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Ma basterebbero 19 mila miliardi per la prevenzione

Allarme rosso in Italia per frane e alluvioni: la situazione di rischio che risulta dall’analisi degli strumenti di pianificazione predisposti dalle Autorità di bacino risulta infatti particolarmente preoccupante. Nel territorio nazionale sono state individuate e perimetrate 11.468 aree ad elevato rischio che ricadono in 2.875 comuni. In particolare sono presenti 6.689 aree a rischio frana, 37 a rischio valanga, 2.446 a rischio alluvione.

Per l’eliminazione del rischio in queste aree è necessario attuare interventi urgenti di messa in sicurezza, che comportano un fabbisogno di oltre 9.700 milioni di Euro (pari a poco meno di 19.000 miliardi di Lire).

E’ quanto si ricava dalla ricognizione sulla pianificazione territoriale fatta a livello provinciale su tutto il territorio nazionale dall’Unione delle Province d’Italia e dal Ministero dell’Ambiente che verrà presentata domani a Roma da Silvano Moffa, Presidente della Provincia di Roma e da Forte Clò, Vicepresidente dell’Unione Province d’Italia, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e Tutela del Territorio Altero Matteoli.

L’iniziativa, che si svolgerà presso la ex Sala Stampa Giubileo in Via di Porta Castello dalle ore 11 alle ore 18, mira a presentare il quadro della pianificazione provinciale con una particolare attenzione rivolta al settore della prevenzione del rischio idrogeologico.

La collaborazione attivata dal 1999 tra Ministero ed Unione delle Province ha consentito l”avvio della ricognizione verificandone il livello di interazione con la pianificazione del settore idrogeologico di competenza delle Autorità di bacino. Il Testo unico degli Enti locali ha confermato le premesse, già poste dalla l.n.142/90, per conferire alle Province un ruolo di rilievo nella programmazione e nella pianificazione del territorio, anche per quanto attiene le funzioni di difesa del suolo, di tutela e valorizzazione dell’ambiente e del territorio, di prevenzione delle calamità, di valorizzazione dei beni culturali, di viabilità e di trasporti.

Il quadro dello stato di attuazione della pianificazione provinciale indica che su 103 Province 91 province hanno intrapreso il processo di pianificazione territoriale (53 piani in elaborazione, 23 approvati, 14 adottati e 1 in via di adozione).

Ria: “Le Province pronte ad essere architrave nella costruzione del sistema turistico nazionale”

 << Questa conferenza – ha dichiarato Lorenzo Ria – è il segno che al turismo è riconosciuta una funzione strategica per lo sviluppo economico e occupazionale del Paese nel contesto internazionale e dell’unione europea. Essa presuppone, inoltre, la comune convinzione che la funzione di promuovere la crescita culturale e sociale della persona e della collettività favorendo le relazioni tra popoli. Noi enti locali condividiamo questa definizione, la apprezziamo e la facciamo nostra perché da questa definizione può prender vita una corretta e organica ripartizione di funzioni, dei compiti e dei ruoli delle istituzioni pubbliche, con l’impegno diretto e insostituibile di Regioni, Province e Comuni e l’insostituibile apporto dei soggetti privati a partire dal singolo imprenditore>>.

Per il presidente Ria gli strumenti cardine su cui occorre fare leva sono i “sistemi turistici locali”.

<< Le Regioni devono riconoscerli – ha dichiarato Ria – con ciò inserendone le scelte nell’ambito delle proprie scelte di programmazione generale, al fine di favorire l’integrazione tra politiche del turismo, politiche di governo del territorio e di sviluppo economico . Attraverso i sistemi turistici le stesse Province assumono lo sviluppo turistico come asse della propria iniziativa in campo economico, facendo le conseguenti coerenti scelte in materia di trasporti, viabilità, di indirizzo da dare agli strumenti di programmazione negoziata, di interventi da fare in materia di istruzione e formazione professionale>>

