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La Provincia di Lucca protagonista in Europa per la riforma delle autonomie locali

Continua l’impegno e il riconoscimento internazionale della Provincia di Lucca nei processi di governance multilivello e di coesione territoriale nell’ambito dell’Unione Europea. Una delegazione dell’ente di Palazzo Ducale ha preso parte oggi, martedì 19 maggio 2026, a un importante vertice internazionale a Chișinău, capitale della Repubblica di Moldova, stato formalmente designato e incamminato a divenire membro a tutti gli effetti dell’Unione Europea.

La delegazione lucchese era composta da Luca Menesini, consigliere provinciale delegato agli Affari Europei e membro del Comitato delle Regioni di Bruxelles, e dal dirigente dell’Ufficio Europa della Provincia, Paolo Benedetti. I rappresentanti di Palazzo Ducale hanno contribuito ai lavori del convegno incentrato sul tema della riforma degli enti locali intermedi, svoltosi nella Partnership hall all’interno della Government House moldava.

“La giornata di oggi – commenta il consigliere Luca Menesini – evidenzia l’importanza strategica del ruolo delle Province nelle politiche europee, sia per la definizione degli obiettivi di sviluppo (piano strategico), che nell’attrazione di finanziamenti a sostegno dell’intero territorio. La Moldavia è in un processo di riforma delle autonomie locali che dà centralità ai Comuni e alle Province come enti vicini ai cittadini e che possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita delle comunità locali”.

L’incontro odierno ha visto la Cancelleria di Stato della Repubblica di Moldova dialogare direttamente con la delegazione della CEPLI (Confederazione Europea delle Autonomie Locali Intermedie), la prima e più grande rete europea che riunisce le associazioni nazionali di 7 Paesi membri (Italia, Belgio, Francia, Germania, Polonia, Romania e Spagna), rappresentando circa 900 province, contee, dipartimenti, powiats, landkreise e rayons.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Unione dei Consigli distrettuali della Moldova (UCRM – membro osservatore di CEPLI), si è posto l’obiettivo strategico di rafforzare il dialogo sulle politiche pubbliche legate alla riforma della pubblica amministrazione locale e sul relativo “LPA Reform Concept”, focalizzandosi sul consolidamento della coesione territoriale e sullo scambio di migliori pratiche tra gli Stati membri dell’UE e le autorità moldave.

Fondata nel 2008, la CEPLI opera per il rispetto rigoroso del principio di sussidiarietà e per uno sviluppo locale sostenibile che metta al centro il cittadino e la prossimità comunitaria. La partecipazione della Provincia di Lucca assume un valore doppiamente strategico: da un lato conferma la centralità e il know-how dell’ente di Palazzo Ducale nelle dinamiche di governance multilivello, dall’altro valorizza l’esperienza italiana nel quadro della riforma istituzionale che la Moldova sta implementando per allinearsi agli standard comunitari, capitalizzando l’expertise tecnica e istituzionale di CEPLI.

Con questa missione, la Provincia di Lucca si riafferma come un ponte fondamentale tra la dimensione locale e le grandi istituzioni europee, esportando modelli di eccellenza amministrativa e supportando attivamente i processi di integrazione dei nuovi Stati partner nel tessuto democratico dell’Unione Europea.

Porto di Manfredonia: consegnati all’Autorità portiale gli impianti realizzati dalla Provincia di Foggia

Si è concluso ieri, con la firma del verbale di consegna, un percorso avviato oltre vent’anni fa: la Provincia di Foggia ha formalmente trasferito all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) gli impianti di distribuzione di acqua potabile, di raccolta e trattamento di acque di sentina e di raccolta delle acque nere realizzati nel porto commerciale di Manfredonia.

La cerimonia di consegna si è svolta presso gli uffici di Manfredonia dell’AdSPMAM, alla presenza dei rappresentanti della Provincia di Foggia, del Comune di Manfredonia, dell’Autorità portuale e della Regione Puglia.

Gli impianti — costruiti tra il febbraio 2008 e il febbraio 2009 nell’ambito del POR Puglia 2006 — comprendono le centrali idriche con gruppo di pressurizzazione, la rete di distribuzione dell’acqua potabile, le centrali di aspirazione delle acque nere e di sentina, i disoleatori e la rete del vuoto. Con la sottoscrizione del verbale, l’AdSPMAM assume la piena responsabilità di gestione e manutenzione degli impianti, garantendo al porto commerciale dotazioni fondamentali per la tutela ambientale e per l’operatività della flotta peschereccia.

Il commento del Presidente della Provincia di Foggia

«Con questo atto portiamo a compimento un impegno che la Provincia ha assunto nei confronti del territorio e della comunità portuale di Manfredonia. Infrastrutture moderne e funzionanti sono la condizione indispensabile per uno sviluppo sostenibile delle attività marittime e per la tutela dell’ambiente marino» ha dichiarato il Dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Foggia, Ing.Antonello De Stasio.

Sulla stessa linea il Presidente dell’AdSPMAM Francesco Mastro: «Non si tratta soltanto di impianti tecnici, ma di servizi importanti per il comparto della pesca e non solo. Questo passaggio consentirà di affidare la gestione del servizio idrico ed elettrico, migliorando l’operatività dello scalo: un risultato da tempo atteso dai pescatori.» Il Sindaco di Manfredonia Domenico la Marca ha aggiunto: «Come amministrazione abbiamo seguito questa vicenda sin dal nostro insediamento. Il porto commerciale potrà ora contare su servizi fondamentali per la marineria, migliorando le condizioni di lavoro del comparto pesca. Ringrazio la Provincia di Foggia, la Regione Puglia e l’Autorità di Sistema Portuale per il lavoro svolto in questi anni.»

