Categoria: Infrastrutture e Trasporti

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La Provincia di Treviso apre una nuova pista ciclabile

Una nuova opera di collegamento per migliorare la viabilità sulla SP 102 a Castelfranco Veneto: oggi la Provincia di Treviso e il Comune hanno inaugurato la pista ciclopedonale realizzata lungo la Postumia che connette via Loreggia di Salvarosa e via Montebelluna, un intervento che consente di mettere a disposizione della comunità un percorso protetto e ben illuminato agevolando anche gli spostamenti in prossimità della scuola media Saviane e dell’Istituto scolastico superiore Sartor. L’opera, dal valore complessivo di 900.000 euro, è stata finanziata per 250.000 euro dalla Provincia di Treviso, nell’ambito dei bandi viabilità dedicati ai Comuni per agevolarli nella realizzazione di lavori di riqualificazione viaria, e per 650.000 euro con fondi propri del Comune di Castelfranco Veneto.

Hanno partecipato alla cerimonia di inaugurazione Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso e sindaco di Castelfranco Veneto, Mary Pavin, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Castelfranco Veneto, Nazzareno Gerolimetto, consigliere regionale, e Franco Guidolin della ditta Costruzioni Generali Postumia che svolto i lavori, insieme ai tecnici viabilità della Provincia e del Comuni che hanno seguito l’intervento. Prima del taglio del nastro, la benedizione a cura di don Domenico, parroco di Salvarosa, e, a seguire, un giro simbolico in bici delle autorità.

Nel dettaglio, le opere svolte hanno permesso di realizzare la nuova pista ciclopedonale parallela alla SP 102 e di un ulteriore tratto parallelo alla strada comunale via Loreggia di Salvarosa, di sostituire le tubazioni dell’acquedotto lungo il medesimo tratto della Postumia, di installare un nuovo impianto d’illuminazione pubblica con sorgenti luminose Led a basso consumo e di costruire anche due spazi di fermata per gli autobus, con relative fermate di protezione e attraversamento pedonale illuminato in prossimità dell’accesso all’Istituto agrario Sartor. È stato inoltre realizzato un fossato di scolo consortile e una palizzata di protezione. La progettazione e direzione lavori è stata condotta da C.E.S. Studio A.S.I s.r.l. di Montebelluna, mentre l’impresa esecutrice è stata Costruzioni Generali Postumia S.R.L. di Castelfranco Veneto.

“Oggi sono orgoglioso di inaugurare una nuova opera frutto della sinergia tra Provincia e Comune qui a Castelfranco, aggiungendo una nuova spunta sulla lunga lista di oltre 130 opere di messa in sicurezza e riqualificazione della viabilità che stiamo portando avanti in tutto il territorio in questi anni – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso e sindaco del Comune di Castelfranco Veneto – la pista ciclopedonale realizzata permetterà di migliorare i collegamenti per la mobilità attiva e sostenibile, mettendo a disposizione di cittadine e cittadini così come delle due comunità scolastiche in prossimità della provinciale un percorso ciclabile sicuro e opportunamente protetto. Sono particolarmente contento perché si tratta di un’ulteriore azione positiva su un tema che, come Presidente e come Sindaco, sento particolarmente caro, ovvero quello della sicurezza stradale: proprio su questo tema, oltre alle già numerose attività del Tavolo provinciale per la Sicurezza Stradale e alle competenze di tutti i soggetti membri, grazie ai quali vengono organizzati incontri ad hoc per tutte le età, ricordo che quest’anno abbiamo avviato anche un nuovo progetto, SOS Guida Sicura, grazie alla vincita di un bando promosso da UPI nazionale e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ci permetterà di ampliare l’offerta formativa gratuita per le scuole superiori sulla prevenzione dagli incidenti. Credo fortemente che le opere di riqualificazione della rete viaria unite alla promozione di una maggiore consapevolezza sui potenziali rischi della strada siano fondamentali per ridurre il numero degli incidenti”.

La Provincia di Ferrara investe 15 milioni per la sicurezza della rete viaria

Un investimento di oltre 15 milioni che equivalgono a oltre 130 chilometri di nuovi asfalti lungo 40 strade su 76.

È, in sintesi, il programma della Provincia per mettere in sicurezza la propria rete viaria, che misura complessivamente circa 800 chilometri di lunghezza.

Tutti cantieri che – fra conclusi, in corso e da iniziare – sono da realizzare nel corso del 2025.

Parte delle risorse, circa 6 milioni, sono finanziate dai decreti del Ministero infrastrutture e trasporti e, in parte, dalla Regione Emilia-Romagna e servono a realizzare nuovi manti stradali per circa 57 chilometri complessivi, dei quali circa 27 nel quadrante viario dell’Alto Ferrarese e circa 30 nel Basso Ferrarese.

In questi 6 milioni è compreso anche il milione dedicato a rifare asfalti per circa 15 chilometri, sempre in corso d’anno, lungo le SP 4, 15, 27, 54 e 56 nei comuni di Codigoro, Copparo, Goro, Jolanda di Savoia, Mesola e Riva del Po.

L’intervento, in particolare, fa parte del finanziamento complessivo di 4,4 milioni riconosciuto alla Provincia di Ferrara dal Ministero infrastrutture e trasporti nel 2021, per la viabilità provinciale delle Aree interne. Programma ministeriale di lavori che si concluderà nel 2026 con un totale di circa 44 chilometri di nuovi manti e circa 14 di nuovi guard rail, lungo tratti delle SP che attraversano i territori comunali di Codigoro, Copparo, Goro, Jolanda di Savoia, Mesola, Riva del Po e Tresignana.

Altri oltre 9 milioni del programma 2025 della Provincia, provengono da un’ordinanza del 2024 del commissario per l’alluvione, a seguito dei danni causati alla fine dello stesso anno anche al territorio ferrarese.

Si tratta di risorse di fonte Pnrr che la gestione commissariale ha messo a disposizione dell’amministrazione guidata da Daniele Garuti, a copertura di tutte le richieste documentate dai tecnici, con danneggiamenti rilevati lungo una ventina di SP nei comuni di: Cento, Ferrara, Poggio Renatico, Portomaggiore, Comacchio, Ostellato, Fiscaglia, Jolanda di Savoia, Lagosanto, Tresignana e Argenta.

Per la messa a terra dei fondi la procedura ha previsto l’approvazione da parte della Provincia dei documenti di indirizzo per la progettazione e della convenzione con la società del Ministero economia e finanze (Consap) affidataria dell’intera procedura.

Tutte fasi, nel frattempo, già ultimate. Il passo successivo dell’esecuzione dei lavori è ora atteso per fine 2025, sempre a carico di Consap.

I 9 milioni della gestione commissariale si traducono in circa 74 chilometri di nuovi asfalti, dei quali circa 39 nel settore dell’Alto Ferrarese e i restanti circa 35 nel Basso.

Al termine degli anni 2020-2025 la Provincia avrà riasfaltato in totale 400 chilometri di strade provinciali su un totale di circa 800 e gli oltre 130 chilometri nel solo anno in corso sono oltre il doppio della media dei precedenti 5 anni di quasi 54 km.

Il programma asfalti 2025 della Provincia è stato condiviso con i 21 sindaci del territorio, confrontando le analisi svolte in sede tecnica dal servizio viabilità dell’amministrazione, con le esigenze espresse dai singoli amministratori locali.

“Restiamo comunque disponibili ad ulteriori richieste dei sindaci – aggiunge il presidente della Provincia, Daniele Garuti – cui vedremo di dare risposta in sede di applicazione dell’avanzo di bilancio”.

Al piano asfalti 2025 vanno poi aggiunti gli altri lavori di messa in sicurezza della rete viaria provinciale, che comprendono gli interventi di sfalcio erba ai bordi strada, le potature alberi (13 mila, con un costo manutentivo unitario di mille euro per pianta), l’istallazione di nuovi guard rail (sette chilometri all’anno) e la loro manutenzione, la segnaletica orizzontale e verticale, la pubblica illuminazione e il piano neve. Tutti lavori che, insieme, valgono 3 milioni di euro, interamente a carico del bilancio provinciale.