<< Ma questo progetto ha bisogno dell’insostituibile apporto del soggetto imprenditore – ha proseguito Ria – un imprenditore, capace di comprimere i tempi e concorrere con le istituzione nella promozione nella stessa definizione dei sistemi turistici locali. Il rischio che abbiamo di fronte e il pericolo che dobbiamo evitare è la frattura, o peggio la contrapposizione, tra le scelte dell’istituzioni e quelle dell’impresa, la sfasatura dei tempi della politica con quelli imposti dall’economia e dalla scelta di impresa per realizzare concretamente questi obiettivi>>

<< Se Regioni, Province e Comuni – ha concluso Ria – si muoveranno con questo spirito in questa direzione, sono sicuro che ricostruiremo rapidamente il nuovo sistema turistico nazionale>>.

Saranno presenti: Casini, Fini, Scajola, La Loggia, Bossi e Pisanu

Si svolgerà a Roma all’Auditorium della Tecnica dell’Eur il 13 e 14 dicembre prossimi l’Assemblea dell’Unione delle Province d’Italia (Upi) dal titolo “La Provincia nella costruzione del federalismo”. I lavori si apriranno giovedì 13 alle ore 10,30 con il ministro dell’Interno Claudio Scajola e proseguiranno, fra gli altri, con il presidente della Camera Pierferdinando Casini, con il ministro per gli Affari Regionali Enrico La Loggia (alle ore 16) e con il ministro per le Riforme Istituzionali Umberto Bossi (alle ore 19).

Venerdì 14 interverranno il ministro per l’attuazione del programma di governo Beppe Pisanu (ore 10,30) e il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini (alle ore 12,30).

I lavori saranno chiusi alle ore 13 dal presidente dell’Upi Lorenzo Ria.

Nel corso dei lavori interventi di Walter Veltroni, Francesco Storace, Vincenzo Cerullii Irelli, Enzo Ghigo, Leonardo Domenici, Enrico Borghi e Giuseppe De Rita.

Presiederanno i lavori di giovedì 13 il presidente della Provincia di Roma e vicepresidente Upi Silvano Moffa e il vicepresidente vicario Upi Forte Clò. Venerdì 14 presiederà il presidente della Provincia di Brindisi Nicola Frugis.

Richiesta immediata convocazione per avviare confronto vero

I presidenti della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, dell”ANCI, Leonardo Domenici, dell”UPI, Lorenzo Ria, e dell”UCEM, Enrico Borghi, hanno inviato oggi una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella quale chiedono una immediata convocazione per avviare ””un confronto vero, franco e leale”” sulla legge finanziaria 2003.

Questo il testo della lettera:

””Signor presidente, la presentazione dei contenuti della legge finanziaria ci ha davvero allarmati.Come Ella ricorderà, l”intesa interistituzionale siglata da tutti i livelli di governo poneva le basi per un confronto, fra le istituzioni fondanti la Repubblica, improntato ai principi di pari dignità e corresponsabilizzazione. E” con vero rammarico, invece, che abbiamo dovuto prendere atto di un impianto normativo proposto dal ministro Tremonti, che non solo non rispetta i contenuti dell” intesa, ma addirittura si pone in aperto contrasto con essa e con i principi costituzionali, ingessando nei fatti i bilanci degli enti territoriali. Signor presidente – prosegue la lettera di Regioni e enti locali -, le autonomie sono parti fondanti dello Stato. Non vogliono essere controparte, né tanto meno essere catalogate come “aguzzini spendaccioni” del sistema pubblico. Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità purché si ridiscuta la legge finanziaria, non condividendo le linee guida della manovra per le ricadute sugli enti territoriali. Siamo certi che da un confronto vero, franco e leale possano scaturire soluzioni adeguate che consentano di cogliere gli obiettivi di finanza pubblica nazionale, senza stringere inutili e dannosi “cappi al collo” di Regioni, Comuni, Province e Comunità montane. Certi della sua sensibilità e in attesa di una immediata convocazione – conclude la lettera – la salutiamo cordialmente””.

