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PNRR L’UPI ALLA CABINA DI REGIA CON DRAGHI

“Il primo rapporto sull’attuazione del PNRR che il Presidente del Consiglio Mario Draghi ci ha illustrato dà atto del grande lavoro svolto fin qui per impostare nel migliore dei modi possibili le basi per l’avvio dell’attuazione del PNRR.

E’ motivo d’orgoglio per l’Italia che si sia riusciti a realizzare nei tempi stabiliti dall’Europa le prime 51 missioni, e in questo risultato molto ha giocato lo spirito di forte condivisione e collaborazione tra Governo, Regioni, Province e Comuni. Uno spirito che ha caratterizzato fin dall’inizio l’attuazione del PNRR e che, come ha sottolineato il Presidente Draghi, dovrà mantenersi fino al 2026 “. Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale intervenendo alla prima riunione della Cabina di Regia PNRR allargata ai rappresentanti di Regioni, Province e Comuni.

“Abbiamo raggiunto risultati importanti – ha detto de Pascale al Presidente Draghi – la cui portata non è limitata al solo PNRR, come la Riforma della PA e le altre misure messe in campo insieme al Ministero della Funzione pubblica per rafforzare la capacità amministrativa degli enti: uno dei nodi che era più urgente risolvere.

Come Province, insieme ai Comuni e alle Regioni, avevamo chiesto di essere messi nelle condizioni di efficienza per potere affrontare questa sfida e le risposte che fin qui abbiamo avuto sul fronte del personale, delle risorse e delle riforme mostrano la piena attenzione del Governo Draghi alle istanze dei territori.  D’altronde – ha concluso il Presidente de Pascale rivolgendosi al Presidente del Consiglio e ai Ministri presenti –  avremo vinto la sfida del PNRR se riusciremo a restituire al Paese una crescita strutturale a sostegno di tutti i territori, in grado di risolvere le diseguaglianze che oggi attraversano l’Italia da Nord a Sud, e ad assicurare sostegno all’Italia strategica, che non è concentrata in poche aree ma è diffusa nelle Province”.

FONDO COMPENSATIVO PER IL RINCARO DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE: TUTTE LE INFO

Ai sensi dell’articolo 1.septies del dl 73/01 “Sostegni-bis” –  art 1-septies DL 73 2021 – è previsto un Fondo compensativo per il rincaro dei materiali da costruzione.

 

Nel merito si allega:

– la circolare del Ministero delle Infrastrutture con la quale vengono fornite le modalità di calcolo e pagamento della compensazione dei prezzi dei materiali più significativi

– il decreto 11 novembre 2021(pubblicato in GU il 23.11 )

– gli allegati 1 e 2 e decreto di rettifica per refuso , con il quale vengono indicati i prezzi medi 2020 e le variazioni percentuali superiori all’8% dei prezzi dei materiali più significativi verificatesi nel primo semestre 2021 Allegato+1_Decreto        Allegato+2_Decreto       RETTIFICA all. 1 e 2 d.M. 11.11.2021-signed

 

Si ricorda altresì che per accedere al fondo, occorre che le imprese abbiano presentato alla stazione appaltante entro l’8 dicembre 2021 adeguata documentazione giustificativa. Nel caso in cui (cfr. art. 1 septies, co.6 dl 73/21) la stazione appaltante non abbia a disposizione sufficienti risorse per procedere alla compensazione (previa verifica e convalida dei conteggi), potrà accedere al Fondo MIMS entro il 22 gennaio 2022 (60gg dalla pubblicazione in GU del dm 11.11.21 – vedi inoltre DM 30 settembre 2021 , con comunicazione pec alla Direzione Generale regolazione dei contratti pubblici e vigilanza grandi opere del Ministero Infrastrutture.

 

SLITTAMENTO TERMINE APPROVAZIONE BILANCIO A 31 MARZO 2022

Si comunica che la Conferenza Stato Città Autonomie locali, in data odierna, ha accolto la richiesta di Anci e Upi di slittamento del termine di approvazione del bilancio al 31 marzo 2022.
A breve verrà predisposto l’apposito decreto ministeriale.

