Categoria: Varie

Esplora tutte le news

Più di 259 i progetti presentati da Comuni e associazioni

Si è conclusa la prima azione del Progetto strategico della Provincia di Milano “La Città di Città” con la raccolta, attraverso un bando, di nuove idee progettuali e buone pratiche in linea con l’idea di cambiamento che si è voluta sintetizzare sotto la parola “abitabilità”.
La Commissione giudicatrice del bando, presieduta dall’architetto Gae Aulenti, vista la qualità e l’ampio numero di proposte pervenute, non si è fermata a premiare le 10 proposte vincitrici ma ha anche deciso di ampliare il riconoscimento ad alcune altri progetti.
La Commissione ha infatti scelto 42 proposte fra le 259 pervenute, individuando 10 proposte vincitrici ex aequo, 9 segnalate e 23 selezionate . L’insieme delle 42 proposte, considerate nel loro complesso meritevoli di essere valorizzate dalla Provincia, ha ricevuto una targa, una sorta di “marchio di qualità” per aver preso parte al bando con un progetto ritenuto rilevante per lo sviluppo dell’area urbana milanese.
Per i 10 vincitori, oltre al contributo di 22.000,00, la Provincia si è impegnata ad offrire forme adeguate di accompagnamento e sostegno che ne facilitino la fattibilità, la visibilità e la replicabilità.
“La grande partecipazione a questa iniziativa, a fronte di un premio in denaro tutto sommato modesto – commenta DANIELA GASPARINI (Assessore al Piano strategico dell’area metropolitana e politiche per l’abitabilità ) –  conferma che abbiamo colto nel segno e che il tema dell’abitabilità è in grado di attivare e mobilitare forze nuove . Per questo sono convinta che valga davvero la pena di continuare su questa strada e che la Provincia debba, sempre più, porsi come istituzione che nutre, facilita e valorizza la rete tra i diversi soggetti del territorio, a cominciare dai Comuni. Non a caso la grande Mostra ViviMI Città di Città, organizzata in Triennale dal prossimo 15 maggio con il concorso di Comune di Milano, Camera di Commercio e Triennale di Milano, intende coinvolgere anche tutti i 189 Comuni dell’area milanese e della Brianza e proporrà scenari, immagini, dibattiti, possibili risposte proprio intorno al tema della vivibilità del territorio metropolitano”.


I  10 progetti premiati

categoria BUONE PRATICHE

Proponente: Arci Milano
Titolo: Il cerchio dei maghi e delle fate: esperienza di servizio comunitario a Stadera

Proponente: Fondazione San Carlo
Titolo: Progetto Microcredito

Proponente: Cooperativa DAR-Casa
Titolo: Un modello di intervento integrato per le politiche dell’abitare

Proponente: i 13 Comuni del distretto del Magentino aderenti al Piano Sociale di Zona Legge n. 328 del 2000
Titolo: Progetto Habitat

Proponente: Comune di Milano, Associazione Borgo di Chiaravalle, Associazione Nocetum, Milano Depur S.p.a.
Titolo: Costruire una comunità per mettere in opera il Parco della Vettabbia

categoria: IDEE PROGETTUALI

Proponente: Politecnico di Milano_ Univercity Team: studenti del Politecnico di Milano-Facoltà di Architettura e Società
Titolo: Univercity: Sistemi di servizi integrati per la popolazione universitaria milanese

Proponente: Comune di Pieve Emanuele, Associazione Rete del Nuovo Municipio (ARNM), Laboratorio di Progettazione Ecologica del Territorio, DiAP, Politecnico di Milano
Titolo: Nuovi stili di vita sostenibili e produzione di qualità locale: un progetto pilota per produrre e scambiare valore territoriale nel Parco Agricolo Sud Milano

Proponente: OLINDA
Titolo: Il Paolo Pini come sistema culturale locale per la cittadinanza sociale

Proponente: Comune di Pioltello
Titolo: A porte aperte, strada commerciale interetnica

Proponente:  Comune di Gorgonzola, in qualità di capofila dei 27 Comuni del tavolo 11 Martesana Adda, promotori del Piano d’Area Martesana Adda
Titolo: La Linea verde: ripensare la metropolitana e la ferrovia al servizio del territorio


 

Documenti allegati:

L’UPI CHIEDE UN INCONTRO AL GOVERNATORE DRAGHI

Sulla riorganizzazione territoriale della Banca d’Italia bisogna avviare un confronto con le istituzioni, in modo da potere trovare soluzioni utili a raggiungere il giusto obiettivo della razionalizzazione, senza penalizzare i territori. Lo hanno chiesto il Presidente e il vice Presidente dell’Upi, Fabio Melilli e Bruno Marziano, in una lettera inviata oggi al Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi.

