Categoria: Varie

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L’intervento del Presidente Uncem Enrico Borghi

Il punto di partenza, le priorità alla base delle politiche che andranno a governare il Sistema Paese, è chiarirsi sul concetto di federalismo, su cui mi pare invece gravi una forte confusione.

 

Nell’attesa di definire quale debba essere la divisione delle competenze fra Comuni, Province, Regioni e Stato, permangono gli interrogativi sul “come”, su come il sistema sia in grado di sciogliere le questioni centrali, su come costruire un’architettura di poteri ben distribuita tra centro e periferia senza dar vita ad un ginepraio di poteri in perenne conflitto tra loro sulle attribuzioni di competenze. Il rischio è lo stallo dei sistema. Se la battaglia Legnano viene spesso citata per spiegare la specificità del nostro Paese, non vorrei che si ripresentassero, alla fine del percorso che porta dal centro alle periferia, le condizioni che determinarono la sconfitta del localismo comunale schiacciato da Impero e Papato a causa delle intrinseche divisioni interne.

L’intervento del Sottosegretario agli Affari Regionali Alberto Gagliardi

La sicurezza è una delle questioni più delicate, ma anche una delle più importanti. Il grande sforzo delle Province in questi anni è stato incentrato sulla sicurezza di alcuni ambiti, come le strade, le scuole, l’ambiente, i rifiuti.

 

Proprio il nuovo codice della strada ha aggiunto, ultimamente, ulteriori compiti in campo di sicurezza con la polizia provinciale. Intorno alle Province se fino a ieri c’è stata sempre un po’ di confusione ora, come ha evidenziato bene anche la vostra richiesta, sono tornate a riacquistare riferimento tra i cittadini.

Il saluto inviato all’Assemblea al Vicepresidente del Consiglio

Illustre Presidente,
impegni di Governo che non è stato possibile rinviare mi impediscono di essere presente, come avrei desiderato, all’Assemblea Generale dell’Upi, che avrà per tema “La Provincia dei cittadini: sviluppo locale e sicurezza”. Un profilo del ruolo delle Province nel sistema dello sviluppo locale che si incentra sulle politiche di più immediato interesse per i cittadini visti come abitanti del territorio e lavoratori ai quali occorre formazione professionale, regole adeguate alle esigenze del mercato del lavoro, sicurezza, in un contesto di infrastrutture idonee a sorreggere lo sviluppo delle imprese. E penso anche all’ambiente la cui salvaguardia è essenziale condizione di vivibilità del territorio cui le popolazioni guardano con crescente attenzione.

Nell’augurare a Lei, ai suoi collaboratori ed a tutti gli intervenuti il pieno successo dei lavori, La prego di trasmette anche il mio più cordiale saluto.

Gianfranco Fini

 

LE PROVINCE IN CIFRE

Il dossier “Le Province in cifre ” è frutto del “Progetto sul Sistema informativo statistico per le province italiane”, elaborato nell’ambito del Protocollo di intesa tra l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) e l’Unione delle Province d’Italia (UPI) del 21 luglio 1999.

Il Progetto vuole raggiungere i seguenti obiettivi:

• consentire lo scambio reciproco di dati fra Istat, Upi ed altre fonti ufficiali titolari di dati, nel rispetto delle regole di un sistema informativo di dati statistici con riferimento geografico;

• rispondere alle esigenze informative del sistema delle Province italiane;

• promuovere la diffusione della cultura statistica nell’ambito del Sistan.

Il progetto è concepito secondo una logica modulare. In una prima fase, ci si è limitati  a raccogliere in modo sistematico i dati ufficiali forniti dall’Istat e a costruire una banca dati in grado di archiviare l’insieme delle informazioni di interesse provinciale (nell’ottica della Provincia come utilizzatore dei dati statistici).

In una seconda fase si verificheranno, invece, le potenzialità di scambio dei dati tra il sistema delle Province e il Sistema statistico nazionale (nell’ottica della Provincia come produttore di dati statistici). In questa prospettiva l’UPI ha cominciato a programmare alcune rilevazioni sulle principali attività delle Province, i cui primi risultati sono sinteticamente esposti in questa pubblicazione.

A regime si dovrà verificare la possibilità di inserire il Sistema informativo statistico delle province italiane nell’ambito di un più complessivo progetto, che permetta la connessione e lo scambio dei dati tra tutti gli uffici di statistica del Sistema statistico nazionale.
Il complesso dei dati statistici raccolti nell’ambito del progetto sarà consultabile integralmente sul Portale delle province italiane all’indirizzo www.provinceditalia.it.