Il Presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva, delegato UPI al Comitato Permanente di Promozione del turismo

Si è insiediato oggi il Comitato permanente di promozione del Turismo in Italia, istituito per promuovere un’azione coordinata dei diversi soggetti che operano nel settore del turismo con la politica e la programmazione nazionale. Il funzionamento del Comitato é regolamentato dal Codice del Turismo.

A rappresentare l’Unione delle Province d’Italia è il Presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, che nel suo intervento ha sottolineato come “Occorre necessariamente ridare centralità alle Province nei processi di promozione territoriale se si vuol sfruttare a pieno le ricchezze dei nostri territori quali volano di sviluppo sociale, culturale ed economico,all interno ovviamente di un piano strategico del turismo nazionale che potrà contare sulle province non solo come enti di raccordo delle peculiarità territoriali ma anche per tracciare la visione dello sviluppo futuro alla luce si una ripartenza necessaria del mondo del turismo”.

L’organismo è presieduto dal Ministro del Turismo e ne fanno parte, tra gli altri, i rappresentanti dei diversi Ministeri, di ANCI, UPI, Istat, Enit, Invitalia ed esperti del settore ed ha tra i suoi scopi la promozione di azioni in diversi ambiti, tra cui: identificazione delle strutture pubbliche dedicate a garantire i servizi del turista; accordi di programma con le Regioni e sviluppo della strutturazione turistica sul territorio e di progetti di formazione nazionale; sostegno e assistenza alle imprese che concorrono a riqualificare l’offerta turistica nazionale; promozione dell’immagine dell’Italia all’interno dei confini nazionali, con particolare riguardo ai sistemi turistici di eccellenza; organizzazione di manifestazioni ed eventi di carattere nazionale, che coinvolgano territori, comunità e soggetti pubblici e privati; raccordo e cooperazione tra Regioni, Province e Comuni e le istituzioni di Governo; promozione a fini turistici del marchio Italia.

 

Elezioni Provinciali: ecco i nuovi Presidenti.

 

“La partecipazione degli elettori, Sindaci e Consiglieri comunali, a questa tornata di voto per le Province è stata da record: abbiamo superato la media dell’80% con molti picchi oltre il 90% e nessuna Provincia sotto il 65%”. Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, anche lui riconfermato Presidente della Provincia di Ravenna con il 78,8% dei consensi, sottolineando come “Per la prima volta dal 2015 abbiamo visto file ai seggi fin dall’apertura. È il segno che queste istituzioni oggi sono considerate strategiche da Sindaci e Consiglieri Comunali: un ente vivo, capace di dare risposte ai territori e un riferimento per i Comuni, grandi e piccoli. Siamo molto contenti poi – aggiunge de Pascale – di potere constatare finalmente una buona presenza di elette nei consigli provinciali e tre nuove Presidenti donne, che coinvolgeremo da subito negli organismi dell’Unione delle Province d’Italia. È evidente – conclude il Presidente dell’UPI – che questo voto non deve passare inosservato da Governo e Parlamento: l’impegno di chi, a titolo gratuito come i consiglieri provinciali, si mette a disposizione delle proprie comunità merita una risposta immediata rispetto alla questioni critiche ancora aperte. Occorre dare certezza e stabilità sulle funzioni e le risorse e garantire il personale necessario, per valorizzare una istituzione come la Provincia che ha compiti strategici sia per le comunità che per lo sviluppo locale. Un augurio sincero a tutte e tutti gli eletti e le elette”.

Di seguito l’elenco dei nuovi Presidenti eletti:

 

ANCONA: Daniele Carnevali

ALESSANDRIA: Enrico Bussalino

ASCOLI PICENO: Sergio Loggi

AVELLINO: Rizieri Buonopane

BELLUNO: Roberto Padrin

BERGAMO: Pasquale Giovanni Gandolfi

BIELLA: Emanuele Ramella Pralungo

CASERTA: Giorgio Magliocca

CROTONE: Sergio Ferrari

FERMO: Michele Ortenzi

FERRARA: Gianni Michele Padovani

FORLI’-CESENA: Enzo Lattuca

GROSSETO: Francesco Limatola

IMPERIA: Claudio Scajola

LATINA: Gerardo Stefanelli

L’AQUILA: Angelo Caruso

LECCO: Alessandra Hofmann

MACERATA: Sandro Parcaroli

MANTOVA: Carlo Bottani

MASSA CARRARA: Gianni Lorenzetti

PARMA: Andrea Massari

PAVIA: Giovanni Palli

PERUGIA: Stefania Proietti

PESCARA: Ottavio De Martinis

RAVENNA: Michele de Pascale

ROVIGO: Enrico Ferrarese

TERNI: Laura Pernazza

TREVISO: Stefano Marcon

VERBANO CUSIO OSSOLA:  Alessandro Lana

VITERBO: Alessandro Romoli

Elezioni Provinciali: ecco i nuovi Presidenti.