 

Fonte ANSA

Dichiarazione dell’Unione delle Province d’Italia

Nel confronto che si è aperto oggi con il Governo sui temi relativi alla legge finanziaria per il 2003 e alla conseguente definizione di un nuovo patto di stabilità, le Province hanno ribadito la necessità di una finanziaria che garantisca lo sviluppo del Paese e sia conforme ai principi di autonomia e pari dignità, costituzionalmente garantiti, tra Stato, Regioni, Province e Comuni.

Per ciò che concerne i campi di intervento specifici delle Province, l’Upi sottolinea nuovamente l’esigenza che venga finanziato un Piano Nazionale della Sicurezza che comprenda la messa a norma e la qualificazione delle scuole, delle strade e del territorio. Allo stesso tempo vanno incentivate le politiche di sviluppo locale con i relativi strumenti di programmazione negoziata come pure il rifinanziamento del piano di modernizzazione informatica del sistema degli enti locali (Piano E_government).

Parallelamente, la legge finanziaria per il 2003 deve individuare il percorso della piena realizzazione di un sistema di federalismo fiscale che, già dal 2003, per le Province comporti la sostituzione progressiva, attraverso la compartecipazione al gettito erariale, del complesso attuale dei trasferimenti statali e del gettito totale della Imposta provinciale di Trascrizione (Ipt).

Tutto ciò dovrà essere accompagnato dalla individuazione di un meccanismo perequativo concordemente definito che potrà fondarsi sulla necessità di un riequilibrio territoriale delle risorse attribuite e sulla attivazione di un sistema premiante in ordine a comportamenti virtuosi.

Per quanto riguarda il patto di stabilità le Province confermano la propria assoluta disponibilità e responsabilità nel mantenimento e assunzione dei vincoli, peraltro sempre rispettati, che derivano dalla partecipazione alla Unione Europea.

Allo stesso tempo ribadiscono:

1. la indisponibilità assoluta a vincoli al tetto di spesa corrente;

2. al blocco delle assunzioni di personale;

3. al ricorso obbligatorio alla Consip per l’acquisto centralizzato di beni e servizi

Tali tre interventi, infatti, non hanno nulla a che vedere con il vincolo del disavanzo, l’unico che le Province condividono e assumono con convinzione e che è peraltro l’unico previsto anche dal Patto di stabilità esterno che ci lega agli altri Paesi della Unione Europea.

GINO NUNES

Presidente Provincia di Pisa

ALBERTO CAVALLI

Presidente Provincia di Brescia

Ria: la rottura istituzionale è ormai palese

“Gli articoli della finanziaria approvati al Senato non possono che confermare il giudizio totalmente negativo che le Province hanno da tempo espresso sulla manovra economica del Governo, per la parte riguardante gli Enti locali.

Essere stati totalmente inascoltati nel corso del dibattito parlamentare è stata una gravissima sottovalutazione delle richieste provenienti dal sistema delle autonomie locali ed è ormai palese la rottura istituzionale che si crea con questa legge finanziaria che penalizza i cittadini e contrae inesorabilmente la capacità di spesa delle Province quali erogatrici di servizi essenziali, realizzatrici di investimenti e di opere pubbliche.

Giova ricordare che la finanziaria riduce la capacità di spesa delle Province di circa 1,5 milioni di euro incidendo in particolare su settori vitali quali le scuole, le strade, il lavoro, lo sviluppo economico locale, in un momento di diffusa difficoltà economica.

Si sappia però che il Governo si è così assunto la responsabilità di una rottura istituzionale che avrà gravi ripercussioni sulle famiglie e sulle imprese.

Le Province intendono concordare al più presto con Regioni e Comuni le conseguenti iniziative istituzionali.

 

Roma, 18 dicembre 2002

Apprezzamento dell’UPI per le proposte del Ministro delle Attività Produttive

’Unione delle Province d’Italia valuta positivamente le proposte del Ministero delle attività produttive per la Finanziaria 2003 volte a potenziare i contratti di programma, ad automatizzare il sistema di erogazione degli strumenti di programmazione negoziata, a rilanciare i contratti d’area e a coinvolgere le regioni nelle istruttorie e nel finanziamento dei patti e della 488/92.

