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La Provincia di Pesaro-Urbino contesta la nuova classificazione dei Comuni Montani

«Condanniamo questa orribile legge che si abbatte duramente e ulteriormente sulle aree interne». Il presidente Giuseppe Paolini si schiera con i sindaci del territorio provinciale tagliati fuori con il decreto Calderoli dalla lista dei Comuni montani per effetto dei nuovi criteri di classificazione. Alcuni dei quali esclusi dall’introduzione del parametro dell’altitudine media pari o superiore a 350 metri. «Da anni – sottolinea Paolini – sto lottando per far capire che nell’entroterra c’è bisogno di una fiscalità diversa per le piccole botteghe, che svolgono più un servizio sociale essenziale che commerciale. Per questo non è giusto che paghino più tasse di Amazon: anzi, si dovrebbe anche pensare a prestiti a tassi più bassi. Ora il governo ci taglia le gambe perché così si colpiscono anche scuole, servizi sanitari e un’altra infinità di cose».

Così Paolini spinge per rivedere le cose: «C’è delusione perché tutto questo sta passando nel silenzio generale dell’Anci e della Regione. Noi supportiamo la battaglia dei Comuni rimasti fuori, sosteniamo le loro posizioni e bene fanno i sindaci a muoversi con i ricorsi perché si tratterebbe della botta finale per l’entroterra. Non si può chiedere ai giovani di tornare a ripopolare i borghi, se poi vengono fatte leggi che vanno completamente nella direzione opposta. Ai ragazzi non è rimasto nulla».

Prosegue il presidente: «Auspichiamo che si aprano tavoli di confronto in tutte le sedi, siamo pronti a portare il nostro contributo. Ma non si tratta di una protesta politica, perché le prese di posizione sono trasversali e vengono portate avanti da tutti i sindaci, di qualsiasi schieramento. E’ semplicemente questione di buon senso. C’è molta amarezza, perché assistiamo a questa eutanasia fatta di digitalizzazione, conti spietati e cieca azione livellatrice. Ma l’entroterra e le aree rurali non possono essere abbandonati. La verità è che la società e la politica devono tutelare e non accorpare, chiudere o sintetizzare. Le eccellenze sono nelle aree interne, nei nostri borghi. Ma se lì finisce, sono in pericolo anche i grandi centri», conclude il presidente.

Erosione costiera: la Provincia di Lecce apre la cabina di regia

“Per il Salento possiamo contare sui primi 5 milioni di euro già disponibili, su un totale di 26 previsti dal governo regionale per l’emergenza erosione sulle coste pugliesi, ma il presidente Antonio Decaro si è attivato per incrementare la dotazione di risorse finanziarie. Venerdì porteremo a Bari già le prime istanze e domani attiveremo una call con i tecnici per approfondire il tema”.

Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, in apertura dell’incontro da lui convocato a Palazzo dei Celestini, con all’ordine del giorno proposte operative e misure per affrontare l’attualissimo tema dell’erosione costiera e promuovere l’avvio di una cabina di regia coordinata dall’Ente provinciale.

“È necessario un cambiamento del paradigma che sino ad ora ha visto partecipare i Comuni ai bandi regionali e statali. Questo tipo di politica, a nostro avviso, non è sufficiente per pianificare e affrontare le necessità del Salento, che ha tanti aspetti emergenziali e caratteristiche che lo connotano come un discorso a sé stante rispetto al panorama regionale. L’appello va, con attenzione particolare, ai Comuni di questa provincia. Occorre prendere sì in esame i progetti, ma fare anche un ragionamento di medio e lungo periodo. Per questo abbiamo coinvolto il Centro euro mediterraneo sui cambiamenti climatici, che farà uno studio su come si può intervenire dal punto di vista scientifico”, è stato il messaggio forte e chiaro del presidente Tarantino, in una gremitissima sala consiliare.

Una riunione quella odierna propedeutica ad una programmazione sul tema dell’erosione, che vedrà il coinvolgimento di tutti, come ha sottolineato il presidente della Provincia di Lecce: “Abbiamo la necessità di presentare una programmazione che corre su due diverse velocità. Una è quella dell’intervento immediato e l’altra di uno studio del nostro territorio e del clima, per capire come intervenire, come pianificare gli interventi di medio e lungo periodo e presentare, dunque, al presidente della Regione Decaro uno schema di interventi puntuale, che vede l’aspetto scientifico prevalere sulla logica dei bandi”.

All’incontro odierno hanno partecipato, tra gli altri, Andrea Romano, direttore generale della Provincia di Lecce, Fernando Moschettini, dirigente Servizio Pianificazione territoriale ed Edilizia sismica, Alessandro Guerrieri, dirigente Servizio Tutela ambientale e Transizione ecologica e comandante Polizia provinciale, Marilena Sergi, vice prefetto vicario. Inoltre, ha portato il suo contributo l’assessore all’Urbanistica e Pianificazione territoriale della Regione Puglia Marina Leuzzi, presente con la consigliera regionale Loredana Capone.

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti, in un confronto aperto, ricco di spunti e riflessioni, dati ed elementi di approfondimento, condivisi da amministratori locali e rappresentanti dei vari enti e soggetti presenti, che hanno espresso grande apprezzamento per l’iniziativa della Provincia di Lecce.

