto del Ministro delle attività produttive concernente il riparto tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano della quota del restante 30% del Fondo di cofinanziamento dell’offerta turistica, i attuazione dell’art. 6, comma 3, della legge 29 marzo 2001, n. 135, recante “Riforma della legislazione nazionale sul turismo”. (ATTIVITA’ PRODUTTIVE)

Parere ai sensi degli articoli 6, comma 3, della legge 29 marzo 2001, n. 135
 
Note e osservazioni: Parere favorevole
Esito: Parere favorevole

5. Delibera della Conferenza Unificata di definizione degli standard minimi organizzativi nei micro-nidi nei luoghi di lavoro, ai sensi dell’art. 70, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. (PARI OPPORTUNITA – LAVORO E POLITICHE SOCIALI)

Delibera ai sensi dell’art. 70, comma 5, della legge 28 dicembre 2001, n. 448

Note e osservazioni:  Si chiede rinvio
Esito:  Rinvio

6. Designazione di un rappresentante della Conferenza Unificata in seno al Consiglio di amministrazione dell’ Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente (ENEA), in applicazione dell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30 gennaio 1999, n. 36.

(DESIGNAZIONE)
Acquisizione di designazione ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. d), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Note e osservazioni: Si chiede rinvio
Esito: Rinvio

7. Approvazione del calendario dei lavori della Conferenza (gennaio – giugno 2003)
   Approvato
8. Proposta di accordo tra lo Stato e le Autonomie regionali e locali per la definizione degli indirizzi per la sperimentazione dei programmi di riqualificazione della rete commerciale. (ATTIVITA’ PRODUTTIVE)

Accordo ai sensi dell’art. 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Note e osservazioni:
 Si chiede rinvio
Esito: Rinvio

9. Schema di delibera CIPE sul Codice Unico di Progetto di investimento pubblico (CUP)

Parere ai sensi dell’art. 9, comma 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Note e osservazioni:  Parere favorevole
Esito: Parere favorevole

Le Regioni e gli Enti locali hanno, altresì, evidenziato il mancato rispetto da parte del Governo dell’intesa interistituzionale, relativamente all”approvazione della legge finanziaria 2003.

Infine, il Ministro La Loggia ha annunciato l’istituzione da parte dell’ONU della giornata internazionale della montagna.

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