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Webinar Il nuovo contratto di lavoro del comparto funzioni locali (Ipotesi di CCNL 2025-2027 del 21 luglio 2026)

Mercoledì 16 settembre 2026 si è svolto il Webinar su “ Il nuovo contratto di lavoro del comparto funzioni locali (Ipotesi di CCNL 2025-2027 del 21 luglio 2026)”.

Di seguito si allegano il link per rivedere la registrazione del webinar, il programma e le slides presentate.

Link https://youtu.be/PBESGMmtQPA

Pierluigi Mastrogiuseppe: CCNL Funzioni Locali 2025-2027 – Aspetti economici (UPI)

Valentina Lealini: SLides Lealini

Programma: Webinar-CCNL-16-settembre-2026

 

 

Programma

Il nuovo contratto di lavoro del comparto funzioni locali (Ipotesi di CCNL 2025-2027 del 21 luglio 2026)

Mercoledì 16 settembre 2026 ore 11.00 – 12.30

Presiede e introduce Carlo Rapicavoli, Direttore UPI Veneto – Comitato di settore

Le principali novità in tema di rapporto di lavoro: intelligenza artificiale ed obblighi formativi, elevate qualificazioni e compensi aggiuntivi, l’ampliamento delle tutele per malattie invalidanti ed oncologiche, ferie ed indennità specifica Valentina Lealini, Dirigente ARAN

Le principali novità in materia di trattamento economico e politiche di welfare: la riscrittura della disciplina di costituzione del Fondo risorse decentrate e utilizzo delle risorse, incrementi contrattuali e novità in materia di welfare Pierluigi Mastrogiuseppe, Dirigente ARAN

L’applicazione del nuovo CCNL nelle Province Anna Lisa Garuti, Segretario generale Provincia di Reggio Emilia

Conclusioni Piero Antonelli, Direttore generale UPI

 

La Provincia di Como promuove il Job Day della Pubblica Amministrazione

Si terrà giovedì 1° ottobre, dalle ore 9.30 alle 14.00, presso Villa Gallia e Villa Saporiti, il Job Day della Pubblica Amministrazione, un’iniziativa dedicata a chi desidera conoscere più da vicino il mondo del lavoro pubblico, le opportunità professionali disponibili e le modalità di accesso ai diversi enti.

Nel corso della giornata sarà possibile incontrare direttamente 28 realtà pubbliche e del territorio, che presenteranno le proprie attività, i profili professionali ricercati, i concorsi aperti e le modalità per partecipare alle selezioni. Un’occasione concreta per dialogare con i rappresentanti degli enti, raccogliere informazioni e orientarsi tra le diverse possibilità professionali offerte dalla Pubblica Amministrazione.

Chi partecipa

Saranno presenti: Agenzia delle Entrate, ALER Varese-Como-Monza Brianza- Busto Arsizio, ASCI – Azienda Sociale Comuni Insieme, ASF Autolinee, Azalea Cooperativa Sociale, Azienda Sociale Lariana, Azienda Sociale Comasca Lariana, Camera di Commercio Como-Lecco, Casa Circondariale di Como, CFP Como, Como Acqua, Comune di Alta Valle Intelvi, Comune di Alzate Brianza, Comune di Figino Serenza, Comune di Mariano Comense, Comune di Mozzate, Comune di Tremezzina, CSV Insubria, Guardia di Finanza, INAIL, INPS, Consorzio Mosaico, OPI Como, Provincia di Como, Questura di Como, Regione Lombardia, ATS Insubria e Università degli Studi dell’Insubria.

Durante il Job Day, inoltre, sarà possibile partecipare a una serie di seminari e momenti di approfondimento dedicati ad alcuni dei principali canali di accesso e opportunità nel settore pubblico. Tra gli appuntamenti previsti, un incontro dedicato a InPA, dalla candidatura alla preparazione del concorso, con indicazioni pratiche su come consultare le opportunità disponibili, presentare correttamente la domanda e prepararsi alle prove. Saranno inoltre approfonditi il Servizio Civile Universale e la Leva Civica e le opportunità di tirocinio presso le Pubbliche Amministrazioni.

La partecipazione è gratuita e le iscrizioni sono aperte tramite la piattaforma Eventbrite, dove sarà possibile registrarsi all’iniziativa.

Il commento del Presidente della Provincia

“Con questo Job Day vogliamo offrire ai cittadini, e in particolare ai più giovani, l’opportunità di conoscere più da vicino un mondo che spesso appare complesso o poco accessibile – sottolinea Fiorenzo Bongiasca, Presidente della Provincia di Como – La Pubblica Amministrazione offre numerose possibilità professionali, ma le modalità di accesso, dai concorsi alle diverse forme di inserimento, non sono sempre conosciute. Mettere in contatto diretto le persone con gli enti significa quindi fornire informazioni concrete, aiutare a comprendere meglio le opportunità disponibili e permettere a ciascuno di orientarsi con maggiore consapevolezza. È anche un’occasione importante per avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni e far conoscere loro le tante professionalità che contribuiscono ogni giorno al funzionamento dei servizi pubblici”.

Il Job Day della Pubblica Amministrazione si propone quindi come una giornata di incontro, informazione e orientamento, pensata per rendere più facilmente accessibili le opportunità professionali del settore pubblico e favorire una conoscenza diretta degli enti, delle figure ricercate e dei percorsi per entrare nel mondo della Pubblica Amministrazione.

 

SicurInsieme: conclusa la terza ezione promossa dalla Provincia di Treviso. 120 studenti partecipanti al progetto

Si è conclusa la terza edizione del progetto dedicato alla cultura della sicurezza e alla gestione delle emergenze: una settimana in Provincia di formazione pratica con istituzioni, scuola e territorio.

