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Maltempo,UPI: “Situazione tragica, facciamo appello a Piantedosi: serve ogni mezzo e risorsa disponibile per salvare i cittadini”

“Grazie allo Stato e alla Regione per quanto fatto fin qui, grazie agli uomini e alle donne venute finora, ma purtroppo al momento non basta. La situazione è tuttora tragica e rischia di essere in ulteriore peggioramento nelle prossime ore. Abbiamo chiesto al Ministro Piantedosi che venga inviata in Romagna ogni risorsa umana disponibile, ogni mezzo, elicottero, natante che possa essere reperito. Indennizzeremo, ricostruiremo ma ora la priorità rimane mettere in sicurezza le persone e la Romagna, che nella sua storia ha sempre aiutato tutti, ora ha davvero bisogno di aiuto” .

E’ l’appello lanciato dal Presidente dell’UPI, Michele de Pascale, Sindaco e Presidente della Provincia di Ravenna, insieme al Presidente della Provincia di Forlì Cesena, Enzo Lattuca, Sindaco di Cesena al Ministro dell’interno Matteo Piantedosi.

 

Maltempo, de Pascale: “L’emergenza continua, non abbassiamo la guardia. Fondamentale intervenire in maniera strutturale”

“Il messaggio unanime che proviene da tutti gli amministratori locali della provincia di Ravenna è un ringraziamento a tutte le persone che si sono impegnate in questi giorni. Ci sono stati centinaia di volontari e volontarie, c’è stato un apporto straordinario di tutte le forze dell’ordine, della protezione civile e i vigili del fuoco si sono dimostrati la grande forza nazionale che conosciamo”

Lo ha detto Il Presidente di UPI, Presidente e Sindaco di Ravenna Michele de Pascale nella riunione per fare il punto sull’emergenza maltempo che ha colpito il territorio ravennate negli ultimi giorni, con il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, dei sindaci della provincia e del prefetto Castrese De Rosa.

“In queste ore l’emergenza continua e l’attenzione deve rimanere altissima. Ora la nostra priorità è quella di ripristinare le cose non come erano prima ma meglio di come erano prima. È fondamentale intervenire in maniera strutturata e avere un paradigma chiaro negli interventi. La priorità è metterci nelle condizioni di rendere sicura la vita delle persone, che viene prima di qualsiasi altra cosa, e aiutare famiglie e imprese che hanno subito danni. La Provincia di Ravenna  è all’opera in tutte le zone dove la viabilità provinciale è interrotta”.

Maltempo, de Pascale: “L’emergenza continua, non abbassiamo la guardia. Fondamentale intervenire in maniera strutturale”

“Il messaggio unanime che proviene da tutti gli amministratori locali della provincia di Ravenna è un ringraziamento a tutte le persone che si sono impegnate in questi giorni. Ci sono stati centinaia di volontari e volontarie, c’è stato un apporto straordinario di tutte le forze dell’ordine, della protezione civile e i vigili del fuoco si sono dimostrati la grande forza nazionale che conosciamo”

Lo ha detto Il Presidente di UPI, Presidente e Sindaco di Ravenna Michele de Pascale nella riunione per fare il punto sull’emergenza maltempo che ha colpito il territorio ravennate negli ultimi giorni, con il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, dei sindaci della provincia e del prefetto Castrese De Rosa.

“In queste ore l’emergenza continua e l’attenzione deve rimanere altissima. Ora la nostra priorità è quella di ripristinare le cose non come erano prima ma meglio di come erano prima. È fondamentale intervenire in maniera strutturata e avere un paradigma chiaro negli interventi. La priorità è metterci nelle condizioni di rendere sicura la vita delle persone, che viene prima di qualsiasi altra cosa, e aiutare famiglie e imprese che hanno subito danni. La Provincia di Ravenna  è all’opera in tutte le zone dove la viabilità provinciale è interrotta”.

Maltempo, UPI: solidarietà delle Province alle comunità colpite

Solidarietà alle comunità colpite e pieno supporto agli amministratori, Presidenti di Provincia e Sindaci dell’Emilia-Romagna, che in queste ore sono in campo alle prese con le drammatiche conseguenze dell’emergenza maltempo che si sta abbattendo su questi territori. È il messaggio che arriva all’UPI da tutti i Presidenti delle Province, che hanno immediatamente offerto piena disponibilità di uomini e mezzi per offrire un supporto concreto e fornire ogni aiuto a sostegno dei cittadini e delle imprese.

