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Provincia di Lecce: “A noi non succede” lo spettacolo per Mobilità sicura

“Questo progetto e questi argomenti ricadono purtroppo nella crudezza della quotidianità. Cari ragazzi e ragazze, avete fatto un bel lavoro e mi auguro che serva da bagaglio per la vostra vita: siate responsabili nei confronti della vita e consapevoli che nei momenti di stanchezza bisogna fermarsi”. Così oggi il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino dal palco del Teatro Apollo a Lecce, di fronte alla platea degli studenti delle scuole superiori del capoluogo leccese, che sono stati tra i protagonisti del progetto MOVIDAMENTE – Vivi la MOVIDA responsabilMENTE.

L’evento odierno, intitolato “A noi non succede”, che ha visto il teatro gremito in ogni ordine di posti, è lo spettacolo itinerante che conclude in maniera “corale” le molteplici iniziative realizzate a partire da marzo dello scorso anno su tutto il territorio provinciale. Controlli stradali, animazione territoriale, laboratori formativi e tanto altro sono stati al centro di un’imponente attività che la Provincia di Lecce, in qualità di capofila di un ampio partenariato, costituito da enti pubblici e privati, tra cui la Prefettura di Lecce, Ufficio Scolastico provinciale, Automobil Club d’Italia, Croce Rossa Italiana, ha messo in campo sui temi della sicurezza stradale, della guida consapevole e della prevenzione degli incidenti.

Le scuole coinvolte

Tredici gli Istituti leccesi presenti oggi: Liceo Scientifico De Giorgi, Istituto Tecnico e Professionale De Pace, Liceo Artistico e Coreutico Ciardo Pellegrino, Liceo Scientifico Banzi, Istituto Tecnico Economico Olivetti, Istituto Galilei Costa Scarambone, Liceo Classico e Musicale Palmieri, Liceo Siciliani, Liceo Virgilio-Redi, Istituto Tecnico Deledda, Istituto Fermi.

Rivolte direttamente a loro, accanto all’augurio di “buona vita e buona patente, siate responsabili” del presidente Fabio Tarantino, anche le parole del prefetto Natalino Domenico Manno: “Occorre riflettere sul valore della vita, assumerci responsabilità, per il bene della nostra e della vita degli altri. La repressione non basta, sono importanti la cultura della responsabilità, dell’etica pubblica e della sicurezza stradale”. Ha aggiunto poi il presidente Aci Lecce Francesco Sticchi Damiani: “A voi che siete una generazione sempre connessa, non disconnettevi neanche un attimo con la strada”.

Lo spettacolo

Dopo gli interventi istituzionali, l’attore Massimo Giordano, ha interpretato il monologo “A me non succede” scritto da lui stesso, che ha saputo catturare l’attenzione dei ragazzi e delle ragazze presenti. Passando in rassegna tutte le cause degli incidenti (alcol, droga, cellulare e “gli altri”, ossia le pressioni branco), ha parlato il linguaggio dei giovani, si è messo sul loro piano ed ha puntato sulla testimonianza, discorrendo di intelligenza e coraggio. Insieme a lui, applauditissimi, l’accompagnamento musicale e la voce di Francesco De Siena, vincitore dell’ultima edizione di The Voice Senior che, al pianoforte, ha sottolineato i momenti salienti dell’intervento teatrale, intonando brani celebri, da “Guido piano” a “Se telefonando”, da “Vita spericolata” a “Me so’mbriacato”, fino a “E la vita, la vita”. Momento di grande coinvolgimento e applausi anche l’esibizione dei giovani musicisti e musiciste (fiati, percussioni, voci) della “Palmieri Street Band” di Lecce.

Le prossime tappe

Ora sono in programma due prossime tappe, nelle quali lo spettacolo andrà ad incontrare e ad accogliere altri studenti e studentesse coinvolti nel progetto: dopo l’appuntamento odierno leccese, infatti, “A me non succede” approderà il 20 aprile a Tricase, presso il Liceo Girolamo Comi e il 21 aprile a Galatina, presso il Teatro Cavallino Bianco, con la band del Liceo Vallone di Galatina.

L’iniziativa Mobilità Sicura

Con il progetto MovidaMente, attuato con la guida del dirigente provinciale Servizio Governance strategica Roberto Serra, presente all’iniziativa odierna, si è voluto in questi mesi sensibilizzare le giovani generazioni ai concetti di guida sicura e stimolarle a vivere una movida responsabile. La Provincia di Lecce è stata tra le 20 Province ammesse al finanziamento, relativo all’iniziativa nazionale “Mobilità sicura”, sostenuta dal Fondo contro l’incidentalità notturna, sulla base dell’Accordo stipulato tra il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ANCI ed UPI.