Sono stati consegnati questa mattina, al Sant’Artemio, gli attestati ai 120 studenti delle scuole secondarie di II grado della Marca Trevigiana che hanno partecipato alla terza edizione di “SicurInsieme – La Sicurezza è tra le nostre mani”, il progetto promosso per diffondere tra i giovani la cultura della prevenzione, della sicurezza e della gestione consapevole delle emergenze. La cerimonia di consegna degli attestati ha rappresentato il momento conclusivo di una settimana di formazione che, dal 21 al 25 settembre, ha trasformato la sede della Provincia di Treviso in un vero e proprio “campus” dedicato alla sicurezza. Gli studenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi direttamente con professionisti ed esperti, attraverso laboratori pratici e attività esperienziali dedicate alla gestione delle emergenze e del rischio incendio, alle tecniche di primo soccorso, alla comunicazione efficace nelle situazioni critiche e al management della sicurezza.

Il progetto

Un percorso pensato per fornire ai ragazzi competenze e strumenti utili a riconoscere i rischi, prevenire le situazioni di pericolo e intervenire in modo consapevole nelle emergenze, sia nell’ambiente scolastico sia nella futura esperienza lavorativa.

La terza edizione ha coinvolto studentesse e studenti dell’Istituto Martini di Castelfranco Veneto, IPSSEOA Beltrame di Vittorio Veneto, Istituto Palladio di Treviso, Istituto Besta di Treviso, IPSSEOA Alberini di Villorba, Liceo Artistico Munari di Vittorio Veneto, Istituto Sansovino-Obici di Oderzo, Istituto Scarpa di Motta di Livenza, Liceo Canova di Treviso, Artistico di Treviso, Istituto Nightingale di Castelfranco Veneto e Istituto Planck di Villorba.

La giornata conclusiva ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle realtà che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, a testimonianza del forte lavoro di rete costruito attorno a “SicurInsieme”: Prefettura di Treviso, Provincia di Treviso, Confindustria Veneto Est, INAIL – Direzione Territoriale di Treviso e Belluno, SiRVeSS – Rete di scuole per la sicurezza della provincia di Treviso, Ufficio Scolastico Territoriale di Treviso, ULSS 2 Marca Trevigiana – SPISAL, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Treviso, Vigili del Fuoco del Comando di Treviso, Ispettorato Territoriale del Lavoro di Treviso, Moving School 21 e Università Ca’ Foscari di Venezia.

Il progetto nasce dall’accordo siglato il 12 settembre 2024 tra Confindustria Veneto Est – Area Metropolitana Venezia Padova Rovigo Treviso, INAIL – Direzione Territoriale di Treviso e Belluno, Provincia di Treviso, SiRVeSS, Ufficio Scolastico Territoriale di Treviso e ULSS 2 Marca Trevigiana – SPISAL. Per l’edizione 2026, l’iniziativa ha inoltre ricevuto il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Treviso.

Il commento del Presidente della Provincia

“Con la consegna degli attestati – le parole del presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel, che ha seguito le fasi del progetto insieme al consigliere provinciale delegato all’edilizia scolastica Raffaele Freda – si conclude una settimana importante, nella quale 120 giovani hanno potuto vivere un’esperienza formativa pratica: “SicurInsieme” è tra i primissimi progetti in Italia a offrire a ragazze e ragazzi un’opportunità formativa di questo genere, mettendoli nelle condizioni di confrontarsi con esperti e professionisti e di acquisire competenze che potranno essere preziose non solo a scuola, ma anche nel loro futuro percorso di vita e di lavoro. Iniziative come queste, possibili grazie a una preziosa e consolidata rete istituzionale, permette ai ragazzi di acquisire una cultura della sicurezza che non sia fatta soltanto di regole, ma di consapevolezza, responsabilità e capacità di agire. È questo il valore del progetto, che mette in rete istituzioni, scuola, imprese e professionisti del territorio”.

I commenti dei partner

“SicurInsieme rappresenta la sensibilità e l’impegno corale di questo territorio sull’importanza della cultura della sicurezza dei confronti anche dei più giovani, oggi studenti e domani lavoratori – dichiara Chiara Rossetto, delegata all’Education di Confindustria Veneto Est – E’, inoltre, una opportunità orientativa per le scelte post diploma: hanno avuto l’opportunità di conoscere chi si occupa, nei diversi ruoli, quotidianamente di sicurezza: tra le altre, hanno potuto conoscere quale è il lavoro di un RSPP in Azienda grazie alla testimoninza della dr.ssa Arianna Cavaion di Geox. Per Confindustria Veneto Est rappresenta un’iniziativa importante all’interno di un ampio programma di formazione per la sicurezza nelle aziende e in collaborazione con gli Enti preposti”.

“Come Dipartimento di Prevenzione e attraverso il Servizio SPISAL, crediamo fermamente che la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro non possa prescindere da una capillare azione di educazione e prevenzione primaria – le parole di Giacomo Ceron, direttore Dipartimento Prevenzione Ulss2 Marca trevigiana – Con “SicurInsieme” portiamo la prevenzione fuori dagli uffici e direttamente tra i giovani, con laboratori pratici sul primo soccorso, sull’uso dei DPI e sulla gestione del rischio. Formare oggi ragazzi consapevoli e responsabili significa mettere le basi per la sicurezza di domani, rendendoli attori e custodi attivi della sicurezza sia tra i banchi di scuola sia nelle loro future esperienze lavorative”.

