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Il catalogo on-line della biblioteca provinciale

La biblioteca provinciale “N. Bernardini” di Lecce e’ aperta al pubblico dal lunedi’ al venerdi’, dalle ore 9 alle 13.30. Inoltre, e’ aperta anche nei pomeriggi di lunedi’. Martedi’ e giovedi’, dalle ore 15 alle 18.

 

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Anci e Upi: insoddisfazione su ruolo Segretari previsto da TUEL

I rappresentanti di ANCI e UPI, nel corso di un confronto avuto presso l’Agenzia Nazionale Segretari Comunali e Provinciali con le rappresentanze sindacali, hanno espresso profonda insoddisfazione per la riforma del T.U.E.L. nella parte che riguarda i Segretari comunali. Si sono detti disponibili ad affrontare subito il tema della riforma della funzione dei Segretari comunali e provinciali che vada verso l’unificazione della funzione. In questo quadro ritengono che la modifica proposta nel T.U.E.L. all’art. 108 non risolva il problema degli Enti che invece hanno sempre più bisogno di funzionari e dirigenti qualificati. Esprimono solidarietà per i segretari comunali che hanno indetto una manifestazione unitaria nazionale per il giorno 13 dicembre.

Melilli: “Ecco cosa succede quando si abbandona la concertazione”

“Confusione tra norme, emendamenti che si contraddicono, sub emendamenti che contraddicono gli stessi emendamenti, difficoltà a comprendere quali siano i provvedimenti in discussione alla Commissione bilancio. Una confusione e un pasticcio che discendono direttamente dalla scelta del Governo di escludere Regioni Province e Comuni dalla discussione sulla finanziaria”. 

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, alle notizie che si stanno rincorrendo in queste ore sugli emendamenti alla finanziaria in votazione alla Commissione bilancio alla Camera.

 “La discussione in corso alla Camera – sottolinea Melilli – è  la dimostrazione che senza un confronto costruttivo tra Stato Centrale e Istituzioni locali si perde la giusta direzione di marcia e si procede al buio, con il rischio di approvare norme contraddittorie e conflittuali.

E’ assurdo – aggiunge poi il Presidente dell’Upi –  che ancora oggi,  mentre i deputati sono impegnati a discutere e a votare gli emendamenti alla finanziaria, non ci sia dato di sapere di cosa si tratta, come si intenda procedere sulle nostre richieste, quale sarà l’ammontare dei tagli previsti, se arriveremo ad una modifica del patto di stabilità interno.
Ma come si fa a dire, quando si escludono i governi locali da decisioni così importanti, che l’Italia è uno stato federale?”.

 


 

Gli incontri al Senato e al Ministero

A seguito della bocciatura avvenuta al Senato il 29 e 30 novembre di tutte le proposte emendative alla legge elettorale che riguardavano la rappresentanza di genere la Consulta Pari Opportunità UPI, rappresentata dalla presidente Mara Mori e dalla vicepresidente Antonietta Vascon, ha ritenuto urgente sollecitare incontri istituzionali.
La delegazione si è incontrata prima con la Commissione Pari Opportunità del Senato nelle figure della presidente della Commissione sen. Ida D’Ippolito, sen. Rossana Boldi, sen. Rosa Stanisci; quindi con una rappresentanza della ministro Stefania Prestigiacomo e con la vice presidente della Comm. P.O., Lucia Borgia, incontri voluti per verificare cosa fare per riproporre con forza la questione dell’effettiva applicazione dell’articolo 51 della Costituzione.
“Le donne non sono “… altre razze ed etnie, altre culture e religioni…” come ha affermato nell’aula del Senato un senatore della Repubblica il 30 novembre, il quale, in merito alla necessità di varare provvedimenti per sanare la discriminazione che colpisce le cittadine italiane ha aggiunto:
 “… bisognerà istituire anche quote preferenziali per i musulmani, gli ebrei, i protestanti, i buddisti, i testimoni di Geova…””, hanno detto la Mori e la Vascon, che hanno aggiunto: “Certamente questo senatore non conosce i dati che riportano con chiarezza la penalizazione di rappresentanza di oltre la metà della popolazione italiana.
Come Consulta Pari Opportunità UPI vogliamo esprimere, a nome di tutte le donne italiane, i sentimenti di amarezza, di rabbia e di umiliazione per un’altra occasione persa; visto che sono proprio le donne a portare il carico più pesante della nostra società e il dovere di condivisione delle responsabilità familiari e civili”.
Mori e Vascon hanno ribadito l’urgenza di affrontare seriamente la questione delle garanzie di accesso e delle pari opportunità in Italia “perché un paese civile non può privarsi del contributo delle donne e perché la democrazia è basata su alcune regole, ma una è più importante di altre: la Rappresentanza”.
Per questo hanno chiesto un’audizione urgente alla Prima Commissione del Senato che si occupa degli affari istituzionali in relazione al DDL “Disposizioni in materia di pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive parlamentari”. 