In apertura dei lavori, il dirigente del Servizio Pianificazione territoriale ed Edilizia sismica provinciale Fernando Moschettini ha chiarito come nella ripartizione dei fondi stanziati dalla Regione Puglia per l’emergenza erosione, in base al ReNDiS (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo), si è dato precedenza agli interventi sulle aree costiere rocciose, dove esiste il rischio per vite umane, infrastrutture e beni culturali. In base a tali requisiti prioritari, quindi, nell’assegnazione delle risorse regionali la provincia di Lecce è risultata seconda, nella regione, dopo quella di Foggia.

All’incontro odierno sono stati invitati i sindaci dei Comuni rivieraschi della provincia di Lecce (Alessano, Alliste, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Galatone, Gallipoli, Lecce, Melendugno, Morciano di Leuca, Nardò, Otranto, Patù, Porto Cesareo, Racale, Salve, Santa Cesarea, Squinzano, Taviano, Tiggiano, Trepuzzi, Tricase, Ugento, Vernole), Prefettura di Lecce, Regione Puglia (Ufficio del Commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico), UniSalento, Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, Parchi naturali regionali (Rauccio; Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo; Costa Otranto S.M. di Leuca; Litorale di Ugento; Porto Selvaggio e Palude del Capitano; Palude del Conte e duna costiera), Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino meridionale, Capitaneria di Porto di Gallipoli, Ordine dei Geologi della Puglia, Sindacato Italiano Balneari, Cna balneari Puglia, Lidi del Salento, Federterziario Balneari, Fondazione Centro Euro Mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC), Italia Nostra aps-sezione Sud Salento.

 

 

Provincia di Lecce: scade il 10 marzo il concorso “Corti di genere” . Tutte le info

C’è fermento creativo tra i giovanissimi partecipanti alla nuova edizione di Corti di genere: generare parità”, il concorso ideato e promosso dalla Commissione Pari opportunità provinciale, in collaborazione con la Provincia di Lecce e il sostegno dell’Ufficio della Consigliera di parità, con scadenza il 10 marzo.

In alcune scuole del Salento, infatti, si stanno susseguendo gli incontri con gli esperti del Dipartimento di Beni Culturali di UniSalento, finalizzati ad approfondire i temi al centro del concorso e le strategie di comunicazione da utilizzare per sviluppare al meglio l’elaborato finale da presentare tra Cortometraggi, Spot, Poster.

In particolare, il Liceo Siciliani di Lecce e l’Istituto Cezzi De Castro Moro di Maglie hanno colto questa importante opportunità formativa prevista anche nell’edizione 2026, grazie al Protocollo d’intesa siglato dalla Cpo provinciale con Unisalento.

Così, in questi giorni, studentesse e studenti hanno dialogato con Luca Bandirali, professore associato di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali. Hanno partecipato, inoltre, Valentina Presicce, componente della Cpo provinciale e ideatrice di Corti di genere, Agnese Stefanelli e Michelangelo Cardinaletti, del gruppo di ricerca in Cinema, fotografia, radio e televisione e media digitali dell’Università del Salento.

Fino alla scadenza del concorso (10 marzo 2026), le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della provincia di Lecce e da quest’anno anche quelle delle province di Brindisi e Taranto, possono chiedere un incontro formativo scrivendo a [email protected] .

“Siamo orgogliose dell’interesse che sta suscitando questa nuova edizione del Bando e che alcune delle Scuole abbiano voluto usufruire dell’opportunità di effettuare un incontro formativo con gli esperti dell’Università del Salento. Questo dimostra come sia stata vincente l’idea della Commissione di sottoscrivere un Protocollo di intesa con l’Università, il cui referente è il prof. Bandirali, non solo per consentire alle scuole di utilizzare strumenti e modalità comunicative appropriate in tema di contrasto alla violenza di genere, ma anche per dare l’opportunità agli studenti e alle studentesse di poter conoscere le offerte formative del nostro ateneo, soprattutto per quanti guardano al settore dei beni culturali e della comunicazione per il loro futuro professionale”, evidenzia Anna Toma, presidente della Commissione pari opportunità della Provincia di Lecce.

Il bando della sesta edizione di “Corti di genere: generiamo parità”, con i moduli per partecipare, è disponibile online sul portale istituzionale dell’Ente provinciale all’indirizzo www.provincia.le.it.

Gli obiettivi

Il concorso di idee “Corti di genere” nasce con l’obiettivo di affermare una nuova cultura del rispetto, sensibilizzando i giovani su stereotipi, discriminazioni e violenza di genere attraverso la riflessione e l’espressione creativa.

L’iniziativa, inoltre, mette in rete le istituzioni del territorio. Oltre ad Unisalento, infatti, l’edizione 2026 vede il coinvolgimento diretto anche della Prefettura di Lecce, con cui Provincia di Lecce e Cpo provinciale hanno sottoscritto, il 5 dicembre scorso, le “Linee di azione congiunta per la realizzazione di iniziative e attività volte a prevenire e contrastare il fenomeno della violenza contro le donne e promuovere le pari opportunità”.