Maltempo, UPI: solidarietà delle Province alle comunità colpite

Solidarietà alle comunità colpite e pieno supporto agli amministratori, Presidenti di Provincia e Sindaci dell’Emilia-Romagna, che in queste ore sono in campo alle prese con le drammatiche conseguenze dell’emergenza maltempo che si sta abbattendo su questi territori. È il messaggio che arriva all’UPI da tutti i Presidenti delle Province, che hanno immediatamente offerto piena disponibilità di uomini e mezzi per offrire un supporto concreto e fornire ogni aiuto a sostegno dei cittadini e delle imprese.

APG2021: al via il Videocontest. Ecco come partecipare

E’ aperto il Contest per i migliori prodotti comunicativi realizzati nell’ambito dei progetti finanziati da APG 2021.
Obiettivo del Contest è quello di dare visibilità alle opere realizzate dai ragazzi e dalle ragazze che hanno partecipato attivamente alle attività implementate nell’ambito dei progetti attuati dalle Province e UPI regionali, stimolando la creatività dei giovani nel sapere raccontare e rielaborare le esperienze vissute e la loro capacità di espressione e di lavoro di gruppo.
I video, della durata massima di tre (3) minuti, dovranno riguardare una delle 3 tematiche oggetto di intervento dell’Avviso UPI per APG 2021.
Tutte le info e le modalità di partecipazione su www.azioneprovincegiovani.net/2021/contest

Il premio in palio per i primi 3 video selezionati sarà un viaggio di due giorni a Roma per tutti i membri dei gruppi con visite istituzionali presso il Governo e il Parlamento e la partecipazione all’evento finale dell’iniziativa nazionale APG 2021.

 

L’UPI LAZIO A LAVORO PER RIPORTARE LE PROVINCE AL CENTRO DELLA VITA AMMINISTRATIVA DELLA REGIONI E DEL PAESE

Rilanciare il ruolo delle Province, suddividere per competenze i progetti da portare a termine e avviare un dialogo istituzionale costante con la Regione Lazio: ecco quali sono stati gli argomenti trattati questa mattina dal Consiglio Direttivo dell’UPI Lazio, il primo ad essere guidato dal nuovo Presidente dell’associazione Alessandro Romoli, Presidente anche della Provincia di Viterbo.

L’obiettivo del Presidente Romoli e della nuova direzione dell’UPI Lazio è quello di non perdere tempo e lavorare fin da subito per riportare le Province del Lazio e del resto d’Italia nuovamente al centro della vita amministrativa del Paese.

È per questo motivo, infatti, che durante il Consiglio Direttivo si è scelto di lavorare fin da subito per organizzare al più presto un incontro istituzionale con il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Una proposta, questa, avanzata dal Presidente dell’UPI Lazio Alessandro Romoli e accettata di buon grado da tutti i rappresentanti, Presidenti o delegati, delle varie Province laziali.

L’incontro con il Presidente Rocca sarà finalizzato non solo a discutere su come avviare sul territorio una collaborazione ancor più stabile e operativa tra Regione e Province del Lazio, ma anche per proporre insieme a livello centrale il superamento della Legge Delrio. Quest’ultima, approvata nel 2014, non ha infatti portato gli effetti di snellimento delle procedure burocratiche che si era prefissata. Al contrario, ha inevitabilmente comportato un peggioramento del funzionamento della pubblica amministrazione in Italia perché ha tolto personale, competenze e risorse alle Province per riallocarle alle Regioni. Le quali, però, non sono in grado di far fronte da sole alla miriade di progetti e competenze che riguardano i territori e le comunità locali. Progetti e competenze che, invece, le Province possono seguire con maggiori capacità operative.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre accettato di istituire dei tavoli di lavoro e suddividerli, sulla base delle competenze, tra le varie Province del Lazio. Non solo. Su proposta del Presidente Romoli, l’UPI Lazio ha poi deciso per la prima volta nella propria storia che le prossime riunioni dei Consigli Direttivi non si svolgeranno solo presso la sede dell’associazione di Roma, ma potranno essere “itineranti” e ospitate di volta in volta dalle varie Province.