Melili: Poco innovativo e foriero di conflitti

COMUNICATO STAMPA

NUOVO TESTO UNICO SUGLI ENTI LOCALI
PROVINCE, MELILLI: “TESTO POCO INNOVATIVO E FORIERO DI CONFLITTI”


 

Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo sulle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane e per la revisione del Testo unico degli enti locali.
“Avevamo richiesto al Ministro Pisanu – afferma il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli – un confronto preventivo in sede di Conferenza Stato Città Autonomie locali con i Comuni, le Province e le Comunità montane, al fine di condividere il percorso di elaborazione del nuovo testo unico sugli enti locali e di risolvere i punti di contrasto più delicati dal punto di vista istituzionale.
Questo confronto non c’è stato. Il provvedimento approvato non adegua il Testo unico alle nuove disposizioni costituzionali e rischia di aprire nuovi conflitti istituzionali.
In particolare, le Province sono nettamente contrarie alla nuova disciplina delle Città metropolitane, che non è coerente con il dettato costituzionale e con l’esigenza di costituire un governo metropolitano non limitato al solo Comune capoluogo. L’impostazione che emerge dal provvedimento depotenzia in modo strutturale le funzioni provinciali e apre un conflitto permanente tra Comune capoluogo, Provincia e Comuni metropolitani.
Nonostante vengano definite alcune importanti funzioni fondamentali a favore delle Province il provvedimento non dà risposte alla grande forza innovatrice del Titolo V della Costituzione in quanto non risolve il problema di una maggiore autonomia di Comuni e Province nell’organizzazione degli uffici, mentre moltiplica i controlli sugli enti locali in piena contraddizione con la scelta federalista del nostro Paese.
Il nuovo Testo unico, prosegue Melilli, non innova la disciplina in materia di segretari comunali e provinciali mentre prevede norme che amplificano i costi nei piccoli comuni.
 “Ancora una volta, conclude il Presidente dell’Upi Fabio Melilli, si è persa una grande occasione per costruire un provvedimento che scaturisse da un vero confronto tra Regione, Province e Comuni”.

Roma, 2 dicembre 2005

Il saluto del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi

In occasione dell’annuale assemblea generale rinnovo grande apprezzamento alla vostra associazione che, con il suo costante impegno, continua ad offrire un concreto e fattivo contributo alla tutela e alla valorizzazione delle nostre province.

Le province italiane rappresentano una realtà territoriale ricca e variegata in cui valori autentici ed antiche tradizioni coesistono con una forte progettualità per un futuro di crescita, nel segno dell’innovazione e dello sviluppo.

Storia e cultura devono legarsi a scuola, occupazione, economia, turismo e ambiente: un ruolo propulsivo per la provincia che qualifica il territorio, garantisce i servizi, rafforza la coesione sociale e il sentimento di appartenenza alla comunità locale, a quella nazionale ed a quella europea.

Nella consapevolezza che dalla vostra assise emergeranno utili contributi per la crescita dell’intero sistema delle autonomie, rivolgo a Lei, Egregio Presidente, ed a tutti i partecipanti un cordiale saluto ed un augurio di buon lavoro.

