Categoria: Ambiente e Territorio

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La Provincia di Viterbo e il protocollo di Kyoto

Le opportunità di sviluppo per la Tuscia legate alle fonti rinnovabili e all’uso razionale delle energie. E’ il fulcro del convegno che l’assessore all’Ambiente, Tolmino Piazzai, ha organizzato questa mattina a palazzo Gentili. Intorno al tema “Abbiamo un “Kyoto” fisso – Lo sviluppo ecosostenibile della provincia di Viterbo – Le fonti rinnovabili e il risparmio energetico”, si sono confrontati i massimi esperti del settore per fare il punto sui programmi avviati e sulle possibilità aperte dai bandi attivati o in fase di attivazione da parte dell’ente di via Saffi, nell’ambito di una politica avviata in collaborazione con Università della Tuscia, Camera di commercio, Esco Tuscia e Cirps, il consorzio interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile.

In base ai dati illustrati, è emerso che l’impiego delle energie rinnovabili permetterà al Viterbese, grazie agli investimenti e alle politiche avviate dalla Provincia, di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, come stabilito dal protocollo di Kyoto.

L’assessore Piazzai, aprendo i lavori, ha illustrato le linee di azione dell’ente in materia di eco-sostenibilità. “Fondamentale in questo campo – ha spiegato – sono gli incentivi derivanti dalla campagna di attuazione della Legge 10 del ’91 che prevede piani di azione per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili per un totale di 800.000 euro di investimenti disponibili”. Alcuni esempi dei fondi messi a bando dalla Provincia, sono i 200 mila euro per la campagna di rottamazione delle vecchie caldaie di privati, i 30 mila per gli audit energetici degli enti pubblici e i 70 mila i cosiddetti Peac delle Fenr, ovvero i piani energetici ambientali comunali delle fonti alternative.

“Per quanto riguarda le domande tese a ottenere un risparmio energetico e per le quali nel Lazio è previsto un beneficio fiscale del 55% – ha proseguito Piazzai – le iniziative presentate nel Viterbese sono ben 282. Il potenziale attuale delle fonti rinnovabili della provincia è di 528 megawatt, in previsione al 2020 si arriverà a 858”. L’assessore ha quindi ricordato l’impegno a favore della diffusione dell’edilizia sostenibile, grazie alla collaborazione coll’Istituto nazionale di Bioarchitettura, l’approvazione del piano di azione locale di Agenda 21, l’applicazione sempre più diffusa tra gli enti della certificazione Emas – per la quale a breve verrà pubblicato un bando rivolto alle imprese in accordo con la Camera di commercio – e ancora il turismo eco-sostenibile. “Tutte azioni – ha concluso – tese a creare un patto di sviluppo per la definizione del distretto di eco-compatibilità per la provincia di Viterbo”.

A portare i saluti per l’Università della Tuscia, il professor Giuseppe Nascetti della facoltà di Scienze. Ferdinando Suraci, consulente della Provincia di Viterbo, ha quindi illustrati la pianificazione energetica e ambientale dei Comuni della Tuscia. “La legge 10 del ’91 – ha ricordato – permette di attivati bandi che aprono enormi opportunità”. In base alle stime, al 2020 in tutto il Lazio si arriverà a una produzione di energia da fonti rinnovabili pari a 2.750 megawatt di cui ben 858 nel Viterbese. “Le proposte arrivate – ha continuato Suraci – ammontano già a 518 megawatt, in maggioranza per impianti fotovoltaici ed eolico”. Il consulente di palazzo Gentili ha poi illustrato il Peac, piano energetico e ambientale comunale delle fonti rinnovabili che punta a fotografare lo stato attuale della diffusione di queste fonti per poi definire i piani di azione realmente cantierabili in breve tempo e che i Comuni possono realizzare. Al bando, al 20 aprile avevano aderito Canino, Oriolo Romano, Lubriano, Marta, Celleno, Faleria, Castel Sant’Elia, Farnese, Bomarzo, Monte Romano e Corchiano.