“La scuola ha il compito fondamentale di preparare i nostri giovani non solo alla conoscenza ma anche alla responsabilità e alla cittadinanza consapevole – evidenza Massimiliano Salvador, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Treviso – Educare alla sicurezza significa fornire loro strumenti utili a riconoscere i rischi, prevenire i pericoli e affrontare le situazioni di emergenza con lucidità e senso di responsabilità.
“SicurInsieme” rappresenta un’importante esperienza formativa, capace di mettere gli studenti a diretto contatto con competenze e professionalità diverse, rafforzando quella cultura della prevenzione che deve diventare parte integrante del percorso educativo e della crescita di ogni giovane”.

“Si è conclusa una settimana intensa di formazione e di esperienza sul campo dedicata alla gestione delle emergenze – spiega Giuseppe Sardo, Coordinatore SiRVeSS rete di scuole per la sicurezza della provincia di Treviso –. Quest’anno “SicurInsieme” ha fatto un ulteriore passo avanti, ampliandosi grazie alla collaborazione di numerosi partner che hanno messo a disposizione competenze, professionalità e nuove attività, arricchendo significativamente il programma del campus e offrendo ai ragazzi un’esperienza sempre più completa. L’obiettivo è stato quello di andare oltre la semplice formazione teorica: attraverso laboratori, esercitazioni e attività esperienziali, gli studenti hanno acquisito conoscenze e competenze che consentiranno loro di svolgere un ruolo attivo nella gestione delle emergenze e di entrare a far parte delle squadre di sicurezza della propria scuola”.

“Si e conclusa la settimana della sicurezza rivolta a 120 studenti degli istituti superiori della Provincia di Treviso – le parole di Andrea Cervi, direttore INAIL – Direzione Territoriale di Treviso – Belluno. L iniziativa ha rappresentato un importante occasione di formazione e sensibilizzazione sui temi della prevenzione della gestione del rischio e della tutela della salute. L obiettivo di Inail e di promuovere una cultura della sicurezza sempre piu diffusa tra le nuove generazioni affinche la consapevolezza dei rischi e il rispetto delle regole diventino valori fondamentali per prevenire gli incidenti e tutelare se stessi e gli altri”.

Provincia dell’Aquila: 6 milioni di euro per scuole, strade e sicurezza del territorio

“La variazione al Bilancio 2026-2028, approvata dal Consiglio provinciale, destina quasi 6 milioni di euro al comprensorio aquilano. Risorse importanti per rendere più sicuri gli edifici scolastici, migliorare la viabilità, tutelare il patrimonio pubblico e intervenire sui corsi d’acqua”. È quanto dichiarano in una nota Antonio Di Bartolomeo, vicepresidente della Provincia dell’Aquila che detiene la delega all’Edilizia scolastica, e il consigliere provinciale Vincenzo Calvisi, delegato alla Viabilità e all’Edilizia pubblica.

Nel dettaglio, per l’Edilizia scolastica sono stati stanziati 1,8 milioni di euro per il miglioramento sismico e la manutenzione straordinaria dell’Istituto d’istruzione superiore “Amedeo D’Aosta”. Ulteriori 300 mila euro saranno destinati agli interventi di manutenzione nelle sedi dell’Istituto “Ottavio Colecchi” e del “Bafile-Muzi”. Al complesso monumentale di Collemaggio sono inoltre assegnati 357 mila euro per la manutenzione della sede della Rettoria.

Consistenti anche gli investimenti sulla Viabilità provinciale: 600 mila euro per la strada provinciale 31 “Forulense”, nel comune di Scoppito, 600 mila euro per la provinciale 8 “Peltuinate”, nel comune di Prata d’Ansidonia, 600 mila euro per le strade provinciali 41, 93 e 94 e per la strada regionale 17, nel comune di Navelli, 450 mila euro per la sp 30 di Cascina, nelle frazioni aquilane di Santi, Casaline e Menzano, 435 mila euro per il secondo lotto degli interventi di messa in sicurezza della sp 36 “Forconese”, nel comune di Fossa; 380 mila euro per la SP 1 Amiternina e la sp 5 Silvaplana, in direzione Brecciasecca, nel comune dell’Aquila.

A completare il quadro degli interventi, 400 mila euro saranno impiegati per la manutenzione e la messa in sicurezza dei corsi d’acqua nel territorio comunale dell’Aquila: il fiume Raiale, nelle frazioni di Assergi, Camarda e Paganica, e il Rio Forcella, nella frazione di Preturo. Nel comune di San Demetrio ne’ Vestini si procederà alla pulizia del fiume Rio Gamberale, nella frazione di Stiffe, con risorse stanziate per 30 mila euro.

“Questi interventi confermano l’attenzione dell’amministrazione provinciale, guidata dal presidente Angelo Caruso, per la sicurezza e la cura del territorio – concludono Di Bartolomeo e Calvisi – Il confronto costante con le amministrazioni locali e una programmazione attenta, ci consentono di tradurre le esigenze delle comunità in opere concrete e risposte puntuali”.

 

 

Decreto PA: emendamento unifica elezioni Presidenti e Consigli provinciali. Lattuca: “Segnale positivo da tutte le forze politiche, ora riforma organica”

Per le prossime scadenze elettorali delle Province, le elezioni del Presidente di Provincia e del Consiglio provinciale si svolgeranno nello stesso giorno, ponendo così fine al caos causato dalla differente durata dei mandati. Ad oggi, infatti, il mandato del Presidente di Provincia dura quattro anni, mentre quello del Consiglio Provinciale dura due anni: un disallineamento che ha prodotto negli anni il duplicarsi di votazioni per la stessa Provincia a distanza di pochi mesi.