                                                                              Piero Antonelli

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INDICE

 

Introduzione di Piero Antonelli (Direttore generale UPI)

1. Gli elementi identificativi delle Province

2. La finanza  e il personale delle Province

3. Le Province e l’edilizia scolastica

4. La gestione delle strade provinciali

Appendice: Le funzioni delle Province

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Documenti allegati:

Il saluto inviato all’Assemblea dal Presidente della Repubblica

L’Assemblea Generale è occasione solenne per sottolineare il ruolo centrale che la Provincia riveste nel rinnovato sistema costituzionale.

Nel mio viaggio in Italia ho visitato settantadue Province: il patrimonio di storia, di cultura civile, amministrativa ed economica che le Province italiane rappresentano è risorsa preziosa per l’intera Repubblica.

Istituzione fra le più antiche, la Provincia promuove l’innovazione amministrativa, la qualità e l’efficienza dei servizi per lo sviluppo locale, secondo i principi di sussidiarietà, di trasparenza, di leale collaborazione e di partecipazione.

Valorizzare le identità e le culture del territorio nell’alleanza delle autonomie, garantisce coesione sociale, stabilità e buon governo; rafforza nella coscienza civile la fiducia ed il sentimento di appartenenza alla patria italiana e a quella europea.

Consapevole del valore dell’iniziativa, rivolgo a lei egregio Presidente e a tutti i partecipanti a questa Assemblea Generale un augurio di buon lavoro.

Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi

Il saluto inviato all’Assemblea dal Presidente della Camera

Illustra Presidente, ho ricevuto il Suo gentile invito a prendere parte all’Assemblea Generale annuale dell’Unione delle Province d’Italia, che costituisce un’importante occasione di riflessione sugli assetti istituzionali del nostro Paese.

Nella fase presente, in cui il processo di valorizzazione delle autonomie sta vivendo una forte accelerazione, la Provincia è chiamata a svolgere un ruolo essenziale nell’ambito del nuovo modello federale della Repubblica.

Il profondo radicamento nella storia e nella cultura del nostro Paese dell’istituzione provinciale rende infatti questo livello di Governo lo strumento più efficace per mettere in relazione tra loro e con lo Stato tutte le potenzialità del territorio, nelle quali l’identità del nostro Paese trova la sua espresisone più viva ed originale.

Desidero rivolgere a tutti i partecipanti i miei più cordiali saluti e formulare i miei auguri più sinceri per il miglior esito dell’Assemblea.

I risultati della ricerca condotta dall’Ispo

Orgoglio, massima fiducia, forte senso di appartenenza alle istituzioni e in particolare ai governi locali, e grande richiesta di sicurezze per la difesa e la protezione sociale.

E’ quanto emerge dal sondaggio, commissionato all’Ispo dall’Unione delle Province d’Italia, che ha raccolto le opinioni di un campione di quasi 5000 cittadini.

Se il 77% dichiara di sentirsi cittadino italiano, il 70% si sente a tutti gli effetti cittadino della Provincia in cui vive, mentre poco più della metà del campione vede l’Europa come un riferimento.

A confermare questo nuovo e rinnovato orgoglio “provinciale” è il  forte aumento della percezione dell’utilità di questa istituzione (64%)  che, negli ultimi cinque anni, cresce di ben 8 punti percentuali , a fronte di una situazione di stabilità dei Comuni e del lieve aumento delle Regioni.
 
E’ nel Nord Est che il radicamento del sentimento di appartenenza a tutte le istituzioni si fa più forte:  l’83% degli intervistati si dichiara molto italiano, e il 79%  si dichiara legato alla propria Provincia, superando di 2 punti percentuali il livello regionale.

I cittadini mostrano di avere una forte fiducia nelle istituzioni, tanto che le percentuali in questo caso oscillano dal 57% delle Province al 64 % dell’Italia intera, con un giudizio  medio che arriva a superare la piena sufficienza.

Il 51% degli intervistati dichiara di conoscere le attività delle Province: di questi, il 10% risponde di sapere molto approfonditamente cosa questa istituzione fa. Una conoscenza che appare più radicata tra i cittadini dai 30 ai 60 anni, mentre sono i giovanissimi quelli che, più di tutti, non hanno ancora chiaro il ruolo di questo ente. 

Ma cosa chiedono i cittadini alle istituzioni, e alle Province in particolare?

Sicurezze, protezione sociale, politiche per il territorio.

Ai primi posti, infatti,  si collocano tutte le attività di difesa e tutela dell’ambiente: si va da un 70%  del campione che considera molto importante le funzioni di controllo delle emissioni atmosferiche, degli scarichi delle acque  e dello smaltimento dei rifiuti , al 69% che ritiene determinante la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche,   al 68% che ribadisce l’importanza della difesa del suolo, tutela dell’ambiente e protezione della fauna, dei parchi e  delle riserve naturali.