A illustrare “Gli audit energetici strumenti per il risparmio nei comuni della Provincia”, ovvero come gli enti locali possono sopperire ai propri fabbisogni energetici in maniera sostenibile, è stato Fabrizio Giamminuti del Cirps (Centro di ricerca per lo sviluppo sostenibile). Quindi la parola è passata a Riccardo Valentini dell’Università della Tuscia che ha relazionato su “Analisi del bilancio della CO2 nella provincia di Viterbo”. “Le emissioni annuali pro-capite di un cittadino del Viterbese, conteggiando anche quelle della centrale elettrica di Montalto di Castro – ha detto – sono pari a 32 tonnellate, a fronte di una media nazionale di 2,8. Senza la centrale elettrica, la cifra scende a 8 tonnellate per abitante. Il punto è cosa può fare un cittadino per diminuire le emissioni e come la Provincia può intervenire”. Gli obiettivi posti sono di arrivare a 26,5 tonnellate pro-capite contando la centrale e 2,46 senza. “In base alle stime – ha concluso – l’impatto futuro delle politiche avviate permetterà di ridurre le emissioni di un milione di tonnellate, rispettando appieno il protocollo di Kyoto”.

A seguire, Sandro Meschini del Servizio energia di palazzo Gentili ha presentato lo “Sportello energia” e il bando “Rottamazione di 1000 caldaie per il riscaldamento” mentre Niccolò Geronzi, dello stesso ufficio, ha parlato del bando “1000 gazebi fotovoltaici”. Infine, Raffaella Graziotti della Esco ha illustrato i progetti regionali su illuminazione pubblica e fotovoltaico nelle scuole.

A partire da domani, i bandi provinciali saranno consultabili sul sito www.provincia.vt.it, mentre quelli regionali sono già pubblicati all’indirizzo www.sviluppolazio.it.

 

Energia e ambiente: grande successo per le Province al Premio Sfide2009

Roma, Savona, Belluno, Milano, Siena, Vicenza, Cuneo, Mantova: sono queste le 8 Province che hanno vinto quest’anno il “PREMIO SFIDE 2009: le politiche energetiche occasioni di sviluppo locale”, promosso nell’ambito del ForumPA in collaborazione con  UPI, FORUM PA, LEGAUTONOMIE, DISET – Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il Premio pone sotto l’obiettivo le buone pratiche degli Enti locali e delle Regioni come strumenti di sviluppo territoriale, per promuovere la sostenibilità energetica del territorio. Un riconoscimento che guarda alle buone idee, riconoscendone la valenza strategica, ma soprattutto alla capacità di realizzare scelte a impatto misurabile.

Dalla rosa dei 33 finalisti sono stati selezionati i 16 vincitori: per metà si tratta di «buone idee» dall’elevato grado di fattibilità, per l’altra metà sono «realizzazioni» già in atto dagli effetti a lunga durata.

Le Province si sono particolarmente distinte, tanto che sono riuscite a conquistare la metà dei premi a dispozione.

Al concorso hanno partecipato ben 91 progetti, che sono stati divisi in quattro ambiti: 35 progetti riguardano la ricerca e l’utilizzo di fonti rinnovabili; 23 i piani energetici locali; 16 le attività di miglioramento dell’autosufficienza energetica (rinnovabile e non); 17 l’uso virtuoso del ciclo dei rifiuti. Ogni categoria è divisa in “Realizzazioni” e “buone idee”.

Ecco le 4 categorie in cui sono stati suddivisi i progetti:
• i piani energetici (regionali, provinciali o comunali) in grado di assicurare ai cittadini un miglioramento della qualità della vita, un risparmio economico e una forte riduzione nel tempo delle emissioni inquinanti;
• le attività di sviluppo delle economie territoriali basate sulla localizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaica, eolica, geotermica ecc.);
• le attività di insediamento di grandi complessi per il miglioramento della autosufficienza e sostenibilità dei territori dal punto vista energetico (es. rigassificatori);
• le attività di sviluppo delle economie territoriali basate sull’uso virtuoso del ciclo dei rifiuti anche a fini di fonte di energia (es. uso nei termovalorizzatori, nei cementifici ecc.).