È su questo scostamento che è intervenuto un emendamento approvato ieri in Commissione alla Camera al cosiddetto Decreto PA – oggi al voto definitivo in Aula – che riallinea le scadenze con effetti fino al 2030.

Il commento del Presidente UPI Lattuca

“Siamo molto soddisfatti del risultato – commenta il Presidente di UPI Enzo Lattuca – soprattutto perché l’emendamento è stato sostenuto in maniera trasversale da tutte le forze politiche: segno che la necessità di intervenire sulla riforma delle Province è ormai una questione condivisa e soprattutto non divisiva. É un segnale di attenzione importante, ma è solo l’inizio per restituire certezze ad una istituzione costituzionale della Repubblica. Il fatto che tutte le forze politiche riconoscano questa necessità ci fa ben sperare sulla ripresa, nella prossima legislatura, di un confronto sereno e costruttivo per arrivare ad una riforma profonda delle Province.

Ribadiamo – aggiunge Lattuca – che per noi non si tratta solo di risolvere le pesanti incongruenze legate al modello elettorale. C’è il tema, ancora più urgente, di definire un quadro chiaro ed omogeneo di funzioni su tutto il territorio, che valorizzi il ruolo delle Province nelle politiche di sviluppo territoriale, con risorse certe per assicurare servizi e investimenti e il personale necessario per elevare l’efficienza degli enti a favore di cittadini e imprese.

Tutti temi che affronteremo nell’Assemblea Nazionale UPI, in programma ad Imperia il 19 e 20 ottobre prossimi, dove lanceremo la nostra piattaforma programmatica che presenteremo a tutte le forze politiche affinché ne riconoscano l’importanza nei loro programmi elettorali per la prossima legislatura”.

Provincia Ferrara: lavori per quasi 34 milioni nelle scuole secondarie di secondo grado

Quasi 30 milioni di euro di fondi Pnrr spesi fra il 2023 e il 2026.

Il bilancio degli investimenti messi a segno dalla Provincia nelle scuole superiori è stato presentato dal presidente, Daniele Garuti.

Lavori di riqualificazione sismica ed energetica eseguiti in 6 istituti (Roiti, Itis, Itip, ex Ipsia, G. Monaco da Pomposa a Codigoro, Rita Levi Montalcini a Portomaggiore) e altrettante palestre, di cui 2 nuove, Navarra e Bachelet, e altre 4 riqualificate: Itip, Ariosto, Roiti e Codigoro.

A questi interventi se ne aggiungono altri due di adeguamento antincendio per la palestra del Bachelet nella sede ex Vincenzo Monti e uno di riqualificazione dell’area sportiva dell’Iti Copernico-Carpeggiani.

Il commento del Presidente

“Un totale di 15 obiettivi PNRR – ha precisato il Presidente Garuti – raggiunti grazie innanzitutto ai tecnici della Provincia che hanno seguito questa mole di cantieri, alle ditte esecutrici e alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Ferrara, con la collaborazione accademica dei docenti Alessandra Aprile e Matteo Zerbin, che hanno affiancato lo studio di progettazione SGLab di Bologna negli interventi di miglioramento strutturale all’istituto professionale Ercole I d’Este,ex IPSIA, con lavori d’installazione di un innovativo sistema di sicurezza antisismica ad alta tecnologia”.

“Non un giorno di scuola è stato perso a causa dei cantieri – ha ricordato il presidente Garuti – grazie anche alla collaborazione avuta con i dirigenti scolastici durante questi tre anni di intensi lavori”.

“Voglio citare le parole del ministro per gli Affari europei, Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti – ha sottolineato Daniele Garuti -, che lo scorso 10 settembre ha incontrato il presidente Upi Enzo Lattuca dicendo che le Province hanno giocato una parte essenziale nell’attuazione del Pnrr e il presidente Upi gli ha fatto eco ricordando la conclusione nei tempi previsti oltre 1.600 opere per un valore complessivo di 2,9 miliardi di euro. La Provincia di Ferrara – ha concluso Garuti –  fa parte di questo programma straordinario di interventi per la riqualificazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico del patrimonio di edilizia scolastica”.

I cantieri

Cantieri ai quali se ne aggiungono altri due, finanziati dal governo e dalla Regione Emilia-Romagna per un importo di 2,4 milioni, destinati alla costruzione di un nuovo edificio dell’istituto ex Itip Copernico – Carpeggiani. Intervento che ha consentito di realizzare 10 nuovi spazi per gli studenti, tra aule didattiche e laboratori.

Altri 100 mila euro sono stati spesi per l’adeguamento edile e impiantistico del corpo est della scuola, che collega il nuovo fabbricato a quello sud, già oggetto di riqualificazione con i fondi Pnrr.

Nel quadriennio 2023-2026, poi, la Provincia ha destinato un altro milione dall’avanzo di bilancio, impiegato per interventi complementari di ripristino delle aree esterne e per l’adeguamento degli impianti scolastici.

Un ciclo di interventi proseguito con i lavori di manutenzione, realizzati con fondi del bilancio provinciale: impianto di riscaldamento di Palazzo Polo, sede dell’Ufficio scolastico provinciale e di alcune aule scolastiche (65mila), istituto Cevolani di Cento (superamento barriere architettoniche, 25mila), istituto Taddia di Cento (nuovo montascale, 55mila), edificio “Stecca” di Codigoro (nuovo laboratorio di meccanica, 120mila), palestra del Guido Monaco da Pomposa a Codigoro più campo da basket (170mila), istituto Orio Vergani per linee elettriche, spazi ingresso cucina più opere di rifinitura (40mila), istituto “Rita Levi Montalcini” a Portomaggiore (murature, infissi, impianti elettrici, 85mila).