 

“Abbiamo appreso che è intenzione della Banca d’Italia, di procedere ad una riorganizzazione dell’Istituto attraverso un forte taglio delle sedi periferiche provinciali, a vantaggio di una nuova articolazione logistica su base regionale – si legge nel testo – pur condividendo l’obiettivo dell’intervento, teso a ridurre le spese e razionalizzare le risorse, e non intendendo, come ovvio, entrare nel merito delle scelte funzionali della Banca, non possiamo esimerci dall’esprimerLe la nostra preoccupazione per questo disegno”.

A preoccupare i due Presidenti è quanto una simile ristrutturazione possa interferire negli equilibri socio – economici dei territori.

“Un allontanamento dal territorio della sede della Banca d’Italia – scrivono Melilli e Marziano – avrà pesanti ripercussioni sul sistema delle imprese, e comporterà un ulteriore complicazione e alla vita delle imprese e, quindi, una nuovo ostacolo allo sviluppo. Per non considerare i problemi che deriveranno dalla necessaria riallocazione del personale degli istituti nelle nuove sedi”.

 

In chiusura, i rappresentanti dell’Upi invitano il Governatore Draghi a “verificare l’opportunità di avviare un confronto”, per trovare possibili soluzioni in grado di permettere il raggiungimento dell’obiettivo della razionalizzazione senza penalizzare i territori.

 

“Il suo intervento consolida le nostre posizioni”

“L’intervento del Presidente del Senato Franco Marini consolida il ruolo delle Province e degli Enti locali nel sistema istituzionale del Paese”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, alle dichiarazioni rilasciate dal Presidente Marini nel suo intervento all’inaugurazione della sede decentrata della Provincia di Chieti.

“Il Presidente – ha detto Melilli – ribadendo che il federalismo fiscale è uno dei pilastri di riferimento del nuovo ruolo istituzionale delle Province, ed esaltando il valore del principio di sussidiarietà nell’amministrazione del Paese, dà nuova forza alle nostre richieste. Come Province, infatti, abbiamo colto con favore il Codice delle Autonomie locali varato dal Governo, ma abbiamo sottolineato che, senza federalismo fiscale, questa riforma rischia di rimanere inattuabile.
Non possiamo quindi che apprezzare il messaggio lanciato oggi dal Presidente Marini, sulla volontà del Governo di proseguire con determinazione su questa strada – ha concluso Melilli –  una indicazione che era contenuta chiaramente anche nel discorso al Senato tenuto dal Presidente del Consiglio, Romano Prodi”.

 

 


 

“Il federalismo fiscale pilastro del nuovo ruolo delle Province”

Tra i pilastri di riferimento del nuovo ruolo istituzionale delle Province contenuti nel nuovo Titolo V della Costituzione, insieme al principio di sussidiarietà c’è il riconosicmento costituzionale dell’autonomia finanziaria impositiva e contabile, con la previsione  di risorse autonome per l’esercizio di tutte le finalità istituzionali. Lo ha detto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ANSA, il Presidente del Senato Franco Marini, , intervenendo all’ inaugurazione dell’ufficio decentrato di Lanciano della Provincia di Chieti.

L’inchiesta de “Il Sole 24 Ore”: l’articolo nella Rassegna stampa Upi

Seconda puntata dell’inchiesta de “Il Sole 24 Ore” sulle Città metropolitane previste dal Codice delle Autonomie. Il focus di oggi interessa la Provincia di Torino. “La città metropolitana qui disorienta tutti: dagli industriali ai politici” si legge nell’articolo di Roberto Galullo. “La Provincia –  dice Maurizio Zangola, responsabile dell’Ufficio studi economici di Unindustria Torino – funziona bene. Si è fatta interprete di interesso vasti e con i patti integrati d’area è stata capaci di attrarre ingenti risorse comunitarie”. Nell’articolo, il Presidente della Provincia Antonio Saitta, presenta il suo modello di governo di area mteropolitana. “Un modello che prevede la permanenza di Comune capoluogo e Provincia, senza spostare di una virgola gli attuali poteri e poi insieme decideremo come gestire quei servizi metropolitani che ancora sfuggono a una politica condivisa e armoniosa”.  

Buone pratiche di Comuni e Province sui temi della pace, dei diritti e della democrazia.