 

“La partecipazione degli elettori, Sindaci e Consiglieri comunali, a questa tornata di voto per le Province è stata da record: abbiamo superato la media dell’80% con molti picchi oltre il 90% e nessuna Provincia sotto il 65%”. Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, anche lui riconfermato Presidente della Provincia di Ravenna con il 78,8% dei consensi, sottolineando come “Per la prima volta dal 2015 abbiamo visto file ai seggi fin dall’apertura. È il segno che queste istituzioni oggi sono considerate strategiche da Sindaci e Consiglieri Comunali: un ente vivo, capace di dare risposte ai territori e un riferimento per i Comuni, grandi e piccoli. Siamo molto contenti poi – aggiunge de Pascale – di potere constatare finalmente una buona presenza di elette nei consigli provinciali e tre nuove Presidenti donne, che coinvolgeremo da subito negli organismi dell’Unione delle Province d’Italia. È evidente – conclude il Presidente dell’UPI – che questo voto non deve passare inosservato da Governo e Parlamento: l’impegno di chi, a titolo gratuito come i consiglieri provinciali, si mette a disposizione delle proprie comunità merita una risposta immediata rispetto alla questioni critiche ancora aperte. Occorre dare certezza e stabilità sulle funzioni e le risorse e garantire il personale necessario, per valorizzare una istituzione come la Provincia che ha compiti strategici sia per le comunità che per lo sviluppo locale. Un augurio sincero a tutte e tutti gli eletti e le elette”.

Di seguito l’elenco dei nuovi Presidenti eletti:

 

ANCONA: Daniele Carnevali

ALESSANDRIA: Enrico Bussalino

ASCOLI PICENO: Sergio Loggi

AVELLINO: Rizieri Buonopane

BELLUNO: Roberto Padrin

BERGAMO: Pasquale Giovanni Gandolfi

BIELLA: Emanuele Ramella Pralungo

CASERTA: Giorgio Magliocca

CROTONE: Sergio Ferrari

FERMO: Michele Ortenzi

FERRARA: Gianni Michele Padovani

FORLI’-CESENA: Enzo Lattuca

GROSSETO: Francesco Limatola

IMPERIA: Claudio Scajola

LATINA: Gerardo Stefanelli

L’AQUILA: Angelo Caruso

LECCO: Alessandra Hofmann

MACERATA: Sandro Parcaroli

MANTOVA: Carlo Bottani

MASSA CARRARA: Gianni Lorenzetti

PARMA: Andrea Massari

PAVIA: Giovanni Palli

PERUGIA: Stefania Proietti

PESCARA: Ottavio De Martinis

RAVENNA: Michele de Pascale

ROVIGO: Enrico Ferrarese

TERNI: Laura Pernazza

TREVISO: Stefano Marcon

VERBANO CUSIO OSSOLA:  Alessandro Lana

VITERBO: Alessandro Romoli

Manovra, UPI Appello a Governo e Parlamento “Consentire alle Province assunzioni a tempo determinato per il PNRR”

“Il Decreto Ministeriale voluto dal Ministro Brunetta che sblocca le assunzioni a tempo indeterminato per le Province e le Città metropolitane è un importante passo in avanti per ricostruire in questi enti strutture in grado di dare risposte efficaci ai cittadini e alle imprese e rilanciare gli investimenti sul territorio. Un impegno su cui abbiamo lavorato in pieno spirito di collaborazione con i Ministeri dell’Economia e della Pubblica Amministrazione per assicurare un quadro stabile per la programmazione delle assunzioni a tempo indeterminato. Purtroppo, a Province e Città metropolitane non è consentito procedere ad assunzioni a tempo determinato per rafforzare gli organici per l’attuazione del Recovery, una misura necessaria per il reperimento di quelle professionalità tecniche essenziali per dare attuazione alle missioni assegnate”.