 

 

La Provincia di Terni approva la proposta di piano provinciale della scuola

E’ passata all’unanimità in Consiglio provinciale, nel corso della seduta di stamattina, la proposta di piano provinciale di dimensionamento scolastico e dell’offerta formativa per il 2027/2028. Il piano, contenuto nelle linee guide 2026/27 2027/28 2028/29 deliberate dall’Assemblea legislativa umbra, ribadisce il no a nuovi dimensionamenti e il mantenimento di tutti gli indirizzi formativi, compresi quelli ancora da attivare. Venerdì prossimo, 25 settembre, il piano approderà all’esame della Conferenza provinciale sulla scuola convocata in sala del Consiglio di Palazzo Bazzani.

Durante il dibattito la consigliera di Nuova Provincia Terni Nicoletta Valli ha sollevato anche la questione dei corsi serali, mentre il capogruppo dello stesso gruppo consiliare Marsilio Marinelli ha sottolineato la questione delle risorse per il personale Ata. “Il governo le ha fatte mancare – ha detto – con una decisione che sembrerebbe una sorta di ritorsione per il no al dimensionamento da parte della Regione. Se così fosse sarebbe molto grave”.

Sull’argomento è intervenuta anche la consigliera del Gruppo Misto Cinzia Fabrizi che rispondendo a Marinelli ha dichiarato: “la colpa di questa situazione è dell’assessore regionale Barcaioli il quale ha deciso di non adempiere al dimensionamento che però è una legge dello stato e quindi andava eseguita, come poi è avvenuto tramite il governo stesso”.

Su richiesta del Presidente Stefano Bandecchi, il Consiglio ha dato mandato al Presidente stesso di acquisire tutte le informazioni necessarie in merito al problema delle mancate risorse per il personale Ata. “Non è un problema che si può legare al dimensionamento – ha sottolineato lo stesso Bandecchi – sono due questioni diverse e il miglior funzionamento delle scuole deve comunque essere garantito”.

PNRR: in Cabina di Regia attestato il pieno raggiungimento degli obiettivi delle Province. “Chiediamo al Governo garanzie per la conclusione di tutte le opere”

I target PNRR assegnati alle Province sono stati ampiamente raggiunti: ad attestarlo è l’Ottava relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza illustrata oggi dal Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti nella riunione Cabina di Regia appena conclusa a Palazzo Chigi.

Il commento del Vicepresidente UPI Emanuele Ramella Pralungo

“Per le Province questo risultato è molto importante – ha detto il Vicepresidente di UPI Emanuele Ramella Pralungo, intervenendo alla riunione – perché grazie al PNRR abbiamo potuto realizzare oltre 1.600 interventi per un valore complessivo di più di 2,9 miliardi per costruire nuove scuole e palestre e mettere in sicurezza ed efficientare buona parte del patrimonio scolastico esistente. Ma soprattutto abbiamo dimostrato nel concreto la piena capacità delle Province di agire come istituzioni chiave negli investimenti pubblici. Non solo per le missioni che ci erano state assegnate, ma anche assistendo i comuni, soprattutto i piccoli, che altrimenti non avrebbero avuto gli strumenti e le capacità tecniche. Dalla banca dati appalti delle Province risulta che infatti le CUC provinciali hanno gestito oltre 2.500 gare PNRR per conto dei Comuni”.

Il Vicepresidente Ramella ha poi posto al tavolo la questione del completamento delle poche opere che non si sono chiuse nei termini “Si tratta veramente di pochi casi – ha detto Ramella rivolgendosi al Ministro Foti – ma è evidente che non possiamo lasciare cantieri di scuole incompiuti. Per questo chiediamo al Governo di intervenire prima possibile con gli strumenti normativi che riterrà più utili per assicurare le risorse necessarie per ultimare le opere e definire le procedure necessarie alle strutture tecniche per operare nella piena correttezza. Certo – ha concluso Ramella – il modello di collaborazione tra Governo, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni che è stato sperimentato per attuare il PNRR si è dimostrato virtuoso: per questo come UPI ci auguriamo che diventi un sistema consolidato di attuare le politiche di investimento nazionali ed europee del Paese”.

FOTO

Nella foto, il VicePresidente Emanuele Ramella Pralungo e il Ministro Tommaso Foti

Presentati i risultati dell’indagine sulle Stazioni Uniche Appaltanti (SUA) del Mezzogiorno 15 Settembre 2026

Nell’ambito del Progetto P.A.C.T., “Province attive per la crescita dei territori”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 FESR-FSE,  si è tenuto il 15 settembre scorso il webinar promosso da UPI e curato dall’Università della Calabria per restituire i dati dell’indagine svolta sulle Stazioni Uniche Appaltanti delle 29 Province del Mezzogiorno. L’evento ha analizzato stato dell’arte, criticità e prospettive di sviluppo delle SUA Provinciali.

I principali dati emersi

  • Profilo e clusterizzazione: a fronte di personale ad elevata qualificazione ed esperienza, emerge un quadro articolato in 3 cluster: dalle SUA critiche (senza strutture stabili e a rischio de-qualificazione ANAC) a quelle intermedie (58,6%, qualificate ma sotto elevato stress lavorativo) fino a quelle avanzate (dotate di monitoraggio integrato).
  • Digitalizzazione a metà: l’86,2% ha completato gli adempimenti relativi alla Piattaforma Digitale Appalti, ma solo il 45% adotta lo scambio documentale interamente digitale con gli enti deleganti. Persiste il “doppio binario” cartaceo/digitale e l’uso del BIM resta fortemente limitato.
  • Controlli ed esecuzione: il 79,3% manca di un sistema di verifica delle performance nella fase esecutiva e il 72% non possiede procedure interne standardizzate né controlli di qualità. Inoltre, il 53,3% non monitora in modo strutturato i tempi delle gare.
  • Capacità e fabbisogni: le Province soffrono per carenze di organico e sovraccarico di lavoro (critico per il 41,3%). Si richiede formazione operativa continua, standardizzazione degli atti e strumenti per mantenere nel tempo la qualificazione ANAC.