 

La Provincia di Forlì Cesena ha affidato tutti i lavori di ripristino di 20 strade provinciali colpite dall’alluvione

La Provincia di Forlì-Cesena ha aggiudicato tutti i lavori per il ripristino di 20 strade provinciali danneggiate dall’alluvione del 2023, in attuazione delle ordinanze n. 33 e 35 del Commissario straordinario alla ricostruzione post-alluvione. Questo segna l’avvio di un investimento di 65 milioni di euro entro la fine dell’estate.

Gli interventi, finanziati dal PNRR, prevedono la messa in sicurezza strutturale e la regimentazione delle acque su 20 strade, con scadenze stringenti: l’aggiudicazione degli appalti entro il 30 giugno 2025 e il completamento dei lavori entro il 30 giugno 2026.

Le strade interessate nel territorio forlivese sono: SP 21 Trebbio a Modigliana, SP 22 Busca a Tredozio, SP 47 Predappio – Rocca Delle Caminate, SP 48 Teodorano nel comune di Meldola, SP 54 Baccanello tra Dovadola e Predappio, SP 66 Casale a Modigliana, SP 68 Voltre a Civitella di Romagna, SP 78 San Matteo tra Meldola e Civitella, SP 81 Trebbio – San Savino a Modigliana, SP 104 Dovadola – Montecolombo, SP 126 Predappio-Rocca delle Caminate-Meldola e SP 129 Modigliana – Rocca San Casciano.

Nel territorio cesenate, le strade coinvolte sono: SP9 Cesena-Sogliano tra Montiano, Roncofreddo e Sogliano al Rubicone, SP 13 Uso tra Borghi e Sogliano, SP 74 Cesena-Sorrivoli, SP 75 Monteleone nel comune di Roncofreddo, SP 40 Badia-Santa Paola tra Longiano e Roncofreddo, SP 85 Fondovalle Rubicone, SP 88 Alto Uso nel comune di Sogliano al Rubicone e SP 134 Via Piana nel comune di Sarsina.

Le procedure di gara sono state gestite dalla Provincia in collaborazione con le Unioni Rubicone Mare e Cesena Valle Savio. Nelle prossime settimane saranno completate anche le procedure di affidamento per altre 3 strade finanziate con fondi ordinari (non PNRR): SP 79 Rio Petra nel comune di Sogliano al Rubicone, SP 83 Polenta e SP 102 Giaggiolo-Piandispino.

Enzo Lattuca, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, ha commentato: “Abbiamo centrato l’obiettivo che ci eravamo dati: affidare tutti i lavori per la messa in sicurezza di 20 strade provinciali entro il 30 giugno, scadenza dettata dal PNRR. È stato un lavoro straordinario considerando che le risorse ci sono state assegnate il primo ottobre 2024 e in otto mesi abbiamo progettato, concertato gli interventi con i comuni e affidato tutti i cantieri alle ditte. Non era affatto scontato farcela. Per questo mi sento di ringraziare tutti coloro che ci hanno lavorato, ma il lavoro non finisce con questa tappa fondamentale: adesso con la stessa determinazione dobbiamo gestire  la fase di predisposizione dei cantieri. Gli interventi che andremo a realizzare non risolveranno tutti i problemi che abbiamo sulle strade intervallive interessate, ma miglioreranno la sicurezza del territorio dal confine con la provincia di Rimini a quello con la provincia di Ravenna.”

Viabilità. La Provincia di Vibo Valentia ottiene un finanziamento di 600mila euro per investimenti in sicurezza

«Esprimo grande soddisfazione per questo nuovo, straordinario e aggiuntivo finanziamento di 600mila euro ottenuto dalla Provincia di Vibo Valentia con il sostegno della Regione Calabria, che consentirà di intervenire sulla strada provinciale n. 25. Si tratta di un contributo extra rispetto alla programmazione già prevista per le strade provinciali che interessano il territorio del Comune di Joppolo, e rappresenta un passo fondamentale per superare alcune criticità significative presenti lungo il tracciato. È un risultato che nasce da un impegno politico costante e da un efficace lavoro di squadra, portato avanti in sinergia con l’Ufficio Viabilità. Un ringraziamento particolare va all’ingegnera Maria Conocchiella, responsabile dell’Ufficio, per la sua professionalità, il rigore e l’approccio sempre concreto e dinamico, così come a tutti i dipendenti del settore, il cui contributo quotidiano è essenziale per il raggiungimento di traguardi come questo».

Queste le dichiarazioni, a caldo, del presidente della Provincia di Vibo Valentia, Corrado Antonio L’Andolina, subito dopo aver siglato, stamattina, un’apposita convenzione con il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Calabria per la messa in sicurezza della strada provinciale numero 25 “Joppolo – Petto Torre – Madonna del Carmine”.

 

La Provincia di Vibo ottiene, dunque, un ulteriore finanziamento e sarà Ente attuatore, assumendosi la competenza della progettazione e dell’esecuzione dell’opera pubblica da realizzare che prevede: “Il completamento dell’intervento di potenziamento opere di raccolta e smaltimento acque meteoriche; realizzazione opere di sostegno, di controripa e sottoscarpa; rifacimento segnaletica stradale, sia orizzontale che verticale della S.P. n. 25; per l’importo di 600mila euro”.

 

 

«L’arteria stradale sulla quale andremo ad intervenire al fine della messa in sicurezza  – ha evidenziato al riguardo l’ingegnere Maria Giovanna Conocchiella, responsabile della Macrostruttura “Viabilità” della Provincia di Vibo – costituisce un percorso alternativo alla SP 23 ”Nicotera- Joppolo-Coccorino-Coccorinello-Panaja”, una strada, quest’ultima, caratterizzata da continui distacchi di materiale roccioso che, in situazioni meteo avverse, per motivi di sicurezza, viene interdetta al transito ai fini cautelativi. Il finanziamento di 600mila euro – ha quindi spiegato l’ingegnere Conocchiella – è finalizzato al completamento e alla realizzazione di opere di contenimento delle scarpate stradali, seriamente compromesse dagli eventi calamitosi che hanno danneggiato la “Joppolo – Petto Torre – Madonna del Carmine”».

Soddisfazione per l’avvio dell’iter tecnico-amministrativo di messa in sicurezza della SP 25 è stata espressa anche dal sindaco di Joppolo, Giuseppe Dato. «A nome dell’Amministrazione comunale, con entusiasmo, si accoglie la notizia della convenzione tra il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Calabria e la Provincia di Vibo Valentia per la realizzazione delle previste opere infrastrutturali di ammodernamento e messa in sicurezza della Sp25. Considerata l’eccezionale visione di “Petto Torre”, dal cui balcone si può godere della visuale a 180 gradi “Porto di Gioia Tauro – Stromboli”, nell’occasione si chiede di valutare l’opportunità dell’inserimento di un’area attrezzata e piantumata e si rinnovano nel contempo, – ha chiosato il sindaco Dato – i ringraziamenti al presidente della Provincia di Vibo Valentia, Corrado Antonio L’Andolina, per la costante sensibilità ed attenzione dimostrata nei riguardi delle esigenze del nostro territorio comunale».

Mobilità Sicura: la Provincia di Padova tra i vincitori del bando nazionale

È stata presentata oggi a Roma la graduatoria del progetto nazionale “Mobilità Sicura”, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche antidroga, in collaborazione con Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e Unione delle Province d’Italia (UPI), per sostenere azioni concrete finalizzate alla prevenzione degli incidenti stradali legati all’uso di alcol e sostanze stupefacenti.

 

Il progetto ha visto la partecipazione di numerose province italiane, con la selezione finale di 20 enti vincitori (su 50 partecipanti) che beneficeranno dei finanziamenti per l’attuazione di programmi educativi e preventivi sul territorio.

 

La Provincia di Padova si è classificata al terzo posto nella graduatoria nazionale, ottenendo un contributo di 100 mila euro. Le risorse saranno impiegate per lo sviluppo di percorsi di educazione stradale nelle scuole provinciali, campagne di sensibilizzazione rivolte ai giovani e azioni di contrasto ai comportamenti a rischio alla guida.