 

Il Presidente della Provincia di Trapani commenta gli 80 anni dello Stauto Siciliano

“Ottant’anni che si fanno sentire, portati male, con troppe incertezze, con l’incapacità politica e storica di costruire una Sicilia moderna, efficiente ed efficace, puntando sullo Statuto Speciale”.

E’ il commento del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, in occasione della celebrazione degli 80 anni dallo Statuto Speciale della Regione Sicilia.

“Uno strumento che poneva la sfida del cambiamento, collettiva e condivisa. Ma anche ottant’anni che continuano a segnare un percorso di crescita che può essere seguito, con impegno politico, con spirito unitario. Lo Statuto rimane un punto di riferimento. Nonostante tutto sa ancora parlare al nostro futuro. Va letto, studiato, collegato al nostro tempo. Ma prima ancora va rispettato – aggiunge Quinci.

“Spesso – sottolinea il Presidente – le istituzioni siciliane si sono girate dall’altra parte, allontanando anche le nostre comunità. Lo Statuto rappresenta una Sicilia che non è mai nata. Certo, sono stati fatti tanti passi avanti, ma il sistema dell’autonomia è rimasto fragile, contraddittorio, condizionato da scelte politiche che si sono sviluppate altrove. Lo Statuto va applicato ed invece le dinamiche di governo e parlamentari dell’Isola hanno assunto, più volte, la scorciatoia delle decisioni compromissorie. La forma, le norme, hanno il diritto-dovere di trasformarsi in scelte sostanziali, in scelte di campo con riscontri concreti per le comunità, senza posizioni ambigue. In queste ore di riflessione e di riconoscimento per il nostro Statuto abbiamo registrato l’ennesimo passo falso”

Le Province nello Statuto

“L’articolo 15 dello Statuto – ricorda il Presidente Quinci – sottolinea e ribadisce il ruolo centrale nell’ordinamento degli enti locali siciliani dei Liberi Consorzi Comunali, ma è un ruolo che viene negato dall’Assemblea regionale siciliana. La bocciatura della norma sullo status degli amministratori degli Enti di Area Vasta ha sicuramente un effetto negativo reale facilmente verificabile, ma è soprattutto simbolica. Si tratta di un messaggio forte e chiaro: non c’è la volontà di dare spazio ed agibilità istituzionale e politica ai Liberi Consorzi. Le ex Province regionali vengono tenute in un limbo che porterà al loro progressivo fallimento”.

Le criticità

“Da tempo abbiamo indicato i punti critici – spiega Quinci –  tante funzioni e risorse insufficienti, nessuna risposta sui decreti attuativi, assoluta incertezza nella gestione del personale, difficoltà a fare sintesi come Enti di coordinamento e non ultimo l’indifferenza alla dignità dello status degli amministratori che sono chiamati a svolgere la loro attività istituzionale pagandola di tasca propria. Celebriamo dunque gli ottant’anni del nostro Statuto ma proviamo ad averne riguardo, ad onorare la nostra autonomia assumendoci la responsabilità di applicarlo in tutte le sue parti. Basta leggerlo ed essere conseguenti: liberi nel pensiero e pronti nell’azione”.

 

La Provincia di Vicenza “moltiplica” la sicurezza delle strade: dai risparmi di bilancio 3,6 milioni per i Comuni.

Oltre 12 milioni di euro in 2 anni per 52 interventi.

Un investimento massiccio per rendere le strade vicentine più sicure e rispondere con i fatti alle esigenze dei sindaci. La Provincia di Vicenza ha stanziato oltre 3,6 milioni di euro (€ 3.681.900,00) destinati a finanziare 14 interventi strategici sulla viabilità provinciale che attraversa i centri abitati di altrettanti Comuni vicentini.

Si tratta di risorse provenienti dall’avanzo di bilancio, frutto di una conduzione amministrativa seria e oculata, che l’Ente ha scelto di reinvestire immediatamente per supportare i Comuni nella risoluzione di criticità storiche.

Il piano di contributi si basa su una forte sinergia tra la Provincia e le amministrazioni locali. Il contributo provinciale agisce come un volano: coprendo una quota rilevante dell’opera, permette ai Comuni di investire proprie risorse per completare i progetti, generando un “effetto moltiplicatore” che raddoppia il valore reale dei cantieri aperti sul territorio. L’importo complessivo delle opere da realizzare ammonta infatti a 6.303.000 euro, con un contributo della Provincia che sfiora il 60%.

