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Ria: necessario rafforzare i raccordi istituzionali

                                              COMUNICATO STAMPA
                      Federalismo, Ria: necessario rafforzare i raccordi istituzionali.


 

Giudizio negativo dell’Upi e di tutte le autonomie locali sul disegno di legge di riforma della Costituzione. Lo ha ribadito Lorenzo Ria, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, intervenendo oggi nell’audizione presso la Commissione affari costituzionali della Camera dei Deputati.

“Prescindendo da ogni valutazione politica – afferma Ria – la discussione su aspetti fondamentali della Carta costituzionale non può essere resa funzionale esclusivamente alla soluzione dei problemi interni ad una maggioranza.

Nel merito del disegno di legge, la disposizione sul Senato presentato come federale è incondivisibile, poiché esso, come l’attuale Senato, rappresenterebbe la popolazione nella stessa misura della Camera dei Deputati, e non invece le regioni e i governi locali. Per riformare il Parlamento in senso federale occorre invece introdurre un Senato delle Autonomie, come Camera rappresentativa delle Regioni, delle Province e dei Comuni, ovvero individuare all’interno del Parlamento una sede unitaria in cui i diversi soggetti costitutivi della Repubblica possano trovare una più profonda ricomposizione unitaria della sovranità nel rispetto dei principi del federalismo e dell’autonomia.

Di fronte al modello di Parlamento proposto – continua Ria – i Comuni e le Province ritengono comunque necessario rafforzare e riequilibrare il sistema dei raccordi istituzionali, prevedendo una Commissione federale delle autonomie nel Senato rinnovato composta dai rappresentanti delle autonomie territoriali e il riconoscimento  costituzionale della Conferenza unificata, nonché rafforzando il ruolo dei Consigli regionali delle autonomie locali. Deve inoltre essere riconosciuto ai Comuni e alle Province il diritto di accesso alla Corte costituzionale contro le leggi che ledano la loro autonomia costituzionale.

Il testo su Roma capitale  – conclude Ria – è confuso e rappresenta un evidente errore in quanto non è compito della Regione Lazio definire lo spazio di governo proprio della Città di Roma come capitale della Repubblica”.

Roma 30 giugno 2004

Comunicato congiunto Anci, Upi Uncem, Conferenza Presidenti Regioni

                                               COMUNICATO CONGIUNTO

ANCI, UPI, UNCEM E CONFERENZA DEI PRESIDENTI DELLE GIUNTE REGIONALI

Comuni, Regioni, Province e Comunità montane ritengono necessario un incontro immediato con il Governo sulla manovra di contenimento del deficit e sul Documento di Programmazione Economica e finanziaria 2005-2008.

Ritengono che le eventuali manovre correttive del deficit tendenziale del 2004 – necessario per rispettare i parametri del patto di stabilità europeo – non devono penalizzare i bilanci delle autonomie territoriali già fortemente colpiti dalle leggi finanziarie degli ultimi anni.

Manifestano grande allarme per l’insostenibilità della situazione finanziaria del servizio sanitario nazionale e del trasporto pubblico locale.

Auspicano che il DPEF sia il frutto di una concertazione istituzionale ampia ed aperta che individui nella crescita, nella stabilità e nello sviluppo i criteri portanti della programmazione economica dei prossimi anni.

A tal fine ritengono necessario escludere le spese per investimento dal calcolo del patto di stabilità per evitare un onere ingestibile per i comuni e le province che non riuscirebbero a rispettare il patto con evidenti contraccolpi sull’economia nazionale. Allo stesso modo le regioni richiamano l’attenzione sull’art. 3 della finanziaria 2004 che rischia di produrre gli stessi effetti sugli investimenti regionali.

Invitano il Governo a prendere atto e riconoscere con i fatti il valore del sistema delle istituzioni locali e delle regioni ed il contributo che esse possono dare allo sviluppo del paese. Per questo ripropongono al Governo un patto fra le istituzioni che veda nelle autonomie e nelle regioni il perno su cui investire per una ripresa effettiva ed immediata dell’economia nazionale, in piena attuazione della carta costituzionale e del federalismo fiscale.