 

«Un risultato che premia l’impegno di cui la nostra Provincia si farà carico, nella promozione di una cultura della sicurezza stradale, soprattutto tra le nuove generazioni – il commento di Stefano Baraldo, consigliere della Provincia di Padova con delega alla Viabilità -. Grazie a questo finanziamento potremo rafforzare le sinergie tra istituzioni scolastiche, forze dell’ordine e realtà del territorio per prevenire situazioni di pericolo e salvaguardare vite umane. La sicurezza stradale è un tema di importanza collettiva e questo progetto rappresenta un importante passo avanti».

 

Il progetto “Mobilità Sicura” si prefigge l’obiettivo di ridurre il numero di incidenti stradali e promuovere comportamenti responsabili alla guida.

 

«Visti i dati statistici legati all’incidentalità stradale – aggiunge Baraldo -, poiché l’attività preventiva riveste un ruolo fondamentale per la riduzione del numero di incidenti, il progetto si focalizzerà sulla formazione alla sicurezza stradale per i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado. La fascia d’età è stata individuata perché sono loro, numericamente, i più numerosi in fatto di nuove patenti di guida».

 

Il fulcro del progetto sarà costituito dall’evento Expo Scuola 2025 che si terrà nelle giornate del 6, 7, 8 novembre in Fiera a Padova.

 

Grazie all’intervento di esperti del settore, come per esempio l’Associazione Professionale Polizia Locale d’Italia (ANVU) e l’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, verrà presentato l’impatto devastante che l’uso di sostanze può avere sulla salute, sulle relazioni sociali, sulla vita professionale e sulla sicurezza, in particolar modo quella stradale. Saranno inoltre organizzati dei laboratori interattivi con appositi simulatori di guida, per far vivere ai giovani l’effetto distorsivo di alcol e droga sulla guida.

 

In passato la Provincia di Padova ha svolto numerose attività di promozione della mobilità sicura nel territorio e, per questa specifica iniziativa, è stato scelto un contesto formativo come quello di Expo Scuola, in quanto i ragazzi vi partecipano per scegliere la propria strada per il futuro (l’edizione dello scorso anno ha accolto circa 30 mila visitatori).

 

Data la multidisciplinarietà dell’argomento, il progetto sarà sviluppato dai Servizi della Provincia Trasporti e Mobilità, Polizia Provinciale e Pubblica Istruzione con la collaborazione del Settore Programmazione Finanziaria e Bilancio. Il Comune di Padova parteciperà tramite il Settore Polizia Locale.

 

Nella foto: Stefano Baraldo, consigliere della Provincia di Padova con delega alla Viabilità

La tabella dei tagli ai fondi per la messa in sicurezza delle strade per il 2025 2026

Ecco la tabella dei tagli operati sui fondi già  assegnati alle Province per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali

Tabella tagli Province e CM 2025 2026

Tagli ai fondi per le strade,Provincia di Pesaro Urbino “Se continua così costretti a chiuderle, sicurezza a rischio per i cittadini

Lo scorso marzo via Gramsci pensava di ritrovarsi con nuovi tagli ai fondi per le strade per 170mila euro nel 2025 e altri 128mila euro nel 2026. Il grido di dolore era già risuonato.

Ma tra legge di bilancio e Milleproroghe, ora le ultime cifre che ballano sono ben diverse perché si parla di dieci volte tanto. «Per gli anni 2025 e 2026 ci erano stati assegnati 4 milioni e 695mila euro per le strade provinciali. In base agli ultimi dati per le stesse annualità ci hanno tagliato 3 milioni e 286mila euro. Si tratta di un taglio del 70 per cento. Assurdo».

L’allarme è del presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini, che adesso non esclude drastiche decisioni.

«E’ una mazzata ulteriore, che si somma alle pesantissime e precedenti decurtazioni che già ci hanno duramente colpito. Dobbiamo gestire 1150 chilometri di strade provinciali. La situazione è drammatica su tutte le arterie. Se continua così saremo costretti a chiuderle, perché non possiamo più fare nemmeno la manutenzione ordinaria e la sicurezza dei cittadini è a rischio. E’ scandaloso. Evidentemente le intervallive non interessano a chi abita a Roma. Poi si parla di ripopolare i borghi, ma come si fa senza strade?». Sui nuovi tagli imposti ai programmi di investimento che erano stati assegnati alle Province prende posizione in queste ore anche l’Upi nazionale.

«Sulle strade provinciali – dice il presidente Pasquale Gandolfi – si è abbattuto un taglio complessivo di 1,7 miliardi. Risorse già assegnate a Province e Città metropolitane e destinate agli investimenti per la messa in sicurezza di 120mila chilometri di vie che collegano il Paese. Molto grave poi è che si siano tagliate risorse che riguardano investimenti degli anni 2025 e 2026, una riduzione del 70 per cento dei fondi che di fatto sta bloccando cantieri già previsti e concordati con lo stesso ministero, con ripercussioni sulla viabilità». La riduzione, denunciano i presidenti delle Province Italiane, si attesta al 50 per cento su tutti i fondi fino al 2029 e a quasi la stessa percentuale per le risorse che erano state assegnate alle Province dal 2030 al 2036.

Per questo l’assemblea dei presidenti delle Province italiane ha dato mandato a Gandolfi di sollecitare ancora il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, perché si apra subito un tavolo di crisi al ministero.

Mobilità sicura: al via il progetto della Provincia di Bergamo

Prende il via il progetto della Provincia di Bergamo “Mobilità sicura”, iniziativa nazionale finanziata con il Fondo contro l’incidentalità notturna gestito dal
Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla base dell’accordo stipulato tra il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Anci ed UPI.
Scopo dell’iniziativa è quello di promuovere progettualità delle finalizzate alla prevenzione e contrasto di ogni forma di incidentalità stradale correlata ad alcol e
droga, con particolare attenzione ai giovani, in partenariato con istituzioni ed enti del territorio indicati a titolo esemplificativo nell’Avviso, con il coinvolgimento dei
corpi/servizi di Polizia Provinciale.

La Provincia di Bergamo ha partecipato al bando aggiudicandosi un contirbuto di 100mila euro con un progetto che coinvolge un’ampia rete di partner: ACI,
Associazione Genitori Antidroga, Università di Bergamo – Dipartimento di Giurisprudenza, ATS Bergamo, Associazione Ragazzi On the Road, Associazione
Nazionale Carabinieri, Associazione Polizia Locale di Bergamo, Comuni di Albino, Caravaggio, Dalmine, Mozzo, Paladina, Ponte San Pietro, Romano di
Lombardia, Stezzano, Treviglio, Treviolo.

Il progetto avrà la durata di un anno ed ha l’obiettivo di ridurre l’incidentalità stradale, aumentando la consapevolezza dei cittadini sulla guida sicura,
incrementando i controlli sulle strade e facendo formazione ai giovani e neopatentati in particolare per quanto riguarda le normative stradali e i pericoli
della guida sotto l’effetto di alcol e droghe. Altro obiettivo del progetto è il miglioramento della collaborazione tra enti locali e forze dell’ordine, con
l’adozione di protocolli condivisi per il monitoraggio e l’intervento su strada.

Le azioni previste

Queste le azioni che verranno messe in campo dai vari partner della rete, rispetto alle quali la Provincia, e nello specifico la Polizia provinciale, svolgerà ruolo di
raccordo e coordinamento.

ACI – Automobile Club Bergamo organizzerà corsi di formazione per automobilisti e rivolti ai ragazzi delle scuole della Provincia e metterà in campo una campagna di comunicazione e sensibilizzazione sul tema della mobilità sicura rivolta a tutti i cittadini.
Associazione genitori antidroga: collaborerà nelle iniziative di sensibilizzazione dei giovani sui pericoli delle sostanze stupefacenti, e nella prevenzione e supporto a livello educativo e familiare.
Università di Bergamo: formazione nelle scuole in collaborazione con Ats per la formazione dei ragazzi e dei docenti, formazione degli agenti della Polizia Locale, e formazione dei gestori dei locali ad alta frequentazione giovanile e degli spazi estivi del Comune di Bergamo.
ATS Bergamo: svilupperà e offrirà progetti di formazione e sensibilizzazione a tutte le scuole secondarie di 1° grado della Provincia di Bergamo, a titolo completamente gratuito.

