Esplora tutte le news

Trasporto pubblico, la Provincia di Trevisdo conferma lo “Sconto Provincia” per gli studenti

La Provincia di Treviso rinnova anche per l’anno scolastico 2026/2027 lo “Sconto Provincia”, l’iniziativa che consente alle famiglie di acquistare gli abbonamenti annuali per studenti del trasporto pubblico locale a tariffa agevolata. L’Ente Provinciale, infatti, mette nuovamente a disposizione circa 400.000 euro, generati dall’utile dell’azienda di trasporto MOM – Mobilità di Marca nel bilancio 2025 e spettanti alla Provincia (socio di maggioranza) come quota parte, con l’obiettivo di offrire alle famiglie una riduzione fino a 40 euro del costo degli abbonamenti annuali studenti per la rete urbana ed extraurbana, in maniera proporzionale o differenziata in base alla classe tariffaria.

Chi può accedere allo sconto

La formula dello “Sconto Provincia 2026” è riservata agli studenti che utilizzano il trasporto pubblico per spostarsi nei Comuni della Marca Trevigiana ed è valida anche per l’acquisto degli abbonamenti scolastici integrati con il servizio urbano di Treviso ATVO ACTIVO+ MOM (Roncade, Monastier, Zenson di Piave, San Biagio di Callalta), così come per gli abbonamenti scolastici annuali per studenti dell’azienda GOBBO (area Badoere di Morgano, Zero Branco e Resana).

Il commento del Presidente della Provincia

“Con la formula dello “Sconto Provincia” vogliamo essere vicini alle famiglie e ai nostri ragazzi, che sono i principali fruitori del trasporto pubblico locale e che utilizzano i mezzi per spostarsi da casa a scuola – le parole di Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – proprio per questo ho scelto di rinnovare le agevolazioni anche per l’anno scolastico 2026/2027, restituendo alla comunità i 400.000 euro che la Provincia ha ottenuto dagli utili generati da MOM, nel 2025, sotto forma di contributi diretti alle famiglie.

“Ricordo che il Bilancio 2025 di MOM, approvato al Sant’Artemio il 5 maggio all’unanimità, si è chiuso con un utile di 1.949.263 euro, raddoppiato rispetto al 2024: un risultato straordinario, possibile grazie all’efficacia della governance compartecipata tra pubblico e privato, alla capacità di innovazione, al dinamismo e alla consolidata esperienza dell’azienda, del presidente Colladon e del CdA. Di questi utili, alla Provincia di Treviso, che è socio di maggioranza, è stata destinata la quota spettante di 799.211,50 euro: già in quella sede, avevo annunciato che avrei reinvestito subito il 50% per riattivare lo “Sconto Provincia”, ovvero circa 400.000 euro, trasformando così una parte degli utili in un beneficio diretto per le famiglie, con l’obiettivo di alleggerirle in una spesa importante proprio in vista del nuovo anno scolastico. Oggi ho pubblicato un decreto che conferma quella promessa” continua Donadel.

“Come già anticipato a maggio, al momento ho scelto, in via prudenziale, di accantonare il restante 50% della nostra quota (altri 400.000 euro circa) per scongiurare eventuali aumenti dei prezzi causati dalla crisi energetica e all’instabilità dello scenario internazionale. Anche queste risorse rimarranno a disposizione per essere pronti a rispondere alle sfide future: oggi per garantire uno sconto immediato alle famiglie, domani per contribuire a mantenere i prezzi del trasporto pubblico il più possibile calmierati” conclude il presidente Donadel.

Il commento del Presidente di MOM

Spiega Giacomo Colladon, Presidente di MOM:
“L’iniziativa ‘Sconto Provincia’ rappresenta un importante volano per la crescita degli abbonamenti annuali. Nell’ultimo anno scolastico gli abbonamenti annuali studenti sono aumentati del 21%, portando a quasi 19.000 il numero di ragazzi che hanno scelto un titolo di viaggio fidelizzato, pari a oltre il 66% del totale. L’abbonamento annuale è già oggi la formula più conveniente, poiché garantisce l’equivalente di 12 mesi di viaggio al costo di soli 8 mesi. Grazie allo Sconto Provincia diventa ancora più accessibile per le famiglie. A questo si aggiunge la possibilità, offerta da MOM attraverso i canali digitali, di rateizzare la spesa in 3 o 4 rate senza interessi: una soluzione scelta da oltre 1.700 famiglie nel corso dell’ultimo anno scolastico. Il servizio non comporta alcun onere aggiuntivo per i clienti e rappresenta per MOM un investimento di circa 16 mila euro all’anno.”

Info e scadenze

L’acquisto degli abbonamenti studenti per l’anno scolastico 2026-2027 sarà possibile a partire dal 1° agosto. “Invitiamo le famiglie a procedere quanto prima all’acquisto, poiché lo Sconto Provincia sarà applicato fino a esaurimento delle risorse disponibili”, conclude Colladon.

 

P.A.C.T.: conclusa l’indagine sulla Pianificazione strategica provinciale

Si è chiusa nei giorni scorsi la fase di raccolta dati relativa all’indagine sulla Pianificazione Strategica provinciale, condotta da SVIMEZ nell’ambito del Progetto “P.A.C.T.”.