Prospettive e sfide future

Gli esperti intervenuti hanno tracciato le seguenti linee d’azione:

  1. Comunità di pratiche: attivare reti di confronto e scambio di buone prassi tra pari.
  2. Standardizzazione e monitoraggio: introdurre cruscotti digitali per garantire tempi d’affidamento entro i 160 giorni e supportare i RUP.
  3. Nuovo Regolamento UE: Prepararsi all’impatto del Public Procurement Act europeo su professionalizzazione, partenariato pubblico-privato, aggregazione della domanda, efficienza procedurale.

In allegato le slides presentate dai relatori.

Redattore: Redazione UPI

Intervento_CARNOVALE implicazioni per linee guida

Presentazione_DALESSANDRO_alcuni aspetti di metodo

Presentazione_DALESSANDRO_radiografia delle SUA

Presentazione_D’AMICO Qualificazione

Presentazione_ROTA_digitalizzazione e piattaforme

PRESENTATI I RISULTATI DELL’INDAGINE SVIMEZ SULLA PIANIFICAZIONE STRATEGICA DELLE PROVINCE DEL MEZZOGIORNO 14 Settembre 2026

Si è tenuto il 14 settembre scorso il webinar di restituzione dei dati dell’indagine condotta da SVIMEZ sui temi della pianificazione strategica, organizzato nell’ambito del Progetto P.A.C.T. – “Province attive per la crescita dei territori” finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 FESR-FSE.

L’evento ha visto una vasta partecipazione del personale degli enti locali e ha affrontato il ruolo presente e futuro delle Province nella governance territoriale.

 

I dati emersi dall’indagine

L’indagine, che ha coinvolto 29 Province del Mezzogiorno, ha tracciato un quadro articolato:

  • Assetto e strumenti: Un terzo delle Province non possiede una struttura organizzativa dedicata alla programmazione, sebbene quasi tutte dispongano di PIAO e DUP a vocazione strategica.
  • Gestione dei dati: I dati a disposizione sono per lo più legati a funzioni tradizionali (viabilità, infrastrutture) e usati per il monitoraggio. Emerge la necessità di trasformare le informazioni disponibili in conoscenze utili e di creare sistemi e piattaforme condivise in rete.
  • L’esperienza del PNRR: Gli enti hanno gestito circa 700 milioni di euro in 18 progetti medi per Provincia (soprattutto nell’edilizia scolastica). Il PNRR ha rafforzato le capacità istituzionali ma ha accentuato un ruolo prevalentemente esecutivo e attuativo, a discapito della funzione di regia d’area vasta.
  • Criticità amministrative: Risaltano la carenza strutturale di personale tecnico, l’ampio ricorso a contratti a tempo determinato per il PNRR (con il rischio di disperdere le competenze acquisite) e l’assenza di un chiaro mandato normativo.

 

Verso la programmazione europea 2028–2034

Con il passaggio da politiche place-based a strategie mission-based e il rischio di un accentramento della programmazione, le Province chiedono di affermarsi formalmente come Cabina di Regia dello sviluppo territoriale e snodo centrale tra Comuni e Regioni.

 

Suggerimenti emersi per lo sviluppo del ruolo delle Province

– Rivendicare il riconoscimento stabile del ruolo attivo delle Province come Cabina di Regia dello sviluppo dei territori.

– Costruire un canale di condivisione del patrimonio informativo e logica di rete.

– Attivare Tavoli di concertazione tematici permanenti con Regione e Enti locali

– Coinvolgere tempestivamente le amministrazioni regionali:

 

In allegato le slides presentate.

 

Redattore: Redazione UPI

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PNRR: la Provincia di Rovigo ha completato in tempo tutti i lavori. Oltre 11 milioni per le scuole superiori

Nove target raggiunti per un totale di poco superiore agli 11 milioni (11.155.294,04 euro). È senz’altro positivo il bilancio degli interventi infrastrutturali sugli edifici scolastici scuole da parte della Provincia di Rovigo: i lavori, inquadrati nella cornice dei progetti PNRR, sono stati completati in tempo utile per la prima campanella, che in Veneto è tornata a suonare puntualmente giovedì mattina 10 settembre.

Le opere realizzate

Il dettaglio: 1.147.058,79 euro sono stati destinati a lavori per la sicurezza e la riqualificazione energetica delle facciate di sede e succursale dell’istituto “De Amicis” di Rovigo; un milione per interventi di prevenzione incendi e sicurezza al “Bocchi” e al “Maddalena” di Adria, al ”Bari di Badia” e all’ “Einaudi” di Badia, al “Munari” di Castelmassa, al “De Amicis”, al “Munerati” e al Viola Marchesini” di Rovigo; 2;4 milioni per il miglioramento sismico e la sicurezza di alcune palestre scolastiche di Rovigo e F Adria (“De Amicis”, “Marchesini”, Liceo classico Celio Roccati”, ITIS “Viola”, “Munerati” e Liceo scientifico “Galilei”); ancora: 1,2 milioni per manutenzione straordinaria della copertura e rifacimento soffitti dell’uomo piano, con sostituzione parziale dei serramenti al “Bocchi” dove sono stati investiti ulteriori 270mila euro per adeguamento statico solai e rifacimento soffitti del piano terra; 1.413.153,20 euro per miglioramento sismico al “Bari”; 1.625.082,05 euro per miglioramento sismico e sanificazione calcestruzzi a vista al “Viola”; 1,6 milioni per lavori di sostituzione della copertura e orizzontamenti al “Celio Roccati”; 500mila euro per il rifacimento di tutte le batterie igienico-sanitaria al “Maddalena”.