L’altra novità dalla sesta edizione del concorso di idee riguarda i riconoscimenti per gli studenti e le studentesse che conquisteranno il podio. Quest’anno, infatti, è prevista l’assegnazione di dispositivi digitali per realizzare foto e video alle prime tre scuole vincitrici per ciascuna categoria (Cortometraggi, Spot, Poster).

I premi in palio

I tre dispositivi in premio, introdotti “anche al fine di sensibilizzare gli studenti ad un uso consapevole e positivo delle tecnologie”, si aggiungono alle tradizionali targhe commemorative dedicate a vittime di femminicidio, riconoscimento dal forte significato simbolico presente fin dalla prima edizione del 2020, e alle Masterclass presso l’Università del Salento. Gli studenti entreranno nelle aule e nei laboratori universitari dove saranno coinvolti in approfondimenti tecnici e teorici della produzione audiovisiva e grafica.

 

 

Centro Europe Direct: inaugurata la nuova sede nella Provincia di Lucca

E’ stato inaugurato il Centro Europe Direct di Lucca, che ha sede nell’Antica Armeria di Palazzo Ducale.

Hanno preso parte al taglio del nastro il presidente della Provincia, Marcello Pierucci, il consigliere provinciale con delega alle Politiche europee, Luca Menesini, e il responsabile della comunicazione alla Rappresentanza italiana della Commissione euopea a Roma, Massimo Pronio, mentre la Regione Toscana sarà rappresentata da Irene Galletti, presidente della Commissione Politiche europee e relazioni internazionali.

Quello di Lucca è il terzo Centro Europe Direct in Toscana: dopo Firenze e Siena, infatti, anche Lucca entra ufficialmente a far parte della rete di informazione della Commissione europea, consolidando, in questo modo, un percorso iniziato oltre 25 anni fa con l’istituzione dell’Ufficio Europa dell’ente di Palazzo Ducale.

Il nuovo Centro nasce grazie a una candidatura presentata dalla Provincia di Lucca, in partenariato con Casa Europa Viareggio, selezionata per il quinquennio 2026-2030 ed opererà con il sostegno fondamentale della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, agendo come un vero e proprio ‘front office’ dell’UE sul territorio.

In questo modo, il Centro Europe Direct sarà un punto di riferimento dinamico per i cittadini, ma anche per le imprese e gli enti locali, con i suoi due sportelli: quello di Lucca a Palazzo Ducale che è stato inaugurato quest’oggi e quello a Viareggio, che si trova in viale Giosuè Carducci, al numero 10, in quella che era la sede dell’Apt di Viareggio.

Tra i vari compiti che avrà, i principali sono l’essere uno sportello informativo che dà assistenza diretta sulle istituzioni, sulle politiche e sulle opportunità che l’UE offre; consulenza sui finanziamenti, tramite la divulgazione dei programmi e supporto alla progettazione strategica; creare eventi e formazione attraverso la promozione di iniziative, workshop e dibattiti che abbiano lo scopo di avvicinare le persone ai temi della cittadinanza europea.

Orari e contatti

Lo sportello sarà aperto tre giorni alla settimana, con orari alternati tra mattina e pomeriggio. In particolare a Lucca lo sportello sarà aperto il lunedì (10-13); il mercoledì (10-13) e il giovedì (15-18:30), mentre a Viareggio è aperto il lunedì (10-13:30); martedì (15-18) e venerdì 10-13:30).

Per tutte le informazioni e comunicazioni, inoltre, è possibile telefonare allo 0583/417280 o scrivere una mail all’indirizzo [email protected].

Provincia di Treviso: aggiudicati i lavori per la realizzazione di un nuovo Ponte

La Provincia di Treviso ha aggiudicato come da cronoprogramma i lavori per la demolizione e la ricostruzione del nuovo ponte sulla SP 137 “Redigole” a Motta di Livenza: vincitore della gara di appalto è il raggruppamento temporaneo di aziende costituito da CM Infrastrutture srl, con sede a Campolongo Maggiore (VE), e M.B.M sp, con sede a Caselle di Sommacampagna (VR). Dopo l’approvazione da parte della Provincia del progetto definitivo e di quello esecutivo, è stata completata anche l’ultima fase dell’iter amministrativo propedeutico all’avvio del cantiere, ovvero l’aggiudicazione. L’importo complessivo dell’opera, che consentirà di migliorare sia le caratteristiche idrauliche della struttura sia la fruibilità stessa del ponte, grazie al collegamento con il vicino percorso ciclo-pedonale, ammonta a 7.062.111,50 euro, finanziati dalla Provincia attraverso il “Decreto Ponti” del MIT.

Grazie al costante contatto con il Comune di Motta di Livenza, con il Genio Civile e con gli Enti Gestori dei sottoservizi, che in questi mesi stanno svolgendo tutte i lavori propedeutici del caso, ora si potrà  procedere con le valutazioni tecniche necessarie all’avvio ufficiale delle opere di demolizione, previste nelle prossime settimane.