La strada per riportare le Province del Lazio al centro della Regione e dell’Italia è dunque iniziata. E su questo c’è la massima collaborazione e comunanza di vedute di tutti.

 

 

L’UPI LAZIO A LAVORO PER RIPORTARE LE PROVINCE AL CENTRO DELLA VITA AMMINISTRATIVA DELLA REGIONI E DEL PAESE

Rilanciare il ruolo delle Province, suddividere per competenze i progetti da portare a termine e avviare un dialogo istituzionale costante con la Regione Lazio: ecco quali sono stati gli argomenti trattati questa mattina dal Consiglio Direttivo dell’UPI Lazio, il primo ad essere guidato dal nuovo Presidente dell’associazione Alessandro Romoli, Presidente anche della Provincia di Viterbo.

L’obiettivo del Presidente Romoli e della nuova direzione dell’UPI Lazio è quello di non perdere tempo e lavorare fin da subito per riportare le Province del Lazio e del resto d’Italia nuovamente al centro della vita amministrativa del Paese.

È per questo motivo, infatti, che durante il Consiglio Direttivo si è scelto di lavorare fin da subito per organizzare al più presto un incontro istituzionale con il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Una proposta, questa, avanzata dal Presidente dell’UPI Lazio Alessandro Romoli e accettata di buon grado da tutti i rappresentanti, Presidenti o delegati, delle varie Province laziali.

L’incontro con il Presidente Rocca sarà finalizzato non solo a discutere su come avviare sul territorio una collaborazione ancor più stabile e operativa tra Regione e Province del Lazio, ma anche per proporre insieme a livello centrale il superamento della Legge Delrio. Quest’ultima, approvata nel 2014, non ha infatti portato gli effetti di snellimento delle procedure burocratiche che si era prefissata. Al contrario, ha inevitabilmente comportato un peggioramento del funzionamento della pubblica amministrazione in Italia perché ha tolto personale, competenze e risorse alle Province per riallocarle alle Regioni. Le quali, però, non sono in grado di far fronte da sole alla miriade di progetti e competenze che riguardano i territori e le comunità locali. Progetti e competenze che, invece, le Province possono seguire con maggiori capacità operative.

Il Consiglio Direttivo ha inoltre accettato di istituire dei tavoli di lavoro e suddividerli, sulla base delle competenze, tra le varie Province del Lazio. Non solo. Su proposta del Presidente Romoli, l’UPI Lazio ha poi deciso per la prima volta nella propria storia che le prossime riunioni dei Consigli Direttivi non si svolgeranno solo presso la sede dell’associazione di Roma, ma potranno essere “itineranti” e ospitate di volta in volta dalle varie Province.

La strada per riportare le Province del Lazio al centro della Regione e dell’Italia è dunque iniziata. E su questo c’è la massima collaborazione e comunanza di vedute di tutti.

 

 

Ecco il nuovo stemma araldico della Provincia di Monza e della Brianza

Giornata storica alla Villa Reale di Monza: è stato infatti presentato lo Stemma Araldico della Provincia di Monza e della Brianza (più giovane provincia d’Italia e quindi ultima ad adottarlo), presentato alla stampa e alle più alte cariche istituzionali civili e militari del territorio tramite i nuovi Gonfalone, Bandiera e Fascia del Presidente.

Presenti per l’occasione il vicepresidente vicario dell’Unione Province Italiane, Stefano Marcon, il Prefetto della Provincia MB, Patrizia Palmisani, i senatori e i parlamentari territoriali, ma soprattutto i Sindaci o Vicesindaci di tutti i 55 comuni della Provincia: proprio loro infatti hanno ricevuto dal Presidente Luca Santambrogio la bandiera con il nuovo araldico, che sarà appesa nelle varie sedi istituzionali. A coronare questo momento solenne sono state le note dei clarinettisti del Liceo Musicale “B. Zucchi” di Monza, che hanno suonato l’Inno di Mameli e alcune musiche di accompagnamento durante la cerimonia.

Con la guida di Erminia Vittoria Zoppè, Dirigente dell’amministrazione fin dalla sua fondazione, si sono avvicendati sul podio il Prefetto Patrizia Palmisani e i Presidenti storici della Provincia – Dario Allevi, Pietro Luigi Ponti e Roberto Invernizzi – che hanno tracciato l’excursus storico della nascita e sviluppo dell’ente.