Molto importante (69%) anche le funzioni sulla viabilità e i trasporti.

Oltre ad avere un considerazione più che positiva sull’importanza di questi ambiti, i cittadini mostrano di sapere che proprio ambiente e trasporti sono tra le funzioni attribuiti alle Province: la metà o quasi del campione (si va dal 50% al 47% delle risposte positive), riconoscono correttamente che queste attività sono di ambito provinciale.

Insieme alla vocazione ambientalista che traspare dalla ricerca,  la vera grande sorpresa positiva  viene dai dati relativi alle funzioni sull’occupazione.

L’ufficio di collocamento pubblico, che dal 2000 è gestito direttamente dalle Province italiane, insieme alla formazione professionale, resta per la grande maggioranza del campione, una delle funzioni più importanti della pubblica amministrazione.


Infatti, nonostante l’apertura del mercato del lavoro ai soggetti privati e alle multinazionali agenzie interinali, i cittadini credono ancora fermamente sia possibile avere risposte di grande qualità e maggiore “protezione sociale” dallo Stato.


L’attività che le Province svolgono nei centri per l’impiego, nella formazione, nella scuola,  sono considerate molto importanti per il 66% del campione.

Il commento alla ricerca del Pres. Ria

“La ricerca condotta dall’Ispo non fa altro che confermare quanto i cittadini italiani vedano nelle istituzioni locali, e nelle Province in particolare, un punto di riferimento.

La complessità delle attività delle Province non è ancora abbastanza conosciuta, ma “l’idea” di Provincia comincia a funzionare, a radicarsi con connotati e prerogative proprie, a diffondersi, soprattutto tra i cittadini.

Non è stato facile, per noi, assicurare questo processo: le nostre funzioni sono diverse da quelle dei Comuni, che direttamente attengono la vita delle persone.

Sono attività che riguardano, più in generale, gli aspetti legati al miglioramento della qualità della vita, e coinvolgono i cittadini come componenti di una comunità.

Tuteliamo l’ambiente, diamo coerenza e sistema al trasporto pubblico locale, valorizziamo i beni culturali, progettiamo e costruiamo lo sviluppo economico della comunità.

Attività che sono quotidianamente sotto il giudizio dei cittadini, che valutano lo Stato in base alle risposte ai loro bisogni che gli vengono dai governi dei territori, dai servizi che riusciamo ad attivare, dalle politiche di sistema che si mettono in atto.

Sono funzioni che, chiaramente, necessitano di una comprensione più complessa, e non sempre sono immediatamente percettibili.”

I cittadini e le Province

Pubblichiamo in allegato il testo della ricerca condotta dall’Ispo su commissione dell’Upi, e presentata in una Conferenza stampa dal Presidente Lorenzo Ria e dal Prof. Renato Mannheimer.

Documenti allegati:

Il Sistema informativo statistico delle province italiane

Un gruppo di lavoro del CUSPI – Coordinamento degli Uffici di Statistica delle Province Italiane – ha predisposto un progetto esecutivo per realizzare un sistema di archiviazione e di visualizzazione dei dati statistici di interesse provinciale.

Il Sistema informativo statistico delle province italiane vuole raggiungere i seguenti obiettivi:

lo scambio reciproco di dati fra Istat, Upi ed altre fonti ufficiali titolari di dati, nel rispetto delle regole di un sistema informativo di dati statistici con riferimento geografico;

rispondere alle esigenze informative delle Province italiane;

promuovere la diffusione della cultura statistica nell’ambito del Sistan.

Il progetto è concepito secondo una logica modulare. In una prima fase, ci si limita a raccogliere in modo sistematico i dati ufficiali forniti dall’Istat e a costruire una banca dati in grado di archiviare l’insieme delle informazioni di interesse provinciale, provenienti da  diverse fonti (nell’ottica della Provincia come utilizzatore dei dati statistici).

In un secondo momento si verificheranno, invece, le potenzialità di scambio dei dati tra il sistema delle Province e il Sistema statistico nazionale (nell’ottica della Provincia come produttore di dati statistici).

A regime si dovrà verificare la possibilità di inserire il Sistema informativo statistico delle province italiane nell’ambito di un più complessivo progetto, che permetta la connessione e lo scambio dei dati tra tutti gli uffici di statistica del Sistema statistico nazionale

I dati pubblicati nel Portale UPI rappresentano il primo risultato concreto della prima fase del progetto. Nell’ambito dei dati ufficiali forniti dall’Istat è stata operata una prima selezione per costruire una banca dati delle informazioni di interesse provinciale.