L’impegno della Provincia per gli studenti

Un nuovo, importante sforzo per gli uffici di Palazzo Celio, chiamati nei mesi scorsi a rispettare una tabella di marcia dai tempi molto serrati ma il cui lavoro, come detto, ha permesso di consegnare agli studenti aule, palestre, servizi igienici e in generale edifici a norma, rinnovati e in linea con standard e normative vigenti per affrontare al meglio il nuovo anno e le attività didattiche previste da calendario.
Dovranno però ancora sopportare qualche disagio gli studenti e gli insegnanti dell’Istituto Celio-Roccati per la presenta di lavorazioni in una porzione dell’edificio che esulano dagli interventi PNRR, derivando da altri finanziamenti pregressi, così come quelli dell’ITIS di Rovigo, i cui spogliatoi della palestra sono in attesa di montaggio di porte e sanitari, la cui fornitura ha subìto ritardi imprevisti.

Il commento del Presidente della Provincia

“Quello delle scuole – il commento del Presidente della Provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese – è uno dei referati in capo alle Province ma che sentiamo e avvertiamo anche come nostro dovere e nostro compito preciso. Assicurare spazi adeguati per lo svolgimento delle lezioni è infatti una responsabilità di chi amministra e l’esser riusciti anche quest’anno a centrare gli obiettivi nei tempi è motivo di soddisfazione e orgoglio. Un plauso va rivolto senz’altro ai nostri uffici, che in modo puntuale e senza risparmiarsi, hanno consentito che la riapertura delle scuole potesse avvenire non solo in condizioni di assoluta sicurezza ma anche di rinnovato comfort per migliaia di studenti”.

Scelto il nome per il nuovo ponte sul Serchio : si chiamerà Ponte dell’airone. I risultati del contest promosso dalla Provincia di Lucca

Un airone che si alza dalle rive del Serchio, spiega le ali e, poco alla volta, si trasforma nelle arcate bianche del nuovo ponte.

È questa l’immagine che ha conquistato i cittadini lucchesi e che dà il nome alla proposta vincitrice di “NOMINA – Un nome per il nuovo ponte”, il contest promosso e organizzato dalla Provincia di Lucca per costruire insieme alle giovani generazioni e alla comunità l’identità della nuova infrastruttura realizzata dall’ente di Palazzo Ducale e inaugurata nel dicembre scorso.

Il Liceo vincitore

A vincere la consultazione è infatti “Ponte dell’Airone”, progetto ideato dalla classe 3D, indirizzo Architettura e Ambiente, del Liceo artistico musicale “Passaglia” di Lucca, con gli insegnanti Carlo Del Grande e Roberto Profili.

Sono stati circa 1.400 i cittadini che hanno partecipato alla votazione online e circa il 40% ha scelto Ponte dell’Airone. Al secondo posto si è classificato Ponte Arturo Paoli, mentre al terzo Ponte Matilde di Canossa. Per dovere di cronaca i voti espressi complessivamente alla chiusura di venerdì 18 settembre alle 23.59 sono stati 1386. I voti per il Ponte dell’Airone 566 (circa il 40%); 517 preferenze per la proposta Arturo Paoli e 303 per ponte Matilde di Canossa.

Il commento del Presidente della Provincia

“Sono estremamente soddisfatto del progetto Nomina in generale e della partecipazione dei cittadini al contest – commenta il presidente della Provincia Marcello Pierucci–, tutte e tre le proposte scelte dalla commissione erano meritevoli di vittoria. Il fatto che i lucchesi abbiano scelto il progetto Ponte dell’Airone forse sorprenderà molti. Ma non certo chi era presente alla presentazione ufficiale dei progetti in S. Francesco il 5 maggio, perché la proposta degli studenti del Liceo artistico-musicale ‘Passaglia’ è stata ben costruita, ottimamente presentata sotto il profilo dei contenuti e delle immagini evocative ispirate al volatile che si trova sul fiume Serchio. Una proposta, quindi, che guarda più al paesaggio, all’ambiente e a come l’opera strutturale caratterizza quest’area del parco fluviale di Lucca, invece che riferirsi ad un determinato personaggio storico o a personalità del territorio. Del resto le indicazioni del regolamento erano chiare e anche molto libere nell’espressione: si poteva proporre una figura di rilievo, ma anche un elemento simbolico, un nome che facesse riferimento a un’idea, a un concetto, a un valore. 

A conclusione di questo percorso mi sento di ringraziare in primis tutti gli studenti delle scuole che hanno partecipato al contest della Provincia, dimostrando attenzione, creatività e sensibilità. Ricordo che è la prima volta in Italia che sono proprio i giovani a proporre l’intitolazione di un’opera pubblica così importante.

Inoltre un plauso a tutti gli insegnanti delle scuole superiori referenti di Nomina che hanno accompagnato i ragazzi nell’elaborazione dei progetti dopo la fase illustrativa e formativa svoltasi a Palazzo Ducale lo scorso autunno. E come dimenticare il folto e autorevole Comitato scientifico che ha svolto un lavoro lungo, accurato, prezioso, prima nell’organizzazione degli incontri con gli studenti e poi nel valutare le dieci proposte delle classi e selezionare la triade finale. Un ringraziamento va anche al sindaco di Lucca il quale, fin dall’idea iniziale, ha sposato il progetto consentendo agli studenti di lavorare alle proposte.