Provincia di Brescia: nasce l’Osservatorio provinciale per le Infrastrutture e la Mobilità

Si è concluso il primo incontro operativo, che ha portato alla firma, a Palazzo Bargnani, del Protocollo d’Intesa che istituisce l’Osservatorio provinciale per le Infrastrutture e la Mobilità: il nuovo strumento di confronto permanente tra Provincia di Brescia, enti locali, rappresentanze economiche, organizzazioni sindacali e mondo accademico.

L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di condividere dati aggiornati, monitorare l’avanzamento delle opere pubbliche e coordinare la programmazione degli interventi sul territorio, favorendo una lettura unitaria delle esigenze infrastrutturali e della mobilità provinciale.

Presenti il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, il Consigliere provinciale delegato a Strade e viabilità, Paolo Fontana, e  la dirigente del Settore del Strade della Provincia di Brescia Pierpaola Archini, insieme ai rappresentanti degli enti e delle associazioni coinvolte.

La firma conclude il percorso avviato l’autunno scorso e segna l’ingresso nella fase operativa dell’Osservatorio. Un tavolo stabile di confronto per un territorio complesso che richiede strumenti di analisi condivisi.

La Provincia di Brescia gestisce quasi 1.500 chilometri di strade e oltre 300 ponti e manufatti, una delle reti viarie più estese e articolate d’Italia.

Il territorio presenta caratteristiche molto diverse tra loro: aree urbane ad alta intensità di traffico, distretti produttivi, zone montane con criticità specifiche, località turistiche con flussi stagionali significativi.

In questo contesto, l’Osservatorio nasce per rendere più leggibile il quadro delle opere, più trasparente l’avanzamento dei lavori e più efficace la programmazione degli investimenti pubblici, offrendo a cittadini e amministrazioni uno strumento stabile di analisi e coordinamento.

La prima riunione operativa ha quindi definito il metodo di lavoro, calendario degli incontri e le prime priorità da analizzare. Le attività si svolgeranno nel rispetto degli strumenti di pianificazione vigenti e in coordinamento con i diversi livelli di governo, per rendere più coerente e leggibile la programmazione delle opere.

Il commento del Presidente della Provincia di Brescia

«La firma di oggi segna l’avvio di un lavoro condiviso che mette al centro le esigenze reali del territorio. L’Osservatorio nasce per rendere più chiaro il quadro delle opere, migliorare la capacità di lettura dei dati e programmare gli interventi in modo coordinato, con l’obiettivo di aumentare sicurezza, mobilità e qualità della vita dei cittadini. Ringrazio tutti i soggetti che hanno scelto di partecipare a questo percorso. Da questo momento si apre una fase operativa che richiederà collaborazione e continuità da parte di tutti i soggetti coinvolti» ha sottolineato il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini.

Il commento del consigliere delegato

«L’Osservatorio sarà il luogo dove confrontarsi in modo strutturato, condividere informazioni aggiornate e costruire una visione comune delle priorità infrastrutturali. La Provincia gestisce una delle reti viarie più estese e complesse del Paese per questo è fondamentale monitorare ciò che è in corso e definire insieme ciò che serve per il futuro, con un approccio basato sui dati e sulla collaborazione tra enti» ha concluso il consigliere delegato a Strade e viabilità, Paolo Fontana.

Aggiornamento sulle principali opere provinciali

A illustrare il quadro degli interventi sono stati il Consigliere Paolo Fontana, e l’architetto Pierpaola Archini che nel loro intervento hanno presentato un aggiornamento sulle principali opere provinciali, tra cui la variante alla SP237 tra i comuni di Idro e Vestone, il ponte di Palazzolo, il ponte di Pian Camuno la deviante alla SP2 tra i comuni di Orzinuovi e Roccafranca, lo svincolo di Rovizza tra i comuni di Pozzolengo e Peschiera del Garda, la deviante di Roncadelle, la deviante di Isorella, le opere di protezione dei versanti, e il programma di manutenzione dei ponti.

Composizione e funzioni dell’Osservatorio

L’Osservatorio avrà sede a Palazzo Broletto e sarà presieduto dal Consigliere provinciale delegato ai lavori pubblici, strade e mobilità.

Ne fanno parte la Provincia di Brescia, il Comune di Brescia, l’Associazione Comuni Bresciani (ACB), la Camera di Commercio, Confindustria Brescia, ASCAB, FAI, le Comunità Montane, CGIL–CISL–UIL, Università degli Studi di Brescia, ANCE e Fondazione Campus Edilizia Brescia.

Il Protocollo ha durata quinquennale e potrà essere esteso ad altri soggetti pubblici e privati.

Il Protocollo individua otto ambiti di lavoro, tra cui monitoraggio delle infrastrutture, impatto ambientale, sicurezza nei cantieri, digitalizzazione dei sistemi di controllo e supporto tecnico agli enti locali.

La partecipazione non prevede indennità né nuovi oneri per le amministrazioni.

