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Anci ed Upi: Paradossale non ascolatare le Autonomie

DOMENICI E RIA SCRIVONO A PRESIDENTE COMMISSIONE BRUNO
 
 
 
Leonardo Domenici, presidente dell’ Anci, l’Associazione dei comuni italiani, e Lorenzo Ria, presidente dell’Upi, l’Unione delle province d’Italia, hanno inviato al Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, Donato Bruno, una lettera in cui chiedono che i Comuni e le Province siano al più presto ascoltate riguardo al disegno di legge di riforma costituzionale.

Sembrerebbe, infatti, che conclusasi l’indagine conoscitiva, nel corso della quale sono stati ascoltati una trentina di docenti universitari e che ha impegnato la Commissione per circa due mesi – rendono noto Anci e Upi – la Commissione non abbia previsto le ordinarie audizioni, decidendo di avviare l’esame in sede referente e fissando per il 29 giugno la data di scadenza per la presentazione degli emendamenti. Domenici e Ria manifestano “sconcerto e sbigottimento” rispetto all’orientamento che sembra profilarsi.

“Con il massimo rispetto per la scienza e per la dottrina, a cui è stato riservato ampio spazio, ma che non è portatrice di alcun interesse generale, si è deciso, così pare – afferma Domenici – di non sentire la voce e le proposte delle Autonomie territoriali, Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni, segmenti costitutivi della nostra Repubblica, su un provvedimento normativo che innova le regole che scandiscono la convivenza civile e politica , e che una parte della maggioranza qualifica come ‘federalismo’. Siamo oltre il paradosso: non si sente la necessità di ascoltare proprio coloro che dovrebbero essere gli attori e i soggetti principali del disegno federale, che si sostiene di voler realizzare. Da tempo e quasi ossessivamente – conclude Domenici – chiedo che si presti adeguata attenzione al progressivo deterioramento della concertazione e del dialogo fra le istituzioni, a tutti i livelli, nel rapporto con il Governo, ed oggi in termini ancor più gravi, nel rapporto con il Parlamento. La notizia di oggi, purtroppo, rappresenta l’ennesima conferma della mia preoccupazione. Preoccupazione che, vedo, viene espressa anche da altri soggetti della vita pubblica, come il presidente di Confindustria Montezemolo il quale incita a recuperare e a rinnovare un metodo di governo improntato al confronto e al dialogo”.

Il presidente dell’Upi punta il dito verso le Regioni. “Mi aspetto – afferma – una reazione altrettanto forte e risoluta da parte delle Regioni, che peraltro si erano formalmente impegnate a presentarsi in audizione insieme a noi, considerando quest’ultima del tutto scontata ed ovvia; purtroppo sembra non sia così. Valuteremo – conclude Ria – quali iniziative assumere per esprimere il nostro dissenso e la nostra ferma opposizione su quanto sta avvenendo”.

Intervista del Presidente della Camera dei Deputati

                                     COMUNICATO STAMPA

PROVINCE ESSENZIALI  IN UN FEDERALISMO SOLIDALE
Intervista  del Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini a Le Province 



 “In un Paese di forti tradizioni locali è essenziale la funzione di un ente intermedio come la Provincia.” Lo afferma il Presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini in una lunga intervista rilasciata a Le Province, la rivista nazionale dell’Unione delle Province d’Italia. Un ritratto inedito, quello che offre il Presidente Casini, in un racconto che ripercorre, con nostalgia, la propria iniziazione politica legata- il padre Tommaso è stato consigliere provinciale per più di 25 anni a Bologna- proprio alla Provincia. “La dimensione provinciale- dice inoltre il presidente della Camera- è profondamente radicata nella percezione collettiva dei cittadini e nella tradizione civica italiana. La Provincia è l’Ente che associa le città ai paesi e alle campagne e li collega alle dimensioni più ampie delle Regioni e dello Stato. Per questo il nostro federalismo non può essere a due livelli ma, dovrà integrare diversi spazi di autonomia”. La provincia inoltre è per Casini “la dimensione nella quale si cominciano ad avvertire in modo consapevole le differenze tra il nostro ambiente di origine e quello circostante ed insieme la continuità che li lega. E questo, in termini politici, non è altro che l’avvio di una educazione alla democrazia, non astratta, che parte dalla conoscenza del rispetto del territorio e delle diverse comunità che lo abitano”.