Luca Santambrogio, Presidente della Provincia di Monza e della Brianza, ha voluto sottolineare come “l’Araldico e il Gonfalone non sono solo dei vuoti simboli di un’epoca passata, ma incarnano un forte valore identitario per tutto il territorio provinciale. Oltre ad essere un segnale importante di unione e coesione della Brianza, questo momento è anche occasione per celebrare i grandi risultati ottenuti dalla Provincia MB nella sua capacità di fare rete e di supportare gli enti locali. E quando oggi mi chiedono qual è il futuro delle Province, la mia risposta è sempre la stessa: guardiamo alle sue competenze primarie. Edilizia scolastica, progetti PNRR, nuovi interventi su strade e infrastrutture: sono tutti ambiti di competenza fondamentali per la vita del Paese sui quali la Provincia può dare (e sta già dando) tanto. Le porte della Provincia di Monza sono sempre aperte per i suoi Comuni e per tutti i cittadini, finalmente, da oggi, con il nuovo gonfalone”.

Stefano Marcon, Vice Presidente Vicario di UPI, nonché Presidente della Provincia di Treviso e di UPI Veneto, ospite d’eccezione della cerimonia: “Un onore portare i saluti e il plauso da parte di tutte le Province italiane alla significativa ed emozionante cerimonia di presentazione ufficiale del Gonfalone della Provincia di Monza e della Brianza e al suo presidente, Luca Santambrogio: un evento unico, per ribadire, anche attraverso i simboli, il valore identitario e il senso di appartenenza che unisce tutta la comunità alla propria Provincia. Negli ultimi anni, UPI ha lavorato intensamente per evidenziare il ruolo insostituibile degli Enti Provincia nel sistema istituzionale della Repubblica, a ogni livello, sia di governo che tra i cittadini, riuscendo a condividere con il Governo, in questi mesi, proposte di legge per superare finalmente la riforma 56/2014, che ha svuotato le Province di risorse e mezzi adeguati. A oggi, sono in corso presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato i lavori per giungere ad un testo unificato dei vari progetti di legge, presentati da tutti i gruppi politici. Vi è, dunque, da parte del Parlamento una piena presa di coscienza dell’urgenza di intervenire in modo specifico sulla disciplina dei nostri Enti, tenendo saldo l’orizzonte 2024. L’augurio che voglio rivolgere è che la cerimonia simbolica condivisa con la Provincia di Monza e Brianza possa essere un buon viatico e poter nuovamente operare con slancio, dignità istituzionale e risorse adeguate a beneficio di tutti i cittadini nel vicino futuro”.

UPI Veneto per i 60 anni dalla tragedia del Vajont il ministro Musumeci in visita a Longarone

Nel 60° anno dalla tragedia del Vajont, l’Unione Province del Veneto si è riunita a Longarone, sabato 15 aprile, per una giornata commemorativa alla presenza del ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, in ricordo delle vittime e come omaggio ai gruppi provinciali di volontari che, sessant’anni fa come oggi, sono in prima linea per intervenire nei luoghi di emergenza. Insieme al ministro Musumeci, il presidente di UPI Veneto e presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, con la vice presidente delegata della Provincia di Treviso, Martina Bertelle, il vicepresidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Belluno, nonché sindaco di Longarone, Roberto Padrin, che ha curato l’organizzazione della giornata, di concerto con l’assessore regionale delegato alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, il direttore generale Upi Veneto, Carlo Rapicavoli, il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, il vice presidente della Provincia di Padova, Daniele Canella, rappresentati della Regione Veneto, delle Province e dei Comuni limitrofi, oltre alle rappresentanze di tutti i gruppi di volontari delle Province del Veneto. Presente anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari, delegato a Territorio, Cultura e Sicurezza, la deputata della Repubblica Marina Marchetto Aliprandi il senatore Luca De Carlo. La visita è stata occasione per condividere con il ministro Musumeci un sintetico documento siglato da UPI Veneto contenente la richiesta di maggiore coinvolgimento delle Province nei tavoli operativi in materia di tutela territoriale, prevenzione dei fenomeni di desertificazione e dissesto, risanamento idrogeologico e messa in sicurezza delle situazioni di rischio, oltre che naturalmente in tema di Protezione Civile.