Il nuovo organismo nasce con tre funzioni principali:

  1. condividere dati aggiornati su infrastrutture, mobilità e flussi di traffico, così da individuare insieme le priorità;
  2. monitorare in modo sistematico l’avanzamento delle opere pubbliche, verificando lo stato dei cantieri e affrontando eventuali criticità con i territori;
  3. coordinare la programmazione degli interventi, favorendo un approccio integrato tra istituzioni, enti locali, mondo produttivo e parti sociali.

Scuole Superiori, la Provincia di Treviso ha completato tutti i cantieri PNRR

La Provincia di Treviso ha completato tutti i cantieri finanziati con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), segnando un traguardo significativo nell’ambito del potenziamento e della riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico del territorio: come previsto dal cronoprogramma, che fissava al 31 marzo il termine delle opere, l’Ente ha ultimato da gennaio a oggi:

  • la palestra scolastica presente all’interno del nuovo edificio dell’Istituto Casagrande di Pieve di Soligo (opera inaugurata lo scorso settembre dal valore complessivo di 9.604.460 euro),
  • il miglioramento sismico dell’Istituto Cerletti di Conegliano (3.443.000 euro, ora in corso ultime finiture e collaudi),
  • gli interventi di costruzione e accorpamento degli Istituti Pittoni-Galilei di Conegliano (9.558.602 euro, già terminati a gennaio),
  • la nuova costruzione dell’Istituto Planck a Villorba (9.209.651 euro)
  • la realizzazione della nuova succursale Ca’ del Galletto a Treviso (10.257.053 euro).

In questi ultimi due, completati proprio nelle ultime settimane, ora sono in corso le verifiche e i collaudi necessari, come di consueto nei cantieri, che permetteranno di accogliere a settembre, per l’inizio del nuovo anno scolastico, studentesse, studenti e docenti in aula.

Dettagli tecnici 

La nuova succursale Ca’ del Galletto del Liceo Canova è un edificio di tipo NZEB, ovvero completamente eco-sostenibile e a consumi zero, e ospiterà 400 studenti e avrà tre piani, con locali adibiti ad aule, laboratori e palestra. Anche il nuovo edificio dell’Istituto Planck di Villorba è una struttura NZEB, ovvero ottimizzata dal punto di vista energetico, e metterà a disposizione di tutta la comunità scolastica 19 nuove aule, 4 laboratori (Informatica, elettronica, fisica e chimica), un’aula magna, una sala audiovisivi e una biblioteca.

Parallelamente, la Provincia ha già programmato una nuova serie di interventi, per un investimento complessivo di 2.798.124 euro cofinanziati con risorse proprie e nell’ambito di contributi ministeriali MIM, che riguarderanno:

  • l’adeguamento dell’impianto antincendio e presentazione della SCIA per la succursale del Liceo Flaminio di Vittorio Veneto (124 euro)
  • la messa in sicurezza con rifacimento dell’impermeabilizzazione delle terrazze del Liceo Da Vinci di Treviso (000 euro)
  • la riqualificazione della copertura della palestra dell’ISS Giorgi-Fermi di Treviso (000,00 euro)
  • l’impermeabilizzazione della copertura della palestra dell’ITT Mazzotti di Treviso (000 euro)

 

Questi interventi rappresentano un ulteriore passo avanti nel piano di manutenzione straordinaria e adeguamento degli edifici scolastici, con particolare attenzione alla sicurezza, alla sostenibilità e alla funzionalità degli spazi.

Il commento del Presidente della Provincia

«Il completamento dei cantieri PNRR rappresenta un risultato rilevante per il territorio e conferma la capacità dell’Ente di rispettare le tempistiche e gli obiettivi previsti – sottolinea il presidente della Provincia, Marco Donadel – e non vediamo l’ora, a settembre, di poter festeggiare questi traguardi insieme alle comunità scolastiche. Ma non ci fermiamo qui: si prosegue infatti con la programmazione dei nuovi interventi (previsti per l’estate e finanziati con risorse proprie e con contributi MIM) che avevo già preannunciato durante le prime visite nelle scuole superiori in queste settimane, occasioni proficue di incontro e confronto con i dirigenti scolastici e gli studenti. Come Provincia, vogliamo continuare nel grande impegno e nello sforzo per realizzare e garantire le opere di manutenzione e valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare scolastico, perché edifici sicuri e funzionali sono una prerogativa importante per la formazione dei nostri giovani, oggi e domani. Certo, non è una sfida semplice: è inevitabile tener conto dei rincari, determinati da un complesso contesto internazionale, ma siamo fiduciosi che presto vengano destinate le risorse necessarie per adempiere al meglio alle esigenze del territorio”.

L’UPI in audizione alla Commissione di vigilanza su CDP “Alleato insostituibile di Regioni Province e Comuni”

“Per il sistema della Pubblica Amministrazione, e in particolare per Province, Regioni e Comuni, la Cassa Depositi e Prestiti rappresenta un alleato insostituibile, sia per gli interventi a sostegno dei bilanci, grazie alle operazioni di rinegoziazione dei mutui che hanno dato in questi anni ossigeno agli enti in difficoltà, sia per la preziosa assistenza nella messa a terra degli investimenti, soprattutto nell’attuazione del Pnrr.”

