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Lettera al Presidente dell’Anci

Al Presidente dell’ANCI
Leonardo Domenici

 

 

Oggetto: Composizione delegazione italiana Comitato delle Regioni
 

 

Caro Leonardo,

 

desidero richiamare la Tua attenzione su una questione che mi sta particolarmente a cuore e giudico di estrema delicatezza ed importanza per le autonomie territoriali.

 

Come certamente saprai, al termine di un mandato di quattro anni, nel febbraio 2002 si procederà al rinnovo del Comitato delle Regioni, organo consultivo dell’Unione Europea, in seno al quale ogni Paese membro dell’Unione nomina la propria delegazione.

 

A tale proposito ritengo opportuno incontrarci in tempi brevi per stabilire proposte concrete al fine di garantire una rappresentanza adeguata di tutte le istituzioni locali all’interno della delegazione italiana.

 

In tale sede si potrebbero concordare ulteriori iniziative per avvalorare e sostenere la nostra posizione nei confronti del Governo e delle Regioni.

 

RibadendoTi l’urgenza di tale incontro ed in attesa di concordare la data, Ti ringrazio per l’attenzione e invio i miei migliori saluti.

 

 

Lorenzo Ria

Lettera al Presidente della Conferenza Regioni

Al Presidente della

Conferenza dei Presidenti delle Regioni

Enzo Ghigo

 

Oggetto: richiesta incontro problematiche relative al decentramento in materia di viabilità-Anas

              Caro Presidente,

 

dato l’approssimarsi della data di scadenza del periodo di avvalimento che, così come disciplinato nell’Accordo sancito in sede di Conferenza Unificata il 1° febbraio 2001, consente a Regioni ed enti locali, nelle more del completamento delle procedure di mobilità del personale, di avvalersi, senza oneri aggiuntivi, del personale dell’amministrazione centrale o degli enti titolari delle funzioni e dei compiti prima del loro conferimento fino al 30 giugno prossimo, sono a richiederTi un incontro urgente per analizzare insieme alcune questioni sospese che potrebbero compromettere il buon esito della riforma.

 

            In particolare, mi preme affrontare le problematiche relative al settore viabilità-Anas, di strategica rilevanza sia per le Regioni che per le Province che, dal 1° luglio prossimo, dovranno garantire il pieno e autonomo esercizio delle funzioni trasferite.

 Si pongono infatti una serie di questioni che necessitano una risposta certa: da un lato, c’è il problema del personale trasferito, le cui procedure “sembrano essere” ancora in corso; dall’altro, la questione relativa alla concreta erogazione delle risorse “trasferite”, come pure quella relativa al passaggio dei verbali di consegna, che dovrà avvenire entro il 30 giugno p.v., pena l’impossibilità per Regioni e Province, di esercitare le nuove funzioni.

 In attesa di un incontrarTi a breve, Ti invio i miei più cordiali saluti.

                                                                                                                                     Lorenzo Ria

Firmata la convenzione tra UPI e TECLA

Le Province assumono il ruolo di decisore dello sviluppo locale, un ruolo da protagonista nel governo del territorio che necessita di una capacità di concertazione tra i diversi enti territoriali e di integrazione tra tutte le variabili che concorrono al successo economico e sociale di un territorio: è da queste premesse che nasce la convenzione UPI-TECLA.

In questo quadro infatti cooperazione e partnership, animazione di reti transnazionali, innovazione territoriale, valorizzazione dell’identità locale, diventano elementi indispensabili ­ da sempre nella missione di TECLA – in grado di favorire quei processi di coesione alla base della costruzione europea. Una giusta articolazione tra la ricchezza interna dei sistemi produttivi locali e una competizione aperta a livello mondiale, è lo spazio laboratorio su cui impegnarsi per vincere le sfide della globalizzazione e affermare un modello europeo di innovazione sostenibile.

“Proprio nel contesto della globalizzazione e internazionalizzazione ­ sottolinea il presidente dell”UPI, Lorenzo Ria ­ si risveglia il “localismo”, sistema che richiede autonomie diffuse e momenti di controllo, con la necessità di ripensare la propria funzione in termini di competitività.

Con il federalismo, non solo fiscale ma strutturale – al centro delle strategie dell”UPI – cresce infatti il ruolo degli enti locali, incentivato dalla nuova normativa sotto il profilo finanziario ma anche responsabilizzato con il recente e ampio conferimento di deleghe alle Province”.

