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Celebrazioni per il centenario della Provincia di Varese: gli appuntamenti in programma per raccontare il territori

Cinque iniziative che, pur con linguaggi e protagonisti differenti, rientrano nella cornice delle celebrazioni per il Centenario della Provincia di Varese, che accompagneranno il territorio fino al 2 gennaio 2027, quando ricorreranno i cento anni dalla nascita dell’Ente.

Un unico percorso che prenderà il via nei prossimi giorni, con una serie di appuntamenti dedicati a temi diversi ma connessi: la legalità, l’inclusione, la capacità di costruire relazioni, il fenomeno delle migrazioni, la memoria delle persone che hanno contribuito alla crescita del territorio e, più in generale, la cultura come strumento di consapevolezza e di benessere della comunità.

Il commento del Presidente Magrini

“Il Centenario vuole essere una celebrazione della storia della Provincia – sottolinea il Presidente Marco Magrini – e un’occasione per interrogarci sul territorio che abbiamo ereditato e, soprattutto, su quello che vogliamo consegnare alle prossime generazioni. Per questo abbiamo scelto di inserire nel programma iniziative che parlano di memoria e legalità, di inclusione, di relazioni, di immigrazione e di quelle persone che, con il loro impegno, hanno contribuito a rendere migliore la nostra comunità. Sono temi diversi, ma hanno un denominatore comune: la costruzione del bene collettivo e di una comunità capace di guardare al futuro”.

Gli eventi

Il percorso si apre idealmente con “Il dovere che resta – Memoria e cammino per gli eroi di un domani”, in programma martedì 15 settembre in piazza Monte Grappa a Varese, promossa in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, la Camera di Commercio e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese. L’iniziativa, che avrà come sfondo la teca di Quarto Savona 15, l’auto di scorta sulla quale viaggiavano gli agenti della Polizia di Stato Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani rimasti uccisi nella strage di Capaci, è rivolta anche agli studenti e mette al centro il tema della legalità e del senso del dovere attraverso la memoria delle vittime della criminalità organizzata. Sono previsti gli interventi di Giuseppe Battarino, già magistrato e docente di Comunicazione pubblica e istituzionale all’Università degli Studi dell’Insubria, di Alessandra Cerreti, Pubblico Ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano e di Tina Montinaro, moglie dell’agente di Polizia Antonio Montinaro, morto nella strage di Capaci.

La riflessione prosegue venerdì 18 settembre a Villa Recalcati con “Vivere insieme, pensando, realizzando ponti – Il mondo degli affetti è molteplice: vogliamo parlarne?”, evento realizzato in collaborazione con l’associazione A.GE.D.O. Varese ODV. Alle ore 21:00, nella Sala Convegni, Don Stefano Guarinelli, Professore alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, e Italo Carloni, Presidente di A.GE.D.O. Varese ODV, dialogheranno sul tema degli affetti e della complessità delle relazioni, in un confronto introdotto dal Presidente Magrini e moderato da Silvestro Pascarella, Direttore de “La Prealpina”. Un appuntamento che porta nel programma del Centenario una riflessione sulla persona, sulle relazioni e sulla capacità di costruire una comunità inclusiva.

Il 23 settembre sarà invece la volta del tema dell’immigrazioni con “Semplicemente persone – La sfida dell’immigrazione”, appuntamento promosso dal Centro Studi Comuni Orizzonti APS con il patrocinio della Provincia di Varese e ospitato presso gli spazi di Carrozze HUB a Varese. La serata, in programma alle 21:00, propone la presentazione del primo Quaderno 2026 dell’associazione, dedicato al lavoro svolto nell’ultimo anno sul tema delle migrazioni, con il contributo di Luciano Gualzetti, Presidente dell’Opera Cardinal Ferrari, la conduzione di Filippo Maroni, Coordinatore Happiness dell’Oratorio di San Vittore, e alcune testimonianze dirette. L’incontro si rivolge a cittadini, amministratori pubblici e associazioni, proponendo il tema dell’immigrazione attraverso il confronto e l’ascolto delle esperienze.

Il 26 settembre, ancora a Villa Recalcati, il Centenario diventa occasione per custodire e trasmettere la memoria di una figura che ha inciso profondamente sulla vita culturale, scientifica e istituzionale del territorio: Giuseppe Armocida. Il convegno “In ricordo di Giuseppe Armocida”, in programma alle 9:30, vede il patrocinio del Comune di Varese, dell’Università degli Studi dell’Insubria, della Società Storica Varesina, della Società Italiana di Storia della Medicina e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) di Varese. L’incontro ripercorrerà il suo rapporto con l’Ateneo, l’Amministrazione pubblica, le realtà storiche e il mondo della medicina, attraverso un percorso articolato che coinvolge studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni del territorio.