Lo ha detto il vicepresidente vicario UPI, Flavio Pasini, presidente della provincia di Verona, intervenendo in audizione alla Commissione di vigilanza su Cassa Depositi e Prestiti, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul ruolo della Cassa nel supporto alla pubblica amministrazione con riferimento al Pnrr e alla finanza locale.

CDP e Province per il dopo PNRR

“Cdp – ha detto Pasini – si conferma un soggetto indispensabile per le politiche di sviluppo del Paese, agendo come perno centrale a fronte della crescente diversificazione delle sfide economiche e sociali. Per questo, terminato il Pnrr, occorre consolidare il ruolo di Cdp al fianco di Regioni ed Enti locali nell’ attuazione della nuova programmazione europea 2027-2034, attraverso un coinvolgimento strutturale di Cassa in un sistema integrato con Regioni ed Enti locali che ci consenta di garantire l’efficace messa a terra delle politiche comunitarie e una spesa efficiente delle risorse nel prossimo settennio. Essenziale poi, data la lentezza del sistema degli Enti Locali, è il ruolo di pivot dell’innovazione che CDP deve svolgere mettendo a valore l’esperienza maturata su settori di forte espansione, come l’Intelligenza Artificiale, e sulle nuove tecnologie, per accelerare la digitalizzazione dei processi amministrativi territoriali”.

CDP e Province per gli investimenti

“Per il futuro come Province auspichiamo che per il ruolo di Cassa si evolva oltre il supporto finanziario –  ha concluso il rappresentante di UPI – consolidandosi attraverso un potenziamento delle funzioni di advisory, come l’assistenza tecnica, l’accompagnamento progettuale e il sostegno operativo nella gestione delle risorse, e una sinergia costante che affianchi gli enti locali non solo come fonte di finanziamento, ma come partner strategico di sistema”

Il documento consegnato alla Commissione

Nota UPI indagine commissione vigilanza CDP

UPI Veneto: Flavio Pasini eletto nuovo Presidente, Andrea Nardin vicepresidente

Si è svolto oggi, presso la sede della Provincia di Padova, il Direttivo dell’Unione Province del Veneto (UPI Veneto). All’ordine del giorno, l’elezione del nuovo Presidente dell’Associazione e alcuni aspetti organizzativi in vista dell’Assemblea nazionale delle Province, in programma a Roma il prossimo 13 maggio.

Presenti oggi Flavio Pasini, presidente della Provincia di Verona, Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza, Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova, Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno, Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso, Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo, Michele Fratino, segretario generale della Città Metropolitana di Venezia e Carlo Rapicavoli, direttore dell’UPI Veneto.

All’unanimità, il Direttivo ha eletto nuovo Presidente di UPI Veneto Flavio Pasini, Presidente della Provincia di Verona e attualmente vicepresidente vicario di UPI nazionale. Contestualmente, è stato nominato vicepresidente Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza.

A precedere i lavori del Direttivo, si è svolto un incontro tecnico con l’Assessore della Regione Veneto delegata all’Ambiente, Elisa Venturini, durante il quale è stato affrontato il tema della difesa del suolo e della definizione delle competenze in capo alle Province. In tale occasione, UPI Veneto ha avanzato la proposta – condivisa dai presenti – di calendarizzare tavoli di confronto periodici, partecipati da Regione, Province e Città metropolitana, insieme agli organi competenti in materia di qualità dell’aria e tutela ambientale. L’obiettivo è favorire una sede stabile di coordinamento per condividere proposte e individuare soluzioni efficaci in risposta alle diverse casistiche ed emergenze ambientali.

Il commento del Presidente Pasini

“Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e spirito di servizio verso tutti i territori del Veneto,” ha dichiarato il neo presidente di UPI Veneto, Flavio Pasini. “Ringrazio i colleghi per la fiducia unanime: lavoreremo in continuità e con determinazione per rafforzare il ruolo delle Province, valorizzandone le competenze e contribuendo in modo concreto alle sfide strategiche, a partire dalla tutela ambientale, dalla sicurezza del territorio e dalle funzioni in carico alle Province, perseguendo l’impegno condiviso in un maggior riconoscimento del ruolo di coordinamento intermedio che i nostri Enti ricoprono, auspicando in una prossima e urgente revisione della legge 56/2014”

Il commento del Vicepresidente Nardin

“Desidero ringraziare per la fiducia accordata e confermare la mia piena disponibilità a collaborare in modo costruttivo,” ha aggiunto il vicepresidente di UPI Veneto Andrea Nardin – UPI Veneto rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il coordinamento tra enti e per la rappresentanza delle istanze dei territori: insieme al Presidente Pasini, lavoreremo per affrontare con efficacia le priorità amministrative e sostenere lo sviluppo equilibrato delle nostre comunità.”