Alla luce di queste opportunità, perché non restino sulla carta – precisa il presidente di TECLA, Paolo Palomba ­ diventa indispensabile garantire alle Province un”assistenza tecnica mirata per lo sviluppo di appropriati partenariati pubblico-privati al fine di dar vita ad una strategia di sviluppo del territorio secondo un approccio integrato, attraverso il montaggio di progetti pilota e reti di cooperazione.

TECLA favorirà il ruolo di animazione economica, sociale e culturale delle Province Italiane su scala internazionale attraverso la partecipazione attiva a reti transnazionali e per l’integrazione dei flussi informativi provenienti da circuiti di prossimità o da sistemi esterni al fine di favorire l’innovazione territoriale.

In tal senso lo sbarco a Bruxelles ­ attraverso il tutoraggio di TECLA – diventa centrale, perché rappresenta l’acceso alla cabina di pilotaggio per la promozione di modelli innovativi di marketing territoriale, nell’ottica della cooperazione internazionale, e di monitoraggio per la valutazione dei progetti sperimentali introdotti di volta in volta.

Nell”ambito dell”accordo TECLA fornirà a UPI un servizio informativo mediante un “notiziario mensile” di orientamento per le Province, diffuso per via telematica, in grado di fornire una panoramica aggiornata sugli orientamenti politici, sui nuovi programmi attivati o di prossima attivazione, sulle aree ritenute strategiche e una “lettera di allerta” settimanale redatta allo scopo di fornire una comunicazione tempestiva a tutte le Province.

A quest”attività si affiancheranno workshop su anteprime di iniziative programmatiche e incontri con l”Unione Europea.

L”UPI offrirà, inoltre, 4 borse di studio, per un ammontare di Lit. 4 milioni l”una, finalizzate alla formazione sugli strumenti programmatici, finanziari e formativi per l”implementazione delle politiche europee a favore dei territori. Le borse di studio saranno assegnate a giovani neo-laureati che usufruiranno di un periodo di formazione e di uno stage di due mesi presso le sedi TECLA di Bruxelles.

Richiesta immediata convocazione per avviare confronto vero

I presidenti della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, dell”ANCI, Leonardo Domenici, dell”UPI, Lorenzo Ria, e dell”UCEM, Enrico Borghi, hanno inviato oggi una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella quale chiedono una immediata convocazione per avviare ””un confronto vero, franco e leale”” sulla legge finanziaria 2003.

Questo il testo della lettera:

””Signor presidente, la presentazione dei contenuti della legge finanziaria ci ha davvero allarmati.Come Ella ricorderà, l”intesa interistituzionale siglata da tutti i livelli di governo poneva le basi per un confronto, fra le istituzioni fondanti la Repubblica, improntato ai principi di pari dignità e corresponsabilizzazione. E” con vero rammarico, invece, che abbiamo dovuto prendere atto di un impianto normativo proposto dal ministro Tremonti, che non solo non rispetta i contenuti dell” intesa, ma addirittura si pone in aperto contrasto con essa e con i principi costituzionali, ingessando nei fatti i bilanci degli enti territoriali. Signor presidente – prosegue la lettera di Regioni e enti locali -, le autonomie sono parti fondanti dello Stato. Non vogliono essere controparte, né tanto meno essere catalogate come “aguzzini spendaccioni” del sistema pubblico. Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità purché si ridiscuta la legge finanziaria, non condividendo le linee guida della manovra per le ricadute sugli enti territoriali. Siamo certi che da un confronto vero, franco e leale possano scaturire soluzioni adeguate che consentano di cogliere gli obiettivi di finanza pubblica nazionale, senza stringere inutili e dannosi “cappi al collo” di Regioni, Comuni, Province e Comunità montane. Certi della sua sensibilità e in attesa di una immediata convocazione – conclude la lettera – la salutiamo cordialmente””.

 

Fonte ANSA

Dichiarazione dell’Unione delle Province d’Italia

Nel confronto che si è aperto oggi con il Governo sui temi relativi alla legge finanziaria per il 2003 e alla conseguente definizione di un nuovo patto di stabilità, le Province hanno ribadito la necessità di una finanziaria che garantisca lo sviluppo del Paese e sia conforme ai principi di autonomia e pari dignità, costituzionalmente garantiti, tra Stato, Regioni, Province e Comuni.

Per ciò che concerne i campi di intervento specifici delle Province, l’Upi sottolinea nuovamente l’esigenza che venga finanziato un Piano Nazionale della Sicurezza che comprenda la messa a norma e la qualificazione delle scuole, delle strade e del territorio. Allo stesso tempo vanno incentivate le politiche di sviluppo locale con i relativi strumenti di programmazione negoziata come pure il rifinanziamento del piano di modernizzazione informatica del sistema degli enti locali (Piano E_government).