A completare questa sequenza sarà quindi l’appuntamento di sabato 3 ottobre presso Villa Recalcati: “Carlo Lucchina – L’uomo oltre il manager”, organizzato dall’associazione Varese per l’Oncologia ODV con il contributo di Regione Lombardia, il patrocinio dell’ASST Sette e della Provincia di Varese. La giornata, inserita nel programma del Centenario, prenderà il via con l’intitolazione a Lucchina di una sala provinciale e vedrà la partecipazione delle principali autorità regionali e sanitarie. Con questa intitolazione, la Provincia di Varese intende rendere omaggio a una figura che ha avuto un ruolo significativo nella storia dell’Ente e del territorio.

Il racconto della Provincia

Cinque appuntamenti che restituiscono una visione del Centenario legata alla ricorrenza storica e capace di mettere in relazione passato e futuro, memoria e responsabilità, cultura e benessere, identità e inclusione. La Provincia sceglie così di celebrare i suoi cento anni creando occasioni di incontro e riflessione. In questa prospettiva, la cultura non è soltanto patrimonio da conservare, ma uno strumento per comprendere il presente, rafforzare i legami sociali e contribuire alla qualità della vita delle persone. Il 2 gennaio 2027, giorno in cui la Provincia di Varese compirà cento anni, sarà quindi il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2026 e costruito insieme al territorio: un anno di iniziative che intendono raccontare la storia dell’Ente, ma soprattutto valorizzare le persone, i luoghi, le esperienze e i valori che hanno contribuito a costruire la comunità varesina.

Provincia di Terni: iniziati i lavori sul ponte ad Alviano

Sono finalizzati all’adeguamento della struttura alle normative vigenti e al miglioramento della tenuta in caso di eventi sismici i lavori iniziati dalla Provincia sul ponte della Sp 11 ad Alviano, oggi fermi causa maltempo. L’intervento comporta una spesa di oltre 2 milioni e 300mila euro e rientra all’interno del programma di monitoraggio di tutti i ponti e cavalcavia ricadenti sulle strade provinciali ai fini della verifica della loro stabilità ed eventualmente della messa in sicurezza, dove necessario.

Il cronoprogramma

Il cronoprogramma prevede lavori fino a maggio 2027 per eseguire la rimozione della pavimentazione, la demolizione del copriferro della soletta e la posa dell’armatura di rinforzo, oltre alla gettata integrativa allo scopo di aumentare lo spessore esistente. Il progetto prevede in inoltre la demolizione dei giunti, l’apertura dei varchi fra un impalcato e l’atro e l’installazione di nuovi giunti con il rinforzo della soletta con fibre di carbonio. Previsto anche il ripristino del calcestruzzo ammalorato, il miglioramento dei sistemi di smaltimento delle acque, la demolizione e la ricostruzione dei cordoli e l’installazione di barriere stradali.

Verrà infine realizzata una nuova pavimentazione e una nuova segnaletica orizzontale.

Info sulla viabilità alternativa

A questo link, le info sulla viabilità alternativa www.provincia.terni.it 

Provincia di Siena: completato il piano interventi per le scuole superiori. Investiti oltre 12 milioni di euro nel patrimonio scolastico.

In vista dell’imminente ripresa delle lezioni, la Provincia di Siena presenta il bilancio degli interventi di edilizia scolastica realizzati negli istituti secondari di secondo grado del territorio. Tra fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), finanziamenti della Regione Toscana e risorse proprie dell’Ente provinciale, sono stati mobilitati oltre 12 milioni di euro destinati alla sicurezza sismica, all’adeguamento antincendio – la quasi totalità delle scuole sono dotate della certificazione ed in altre i lavori sono nella fase conclusiva – al ripristino delle coperture, alle palestre e all’ammodernamento dei laboratori, oltre ad interventi di manutenzione ordinaria.

Oltre un milione di euro la cifra investita nel solo periodo da giugno a settembre, periodo di chiusura delle scuole. A monte di questo capillare piano di opere un costante lavoro di rete e confronto con la comunità scolastica: la Provincia ha infatti avviato e strutturato, nel corso dell’anno, un percorso di dialogo continuativo sia con i Dirigenti Scolastici degli istituti sia con la Consulta Provinciale degli Studenti. Un metodo di lavoro partecipato che ha permesso di mappare le priorità strutturali, monitorare lo stato di avanzamento dei lavori e dare risposte concrete alle segnalazioni provenienti da chi vive la scuola ogni giorno.

Le opere e gli interventi hanno interessato tutto il territorio provinciale: la Val di Chiana (Montepulciano, Chianciano, Chiusi), la Val d’Elsa (Poggibonsi, Colle Val d’Elsa), l’Amiata (Abbadia San Salvatore) e il capoluogo Siena. A queste si aggiunge la realizzazione della scuola ad indirizzo professionale agrario di San Giovanni d’Asso, nel Comune di Montalcino ormai in fase di ultimazione. Un istituto che si colloca all’interno della Cittadella agroalimentare per la formazione di ragazzi e ragazze in un settore con una crescente domanda di manodopera specializzatala.

Il commento della Presidente Carletti.