Al via la seconda edizione del “Premio Tom Benetollo”, promosso dalla Presidenza del Consiglio Provinciale di  Roma in ricordo del presidente nazionale dell’Arci prematuramente scomparso.

“Un riconoscimento alle buone pratiche locali di Comuni e Provincie d’Italia sui temi della pace, dei diritti, della democrazia le stesse che ispirarono la sua vita personale e politica” sottolinea il Presidente dle Consiglio, Adriano Labbucci.

Il Premio, che non sarà in denaro ma consisterà in oggetti di alto valore simbolico ed artistico provenienti dalle aree più povere del mondo, vuole essere l’occasione per far emergere quella realtà diffusa ma ancora abbastanza “sommersa”, dei numerosi enti locali presenti nel paese che da anni promuovono convinte politiche su questi temi, dargli peso e visibilità perché spesso rappresentano esperienze importanti che possono essere un valido esempio per le stesse politiche nazionali.

In allegato, pubblichiamo il bando del premio , la cui Commissione giudicatrice è composta da persone che hanno avuto modo di lavorare e condividere quei valori e quei principi con Tom Benetollo: Raffaella Bolini, Tonio Dell’Olio, Giulio Marcon, Roberto Natale e Massimo Serafini.

Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 13 aprile.

A breve sarà inoltre possibile consultare per chiunque una pagina web informativa appositamente creata all’indirizzo www.provincia.rm.it/presidenzaconsiglio

 

Documenti allegati:

I risultati dell’incontro che promosso dalla Provincia di Napoli

Riparte da Napoli  una riflessione sullo stato dell’arte dell’editoria scolastica di genere, a 7 anni dall’adozione del codice europeo di autoregolamentazione Polite– Pari Opportunità nei Libri di Testo.
“Ci troviamo di fronte ad un nuovo inizio – si è detto nel corso degli incontri –  Il senso frustrante di ricominciare ogni volta daccapo è dato dal fatto che alle affermazioni normative o di principio  non corrisponde un avanzamento reale nella società del ruolo della donna.  Sono ancora troppi e sempre più forti gli ostacoli che le donne trovano nel cammino verso l’ affermazione della propria personalità nel mondo del lavoro, nella società e nella famiglia. Si deve  partire dalla scuola, dall’educazione, dalla formazione, per produrre  quello scatto culturale capace di realizzare un cambiamento reale dei rapporti tra uomini e donne”. Questi , in sintesi, gli spunti  di riflessione ed i contenuti dell’incontro organizzato dalla Provincia di Napoli in collaborazione con il Dottorato in Studi di Genere dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, su impulso  dell’UPI– Consulta Nazionale per le Pari Opportunità e Coordinamento Nazionale degli Assessori all’Istruzione – con l’obiettivo di riaprire il dibattito  sulla trasmissibilità degli studi di genere, dalle università alle scuole, e promuovere politiche editoriali tese ad adeguare i testi rivolti all’utenza scolastica, così come accade da tempo in altri contesti europei. “I saperi – si è detto – sono la chiave dello sviluppo futuro nella società della conoscenza: senza l’apporto decisivo delle donne questa nuova frontiera della democrazia sarà meno raggiungibile per tutti. In Italia la situazione per quel che concerne i testi scolastici  di genere è ancora molto penalizzante; le indicazioni della Commissione Europea e il Codice di Autoregolamentazione  approvato a conclusione della prima fase del  progetto Polite  non hanno prodotto risultati concreti, mentre gli altri Paesi partner del progetto transnazionale, Portogallo, Spagna e Paesi Baschi,  registrano  significativi passi avanti oltre la sperimentazione. Nell’anno europeo delle pari opportunità – hanno sottolineato i partecipanti – occorre rilanciare il progetto Polite, riprendere il tema   dei saperi di genere  all’interno dei curricoli scolastici, richiedere impegni concreti al Governo”.
I lavori, introdotti da  Angela Cortese ed  Arianna Censi, si sono sviluppati nella mattinata intorno alle relazioni di Federico Sanguineti, docente di letteratura italiana, Anna Maria Lamarra docente di letteratura straniera, Laura Guidi docente di Storia e Simona Marino docente di Filosofia. Sono infatti questi i filoni su cui si sono maggiormente sviluppati gli studi di genere in Italia, grazie alle storiche, alle filosofe di Diotima, alla Società Italiana delle letterate e alla rivista Leggendaria. Ma non va dimenticato   il contributo del filone delle sociologhe e  delle antropologhe, né sottovalutato il problema del campo delle  Scienze, nel quale le poche donne partecipi della ricerca, salvo eccezioni, non decidono della ricerca.
Case editrici locali e nazionali  hanno poi discusso di criticità e prospettive del codice di autoregolamentazione in una tavola rotonda  condotta da Maria Cuffaro,  con il contributo di Luciana Di Mauro per il Ministero della Pubblica istruzione e le conclusioni di Graziella Pagano- Consigliere Politico del Ministro per i Diritti e le Pari Opportunità.
In chiusura  gli Assessori all’Istruzione e le componenti della Consulta dell’UPI  hanno annunciato l’intenzione di  avviare una nuova stagione di mobilitazione, e di richiedere  ai due Ministeri impegni precisi per l’ introduzione della cultura di genere nel processo di insegnamento – apprendimento, in questo  delicato momento del passaggio dai programmi alle indicazioni.

