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Apprezzamento dell’UPI per le proposte del Ministro delle Attività Produttive

’Unione delle Province d’Italia valuta positivamente le proposte del Ministero delle attività produttive per la Finanziaria 2003 volte a potenziare i contratti di programma, ad automatizzare il sistema di erogazione degli strumenti di programmazione negoziata, a rilanciare i contratti d’area e a coinvolgere le regioni nelle istruttorie e nel finanziamento dei patti e della 488/92.

Dalle dichiarazioni rilasciate al quotidiano ItaliaOggi da Salvatore Zecchini, consulente economico del Ministro Marzano, si apprende oggi che il Governo intende rafforzare lo strumento dei contratti di programma per favorire insediamenti produttivi al Sud, e garantirebbe flussi consistenti sia per gli aiuti agli investimenti, sia per le infrastrutture.

“Siamo soddisfatti” dichiara Carmine Talarico, Presidente della Provincia di Crotone e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI “che questo Governo abbia prestato attenzione alle nostre proposte, presentate nel corso di un recente incontro con il Sottosegretario Galati, impegnandosi a garantire nel Mezzogiorno maggiore sviluppo e occupazione”.

Dichiarazione di Lorenzo Ria Presidente Unione Province d’Italia

“A poche ore dalla presentazione degli emendamenti che il Governo e il Relatore della Finanziaria intendono presentare in Aula al Senato, non solo siamo all’oscuro dei contenuti ma non abbiamo avuto finora nessun tipo di risposta agli emendamenti puntuali più volte sottoposti a Governo e Parlamento. Da questo stato di cose emerge chiaramente la grave sottovalutazione del ruolo che le Province e le Autonomie locali rivestono all’interno del Paese quali erogatori di servizi essenziali e realizzatori di investimenti e opere pubbliche. Noi non siamo una controparte del Governo: noi siamo coprotagonisti e non possiamo essere coinvolti e chiamati solo quando ci sono da condividere sacrifici economici.

E d’altra parte è evidente che alcuni degli emendamenti che si stanno elaborando non rispondono alle esigenze complessive del Paese, così come rappresentate in più occasioni da Regioni, Province e Comuni bensì ad interessi particolari che vengono soddisfatti con scelte politiche che le Province non possono condividere. Giova ricordare che la finanziaria riduce la capacità di spesa delle Province di circa 1,5 milioni di euro incidendo in particolare su settori vitali quali le scuole, le strade, il lavoro, lo sviluppo economico locale, in un momento di diffusa difficoltà economica.

Le odierne dichiarazioni del Presidente Berlusconi il quale assegna alle istituzioni pubbliche un ruolo di riferimento insostituibile rischiano di essere smentite proprio da questa finanziaria che avrà come effetto una rottura istituzionale alla quale chiediamo che si ponga immediatamente rimedio”.

 

Roma, 13 dicembre 2002

Coordinamento degli Assessori provinciali all’istruzion

Gli Assessori all’Istruzione delle Province italiane, riuniti a Roma il 26 luglio 2002, denunciano la grave situazione dell’edilizia scolastica trasferita alla competenza provinciale con la legge n.23/96.

Per l’esercizio della funzione, negli anni scorsi, sono stati trasferiti fondi assolutamente inadeguati e nella legge Finanziaria 2002 non è previsto alcun trasferimento.

A fronte della necessità di adeguare gli edifici ai sensi del dlgs.n.626/94entro il 31 dicembre 2004 e di corrispondere alle nuove esigenze della scuola dell’autonomia, le Province non sono in grado di operare con le sole risorse proprie: l’esercizio della funzione rischia di esaurirsi nella semplice manutenzione ordinaria, compromettendo così sia la sicurezza, sia la vivibilità degli edifici scolastici.

Il problema dell’edilizia scolastica non è frazionabile negli sforzi delle singole realtà provinciali, ma deve essere una priorità dell’agenda politica nazionale, pena il degrado progressivo del patrimonio edilizio.

Gli Assessori chiedono pertanto che il Governo destini finanziamenti adeguati alle esigenze e, su questo tema, richiedono un incontro urgente con il responsabile del Ministero dell’Istruzione e delle Ricerca scientifica.

Dichiarazione di Carmine Talarico, Presidente della Provincia di Crotone

“Prevedere un biennio comune per il secondo ciclo di Istruzione al fine di garantire a tutti gli studenti adeguati livelli di preparazione di base”: è questa la principale richiesta dell’Unione Province d’Italia illustrata dal Presidente della Provincia di Crotone Carmine Talarico, componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, nell’audizione tenutasi nel pomeriggio presso la Commissione VII della Camera dei Deputati sul disegno di legge “Moratti”.