Nonostante la soddisfazione per le opere realizzate rimane la preoccupazione per la sostenibilità economica delle manutenzioni future a causa della scadenza delle risorse straordinarie europee.

“Il dialogo aperto con i dirigenti scolastici e il confronto costante con i rappresentanti degli studenti ci hanno permesso di pianificare gli interventi partendo dalle reali esigenze quotidiane della comunità scolastica – sottolinea la Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti. – Pur nella consapevolezza di non avere la bacchetta magica per poter dare tutte le risposte necessarie, abbiamo realizzato un pacchetto di interventi significativi grazie ad una corretta gestione del bilancio e, soprattutto, di aver definito un metodo di lavoro che ci consentirà di continuare a programmare ulteriori interventi. Abbiamo investito oltre un milione di euro nel solo periodo di chiusura delle scuole andando a lavorare su quelle che erano state individuate come priorità.

Tuttavia, accanto a questi risultati, non possiamo tacere la forte preoccupazione per ciò che accadrà nei prossimi anni: il PNRR sta arrivando a conclusione, ma le esigenze manutentive delle scuole non finiscono. Finiti i fondi straordinari, che, come Provincia, abbiamo intercettato per dare risposte strutturali sull’edilizia scolastica con circa nove milioni di euro di progetti tutti conclusi, rischiamo di trovarci senza quelle risorse necessarie per garantire la cura continua degli edifici.

Riparare un tetto, garantire l’efficienza degli impianti di riscaldamento o sostituire gli infissi deteriorati richiede finanziamenti stabili e certi. Per evitare che il patrimonio scolastico rinnovato torni a degradarsi rapidamente, come UPI abbiamo chiesto al Governo l’istituzione di un Fondo nazionale strutturale per la manutenzione: non servono più solo “bandi” a tempo, ma trasferimenti certi e stabili anno per anno per la gestione del patrimonio esistente, oltre alla riforma del finanziamento delle Province con il definitivo superamento dei tagli derivanti dalle vecchie spending review per restituire alle Province la piena capacità di bilancio legata alle funzioni fondamentali, tra cui proprio la sicurezza delle scuole superiori. Accogliere i ragazzi in scuole riqualificate è un traguardo fondamentale oggi; garantire che rimangano sicure e accoglienti anche domani è un dovere istituzionale inderogabile” spiega la Presidente Carletti.

L’emergenza caldo nelle scuole

L’emergenza caldo all’avvio dell’anno scolastico ci mette di fronte a una realtà innegabile: i cambiamenti climatici stanno trasformando le aule e il modo di vivere la scuola. Garantire il benessere termico di studenti, insegnanti e personale non è più un lusso, ma un diritto elementare legato alla sicurezza e alla qualità dello studio.

“Ma la sfida della climatizzazione richiede un cambio di passo strutturale e, soprattutto, risorse economiche ordinarie e straordinarie adeguate, superiori a quelle finora stanziate dal governo a livello nazionale – aggiunge ancora Carletti. – Il bando da 20 milioni di euro del Ministero dell’Istruzione a cui possono accedere gli istituti scolastici è sicuramente un punto di partenza, ma se guardiamo alla vastità del patrimonio edilizio scolastico italiano e della nostra provincia, balza agli occhi che si tratta di una cifra insufficiente per risolvere il problema alla radice.

La scuola priorità dell’agenda politica

Inoltre, nel nostro territorio non possiamo limitarci ad ‘appendere un condizionatore al muro’. Molte delle nostre scuole si trovano in contesti storici e di pregio. Non si tratta solo di rispondere a un’emergenza di poche settimane a settembre o a giugno. Come Provincia di Siena continueremo a fare la nostra parte al fianco dei dirigenti scolastici, ma ribadiamo con forza — insieme all’UPI — che l’edilizia scolastica e il benessere nelle aule devono restare stabili al centro dell’agenda politica del Paese, con investimenti strutturali e continui. La scuola è un luogo dove programmare con risorse certe; è il luogo dove si costruisce il futuro delle nostre comunità”, conclude la Presidente.

Il dettaglio degli interventi

Per scorrere nel dettaglio gli interventi realizzati, clicca su questo link www.provincia.siena.it/edilizia-scolastica

PNRR: Foti incontra UPI. Piena sintonia sul ruolo delle Province nelle politiche di coesione

I complimenti del Ministro Foti per i risultati delle Province nel PNRR

“Le Province hanno giocato una parte essenziale nell’attuazione del PNRR non solo per i risultati pienamente raggiunti nei target loro assegnati, ma anche perché, attraverso le Stazioni Appaltanti provinciali, hanno assistito nelle gare i piccoli comuni, che altrimenti non avrebbero avuto gli strumenti e le capacità tecniche per i compiti loro assegnati”. Così il Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, commenta l’incontro con il Presidente di UPI Enzo Lattuca, nel corso del quale hanno discusso del ruolo futuro delle Province nella pianificazione, programmazione strategica e messa a terra dei programmi nazionali ed europei di investimento e delle prossime linee delle politiche di coesione.