Parallelamente, la legge finanziaria per il 2003 deve individuare il percorso della piena realizzazione di un sistema di federalismo fiscale che, già dal 2003, per le Province comporti la sostituzione progressiva, attraverso la compartecipazione al gettito erariale, del complesso attuale dei trasferimenti statali e del gettito totale della Imposta provinciale di Trascrizione (Ipt).

Tutto ciò dovrà essere accompagnato dalla individuazione di un meccanismo perequativo concordemente definito che potrà fondarsi sulla necessità di un riequilibrio territoriale delle risorse attribuite e sulla attivazione di un sistema premiante in ordine a comportamenti virtuosi.

Per quanto riguarda il patto di stabilità le Province confermano la propria assoluta disponibilità e responsabilità nel mantenimento e assunzione dei vincoli, peraltro sempre rispettati, che derivano dalla partecipazione alla Unione Europea.

Allo stesso tempo ribadiscono:

1. la indisponibilità assoluta a vincoli al tetto di spesa corrente;

2. al blocco delle assunzioni di personale;

3. al ricorso obbligatorio alla Consip per l’acquisto centralizzato di beni e servizi

Tali tre interventi, infatti, non hanno nulla a che vedere con il vincolo del disavanzo, l’unico che le Province condividono e assumono con convinzione e che è peraltro l’unico previsto anche dal Patto di stabilità esterno che ci lega agli altri Paesi della Unione Europea.

GINO NUNES

Presidente Provincia di Pisa

ALBERTO CAVALLI

Presidente Provincia di Brescia

Ria: la rottura istituzionale è ormai palese

“Gli articoli della finanziaria approvati al Senato non possono che confermare il giudizio totalmente negativo che le Province hanno da tempo espresso sulla manovra economica del Governo, per la parte riguardante gli Enti locali.

Essere stati totalmente inascoltati nel corso del dibattito parlamentare è stata una gravissima sottovalutazione delle richieste provenienti dal sistema delle autonomie locali ed è ormai palese la rottura istituzionale che si crea con questa legge finanziaria che penalizza i cittadini e contrae inesorabilmente la capacità di spesa delle Province quali erogatrici di servizi essenziali, realizzatrici di investimenti e di opere pubbliche.

Giova ricordare che la finanziaria riduce la capacità di spesa delle Province di circa 1,5 milioni di euro incidendo in particolare su settori vitali quali le scuole, le strade, il lavoro, lo sviluppo economico locale, in un momento di diffusa difficoltà economica.

Si sappia però che il Governo si è così assunto la responsabilità di una rottura istituzionale che avrà gravi ripercussioni sulle famiglie e sulle imprese.

Le Province intendono concordare al più presto con Regioni e Comuni le conseguenti iniziative istituzionali.

 

Roma, 18 dicembre 2002

Apprezzamento dell’UPI per le proposte del Ministro delle Attività Produttive

’Unione delle Province d’Italia valuta positivamente le proposte del Ministero delle attività produttive per la Finanziaria 2003 volte a potenziare i contratti di programma, ad automatizzare il sistema di erogazione degli strumenti di programmazione negoziata, a rilanciare i contratti d’area e a coinvolgere le regioni nelle istruttorie e nel finanziamento dei patti e della 488/92.

Dalle dichiarazioni rilasciate al quotidiano ItaliaOggi da Salvatore Zecchini, consulente economico del Ministro Marzano, si apprende oggi che il Governo intende rafforzare lo strumento dei contratti di programma per favorire insediamenti produttivi al Sud, e garantirebbe flussi consistenti sia per gli aiuti agli investimenti, sia per le infrastrutture.

“Siamo soddisfatti” dichiara Carmine Talarico, Presidente della Provincia di Crotone e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI “che questo Governo abbia prestato attenzione alle nostre proposte, presentate nel corso di un recente incontro con il Sottosegretario Galati, impegnandosi a garantire nel Mezzogiorno maggiore sviluppo e occupazione”.

Dichiarazione di Lorenzo Ria Presidente Unione Province d’Italia

“A poche ore dalla presentazione degli emendamenti che il Governo e il Relatore della Finanziaria intendono presentare in Aula al Senato, non solo siamo all’oscuro dei contenuti ma non abbiamo avuto finora nessun tipo di risposta agli emendamenti puntuali più volte sottoposti a Governo e Parlamento. Da questo stato di cose emerge chiaramente la grave sottovalutazione del ruolo che le Province e le Autonomie locali rivestono all’interno del Paese quali erogatori di servizi essenziali e realizzatori di investimenti e opere pubbliche. Noi non siamo una controparte del Governo: noi siamo coprotagonisti e non possiamo essere coinvolti e chiamati solo quando ci sono da condividere sacrifici economici.