Al termine dell’incontro,  il Vice  Ministro della Pubblica Istruzione  ha annunciato l’intenzione di  raccogliere  le  provocazioni e le proposte  scaturite  a Napoli, per rilanciare  la questione dei  saperi  di genere in una giornata di studi in programma per i primi giorni di marzo.

 

VITA, UPI:”Obiettivi consivisibili. Ascoltare le nostre istanze”

Le istanze delle Province nel quadro del nuovo assetto del sistema radiotelevisivo prospettato dal d.d.l. n. 1825 Gentiloni sono state il contenuto dell’audizione che Vincenzo Vita, Assessore alle politiche culturali, della comunicazione e dei sistemi informativi della Provincia di Roma tenutasi questa sera alle ore 19,30 alla Camera dei Deputati in rappresentanza dell’Unione delle Province Italiane (UPI).

“Desidero anzitutto ribadire che il disegno di legge dal Ministro Gentiloni pone obiettivi del tutto condivisibili: l’apertura del mercato e la tutela del pluralismo” ha affermato l’Assessore Vita, “e vanno apprezzati il metodo di confronto condiviso con cui il documento è stato costruito, la celerità con cui si sta compiendo la fase di consultazione e l’atteggiamento di apertura a proposte di eventuali modifiche e arricchimenti del testo. E’ un buon testo, aperto alla discussione. Occorre inserirlo in un più ampio contesto, agganciandolo ai nuovi temi  della Società dell’informazione e della conoscenza (Internet, free software) e a una rigorosa riforma della RAI. Va, poi, ripreso, affrontando la transizione al digitale, il tema delicato e cruciale dell’attuazione dei piani di assegnazione delle frequenze. Né può essere trascurato il composito e vasto mondo dell’associazionismo non profit e di quella parte della società civile che svolge attività di informazione ‘pubblica’ (common goods), per i quali potrebbe essere prevista una specifica riserva di frequenze. In tale contesto, non va trascurata la prossima gara per le frequenze dedicate al wi-max, che, ad evitare ulteriori concentrazioni, riteniamo debba essere espletata su base provinciale.”

“Nell’urgenza dell’abrogazione della legge n. 112 del 2004 (legge Gasparri)” ha proseguito Vincenzo Vita, “già più volte stigmatizzata dall’Unione europea e dalla Corte costituzionale, le Amministrazioni e le Autonomie locali hanno proprie specifiche istanze che occorre riproporre con nettezza anche nel futuro ridisegno del sistema radiotelevisivo. In particolare, il D.L. n. 177 del 2005 (Testo unico della radiotelevisione), fa esplicito divieto (art. 5 comma 1b) ad Amministrazioni ed enti pubblici di ‘essere titolari di titoli abilitativi per lo svolgimento delle attività di operatore di rete o di fornitore di contenuti’. Tale divieto va ritenuto figlio di una vecchia concezione della tv generalista e inadeguato agli scenari che la tecnologia digitale apre sul fronte dell’e-government, vale a dire le opportunità di servizi e semplificazione a beneficio dei cittadini, specie quelli più disagiati.

 

Melilli: “Concludere l’iter al più presto”

Il Codice delle Autonomie locali e i riflessi che avrà sulle Province saranno i temi al centro del dibattito politico che si svilupperà nel Consiglio Direttivo speciale dell’Upi che si terrà a Genova il 22 febbraio prossimo (ore 9,30 – 13,30 Palazzo San Giorgio, Sala del Capitano, Via della Mercanzia 2, zona Porto antico).