Carlo Azeglio Ciampi    

Il saluto del Presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini

Illustre Presidente, ho ricevuto il Suo gentile invito a prendere parte all’Assemblea generale annuale dell’Unione delle Province d’Italia, che costituisce un’importante occasione di riflessione sulla vita del nostro ordinamento e sul prezioso ruolo che al suo interno svolgono gli enti territoriali.

Nella storia del nostro paese, le province hanno sempre dimostrato grandi capacità nell’individuare le risorse strategiche del territorio e nel mobilitare tutte le energie necessarie per permetterne una piena valorizzazione.

Nell’ambito della nuova architettura istituzionale della repubblica, i governi provinciali potranno rivestire un ruolo ancora più rilevante, contribuendo a realizzare quel federalismo cooperativo e solidale che costituisce la vera sfida che ci attende per ripartire sulla strada dello sviluppo, attraverso amministrazioni più “leggere”, più efficienti e più vicine alle esigenze dei cittadini.

Desidero rivolgere a tutti i partecipanti i miei più cordiali saluti e formulare io miei auguri più sinceri per il miglior esito dell’assemblea.

 

Pier Ferdinando Casini

 

Mara Mori: “Chiediamo norme antidiscriminatorie”

“Dove sono finite le quote rosa nella discussione della legge elettorale?”

Lo ha dettola Presidente della Consulta delle Pari opportunità dell’Upi, Mara Mori, intervenendo ai lavori dell’Assemblea Generale delle Province che si stanno svolgendo a Napoli, riferendosi alla mancata presentazione dell’emendamento sulla presenza delle donne nella politica, alla legge elettorale in discussione in Senato. La Consulta delle pari opportunità dell’Upi ha voluto testimoniare anche fisicamente la propria presenza ai lavori dell’Assemblea, innalzando nella sala dell’Auditorium durante tutto l’intervento della Presidente Mori, uno striscione con la scritta “ Ma….le donne ci sono”

 “Basta continuare ad usare termini dispregiativi – ha sottolineato poi la Presidente Mori – le ‘quote rosa’ non sono altro che norme antidiscriminatorie di cui questo Paese ha bisogno, per costruire una democrazia davvero paritaria. Un obiettivo che noi donne della Consulta pari opportunità dell’Upi  ci siamo impegnate ad affermare nella politiche del nostro Paese, a partire delle Province”.

 La Consulta ha presentato all’Assemblea una propria piattaforma di richieste:  “Noi vogliamo che i partiti aprano ad un rapporto paritario le proprie liste elettorali  – hanno detto le Presidenti, Assessore e Consigliere presenti – e ai Presidenti di Provincia chiediamo che si impegnino a nominare donne nelle giunte”.

Una richiesta che ha incassato l’appoggio del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, che si è impegnato a sostenerla e a promuoverla a partire dalla stessa dell’Associazione.

“Presenteremo ufficialmente domani queste nostre richieste al Governo e al Parlamento  – ha detto Mara Mori – quando saremo ricevute al Ministero delle Pari Opportunità e dalla Commissione Pari opportunità del Senato”.



 

De Maria: “Ecco le nostre proposte”