Maltempo, la Provincia di Teramo calcola oltre 400 mila euro di danni per le somme urgenze

Fra le provinciali con dissesti gravi ci sono anche quelle che solo un anno fa erano state completamente ristrutturate con manutenzioni straordinarie e investimenti di svariati milioni; la conta dei danni è in corso ma l’evidenza dei fatti testimonia un vistoso fenomeno di dissesto dei versanti e delle scarpate come principale causa dei danni all’assetto viabile. Non si tratta di “buche” ma di scivolamenti e fratture soprattutto nella fascia pedemontana.

Il commento del Presidente Camillo D’angelo

«Quello che abbiamo vissuto negli ultimi giorni si ripropone ormai periodicamente, ogni quattro o cinque anni. Gli eventi alluvionali sono una costante con fenomeni sempre più brevi e intensi, che sono quelli provocano i danni maggiori. L’unico strumento per contrastarli è la manutenzione costante dei versanti, la pulizia dei fossi e dei fiumi, l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica per stabilizzare i terreni. Il risanamento idrogeologico dell’Appennino è una tema che deve uscire dalle tavole dei convegni ed entrare in quello della programmazione: i fondi straordinari, tanti, che ora dobbiamo impiegare solo per riparare il danno vanno pianificati annualmente per prevenire. Le Province, dalla riforma Delrio hanno competenza diretta solo sulle strade: il nostro personale che seguiva le attività di genio civile e si occupava di fossi e fiumi è transitato in Regione.  Molte Regioni del nord di destra e sinistra, all’indomani della riforma Del Rio hanno ri-delegato alle Province, enti sussidiari e più vicini ai cittadini, tutte le funzioni tecniche nella consapevolezza che lo schema è di gran lunga più efficace. Forse è ora che anche in Abruzzo si apra questo tavolo. Marsilio, presidente protempore, ovviamente non ha alcuna responsabilità diretta di questo disastro ma ha in mano la possibilità di cambiare davvero le cose con una operazione innovativa e seria seguendo la strada di quello che altre Regioni hanno già fatto” commenta il presidente Camillo D’Angelo.

Sopralluoghi e nuove chiusure

Questa mattina, intanto, è stata chiusa per un vistoso cedimento del piano viabile e relativa scarpata la provinciale 34/D di Collemesole nel Comune di Arsita in località Scaricasale. Sul posto i tecnici che stanno valutando gli interventi.

A Villa Vallucci, a Montorio, sempre questa mattina, sopralluogo congiunto con i geologi della Protezione Civile: considerati i lavori già fatti dalla Provincia, domani si riapre a senso unico alternato. E anche in questo caso si prepara la scheda per quantificare le risorse necessarie per ripristinare lo stato dei luoghi.

Maltempo e viabilità: le Province chiedono interventi d’urgenza

Ripristinare al più presto i collegamenti: comunità isolate

Prevedere interventi di straordinaria urgenza per ripristinare nel più breve tempo possibile i collegamenti interrotti, provvedendo anche con strutture temporanee in sostituzione dei ponti crollati; stanziare risorse straordinarie a favore delle Province colpite dall’emergenza, per consentire il ripristino immediato della viabilità provinciale, per far uscire le comunità dall’isolamento forzato e ripristinare la sicurezza sulla rete viaria.

Sono queste le richieste avanzate dalle Province, nell’ordine del giorno approvato oggi all’unanimità dal Comitato Direttivo UPI, a sostegno delle Province delle Regioni Abruzzo, Molise e Puglia, colpite dalla drammatica ondata di maltempo che ha provocando danni gravissimi alle infrastrutture stradali e in particolare alla rete viaria provinciale.

Tra le conseguenze più gravi, da risolvere con la massima urgenza, il crollo di ponti e il persistere di situazioni franose che hanno obbligato alla chiusura di tratti di strade provinciali isolando completamente intere frazioni.

Il Comitato Direttivo UPI, poi, nell’ordine del giorno rivolge un appello al Governo ad aprire al più presto un tavolo di confronto con Regioni, Province e Comuni per discutere delle norme sul coordinamento delle situazioni di emergenza in modo da ricostituire un quadro unitario di sistema che consenta al Paese una risposta più efficiente.

L’ordine del giorno approvato all’unanimità  EMERGENZA MALTEMPO ORDINE DEL GIORNO DIRETTIVO

La Provincia di Rovigo sigla accordo con Prefettura e Università per formazione della PA

La Prefettura di Rovigo, la Provincia di Rovigo, l’Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento di Giurisprudenza- e il Consorzio Università Rovigo (CUR) hanno sottoscritto un accordo quinquennale volto alla realizzazione di un sistema integrato di alta formazione destinato al personale della pubblica amministrazione operante sul territorio provinciale.

L’intesa nasce in coerenza con le linee strategiche nazionali in materia di valorizzazione del capitale umano della PA, con le recenti direttive del Ministero per la Pubblica Amministrazione e del Ministero dell’Interno e con gli indirizzi previsti dal PNRR.