Il progetto consente di promuovere negli studenti: corretta informazione rispetto alle dipendenze comportamentali e da sostanze, riguardo al Codice stradale e alla sua corretta applicazione, ai parametri per la guida sicura educazione normativa: ovvero la capacità di riconoscere e superare le credenze di senso comune e le loro capacità di condizionamento abilità di vita: assertività, capacità di resistere alle pressioni degli altri e del gruppo, capacità relazionali e comunicative, compresa la gestione dei conflitti, di stress, la rabbia e altri stati emotivi, capacità di prendere decisioni e risolvere problemi, pensiero critico, empatia e creatività.

Ragazzi on the road: selezione e formazione di giovani over 16 anni residenti nella Bergamasca, che saranno coinvolti nelle attività di prevenzione e controllo insieme alla Polizia Provinciale, alle Polizie Locali, alle Forze dell’Ordine e ai Soccorritori del Numero d’emergenza Unico Europeo 112.

Associazione nazionale Carabinieri sezione di Bergamo: effettuerà periodici controlli mirati, sia con  servizi appiedati che motorizzati, nei luoghi di aggregazione giovanile garantendo vigilanza e prevenzione all’abuso di alcol e stupefacenti congiuntamente a campagne di comunicazione e sensibilizzazione sul tema.

Associazione Polizia locale di Bergamo: organizzerà momenti formativi per tutte le Polizie Locali di Bergamo sulle normative vigenti in materia di controlli su strada e contrasto e prevenzione all’abuso di alcol e stupefacenti alla guida.

Polizie locali dei 10 Comuni coinvolti: implementeranno i controlli su strada fornendo supporto operativo per il controllo del territorio e la gestione delle attività di prevenzione e sensibilizzazione.

Il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi: “Ogni giorno la Provincia di Bergamo lavora per la manutenzione e il miglioramento degli oltre 1000 km di strade che le competono, tuttavia l’obiettivo incidentalità zero può essere raggiunto solo se ad una buona qualità della rete viaria si uniscono comportamenti responsabili da parte degli automobilisti. Il progetto Mobilità sicura – Bergamo si muove proprio in questa prospettiva, nel solco del bando UPI a valere sul Fondo contro l’incidentalità notturna gestito dal Dipartimento per le politiche antidroga. Riteniamo che sia fondamentale instaurare una forte collaborazione tra i diversi partner in modo da raggiungere più persone possibile dedicando una particolare attenzione ai nostri giovani”.

“Il punto di forza del progetto è la volonta della Provincia di Bergamo di fare rete tra diversi soggetti che con competenza e autorevolezza operano su diversi fronti, dalla repressione alla sensibilizzazione – commenta il consigliere provinciale delegato alla Polizia provinciale Juri Imeri – agendo come una rete e coordinando le azioni abbiamo maggiori possiblità di contrastare efficacemente i comportamenti irresponsabili e pericolosi tanto per chi li attua che per gli altri. I numeri degli incidenti stradali sulle nostre strade sono drammatici, ed è giusto che i controlli e le sanzioni vadano di pari passo con la diffusione di una sempre maggiore consapevolezza e responsabilità di chi si mette alla guida di un mezzo”.

“L’obiettivo generale del progetto Mobilità Sicura è migliorare la sicurezza stradale nella Provincia di Bergamo attraverso un approccio integrato di prevenzione, sensibilizzazione e controllo. Il progetto mira a ridurre il numero di incidenti stradali, con particolare attenzione alla guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, promuovendo comportamenti responsabili tra gli utenti della strada – spiega il Comandante della Polizia provinciale di Bergamo Matteo Copia -. Il target è molto vasto, ma abbiamo deciso di concentrarci in particolare sui giovani tra i 14 e i 25 anni, studenti e neopatentati.

Va sottolineato comunque che l’obiettivo della riduzione dell’incidentalità stradale non può che andare a beneficio di tutta la popolazione: essere sicuri nel percorrere la strada è un obiettivo di civiltà che dobbiamo tutti giorno dopo giorno impegnarci per raggiungere”.

Luca Assi, responsabile del Servizio Multidisciplinare Integrato “S.M.I. Dell’Isola” gestito dall’Associazione genitori antidroga: “L’AGA mette a disposizione la propria esperienza quarantennale, i propri professionisti e due Servizi specialistici (a Terno D’Isola e a Treviglio) per poter essere parte integrante di un progetto di estrema utilità per tutta la comunità. L’abuso di alcolici e l’utilizzo di sostanze psicotrope sono comportamenti diffusi e con un impatto potenzialmente drammatico
sul benessere delle persone e delle famiglie. Molto spesso questi comportamenti sono il sintomo di una crisi sia della persona sia del contesto sociale in cui viviamo. Siamo convinti che questo progetto possa contribuire in modo concreto ad intercettare possibili situazioni di fragilità oltre a rafforzare due argomenti, mai anacronistici, come quello dell’educazione civica e quello del rispetto della legalità”.

Sara Bernardi, Dipartimento igiene e Prevenzione sanitaria ATS Bergamo: “ATS Bergamo promuove il programma Giovani Spiriti: un progetto di prevenzione universale all’uso di sostanze legali e illegali e di altri comportamenti a rischio quali la guida sotto l’effetto di sostanze psicoattive, il gioco d’azzardo, l’utilizzo rischioso dello smartphone e dei social media. Si rivolge a studenti del secondo anno della scuola secondaria di secondo grado e dei centri di formazione professionale. È un progetto promosso in forte sinergia con ASST Bergamo EST, OVEST e Papa Giovanni XXIII e con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo.

Sotto il profilo metodologico Giovani Spiriti propone azioni articolate primariamente con due categorie di destinatari: insegnanti e studenti. I docenti vengono formati su specifiche life skills (abilità di vita), sulla corretta informazione legata ai rischi dell’uso di sostanze, sul tema della guida sotto l’effetto di alcol e droghe, sulle relazioni fra gioco, videogioco e gioco d’azzardo, sull’utilizzo rischioso dello smartphone e dei social media. Il lavoro in classe con gli studenti da parte dei docenti come adulti di riferimento significativi persegue obiettivi specifici legati al consolidamento delle abilità di vita, tese ad aumentare il livello di protezione degli studenti rispetto all’utilizzo di sostanze e al gioco d’azzardo e più in generale rispetto all’acquisizione di comportamenti salutari”.

Roberto Frambrosi, presidente sezione di Bergamo dell’Associazione nazionale Carabinieri: “Un sincero ringraziamento per l’opportunità offerta con la sottoscrizione dell’accordo nell’ambito del progetto promosso da UPI. Un ringraziamento particolare va al Presidente della Provincia, dott. Pasquale Gandolfi, e al Comandante della Polizia Provinciale, dott. Matteo Copia, per aver pensato alla nostra realtà come parte attiva di questa iniziativa. Abbiamo accolto con entusiasmo questo percorso dedicato alla sicurezza stradale, tema che oggi rappresenta una vera e propria cartina di tornasole del nostro tempo: impazienza, scarso rispetto delle regole e forme di aggressività su strada riflettono disagi e tensioni più ampie presenti nella società. Proprio per questo motivo riteniamo fondamentale contribuire concretamente con la presenza dei nostri volontari, formati e motivati, a supporto delle attività di sensibilizzazione, prevenzione e assistenza
previste dal progetto. È per noi motivo di orgoglio essere parte attiva in un’iniziativa che mette al centro la tutela della vita e il rispetto reciproco, valori che da sempre guidano l’operato dell’Associazione Nazionale Carabinieri e in particolare la Sezione di Bergamo il cui Nucleo è coordinato dal Vice Presidente Michele Taddei che ringrazio.A tutti i partner impegnati nel progetto un augurio di buon lavoro e sinergia nell’espletamento di questo progetto per la collettività”.