“Il ddl di riforma del sistema scolastico – ha proseguito il Presidente Talarico – non tiene conto delle osservazioni provenienti dal mondo delle autonomie rinunciando di fatto ad una larga condivisione e ad un forte radicamento territoriale”.

“Infine, – ha concluso Talarico – l’annoso tema dell’edilizia scolastica non trova un appropriato livello di risposta e mette in discussione gli stessi obiettivi che la legge si propone di raggiungere a fronte della totale assenza di risorse necessarie per qualificare adeguatamente l’offerta formativa”.

 

Roma, 5 dicembre 2002

insieme per promuovere lo sviluppo dell’e-government nelle amministrazioni locali

Telecom Italia, l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia (ANCI), l’Unione delle Province d’Italia (UPI) e l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM), hanno siglato un protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’e-government, nell’ambito del processo d’innovazione tecnologica della Pubblica Amministrazione Locale.

Gli obiettivi dell’intesa sono finalizzati al miglioramento e all’adeguamento dei servizi pubblici in relazione alle esigenze dei cittadini e degli operatori economici sul territorio, attraverso lo sviluppo di soluzioni e infrastrutture legate all’Information and Communication Technology (ICT).

In particolare, sarà curato lo sviluppo dei servizi online, l’ampliamento delle banche dati, la promozione dei servizi innovativi per le famiglie e dei servizi multimediali, la diffusione della larga banda e la promozione di sistemi di cooperazione tra Comuni, Province e Comunità Montane.

Verranno infine valutate congiuntamente le opportunità di accesso a risorse finanziarie nazionali e comunitarie e le formule di partnership tra pubblico e privato per l’erogazione di servizi relativi alla gestione di dati pubblici.

Telecom Italia e le Associazioni degli Enti Locali firmatarie dell’intesa,  intendono così sostenere la diffusione e lo sviluppo di servizi e soluzioni innovative di ICT in grado di migliorare le attività di gestione delle Pubbliche Amministrazioni Locali e favorire la crescita del Paese sotto il profilo dell’innovazione e della ricerca tecnologica.


TELECOM ITALIA

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Ria: un percorso condiviso di attuazione costituzionale

“L’approvazione, da parte della Camera, del disegno di legge del Ministro La Loggia che da attuazione al Titolo V, rappresenta un passaggio positivo per le province italiane, che ci auguriamo, venga completato con la stessa rapidità, con un definitivo via libera anche in Senato.

Il provvedimento ha il merito fondamentale di essere stato condiviso e concordato con tutto il sistema delle Autonomie locali, Regioni, Province e Comuni, e di individuare un percorso di applicazione concertata della riforma costituzionale .

In particolare, l’Unione delle Province d’Italia accoglie con favore l’attribuzione della delega al Governo per l’individuazione delle funzioni fondamentali di Province, Comuni e Città metropolitane, e la disciplina di attuazione dell’art.118 della Costituzione, che sancisce il passaggio di competenze da Regioni a Province e Comuni secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

Il voto di oggi, con la sostanziale astensione da parte di quasi tutta l’opposizione, dimostra che quando si sceglie la strada della concertazione tra i livelli istituzionali, si raggiunge quella condivisione politica, necessaria per riforme di questa portata, che porta anche a percorsi più rapidi nell’iter parlamentare”.

 Roma, 29 aprile 2003

ANCI e UPI: rilanciare dialogo con Regioni

“E’ indispensabile riprendere un percorso comune per affrontare, con determinazione, la gestione dell’intero processo di riforma federale dello Stato”.

E’ il messaggio contenuto in una lettera che il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici e il Presidente dell’ Upi, Lorenzo Ria, hanno inviato al Presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, per aprire un confronto unitario sull’attuazione del Titolo V e sullo schema di disegno di legge di riforma della Costituzione, approvato dal Consiglio dei Ministri.

“In merito all’attuazione del Titolo V – scrivono i Presidenti – riteniamo necessario definire una posizione comune di Regioni, Province e Comuni, su due aspetti determinanti per tutto il sistema delle Autonomie locali: il federalismo fiscale e l’integrazione della Commissione bicamerale per le questioni regionali con i rappresentanti delle Regioni e delle Autonomie locali”.