Roma, 1 luglio 2004

Domenici e Ria: “E ora Giunte al femminile”

COMUNICATO STAMPA

Dopo l’importante risultato elettorale ottenuto alle recenti elezioni europee ed amministrative delle candidate donne che finalmente vede una presenza femminile significativa nel Parlamento Europeo ed in numerosissimi consigli comunali e provinciali nonché Sindaci e Presidenti di Provincia, è necessario ora fare un ulteriore passo per non disperdere questo patrimonio. Sentiamo quindi di poter rivolgere un invito perché le nuove giunte che si stanno formando e che si completeranno anche dopo i ballottaggi, vedano una significativa presenza di assessori donna. Questo l’invito rivolto dal Presidente dell’Associazione dei Comuni (ANCI), Leonardo Domenici e dal Presidente dell’Unione delle Province (UPI), Lorenzo Ria ai colleghi Sindaci ed amministratori locali, richiamandoli al forte impegno profuso in questi anni dalle due Associazioni per raggiungere un importante traguardo, quello cioè di una paritaria presenza nelle Istituzioni.

Ria: dal voto un governo locale rafforzato

                                    COMUNICATO STAMPA

                        Ria: dal voto un governo locale rafforzato.
                  Ora il rilancio della concertazione con l’Esecutivo


“ Con i ballottaggi del 26 e 27 giugno si è conclusa la tornata di elezioni dei Presidenti e dei Consigli provinciali, che ha coinvolto 63 Province su 100.
Dal voto – dice il presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Lorenzo Ria – emerge un quadro consolidato e rafforzato delle Province, quali istituzioni di governo che sono e nei prossimi anni saranno ancor più il naturale riferimento istituzionale per i cittadini e per le imprese rispetto alle politiche di area vasta e di sviluppo del territorio.
Ci auguriamo, ora, che questo nuovo quadro istituzionale porti anche al rilancio della concertazione tra le Autonomie locali ed il Governo nel momento stesso in cui saranno affrontati, nei prossimi giorni, temi importanti come le Riforme costituzionali e il Documento di Programmazione Economica e Finanziaria”.

Roma 28 giugno 2004

Intervista del Presidente della Camera dei Deputati

                                     COMUNICATO STAMPA

PROVINCE ESSENZIALI  IN UN FEDERALISMO SOLIDALE
Intervista  del Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini a Le Province 



 “In un Paese di forti tradizioni locali è essenziale la funzione di un ente intermedio come la Provincia.” Lo afferma il Presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini in una lunga intervista rilasciata a Le Province, la rivista nazionale dell’Unione delle Province d’Italia. Un ritratto inedito, quello che offre il Presidente Casini, in un racconto che ripercorre, con nostalgia, la propria iniziazione politica legata- il padre Tommaso è stato consigliere provinciale per più di 25 anni a Bologna- proprio alla Provincia. “La dimensione provinciale- dice inoltre il presidente della Camera- è profondamente radicata nella percezione collettiva dei cittadini e nella tradizione civica italiana. La Provincia è l’Ente che associa le città ai paesi e alle campagne e li collega alle dimensioni più ampie delle Regioni e dello Stato. Per questo il nostro federalismo non può essere a due livelli ma, dovrà integrare diversi spazi di autonomia”. La provincia inoltre è per Casini “la dimensione nella quale si cominciano ad avvertire in modo consapevole le differenze tra il nostro ambiente di origine e quello circostante ed insieme la continuità che li lega. E questo, in termini politici, non è altro che l’avvio di una educazione alla democrazia, non astratta, che parte dalla conoscenza del rispetto del territorio e delle diverse comunità che lo abitano”.


FEDERALISMO: PROVINCE PROTAGONISTE
Assumono grande rilevanza, in questo momento – dice Ria- le parole
del Presidente Pier Ferdinando Casini”


“Nel momento in cui il federalismo è al primo posto della agenda politica- dichiara Lorenzo Ria, presidente dell’Unione delle Province d’Italia- assume grande rilevanza quanto ribadito dal presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini in una intervista rilasciata alla rivista nazionale dell’Upi, Le Province. “Casini- sottolinea Ria- riafferma la funzione essenziale assunta nel nostro ordinamento da un Ente intermedio come  la Provincia” “La dimensione provinciale – come  ha sottolineato il Presidente della Camera dei Deputati- è profondamente radicata nella percezione collettiva dei cittadini e nella tradizione civica italiana” Nel momento che l’esame delle Riforme riprende alla Camera, dice il presidente Ria “importante è l’affermazione della centralità di Province e Comuni che nel passaggio al Senato erano stati sottovalutati e mortificati nel loro ruolo istituzionale e quali enti primari  nel rapporto con i cittadini