Il commento del Presidente UPI Lattuca

“Le Province – ricorda il Presidente Lattuca – hanno centrato in pieno i target assegnati, concludendo nei tempi previsti oltre 1.600 opere per un valore complessivo di 2,9 miliardi di euro per la realizzazione, messa in sicurezza, efficientamento energetico, di edifici scolastici e palestre delle scuole secondarie superiori.

Non solo: dalla banca dati appalti delle Province risulta che le CUC provinciali hanno gestito oltre 2.500 gare PNRR per conto dei Comuni.

È il nuovo modello di Provincia che, come UPI, stiamo promuovendo e che fa di queste istituzioni un riferimento sostanziale delle istituzioni del territorio nel coordinamento degli investimenti e nella messa a terra delle opere.

Per questo nell’incontro abbiamo chiesto al Ministro Foti un riconoscimento formale nella prossima programmazione delle Politiche di coesione”.

Il protagonismo delle Province asuspicato dal Ministro Foti

È stato un confronto molto positivo che continuerà nel corso del negoziato sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale nell’ambito del quale il Ministro Foti auspica un nuovo protagonismo delle Province, posizione espressa anche nell’ultima seduta europea della Conferenza Stato-Città.

DL Pa: l’UPI in audizione alla Camera sulla norma sui consigli provinciali. Lattuca “E’ un primo passo, ma serve una riforma profonda delle Province:”

“Le Province necessitano di una riforma profonda rivista, ma adesso, a fine legislatura, dobbiamo purtroppo riconoscere che un intervento così articolato non è più fattibile. Per questo cogliamo positivamente la norma prevista da questo decreto che prova a mettere ordine nella grande confusione che si è creata a partire dal 2015. Lo consideriamo un primo tassello da cui partire per ricostruire un nuovo modello di Provincia, su cui chiameremo le forze politiche a dare risposte nella prossima legislatura”.

Lo ha detto il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, intervenendo in audizione alla Camera dei deputati sul Decreto-legge PA all’esame delle Commissioni Bilancio e Ambiente, che contiene una norma che prevede l’allineamento delle elezioni dei consigli provinciali a quelle dei Presidenti di Provincia.

“Certo – ha aggiunto Lattuca – così com’è la norma, presenta molte criticità e ha bisogno di correzioni che la rendano coerente e funzionale. Se non si interviene sulla legge 56/14 ricollegando il mandato del Presidente, che dura quattro anni, e quello del Consiglio, che ne dura invece due, questa norma avrà una valenza limitata e non sarà risolutiva. Questa – ha detto ai parlamentari il Presidente di UPI – è solo una delle tante incongruenze della Legge che ha trasformato le Province: un problema non solo di modello elettorale, quanto di indebolimento delle funzioni, che non considera l’importanza di queste istituzioni nelle politiche di sviluppo territoriale; dal taglio delle risorse per le funzioni fondamentali al dimezzamento del personale.

Tutte questioni urgenti – ha annunciato Lattuca – su cui presenteremo a partire dalla nostra Assemblea Nazionale che si terrà ad Imperia i prossimi 19 e 20 ottobre, una piattaforma di proposte concrete e fattibili alle forze politiche, chiedendo loro impegni precisi per la prossima legislatura”.

 

 

 

PACT: il calendario dei WEBINAR in programma sui risultati delle indagini

Ecco il calendario dei tre Webinar di restituzione dei risultati delle indagini condotte nell’ambito delle tre Linee di intervento del Progetto “P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori“, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 FESR-FSE.

I tre incontri, in plenaria con tutte le 29 Province del Mezzogiorno, si terranno da remoto nelle date di seguito indicate.

Linea di intervento 3 – Pianificazione strategica

  • Lunedì 14 settembre 2026, ore 10.00-12.00.

Il webinar presenterà le principali evidenze emerse dall’indagine condotta da SVIMEZ sulla pianificazione strategica delle Province del Mezzogiorno: capacità di programmazione, assetti organizzativi, utilizzo dei dati, ruolo intercomunale, eredità del PNRR, competenze e innovazione. L’obiettivo è avviare la discussione condivisa in vista della definizione del Modello di pianificazione strategica provinciale e delle relative Linee guida operative.

Linea di intervento 1 – Stazioni Uniche Appaltanti

  • Martedì 15 settembre 2026, ore 12.00-14.00.

Il webinar restituirà i risultati dell’indagine condotta dall’Università della Calabria e da Sciamlab sulle Stazioni Uniche Appaltanti delle Province del Mezzogiorno. Saranno illustrati i dati raccolti presso tutte le 29 Province in merito a organizzazione, procedure, digitalizzazione e criticità operative delle SUA, con l’obiettivo di definire le priorità di intervento per la fase di accompagnamento. 

Linea di intervento 2 – Infrastrutture stradali

  • Giovedì 24 settembre 2026, ore 10.00-12.00.