Per discutere dell’ attuazione dell’art.119 della Costituzione, considerato anche il ritardo dell’avvio dei lavori dell’Alta Commissione per il federalismo fiscale, Domenici e Ria propongono a Ghigo la convocazione di una Conferenza Unificata straordinaria, alla presenza del Ministro Tremonti.

“Sulla istituzione della Bicameralina – concludono Anci e Upi – è necessario invece incalzare il Parlamento, a partire dai Presidenti di Camera e Senato.” Per questo nella lettera si propone al Presidente Ghigo di realizzare al più presto un incontro unitario con i Presidenti Casini e Pera.

Link: Testo completo della lettera

Roma, 23 aprile 2003

Dichiarazione di Lorenzo Ria, Presidente UPI

“Ora che la tragica vicenda della guerra in Iraq si avvia verso la soluzione è necessario che l’azione torni agli organi internazionali, all’Onu prima di tutto.

Le Province italiane sono pronte a dare il loro contributo affinché l’Iraq diventi un paese democratico, con strutture moderne ed efficienti a disposizione dei civili.

L’opera di ricostruzione sarà difficile: bisognerà provvedere alla realizzazione di strade, ospedali, scuole, a ripristinare l’approvvigionamento dell’acqua in tutte le città.

Per questo le Province italiane sono pronte a dare la loro piena disponibilità e l’aiuto necessario al Governo italiano, per avviare progetti di collaborazione e cooperazione internazionale, affinché la pace non sia solo la fine della guerra, ma l’avvio di un processo di sviluppo e modernizzazione per il paese e i cittadini iracheni.”

Roma, 11 aprile 2003

Province e Comuni chiedono incontro a Regioni

Adottare strategie comuni con le Regioni, verificare gli accordi possibili, elaborare azioni congiunte, analizzare insieme le emergenze che si presenteranno con la riforma del Titolo V della Costituzione, all’esame del Governo il prossimo venerdì.

Per questo Lorenzo Ria, Presidente dell’Upi, e Leonardo Domenici, Presidente dell’Anci, hanno richiesto oggi un incontro urgente al Presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, nel quale approfondire tutti le problematiche aperte sulla riforma costituzionale e definire, se lo si riterrà possibile, azioni unitarie.

All’ordine del giorno anche la discussione sull’ Alta Commissione per il federalismo fiscale e sulla Commissione “Bicameralina”, l’immediata istituzione delle quali è fondamentale per l’intero sistema delle Autonomie locali.

 

Roma, 9 aprile 2003

“Necessario un confronto sul nuovo testo del Titolo V”

“Continuare a discutere su accordi tutti interni al Governo, senza coinvolgere direttamente le Province e i Comuni, veri protagonisti del futuro assetto federalista dello Stato, non può che produrre nuova confusione e pasticci legislativi inattuabili.”. Lo dichiara il Presidente dell’UPI, Lorenzo Ria, commentando l’intesa raggiunta ieri dal Governo, che fa procedere su un “doppio binario” la discussione sulla riforma del Titolo V e la votazione sulla devolution.

“Chiediamo al Governo – prosegue Ria – di convocarci al più presto, per farci conoscere il nuovo testo del Titolo V, che sarà portato in discussione in Consiglio dei Ministri venerdì prossimo. Solo una consultazione diretta con Comuni, Province e Regioni potrà permettere all’Italia di costruire un assetto normativo federalista efficace ed attuabile. Anche perché, continuando su questa strada, non si fa altro che aprire nuovi scenari dimenticando invece che la vera riforma deve essere ancora attuata, a partire dal federalismo fiscale e dall’insediamento immediato della Commissione bicamerale per le questioni regionali”.

 

Roma, 8 aprile 2003

Stati Generali delle associazioni

I CONSIGLI NAZIONALI ED I DIRETTIVI DELL”ANCI, DELL”UPI

DELL”UNCEM E DELLA I,EGA DELLE AUTONOMIE

riunitisi a Rimini il 2 Aprile 2003

DENUNCIANO

Il ricorrente venir meno da parte del Governo agli impegni, alle intese, e agli accordi presi nelle varie sedi di confronto e concertazione istituzionale. Da ultimo, la bocciatura del decreto contenente “Disposizioni urgenti in materia di bilanci degli enti locali”, preventivamente concordato con il Ministero dell”Interno e con il Ministero dell”Economia, che prevedeva norme favorevoli per gli enti locali nella predisposizione dei propri bilanci. Decreto che – chiediamo – venga immediatamente ripresentato nella versione concordata.