Anci ed Upi: Paradossale non ascolatare le Autonomie

DOMENICI E RIA SCRIVONO A PRESIDENTE COMMISSIONE BRUNO
 
 
 
Leonardo Domenici, presidente dell’ Anci, l’Associazione dei comuni italiani, e Lorenzo Ria, presidente dell’Upi, l’Unione delle province d’Italia, hanno inviato al Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, Donato Bruno, una lettera in cui chiedono che i Comuni e le Province siano al più presto ascoltate riguardo al disegno di legge di riforma costituzionale.

Sembrerebbe, infatti, che conclusasi l’indagine conoscitiva, nel corso della quale sono stati ascoltati una trentina di docenti universitari e che ha impegnato la Commissione per circa due mesi – rendono noto Anci e Upi – la Commissione non abbia previsto le ordinarie audizioni, decidendo di avviare l’esame in sede referente e fissando per il 29 giugno la data di scadenza per la presentazione degli emendamenti. Domenici e Ria manifestano “sconcerto e sbigottimento” rispetto all’orientamento che sembra profilarsi.

“Con il massimo rispetto per la scienza e per la dottrina, a cui è stato riservato ampio spazio, ma che non è portatrice di alcun interesse generale, si è deciso, così pare – afferma Domenici – di non sentire la voce e le proposte delle Autonomie territoriali, Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni, segmenti costitutivi della nostra Repubblica, su un provvedimento normativo che innova le regole che scandiscono la convivenza civile e politica , e che una parte della maggioranza qualifica come ‘federalismo’. Siamo oltre il paradosso: non si sente la necessità di ascoltare proprio coloro che dovrebbero essere gli attori e i soggetti principali del disegno federale, che si sostiene di voler realizzare. Da tempo e quasi ossessivamente – conclude Domenici – chiedo che si presti adeguata attenzione al progressivo deterioramento della concertazione e del dialogo fra le istituzioni, a tutti i livelli, nel rapporto con il Governo, ed oggi in termini ancor più gravi, nel rapporto con il Parlamento. La notizia di oggi, purtroppo, rappresenta l’ennesima conferma della mia preoccupazione. Preoccupazione che, vedo, viene espressa anche da altri soggetti della vita pubblica, come il presidente di Confindustria Montezemolo il quale incita a recuperare e a rinnovare un metodo di governo improntato al confronto e al dialogo”.

Il presidente dell’Upi punta il dito verso le Regioni. “Mi aspetto – afferma – una reazione altrettanto forte e risoluta da parte delle Regioni, che peraltro si erano formalmente impegnate a presentarsi in audizione insieme a noi, considerando quest’ultima del tutto scontata ed ovvia; purtroppo sembra non sia così. Valuteremo – conclude Ria – quali iniziative assumere per esprimere il nostro dissenso e la nostra ferma opposizione su quanto sta avvenendo”.

“Monza e Brianza”, “Fermo” e “Barletta-Andria-Trani”

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.138 del 15 giugno 2004  delle leggi istitutive sono ufficialmente istituite le nuove province di Monza e della Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani.

Il numero complessivo delle Province italiane sale a 106, di cui 3 ad ordinamento speciale (Aosta, Bolzano e Trento).

Il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente, nella seduta dell’11 maggio 2004,  l’istituzione della provincia di  Monza (e Brianza),  nella seduta del 19 maggio 2004, di Fermo e di Barletta (Andria e Trani). 

L’istituzione di nuove province nel nostro ordinamento è disciplinata  dall’articolo 133, primo comma, della Costituzione. che testualmente prevede che “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.”

Le prime elezioni dei nuovi consigli provinciali avranno luogo con il primo turno utile per le consultazioni amministrative e nel frattempo la gestione sarà affidata ad un commissario nominato dal Ministero dell’Interno che predisporrà,  d’ intesa con le province originarie (Milano per Monza, Ascoli Piceno per Fermo e Bari per Barletta) tutti gli atti e le procedure necessarie per la realizzazione delle nuove realtà amministrative locali.
 