 Il commento del Presidente Donadel

“Un’opera strategica e importante per la viabilità provinciale, resa possibile grazie a un finanziamento intercettato nell’ambito del Decreto Ponti dal mio predecessore Stefano Marcon, che ha seguito e concretizzato tutte le fasi progettuali, e che ora sta per partire ufficialmente con l’avvio delle opere che porteranno alla costruzione del nuovo ponte sul Monticano – le parole di Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – l’intervento consentirà di migliorare i collegamenti viari in località Redigole, a Motta di Livenza, promuovendo al contempo la mobilità sostenibile, grazie alla prossimità con il percorso ciclo-pedonale. Un ringraziamento al Comune di Motta di Livenza e al Sindaco Alessandro Righi, con cui sto già prendendo contatti per condividere le prossime fasi, agli Enti Gestori e al Genio Civile con cui si è sempre stabilito un dialogo proficuo che ha permesso di finalizzare uno tra i cantieri più attesi e significativi programmati dalla Provincia a beneficio della comunità e del territorio”.

Provincia di Vicenza: Bike to Work supera il milione di chilometri percorsi e guarda al futuro. “

Il progetto “Bike to Work” (BTW), promosso dalla Provincia di Vicenza in collaborazione con 36 Comuni aderenti, taglia traguardi straordinari. I dati aggiornati a gennaio 2026 confermano il successo di un’iniziativa che ha saputo coniugare sostenibilità ambientale, benessere fisico e sostegno all’economia locale.

I numeri del cambiamento parlano chiaro: un milione di chilometri per l’ambiente.

Dall’avvio della raccolta dati nell’aprile 2025, i cittadini vicentini hanno percorso oltre 1.000.000 di chilometri in mobilità dolce, di cui circa 700.000 chilometri premiati. Un impegno che ha portato a risultati ambientali tangibili:

  • 3.647 utenti iscritti, con ben 2.515 utenti attivi che pedalano verso 1.500 diverse destinazioni di lavoro.
  • oltre 150.000 kg di CO2 risparmiata.
  • un impatto ecologico equivalente a 7.700 alberi piantati sul territorio.

Il commento del Presidente della Provincia Nardin

“Vedere oltre 36 Comuni e una popolazione di 400.000 abitanti unirsi sotto il segno della mobilità sostenibile è motivo di grande orgoglio -commenta il presidente della Provincia Andrea Nardin– Questo progetto non è solo una sfida logistica, ma un vero cambio culturale. Raggiungere il milione di chilometri significa che i vicentini hanno scelto di investire nel proprio futuro e nella salute del nostro territorio, per questo possiamo confermare che il progetto proseguirà per un ulteriore anno con nuove sfide: più Comuni aderenti, più utenti attivi, più infrastrutture che facilitino la mobilità sostenibile.”

Il progetto non premia solo l’ambiente, ma anche il portafoglio dei cittadini e le attività commerciali di prossimità. Sono stati stanziati 182.000 euro destinati ai buoni spesa, finanziati dalla Provincia, dai Comuni e da sponsor privati. Ad oggi, sono stati distribuiti 13.386 buoni da 10 euro, spendibili in 260 attività economiche che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.

“I dati ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta -dichiara il consigliere provinciale con delega all’Ambiente Filippo Negro– La rete di Bike to Work è ad oggi la più grande d’Italia, e già altri quattro Comuni hanno manifestato l’intenzione di aderire. Il risparmio di 150 tonnellate di CO2 è un segnale forte della volontà dei nostri cittadini di agire contro il cambiamento climatico e vogliamo coglierlo con determinazione, mettendo a disposizione come Provincia di Vicenza 80.000 euro per la nuova edizione di Bike to Work.”

Il termine del primo anno del progetto, iniziato nell’aprile del 2025, è fissato per il 31 marzo 2026.

Entro la stessa data, il 31 marzo 2026, dovranno essere spesi tutti i buoni accumulati presso le attività aderenti.

 

I Comuni della Rete BTW

Il progetto coinvolge un’area vasta e variegata che comprende:

Arzignano, Bolzano Vicentino, Bressanvido, Brogliano, Caldogno, Chiampo, Costabissara, Creazzo, Dueville, Gambellara, Isola Vicentina, Lonigo, Malo, Marano Vicentino, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Monte di Malo, Monteviale, Monticello Conte Otto, Montorso Vicentino, Nove, Piovene Rocchette, Pozzoleone, Quinto Vicentino, Sandrigo, San Pietro Mussolino, Santorso, San Vito di Leguzzano, Schio, Sovizzo-Gambugliano, Tezze sul Brenta, Torrebelvicino, Torri di Quartesolo, Trissino, Vicenza, Zermeghedo.

 

Provincia di Forlì-Cesena: oltre 35 milioni di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti

Prosegue l’impegno della Provincia di Forlì-Cesena per la messa in sicurezza dei ponti e dei viadotti presenti sull’intero territorio provinciale.

La rete stradale provinciale conta 570 ponti su oltre 1.100 chilometri di strade. A seguito del crollo del ponte di Genova, grazie a una linea di finanziamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), attivata con i decreti ministeriali DM 225/2021 e DM 125/2022, è stato avviato un articolato programma di interventi che coinvolge 21 ponti e viadotti, per un investimento complessivo di 35.393.459 euro.