Lo sottolinea il Presidente dell’UPI, Michele de Pascale.

“Per questo facciamo appello al Governo e al Parlamento e chiediamo che nel disegno di Legge di bilancio 2022 si preveda anche a Province e Città metropolitane la facoltà di assumere personale a tempo determinato per l’attuazione del PNRR. Solo così avremo la possibilità di rafforzare, con la rapidità imposta dal Recovery, la capacità tecnico-amministrativa degli enti e recuperare un gap determinato da un assetto normativo non più giustificabile né sostenibile”.

 

Banda Ultralarga, D’Incà e Padrin incontrano Infratel: «I progetti avanzano, serve accelerare sulle zone industriali»

«È indispensabile proseguire il percorso avviato sul Piano della Banda Ultralarga, senza rallentamenti, per garantire un servizio necessario ai nostri territori che hanno bisogno di infrastrutture adeguate per migliorare la vita di cittadini e la competitività delle nostre imprese. Dall’ultimo tavolo con Infratel, con cui mi sono confrontato assieme al presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, è emerso che nel Bellunese è stato realizzato, a livello economico, il 73% delle opere in fibra e in wireless su un valore complessivo di quasi 24 milioni di euro di opere ordinate. Uno stato di avanzamento significativo, come ci è stato confermato dai vertici di Infratel su cui si interverrà ulteriormente grazie alle risorse previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza».

Lo dichiara Federico D’Incà, Ministro per i Rapporti con il Parlamento, in seguito all’incontro avvenuto a Roma assieme al presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin e ai responsabili di Infratel. Un vertice per fare il punto della situazione sul Piano Banda Ultralarga in Veneto e in particolare nel Bellunese. Dei progetti esecutivi approvati in provincia di Belluno, 26 risultano già conclusi.

«L’urgenza a questo punto è arrivare a coprire le zone industriali, dalle quali ho ricevuto diverse sollecitazioni – afferma il presidente della Provincia, Roberto Padrin -. Per un territorio vasto e frammentato come il nostro, l’infrastruttura digitale risulta fondamentale per superare l’isolamento. Sono soddisfatto dell’apertura relativa al completamento attraverso le risorse del Pnrr, quanto mai indispensabili per allineare le aree marginali al resto del Paese. A Infratel ho posto anche la questione dei costi per collegar alla fibra gli edifici pubblici, attualmente fuori portata per gli enti locali, e la possibilità di coprire le gallerie e i rifugi alpini, per i quali mi è stato assicurato che verrà fatto un approfondimento».

La Provincia condividerà con le imprese del territorio ulteriori necessità in un prossimo incontro, che verrà calendarizzato entro i primi mesi del 2022. «In quella sede discuteremo anche di un problema che mi è stato sollevato da Infratel e che anche il territorio accusa da tempo – conclude il presidente Padrin -. Vale a dire la carenza di imprese e manodopera attive per questo genere di cantieri. Un problema che abbiamo l’obbligo di risolvere, pena il continuo rallentamento nella infrastrutturazione del territorio».

Il Ministro D’Incà, precisa che «le osservazioni formulate dal Presidente Padrin saranno oggetto di ulteriori approfondimenti assieme a Infratel e al Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao: dobbiamo garantire alle aree interne e alle zone montane servizi efficienti, anche sotto il profilo della sicurezza dei cittadini e dei turisti».

Gli interventi della Provincia di Cuneo per le scuole: programmati quasi 13 milioni di investimenti