E d’altra parte è evidente che alcuni degli emendamenti che si stanno elaborando non rispondono alle esigenze complessive del Paese, così come rappresentate in più occasioni da Regioni, Province e Comuni bensì ad interessi particolari che vengono soddisfatti con scelte politiche che le Province non possono condividere. Giova ricordare che la finanziaria riduce la capacità di spesa delle Province di circa 1,5 milioni di euro incidendo in particolare su settori vitali quali le scuole, le strade, il lavoro, lo sviluppo economico locale, in un momento di diffusa difficoltà economica.

Le odierne dichiarazioni del Presidente Berlusconi il quale assegna alle istituzioni pubbliche un ruolo di riferimento insostituibile rischiano di essere smentite proprio da questa finanziaria che avrà come effetto una rottura istituzionale alla quale chiediamo che si ponga immediatamente rimedio”.

 

Roma, 13 dicembre 2002

Coordinamento degli Assessori provinciali all’istruzion

Gli Assessori all’Istruzione delle Province italiane, riuniti a Roma il 26 luglio 2002, denunciano la grave situazione dell’edilizia scolastica trasferita alla competenza provinciale con la legge n.23/96.

Per l’esercizio della funzione, negli anni scorsi, sono stati trasferiti fondi assolutamente inadeguati e nella legge Finanziaria 2002 non è previsto alcun trasferimento.

A fronte della necessità di adeguare gli edifici ai sensi del dlgs.n.626/94entro il 31 dicembre 2004 e di corrispondere alle nuove esigenze della scuola dell’autonomia, le Province non sono in grado di operare con le sole risorse proprie: l’esercizio della funzione rischia di esaurirsi nella semplice manutenzione ordinaria, compromettendo così sia la sicurezza, sia la vivibilità degli edifici scolastici.

Il problema dell’edilizia scolastica non è frazionabile negli sforzi delle singole realtà provinciali, ma deve essere una priorità dell’agenda politica nazionale, pena il degrado progressivo del patrimonio edilizio.

Gli Assessori chiedono pertanto che il Governo destini finanziamenti adeguati alle esigenze e, su questo tema, richiedono un incontro urgente con il responsabile del Ministero dell’Istruzione e delle Ricerca scientifica.

Dichiarazione di Carmine Talarico, Presidente della Provincia di Crotone

“Prevedere un biennio comune per il secondo ciclo di Istruzione al fine di garantire a tutti gli studenti adeguati livelli di preparazione di base”: è questa la principale richiesta dell’Unione Province d’Italia illustrata dal Presidente della Provincia di Crotone Carmine Talarico, componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, nell’audizione tenutasi nel pomeriggio presso la Commissione VII della Camera dei Deputati sul disegno di legge “Moratti”.

“Il ddl di riforma del sistema scolastico – ha proseguito il Presidente Talarico – non tiene conto delle osservazioni provenienti dal mondo delle autonomie rinunciando di fatto ad una larga condivisione e ad un forte radicamento territoriale”.

“Infine, – ha concluso Talarico – l’annoso tema dell’edilizia scolastica non trova un appropriato livello di risposta e mette in discussione gli stessi obiettivi che la legge si propone di raggiungere a fronte della totale assenza di risorse necessarie per qualificare adeguatamente l’offerta formativa”.

 

Roma, 5 dicembre 2002

insieme per promuovere lo sviluppo dell’e-government nelle amministrazioni locali

Telecom Italia, l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI), l’Unione delle Province d’Italia (UPI) e l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM), hanno siglato un protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’e-government, nell’ambito del processo d’innovazione tecnologica della Pubblica Amministrazione Locale.

Gli obiettivi dell’intesa sono finalizzati al miglioramento e all’adeguamento dei servizi pubblici in relazione alle esigenze dei cittadini e degli operatori economici sul territorio, attraverso lo sviluppo di soluzioni e infrastrutture legate all’Information and Communication Technology (ICT).

In particolare, sarà curato lo sviluppo dei servizi online, l’ampliamento delle banche dati, la promozione dei servizi innovativi per le famiglie e dei servizi multimediali, la diffusione della larga banda e la promozione di sistemi di cooperazione tra Comuni, Province e Comunità Montane.

Verranno infine valutate congiuntamente le opportunità di accesso a risorse finanziarie nazionali e comunitarie e le formule di partnership tra pubblico e privato per l’erogazione di servizi relativi alla gestione di dati pubblici.