Giansandro Caldara Comandante Polizia a.r. Alzano Lombardo: “Porto i saluti del Pres. Claudio Modina e ringrazio per l’invito. L’Associazione della Polizia locale delle province di Bergamo e Lecco è nata nel 1967 e, sin dalla sua fondazione, si è sempre impegnata nella realizzazione di un progetto di mobilità sicura che coinvolgesse non solo gli operatori di polizia, ma anche tutto il mondo scolastico, le altre associazioni, i progettisti e tutti gli utenti. Purtroppo, assistiamo oggi a un diffuso venir meno del rispetto verso persone e regole, una situazione che comporta inevitabilmente un aumento dei rischi, in quanto le normative esistenti vengono spesso ignorate o non applicate correttamente. Abbiamo sviluppato in tal senso collaborazioni anche con le forze di polizia europee, con l’obiettivo di costruire di
giorno in giorno un modello di intervento efficace e condiviso. Fondamentale è la formazione, la quale consente di preparare oltre che gli operatori gli studenti di ogni ordine e grado. Ottima iniziativa”.

Sindaco di Ponte San Pietro Matteo Macoli: “Gli enti e le associazioni coinvolte riconoscono l’importanza ineludibile di promuovere in varie forme una vera cultura della sicurezza stradale: il prezioso e lungimirante gioco di squadra istituzionale tra Provincia, Polizia Provinciale, Comuni, Comandi di Polizia Locale e altre realtà del territorio è stato premiato con un finanziamento nazionale e troverà attuazione nei prossimi mesi con progetti legati alla prevenzione, ai controlli sul territorio e alla promozione di una mobilità consapevole”.

La Provincia di Treviso partecipa alla campagna nazionale “Mobilità Sicura” con il progetto “SOS Guida Sicura”

Sono 66 le vittime di incidente stradale nel 2024 nel territorio della Marca Trevigiana; 9 le persone che hanno perso la vita nei primi tre mesi del 2025, da gennaio a marzo. Questi sono i dati provvisori rilevati dal Centro di Monitoraggio Incidenti della Provincia di Treviso che, come ogni anno, stila un report per analizzare l’andamento dei sinistri mortali, le principali dinamiche di incidente e le fasce d’età che purtroppo restano maggiormente coinvolte. Con l’obiettivo di invertire questo drammatico trend, le Istituzioni, unite nelle attività di prevenzione e sensibilizzazione sul tema, anche attraverso le iniziative del Tavolo per la Sicurezza Stradale, lanciano oggi il nuovo progetto “SOS Guida Sicura”: un’iniziativa con la quale la Provincia di Treviso è risultata tra le Province vincitrici del bando nazionale “Mobilità Sicura”, promosso dall’Unione Province Italiane e finanziato dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Insieme alla Provincia, Ente capofila, partner del progetto sono UPI Veneto, Ulss2 Marca trevigiana, Federazione Motociclistica Italiana, Ufficio Scolastico Provinciale e Prefettura di Treviso.
Nel corso del 2025, grazie a questa nuova campagna di formazione e sensibilizzazione saranno realizzate 40 lezioni strategiche di educazione stradale, con focus sugli effetti dell’assunzione di alcol o droga, per gli studenti delle scuole superiori, sarà organizzato un “Drive camp” con simulazioni e crash test, in continuità con la prima edizione realizzata a ottobre 2024 proprio al Sant’Artemio, sarà potenziato il portale del Centro di Monitoraggio Provinciale sull’Incidentalità Stradale e lanciata una campagna di comunicazione a fumetti sui rischi alla guida correlati all’assunzione di sostanze stupefacenti e alcol. Sempre in tema di sicurezza stradale, oggi insieme alla Provincia e alle altre istituzioni presenti in conferenza stampa viene lanciata anche la 4^ edizione dell’evento “Insieme per la sicurezza”, a cura della Commissione mobilità dell’Automobile Club Treviso, che si svolgerà giovedì 27 marzo in piazzale Burchiellati: una giornata di educazione stradale rivolta agli studenti con la partecipazione di Provincia e Comune di Treviso, Prefettura, Ufficio Scolastico, Carabinieri, Polizia Stradale, Polizia locale, Vigili del fuoco, Suem118, Croce Rossa e molti altri rappresentanti istituzionali e delle Forze dell’Ordine. Ad aprire la conferenza, il ricordo del Comandante della Polizia locale di Treviso, Andrea Gallo.

Secondo l’analisi redatta dall’Ufficio di Statistica della Provincia di Treviso sulla base dei dati provvisori 2024/2025 rilevati dal Centro di Monitoraggio Provinciale degli incidenti stradali, dalla Prefettura di Treviso e dai dati ISTAT certificati 2023, l’anno scorso è stato registrato un lieve aumento dell’incidentalità, che ritorna ai livelli delle annualità 2021-2022, anni in cui si rilevavano rispettivamente 60 e 66 vittime (erano state 54, invece, nel 2023). A inasprire i dati 2024, purtroppo, gli ultimi due mesi dell’anno: sono state 9 le persone a perdere la vita in un incidente nel mese di novembre, 5 nel mese di dicembre. Si mantiene inalterata invece la forbice delle fasce d’età più coinvolte nei sinistri mortali, che vede ai due apici principalmente gli under30 (26%) e gli over60 (49%). La fuoriuscita, dovuta distrazione e all’utilizzo dello smartphone, resta sempre la prima causa d’incidente (18 vittime). Per quanti riguarda gli orari, le fasce più critiche risultano essere al mattino, dalle 8 alle 11, e nel pomeriggio, dalle 16 alle 19. Anche analizzando l’andamento degli incidenti mortali che hanno coinvolto i mezzi a due ruote, principalmente moto e biciclette, emerge come nel 59,3% dei casi le vittime sono cittadini adulti, over 50. Nel 2024 purtroppo si sono registrati anche un maggior numero di vittime tra i pedoni, per investimento stradale: si è passati dalle 3 del 2023 alle 7 del 2024.

Guardando invece al primo trimestre del 2025, emerge uno scenario piuttosto significativo: da gennaio a marzo gli incidenti mortali sono stati 9, in netto calo rispetto al 2024, quando nello stesso periodo se ne erano rilevati 20: si registra dunque un -55%.

Secondo l’analisi condotta dall’Ulss2, gli accessi al pronto soccorso nei 6 presidi ospedalieri del territorio (Castelfranco Veneto, Conegliano, Montebelluna, Oderzo, Treviso e Vittorio Veneto) sono stati 7.458 nel 2024, in diminuzione rispetto ai due anni precedenti (7.549 nel 2023 e 7.615 nel 2022). Sempre l’Ulss2 osserva come i dati del sistema di sorveglianza PASSI evidenzino un aumento del consumo a rischio di alcol e del fenomeno del binge drinking nella popolazione dal 2008 al 2018; ulteriore problema di salute viene evidenziato dalla guida sotto l’influenza di alcol e sostanze psicoattive (dati 2010-2023 laboratorio di tossicologia Ulss2 Mestre).

Il monitoraggio sull’andamento degli incidenti nel territorio consente alle Istituzioni di implementare, ogni anno, i progetti e le attività di sensibilizzazione sul tema, per diffondere una maggiore cultura della sicurezza tra cittadine e cittadini, di tutte le età, e per attuare una pianificazione degli interventi nelle rispettive aree di competenza.
Il nuovo progetto “SOS Guida Sicura” implementa, in quest’ottica, le numerose iniziative svolte in questi anni nella Marca Trevigiana, tra le quali anche la prossima giornata “Insieme per la sicurezza” a cura della Commissione Mobilità di ACI.