Gli interventi sono stati individuati attraverso un censimento puntuale delle opere e una valutazione delle priorità basata sullo stato di manutenzione e sui volumi di traffico.

8 interventi già portati a termine

Territorio cesenate (6 interventi – 3.285.848 euro): ponte sul fiume Rubicone in località Cioca di Sogliano al Rubicone (SP9); ponte sul Fosso delle Radici sulla SP130 “Casteldelci” nel comune di Verghereto; ponte sul Fosso Becca sulla SP142 nel comune di Bagno di Romagna; ponte in località Linaro sulla SP29 “Borello–Ranchio” nel comune di Mercato Saraceno; ponte sulla SP43 “Alfero” nel comune di Verghereto; ponte sulla SP11 “Sogliano” nel comune di Savignano sul Rubicone, in prossimità del Seven Sporting Club.

Territorio forlivese (2 interventi – 1.818.560 euro): viadotto di San Colombano nel comune di Meldola (SP4 “del Bidente”); ponte sulla SP19 Marradese nel comune di Modigliana.

7 interventi in corso 

Territorio cesenate: in fase di conclusione il cantiere sul ponte sul Barbotto sulla SP12 “Barbotto” nel comune di Mercato Saraceno (951.075 euro).

Territorio forlivese (6 interventi – 13.620.134 euro): nuovo ponte Braldo sul fiume Montone (SP27 bis), attualmente in fase di verifiche belliche preliminari; ponte all’ingresso di Galeata sulla SP4, con conclusione lavori prevista entro la primavera; in fase di gara 4 interventi sulla SP4: sul viadotto Suasia (Civitella di Romagna), sul viadotto in località Gualdo (Meldola), sul ponte in muratura di Corniolo (Santa Sofia) e sul ponte in località Cusercoli (Civitella di Romagna).

I prossimi interventi programmati

Sono previsti ulteriori interventi per 15.597.246 euro. È in fase di conclusione la progettazione dell’adeguamento del cavalcaferrovia della Bretella di collegamento tra la SS9 e il casello autostradale del Rubicone (1,7 milioni di euro), con gara prevista entro la primavera. È inoltre in corso la progettazione della variante di Nespoli sulla SP4 del Bidente, nel comune di Civitella di Romagna, per un importo superiore ai 6 milioni di euro.

Tra il 2027 e il 2028 sono infine programmati interventi di messa in sicurezza sul ponte sul fiume Uso (SP13, Borghi), la ricostruzione del ponte sulla SP137 Tiberina (Verghereto), l’adeguamento dei ponti sugli scoli Torricchia e Serachieda (SP2, Forlì) e il viadotto sulla SP3 del Rabbi (Predappio).

Il monitoraggio

La Provincia è inoltre capofila di un accordo territoriale che coinvolge attualmente 23 Comuni, finalizzato alla realizzazione, nei prossimi quattro anni, di un software gestionale unico e di attività coordinate di censimento e ispezione per la sicurezza dei ponti su tutto il territorio provinciale.

Il commento del Presidente della Provincia Enzo Lattuca

«Negli ultimi quattro anni abbiamo svolto un lavoro importante sulla sicurezza dei ponti, reso possibile dai finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture e dalla competenza dei tecnici provinciali – dichiara il Presidente della Provincia, Enzo Lattuca – il completamento del programma ci accompagnerà fino al 2029. Sarebbe fondamentale rendere strutturale questo canale di finanziamento, soprattutto considerando il ruolo idraulico di queste infrastrutture, emerso con ancora maggiore evidenza dopo l’alluvione del 2023. Conclusa la verifica bellica in corso partirà il cantiere del ponte Braldo a Forlì, che rappresenta uno degli interventi simbolo di questo piano straordinario da oltre 35 milioni di euro».

 

SUA Provincia di Lecco: i dati del 2025

Anche il 2025 è stato un anno di intensa attività per la Stazione unica appaltante della Provincia di Lecco (Sua.Lecco), centrale di committenza per l’espletamento e la gestione di gare per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, a supporto dei Comuni non capoluogo e altri enti previsti dalla normativa.

A fine 2024 il Consiglio provinciale ha approvato un nuovo schema di convenzione adeguato e aggiornato alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 209/2024, correttivo del Codice dei contratti; la convenzione per aderire alla Sua, della durata di 5 anni, definisce le modalità di funzionamento della stazione appaltante relativamente all’espletamento e alla gestione di procedure di gara, regolamentando i rapporti con i soggetti aderenti.

Nel nuovo schema di convenzione è stata estesa la possibilità di adesione non solo ai Comuni appartenenti alla Provincia di Lecco, ma anche ai Comuni di altre Province e ai soggetti pubblici e privati che non abbiano ottenuto la qualificazione ai sensi dell’articolo 63 del Codice, nonché ai Parchi, Comunità Montane, Consorzi, Aziende speciali, Prefetture-Utg e altri enti a partecipazione pubblica.

Gli enti aderenti

Tra gli enti a oggi aderenti, in totale 75, oltre alla maggior parte dei Comuni già convenzionati con la precedente convenzione e le Comunità Montane del territorio, si sono aggiunti Arpa Lombardia, l’Azienda ospedaliera di Lecco Asst, l’Inaf – Osservatorio astronomico di Brera e il Comune di Erba appartenente alla provincia di Como.