Telecom Italia e le Associazioni degli Enti Locali firmatarie dell’intesa,  intendono così sostenere la diffusione e lo sviluppo di servizi e soluzioni innovative di ICT in grado di migliorare le attività di gestione delle Pubbliche Amministrazioni Locali e favorire la crescita del Paese sotto il profilo dell’innovazione e della ricerca tecnologica.


TELECOM ITALIA

Communication & Media Relations

+39 0636882023-0636882066

www.telecomitalia.it/stampa

 
 ANCI

Ufficio Stampa

Tel: +39 0668009211

Fax: +39 0668009250

[email protected]

 
 UPI

Ufficio Stampa

Tiziana Ragni

+39 3483239377

 
 UNCEM

Via Palestro, 30

00185 –  Roma

tel: +39 064441381

fax: +39 064441621

Ma le scuole, le strade, il lavoro, lo sviluppo locale…?

Signor Presidente,

ci rivolgiamo a Lei perché sono in gioco il futuro delle nostre Comunità e il rispetto del principio costituzionale di autonomia degli Enti Locali, minacciati dalla finanziaria 2003.

In questi anni le Province italiane hanno rispettato pienamente i vincoli di finanza pubblica e il patto di stabilità comunemente concordati.

Il disegno di legge finanziaria approvato alla Camera dei Deputati ripaga tale collaborazione rompendo lo spirito di cooperazione istituzionale che ha caratterizzato i rapporti tra il Governo e le Autonomie locali negli ultimi anni.

Sono state, infatti, compiute scelte che penalizzano fortemente l’autonomia delle Province, garantita dalla Costituzione. Non solo, sono state previste disposizioni retroattive che penalizzano chi più ha rispettato il patto di stabilità interno e prevedono la restituzione di soldi già spesi.

Con queste disposizioni, che tagliano del 15% (per circa 1 miliardo di euro) la capacità di spesa delle Province, sarà impossibile ogni forma di programmazione. Sarà soprattutto impossibile approvare i bilanci 2003 nel rispetto dei nuovi limiti del patto di stabilità.

Viene, inoltre, compressa, a partire dal 2005, la capacità di investimento delle Province, con gravissime ripercussioni sullo sviluppo dei territori:

– verranno meno gli interventi programmati sulle infrastrutture locali e sull’edilizia scolastica;

– verranno svilite le politiche per il lavoro, la formazione, lo sviluppo e l’ambiente, vulnerando profondamente i diritti e le attese dei cittadini.

Siamo al paradosso.

Da un lato si riconosce l’identità e il ruolo delle Province, dall’altro si approvano norme che ne svuotano le funzioni e ne annullano l’operatività.

Eppure, abbiamo espresso al Governo piena disponibilità a concordare misure alternative, rispettose dei vincoli di finanza pubblica. Eppure abbiamo mostrato nei comportamenti la piena consapevolezza delle difficoltà dei conti pubblici, facendo per intero il nostro dovere.

Signor Presidente del Consiglio, avremmo voluto affrontare direttamente con Lei queste questioni, durante la nostra Assemblea nazionale di Milano, l’11 novembre scorso. Questo non è stato purtroppo possibile. Ci vediamo dunque costretti a parlarLe dalle pagine dei giornali.

Per la gravità dei problemi posti e per le pesanti conseguenze che si prospettano non ritiene urgente ed opportuno un incontro?

Cordialmente

Roma, 20 novembre 2002

L’UFFICIO DI PRESIDENZA DELL’UNIONE DELLE PROVINCE D’ITALIA

LORENZO RIA, Presidente UPI e Presidente Provincia di Lecce

FORTE CLO’, Vicepresidente delegato UPI e Assessore Provincia di Bologna

SILVANO MOFFA, Vicepresidente UPI e Presidente Provincia di Roma

MERCEDES BRESSO, Presidente Provincia di Torino

ALBERTO CAVALLI, Presidente Provincia di Brescia

OMBRETTA COLLI, Presidente Provincia di Milano

NICOLA FRUGIS, Presidente Provincia di Brindisi

GINO NUNES, Presidente Provincia di Pisa

VITTORIO PRODI, Presidente Provincia di Bologna

CARMINE TALARICO, Presidente Provincia di Crotone

GIOVANNI MASTROCINQUE, Presidente Consiglio provinciale di Benevento

FRANCESCO BISOGNO, Consigliere Provincia di Cosenza

FRANCESCO CROCETTO, Consigliere Provincia di Potenza

ORESTE PASTORELLI, Consigliere Provincia di Rieti

GIOVANNI PINO, Consigliere Provincia di Messina

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