I 14 nuovi interventi finanziati

Gli interventi, approvati alla seduta del Consiglio Provinciale della scorsa settimana, toccano diversi ambiti della sicurezza viaria, con un’attenzione particolare ai punti neri della circolazione e ai percorsi protetti:

  • Messa in sicurezza strade e incroci: ad Asiago sono stati destinati 450.000 euro per l’incrocio tra la SP 76 Valgadena e via Ebene ; a Sarego 336.000 euro serviranno per l’intersezione tra la SP 18, via Roma e via Marona; a Villaga 146.400 euro per la riqualificazione dell’intersezione tra via Palladio e la SP8 Berico Euganea; a Cartigliano 140.000 euro per la messa in sicurezza della SP58; a Foza 126.000 euro per la messa in sicurezza delle SP 73 e 76; a Gambellara 210.000 euro sono destinati a via Calderina lungo la SP 22
  • Percorsi ciclopedonali: a Rosà un contributo di 230.000 euro permetterà di collegare la pista ciclabile esistente con la rotatoria di Ponte Paoletti lungo la SP 58 ; a Nanto sono previsti 311.500 euro per il collegamento tra il paese e la frazione di Ponte di Nanto.
  • Marciapiedi e pedoni: a Calvene è previsto un intervento da 360.000 euro per nuovi marciapiedi sulla SP 68 (via Bissoli, via Roma e via Divisione Julia); a Piovene Rocchette 180.000 euro saranno utilizzati per la messa in sicurezza della viabilità provinciale lungo le S.P. 349 e 350: rifacimento marciapiedi di via A. Rossi, ammodernamento impianto semaforico via Trieste – via A. Rossi/Roma e passaggi pedonali; a Lusiana Conco 450.000 euro per la messa in sicurezza della SP 72 con realizzazione di due tratti marciapiede nel centro abitato di Conco (Loc. Conco di sopra e Loc. Scocca); a Monte di Malo 240.000 euro per la realizzazione di attraversamenti pedonali semaforici lungo la SP124;
  • Servizi ai cittadini: ad Arcugnano il finanziamento di 270.000 euro riguarderà la viabilità di accesso e il parcheggio a servizio della sede municipale e della scuola “Foscolo” di Torri di Arcugnano, sulla SP 88 del Tormeno. Ad Altissimo lo stanziamento di 232.000 euro riguarderà la viabilità tra la SP 31 e via Molino con la creazione di un parcheggio di interscambio.

Oltre 12 milioni di euro di contributi in 2 anni

I contributi approvati dall’ultimo Consiglio Provinciale si aggiungono ad una lista che in due anni (2025 e 2026) arriva a contare 52 interventi su altrettanti Comuni vicentini per un totale di 12.106.179 euro di contributi (e un importo complessivo delle opere di 23.068.340 euro).

Massima attenzione all’utenza debole della strada, con marciapiedi, illuminazione, attraversamenti pedonali. E poi piste ciclabili, impianti semaforici e sistemazione delle intersezioni.

In sintesi, i contributi della Provincia finanziano:

  • 34 interventi a favore dei pedoni (es. marciapiedi, passaggi pedonali, sistemazione attraversamenti pedonali)
  • 29 riqualificazioni di strade e aree (es. illuminazione, arredo urbano, fermata autobus)
  • 13 nuovi tratti di piste ciclabili
  • 9 rotatorie e sistemazioni incroci
  • 7 interventi di controllo della velocità (es. dissuasori elettronici di velocità, dispositivi di rilevamento della velocità)
  • 5 impianti semaforici
  • 4 parcheggi

Il commento del Presidente della Provincia

“La Provincia conferma la sua missione di “Casa dei Comuni” -sottolinea Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza– Grazie a un bilancio solido e virtuoso, oggi restituiamo al territorio risorse concrete. Non si tratta solo di cantieri, ma di un ascolto attivo delle esigenze dei Sindaci che ogni giorno vivono le criticità delle loro strade. Essere al fianco delle amministrazioni locali significa aiutarle a realizzare quelle opere attese da anni che cambiano la sicurezza quotidiana dei nostri cittadini».

Il commento dei consiglieri delegati

“Questo piano di contributi è la dimostrazione di una Provincia che sa ascoltare le comunità locali -ribadisce Maria Cristina Franco, consigliera provinciale con delega alla Viabilità Nord Est– Abbiamo dialogato con le amministrazioni per individuare i punti più critici, con un’attenzione particolare agli utenti deboli della strada, come pedoni e ciclisti. Realizzare tratti di marciapiede protetti, mettere in sicurezza incroci, collegare piste ciclabili, significa migliorare concretamente la qualità della vita quotidiana nei nostri centri. Siamo al fianco dei sindaci non solo a parole, ma con risorse certe e tempi rapidi.”

 

“Molti dei Comuni beneficiari avevano progetti pronti che necessitavano solo della spinta finanziaria decisiva -sottolinea Francesco Enrico Gonzo, consigliere provinciale con delega alla Viabilità Sud Ovest– Coprendo quote rilevanti dell’importo complessivo, permettiamo l’apertura di cantieri che migliorano la fluidità del traffico e risolvono nodi viari complessi. È un investimento sul futuro della nostra rete viaria che premia l’intero territorio vicentino.”

Provincia dell’Aquila, ok al rendiconto 2025: oltre 16 milioni di investimenti

Conti in ordine e risultati che si collocano su livelli di primato nazionale: il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità questa mattina il Rendiconto 2025 della Provincia dell’Aquila, che registra oltre 16 milioni di euro di nuovi investimenti e consolida gli equilibri finanziari dell’Ente.

I contenuti

Il documento contabile evidenzia un incremento significativo del patrimonio immobiliare, che supera i 19 milioni di euro, e una crescita del patrimonio mobiliare pari a 844 mila euro, legata principalmente all’acquisizione di mezzi pesanti e attrezzature industriali funzionali alle attività operative dell’ente.