Il progressivo deterioramento dei rapporti interistituzionali e l”esigenza di rivitalizzare le attuali sedi di concertazione, quali le Conferenze Stato – città e Unificata, per realizzare un confronto ed una dialettica più efficace ed incisiva;

AUSPICANO

per scongiurare l”affermarsi di un neo centralismo regionale anche in materia di federalismo fiscale, un incontro urgente con la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, al fine di concertare un approccio, condiviso ed unitario all”attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione;

CHIEDONO

1. di procedere celermente con l”approvazione del disegno di legge cd. La Loggia che deve contenere il conferimento della delega al Governo per l”individuazione, con legge statale, delle funzioni fondamentali dei comuni delle province e delle città metropolitane e per la revisione delle norme statali in materia di ordinamento degli enti locali;

2. di concertare preventivamente. al fine di poter formulare apposite indicazioni ed orientamenti. il disegno di legge costituzionale di revisione del Titolo V della Costituzione che il Governo si appresta a presentare;

3. di approvare la modifica dei regolamenti parlamentari, indispensabile per procedere all”integrazione della Commissione bicamerale per le questioni regionali;

4. di completare la transizione verso un ordinamento autonomistico, procedendo alla revisione dell”attuale bicameralismo in Camera delle Autonomie;

RITENGONO ESSENZIALE

1. insediare immediatamente 1”Alta Commissione di studio in materia di federalismo fiscale, per procedere alla fissazione degli indirizzi per l”attuazione dell”art.119 della Costituzione che dovranno essere recepite nella legge statale di coordinamento della finanza pubblica. In particolare, le Autonomie locali ritengono che il nuovo modello di finanza pubblica debba prevedere un ampliamento della compartecipazione al gettito dei tributi erariali riferibile al territorio che progressivamente deve sostituire il meccanismo dei trasferimenti statali e che, già dal 2004, sia legata all’andamento complessivo del gettito, garantendo un nuovo sistema di perequazione;

2. garantire, nel nuovo sistema di finanza pubblica, 1”autonomia impositiva e tributaria di Comuni e Province, sia in ordine alla possibilità di istituire tributi propri e di regolamentare con maggiore autonomia i tributi locali a carattere generale già previsti dalla legge statale;

3. prevedere forme e sedi di concertazione e co-decisione per procedere all”elaborazione e definizione dei prossimi documenti di programmazione economico-finanziaria, i quali devono stabilire in modo condiviso obiettivi, procedure, monitoraggio, sanzioni ed incentivi per il concorso dei Comuni e delle Province al Patto di stabilità interno;

SOLLECITANO

Il Governo a convocare una Conferenza Unificata dedicata esclusivamente all”attuazione dell”art.119 della Costituzione, per definire al più presto l”accordo politico istituzionale sull”assetto federale finanziario e fiscale del Paese, come espressamente indicato dalla legge finanziaria per il 2003 proposta dallo stesso Governo.

RIBADISCONO

La necessità di avere una “finanziaria per le autonomie” frutto di confronto fra autonomie e Governo che parta dalla definizione del nuovo DPEF e si formalizzi concretamente nella nuova legge di bilancio per il 2004.

Ria al Salone delle Autonomie locali di Rimini

Alla presenza del Ministro Stanca, il quale ha inaugurato il 3° Salone delle Autonomie locali a Rimini, Lorenzo Ria ha dichiarato:

“La telematica e le tecnologie hanno un ruolo strategico per le pubbliche amministrazioni. Vi è oggi una forte impegno delle Province nell’innovazione e nella diffusione delle tecnologie, come conferma la loro generale partecipazione al primo avviso sui progetti di e-government, lo sforzo di coordinamento progettuale e la grande capacità dimostrata nella cooperazione istituzionale. D’altronde, l’UPI si è attivata da tempo su questi temi con l’istituzione di un Coordinamento delle Province per l’e-government e con la firma del Protocollo di intesa con il Ministro Stanca per l’istituzione di un “Comitato permanente”.

Entro 24 mesi i progetti saranno realizzati. La questione che si pone oggi all’attenzione del paese è quella delle infrastrutture che consentano di diffondere i servizi avanzati anche nelle aree meno sviluppate. L’impegno di tutti è quello di unificare il paese sotto il profilo delle dotazioni tecnologiche e delle infrastrutture. Nel secondo bando occorrerà favorire la diffusione delle tecnologie privilegiando il riuso delle soluzioni adottate nel primo bando. In quest’ottica, le Province, consapevoli del nostro ruolo di fondamentale cerniera istituzionale, spingono verso una più stretta cooperazione istituzionale con Regioni e Comuni.”

Rimini, 3 aprile 2003

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