Il webinar presenterà i risultati dell’indagine condotta dal Politecnico di Bari sugli investimenti in infrastrutture stradali delle Province del Mezzogiorno. Saranno analizzati i dati relativi a programmazione, stato della rete viaria, fabbisogni di manutenzione e capacità di spesa, con l’obiettivo di individuare le direttrici operative per il percorso di accompagnamento.

 

Maltempo, Provincia di Terni: rami e alberature caduti sulle carreggiate

Le squadre dei circoli stradali della Provincia di Terni sono al lavoro in varie zone del territorio provinciale per verificare le condizioni di sicurezza sui tratti viari legate all’ondata di maltempo tuttora in corso. Le maggiori attenzioni si stanno concentrando sulla zona dell’Orvietano dove forti raffiche di vento e abbondanti precipitazioni hanno determinato la caduta di rami e altre alberature, alcune delle quali sulle sedi stradali.

A causa delle condizioni venutesi a determinare non è escluso che si possa decidere anche la chiusura temporanea di alcuni tratti viari della rete di competenza per motivi di sicurezza e per permettere la rimozione dei materiali sulle carreggiate.

Fondi europei e co-progettazione territoriale, la Provincia di Forlì-Cesena al fianco degli enti locali con il progetto FOCE+ arrivato 6° in regione

Superare una logica frammentata e favorire una co-progettazione territoriale, nella quale i diversi Enti possano condividere bisogni e competenze approdando insieme alla costruzione di proposte in grado di competere sui bandi europei. La Provincia di Forlì-Cesena rafforza la capacità del territorio di intercettare le opportunità offerte dall’Unione europea e avvia ‘FOCE+: Formare e progettare per il territorio di FOrlì-CEsena sui Fondi Europei’, progetto finanziato nell’ambito del bando regionale per le iniziative di promozione e sostegno della cittadinanza europea previsto dalla legge regionale 16/2008. Il progetto, presentato dalla Provincia lo scorso 19 maggio, ha ottenuto dalla Regione Emilia-Romagna un contributo di 15.372 euro, a fronte di una spesa complessiva di 21.960 euro. La quota restante, pari a 6.588 euro, sarà sostenuta dall’Ente di Piazza Morgagni.

 

La Provincia rafforza il proprio ruolo di supporto tecnico agli enti locali nell’accesso alle risorse europee

“FOCE+ – commenta la Consigliera Provinciale ai Fondi europei Milena Garavini – nasce in continuità con l’esperienza del progetto del 2024 e punta a fare un passo ulteriore: non soltanto aumentare le conoscenze sui fondi europei, ma trasformare la formazione in capacità concreta di progettazione costruendo una rete territoriale più preparata, capace di lavorare insieme e di passare dalla conoscenza delle opportunità europee alla progettazione concreta di interventi condivisi. Il progetto si rivolge infatti a un’ampia platea di tecnici, funzionari, dirigenti e amministratori della Provincia, dei Comuni e delle Unioni del territorio provinciale con l’obiettivo di consolidare e approfondire le competenze sulle politiche europee, sui finanziamenti disponibili e sulle tecniche di euro-progettazione. È questo – prosegue la Consigliera – un ambito strettamente strategico che consente agli enti territoriali di attrarre finanziamenti, entrare a far parte come partner di progettualità che vanno oltre i confini locali e dunque ai nostri territori di crescere. A questo proposito, particolare attenzione sarà dedicata agli enti locali di minori dimensioni e meno strutturati, per i quali l’accesso ai programmi europei può risultare più complesso per la disponibilità limitata di competenze e risorse”.

 

Una rete di collaborazione tra Provincia, Comuni e Unioni

FOCE+ – arrivato sesto nella graduatoria regionale su 43 progetti ammessi – punta a rafforzare una capacità progettuale duratura, costruendo una rete di collaborazione tra Provincia, Comuni e Unioni. Un investimento che guarda anche alla futura programmazione europea 2028-2034, preparando il territorio ad affrontare con maggiore consapevolezza le prossime opportunità di finanziamento. Il progetto ha già raccolto il sostegno e la collaborazione formale dell’Unione di Comuni della Romagna Forlivese, dell’Unione Rubicone e Mare, dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, del Comune di Forlì, del Comune di Cesena, del Centro Europe Direct della Romagna e di UPI Emilia-Romagna. La Provincia, con il supporto delle Unioni, coinvolgerà inoltre tutti i Comuni del territorio.

 

Il percorso si articolerà in tre momenti principali

Il programma prevede innanzitutto un incontro introduttivo dedicato alle politiche e alle opportunità europee per gli enti locali, con un approfondimento sui programmi attivi fino al 2027 e sulle prospettive della programmazione 2028-2034. Seguirà un workshop per approfondire uno specifico programma europeo individuato come prioritario per il territorio, raccogliere le proposte degli enti partecipanti e iniziare a definire una linea progettuale condivisa. Previsto inoltre un laboratorio di euro-progettazione, articolato in quattro sessioni, nel corso del quale i partecipanti saranno accompagnati nell’analisi del bando europeo di riferimento, nella definizione degli obiettivi e dei risultati attesi, nell’organizzazione delle attività, nella ricerca di partner internazionali e nella costruzione del budget. Il percorso arriverà fino alla predisposizione di una bozza avanzata del formulario di candidatura. A conclusione si terrà un evento finale di restituzione, nel quale saranno presentati il lavoro svolto, la proposta progettuale elaborata e le prospettive future di partecipazione del territorio ai programmi europei, con il coinvolgimento del Centro Europe Direct della Romagna.