Inoltre una considerazione che mi sento di fare: un sentimento di affetto e stima alla compianta Donatella Buonriposi, scomparsa di recente, che è stata consulente della Provincia a titolo gratuito sui temi della scuola ed era componente della Comitato scientifico di Nomina; un progetto che l’aveva molto appassionata e di cui purtroppo non ha potuto vederne la conclusione”.

Il progetto

Dietro il nome vincitore c’è un progetto costruito attraverso osservazione, ricerca, disegno, architettura e letteratura. L’idea nasce infatti direttamente sulle rive del Serchio. Durante un sopralluogo nel parco fluviale, ragazze e ragazzi incontrano e osservano l’airone, presenza caratteristica del paesaggio lucchese. Da quell’immagine prende forma una suggestione: provare a guardare il nuovo ponte non soltanto come un’infrastruttura, ma come un elemento che entra in relazione con il fiume e con ciò che da sempre lo abita.

Gli studenti iniziano così a studiare l’animale, le sue proporzioni e soprattutto il suo movimento: l’airone fermo, l’airone che spicca il volo, quello che torna ad adagiarsi sulle rive e infine la sua figura che progressivamente si modifica fino a diventare ponte. È proprio questa metamorfosi il cuore visivo del progetto.

Le forme dell’animale vengono messe in relazione con quelle della nuova infrastruttura. Le ali spiegate e il collo diventano idealmente le arcate, le zampe richiamano i pilastri, mentre il bianco del piumaggio trova una corrispondenza nel colore chiaro della struttura. Entrano nel progetto anche la trasparenza degli archi e il modo in cui la luce si riflette sul ponte, facendolo dialogare con il paesaggio circostante.

Ma la proposta va oltre l’elemento visivo. Gli studenti hanno costruito attorno alla trasformazione dell’airone un vero e proprio percorso narrativo e poetico articolato in tre momenti: la staticità e il raccoglimento, associati a Giuseppe Ungaretti; la trasformazione, la forza e l’azione, legate a Mario Tobino; infine il ponte come apertura, libertà e slancio verso il cielo, attraverso Guglielmo Petroni.

Il risultato è quindi l’idea di un ponte che non viene semplicemente “battezzato” con il nome di un animale, ma che nasce simbolicamente dal paesaggio nel quale è inserito: l’airone del Serchio diventa architettura, il movimento del volo diventa forma e il passaggio da una riva all’altra diventa immagine di connessione.

A completare il progetto, la classe ha immaginato anche una targa commemorativa inserita in un totem appositamente disegnato, accompagnata dalle parole: “Radicato nel silenzio, plasmato nella forza vitale, dispiegato verso la libertà”. E qui sta la sintesi della proposta per le ragazze e i ragazzi: il ponte diventa infatti qualcosa capace di unire non soltanto due terre, ma anche persone, pensieri e comunità.

La soddisfazione del Liceo vincitore

“La notizia della vittoria della nostra proposta nel contest Nomina per il nuovo ponte sul fiume Serchio ci riempie di profondo orgoglio ed entusiasmo –commenta il prof. Carlo Del Grande del Liceo Passaglia di Lucca – . A nome di tutto il nostro istituto e dei docenti coinvolti, desidero esprimere il più sincero ringraziamento all’Amministrazione Provinciale di Lucca per aver ideato questa straordinaria iniziativa. Questo concorso ha dato un valore concreto e tangibile al progetto didattico che abbiamo vissuto insieme ai nostri allievi. I ragazzi hanno affrontato la sfida con grande serietà, responsabilità e passione, dimostrando come la scuola possa aprirsi al territorio e dialogare attivamente con le istituzioni. Vedere la loro idea premiata dalla comunità non è solo un traguardo formale, ma rappresenta la sostanza e il coronamento di un percorso civico che ha stimolato in loro un forte senso di appartenenza e partecipazione attiva alla vita democratica della nostra città. Fieri di aver lasciato un segno nella storia della toponomastica locale, un forte messaggio di libertà e rispetto per la natura ringraziamo ancora per questa preziosa opportunità di crescita condivisa”.

La consultazione

La consultazione popolare ha rappresentato l’ultima fase di un percorso iniziato nei mesi invernali con il coinvolgimento delle scuole. Sono state dieci le proposte presentate inizialmente alla Provincia, successivamente valutate da un Comitato scientifico sulla base, tra gli altri aspetti, dell’originalità, della capacità espressiva e della profondità della riflessione storica e civile.

Tre i nomi arrivati alla fase conclusiva: Ponte dell’Airone; Ponte Arturo Paoli, al centro dei progetti elaborati dalla classe 5C del Liceo Scientifico “Vallisneri” e dalla classe 3ASA del “Fermi-Giorgi”; e Ponte Matilde di Canossa, proposto dalla classe 5B SSA del “Machiavelli”.

Il voto era riservato ai cittadini residenti nel Comune di Lucca che avessero compiuto 16 anni ed è avvenuto online, in forma anonima, attraverso autenticazione con identità digitale.

Con la chiusura delle votazioni e la vittoria di Ponte dell’Airone, il percorso partecipativo promosso dalla Provincia arriva così al suo ultimo passaggio: la proposta sarà ora trasmessa al Comune di Lucca, al quale spettano gli adempimenti istituzionali necessari per l’intitolazione vera e propria della nuova infrastruttura.

 

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