I numeri dell gare

Nel 2025 la Sua.Lecco ha bandito e appaltato 161 gare, di cui 111 per i Comuni aderenti e 50 riferite ad appalti della Provincia di Lecco, così suddivise: 78 per lavori, 58 per servizi, 18 per forniture, 7 per concessioni/project financing, con un volume complessivo di oltre 64 milioni di euro.

Tra queste procedure alcune sono state finanziate dai fondi provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienzaPnrr.

 Il commento della Presidente della Provincia

“Anche nel 2025 il servizio di Stazione unica appaltante ha permesso di raggiungere risultati significativi, tra cui una maggiore professionalità, un’azione amministrativa più snella e tempestiva, una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure, un’ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali dei vari enti – commentano la Presidente Alessandra Hofmann e il Consigliere provinciale delegato ai Rapporti con i Comuni convenzionati Alessandro Negri – La Provincia di Lecco, nel suo ruolo di Casa dei Comuni, crede fortemente in questo strumento efficace per aumentare l’efficacia e l’efficienza delle attività di realizzazione dei lavori e di approvvigionamento di beni e servizi, per consentire un’azione più efficace di monitoraggio, controllo e prevenzione rispetto a possibili interferenze criminose”.

UPI Lazio e Città Metropolitana di Roma Capitale scrivono alla Regione per l’insediamento del Tavolo interistituzionale

UPI Lazio e la Città Metropolitana di Roma Capitale hanno inviato una lettera al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, per sollecitare l’insediamento del Tavolo interistituzionale previsto dalla legge regionale di stabilità.

Il Tavolo, introdotto dalla normativa approvata lo scorso 31 dicembre, riunisce Regione Lazio, UPI Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale e le quattro Province, con l’obiettivo di affrontare il tema dell’esercizio delle funzioni degli enti di area vasta e delle risorse ad esse connesse.

La lettera è firmata congiuntamente dal presidente di UPI Lazio e della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, e dal sindaco metropolitano di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, a conferma dell’unità di intenti su un tema centrale per il funzionamento degli enti locali.

Nel documento si richiama la necessità di completare il processo di riallocazione delle risorse, anche alla luce delle osservazioni della Corte dei Conti, e si indica il Tavolo come sede di confronto per eventuali aggiornamenti della normativa regionale, in coerenza con i principi della legge n. 56/2014.

UPI Lazio e Città Metropolitana chiedono infine alla Regione di procedere, attraverso una deliberazione di Giunta, alla definizione dei componenti e delle modalità di funzionamento del Tavolo, così da consentire l’avvio dei lavori.

La lettera inviata lettera UPI LAZIO CM Roma tavolo interistituzionale

Rapporto BES 2025: Forlì-Cesena tra qualità della vita, coesione sociale e sfide ambientali

È stata pubblicata l’undicesima edizione del Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) delle Province, frutto della collaborazione tra Istat, UPI e amministrazioni provinciali. Il rapporto analizza la qualità della vita attraverso 89 indicatori articolati in 11 dimensioni e rappresenta uno strumento per leggere in modo integrato le dinamiche sociali, economiche e ambientali dei territori.

La fotografia che emerge per la provincia di Forlì-Cesena restituisce un quadro complessivamente positivo, caratterizzato da elementi di forza, accanto a criticità che richiedono politiche mirate e una programmazione di medio-lungo periodo.

Salute, lavoro e capitale sociale: i punti di forza

Forlì-Cesena si conferma un territorio ad alta qualità della vita, con indicatori sanitari nettamente superiori alle medie nazionale e regionale. L’aspettativa di vita alla nascita raggiunge gli 84,6 anni, con un valore particolarmente elevato per le donne (86,7 anni). Anche la mortalità generale e quella per tumori mostrano un andamento in miglioramento.

Sul piano economico e occupazionale, la provincia restituisce una struttura solida: il tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni è pari al 75,8%, ben al di sopra della media nazionale (67,1%). I livelli di disoccupazione risultano particolarmente contenuti, con un tasso complessivo del 3,4% e un tasso giovanile del 5,2%.

Rilevanti anche i dati relativi al turismo, con un tasso di turisticità pari a 14,5, quasi il doppio della media nazionale (7,9), a conferma della capacità attrattiva del territorio.

Spicca infine la vitalità del capitale sociale, testimoniata dall’elevata diffusione del non profit: 70,4 istituzioni ogni 10.000 abitanti, indice di una comunità coesa e partecipativa.

Le criticità: ambiente, capitale umano e infrastrutture

Il Rapporto BES 2025 evidenzia alcune fragilità. Particolarmente significativo è il dato relativo alla pericolosità da frana, che interessa il 30,9% del territorio provinciale, a fronte del 14,7% regionale e del 9,5% nazionale.

La dotazione di verde urbano (25,7 mq per abitante) risulta inferiore alla media regionale, mentre i livelli di PM2,5 (13 μg/m³, dato 2023), pur in lieve miglioramento rispetto al 2022, restano superiori ai valori raccomandati per la tutela della salute.