Dalle dichiarazioni rilasciate al quotidiano ItaliaOggi da Salvatore Zecchini, consulente economico del Ministro Marzano, si apprende oggi che il Governo intende rafforzare lo strumento dei contratti di programma per favorire insediamenti produttivi al Sud, e garantirebbe flussi consistenti sia per gli aiuti agli investimenti, sia per le infrastrutture.

“Siamo soddisfatti” dichiara Carmine Talarico, Presidente della Provincia di Crotone e componente dell’Ufficio di Presidenza dell’UPI “che questo Governo abbia prestato attenzione alle nostre proposte, presentate nel corso di un recente incontro con il Sottosegretario Galati, impegnandosi a garantire nel Mezzogiorno maggiore sviluppo e occupazione”.

Dichiarazione di Lorenzo Ria Presidente Unione Province d’Italia

“A poche ore dalla presentazione degli emendamenti che il Governo e il Relatore della Finanziaria intendono presentare in Aula al Senato, non solo siamo all’oscuro dei contenuti ma non abbiamo avuto finora nessun tipo di risposta agli emendamenti puntuali più volte sottoposti a Governo e Parlamento. Da questo stato di cose emerge chiaramente la grave sottovalutazione del ruolo che le Province e le Autonomie locali rivestono all’interno del Paese quali erogatori di servizi essenziali e realizzatori di investimenti e opere pubbliche. Noi non siamo una controparte del Governo: noi siamo coprotagonisti e non possiamo essere coinvolti e chiamati solo quando ci sono da condividere sacrifici economici.

E d’altra parte è evidente che alcuni degli emendamenti che si stanno elaborando non rispondono alle esigenze complessive del Paese, così come rappresentate in più occasioni da Regioni, Province e Comuni bensì ad interessi particolari che vengono soddisfatti con scelte politiche che le Province non possono condividere. Giova ricordare che la finanziaria riduce la capacità di spesa delle Province di circa 1,5 milioni di euro incidendo in particolare su settori vitali quali le scuole, le strade, il lavoro, lo sviluppo economico locale, in un momento di diffusa difficoltà economica.

Le odierne dichiarazioni del Presidente Berlusconi il quale assegna alle istituzioni pubbliche un ruolo di riferimento insostituibile rischiano di essere smentite proprio da questa finanziaria che avrà come effetto una rottura istituzionale alla quale chiediamo che si ponga immediatamente rimedio”.

 

Roma, 13 dicembre 2002

Coordinamento degli Assessori provinciali all’istruzion

Gli Assessori all’Istruzione delle Province italiane, riuniti a Roma il 26 luglio 2002, denunciano la grave situazione dell’edilizia scolastica trasferita alla competenza provinciale con la legge n.23/96.

Per l’esercizio della funzione, negli anni scorsi, sono stati trasferiti fondi assolutamente inadeguati e nella legge Finanziaria 2002 non è previsto alcun trasferimento.

A fronte della necessità di adeguare gli edifici ai sensi del dlgs.n.626/94entro il 31 dicembre 2004 e di corrispondere alle nuove esigenze della scuola dell’autonomia, le Province non sono in grado di operare con le sole risorse proprie: l’esercizio della funzione rischia di esaurirsi nella semplice manutenzione ordinaria, compromettendo così sia la sicurezza, sia la vivibilità degli edifici scolastici.

Il problema dell’edilizia scolastica non è frazionabile negli sforzi delle singole realtà provinciali, ma deve essere una priorità dell’agenda politica nazionale, pena il degrado progressivo del patrimonio edilizio.

Gli Assessori chiedono pertanto che il Governo destini finanziamenti adeguati alle esigenze e, su questo tema, richiedono un incontro urgente con il responsabile del Ministero dell’Istruzione e delle Ricerca scientifica.

Le Province: approvare il decreto nei tempi

E’ stato un giudizio positivo quello espresso oggi dall’Unione delle Province d’Italia in una audizione informale alla Commissione Bilancio della Camera, sulle modifiche apportate in Senato al decreto legge sui bilanci degli Enti locali.