La relazione tecnica è stata illustrata dal dirigente del Settore Ragioneria, Paola Contestabile: “I risultati evidenziano un andamento positivo sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello economico-patrimoniale, a conferma della sostenibilità complessiva della gestione”.

Il commento del Presidente della Provincia

L’approvazione del Rendiconto 2025, ha dichiarato il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, “conferma una impostazione di gestione orientata alla solidità dei conti e alla capacità di investimento. Abbiamo inoltre registrato una riduzione della spesa per l’acquisto di beni e servizi per circa un milione di euro: un risultato che va nella direzione dell’economicità della gestione e della razionalizzazione della struttura, elementi indispensabili per garantire nel tempo la sostenibilità finanziaria dell’Ente. L’obiettivo – ha aggiunto Caruso – è strutturare e consolidare un modello gestionale sempre più efficiente, in cui l’equilibrio tra capacità di investimento e controllo della spesa rappresenta il nodo centrale dell’azione amministrativa. I dati del rendiconto evidenziano risultati di assoluto rilievo anche nel confronto nazionale, in una fase in cui molte amministrazioni registrano difficoltà nella gestione dei conti. A questo si aggiunge il rispetto dei tempi, che rappresenta un ulteriore elemento di qualità dell’azione amministrativa”.

Un quadro complessivo che dunque restituisce, come ribadito dal presidente Caruso nel corso della seduta, “l’immagine di una gestione improntata a criteri di efficienza ed efficacia, in grado di coniugare capacità di investimento e tenuta degli equilibri economico-finanziari”.

Provincia di Pavia e IDA – Italian Datacenter Association firmano un Protocollo d’intesa sui Datacenter

Provincia di Pavia e Italian Datacenter Association (IDA) hanno sottoscrito Protocollo d’Intesa con lo scopo di definire un quadro unitario per la localizzazione degli insediamenti di data center nel territorio provinciale, assicurando che ogni investimento produca un ritorno territoriale effettivo e misurabile e riducendo i conflitti localizzativi a favore della rigenerazione degli ambiti già urbanizzati.

 Origine e finalità del Protocollo

Il Protocollo nasce dall’esigenza di coniugare la crescente attrattività del territorio pavese per gli investimenti digitali con una pianificazione coordinata, trasparente e sostenibile. In un contesto di forte espansione del settore, le istituzioni locali e gli operatori hanno ritenuto necessario costruire una cornice stabile che renda i processi autorizzativi più prevedibili, salvaguardando al contempo l’interesse pubblico, l’ambiente e l’equilibrio territoriale.

 L’accordo introduce strumenti operativi concreti, tra cui:

  • un Atlante provinciale delle aree idonee e non idonee;
  • un Tavolo tecnico permanente con Comuni ed enti competenti;
  • meccanismi di perequazione territoriale e compensazione;
  • misure di semplificazione e coordinamento amministrativo.

L’obiettivo è duplice: da un lato favorire investimenti qualificati e coerenti con le strategie di sviluppo, dall’altro garantire ricadute concrete per il territorio in termini di infrastrutture, sostenibilità ambientale e opportunità occupazionali.

 La situazione dei data center in provincia di Pavia

Il territorio pavese si inserisce in una dinamica di crescita nazionale particolarmente significativa: la Lombardia – e in particolare l’area milanese – rappresenta oggi il principale polo attrattivo per gli investimenti in data center.

In questo contesto, la provincia di Pavia sta assumendo un ruolo sempre più rilevante:

  • sono già presenti 9 data center, appartenenti a 5 operatori;
  • tra questi, 4 sono hyperscale e 1 edge;
  • il territorio beneficia della prossimità strategica a Milano, con nuovi insediamenti che tendono a collocarsi in un raggio di 20–50 km dal capoluogo.

Questi elementi confermano il posizionamento della provincia come area di espansione naturale per infrastrutture digitali ad alta intensità tecnologica, ma anche la necessità di una governance coordinata capace di gestire impatti energetici, ambientali e infrastrutturali.

Il ruolo di IDA e la cooperazione istituzionale

IDA, in rappresentanza della filiera nazionale dei data center, svolge un ruolo chiave nel promuovere lo sviluppo del settore all’interno di un quadro regolatorio chiaro e competitivo. L’Associazione contribuisce con dati tecnici, analisi di settore e capacità di coordinamento tra operatori, favorendo una pianificazione più informata e coerente con l’evoluzione tecnologica.

Il Protocollo valorizza in modo esplicito il dialogo tra pubblico e privato, ponendo le basi per una cooperazione strutturata e continuativa. In questa prospettiva, gli investimenti in data center vengono collegati anche a obiettivi di formazione, sviluppo delle competenze digitali e rafforzamento del tessuto economico locale.