Sul fronte del capitale umano si registra un arretramento nella quota di laureati (27,2%) e di diplomati. Anche il numero di start-up innovative (132,4 ogni 100.000 imprese) risulta distante dal dato medio italiano (240,1).

Il trasporto pubblico locale registra volumi di passeggeri contenuti (59,2 per abitante) e la copertura della rete internet ultra-veloce, pur in crescita (61,8%), rimane al di sotto dei target regionali e nazionali.

Il commento del Presidente della Provincia Enzo Lattuca

«Il Rapporto BES 2025 ci restituisce una lettura chiara del nostro territorio: dinamico e vivace dal punto di vista sociale e con un’alta qualità della vita – dichiara il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca «è chiaro che i dati sulla criticità idrogeologica e sulla qualità ambientale confermano che la sicurezza del territorio deve essere in cima all’agenda dell’azione politica. Le scelte di programmazione, a partire dagli interventi di prevenzione, dalla manutenzione delle infrastrutture e dagli investimenti per rafforzare la resilienza delle comunità locali, sono oggi indispensabili per trasformare l’emergenza in una strategia strutturale di lungo periodo».

Per ulteriori approfondimenti e per consultare le serie storiche complete è possibile visitare il portale www.besdelleprovince.it

Scuole: la Provincia di Forlì Cesena ha investito più di 35 milioni in 5 anni

Dal dicembre 2021 ad oggi la Provincia di Forlì-Cesena ha promosso e realizzato un articolato programma di interventi sull’edilizia scolastica superiore, con l’obiettivo di garantire sicurezza e qualità degli spazi agli edifici scolastici, a beneficio della comunità scolastica distribuita su tutto il territorio provinciale.
Sono stati messi in campo interventi per oltre 35 milioni di euro, finanziati principalmente attraverso fondi PNRR, risorse provinciali, mutui e contributi ministeriali.

Un impegno strutturale che ha interessato in modo diffuso sia il comprensorio cesenate sia quello forlivese, con opere di adeguamento sismico, efficientamento energetico, nuove costruzioni, manutenzioni straordinarie e ampliamento degli spazi didattici e sportivi.

Alcuni degli interventi realizzati

Tra gli interventi principali realizzati: lavori sulla sicurezza con interventi di antisfondellamento in numerosi istituti superiori (Canova a Forlì, Pascal e Serra a Cesena, Agnelli a Cesenatico), per un investimento complessivo di oltre 1,8 milioni di euro; la realizzazione della nuova palazzina del campus Agraria Garibaldi/Da Vinci di Cesena, con 15 nuovi ambienti didattici (4 milioni di euro); l’adeguamento sismico e la rifunzionalizzazione dell’edificio di via Buonarroti (ex Oliveti), oggi sede del Liceo Artistico e Musicale Canova (6,67 milioni di euro).

Interventi che hanno consentito di restituire alle scuole aule, laboratori e spazi comuni più sicuri, funzionali ed efficienti, riducendo in modo significativo il ricorso a sedi provvisorie.

Gli investimenti sugli impianti sportivi

E’ stata dedicata attenzione anche agli impianti sportivi scolastici con interventi che hanno permesso di recuperare o creare spazi fondamentali per l’educazione fisica: l’adeguamento sismico della palestra dell’ITT “B. Pascal” di Cesena (1.178.000 euro); la demolizione e ricostruzione della palestra dell’IIS “P. Artusi” di Forlimpopoli (2,05 milioni di euro) e la realizzazione della nuova palestra dell’ITAER “F. Baracca” di Forlì, primo spazio sportivo nella storia dell’istituto (2,5 milioni di euro).
Accanto alle opere già concluse, sono in corso o in fase di completamento interventi strategici che si concluderanno entro il 2026, tra cui il miglioramento sismico delle palestre del Centro Studi di via Allende a Forlì, con restituzione complessiva degli spazi (3,7 milioni di euro); il completamento di un nuovo fabbricato scolastico nel Centro Studi di via Allende, con 8 nuove aule e impianto fotovoltaico (4,1 milioni di euro); il completamento del cantiere dell’ITT “B. Pascal” di Cesena, uno dei più rilevanti interventi PNRR della provincia (5,27 milioni di euro) e la conclusione del miglioramento sismico del Liceo Scientifico “Ferrari” di Cesenatico, con l’innovativo sistema delle torri dissipative (2,5 milioni di euro).

Il commento del Presidente della Provincia, Enzo Lattuca

«Stiamo concludendo la stagione PNNR sulle scuole secondarie di secondo grado della provincia – sottolinea il Presidente della Provincia Enzo Lattuca – Ogni intervento realizzato rappresenta un investimento sul futuro della nostra comunità. Scuole sicure, moderne ed efficienti non sono solo edifici, ma luoghi di crescita per 20 mila studenti. Due i cantieri strategici che entro l’anno permetteranno di aumentare gli spazi scolastici. A Cesena la conclusione del miglioramento sismico del Pascal riporterà da settembre a casa in via definitiva tutti gli studenti dell’ITI e a Forlì la nuova palazzina al Centro studi porterà spazi significativi al polo scolastico di via Allende. Oltre la conclusione il PNRR, guardiamo al futuro con l’obiettivo di continuare a investire sul patrimonio scolastico: 35 edifici tra aule, laboratori e palestre, per una superficie complessiva di circa 176.000 metri quadrati, paragonabile a un campus universitario, per il quale destiniamo oltre 2 milioni di euro all’anno in manutenzione ordinaria».