La Provincia di Treviso, solo l’anno scorso, grazie alla rete di Istituzioni del Tavolo per la Sicurezza Stradale, ha realizzato lezioni didattiche negli istituti superiori coinvolgendo 5000 studenti e curando 100 ore formative nell’anno scolastico 2024/2025, ha potenziato gli incontri per over 65, con oltre 1000 cittadini coinvolti, grazie alla competenza di Ulss2 e Autoscuole Unasca; l’Ente ha poi portato avanti attività di supporto ai Comuni per campagne di sensibilizzazione parallele con le Polizie locali, mettendo a disposizione 500 opuscoli per gli alunni della Scuola dell’Infanzia e oltre 600 opuscoli per gli alunni della scuola Primaria. Infine, per raggiungere tutta la comunità, ha condotto campagne di sensibilizzazione con il supporto degli organi di stampa e il trasporto locale, grazie a MOM-Mobilità di Marca.

“I dati sugli incidenti ci dicono che è fondamentale continuare a fare prevenzioni e a sensibilizzare cittadine e cittadini di tutte le età, per questo con oggi lanciamo ufficialmente il progetto “SOS Guida Sicura”, con il quale abbiamo vinto il bando nazionale “Mobilità Sicura” promosso dall’UPI – spiega Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso e presidente UPI Veneto – sul territorio provinciale abbiamo instaurato una rete straordinaria di collaborazione tra Enti locali, Prefettura, Ulss2, Forze dell’Ordine, Autoscuole, Associazioni e professionisti che ci permettono di avviare numerose iniziative dedicate ai più giovani, che si accingono a prendere la patente, ma anche agli adulti e ai più anziani, perché siamo convinti che tenersi aggiornati sulle nuove norme della strada e l’acquisizione di maggiore consapevolezza sui rischi alla guida debba accompagnarci per tutta la vita e ogni qual volta ci spostiamo, in auto, in moto o anche a piedi. Dopo la bella e impattante esperienza del Drive Camp dell’ottobre 2024 proprio qui al Sant’Artemio, siamo pronti a ripartire quest’anno con 40 nuove lezioni strategiche, una nuova edizione del Drive Camp e una campagna a fumetti sui rischi alla guida correlati all’abuso di sostanze. Ringrazio tutti i membri del Tavolo per la Sicurezza Stradale: noi come Provincia ci siamo e continueremo su questa strada per fare la nostra parte per ridurre il più possibile il numero di incidenti e di vittime”.

Ringrazio la Provincia che periodicamente svolge l’analisi sui dati degli incidenti in collaborazione con la Prefettura e con le Forze dell’Ordine, nonché numerose iniziative di sensibilizzazione di cui siamo orgogliosi di far parte – le parole di Alessandro Sallusto, viceprefetto vicario di Treviso – per quanto riguarda l’attività di controllo svolta dagli agenti sul campo, nel corso del 2024 e dall’introduzione del nuovo Codice della Strada, segnaliamo la sospensione di 460 patenti, di minimo 15 giorni, per varie motivazioni, in particolare per l’utilizzo di smartphone alla guida, che resta tra le prime cause, ma anche per l’abuso di alcol oltre i limiti consentiti. È fondamentale acquisire la consapevolezza, al di là delle possibili sanzioni, che la distrazione e il mancato rispetto delle regole, quando si è al volante, possono davvero essere fatali: basta un attimo. L’impegno sinergico, di tutti gli attori competenti,è quello in primis di prevenire possibili rischi, sempre a tutela dei cittadini, di tutte le età”

La sicurezza stradale è una priorità di salute pubblica e la nostra Azienda Sanitaria – dichiara il direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana, Francesco Benazzi – è impegnata nella prevenzione degli incidenti e nella sensibilizzazione della popolazione sui rischi legati alla guida. Per questo ringrazio in primis la dr.ssa Tiziana Menegon, responsabile del Servizio Promozione della Salute dell’Ulss 2, che ha promosso progettualità formative e di responsabilizzazione dedicate soprattutto ai più giovani, come Piloti di Marca e Drive Safe, ma anche rivolte anche agli anziani come Circolando fuori casa. I dati sugli incidenti presentati oggi in Provincia mostrano segnali incoraggianti, con una riduzione di quelli mortali nei primi mesi del 2025, ma non per questo possiamo abbassare la guardia: il consumo di alcol e sostanze psicoattive alla guida, oltre all’uso del cellulare e alle condizioni legate all’avanzamento dell’età anagrafica, rimangono un problema rilevante.


Le diverse iniziative che ci vedono coinvolti insieme alla Provincia di Treviso e agli partner presenti oggi – continua Benazzi -, rappresenta un’importante occasione per rafforzare la cultura della prevenzione, tra i giovani ma anche tra gli over 65, prevedendo attività formative e strumenti innovativi di sensibilizzazione. Allo stesso tempo, il nostro impegno prosegue negli ospedali e nei servizi territoriali, per garantire assistenza tempestiva alle vittime di incidenti e promuovere stili di vita sicuri. Solo con un’azione coordinata tra istituzioni, scuole e comunità possiamo continuare a ridurre il numero di vittime e feriti sulle nostre strade”.

Oggi insieme alla Provincia abbiamo presentato un nuovo progetto, SOS Guida Sicura, per sensibilizzare studentesse e studenti su un tema importantissimo, quello della prevenzione dagli incidenti, per imparare come evitare possibili rischi, prendere consapevolezza e proteggersi – le parole di Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale – ringrazio la Provincia che ci coinvolge sempre e tutte le Autorità che ogni giorno sono impegnate a vario titolo, sulla strada, per contrastare l’incidentalità e soccorrere gli utenti. Le lezioni formative e le simulazioni saranno sicuramente per i giovani occasioni di maturazione e di consapevolezza sui rischi di una guida distratta o alterata”.

Ringraziamo la Provincia che oggi ha riunito la rete di realtà impegnate sul tema della sicurezza stradale – prosegue Michele Beni, presidente ACI Treviso – la 4^ edizione di Insieme per la Sicurezza, giovedì 27 marzo in piazzale Burchiellati, coinvolgerà oltre 350 studenti, grazie alla collaborazione con il Comune di Treviso, che potranno assistere e fare un’esperienza diretta educativa di prevenzione dall’incidentalità. Dalle 9 alle 17 si articoleranno una serie di simulazioni e scenari pratici, a cura di Polizia di Stato, Polizia Locale, Carabinieri, Vigili del Fuoco, SUEM 118, Croce Rossa e Federazione Motociclistica, che dimostreranno cosa accade in caso di incidente dando consigli e linee guida per evitare un sinistro”.

ACI si impegna da anni per sensibilizzare giovani e adulti sul tema della sicurezza stradale, con proposte formative mirate in collaborazione con gli Enti locali, Autorità, Forze dell’Ordine ed esperti del settore – conclude Angelo Centola, direttore ACI Treviso – per noi è un piacere aver collaborato con la Provincia per presentare oggi questa iniziativa, nata dalla sinergia con il Comune di Treviso e con la molteplicità di attori competenti in campo, che permetterà a studentesse, studenti e alla cittadinanza che vorrà unirsi alla giornata del 27 marzo di vivere un’esperienza innovativa sul fronte della prevenzione dagli incidenti”.

Ringrazio l’ACI, la Provincia e tutte le realtà della Commissione Mobilità coinvolte nelle molteplici iniziative di sicurezza stradale organizzate nel territorio a beneficio della comunità – le parole di Gloria Sernagiotto, assessore alle Politiche educative, giovanili e alla pubblica istruzione – solo facendo rete possiamo condividere l’impegno e centrare l’obiettivo di ridurre il più possibile gli incidenti stradali”.

A seguire, gli interventi di Roberto Fava, vicepresidente delegato alla sicurezza stradale, che ha ricordato l’attività del Tavolo per la sicurezza avviato al Sant’Artemio due anni fa, Patrich Antonello, comandante Polizia locale di Treviso, Stefano Mazzanti, comandante provinciale dei Carabinieri, Simone Morello, comandante Polizia Stradale di Treviso, Simona Cardarelli, presidente Croce Rossa, Francesco Cicirello, Vigili del Fuoco di Treviso, Paola Pol, comandante Polizia Locale di Spresiano, Alberto Titotto, referente CentroMarca Banca, e Marino Biscaro, referente Federazione Motociclistica Italiana. Presenti anche 50 studenti del Riccati-Luzzatti di Treviso.