A dare avvio all’evento commemorativo, alle 9.30, l’incontro delle autorità al Cimitero Monumentale delle vittime del Vajont, dove il ministro e i presidenti sono intervenuti per dedicare un pensiero di cordoglio alle vittime e ai famigliari e ricordare le vicende accadute in quel tragico 9 ottobre 1963, quando una frana precipitata dal Monte Toc sulle acque del bacino provocò un’onda che finì per superare la diga e travolgere i paesi limitrofi, tra cui Longarone, causando la morte di migliaia di persone. A seguire questo primo momento, la visita nell’area della diga con i volontari di Protezione Civile e l’esercitazione in un ponte Bailey appositamente allestito per la giornata. A chiudere la visita, l’inaugurazione della 21^ edizione di “Caccia, pesca, natura” a Longarone Fiere Dolomiti.

«Essere accanto a voi è un grande privilegio per me – le parole del ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci – È tornato il Ministero della Protezione Civile dopo 20 anni: questo non vuole aggiungere nulla alla qualità del nostro sistema, vuole semmai fungere da coordinamento per le cose che ancora servono, per le modifiche normative da portare avanti per costruire una cultura della prevenzione strutturale e far sapere ai cittadini le informazioni base sulla vulnerabilità del territorio. Anche il cittadino diventa parte importante del sistema di Protezione Civile in caso di emergenza. E vi riporto il legittimo orgoglio per il fatto che siamo invidiati da tanti Paesi per la forza della nostra Protezione Civile. Stamane al Vajont ho rivissuto la spinta emotiva che nel 1963 arrivò anche a noi, in Sicilia: fu una tragedia che colpì l’Italia intera. Al cimitero monumentale ho letto i nomi e l’età delle vittime e mi è tornata in mente l’emozione di quel giorno del ’63, quando avevo 8 anni. Oggi la necessità di prevenzione è irrinunciabile, come è irrinunciabile la formazione e l’aggiornamento costante dei volontari. In Veneto avete una grande Protezione Civile, anche grazie al ruolo vigile delle Province, che tengono alta l’attenzione a tutti i livelli. In alcune regioni ci sono ancora debolezze di uomini e mezzi, e lo Stato non si gira dall’altra parte. Il diritto alla sicurezza è diritto alla vita e non si discute».

“Sono trascorsi 60 anni da quel drammatico giorno che, purtroppo, sconvolse il nostro territorio e le nostre comunità – sottolinea il presidente di UPI Veneto, Stefano Marcon – oggi ci siamo uniti nella memoria delle vittime, ma anche per ricordare il ruolo chiave dei volontari di Protezione Civile che, da sempre, con coraggio e lucidità sono pronti a dare il loro sostegno e a intervenire nei luoghi colpiti da emergenze e avversità. Voglio ringraziare il ministro Nello Musumeci per l’attenzione, la premura e l’interesse riservati nel ripercorrere insieme quei dolorosi avvenimenti e per la cura e l’impegno nel coordinamento di un risorsa strategica e fondamentale del nostro Paese, quale è la Protezione Civile: proprio per questo, abbiamo condiviso come UPI Veneto con il ministro una riflessione sulla necessità di ridefinire insieme il quadro ordinamentale definito con il decreto 1/2018, che ha di fatto esautorato gli Enti Provincia dalla pianificazione in materia di Protezione Civile a livello territoriale, i quali però rappresentano un interlocutore fondamentale non solo per l’autorità in materia di viabilità provinciale, ma anche per il cospicuo patrimonio informativo raccolto e consolidato con la lunga esperienza passata. Noi siamo pronti a lavorare in sinergia con il Governo per rivedere e reinquadrare il ruolo delle Province, dunque, anche in tema di Protezione Civile, così da rendere ancora più efficiente le attività di tutela e protezione di tutto il territorio”.

“L’evento commemorativo di oggi è stato un momento di ricordo, ma anche di riconoscimento del grande impegno che i volontari profondono per il territorio – afferma il vicepresidente UPI Veneto, Roberto Padrin – Ringrazio il ministro Musumeci – e la collaborazione dell’assessore regionale Gianpaolo Bottacin – per la disponibilità a partecipare a questa mattinata che per noi è molto significativa. Il sistema di Protezione Civile è fondamentale per l’intero Paese, ma lo è ancora di più in una provincia interamente montana, che deve fare i conti con le fragilità del territorio”.