 La Provincia di Teramo ha vinto il bando UPI “Province X Giovani” con il progetto “Ti Riconosco”

Un approccio educativo e partecipativo per lavorare sulle radici del disagio e della violenza.

Finanziato per 137.500 euro si svilupperà nell’arco di 18 mesi. Il progetto si rivolge ad una fascia di età che va dai 14 ai 35 anni, e si propone, grazie all’ampio e qualificato partnerariato, di lavorare sulle molte questioni emergenti che sono all’origine del disagio e della violenza.

La provincia, con circa 60 mila giovani tra i 14 e i 35 anni, presenta un quadro ambivalente: indicatori occupazionali giovanili migliori della media meridionale e una buona qualità della vita per i ragazzi, ma forti squilibri tra capoluogo e centri minori, con spopolamento (aree interne), servizi sociali insufficienti, isolamento sociale e carenze di personale nei servizi di salute mentale e di ascolto dedicati agli adolescenti. Nel contesto teramano tali dinamiche si sommano a un aumento dei reati violenti e reati contro minori e donne, confermando la presenza di un disagio relazionale che attraversa le nuove generazioni.

Dalla relazione del Garante per l’Infanzia e l’adolescenza.

Diffusione della violenza tra i giovani in aumento, contestuale aumento (dato sottovalutato) della violenza sui minori: il 58% in 5 anni. Aumento di violenza di genere e di revenge porn e reati collegati alla rete. Aumento di violenza collegato alle differenze sociali, culturali, religiose

“I comportamenti violenti tra i giovani tendono a creare un circolo vizioso, in cui si intrecciano disagio personale, problemi relazionali e abuso di sostanze. Per questo è fondamentale promuovere campagne di sensibilizzazione e interventi mirati non solo per i ragazzi, ma anche per gli adulti di riferimento” il Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Il commento del Presidente della Provincia

Con questo progetto recuperiamo, come ente, uno spazio importante in quella fascia del sociale che per anni è stato il cuore delle Province e che dopo la riforma è stata trasferita alle Regioni – ha dichiarato il presidente Camillo D’Angelo durante la presentazione, questa mattina, nella sala consiliare dell’ente insieme ai partner di progetto – al di là dei numeri sia la cronaca quotidiana purtroppo anche locale, sia l’attività del nostro Centro antiviolenza, ci rimanda uno spaccato significativo delle problematiche sociali in atto. Grazie al rapporto direi quotidiano con gli Istituti superiori che sono di nostra competenza abbiamo già una rete strutturata dalla quale partire. L’obiettivo finale è sperimentare e individuare modelli di intervento che possano diventare prassi. Un grande ringraziamento va al qualificato partnerariato, ai dirigenti scolastici, all’Ufficio Scolastico provinciale, alla Asl e anche alla struttura regionale dell’Upi per il supporto offerto”.

Una rete ampia rappresentata dalla dirigente provinciale Daniela Carminucci che ha sottolineato il “valore di questa scommessa e del risultato ottenuto dalla Provincia di Teramo che insieme a quella dell’Aquila ha vinto il bando Upi. Una volontà che nasce anche dai feedback che in questi anni sono arrivati nel lavoro territoriale con le scuole e con i servizi dell’antiviolenza. Qui il nostro impegno si gioca su un terreno nuovo ma che grazie ai nostri autorevoli partner affrontiamo con entusiasmo”.

I partner del Progetto

Oltre alla Provincia (capofila) con compiti di regia istituzionale, coordinamento amministrativo e finanziario, comunicazione istituzionale integrazione con il Centro Antiviolenza e i servizi per uomini maltrattanti, il Progetto vede l’intervento diretto della ASL Teramo con contributo tecnico-scientifico su salute mentale, supporto psicologico, supervisione dei percorsi socio-affettivi; tre Alberghieri coinvolti: Crocetti di Giulianova  e Zoli-Atri con il Teramo “Di Poppa”: poli pilota per le azioni nelle scuole, co-progettazione e sperimentazione del modello; Consorform: progettazione metodologica, life design e orientamento, piattaforma digitale, formazione di peer educator, monitoraggio e valutazione; ITACA ETS: esperienza socio-educativa nei territori marginali, educativa di strada, gruppi per i 19–35 anni, attività outdoor e cantieri di cittadinanza; Ufficio Scolastico Provinciale (associato): leva di sistema per estendere il modello agli altri istituti superiori del territorio.

Alla presentazione sono intervenuti Clara Moschella, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, i dirigenti scolastici Luigi Valentini (Crocetti di Giulianova) Caterina Provvisiero dell’Alberghiero di Teramo) Paola Angeloni (Zoli di Atri) il presidente di Itaca, Mauro Vanni, Alessandra Partenza di Consorform, Marcello Marcellini dirigente psicologo della Asl di Teramo.

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