Cinque studi di fattibilità per essere pronti all’avvio dei lavori in altrettante scuole della Granda (investimento totale di 12.700.000 euro) appena arriveranno i finanziamenti. L’obiettivo della Provincia di Cuneo è quello di mettere in sicurezza antisismica e provvedere all’efficientamento energetico di cinque edifici scolastici di Bra, Savigliano, Mondovì e Alba. “Dopo il complesso lavoro di analisi della situazione siamo passati alla fase di pianificazione degli interventi – spiega il presidente della Provincia Federico Borgna che ha firmato i decreti -. La tempestività è fondamentale per poter accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund, così fa portare avanti quella fase di interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici della Granda avviata in questi ultimi anni. Vogliamo investire sulla scuola e sulla formazione dei giovani: il primo passo è consegnare loro scuole belle, accessibili e soprattutto sicure”. Nell’ambito del censimento che la Provincia di Cuneo sta, infatti, proseguendo sull’idoneità strutturale e didattica dei suoi fabbricati scolastici che sono sedi di Istituti di istruzione secondaria Superiore (materia rimasta di competenza provinciale), sono stati quindi individuati alcuni edifici che necessitano di particolari interventi antisismici, di messa in sicurezza e di efficientamento energetico.

Bra. Il Liceo “Giolitti-Gandino” di Bra, di proprietà della Provincia dal 1991, accoglie attualmente 730 alunni su due plessi: quello principale in via Fratelli Carando con 25 aule e 4 laboratori e quello in via Serra con 7 aule, oltre ad un laboratorio informatico ed una palestra. Il fabbricato di via Fratelli Carando risale alla fine dell’Ottocento. Nel corso degli anni, l’edificio è stato oggetto di rimaneggiamenti, anche sostanziali, ottenendo così in pianta, l’attuale forma sostanzialmente ad E. La Provincia intende proseguire l’opera di sistemazione dell’edificio scolastico affrontando il tema della sicurezza sismica e raggiungendo almeno il livello minimo di sicurezza ammesso dalle leggi e normative per gli edifici scolastici. L’intervento si propone di conseguire il miglioramento sismico del fabbricato con interventi edili compatibili con la tipologia strutturale che non stravolgano le caratteristiche architettoniche del complesso edilizio. Sono previsti rinforzi di parte delle murature portanti e delle volte, con interventi antisismici considerando che il fabbricato è soggetto ad un vincolo della Soprintendenza. Per quanto concerne il prolungamento della manica di sud-ovest sempre verso via Carando, non essendo gravato da alcun tipo di vincolo, sarà demolito e al suo posto sarà costruito un nuovo edificio, staccato da quello esistente mediante un giunto sismico, con una superficie di circa 500 mq ed un’altezza di circa 7,50 metri. Costo complessivo dell’intervento: 2.850.000 euro di cui 2.100.000 a base di gara (compresi oneri per la sicurezza) e 750.000 euro a disposizione dell’amministrazione.

A Savigliano, la sede dell’Istituto scolastico “Cravetta Marconi”, nel centro storico, risale al 1883 quando una parte dell’ex convento della Clarisse venne utilizzata per l’edificazione di un nuovo quartiere di fanteria. La caserma fu intitolata “Principe di Napoli” e poi ribattezzata “Trossarelli”. E’ stata presidio militare per tanti anni fino a diventare, in anni più recenti, plesso scolastico. La Provincia proseguirà la sistemazione dell’edificio con il suo miglioramento sismico, tenendo conto – anche in questo caso – dei vincoli della Soprintendenza. Saranno rimosse le tamponature esistenti tra i differenti locali e chiuse le aperture con nuova muratura portante in mattoni pieni collegata alla muratura portante, sarà consolidato il solaio di sottotetto del corpo centrale del fabbricato e di parte del corpo est, oltre a ridurne della vulnerabilità sismica con sistemi di collegamento delle pareti di tramezzatura alle strutture portanti. L’intervento previsto ammonta a 1.900.000 euro, di cui 1.384.682 a base di gara (compresi oneri per la sicurezza) e 197.898 a disposizione dell’amministrazione.

A Mondovì la Provincia interverrà sull’edificio scolastico dell’Istituto professionale “Bellisario”, nel complesso ex Passionisti Istituto Tecnico Agrario in via Nino Manera, di proprietà del Comune di Mondovì. L’edificio è più recente perché risale a metà anni Cinquanta del secolo scorso ed è stato utilizzato fino alla metà degli anni Settanta come monastero. Nel 1974 i locali sono stati ceduti in affitto al Comune di Mondovì per uso scolastico che nel 1978 lo ha acquistato. Con la legge 23/96 il fabbricato è passato in gestione dalla Provincia di Cuneo. Negli anni sono stati realizzati alcuni interventi di adeguamento alle norme degli edifici scolastici, Ora si tratta di svolgere interventi per aumentare la sicurezza statica e il progetto di fattibilità tecnica ed economica ammonta a 3.050.000 euro, di cui 2.385.000 a base di gara e 665.000 euro a disposizione dell’amministrazione.