Il commento del Presidente della Provincia di Pavia

Il Presidente della Provincia di Pavia Giovanni Palli ha commentato: “Quando un Comune di cinquemila abitanti si trova davanti una multinazionale che vuole investire centinaia di milioni, la domanda non è se essere a favore o contrari. La domanda è: con quali regole, con quale visione, con quale garanzia per chi in quel territorio ci vive. Il Protocollo che abbiamo firmato oggi con IDA — l’associazione nazionale degli operatori di data center — serve esattamente a questo: a dare ai Comuni una regia sovracomunale, agli operatori un quadro prevedibile, ai cittadini la certezza che il processo è governato e trasparente. In Provincia di Pavia sono già operativi nove data center. Una ventina di Comuni sono nella mappa delle richieste di connessione alla rete. La crescita degli investimenti è nazionale, ma gli effetti sono locali: sulle strade, sulle reti energetiche, sul suolo, sulle comunità. Noi abbiamo già vissuto – con effetti critici- questa dinamica con la logistica. E abbiamo imparato una cosa semplice: se non governi lo sviluppo, lo sviluppo governa te. Oggi cambiamo passo. Introduciamo un percorso per la definizione di un Atlante delle aree idonee, un processo per la costituzione di fondi perequativi intercomunali, un tavolo tecnico permanente e un sistema di monitoraggio con dati aperti. Questo modello è a disposizione di chiunque voglia replicarlo. Perché il tema non è pavese: è italiano.”

Il commento del Presidente di IDA

La collaborazione con la Provincia di Pavia è un esempio virtuoso di come istituzioni e industria possano lavorare insieme per sviluppare infrastrutture digitali strategiche”, ha aggiunto Sherif Rizkalla, Presidente IDA – Italian Datacenter Association. “Il Protocollo offre certezza e trasparenza agli operatori, promuovendo al tempo stesso sostenibilità, innovazione e integrazione con il territorio”.

 

Provincia di Brescia: nasce l’Osservatorio provinciale per le Infrastrutture e la Mobilità

Si è concluso il primo incontro operativo, che ha portato alla firma, a Palazzo Bargnani, del Protocollo d’Intesa che istituisce l’Osservatorio provinciale per le Infrastrutture e la Mobilità: il nuovo strumento di confronto permanente tra Provincia di Brescia, enti locali, rappresentanze economiche, organizzazioni sindacali e mondo accademico.

L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di condividere dati aggiornati, monitorare l’avanzamento delle opere pubbliche e coordinare la programmazione degli interventi sul territorio, favorendo una lettura unitaria delle esigenze infrastrutturali e della mobilità provinciale.

Presenti il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, il Consigliere provinciale delegato a Strade e viabilità, Paolo Fontana, e  la dirigente del Settore del Strade della Provincia di Brescia Pierpaola Archini, insieme ai rappresentanti degli enti e delle associazioni coinvolte.

La firma conclude il percorso avviato l’autunno scorso e segna l’ingresso nella fase operativa dell’Osservatorio. Un tavolo stabile di confronto per un territorio complesso che richiede strumenti di analisi condivisi.

La Provincia di Brescia gestisce quasi 1.500 chilometri di strade e oltre 300 ponti e manufatti, una delle reti viarie più estese e articolate d’Italia.

Il territorio presenta caratteristiche molto diverse tra loro: aree urbane ad alta intensità di traffico, distretti produttivi, zone montane con criticità specifiche, località turistiche con flussi stagionali significativi.

In questo contesto, l’Osservatorio nasce per rendere più leggibile il quadro delle opere, più trasparente l’avanzamento dei lavori e più efficace la programmazione degli investimenti pubblici, offrendo a cittadini e amministrazioni uno strumento stabile di analisi e coordinamento.

La prima riunione operativa ha quindi definito il metodo di lavoro, calendario degli incontri e le prime priorità da analizzare. Le attività si svolgeranno nel rispetto degli strumenti di pianificazione vigenti e in coordinamento con i diversi livelli di governo, per rendere più coerente e leggibile la programmazione delle opere.

Il commento del Presidente della Provincia di Brescia

«La firma di oggi segna l’avvio di un lavoro condiviso che mette al centro le esigenze reali del territorio. L’Osservatorio nasce per rendere più chiaro il quadro delle opere, migliorare la capacità di lettura dei dati e programmare gli interventi in modo coordinato, con l’obiettivo di aumentare sicurezza, mobilità e qualità della vita dei cittadini. Ringrazio tutti i soggetti che hanno scelto di partecipare a questo percorso. Da questo momento si apre una fase operativa che richiederà collaborazione e continuità da parte di tutti i soggetti coinvolti» ha sottolineato il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini.

Il commento del consigliere delegato

«L’Osservatorio sarà il luogo dove confrontarsi in modo strutturato, condividere informazioni aggiornate e costruire una visione comune delle priorità infrastrutturali. La Provincia gestisce una delle reti viarie più estese e complesse del Paese per questo è fondamentale monitorare ciò che è in corso e definire insieme ciò che serve per il futuro, con un approccio basato sui dati e sulla collaborazione tra enti» ha concluso il consigliere delegato a Strade e viabilità, Paolo Fontana.

Aggiornamento sulle principali opere provinciali

A illustrare il quadro degli interventi sono stati il Consigliere Paolo Fontana, e l’architetto Pierpaola Archini che nel loro intervento hanno presentato un aggiornamento sulle principali opere provinciali, tra cui la variante alla SP237 tra i comuni di Idro e Vestone, il ponte di Palazzolo, il ponte di Pian Camuno la deviante alla SP2 tra i comuni di Orzinuovi e Roccafranca, lo svincolo di Rovizza tra i comuni di Pozzolengo e Peschiera del Garda, la deviante di Roncadelle, la deviante di Isorella, le opere di protezione dei versanti, e il programma di manutenzione dei ponti.

Composizione e funzioni dell’Osservatorio

L’Osservatorio avrà sede a Palazzo Broletto e sarà presieduto dal Consigliere provinciale delegato ai lavori pubblici, strade e mobilità.