LEGGE 11 Giugno 2004, n. 146  
Istituzione della provincia di Monza e della Brianza    

LEGGE 11 Giugno 2004, n. 147  
Istituzione della provincia di Fermo    
 
LEGGE 11 Giugno 2004, n. 148  
Istituzione della provincia di Barletta-Andria-Trani

Presidenti di Provincia eletti nel Parlamento europeo

 

                                           COMUNICATO STAMPA

                               Ria: Le Province italiane entrano in Europa


Per la prima volta, i rappresentanti delle Province italiane entrano, in numero consistente, nel Parlamento europeo

 “L’elezione di Alfonso Andria (Salerno), Mercedes Bresso (Torino), Francesco Musotto (Palermo), Vittorio Prodi (Bologna), Riccardo Ventre (Caserta), Marta Vincenzi (Genova) – dice il presidente dell’Upi, Lorenzo Ria – porta l’esperienza delle province italiane nel cuore delle istituzioni europee ed è una conferma sia delle capacità politiche delle singole personalità elette, sia del sempre più forte radicamento istituzionale delle Province”.

Nell’esprimere i complimenti e gli auguri di buon lavoro ai colleghi eletti – conclude Ria – voglio auspicare che la loro esperienza di presidenti di provincia contribuisca ad avvicinare le istituzioni europee ai bisogni dei cittadini e dei loro territori ”.

 

Roma, 17 giugno 2004 

Risultati del voto del 12-13 giugno 2004

Sul sito del Ministero dell’Interno i risultati del I° turno delle elezioni provinciali del 12-13 giugno 2003.

Per il ballottaggio del 26-27 giugno cfr. il vademecum Upi .

Le Province partecipano alla celebrazione del 2 giugno

COMUNICATO STAMPA

Ria: Anche le Province sfilano alla Festa della Repubblica

 

“Domani, 2 giugno, anche le Province italiane sfileranno a Roma, in via dei Fori imperiali, con il Gonfalone dell’Unione delle Province d’Italia, per la celebrazione della Festa della Repubblica”.

Lo annuncia il  Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Lorenzo Ria, che dichiara inoltre: “con il nuovo titolo V, parte II, della Costituzione, le Province, insieme ai Comuni, alle Città metropolitane, alle Regioni e allo Stato sono a pari titolo elementi costitutivi della Repubblica”.

“Partecipiamo – conclude Ria – alla parata per ribadire il nostro attaccamento alla Repubblica italiana e ai valori della pace, della democrazia e della libertà”.

 

Roma, 1° giugno 2004 

Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 16 luglio 2004.

Terza edizione del premio “Cultura di Gestione”, promosso da Federculture insieme al Dipartimento della Funzione Pubblica, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, all’ UPI, alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, all’ANCI,  a Legambiente.

Il concorso è destinato alle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche, agli enti locali, alle regioni, alle fondazioni, alle associazioni e organizzazioni non profit, alle scuole, alle università e a tutti quei soggetti, pubblici e privati, che gestiscono beni e attività culturali.

L’iniziativa è volta a identificare, premiare e diffondere esperienze di innovazione sulla valorizzazione e la gestione del patrimonio e delle attività legati alla cultura, al turismo e all’ambiente con particolare riferimento alle formule gestionali miste pubblico-privato  e all’ adozione di modelli di integrazione cultura, ambiente, sport, turismo.


Verranno premiati i progetti inerenti i seguenti ambiti di intervento :

– Politiche di gestione e valorizzazione di beni e attività culturali
– Politiche di promozione di beni e attività culturali
– Politiche di valorizzazione del territorio
– Politiche di gestione e valorizzazione dei servizi sportivi

Inoltre saranno riconosciuti, da parte degli Enti e delle Aziende partner, cinque premi speciali:

– Premio speciale  Legambiente “Il piccolo Comune della Cultura”
– Premio speciale per la cooperazione pubblico-privato
– Premio speciale per il Mezzogiorno
– Premio speciale per l’innovazione tecnologica
– Premio speciale per la comunicazione

L’iniziativa si avvale, inoltre, della collaborazione di: Formez, Culturalia, Università di Roma Tor Vergata , Forum P.A. ed è inserita nel Programma Cantieri.

Per partecipare all’edizione di quest’anno è necessario visionare il bando di concorso (scaricabile dal sito web di Federculture), compilare il formulario e inviarlo all’indirizzo e mail: [email protected] o al numero di fax 06.32120269, specificando nell’intestazione “Premio Cultura di Gestione”.

Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 16 luglio 2004.

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