FEDERALISMO: PROVINCE PROTAGONISTE
Assumono grande rilevanza, in questo momento – dice Ria- le parole
del Presidente Pier Ferdinando Casini”


“Nel momento in cui il federalismo è al primo posto della agenda politica- dichiara Lorenzo Ria, presidente dell’Unione delle Province d’Italia- assume grande rilevanza quanto ribadito dal presidente della Camera dei Deputati Pier Ferdinando Casini in una intervista rilasciata alla rivista nazionale dell’Upi, Le Province. “Casini- sottolinea Ria- riafferma la funzione essenziale assunta nel nostro ordinamento da un Ente intermedio come  la Provincia” “La dimensione provinciale – come  ha sottolineato il Presidente della Camera dei Deputati- è profondamente radicata nella percezione collettiva dei cittadini e nella tradizione civica italiana” Nel momento che l’esame delle Riforme riprende alla Camera, dice il presidente Ria “importante è l’affermazione della centralità di Province e Comuni che nel passaggio al Senato erano stati sottovalutati e mortificati nel loro ruolo istituzionale e quali enti primari  nel rapporto con i cittadini

“Monza e Brianza”, “Fermo” e “Barletta-Andria-Trani”

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.138 del 15 giugno 2004  delle leggi istitutive sono ufficialmente istituite le nuove province di Monza e della Brianza, di Fermo e di Barletta-Andria-Trani.

Il numero complessivo delle Province italiane sale a 106, di cui 3 ad ordinamento speciale (Aosta, Bolzano e Trento).

Il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente, nella seduta dell’11 maggio 2004,  l’istituzione della provincia di  Monza (e Brianza),  nella seduta del 19 maggio 2004, di Fermo e di Barletta (Andria e Trani). 

L’istituzione di nuove province nel nostro ordinamento è disciplinata  dall’articolo 133, primo comma, della Costituzione. che testualmente prevede che “Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziative dei Comuni, sentita la stessa Regione.”

Le prime elezioni dei nuovi consigli provinciali avranno luogo con il primo turno utile per le consultazioni amministrative e nel frattempo la gestione sarà affidata ad un commissario nominato dal Ministero dell’Interno che predisporrà,  d’ intesa con le province originarie (Milano per Monza, Ascoli Piceno per Fermo e Bari per Barletta) tutti gli atti e le procedure necessarie per la realizzazione delle nuove realtà amministrative locali.
 
LEGGE 11 Giugno 2004, n. 146  
Istituzione della provincia di Monza e della Brianza    

LEGGE 11 Giugno 2004, n. 147  
Istituzione della provincia di Fermo    
 
LEGGE 11 Giugno 2004, n. 148  
Istituzione della provincia di Barletta-Andria-Trani

Presidenti di Provincia eletti nel Parlamento europeo

 

                                           COMUNICATO STAMPA

                               Ria: Le Province italiane entrano in Europa


Per la prima volta, i rappresentanti delle Province italiane entrano, in numero consistente, nel Parlamento europeo

 “L’elezione di Alfonso Andria (Salerno), Mercedes Bresso (Torino), Francesco Musotto (Palermo), Vittorio Prodi (Bologna), Riccardo Ventre (Caserta), Marta Vincenzi (Genova) – dice il presidente dell’Upi, Lorenzo Ria – porta l’esperienza delle province italiane nel cuore delle istituzioni europee ed è una conferma sia delle capacità politiche delle singole personalità elette, sia del sempre più forte radicamento istituzionale delle Province”.

Nell’esprimere i complimenti e gli auguri di buon lavoro ai colleghi eletti – conclude Ria – voglio auspicare che la loro esperienza di presidenti di provincia contribuisca ad avvicinare le istituzioni europee ai bisogni dei cittadini e dei loro territori ”.

 

Roma, 17 giugno 2004 

Risultati del voto del 12-13 giugno 2004

Sul sito del Ministero dell’Interno i risultati del I° turno delle elezioni provinciali del 12-13 giugno 2003.

Per il ballottaggio del 26-27 giugno cfr. il vademecum Upi .

Le Province partecipano alla celebrazione del 2 giugno

COMUNICATO STAMPA

Ria: Anche le Province sfilano alla Festa della Repubblica

 

“Domani, 2 giugno, anche le Province italiane sfileranno a Roma, in via dei Fori imperiali, con il Gonfalone dell’Unione delle Province d’Italia, per la celebrazione della Festa della Repubblica”.

Lo annuncia il  Presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Lorenzo Ria, che dichiara inoltre: “con il nuovo titolo V, parte II, della Costituzione, le Province, insieme ai Comuni, alle Città metropolitane, alle Regioni e allo Stato sono a pari titolo elementi costitutivi della Repubblica”.

“Partecipiamo – conclude Ria – alla parata per ribadire il nostro attaccamento alla Repubblica italiana e ai valori della pace, della democrazia e della libertà”.

 

Roma, 1° giugno 2004 

Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 16 luglio 2004.

Terza edizione del premio “Cultura di Gestione”, promosso da Federculture insieme al Dipartimento della Funzione Pubblica, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, all’ UPI, alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni, all’ANCI,  a Legambiente.

Il concorso è destinato alle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche, agli enti locali, alle regioni, alle fondazioni, alle associazioni e organizzazioni non profit, alle scuole, alle università e a tutti quei soggetti, pubblici e privati, che gestiscono beni e attività culturali.