UPI Veneto per i 60 anni dalla tragedia del Vajont il ministro Musumeci in visita a Longarone

Nel 60° anno dalla tragedia del Vajont, l’Unione Province del Veneto si è riunita a Longarone, sabato 15 aprile, per una giornata commemorativa alla presenza del ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, in ricordo delle vittime e come omaggio ai gruppi provinciali di volontari che, sessant’anni fa come oggi, sono in prima linea per intervenire nei luoghi di emergenza. Insieme al ministro Musumeci, il presidente di UPI Veneto e presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon, con la vice presidente delegata della Provincia di Treviso, Martina Bertelle, il vicepresidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Belluno, nonché sindaco di Longarone, Roberto Padrin, che ha curato l’organizzazione della giornata, di concerto con l’assessore regionale delegato alla Protezione Civile, Gianpaolo Bottacin, il direttore generale Upi Veneto, Carlo Rapicavoli, il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, il vice presidente della Provincia di Padova, Daniele Canella, rappresentati della Regione Veneto, delle Province e dei Comuni limitrofi, oltre alle rappresentanze di tutti i gruppi di volontari delle Province del Veneto. Presente anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari, delegato a Territorio, Cultura e Sicurezza, la deputata della Repubblica Marina Marchetto Aliprandi il senatore Luca De Carlo. La visita è stata occasione per condividere con il ministro Musumeci un sintetico documento siglato da UPI Veneto contenente la richiesta di maggiore coinvolgimento delle Province nei tavoli operativi in materia di tutela territoriale, prevenzione dei fenomeni di desertificazione e dissesto, risanamento idrogeologico e messa in sicurezza delle situazioni di rischio, oltre che naturalmente in tema di Protezione Civile.

A dare avvio all’evento commemorativo, alle 9.30, l’incontro delle autorità al Cimitero Monumentale delle vittime del Vajont, dove il ministro e i presidenti sono intervenuti per dedicare un pensiero di cordoglio alle vittime e ai famigliari e ricordare le vicende accadute in quel tragico 9 ottobre 1963, quando una frana precipitata dal Monte Toc sulle acque del bacino provocò un’onda che finì per superare la diga e travolgere i paesi limitrofi, tra cui Longarone, causando la morte di migliaia di persone. A seguire questo primo momento, la visita nell’area della diga con i volontari di Protezione Civile e l’esercitazione in un ponte Bailey appositamente allestito per la giornata. A chiudere la visita, l’inaugurazione della 21^ edizione di “Caccia, pesca, natura” a Longarone Fiere Dolomiti.

«Essere accanto a voi è un grande privilegio per me – le parole del ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci – È tornato il Ministero della Protezione Civile dopo 20 anni: questo non vuole aggiungere nulla alla qualità del nostro sistema, vuole semmai fungere da coordinamento per le cose che ancora servono, per le modifiche normative da portare avanti per costruire una cultura della prevenzione strutturale e far sapere ai cittadini le informazioni base sulla vulnerabilità del territorio. Anche il cittadino diventa parte importante del sistema di Protezione Civile in caso di emergenza. E vi riporto il legittimo orgoglio per il fatto che siamo invidiati da tanti Paesi per la forza della nostra Protezione Civile. Stamane al Vajont ho rivissuto la spinta emotiva che nel 1963 arrivò anche a noi, in Sicilia: fu una tragedia che colpì l’Italia intera. Al cimitero monumentale ho letto i nomi e l’età delle vittime e mi è tornata in mente l’emozione di quel giorno del ’63, quando avevo 8 anni. Oggi la necessità di prevenzione è irrinunciabile, come è irrinunciabile la formazione e l’aggiornamento costante dei volontari. In Veneto avete una grande Protezione Civile, anche grazie al ruolo vigile delle Province, che tengono alta l’attenzione a tutti i livelli. In alcune regioni ci sono ancora debolezze di uomini e mezzi, e lo Stato non si gira dall’altra parte. Il diritto alla sicurezza è diritto alla vita e non si discute».