“L’approvazione del Disegno di Legge Lanzillotta-Amato – sottolinea il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – ha rappresentato il primo passo nell’avvio della riorganizzazione delle istituzioni locali e della semplificazione dei processi nella pubblica amministrazione. Ora bisogna proseguire e concludere l’iter con i decreti delegati. Come Province ci siamo subito detti soddisfatti del provvedimento, anche se crediamo che ci sia la possibilità di migliorare ancora alcuni passaggi: mi riferisco in particolare alla definizione delle funzioni fondamentali, all’istituzione delle Città metropolitane e alle questioni legate alle normative regionali”.
“Il Governo, con il Codice delle Autonomie  – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Genova, Alessandro Repetto – dà una forte indicazione circa il ruolo fondamentale delle Amministrazioni provinciali nella complessa architettura dell’intero sistema istituzionale, quali enti per il governo di area vasta. Ora è indispensabile una corretta individuazione delle funzioni fondamentali della Province, che dovrebbe non solo rappresentare la somma dei diversi conferimenti succedutisi nel tempo ma anche tener conto del ruolo che esse hanno assunto in ambiti nodali quali la formazione, il lavoro, le infrastrutture e lo sviluppo economico dei territori. Riguardo le Città metropolitane, considerando l’esigenza di dare un governo differenziato alle maggiori conurbazioni urbane, va stabilita con attenzione quale sia effettivamente la giusta formula che sia in grado di salvaguardare l’equilibrio tra i diversi enti coinvolti e la distribuzione di poteri, dando la priorità all’interesse dei cittadini”.

Al termine del Consiglio Direttivo sarà definito un documento con le richieste e le proposte delle Province sul Codice delle Autonomie locali

 

Nel decreto incentivi per scuole e strutture sanitarie pubbliche

“Il decreto sul fotovoltaico rappresenta un primo, concreto, impegno all’interno di una strategia complessiva voluta dall’Unione Europea, per promuovere un modello sostenibile verso è obbligatorio andare, avvalendosi di energia pulita e promuovendo le fonti rinnovabili”.
Lo dichiara l’Assessore all’ambiente della Provincia di Ascoli Piceno, Massimo Marcaccio che per l’Upi ha seguito la stesura del decreto.
“Il testo – commenta  Marcaccio– è stato realizzato di concerto tra i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente e gli Enti locali: per mesi abbiamo lavorato insieme ad un testo che desse finalmente certezze.
Come Upi ci siamo mossi in prima fila per l’inserimento di alcune modifiche al testo originario, che il Governo ha accolto, che riteniamo fondamentali perché incidono direttamente sulla vita dei cittadini e sulle richieste dei territori:  la previsione di un incentivo del 5% del in più sulle tariffe che interessano le scuole pubbliche e paritarie, le strutture sanitarie pubbliche e gli interventi per i Comuni sotto i 5000 abitanti. Un altro 5% sarà poi assegnato nel caso in cui gli interventi siano realizzati eliminando strutture in eternit o comunque componenti in amianto. Inoltre credo sia stato determinante, perché la diffusione interessa l’intero Paese, l’avere inserito un comma che impegna il Governo a promuovere, con successivo decreto, la realizzazione di impianti isolati, a vantaggio delle zone di montagna e delle piccole isole.
Questi emendamenti, che sono stati definiti insieme alle altre associazioni degli Enti locali – conclude Marcaccio- permettono al Decreto di essere profondamente calato sul territorio e di  dare risposte alle esigenze reali delle comunità”.

 

 

 

Vita: “Una carbon tax per la cultura”

Si consolida il ruolo di Comuni, Province e Regioni quali protagonisti dello sviluppo locale attraverso gli investimenti in cultura e turismo. La valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, integrata con le politiche legate alla riqualificazione dei centri storici e delle periferie, alla mobilità, alle infrastrutture e alla produzione culturale, costituisce oggi un fattore strategico per la competitività dei territori. Questi i temi principali di confronto alla IV Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo (Bari 15-17 marzo 2007).
La Conferenza, che ha cadenza biennale, si aprirà il 15 marzo a Bari, con le relazioni dei presidenti degli enti promotori, alle quali seguiranno gli interventi del Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli e del Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Proseguirà con un programma fitto di incontri ed eventi che vedrà la partecipazione di oltre 120 esponenti di Governo, Istituzioni, Enti locali, imprese  e associazioni impegnati nelle diverse sessioni di lavoro per individuare i problemi, le soluzioni e le assunzioni di responsabilità per il comparto cultura e turismo. Porteranno il loro contributo al dibatto, tra gli altri, i Sottosegretari di Stato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali Danielle Mazzonis e Elena Montecchi, il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati Pietro Folena.
Al centro degli incontri ci saranno i temi di più stretta attualità del settore: dal problema delle risorse all’assetto dell’impresa culturale, dal patrimonio immateriale al turismo sostenibile, al rapporto giovani e cultura, alla cooperazione culturale decentrata nel Mediterraneo, alle politiche di rilancio del turismo del paese.  