Positiva la disponibilità a ragionare emersa dall’incontro con i Ministri La Loggia e Tremonti, a patto che questa volta sia seguita da fatti.
E’ questo il giudizio espresso dall’Upi, sulla riunione di ieri tra Governo e Province, Comuni e Regioni, nella quale il Sottosegretario Vegas ha dichiarato la disponibilità di Palazzo Chigi a discutere con il sistema delle Autonomie locali dei contenuti del maxiemendamento che sarà varato a breve dal Governo.
“Prendiamo atto – dichiara Fabio Melilli, Presidente dell’Upi – di questa disponibilità del Governo: speriamo che sia davvero l’occasione per aprire un confronto sulla finanziaria. Confronto che fino ad oggi è stato solo annunciato e mai avviato davvero. Vogliamo prima di tutto che il Governo prenda atto della recente sentenza della Corte Costituzionale sulla illegittimità del “decreto tagliaspese” del 2004 – sottolinea ancora Melilli –  in particolare sul fatto che imporre alle Regioni e agli Enti locali la riduzione di specifiche voci di spesa dai rispettivi bilanci è lesivo dell’autonomia finanziaria, e che da questo si riparta per correggere la finanziaria 2006”.
L’Upi annuncia poi quali saranno le proposte che verranno presentate domani, in Conferenza Unificata, dove il provvedimento approda per ottenere il parere formale del sistema delle Autonomie locali
“Chiediamo – dice Andrea De Maria, Vice Presidente della Provincia di Bologna e responsabile finanza per l’Upi – che  le spese da trasferimenti di funzioni da parte dello Stato e delle Regioni, siano escluse dal calcolo del tetto di spesa.
Lo stesso chiediamo sia previsto per le spese derivanti da interventi finanziati con fondi comunitari, ed in particolare quelle del Fondo Sociale Europeo, perché altrimenti non ci sarà possibile utilizzare risorse preziose, destinate alla promozione del lavoro e della formazione professionale.
Vogliamo che sia cancellato il taglio previsto alle spese del personale, l’1% rispetto a quanto erogato nel 2004, specialmente ora, dopo la sentenza della Consulta, e anche in virtù della reiterazione del blocco delle assunzioni.
Chiediamo il rifinanziamento, per 100 milioni di euro, del fondo per l’edilizia scolastica, per portare a compimento la messa in sicurezza degli oltre 4.300 edifici scolastici tra istituti tecnici e medie inferiori, per un totale di 87.500 classi e più di due milioni di allievi, di cui le Province sono responsabili.”

Ucchielli: “Istituire il Ministero delle politiche giovanili”

Si è insediato oggi in Upi il Coordinamento nazionale degli Assessori Provinciali alle Politiche giovanili, con l’obiettivo di create una rete di amministratori capace di metter in campo progetti innovativi e proposte unitarie, da sottoporre all’attenzione del Governo per determinare politiche efficienti e realmente rispondenti alle tante esigenze del mondo giovanile.

“I giovani sono una risorsa – ha detto il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Palmiro Ucchielli, responsabile per l’Upi del coordinamento – su cui le istituzioni hanno il dovere di investire.

Lavoro, formazione scuola, sono solo alcuni aspetti e criticità su cui dobbiamo trovare risposte immediate. Problematiche assolutamente trasversali, che hanno bisogno di un luogo unitario di risposta: per questo chiederemo alle coalizioni che parteciperanno alla prossima competizione elettorale, di inserire nel loro programma di governo l’istituzione di un Ministero per le politiche giovanili, così come previsto in tanti altri Paesi Europei. Un Ministero che, insieme alle Regioni, alle Province e ai Comuni, possa dare voce a questa risorsa straordinaria che sono le ragazze e i ragazzi del nostro paese, una opportunità per l’Italia e per l’Europa”.

Rossi:“Noi non siamo mai stati convocati”

“Apprendiamo dalla stampa che sulla delega ambientale il Ministro Matteoli avrebbe avuto in queste settimane numerosi incontri con le categorie produttive e i sindacati: voglio ribadire che nonostante le nostre continue richieste, le Province non sono invece mai state contattate”.
A sottolinearlo è Massimo Rossi, Responsabile ambiente per l’Upi e Presidente della Provincia di Ascoli Piceno, che ricorda come l’Ufficio di presidenza dell’Upi, appena qualche giorno fa, abbia approvato all’unanimità un ordine del giorno per chiedere al Ministro dell’Ambiente il rispetto degli accordi del 2001, che prevedevano “di operare pariteticamente nell’elaborazione legislativa ai fini di conseguire gli obiettivi condivisi” e “garantire una interlocuzione sistematica con le Regioni e gli Enti locali nella fase preliminare ed in quelle successive sui singoli temi dell’elaborazione dei decreti legislativi”.
“Torniamo a ribadire al Ministro – conclude il Presidente Rossi –  che non è possibile dare corso ad una riforma di questa portata, senza coinvolgere gli attori protagonisti, che sono proprio le Province e le altre istituzioni locali. Speriamo che tra i tanti appuntamenti di questi giorni, si riesca a trovare spazio anche per ascoltare le nostre proposte e migliorare il testo prima della sua approvazione”.

 

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