Alba. L’edificio interessato dai lavori di messa in sicurezza sismica è la sede dell’Istituto tecnico “Einaudi”, di costruzione recente. dal nucleo originario del 1973 sino ai più recenti interventi del 2009. In questo caso il fabbricato non è soggetto ad un vincolo della Soprintendenza. I lavori previsti ammontano a 2.100.000 euro, di cui 1.609.962,60 a base di gara (compresi oneri per la sicurezza) e 490.038 a disposizione dell’amministrazione.

Ancora a Bra. L’edificio scolastico “Velso-Mucci” in via Craveri fu realizzato nel 1775 per ospitare il Seminario Arcivescovile. La struttura scolastica si sviluppa su quattro, livelli di cui uno interrato. Il secondo Blocco è stato realizzato molto più tardi rispetto a quello in muratura, presumibilmente negli anni Settanta. La Provincia proseguirà l’opera di sistemazione dell’edificio scolastico sia attraverso interventi di efficientamento energetico, sia tramite interventi di consolidamento strutturale, considerando i vincoli di tutela del bene a cui l’immobile è sottoposto, con l’obiettivo di perseguire l’adeguamento statico ed il miglioramento sismico. Saranno oggetto di efficientamento energetico in particolar modo i serramenti, le murature non coibentate e la copertura. Per la riqualificazione energetica sono previsti: realizzazione del cappotto esterno sulle pareti della palestra; coibentazione del solaio verso il sottotetto e del solaio della palestra; sostituzione dei serramenti; installazione dell’impianto fotovoltaico e delle valvole termostatiche sui radiatori; sostituzione dei corpi illuminanti. Costo totale previsto dallo studio di fattibilità tecnica ed economica è di 2.800.000 euro, di cui 1.785.774 a base di gara (compresi oneri per la sicurezza) e 1.014.226 a disposizione dell’amministrazione.

Al via il bando “Valore pubblico: La Pubblica amministrazione che funziona”

Nasce il progetto, ideato dalla Sda Bocconi School of Management e dal Gruppo Editoriale Gedi, con il patrocinio del ministro per la Pubblica Amministrazione, del Dipartimento della funzione pubblica e di Anci e Upi, dal titolo “Valore pubblico: la Pubblica amministrazione che funziona”, totalmente dedicato alla Pa.

L’iniziativa è finalizzata a valorizzare e condividere le best practices nell’ambito delle amministrazioni, così come alla modernizzazione dei servizi ai cittadini e alle imprese. Le risorse messe in campo dal Pnrr, la digitalizzazione delle Pa, gli esempi virtuosi nella Pubblica amministrazione in grado di diventare veri e propri modelli per gli altri oggi rappresentano una nuova consapevolezza e una grande opportunità per il settore pubblico.

Il bando riguarda ogni amministrazione pubblica o azienda di servizi pubblici che presenti innovazioni che apportano risultati tangibili e misurabili per i destinatari, sia in termini di modernizzazione dei servizi, sia nell’organizzazione dei sistemi di gestione.

È possibile presentare la candidatura fino al 28 febbraio 2022 al link sdabocconi.it/it/sda4gov/call-to-action, allegando i documenti richiesti. Le amministrazioni possono inviare solo una candidatura per ogni categoria e ogni progetto non può avere più categorie di appartenenza. Le valutazioni verranno effettuate tra il primo marzo e il 30 aprile 2022 e l’elenco delle amministrazioni selezionate sarà reso pubblico a giugno.

La premiazione del progetto avverrà sempre entro giugno, durante un evento pubblico, al quale prenderà parte anche il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. La giuria selezionatrice è composta da Massimo Giannini, direttore de “La Stampa”, Maurizio Molinari, direttore de “La Repubblica”, Carlo Ratti, architetto e urbanista, Giuseppe Soda, dean Sda Bocconi e professore alla Bocconi, Rosanna Tarricone, associate dean e professore alla Bocconi, Chiara Valerio, scrittrice, e Giovanni Valotti, professore alla Bocconi.