Il progetto

Il progetto prevede un modello di cooperazione stabile tra istituzioni, finalizzato a garantire percorsi formativi qualificati, programmati congiuntamente e orientati allo sviluppo delle competenze professionali dei dipendenti pubblici.

Il sistema di formazione integrata sarà sviluppato attraverso:

  • la rilevazione condivisa dei fabbisogni formativi delle amministrazioni;
  • la progettazione e la programmazione annuale dei corsi;
  • l’organizzazione di attività seminariali e iniziative di aggiornamento professionale;
  • la valutazione delle competenze e del livello di soddisfazione dei partecipanti.

Il tavolo tecnico

Per assicurare coordinamento e continuità, l’accordo prevede l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico, composto dai referenti degli enti coinvolti, incaricato di elaborare la proposta formativa annuale.

Con la firma dell’intesa, la Prefettura di Rovigo assume un ruolo centrale nell’attuazione del nuovo sistema integrato di formazione, dando impulso alla formazione in house, ritenuta uno strumento essenziale per aggiornare e rafforzare le competenze del personale civile dell’Amministrazione dell’Interno.

La Provincia di Rovigo, d’altra parte, assume, anche in questo ambito, il ruolo di “Casa dei Comuni”, estendendo l’applicazione dell’accordo ai Comuni del Polesine e favorendo in tal modo la più ampia partecipazione del personale degli enti locali alle opportunità di formazione.

I punti dell’accordo

L’accordo consente, infatti, di strutturare percorsi formativi specifici e mirati, valorizzando la collaborazione con il sistema universitario e con gli enti locali del territorio in modo da rafforzare le conoscenze giuridico‑amministrative e consolidare le competenze trasversali e digitali del personale, migliorando, così, la qualità dell’azione amministrativa.

Il CUR garantirà supporto operativo, logistico e comunicativo, mentre l’Università di Ferrara metterà a disposizione docenti ed esperti qualificati per l’erogazione dei contenuti didattici.

L’accordo rappresenta un importante investimento sulle competenze del personale pubblico e un passo significativo verso la modernizzazione e l’efficientamento dei servizi erogati alla comunità.

Provincia di Livorno: la CER Solidale si presenta ai cittadini

Nell’ambito del progetto europeo Progress, la Provincia organizza l’iniziativa “4 Energy Days 4 Europe” per la promozione della Comunità Energetica Rinnovabile SAVE (Solidale Area Vasta Etrusca) e delle fonti di energia verde.

Si tratta di quattro giornate nel corso delle quali si svolgeranno una serie di assemblee pubbliche, con il duplice obiettivo di informare residenti, imprese e attività locali sulle opportunità concrete offerte dalla partecipazione alla CER SAVE, e raccogliere ulteriori adesioni.

Gli appuntamenti in programma

Il fitto calendario di incontri prevede una parte di assemblee tematiche, rivolte in particolare ad enti, associazioni e imprese, su temi specifici come l’agrivoltaico, le green communities e le esperienze delle CER in Europa. L’altra parte di assemblee sarà aperta anche alla cittadinanza,  con relatori che spiegheranno il funzionamento della CER, le opportunità di finanziamento per gli impianti fotovoltaici, i benefici dell’energia condivisa, le modalità di adesione, e risponderanno alle domande del pubblico.

Gli incontri si svolgeranno il 20 aprile, a Cecina, alle 15.30 e alle 17.30, nell’Auditorium in via Verdi; il 21 aprile, alle 17.30, nella sala consiliare del Comune di Piombino; il 22 aprile alle 9.30 a Castiglioncello, al Castello Pasquini e alle 17.30 a Rosignano Solvay, nell’Auditorium in piazza del Mercato; il 23 aprile, alle 9.30, a Rosignano M.mo, nella sala consiliare del Comune e alle 17.30 a San Vincenzo, nella sala della Torre.

Il programma completo degli incontri è consultabile sul sito della CER SAVE al link:

https://cersave.it/wp-content/uploads/CER_SAVE_Programma_EnergyDays_def02.pdf

Cos’è la CER SAVE

La CER SAVE – costituita ufficialmente il 6 novembre 2025 dalla Provincia di Livorno insieme ai Comuni di: Castagneto Carducci, Castellina Marittima, Cecina, Marciana, Piombino, Riparbella, Rosignano Marittimo e San Vincenzo – nasce dalla volontà di offrire ai propri cittadini e alle imprese locali uno strumento concreto per affrontare la transizione energetica in modo collettivo, equo e radicato nel territorio e vanta già 47 soci.

La partecipazione di istituzioni pubbliche garanti come la Provincia di Livorno (soggetto promotore) e i Comuni, rappresenta un elemento distintivo di solidità e affidabilità: i partecipanti beneficiano di una governance trasparente, di regole chiare e di soggetti pubblici che presidiano l’interesse collettivo nel lungo periodo.