Provincia di Vicenza: ecco lo studio della viabilità per valutare i futuri sviluppi infrastrutturali e viabilistici

E’ stata presentata a palazzo Nievo un’analisi viabilistica dell’Alto Vicentino. Sette i Comuni direttamente interessati: Isola vicentina, Malo, Marano vicentino, Schio, Thiene, Villaverla e Zanè, con 19 ulteriori comuni della prima cintura che sono stati invitati per le ripercussioni che ogni eventuale intervento potrebbe avere nel loro territorio.

Autrice dell’analisi è MFA Ingegneria Srl, sotto la supervisione dell’Ufficio Provinciale per la Pianificazione Territoriale. Il costo dell’operazione, a carico della Provincia, è di circa 70.000 euro e risponde ad esigenze condivise con i Comuni e le associazioni di categoria al fine di delineare il quadro generale degli interventi viabilistici necessari e le priorità di azione per la risoluzione delle criticità a livello provinciale.

Obiettivo dello studio, come hanno precisato il presidente della Provincia Andrea Nardin, i consiglieri delegati alla viabilità Davide Berton e Francesco Enrico Gonzo e il consigliere con delega alla SP46 Alberto Bertoldo, è di valutare l’attualità delle previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che, approvato nel 2012, recepiva previsioni e protocolli di intesa datati 2008. Partito come analisi di approfondimento rispetto agli studi sulla variante alla SP46, lo studio è stato poi esteso alla SP 349 del Costo fino all’area del Thienese, in particolare per valutare i futuri sviluppi infrastrutturali e viabilistici dell’Alto Vicentino, anche in relazione all’apertura completa della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV).

I rilievi del traffico sono stati accompagnati da un inquadramento territoriale e urbanistico, da uno studio socio-economico e demografico e dall’analisi dell’assetto infrastrutturale esistente, comprensivo di rete stradale, ferroviaria e ciclabile.

Risultato dello studio è una conferma, con numeri, di ciò che già si sapeva: l’Alto Vicentino vive fenomeni di congestione veicolare diffusi, particolarmente accentuati lungo assi strategici ricadenti nei comuni di Schio e Thiene. Inoltre ha la necessità di migliorare l’accessibilità ai principali corridoi infrastrutturali, come la A4 e la SPV.

Tradotto in numeri, solo per fare qualche esempio, viale dell’Industria a Schio è percorsa da oltre 27.000 veicoli al giorno, con punte di 2.328 veicoli all’ora dalle 17 alle 18; la SP 46 a nord di Malo è interessata da 17.635 veicoli al giorno con 1.585 veicoli all’ora; via dell’Autostrada a Thiene conta 23.610 veicoli al giorno e 2.101 nell’ora di punta; via Santo a Thiene (SP 349) è percorsa da 19.370 veicoli al giorno, con picchi di 1.589 veicoli all’ora.

I principali interventi che lo studio individua quali azioni prioritarie sono quindi: la variante nord alla SP 46 in destra Leogra a Schio con riqualificazione del tratto tra Schio e Malo; la variante sud alla SP 46 a Costabissara; il collegamento tra il casello di Thiene e la SP Nuova Gasparona (quest’opera già finanziata da A4 e prossimamente in via di realizzazione); il potenziamento di via dell’Autostrada a Thiene.

In questo contesto, la Provincia di Vicenza ha già dato il via alla progettazione di due tratti di strada, mettendo a disposizione 700.000 euro per i progetti di fattibilità tecnica ed economica di:

•variante SP 46 sud “Costabissara-Calstelnovo” tra Vicenza e Castelnovo;

•variante SP 46 a nord di Malo “Destra Leogra” tra Malo Incrocio SP 122 e Schio.

“Interveniamo sulla SP 46 di concerto con i Comuni dell’area -precisa il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin- proprio perché la SP 46 riveste un ruolo fondamentale per l’asse Vicenza/Schio/Trentino, nel contesto della mobilità complessiva d’ambito della Superstrada Pedemontana Veneta. Il completamento di questa infrastruttura è quindi di primaria importanza per il sistema della viabilità anche sovraprovinciale e dell’intero Alto Vicentino. Avere a disposizione una progettazione è indispensabile per partecipare a bandi pubblici, ed è per questo che abbiamo intrapreso questa strada.”

Attualmente sono in corso rilievi e analisi geologiche per arrivare ad una progettazione che sia più completa possibile e che dia già un costo quanto più reale della realizzazione dei due interventi. Si parla di decine di milioni di euro, cifre inarrivabili per la Provincia di Vicenza, per questo si sta contestualmente interloquendo con gli enti superiori per ottenere finanziamenti.

“L’analisi viabilistica dell’Alto Vicentino -afferma il consigliere delegato Davide Berton- non solo conferma quanto già sapevamo, ma fornisce numeri che fotografano un traffico ogni anno sempre più sostenuto. Fra qualche anno potremo vedere con più chiarezza gli effetti della Pedemontana e ci auguriamo che portino sollievo all’area, ma di contro si stanno già evidenziando criticità nelle connessioni. Al di là e oltre la rete viaria, è necessario modernizzare anche i collegamenti ferroviari, per favorire il passaggio da gomma a rotaia del trasporto merci e diminuire il passaggio di mezzi pesanti, che è il tipo di traffico che maggiormente impatta sulle strade, sulla sicurezza e sull’ambiente.”

Quanto alla rete ferroviaria, l’analisi presentata individua come elementi prioritari al fine di rendere il servizio più appetibile e funzionale interventi di natura tecnologica, come l’elettrificazione della linea, la risoluzione delle interferenze con la rete viaria, l’aumento del numero di corse, il miglioramento dell’accessibilità alle stazioni ferroviarie, in particolare quelle di Schio e Thiene.

Il progetto “Mobilità Sicura” della Provincia di Brescia

La partecipazione al bando dell’Unione Province d’Italia è valsa alla Provincia di Brescia un supporto economico di rilievo che si tradurrà in un importante programma di proposte a sfondo educativo e sociale per la prevenzione dgli incidenti stradali.

Entrano nel vivo le iniziative sul campo del Memorial Giorgio Botti, diventato parte integrante dell’ampio progetto di sensibilizzazione ai temi della sicurezza stradale e della guida consapevole, messo a punto dalla Provincia di Brescia, grazie ad un finanziamento di 100 mila euro, accordato da Upi – Unione Province d’Italia – nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Mobilità Sicura”.

Sono, infatti, in programma il 10 e 11 maggio i corsi gratuiti di guida sicura finalizzati a creare nei cittadini, soprattutto i più giovani, una maggiore consapevolezza delle insidie sulle strade. Sei i Comuni coinvolti, uno per ogni area geografica della provincia:

  • Sarezzo per la Valtrompia
  • Bovezzo per l’Hinterland
  • Chiari per la Franciacorta e Sebino
  • Mairano per la Bassa Bresciana
  • Toscolano-Maderno per il Garda e la Valsabbia
  • Breno per la Valle Camonica

L’obiettivo è continuare con la missione intrapresa da anni per contribuire alla riduzione del fenomeno dell’incidentalità stradale, correlato ad assunzione di alcol e droga; potenziare l’informazione sui rischi causati dall’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope o dall’alcol, anche nella guida; aumentare i controlli su strada e potenziare le attività di prevenzione e/o deterrenza del fenomeno.

La possibilità di poter contare sui fondi Upi di “Mobilità Sicura” per perseguire gli obiettivi del “Memorial Giorgio Botti” è frutto del meticoloso lavoro di pianificazione del progetto svolto nel corso delle ultime settimane, che vede in prima fila il Settore Strade e l’associazione Condividere la Strada della Vita con il coinvolgimento della Polizia Provinciale e l’apporto di Giacomo Zobbio, referente tecnico del progetto, già consigliere provinciale, ideatore dell’iniziativa. Va inoltre ricordato come proprio le iniziative del Memorial Botti 2024 dedicate alla figura del “passeggero consapevole” siano state prese come ispirazione proprio da UPI, rendendo la Provincia di Brescia un modello nazionale nel nome di Giorgio, giovane e incolpevole vittima della strada, che ha perso la vita da passeggero di un’auto guidata da un coetaneo.