La Provincia di Lecco stanzia 270 mila euro ai Comuni per la manutenzione delle strade

Rafforzare la collaborazione tra la Provincia di Lecco e i Comuni per migliorare il livello di servizio, il decoro e la qualità della rete stradale provinciale e offrire agli utenti un servizio sempre più efficiente.

Con questo obiettivo, la Provincia di Lecco ha stanziato complessivamente 270.000 euro, assegnati direttamente ai Comuni per la realizzazione di interventi di decoro urbano, cura e manutenzione della segnaletica stradale e attività di manutenzione ambientale finalizzate anche alla prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico.

Le risorse consentiranno di effettuare diverse operazioni lungo la rete viaria provinciale, tra cui la pulizia di cunette e caditoie e la manutenzione ordinaria di guardrail e parapetti, attraverso interventi di verniciatura e il ripristino degli elementi danneggiati.

Tra le attività finanziate rientrano inoltre la cura dei marciapiedi e delle piste ciclabili, la rimozione di rifiuti e vegetazione infestante, il ripristino delle pavimentazioni e la manutenzione della segnaletica orizzontale e verticale.

Sono previsti anche interventi mirati a garantire l’efficienza idraulica del reticolo idrico minore, attraverso la rimozione della vegetazione presente negli alvei e lungo le sponde, l’asportazione di sedimenti e rifiuti e il ripristino della piena funzionalità idraulica di ponticelli, tombotti e attraversamenti nei tratti che interferiscono con la viabilità provinciale.

Il commento della Presidente

«Con questo stanziamento – commentano la Presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann e il Vicepresidente e Consigliere provinciale delegato a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità e Viabilità Mattia Micheli – vogliamo sostenere concretamente i Comuni nella cura dei territori attraversati dalle strade provinciali. La collaborazione con le amministrazioni comunali, che ringraziamo, ci permette di intervenire in modo più capillare ed efficace, valorizzando la conoscenza diretta del territorio e rispondendo alle esigenze quotidiane dei cittadini e di tutti coloro che percorrono le nostre strade».

Ricostruzione post alluvione, il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca: “Entriamo nella fase due degli interventi. Determinante il contributo dei Comuni”

L’80% degli interventi di ricostruzione delle infrastrutture provinciali danneggiate dalle alluvioni del 2023 e del 2024 è stato completato. Parallelamente, la Provincia di Forlì-Cesena si prepara a candidare un nuovo pacchetto di opere per un valore complessivo di 184,92 milioni di euro, destinato a risolvere le criticità presenti sull’intero territorio.

È quanto emerso questa mattina nel corso dell’Assemblea dei Sindaci, riunita a Forlì nella sede della Provincia per fare il punto sul percorso di ricostruzione. All’incontro hanno partecipato il presidente della Provincia, Enzo Lattuca, l’ingegnere Giovanni De Carlo, Responsabile dell’area tecnica ricostruzione pubblica della Struttura commissariale, insieme ai rappresentanti della Regione Emilia-Romagna, l’ingegner Francesco Gelmuzzi e l’architetto Nicola Pasi.

Attualmente la Provincia sta realizzando interventi per circa 85 milioni di euro e il livello di avanzamento della ricostruzione ha raggiunto l’80%. Entro le prossime settimane sarà pubblicata una nuova ordinanza commissariale che dovrebbe assegnare all’Ente, cui fanno riferimento 30 Comuni, ulteriori risorse richieste per coprire gli adeguamenti economici necessari a completare i cantieri già avviati.

Nel corso della riunione è stato inoltre presentato il monitoraggio aggiornato dei danni residui provocati dagli eventi alluvionali. Delle 108 strade provinciali interessate dalle alluvioni, 49 presentano ancora criticità, con un fabbisogno complessivo stimato in 184,92 milioni di euro. Si tratta degli interventi che la Provincia candiderà alla seconda fase della ricostruzione, aperta il 28 luglio e con scadenza fissata al 15 settembre.

Tra le opere considerate prioritarie figurano la ricostruzione del ponte sulla Strada Provinciale 48 Voltre, nel comune di Meldola, e gli interventi lungo la Strada Provinciale 29 Borello-Ranchio, strategici per il ripristino della viabilità e la messa in sicurezza del territorio.