“Il Senato – ha sottolineato il Presidente della Provincia di Pisa, Gino Nunes, responsabile Finanza dell’Upi – ha accolto gran parte delle nostre richieste, tra cui quella, fondamentale, che risolve, definitivamente, il problema legato al rispetto del patto di stabilità delle Province. Senza questa modifica, che permette lo stralcio delle spese per l’esercizio delle funzioni trasferite dal saldo finanziario, il 90% delle Province si sarebbe trovata, ingiustamente, fuori dai parametri del patto per il 2002.

Alla Camera dei Deputati – ha detto Nunes – chiediamo di convertire quanto prima, e senza ulteriori modifiche, il decreto legge, in modo da chiudere nei termini previsti l’iter parlamentare e dare il via definitivo alla legge”.

Il presidente ha poi rivolto ai componenti della Commissione, l’invito ad avviare, già da subito, il confronto con gli enti locali, sulla prossima Finanziaria: “E’ fondamentale – ha detto – che il Parlamento preveda degli incontri con le Associazioni di Regioni, Province e Comuni, da subito, aprendo una discussione più generale sul patto di stabilità e sull’intero sistema della finanza locale”.

Roma, 7 maggio 20003

Ria: un percorso condiviso di attuazione costituzionale

“L’approvazione, da parte della Camera, del disegno di legge del Ministro La Loggia che da attuazione al Titolo V, rappresenta un passaggio positivo per le province italiane, che ci auguriamo, venga completato con la stessa rapidità, con un definitivo via libera anche in Senato.

Il provvedimento ha il merito fondamentale di essere stato condiviso e concordato con tutto il sistema delle Autonomie locali, Regioni, Province e Comuni, e di individuare un percorso di applicazione concertata della riforma costituzionale .

In particolare, l’Unione delle Province d’Italia accoglie con favore l’attribuzione della delega al Governo per l’individuazione delle funzioni fondamentali di Province, Comuni e Città metropolitane, e la disciplina di attuazione dell’art.118 della Costituzione, che sancisce il passaggio di competenze da Regioni a Province e Comuni secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

Il voto di oggi, con la sostanziale astensione da parte di quasi tutta l’opposizione, dimostra che quando si sceglie la strada della concertazione tra i livelli istituzionali, si raggiunge quella condivisione politica, necessaria per riforme di questa portata, che porta anche a percorsi più rapidi nell’iter parlamentare”.

 Roma, 29 aprile 2003

ANCI e UPI: rilanciare dialogo con Regioni

“E’ indispensabile riprendere un percorso comune per affrontare, con determinazione, la gestione dell’intero processo di riforma federale dello Stato”.

E’ il messaggio contenuto in una lettera che il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici e il Presidente dell’ Upi, Lorenzo Ria, hanno inviato al Presidente della Conferenza delle Regioni, Enzo Ghigo, per aprire un confronto unitario sull’attuazione del Titolo V e sullo schema di disegno di legge di riforma della Costituzione, approvato dal Consiglio dei Ministri.

“In merito all’attuazione del Titolo V – scrivono i Presidenti – riteniamo necessario definire una posizione comune di Regioni, Province e Comuni, su due aspetti determinanti per tutto il sistema delle Autonomie locali: il federalismo fiscale e l’integrazione della Commissione bicamerale per le questioni regionali con i rappresentanti delle Regioni e delle Autonomie locali”.

Per discutere dell’ attuazione dell’art.119 della Costituzione, considerato anche il ritardo dell’avvio dei lavori dell’Alta Commissione per il federalismo fiscale, Domenici e Ria propongono a Ghigo la convocazione di una Conferenza Unificata straordinaria, alla presenza del Ministro Tremonti.

“Sulla istituzione della Bicameralina – concludono Anci e Upi – è necessario invece incalzare il Parlamento, a partire dai Presidenti di Camera e Senato.” Per questo nella lettera si propone al Presidente Ghigo di realizzare al più presto un incontro unitario con i Presidenti Casini e Pera.

Link: Testo completo della lettera

Roma, 23 aprile 2003

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