“Valore Pubblico” è un’opportunità per creare valore condiviso nella Pa, in funzione della soddisfazione di cittadini e imprese. Il progetto indica dieci categorie alle quali le amministrazioni devono fare riferimento per i lavori da presentare. Innanzitutto, la “sostenibilità”, una delle parole chiavi del Pnrr e uno degli obiettivi dell’Agenda 2030. Poi c’è la “digitalizzazione”, verso cui la Pubblica amministrazione ha già fatto passi da gigante, ma in cui ci si propone di migliorare ancora. E ancora, la “semplificazione amministrativa”, già oggetto di importanti riforme varate quest’anno. Seguono, poi, le parole “diversità e inclusione”, “lavoro e sviluppo economico-imprenditoriale”. Infine, “nuove fragilità”, con un focus sui minori e sugli anziani, “sport”, “cultura e turismo”, “innovazione, creatività” e “innovazioni gestionali”.

Il progetto punta, dunque, a sostenere il processo di cambiamento della Pa avviato nel 2021 con la riforma dei concorsi pubblici, le semplificazioni, la riqualificazione del lavoro pubblico, e destinato ad avanzare nel 2022, che si prospetta come l’anno dell’innovazione.

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Italiani all’estero, UPI all’Assemblea plenaria

“La pandemia sta costringendo molti italiani all’estero a rientrare per la perdita di lavoro causata dalla crisi economica generata dalla crisi sanitaria: per loro, e in generale per gli italiani all’estero che decidono o sono costretti a rientrare in Italia, occorre approntare un sistema di accoglienza e sostegno, un percorso di reinserimento strategico in patria, pari all’assistenza all’estero. Serve assicurare il reinserimento lavorativo con modelli di welfare specifici, strutture ad hoc sui territori nelle quali individuare il percorso di offerta formativa e lavorativa”.

Lo ha sottolineato il rappresentante del Comitato Direttivo UPI, Piero Marrese, Presidente della Provincia di Matera, nel suo intervento alla IV Assemblea plenaria della Conferenza permanente Stato Regioni e il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero che si apre oggi a Roma.

“Le Province – ha detto Marrese – ritengono che all’interno della CGIE debba essere riconosciuto il protagonismo dei territori, perché è attraverso i territori e le comunità provinciali che si attuano quelle politiche che servono a mantenere saldi legami e identità con gli italiani all’estero” .

Il rappresentante dell’UPI ha poi concluso l’intervento ringraziando la Ministra Maria Stella Gelmini e il Governo Draghi per avere voluto, dopo ben nove anni di interruzione, convocare l’Assemblea “Anche questo – ha detto – è un segnale forte della volontà di ripartire dell’Italia”.

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Stati Generali della PA: UPI “Rafforzare la PA Locale per attuare il PNRR”

“Per attuare il PNRR e gestire le ingenti risorse europee che l’Italia avrà a disposizione nei prossimi anni occorre rafforzare la capacità amministrativa di tutte le pubbliche amministrazioni, a partire da Province e Comuni che dovranno attuare missioni strategiche”.

Lo ha detto il rappresentante dell’UPI, Antonio Pompeo, Presidente UPI Lazio, intervenendo agli Stati Generali della Pubblica amministrazione in corso a Roma.

“Il Governo è intervenuto con norme che vanno nella direzione di rafforzare la PA, prevedendo nuove assunzioni, ma la nostra preoccupazione è che queste azioni avranno soprattutto effetti positivi nelle amministrazioni centrali maggiormente coinvolte nel PNRR, lasciando scoperti gli enti locali.

Per questo  – ha sottolineato il Presidente Pompeo – l’UPI ha chiesto l’introduzione nella Legge di Bilancio 2022 all’esame del Parlamento di misure specifiche che permettano a Province e Comuni di assumere personale altamente qualificato – tecnici, ingegneri, specialisti in tutto il procedimento di gestione degli appalti pubblici – con particolare riferimento alle strutture di progettazione e le stazioni uniche appaltanti delle Province. Si tratta di un intervento prioritario per consentire la messa a terra degli investimenti del PNRR e per promuovere le infrastrutture strategiche, la transizione ecologica e digitale e l’inclusione sociale in tutti i territori”.

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