“Il grande patrimonio di tradizioni culturali che il Paese possiede – ha sottolineato  l’Assessore alla cultura della Provincia di Roma, Vincenzo Vita, intervenendo alla presentazione dell’evento in rappresentanza dell’UPI – è una delle più importanti leve di sviluppo su cui fare affidamento per accompagnare la ripresa economica. Un patrimonio che ha bisogno di essere tutelato e valorizzato e per la cui protezione è necessaria una forte collaborazione tra tutte le istituzioni, e tra lo Stato e il Paese stesso: un sistema di governance che vede le Province impegnate in prima fila, alla ricerca di nuovi linguaggi che arricchiscano la programmazione di attività culturali organizzate in una logica di sistema e di distretti culturali”. Vita ha poi voluto lanciare la proposta di adottare “un prelievo minimo sugli utili di media forti come i grandi gestori di telefonia e quelli derivanti dalla vendita di spazi pubblicitari sulle reti televisive nazionali. Per le tv – ha spiegato Vita – possiamo ipotizzare un prelievo di circa lo 0,5% dei proventi pubblicitari, mentre per i gestori telefonici una percentuale inferiore. Questa e’ una proposta passata in sordina
nell’ambito della discussione dell’ultima legge finanziaria, va dunque riproposta con piu’ efficacia vista l’esiguita’ delle risorse’.

 Momenti importanti delle giornate di Bari saranno,  la premiazione dei vincitori della IV Edizione del Premio Cultura di Gestione, iniziativa rivolta a diffondere le esperienze più innovative nella valorizzazione e gestione del patrimonio e delle attività culturali e nell’integrazione tra cultura, turismo e ambiente e l’assegnazione del Premio ANCI ‘Memorie e Musiche comuni’ finalizzato a valorizzare gli studi sulla cultura locale.
Durante la giornata di venerdì 17, sarà presentato il Patto per le Attività culturali di Spettacolo firmato recentemente dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, Regioni ed Enti Locali.
    

15 FEBBRAIO, ORE 11,30 – ANCI – CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE

Comuni, Province e Regioni sono divenuti negli ultimi anni i protagonisti delle politiche di sviluppo legate a cultura e turismo, destinando quote di bilancio sempre maggiori agli investimenti in questi settori. Basti pensare che dal 1998 al 2005 le sole città di Roma, Torino, Milano, Firenze, Bologna e Genova hanno mediamente incrementato l’impegno finanziario nella cultura del 70%. La valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale costituisce oggi infatti un fattore strategico di sviluppo dei territori. Tutto ciò in un quadro di intervento più ampio legato alla riqualificazione dei centri storici e delle periferie, alla mobilità, alle infrastrutture e alla produzione culturale. Risultati evidenti emergono sul piano del turismo, in particolare quello culturale che, secondo i dati più recenti, si conferma la voce più dinamica del settore.
Al fine di individuare, nel confronto tra istituzioni, operatori, privati e imprese, i problemi, le soluzioni e le assunzioni di responsabilità per il comparto cultura e turismo, l’Anci, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l’UPI, Legautonomie, l’Uncem, Federculture e il Formez, in collaborazione con Regione Puglia, Comune e Provincia di Bari, promuovono “Le Città della Cultura” – IV Conferenza Nazionale degli Assessori alla Cultura e al Turismo, che si terrà dal 15 al 17 marzo 2007, a Bari.
La Conferenza è un appuntamento fondamentale per tracciare le linee delle politiche di sviluppo sociale ed economico del nostro paese con l’obiettivo di una maggiore competitività locale strettamente connessa alla valorizzazione dell’arte e della cultura.
L’iniziativa sarà presentata a Roma giovedì 15 febbraio alle ore 11.30, nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’ANCI (via dei Prefetti, 46).
L’incontro sarà occasione per esporre i temi di dibattito della Conferenza e per fornire alcuni dati più recenti sugli investimenti e sui consumi del settore.

Ufficio Stampa Federculture
tel. 06 32 69 75 21 – 349 68 62 717
[email protected]
www.lecittadellacultura.it

Cerca