In questo contesto un ruolo fondamentale è svolto dalla progettazione europea, tramite la quale la Provincia ha reperito le risorse per accompagnare i territori nel percorso di costituzione della CER: dalla fase giuridica alla definizione degli strumenti di governance, dalla modellazione finanziaria all’ingaggio dei soggetti pubblici e privati. Con il progetto Promoter (Interreg Europe) e il progetto Progress (finanziato dal Programma tedesco EUKI/GIZ), infatti, l’Amministrazione Provinciale e i Comuni aderenti hanno dato vita ad uno strumento efficace come la CER SAVE, nella forma di Società Cooperativa per azioni, capace di tradurre gli obiettivi del Green Deal europeo in benefici tangibili per le comunità locali.

Il Presidente della Provincia di Savona al cordinamento nazionale dei CAL

C’era anche il Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, all’incontro istituzionale dei Presidenti dei Consigli delle Autonomie Locali (CAL), promosso dal CAL Lazio.

Olivieri è infatti Presidente del CAL Liguria, unico rappresentante eletto in quanto Presidente di Provincia.

I lavori

L’appuntamento ha segnato un passaggio concreto e operativo: è stata condivisa l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra i CAL regionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle autonomie locali e costruire una rete nazionale stabile e strutturata di coordinamento dei Consigli delle Autonomie Locali, finalizzato anche all’elaborazione di documenti comuni tra le diverse realtà regionali, con incontri a cadenza mensile e un regolamento condiviso, .

L’intervento del Presidente Olivieri

Nel corso dei lavori sono intervenuti i rappresentanti dei CAL regionali, che hanno espresso piena condivisione rispetto al percorso avviato, tra cui il Presidente Olivierim che ha sottolineato la necessità di “un coordinamento nazionale completo, capace di far emergere le esigenze dei territori e dei cittadini”, evidenziando al contempo come sia fondamentale portare il ruolo dei CAL anche a livello europeo e ribadendo l’importanza del confronto tra le diverse realtà regionali e il valore strategico dei CAL nel sistema istituzionale.

Le decisioni prese

Nel corso dell’incontro è stata inoltre condivisa la necessità di portare le istanze delle autonomie locali anche a livello europeo, di lavorare su processi di rigenerazione amministrativa e di rafforzare il dialogo con il Governo centrale, anche attraverso futuri momenti di confronto istituzionale.

Province: Conferenza delle Regioni e UPI spingono per il rafforzamento

Riaffermare la centralità del sistema delle autonomie territoriali quale pilastro essenziale della Repubblica e dare, per questo, nuova vitalità al ruolo delle Province. Sono questi gli obiettivi da cui muove il documento approvato oggi, dalla Conferenza delle Regioni e dall’Unione delle Province italiane (UPI), nel quale si auspica l’intervento del legislatore statale per ridefinire al più presto la disciplina delle Province, in modo da rafforzarne il ruolo costituzionale e valorizzarne le funzioni di governo del territorio, anche attraverso la riaffermazione del sistema di elezione diretta degli organi provinciali da parte dei cittadini.

Le Province istituzioni strategiche

Le due rappresentanze ricordano che la Provincia rappresenta un ente strategico di raccordo tra programmazione regionale ed enti locali, che garantisce servizi e coesione territoriale in tutti gli ambiti che richiedono una dimensione sovracomunale e in tutti i casi in cui è necessario avviare una pianificazione integrata di area vasta.

L’apertura alla revisione delle leggi regionali

Tra i punti qualificanti dell’accordo vi è la disponibilità delle Regioni, nella loro piena autonomia, a valutare l’opportunità di rivedere le leggi regionali di attuazione della legge 56/14 e di assegnare alle Province eventuali nuove funzioni, a partire da quelle di assistenza ai Comuni e di pianificazione strategica.

Un processo che si svolgerà attraverso un confronto strutturato sui territori e un’alleanza tra Regioni, Province e Comuni per arrivare a ricostruire sistemi regionali equilibrati delle autonomie locali in tutto il Paese.

Il documento adottatto

Documento_Conferenza delle Regioni-Unione Province d’Italia

 

Biblioteche, Provincia di Como: verso una rete unica per 470mila cittadini

La Provincia di Como accelera verso un sistema bibliotecario unico. Giovedì scorso, nella sede di Villa Gallia, la Provincia ha riunito i Sindaci dei Comuni appartenenti agli attuali quattro sistemi bibliotecari per presentare lo schema di Convenzione che darà forma alla futura rete provinciale integrata.

Un passaggio concreto e atteso, che segna l’ingresso nella fase operativa di un progetto avviato nel 2023 e nato da una volontà condivisa: superare la frammentazione attuale per costruire un sistema più efficiente, moderno e capace di rispondere in modo uniforme ai bisogni dei cittadini.

Durante l’incontro sono stati illustrati contenuti, funzionamento e tempistiche del nuovo modello organizzativo, che porterà all’approvazione della Convenzione da parte di tutti gli enti coinvolti nei prossimi mesi.