In allegato, proponiamo una breve sintesi di tutti i progetti usciti vittoriosi

Documenti allegati:

La Provincia per lo Sviluppo – Piano d’Area della media e bassa Valle del Tordino. Cambiamento e sviluppo

In allegato, la locandina dell’evento

Documenti allegati:

Legge quadro sul Paesaggio: Upi e Istituto Nazionale Urbanistica insieme per la riforma

L’Associazione delle Province e l’INU ribadiscono la necessità di costruire una legge dei Principi fondamentali del governo del territorio, che chiarisca le competenze delle istituzioni e ponga fine alle sovrapposizioni o alle separatezze tra ruoli e competenze, riconoscendo in modo chiaro i profili della pianificazione comunale e provinciale e il ruolo della legislazione regionale.

E’ la richiesta contenuta nel documento congiunto sulla riforma del governo del territorio siglato ad Ascoli Piceno dall’Upi e dall’Istituto Nazionale di Urbanistica.

L’UPI e l’INU si impegnano poi a sostenere il principio secondo cui “la Provincia ed i Comuni concorrono in un processo di cooperazione e di copianificazione fra piani nel governo del territorio dell’area vasta, assumendo come riferimento il Piano territoriale provinciale. La pianificazione provinciale – prosegue il testo – individua con i Comuni gli ambiti di area vasta significativi, promuovendo e sostenendo lo sviluppo di forme associate per la pianificazione strutturale intercomunale, per ottimizzare le risorse e contenere i costi”. Forte l’attenzione ad un migliore utilizzo del suolo: il documento infatti afferma che “le Province, attraverso la pianificazione, promuovono il contenimento del consumo di suolo e delle altre risorse non rinnovabili, la definizione dell’assetto delle reti di mobilità e tecnologiche, la definizione di limiti di sostenibilità e delle prestazioni ambientali di area vasta, e attuano modalità, procedure e strumenti per favorire la copianificazione e il dialogo tra i comuni sui problemi di area vasta e sul relativo governo del territorio”.
“Il paesaggio – ha detto Massimo Rossi, Vice presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno – è l’elemento attorno al quale dobbiamo costruire un modello di relazioni economiche ed ambientali: la pianificazione è la risposta che ci permette di contrastare la crisi, valorizzando le risorse naturale e ottimizzando gli investimenti a disposizione”.
“Il Paese ha davvero bisogno di una nuova legge quadro di riforma del governo del territorio – ha aggiunto Federico Oliva, Presidente dell’INU – in questo momento ci troviamo di fronte a delle leggi regionali che non hanno nulla a che vedere con le leggi nazionali, ormai obsolete, e questo non può che creare conflitti istituzionali. Secondo la nostra, i due livelli di pianificazione devono essere solo le Province e i Comuni: in questo contesto le Province sono fondamentali e ineliminabili”.

 

Documenti allegati:

Piano edilizia: il commento del Presidente dell’Upi

“Con questa Intesa sul piano per l’edilizia abbiamo ancora una volta dimostrato che per sciogliere i nodi importanti di questo Paese c’è bisogno dell’accordo, del concorso e della collaborazione di Regioni, Province e Comuni”. Lo dichiara Fabio Melilli, Presidente dell’Upi, commentando la sigla dell’Intesa sul piano per l’edilizia, avvenuta oggi a Palazzo Chigi in Conferenza Unificata.
“Questa intesa – aggiunge Melilli – ci consente di evitare fughe in avanti che avrebbero e creato confusione e reso la vita difficile ai cittadini. Decisivo poi – sottolinea – è che siamo riusciti a porre l’attenzione sul tema della casa, che in un momento di crisi economica e sociale come quella che stiamo attraversando è una vera e propria emergenza per le famiglie in difficoltà”.