“Ogni vittima della strada – ha sottolineato il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini – è sempre e comunque una vittima di troppo. Abbiamo concluso il 2024 con 57 persone che hanno perso la vita in incidenti sulle strade bresciane. Un lieve calo, rispetto al 2023, anno in cui abbiamo contato 61 vite spezzate irrimediabilmente. Ad oggi siamo a 6 persone morte sulle nostre strade. Ma altri bresciani hanno perso la vita altrove. L’obiettivo di tendere a zero vittime deve rimanere più solido che mai. L’Amministrazione provinciale, attraverso il Settore Strade e la Polizia Provinciale, pone da anni la massima attenzione per contenere tragedie che stravolgono famiglie intere. E ringrazio Giacomo Zobbio che si è reso disponibile a supportare la Provincia a mettere in atto iniziative di sensibilizzazione che diventano uno strumento indispensabile per la comprensione dell’importanza del rispetto del Codice della Strada, ma anche della vita, la propria e quella di chi condivide la strada con noi”.

La Provincia di Brescia è impegnata da tempo per la sicurezza stradale, con interventi infrastrutturali, ma anche di sensibilizzazione alle buone pratiche al volante. Un patrimonio di competenze e sensibilità che certamente ha contribuito alla scelta di Upi di individuare la Provincia di Brescia, insieme ad altre 19 amministrazioni provinciali, assegnandole fondi per proseguire in quest’ampio progetto educativo di elevato valore sociale.

“Ci eravamo posti l’obiettivo di raggiungere questi fondi e siamo fieri di aver avuto successo, conquistarli non era affatto scontato ma sono davvero felice del risultato raggiunto. Dopo che la Provincia di Brescia è diventata modello nazionale nel nome di Giorgio, il modo migliore di onorarne la memoria era presentare un progetto all’altezza. Con orgoglio possiamo dire di esserci riusciti, e questi 100 mila euro sono risorse davvero preziose. Anche perché siamo riusciti a mettere a punto un programma particolarmente articolato il cui spirito è stato immediatamente colto e sposato da molte realtà ed enti del territorio, sia in qualità di attori che di fruitori di questo importante progetto”,

Il progetto Mobilità Sicura si articola in quattro diversi ambiti di iniziative, che verranno proposte nell’arco dei prossimi mesi:

  • corsi gratuiti di guida sicura in diversi Comuni del territorio bresciano per avvicinare questa opportunità ai cittadini il più possibile, con l’obiettivo di formare sui comportamenti da mettere in atto per ridurre al minimo i rischi di incidenti.
  • attività di educazione nelle scuole mediante incontri con personale medico specializzato o educatori competenti in materia di abuso e dipendenza da alcol e droga, con familiari di vittime della strada o con disabili a seguito di incidenti stradali.
  • campagna di sensibilizzazione sul rischio di incidente correlato al consumo di alcool e sostanze stupefacenti.
  • servizi di controllo in strada da parte della Polizia Provinciale.

“Il progetto è vasto perché tocca molteplici aspetti del tema della sicurezza stradale. Il primo ha messo in evidenza Roberto Merli, presidente dell’Associazione Condividere la Strada della Vita-  è la responsabilità dei trasportati, con il concorso proposto nelle scuole e rivolto ai ragazzi per far capire la responsabilità anche di chi è trasportato, il quale deve comprendere quando potersi fidare di altri ed essere consapevole quando mette la vita in mano ad altri. Il progetto è variegato perché vengono toccati anche i neopatentati, grazie al corso di guida sicura per giovani dai 18 ai 25 anni, per dare il messaggio che la strada non deve essere sottovalutata e per dare la possibilità di fare prove con professionisti della strada. Si tratta di materiale che viene dato agli utenti della strada, si tratta di vari argomenti diversi l’uno con l’altro: dal corso di guida sicura come infarinatura della patente presa qualche anno prima, alla responsabilità dell’utente che sale in macchina perché spesso si sottovaluta chi è alla guida, quando è invece fondamentale valutare se il conducente non sia in grado di guidare, perché magari sotto l’effetto di alcool o droghe, e sia necessario avvisarlo e non mettere a repentaglio la propria vita. Anche la polizia provinciale verrà coinvolta svolgendo l’operazione di prevenzione di controllo sulla strada, che non è repressione, ma è salvaguardia dell’incolumità di tutti: anche questo è un bel messaggio dato all’utente della strada.”

 

Tutte le informazioni saranno pubblicate sul sito del Memorial Botti all’indirizzo: bit.ly/memorial-giorgio-botti

Provincia di Varese: verso il completamento del percorso ciclopedonale della Valle Olona

Procedono in Valle Olona i lavori di realizzazione della pista ciclopedonale progettata da Provincia di Varese nell’ambito del progetto “MOVE ON – Mobilità Leggera in Valle Olona”, cofinanziato nel 2021 da Fondazione Cariplo e da Regione Lombardia tra i progetti emblematici maggiori sul territorio varesino.

Entro la fine di ottobre 2025 saranno realizzati i tratti che collegano la località Folla di Malnate con Castiglione Olona e Castellanza con Legnano, per un totale di circa 17 km, di fatto completando il Percorso Ciclistico di Interesse Regionale PCIR n. 16 della Valle Olona, che potrà così essere percorso nel prossimo futuro per tutta la sua estensione nel territorio provinciale di Varese e oltre confine: da Gaggiolo verso la Svizzera ed Eurovelo 5, da Legnano verso Milano e la ciclovia nazionale Vento.

Questo importante risultato – ricorda il presidente Marco Magrini che vede la Provincia come soggetto attuatore rispetto all’infrastruttura già prevista dal 2014 dal Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, è stato raggiunto grazie alla sinergia dei due progetti MOVE ON e TI CICLO VIA, finanziati da Fondazione Cariplo, da Regione Lombardia e dal Programma Interreg Italia – Svizzera 2014-2020, e con un cofinanziamento di Provincia di Varese e dei Comuni attraversati dalla ciclopedonale, nonché alla proficua collaborazione con gli Enti territoriali confinanti, Canton Ticino e Città Metropolitana di Milano, con i quali sono stati condivisi i progetti al fine di garantire il raccordo con i percorsi ciclopedonali extraprovinciali”.

Ritengo – aggiunge il Presidenteche Provincia di Varese abbia dato il proprio contributo; ora l’auspicio è che, a breve, anche i tratti mancanti del Corridoio regionale di competenza dell’Area metropolitana milanese e dei relativi Comuni vengano completati per garantire una connessione ciclopedonale unica e lineare che da Milano, permetta di raggiungere il nostro territorio, di valorizzarlo, di rigenerarlo e di andare oltre verso la Svizzera e l’Europa”.

Oltre al completamento dell’infrastruttura ciclopedonale, grazie a MOVE ON sono state implementate e sperimentate una serie di azioni sulla dorsale della Valle Olona, trasformata in un vero e proprio laboratorio, per contribuire alla diffusione della mobilità leggera. Ne sono un esempio le buone pratiche realizzate con gruppi di scuole e aziende del territorio relativamente ai percorsi casa-scuola e casa-lavoro, nonché le iniziative co-progettate e realizzate insieme ai soggetti e associazioni del territorio in tema di svago.

Quanto realizzato in Valle Olona conclude Magrinirientra nella strategia più generale “bike&walk: fare mobilità leggera in provincia di Varese e oltre” grazie alla quale Provincia di Varese intende realizzare nel prossimo futuro, sempre con il coinvolgimento di Comuni, Comunità Montane, Parchi e Regione Lombardia, il completamento e la gestione efficiente di un sistema di dorsali ciclopedonali provinciali, lo sviluppo di servizi di supporto alla mobilità leggera, la diffusione della mobilità leggera non solo per svago e cultura, ma anche per gli spostamenti sistematici casa – lavoro e casa – scuola.

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