L’iniziativa è volta a identificare, premiare e diffondere esperienze di innovazione sulla valorizzazione e la gestione del patrimonio e delle attività legati alla cultura, al turismo e all’ambiente con particolare riferimento alle formule gestionali miste pubblico-privato  e all’ adozione di modelli di integrazione cultura, ambiente, sport, turismo.


Verranno premiati i progetti inerenti i seguenti ambiti di intervento :

– Politiche di gestione e valorizzazione di beni e attività culturali
– Politiche di promozione di beni e attività culturali
– Politiche di valorizzazione del territorio
– Politiche di gestione e valorizzazione dei servizi sportivi

Inoltre saranno riconosciuti, da parte degli Enti e delle Aziende partner, cinque premi speciali:

– Premio speciale  Legambiente “Il piccolo Comune della Cultura”
– Premio speciale per la cooperazione pubblico-privato
– Premio speciale per il Mezzogiorno
– Premio speciale per l’innovazione tecnologica
– Premio speciale per la comunicazione

L’iniziativa si avvale, inoltre, della collaborazione di: Formez, Culturalia, Università di Roma Tor Vergata , Forum P.A. ed è inserita nel Programma Cantieri.

Per partecipare all’edizione di quest’anno è necessario visionare il bando di concorso (scaricabile dal sito web di Federculture), compilare il formulario e inviarlo all’indirizzo e mail: [email protected] o al numero di fax 06.32120269, specificando nell’intestazione “Premio Cultura di Gestione”.

Le domande dovranno pervenire entro e non oltre il 16 luglio 2004.

In gazzetta i nuovi tassi applicati ai finanziamenti

Con un Comunicato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.109 dell’11 maggio 2004, la Cassa Depositi e Prestiti ha reso noto che nella prossima riunione del Consiglio di Amministrazione, che si terrà il 26 maggio, i nuovi tassi fissi che saranno applicati ai mutui in concessione.

I dettagli nella sezione “Ultimi comunicati tassi” del sito della Cassa Depositi e Prestiti.

Speciale Conferenza Nazionale sul turismo delle Province

E’ on line il sesto numero del Notiziario Upi.

Tra i temi trattati, uno speciale sulla Conferenza Nazionale sul turismo delle Province, che si è svolta di recente a Venezia, e l’insediamento della Consulta Nazionale della Polizia Provinciale.

Nunes critico sui risultati della prima riunione dell’Alta Commissione

Deludente e poco incisiva. Questo il commento rilasciato all’agenzia di stampa ANSA da Gino Nunes,  Presidente della Provincia di Pisa e Responsabile Finanza dell’UPI, al termine di lavori della prima riunione dell’Alta Commissione per il federaslimso fiscale.

Nunes, ha dichiarato ai giornalisti di non avere apprezzato le conclusioni del prof. Vitaletti. “L’idea che ne ho riportato – riporta il testo dell’ANSA – è di una commissione convocata per fare un pò di maquillage all’attuale sistema dei tributi, qualche sistemazione per i Comuni e un pò d’ordine nei prelievi delle Regioni. Non ho ascoltato nessuna riflessione né ho visto idee sulla riforma del sistema di prelievo e sul necessario coordinamento sui tributi locali. Questa commissione, invece – ha proseguito il Presidnete Nunes nella sua dichiarazione all’agenzia di stampa – se ricordo bene è stata istituita per avviare una riflessione a più voci su una riforma profonda del sistema dei prelievi e dei tributi, ridisegnando i rapporti fra Stato, Regioni, Province e Comuni. I lavori dovrebbero trovare un passo diverso per affrontare il riordino federalista del sistema tributario secondo una logica meno precaria e più incisiva”.

Presentata a Roma l’Associazione Nazionale dei Patti Territoriali e Contratti d’area

Comunicato stampa

Il Presidente Talarico: al Governo chiediamo risorse e concertazione


Battesimo affollato per l’Associazione Nazionale dei Patti Territoriali e Contratti d’Area (ANPACA) presentata oggi a Roma con la partecipazione del Vice Ministro dell’Economia, Mario Baldassarri, del Sottosegretario alle Attività Produttive Giuseppe Galati, del Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, e di rappresentanti delle Università, dell’ABI, e dei sindacati confederali.

“Al Governo – ha detto Carmine Talarico, Presidente dell’Associazione e Presidente della Provincia di Crotone – poniamo precise richieste: che nel prossimo DPEF siano stanziate le risorse necessarie a rifinanziare la programmazione negoziata; che sia assicurata l’autonomia finanziaria dei responsabili unici dei Patti e dei Contratti d’area; che l’ANPACA venga riconosciuto quale interlocutore del Governo e del territorio nella concertazione per le politiche di sviluppo locale; che il sistema di credito trovi soluzioni adeguate a sostenere lo sviluppo dei territori”.

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