Il commento del Presidente della Provincia

“Sono trascorsi tre anni e alcuni mesi dagli eventi alluvionali del maggio 2023, che hanno profondamente segnato il nostro territorio e i cui effetti si sono protratti anche nel 2024. La partecipazione a questa Assemblea dei sindaci ci restituisce il quadro di una ricostruzione che ha compiuto passi importanti, pur non essendo ancora conclusa”. Lo ha detto questa mattina il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca, aprendo l’Assemblea a cui hanno preso parte 25 sindache e sindaci del territorio riuniti per fare il punto sul percorso di ricostruzione, tra opere eseguite e interventi da candidare. All’incontro erano presenti anche i tecnici della Regione Emilia-Romagna e della Struttura commissariale.

 

“Resta aperta – ha proseguito il Presidente – una questione cruciale, soprattutto per i territori di pianura: quella delle opere di miglioramento sistemico della sicurezza idraulica. Allo stesso tempo, quando parliamo di ricostruzione, il pensiero va inevitabilmente ai comuni della collina e della montagna, dove si concentra la parte più consistente delle infrastrutture viarie pubbliche ancora da ripristinare. Questa è anche una questione politica. Esiste una parte del nostro territorio, meno popolata ma non per questo meno importante, che deve ancora ricucire lo strappo provocato dalle frane. Si tratta di danni che spesso non sono percepiti dalla maggior parte dei cittadini, perché molte strade appaiono ancora transitabili”.

 

“Per questo ribadiamo oggi il nostro impegno politico. La presenza a questa Assemblea conferma la volontà di continuare a sostenere il percorso della ricostruzione e rappresenta un impegno che intendiamo proiettare anche nel futuro. Ad oggi disponiamo di una programmazione aggiornata che, come Provincia, abbiamo costruito insieme ai Comuni. Questo lavoro ha consentito di rivedere e aggiornare la prima ricognizione dei danni effettuata dopo l’emergenza”.

 

In questi tre anni sono stati realizzati lavori per circa 85 milioni di euro sulle strade provinciali interessate da frane. La prima stima dei danni, presentata nel luglio 2023 al Commissario straordinario, generale Figliuolo, quantificava un fabbisogno di circa 300 milioni di euro. La seconda ricognizione aggiorna il valore dei danni ancora da finanziare a 184 milioni di euro: una cifra che, sommata agli 85 milioni già investiti, conferma sostanzialmente la correttezza della valutazione iniziale. Questi dati riguardano esclusivamente la rete stradale provinciale. Con l’Ordinanza 13 sono stati finanziati gli interventi sulle strade comunali, mentre altri restano ancora inseriti nell’elenco delle opere non finanziate”.

 

“Ora – ha concluso – si apre la cosiddetta fase 2 della ricostruzione, che dispone complessivamente di 500 milioni di euro. La nostra Provincia è l’Ente che, in termini percentuali e in valore assoluto, presenta ancora il maggior numero di opere da realizzare: abbiamo infatti 49 strade provinciali tuttora interessate da frane, di diversa entità. Abbiamo censito puntualmente tutti gli interventi ancora necessari e definito un criterio di priorità condiviso. I Comuni hanno contribuito in modo determinante a questo lavoro, indicando e ordinando gli interventi ritenuti più urgenti, così da costruire un quadro condiviso delle esigenze del territorio e orientare le prossime scelte di finanziamento”.

 

Nino Lombardi è stato riconfermato Presidente della Provincia di Benevento.

Nino Lombardi è stato riconfermato Presidente della Provincia di Benevento.

Lombardi ha battuto il suo antagonista Claudio Cataudo raccogliendo il 64,9% dei voti.

Lo spoglio, conclusosi alle ore 23.45, ha dato infatti  il seguente risultato:
-Nino Lombardi voti ponderati 56.821;
-Claudio Cataudo voti ponderati 30.939.

Le operazioni di voto erano terminate alle 22 presso il Seggio Unico nella Sala Angelo Mario Biscardi di Largo Giosuè Carducci, allorché il Presidente del Seggio Giancarlo Corsano aveva dichiarato chiuse le operazioni cominciate alle 7.00.

Hanno votato 813 Elettori sui 935 Amministratori Comunali aventi diritto, ovvero l’86,9% del totale.
Alle Elezioni per il Presidente della Provincia del 28 luglio 2022 si presentarono al Seggio n. 745 Amministratori Comunali.

 

Innovazione digitale: la Provincia di Treviso adotta la metodologia BIM per una gestione sempre più efficiente delle opere pubbliche

La Provincia di Treviso compie un ulteriore passo avanti nel percorso di innovazione e trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, introducendo in modo strutturato la metodologia BIM (Building Information Modeling) nella gestione delle opere pubbliche, dalla procedura di gara per l’appalto dei lavori fino al cantiere. Una scelta strategica, finanziata dall’Ente nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con le risorse destinate allo sviluppo dei sistemi informatici e dei servizi in cloud, che consente di semplificare i procedimenti amministrativi, migliorare la qualità della progettazione e rendere più efficiente la realizzazione e la gestione degli interventi, con particolare riferimento all’edilizia scolastica superiore. L’investimento previsto dalla Provincia per completare il processo di innovazione, tra il 2025 e il 2028, è di circa 200.000 euro.