Ne fanno parte la Provincia di Brescia, il Comune di Brescia, l’Associazione Comuni Bresciani (ACB), la Camera di Commercio, Confindustria Brescia, ASCAB, FAI, le Comunità Montane, CGIL–CISL–UIL, Università degli Studi di Brescia, ANCE e Fondazione Campus Edilizia Brescia.

Il Protocollo ha durata quinquennale e potrà essere esteso ad altri soggetti pubblici e privati.

Il Protocollo individua otto ambiti di lavoro, tra cui monitoraggio delle infrastrutture, impatto ambientale, sicurezza nei cantieri, digitalizzazione dei sistemi di controllo e supporto tecnico agli enti locali.

La partecipazione non prevede indennità né nuovi oneri per le amministrazioni.

Il nuovo organismo nasce con tre funzioni principali:

  1. condividere dati aggiornati su infrastrutture, mobilità e flussi di traffico, così da individuare insieme le priorità;
  2. monitorare in modo sistematico l’avanzamento delle opere pubbliche, verificando lo stato dei cantieri e affrontando eventuali criticità con i territori;
  3. coordinare la programmazione degli interventi, favorendo un approccio integrato tra istituzioni, enti locali, mondo produttivo e parti sociali.

Scuole Superiori, la Provincia di Treviso ha completato tutti i cantieri PNRR

La Provincia di Treviso ha completato tutti i cantieri finanziati con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), segnando un traguardo significativo nell’ambito del potenziamento e della riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico del territorio: come previsto dal cronoprogramma, che fissava al 31 marzo il termine delle opere, l’Ente ha ultimato da gennaio a oggi:

  • la palestra scolastica presente all’interno del nuovo edificio dell’Istituto Casagrande di Pieve di Soligo (opera inaugurata lo scorso settembre dal valore complessivo di 9.604.460 euro),
  • il miglioramento sismico dell’Istituto Cerletti di Conegliano (3.443.000 euro, ora in corso ultime finiture e collaudi),
  • gli interventi di costruzione e accorpamento degli Istituti Pittoni-Galilei di Conegliano (9.558.602 euro, già terminati a gennaio),
  • la nuova costruzione dell’Istituto Planck a Villorba (9.209.651 euro)
  • la realizzazione della nuova succursale Ca’ del Galletto a Treviso (10.257.053 euro).

In questi ultimi due, completati proprio nelle ultime settimane, ora sono in corso le verifiche e i collaudi necessari, come di consueto nei cantieri, che permetteranno di accogliere a settembre, per l’inizio del nuovo anno scolastico, studentesse, studenti e docenti in aula.

Dettagli tecnici 

La nuova succursale Ca’ del Galletto del Liceo Canova è un edificio di tipo NZEB, ovvero completamente eco-sostenibile e a consumi zero, e ospiterà 400 studenti e avrà tre piani, con locali adibiti ad aule, laboratori e palestra. Anche il nuovo edificio dell’Istituto Planck di Villorba è una struttura NZEB, ovvero ottimizzata dal punto di vista energetico, e metterà a disposizione di tutta la comunità scolastica 19 nuove aule, 4 laboratori (Informatica, elettronica, fisica e chimica), un’aula magna, una sala audiovisivi e una biblioteca.

Parallelamente, la Provincia ha già programmato una nuova serie di interventi, per un investimento complessivo di 2.798.124 euro cofinanziati con risorse proprie e nell’ambito di contributi ministeriali MIM, che riguarderanno:

  • l’adeguamento dell’impianto antincendio e presentazione della SCIA per la succursale del Liceo Flaminio di Vittorio Veneto (124 euro)
  • la messa in sicurezza con rifacimento dell’impermeabilizzazione delle terrazze del Liceo Da Vinci di Treviso (000 euro)
  • la riqualificazione della copertura della palestra dell’ISS Giorgi-Fermi di Treviso (000,00 euro)
  • l’impermeabilizzazione della copertura della palestra dell’ITT Mazzotti di Treviso (000 euro)

 

Questi interventi rappresentano un ulteriore passo avanti nel piano di manutenzione straordinaria e adeguamento degli edifici scolastici, con particolare attenzione alla sicurezza, alla sostenibilità e alla funzionalità degli spazi.

Il commento del Presidente della Provincia

«Il completamento dei cantieri PNRR rappresenta un risultato rilevante per il territorio e conferma la capacità dell’Ente di rispettare le tempistiche e gli obiettivi previsti – sottolinea il presidente della Provincia, Marco Donadel – e non vediamo l’ora, a settembre, di poter festeggiare questi traguardi insieme alle comunità scolastiche. Ma non ci fermiamo qui: si prosegue infatti con la programmazione dei nuovi interventi (previsti per l’estate e finanziati con risorse proprie e con contributi MIM) che avevo già preannunciato durante le prime visite nelle scuole superiori in queste settimane, occasioni proficue di incontro e confronto con i dirigenti scolastici e gli studenti. Come Provincia, vogliamo continuare nel grande impegno e nello sforzo per realizzare e garantire le opere di manutenzione e valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare scolastico, perché edifici sicuri e funzionali sono una prerogativa importante per la formazione dei nostri giovani, oggi e domani. Certo, non è una sfida semplice: è inevitabile tener conto dei rincari, determinati da un complesso contesto internazionale, ma siamo fiduciosi che presto vengano destinate le risorse necessarie per adempiere al meglio alle esigenze del territorio”.