“Sono trascorsi 60 anni da quel drammatico giorno che, purtroppo, sconvolse il nostro territorio e le nostre comunità – sottolinea il presidente di UPI Veneto, Stefano Marcon – oggi ci siamo uniti nella memoria delle vittime, ma anche per ricordare il ruolo chiave dei volontari di Protezione Civile che, da sempre, con coraggio e lucidità sono pronti a dare il loro sostegno e a intervenire nei luoghi colpiti da emergenze e avversità. Voglio ringraziare il ministro Nello Musumeci per l’attenzione, la premura e l’interesse riservati nel ripercorrere insieme quei dolorosi avvenimenti e per la cura e l’impegno nel coordinamento di un risorsa strategica e fondamentale del nostro Paese, quale è la Protezione Civile: proprio per questo, abbiamo condiviso come UPI Veneto con il ministro una riflessione sulla necessità di ridefinire insieme il quadro ordinamentale definito con il decreto 1/2018, che ha di fatto esautorato gli Enti Provincia dalla pianificazione in materia di Protezione Civile a livello territoriale, i quali però rappresentano un interlocutore fondamentale non solo per l’autorità in materia di viabilità provinciale, ma anche per il cospicuo patrimonio informativo raccolto e consolidato con la lunga esperienza passata. Noi siamo pronti a lavorare in sinergia con il Governo per rivedere e reinquadrare il ruolo delle Province, dunque, anche in tema di Protezione Civile, così da rendere ancora più efficiente le attività di tutela e protezione di tutto il territorio”.

“L’evento commemorativo di oggi è stato un momento di ricordo, ma anche di riconoscimento del grande impegno che i volontari profondono per il territorio – afferma il vicepresidente UPI Veneto, Roberto Padrin – Ringrazio il ministro Musumeci – e la collaborazione dell’assessore regionale Gianpaolo Bottacin – per la disponibilità a partecipare a questa mattinata che per noi è molto significativa. Il sistema di Protezione Civile è fondamentale per l’intero Paese, ma lo è ancora di più in una provincia interamente montana, che deve fare i conti con le fragilità del territorio”.

CDP lancia il nuovo piano di rinegoziazione mutui per 6.600 Enti Locali

Per la prima volta l’iter di adesione è interamente digitale. Rimodulato il profilo di rimborso di 130.000 prestiti, per un debito residuo di circa 24 miliardi
L’iniziativa coinvolge 6.600 Enti Locali, che potranno rinegoziare fino a 130.000 mutui per un debito residuo totale di circa 24 miliardi. È quanto prevede il nuovo piano di rinegoziazione dei mutui lanciato da CDP per sostenere i Comuni, le Province e le Città Metropolitane. Un’operazione che, attraverso una rimodulazione del profilo di rimborso dei prestiti, consentirà di liberare risorse rilevanti, utili a generare un sensibile impatto positivo sul territorio.
Nel periodo di adesione, che va dal 6 al 26 aprile 2023, CDP mette a disposizione l’elenco dei prestiti originari, rendendo note le relative condizioni economiche di rinegoziazione nella sezione dedicata alla Pubblica Amministrazione sul sito internet di Cassa Depositi e Prestiti.
Le modalità operative per procedere alla rinegoziazione da parte degli Enti sono delineate nella Circolare n.1303. In particolare, Comuni, Province e Città Metropolitane possono rimodulare il profilo di rimborso dei prestiti corrispondendo dal 30 giugno 2023 al 31 dicembre 2024 quote capitale pari allo 0,25% del debito residuo rinegoziato unitamente alle relative quote interessi. Dal 30 giugno 2025 e sino a scadenza dei prestiti, le rate di ammortamento semestrali, comprensive di capitale ed interessi, saranno costanti. Inoltre, per i soli prestiti con scadenza originaria successiva al 31 dicembre 2036, sarà possibile scegliere se mantenere la scadenza post rinegoziazione invariata o se ridurla di 3 anni. Il tasso d’interesse post rinegoziazione sarà fisso anche per i prestiti attualmente calcolati a tasso variabile.
Per la prima volta, l’iter di adesione può essere finalizzato con una modalità interamente digitale – dalla fase istruttoria fino a quella contrattuale – al fine di velocizzare e semplificare sensibilmente l’intero processo.
L’operazione consentirà agli Enti di liberare risorse immediatamente utilizzabili per sostenere i servizi sul territorio, ma anche per fronteggiare le emergenze legate all’attuale scenario macro-economico e geopolitico che ha prodotto sensibili incrementi dei costi energetici e delle materie prime.
Tutte le informazioni operative sono disponibili nella pagina dedicata: Rinegoziazione 2023

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