Cos’è il BIM

L’adozione del BIM si inserisce nel percorso di modernizzazione che la Provincia sta portando avanti da anni, in linea con gli indirizzi nazionali e con quanto previsto dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023 e successive modifiche), che dal 1° gennaio 2025 rende obbligatorio l’utilizzo dei metodi e degli strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per gli interventi di importo superiore a 2 milioni di euro. Per arrivare a questo traguardo, la Provincia ha intrapreso il percorso di qualificazione previsto dalla normativa, che prevede l’adozione di un atto di organizzazione, di un piano di formazione specifico per il personale che utilizza il metodo BIM e di strumenti hardware e software necessari a gestire, attraverso processi digitali, l’intero ciclo di vita delle opere pubbliche realizzate.

Il Building Information Modeling rappresenta un’evoluzione sostanziale rispetto ai tradizionali sistemi di lavoro: attraverso un modello digitale tridimensionale intelligente, che consente di integrare tutte le informazioni tecniche, economiche e gestionali di un’opera, si favorisce la collaborazione tra la Provincia, i progettisti, le imprese e i tecnici coinvolti nei lavori, riducendo il rischio di errori e interferenze già nelle fasi preliminari e migliorando il controllo dell’intervento fino alla manutenzione dell’edificio nel tempo.

Per la Provincia di Treviso, ciò si traduce in una maggiore qualità della progettazione, nella riduzione delle criticità in fase esecutiva, nella razionalizzazione dei tempi e dei costi e in una gestione più efficace del patrimonio pubblico. Un beneficio soprattutto per gli interventi di edilizia scolastica superiore, settore nel quale l’Ente ha investito, solo negli ultimi anni, oltre 100 milioni di euro, per garantire ai 40.000 studenti che frequentano i 37 Istituti scolastici della Marca trevigiana (distribuiti in più di 100 edifici), immobili sempre più sicuri, efficienti e sostenibili.

L’introduzione del BIM è accompagnata anche da un significativo percorso di formazione del personale tecnico interno e dall’aggiornamento degli strumenti informatici, affinché la digitalizzazione diventi parte integrante dei processi amministrativi e progettuali dell’Ente.

Primi interventi

Tra le prime esperienze applicative figura il progetto relativo all’intervento di recupero dell’Ex Poste, opera da 8 milioni di euro che consentirà di ampliare la sede didattica a disposizione degli studenti del Liceo Artistico di Treviso. L’attività ha consentito di adeguare il progetto esecutivo agli standard BIM, armonizzare tutta la documentazione di gara, definire i requisiti informativi e accompagnare il Responsabile Unico del Progetto e il personale tecnico nella gestione digitale dell’intero procedimento, dalla predisposizione degli atti fino alla verifica dei modelli informativi e al collaudo finale.

Il commento del Presidente della Provincia

“L’innovazione digitale rappresenta uno dei pilastri dell’azione amministrativa della Provincia di Treviso – sottolinea il presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel –. L’adozione della metodologia BIM non costituisce soltanto un adeguamento a quanto previsto dalla normativa nazionale, ma soprattutto una scelta strategica per rendere la nostra macchina amministrativa sempre più moderna, efficiente e trasparente. Significa migliorare la qualità delle procedure, coordinate e condivise tra tutti i soggetti coinvolti nei lavori per ridurre così il margine di errore, ottimizzare le risorse pubbliche e garantire interventi ancora più efficaci, in particolare nell’edilizia scolastica, un ambito nel quale la Provincia investe con continuità (oltre 3 milioni sono destinati quest’anno per manutenzioni e adeguamenti degli edifici) per offrire agli studenti scuole sicure, innovative e adeguate alle esigenze della didattica. La digitalizzazione, oggi pervasiva e imprescindibile, rappresenta un percorso essenziale per offrire servizi migliori ai cittadini e amministrare con sempre maggiore efficienza.”

Il commento del Vicepresidente

“L’implementazione del metodo BIM rappresenta un ulteriore tassello del processo di trasformazione digitale che la Provincia sta portando avanti in questi anni, con l’obiettivo di rendere i processi sempre più efficienti, interoperabili e orientati alla qualità – le parole del vicepresidente della Provincia di Treviso con delega all’Innovazione Digitale, Fabio Maggio – L’Ente ha investito nel potenziamento delle infrastrutture informatiche, nella migrazione dei servizi in cloud, nella sicurezza dei sistemi e nella formazione del personale, perché la vera innovazione non riguarda solo la tecnologia, ma soprattutto le competenze e l’organizzazione. Oggi possiamo contare su strumenti avanzati che consentono una gestione più efficace delle informazioni e delle opere pubbliche, garantendo maggiore trasparenza, controllo degli interventi e capacità di programmazione. È un risultato importante che guarda al futuro e che ci permette di affrontare le nuove sfide della Pubblica Amministrazione con strumenti adeguati e all’avanguardia.”

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