Maltempo, la Provincia di Teramo calcola oltre 400 mila euro di danni per le somme urgenze

Fra le provinciali con dissesti gravi ci sono anche quelle che solo un anno fa erano state completamente ristrutturate con manutenzioni straordinarie e investimenti di svariati milioni; la conta dei danni è in corso ma l’evidenza dei fatti testimonia un vistoso fenomeno di dissesto dei versanti e delle scarpate come principale causa dei danni all’assetto viabile. Non si tratta di “buche” ma di scivolamenti e fratture soprattutto nella fascia pedemontana.

Il commento del Presidente Camillo D’angelo

«Quello che abbiamo vissuto negli ultimi giorni si ripropone ormai periodicamente, ogni quattro o cinque anni. Gli eventi alluvionali sono una costante con fenomeni sempre più brevi e intensi, che sono quelli provocano i danni maggiori. L’unico strumento per contrastarli è la manutenzione costante dei versanti, la pulizia dei fossi e dei fiumi, l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica per stabilizzare i terreni. Il risanamento idrogeologico dell’Appennino è una tema che deve uscire dalle tavole dei convegni ed entrare in quello della programmazione: i fondi straordinari, tanti, che ora dobbiamo impiegare solo per riparare il danno vanno pianificati annualmente per prevenire. Le Province, dalla riforma Delrio hanno competenza diretta solo sulle strade: il nostro personale che seguiva le attività di genio civile e si occupava di fossi e fiumi è transitato in Regione.  Molte Regioni del nord di destra e sinistra, all’indomani della riforma Del Rio hanno ri-delegato alle Province, enti sussidiari e più vicini ai cittadini, tutte le funzioni tecniche nella consapevolezza che lo schema è di gran lunga più efficace. Forse è ora che anche in Abruzzo si apra questo tavolo. Marsilio, presidente protempore, ovviamente non ha alcuna responsabilità diretta di questo disastro ma ha in mano la possibilità di cambiare davvero le cose con una operazione innovativa e seria seguendo la strada di quello che altre Regioni hanno già fatto” commenta il presidente Camillo D’Angelo.

Sopralluoghi e nuove chiusure

Questa mattina, intanto, è stata chiusa per un vistoso cedimento del piano viabile e relativa scarpata la provinciale 34/D di Collemesole nel Comune di Arsita in località Scaricasale. Sul posto i tecnici che stanno valutando gli interventi.

A Villa Vallucci, a Montorio, sempre questa mattina, sopralluogo congiunto con i geologi della Protezione Civile: considerati i lavori già fatti dalla Provincia, domani si riapre a senso unico alternato. E anche in questo caso si prepara la scheda per quantificare le risorse necessarie per ripristinare lo stato dei luoghi.

La Provincia di Rovigo sigla accordo con Prefettura e Università per formazione della PA

La Prefettura di Rovigo, la Provincia di Rovigo, l’Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento di Giurisprudenza- e il Consorzio Università Rovigo (CUR) hanno sottoscritto un accordo quinquennale volto alla realizzazione di un sistema integrato di alta formazione destinato al personale della pubblica amministrazione operante sul territorio provinciale.

L’intesa nasce in coerenza con le linee strategiche nazionali in materia di valorizzazione del capitale umano della PA, con le recenti direttive del Ministero per la Pubblica Amministrazione e del Ministero dell’Interno e con gli indirizzi previsti dal PNRR.

Il progetto

Il progetto prevede un modello di cooperazione stabile tra istituzioni, finalizzato a garantire percorsi formativi qualificati, programmati congiuntamente e orientati allo sviluppo delle competenze professionali dei dipendenti pubblici.

Il sistema di formazione integrata sarà sviluppato attraverso:

  • la rilevazione condivisa dei fabbisogni formativi delle amministrazioni;
  • la progettazione e la programmazione annuale dei corsi;
  • l’organizzazione di attività seminariali e iniziative di aggiornamento professionale;
  • la valutazione delle competenze e del livello di soddisfazione dei partecipanti.

Il tavolo tecnico

Per assicurare coordinamento e continuità, l’accordo prevede l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico, composto dai referenti degli enti coinvolti, incaricato di elaborare la proposta formativa annuale.

Con la firma dell’intesa, la Prefettura di Rovigo assume un ruolo centrale nell’attuazione del nuovo sistema integrato di formazione, dando impulso alla formazione in house, ritenuta uno strumento essenziale per aggiornare e rafforzare le competenze del personale civile dell’Amministrazione dell’Interno.

La Provincia di Rovigo, d’altra parte, assume, anche in questo ambito, il ruolo di “Casa dei Comuni”, estendendo l’applicazione dell’accordo ai Comuni del Polesine e favorendo in tal modo la più ampia partecipazione del personale degli enti locali alle opportunità di formazione.

I punti dell’accordo

L’accordo consente, infatti, di strutturare percorsi formativi specifici e mirati, valorizzando la collaborazione con il sistema universitario e con gli enti locali del territorio in modo da rafforzare le conoscenze giuridico‑amministrative e consolidare le competenze trasversali e digitali del personale, migliorando, così, la qualità dell’azione amministrativa.