Le Province devono soddisfare diverse esigenze informative ai fini della gestione e pianificazione del territorio di loro competenza. Esse devono conoscere la dimensione territoriale della propria situazione sociale ed economica per rispondere al ruolo di coordinamento dello sviluppo locale a cui sono chiamata. Rispondere a tali esigenze può contribuire al processo di decentramento e costituisce un elemento prioritario per rendere operativa l’applicazione del principio di sussidiarietà.

I dati raccolti sono suddivisi per i seguenti settori organici, in modo da aiutare una lettura del territorio in rapporto alle funzioni effettivamente svolte dalle Province:
1. Elementi identificativi delle province;
2. Condizione sociale;
3. Ambiente e territorio;
4. Economia.

Allo stesso tempo, le maggiori responsabilità istituzionali oggi attribuite ai Comuni e alle Province spingono tutto il Sistema statistico nazionale a rafforzare e migliorare la componente territoriale della produzione statistica ufficiale, per fornire una conoscenza adeguata dei contesti territoriali che permetta di valutare al meglio anche le diverse scelte operate dai pubblici poteri locali.

L’insieme dei dati è disponibile direttamente sul Nuovo portale delle Province italiane, all’indirizzo www.provinceditalia.it. In tale ambito sarà pertanto possibile confrontare in modo aggregato, su scala provinciale, le informazioni relative ai diversi contesti territoriali provinciali.

L’obiettivo primo di questo Sistema è quello di reperire l’informazione direttamente alla fonte, con un eventuale  risparmio economico e rendendone più tempestiva la circolazione. Allo stesso tempo si cercherà inoltre di fornire un valido supporto rispondendo alle richieste provenienti dagli enti aderenti sia nella fornitura di dati che nell’assistenza tecnico-statistica che accompagna la semplice fornitura del dato. Infine, il Sistema Informativo Statistico sarà uno strumento “aperto”, che potrà essere integrato con tutto quanto le singole Province potranno fornire per arricchire il patrimonio informativo nazionale.

Il Prof. Mannheimer e Ria (Presidente Upi) presentano la ricerca

I cittadini italiani mostrano un forte senso di appartenenza alle istituzioni provinciali, si sentono molto orgogliosi della provincia in cui vivono, hanno fiducia in questa istituzione anche perché ritengono determinanti le funzioni che le Province  svolgono e i servizi che vengono erogati sul territorio.

Sempre più cittadini, nel raffronto tra il 1998 ed oggi, credono che la Provincia sia una istituzione molto utile, una convinzione rafforzata dalla elezione diretta del Presidente della Provincia, e la maggioranza dichiara di conoscerne l’attività.
 
Sono questi, in estrema sintesi, i risultati di una ricerca commissionata dall’Unione delle Province d’Italia all’Istituto di studi e indagini  Ispo, che saranno presentati dal Prof. Renato Mannheimer  e dal Presidente dell’Upi Lorenzo Ria, in una conferenza stampa, martedì prossimo, 25 novembre, alle ore 12,30 presso la sede  dell’Upi  (Piazza Cardelli, 4 – Roma).

Nel corso dell’incontro saranno inoltre illustrati i temi e il programma dell’ Assemblea Generale delle Province (Roma l’1 e il 2 dicembre) dove, rappresentanti del Governo, delle Istituzioni locali e regionali, politici ed esponenti del  mondo economico e sindacale si confronteranno, oltre che sulle problematiche di stretta attualità politico istituzionale, sulle questioni legate allo sviluppo locale e alle sicurezze dei cittadini. 

 

Province: governo non mantiene neanche questo impegno

“Il governo continua a procedere in perfetta solitudine anche sulle riforme istituzionali. Dopo la deludente prova della Finanziaria anche per quanto riguarda il Senato federale gli enti locali sono stati tenuti ai margini”: è quanto dichiara il presidente dell’Upi Lorenzo Ria

“Ci saremmo aspettati – prosegue Ria – che il governo avesse almeno valutato gli emendamenti presentati dalle Province sul Senato federale in direzione di un Senato misto dove siano rappresentati tutti i livelli di governo, attraverso, non solo, i presidenti di Regione, ma anche i Presidenti di Provincia e i sindaci. Il presidente del Consiglio si era impegnato a valutarli con attenzione. Dobbiamo prendere atto che, al contrario, così non è stato. Lo riteniamo un segnale molto negativo – conclude Ria – che certamente non aiuta il dialogo più volte auspicato”.

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