La rete bibliotecaria provinciale: benefici attesi

Il progetto punta a creare un’unica rete bibliotecaria provinciale, capace di garantire servizi più omogenei e di qualità. Tra le novità principali: il potenziamento del prestito interbibliotecario su scala provinciale, la centralizzazione di funzioni strategiche – come gli acquisti e la promozione della lettura – e l’introduzione di standard condivisi per tutte le biblioteche.

I benefici attesi sono concreti: una gestione più efficiente delle risorse grazie alle economie di scala, una riduzione delle differenze tra grandi e piccoli Comuni e un accesso più equo ai servizi per tutti i cittadini. Il nuovo sistema rafforzerà inoltre la capacità del territorio di intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei, valorizzando al tempo stesso un’infrastruttura tecnologica già esistente ma finora gestita in modo non uniforme.

Particolare attenzione sarà dedicata ai Comuni più piccoli, che potranno contare su servizi e competenze difficilmente sostenibili in autonomia, e al ruolo delle biblioteche come veri e propri presìdi di comunità, inclusione e alfabetizzazione digitale.

Il nuovo sistema coinvolgerà un bacino di circa 470mila abitanti e si baserà su una governance condivisa tra gli enti locali, con la Provincia di Como nel ruolo di ente capofila.

Il commento del Presidente della Provincia di Como

«Con questo progetto – dichiara il Presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiascavogliamo rafforzare il ruolo delle biblioteche come presidi culturali fondamentali per le nostre comunità. La creazione di un sistema provinciale unico consentirà di offrire servizi più omogenei e di qualità, sostenendo in particolare i Comuni più piccoli e valorizzando le risorse già presenti sul territorio. È un passo importante verso una maggiore coesione territoriale e una gestione più efficiente delle risorse pubbliche».

L’iniziativa segue il tavolo tecnico-politico del 26 febbraio, coordinato dal vicepresidente Giovanni Alberti, durante il quale è stato approvato il documento che disciplina il funzionamento del nuovo sistema, dando avvio al percorso condiviso di riorganizzazione. «Il percorso avviato negli anni scorsi entra ora nella fase decisiva – sottolinea il vicepresidente –. Dopo il confronto e la progettazione, mettiamo a disposizione dei Comuni uno strumento concreto per costruire insieme un sistema bibliotecario più forte, capace di valorizzare le esperienze esistenti e rispondere in modo ancora più efficace ai bisogni delle comunità».

 

L’elenco dei  Comuni in rete

L’incontro ha rappresentato anche un momento di confronto istituzionale, utile a raccogliere osservazioni e contributi da parte degli amministratori locali in vista dei prossimi passaggi formali. Nei prossimi mesi, infatti, ciascun ente sarà chiamato ad approvare la Convenzione. L’obiettivo è avviare ufficialmente il nuovo sistema dal 1° gennaio 2027 che vedrà riuniti in un unico sistema Albavilla, Albese con Cassano, Albiolo, Alzate Brianza, Appiano Gentile, Argegno, Asso, Bene Lario, Beregazzo con Figliaro, Binago, Bizzarone, Blessagno, Bregnano, Brenna, Brienno, Brunate, Bulgarograsso, Cadorago, Cantù, Capiago Intimiano, Carate Urio, Carlazzo, Caslino d’Erba, Casnate con Bernate, Cassina Rizzardi, Castelnuovo Bozzente, Cavargna, Centro Valle Intelvi, Cermenate, Cernobbio, Cirimido, Claino con Osteno, Colonno, Colverde, Como, Comunità Montana Lario Intelvese, Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio: Gravedona ed Uniti, Corrido, Cremia, Cucciago, Cusino, Dizzasco, Domaso, Dongo, Dosso del Liro, Faloppio, Fenegrò, Figino Serenza, Fino Mornasco, Garzeno, Gera Lario, Grandate, Grandola e Uniti, Gravedona e Uniti, Griante, Guanzate, Laglio, Laino, Lezzeno, Limido Comasco, Lipomo, Lomazzo, Luisago, Lurago Marinone, Lurate Caccivio, Mariano Comense, Menaggio, Moltrasio, Monguzzo, Montano Lucino, Mozzate, Novedrate, Olgiate Comasco, Oltrona di San Mamette, Peglio, Pianello del Lario, Pigra, Plesio, Ponte Lambro, Porlezza, Pusiano, Rodero, Rovellasca, Sala Comacina, San Bartolomeo Val Cavargna, San Nazzaro Val Cavargna, San Fermo della Battaglia, San Siro, Solbiate con Cagno, Stazzona, Tavernerio, Tremezzina, Trezzone, Uggiate con Ronago, Unione dei Comuni Lombarda “Lario e Monti”, Valmorea, Val Rezzo, Valsolda, Veniano, Vercana, Vertemate con Minoprio, Villa Guardia e Zelbio.

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