Il CUR garantirà supporto operativo, logistico e comunicativo, mentre l’Università di Ferrara metterà a disposizione docenti ed esperti qualificati per l’erogazione dei contenuti didattici.

L’accordo rappresenta un importante investimento sulle competenze del personale pubblico e un passo significativo verso la modernizzazione e l’efficientamento dei servizi erogati alla comunità.

Provincia di Livorno: la CER Solidale si presenta ai cittadini

Nell’ambito del progetto europeo Progress, la Provincia organizza l’iniziativa “4 Energy Days 4 Europe” per la promozione della Comunità Energetica Rinnovabile SAVE (Solidale Area Vasta Etrusca) e delle fonti di energia verde.

Si tratta di quattro giornate nel corso delle quali si svolgeranno una serie di assemblee pubbliche, con il duplice obiettivo di informare residenti, imprese e attività locali sulle opportunità concrete offerte dalla partecipazione alla CER SAVE, e raccogliere ulteriori adesioni.

Gli appuntamenti in programma

Il fitto calendario di incontri prevede una parte di assemblee tematiche, rivolte in particolare ad enti, associazioni e imprese, su temi specifici come l’agrivoltaico, le green communities e le esperienze delle CER in Europa. L’altra parte di assemblee sarà aperta anche alla cittadinanza,  con relatori che spiegheranno il funzionamento della CER, le opportunità di finanziamento per gli impianti fotovoltaici, i benefici dell’energia condivisa, le modalità di adesione, e risponderanno alle domande del pubblico.

Gli incontri si svolgeranno il 20 aprile, a Cecina, alle 15.30 e alle 17.30, nell’Auditorium in via Verdi; il 21 aprile, alle 17.30, nella sala consiliare del Comune di Piombino; il 22 aprile alle 9.30 a Castiglioncello, al Castello Pasquini e alle 17.30 a Rosignano Solvay, nell’Auditorium in piazza del Mercato; il 23 aprile, alle 9.30, a Rosignano M.mo, nella sala consiliare del Comune e alle 17.30 a San Vincenzo, nella sala della Torre.

Il programma completo degli incontri è consultabile sul sito della CER SAVE al link:

https://cersave.it/wp-content/uploads/CER_SAVE_Programma_EnergyDays_def02.pdf

Cos’è la CER SAVE

La CER SAVE – costituita ufficialmente il 6 novembre 2025 dalla Provincia di Livorno insieme ai Comuni di: Castagneto Carducci, Castellina Marittima, Cecina, Marciana, Piombino, Riparbella, Rosignano Marittimo e San Vincenzo – nasce dalla volontà di offrire ai propri cittadini e alle imprese locali uno strumento concreto per affrontare la transizione energetica in modo collettivo, equo e radicato nel territorio e vanta già 47 soci.

La partecipazione di istituzioni pubbliche garanti come la Provincia di Livorno (soggetto promotore) e i Comuni, rappresenta un elemento distintivo di solidità e affidabilità: i partecipanti beneficiano di una governance trasparente, di regole chiare e di soggetti pubblici che presidiano l’interesse collettivo nel lungo periodo.

In questo contesto un ruolo fondamentale è svolto dalla progettazione europea, tramite la quale la Provincia ha reperito le risorse per accompagnare i territori nel percorso di costituzione della CER: dalla fase giuridica alla definizione degli strumenti di governance, dalla modellazione finanziaria all’ingaggio dei soggetti pubblici e privati. Con il progetto Promoter (Interreg Europe) e il progetto Progress (finanziato dal Programma tedesco EUKI/GIZ), infatti, l’Amministrazione Provinciale e i Comuni aderenti hanno dato vita ad uno strumento efficace come la CER SAVE, nella forma di Società Cooperativa per azioni, capace di tradurre gli obiettivi del Green Deal europeo in benefici tangibili per le comunità locali.

Il Presidente della Provincia di Savona al cordinamento nazionale dei CAL

C’era anche il Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, all’incontro istituzionale dei Presidenti dei Consigli delle Autonomie Locali (CAL), promosso dal CAL Lazio.

Olivieri è infatti Presidente del CAL Liguria, unico rappresentante eletto in quanto Presidente di Provincia.

I lavori

L’appuntamento ha segnato un passaggio concreto e operativo: è stata condivisa l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra i CAL regionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle autonomie locali e costruire una rete nazionale stabile e strutturata di coordinamento dei Consigli delle Autonomie Locali, finalizzato anche all’elaborazione di documenti comuni tra le diverse realtà regionali, con incontri a cadenza mensile e un regolamento condiviso, .

L’intervento del Presidente Olivieri

Nel corso dei lavori sono intervenuti i rappresentanti dei CAL regionali, che hanno espresso piena condivisione rispetto al percorso avviato, tra cui il Presidente Olivierim che ha sottolineato la necessità di “un coordinamento nazionale completo, capace di far emergere le esigenze dei territori e dei cittadini”, evidenziando al contempo come sia fondamentale portare il ruolo dei CAL anche a livello europeo e ribadendo l’importanza del confronto tra le diverse realtà regionali e il valore strategico dei CAL nel sistema istituzionale.

Le decisioni prese

Nel corso dell’incontro è stata inoltre condivisa la necessità di portare le istanze delle autonomie locali anche a livello europeo, di lavorare su processi di rigenerazione amministrativa e di rafforzare il dialogo con il Governo centrale, anche attraverso futuri momenti di confronto istituzionale.

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