 

 

La Carta delle Città e dei Territori d’Italia per il Clima: verso Copenhagen

Il Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, ANCI ed UPI invitano a partecipare alla Conferenza ‘La Carta delle Città e dei Territori d’Italia per il Clima: verso Copenhagen’ che si terrà a Roma il 3 Aprile, presso la Sede ISPRA di Via Curtatone 7.
L’evento sarà l’occasione per la presentazione ufficiale de ‘La Carta delle Città e dei Territori d’Italia per il Clima’, che rappresenta il contributo italiano nella Roadmap dei governi locali di tutto il mondo in preparazione della Conferenza delle Nazioni Unite – COP 15 – che si terrà a Copenhagen il prossimo dicembre.
L’evento ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed il patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Il testo della Carta è in allegato, insieme al programma dell’iniziativa: le Province possono effettuare una preadesione inviando una email a [email protected]

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BANDO SFIDE 2009: Le politiche energetiche degli Enti locali e delle Regioni come strumenti di sviluppo territoriale

Il prossimo appuntamento di ForumPA, che si svolgerà alla Nuova Fiera di Roma dall’11 al 14 maggio 2009, ospiterà una edizione del Premio SFIDE 2009 dalla buona pratica alla buona amministrazione, dedicato a “Le politiche energetiche degli Enti locali e delle Regioni come strumenti di sviluppo territoriale”.
Il premio è co-promosso dal Dipartimento per lo sviluppo delle Economie Territoriali della Presidenza del Consiglio dei Ministri e ForumPA in collaborazione con Upi, Confindustria, Formez, SDA Bocconi e Andigel.
Il concorso – come si legge nel bando allegato – è aperto alla partecipazione di diversi soggetti pubblici, tra cui le Province, e prevede la presentazione di; piani energetici tesi ad assicurare ai cittadini tesi ad assicurare ai cittadini un miglioramento della qualità della vita, un risparmio economico e una forte riduzione nel tempo delle emissioni inquinanti; attività di sviluppo delle economie territoriali basate sulla localizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaica, eolica, geotermica, ecc.); attività di insediamento di grandi complessi per il miglioramento della autosufficienza e sostenibilità dei territori dal punto vista energetico (es. rigassificatori);
attività di sviluppo delle economie territoriali basate sull’uso virtuoso del ciclo dei rifiuti anche a fini di fonte di energia (es. uso nei termovalorizzatori, nei cementifici, ecc.).

Verrà dato rilievo non solo a progetti realizzati o in corso di realizzazione con presenza di risultati concreti e valutabili (REALIZZAZIONI), ma anche a quelle iniziative in fase progettuale, valutazione dell’idea progetto e della sua realizzabilità (BUONE IDEE).

Al fine di potere sostenere l’iniziativa dal punto di vista della comunicazione, attraverso gli strumenti e i canali dell’Associazione, si invitano le Province che aderiranno all’iniziativa a darne segnalazione anche all’Upi, inviando via e-mail copia della documentazione che fornirete a ForumPA all’Ufficio stampa [email protected] o alla funzionaria dell’Ufficio studi responsabile del settore D.ssa Luisa Gottardi [email protected].

Documenti allegati:

Piani Territoriali provinciali di seconda generazione. Principi giuridici e prospettive

In allegato il programma dell’evento

Documenti allegati:

Convegno Il Ruolo delle Province per la Governance del territorio di Area Vasta

In allegato il programma dell’evento

Documenti allegati:

Provincia di Pordenone: Il ruolo delle Province per la governance del territorio di area vasta

In allegato, il programma del Convegno

Documenti allegati:

Provincai di Brescia: La pianificazione territoriale provinciale nel governo del territorio

In allegato, il  programma del Convegno

Documenti allegati:

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