L’indagine è prevista nell’ambito della Linea di Intervento 3 del progetto, che prevede una ricognizione approfondita delle modalità con cui le Province esercitano le funzioni di raccolta, elaborazione e  utilizzo dei dati territoriali a supporto della programmazione e delle politiche di area vasta. Gli esperti stanno attualmente procedendo alla elaborazione dei dati ricevuti con lo scopo di restituire alle Province le principali risultanze della mappatura sulle capacità amministrative, gli strumenti, le competenze e le pratiche adottate dalle Province nei processi di pianificazione territoriale e strategica, individuando punti di forza, criticità, fabbisogni e buone pratiche.

Risultati

Il Webinar di restituzione dei risultati dell’indagine sulla Pianificazione Strategica Provinciale, inizialmente programmato per luglio, è rinviato al mese di settembre 2026.

Il rinvio si è reso necessario in quanto la fase di raccolta dei questionari ha richiesto più tempo del previsto e, conseguentemente, anche l’elaborazione e l’analisi dei dati da parte di SVIMEZ necessitano di un maggior periodo di lavoro per garantire la massima qualità e completezza della restituzione.

Il webinar rappresenterà un momento fondamentale per la condivisione dei risultati e la costruzione condivisa del Modello di Pianificazione Strategica Provinciale e delle Linee Guida operative.

Le linee guida

Le informazioni raccolte contribuiranno alla definizione di un Modello di Pianificazione Strategica Provinciale e alla redazione di Linee Guida operative, con l’obiettivo di mettere a disposizione delle Province uno strumento metodologico di riferimento per la programmazione delle politiche territoriali e di rafforzare il ruolo delle Province come enti di area vasta, facilitatori territoriali e nodi di raccordo tra Comuni, Regioni, altri attori dello sviluppo locale.

I risultati dell’indagine saranno inoltre utilizzati per progettare attività di accompagnamento, capacity building e scambio di esperienze tra le Province partecipanti.

P.A.C.T.: indagine qualitativa sulle Stazioni Uniche Appaltanti provinciali

Nell’ambito del Progetto “P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori”, è in corso di svolgimento l’indagine qualitativa dedicata alla capacità istituzionale delle Stazioni Appaltanti Provinciali, prevista dalla Linea di Intervento 1 del progetto.

L’attività di rilevazione è finalizzata a integrare i dati quantitativi sulle performance di gara con una comprensione approfondita della capacità amministrativa e organizzativa delle 29 Stazioni Appaltanti Provinciali, con particolare riferimento al sistema di qualificazione ANAC di cui all’Allegato II.4 e agli artt. 62 e 63 del D.Lgs. 36/2023, alla capacità di gestire gare in aggregazione e per conto terzi, nonché ai fabbisogni formativi e organizzativi.

L’obiettivo finale è costruire un percorso di accompagnamento personalizzato a sostegno dell’avanzamento di livello di qualificazione delle Province partecipanti.

Il questionario

Il questionario è strutturato in 7 sezioni tematiche e approfondisce, tra gli altri, i seguenti temi:

–                     profilo socio-anagrafico e professionale del personale addetto agli appalti;

–                     attività svolta e tipologia degli acquisti gestiti, con distinzione tra gare proprie della Provincia e gare per conto di altri enti;

–                     sistema di qualificazione delle Stazioni Appaltanti (livelli LF e SF) e percorso di avanzamento ai sensi dell’Allegato II.4 al D.Lgs. 36/2023;

–                     formazione erogata e fabbisogni formativi, in coerenza con le Linee Guida SNA sulla professionalizzazione del personale addetto agli appalti;

–                     organizzazione interna e struttura della SUA, sistemi di monitoraggio delle performance di gara e degli indicatori di efficienza;

–                     funzione di Stazione Unica Appaltante, aggregazione e centralizzazione degli acquisti ex art. 62 D.Lgs. 36/2023, gestione di gare per conto di enti deleganti;

–                     utilizzo e prospettive dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie innovative nei processi di gara.

 

A chi è rivolto

Il questionario è rivolto ai responsabili degli uffici SUA delle 29 Province interessate dal Progetto e i dati richiesti saranno trattati in attuazione della policy privacy allegata alla presente, così come le informazioni raccolte saranno trattate esclusivamente in forma aggregata a fini di ricerca.

Termini e modalità

Il questionario deve essere compilato on line accedendo al seguente link inviato.

È possibile accedervi fino al 15 luglio 2026.

L’attività richiede orientativamente 30-45 minuti.

Si sottolinea la necessità che tutte le 29 Province procedano alla compilazione, rispettando inoltre i tempi previsti al fine di consentire agli esperti di poter elaborare e restituire a breve i risultati dell’analisi dei dati.

Finalità

I risultati contribuiranno alla definizione del profilo di competenze e di capacità istituzionale delle Province e alla predisposizione di percorsi di accompagnamento a supporto delle Stazioni Appaltanti Provinciali partecipanti.

P.A.C.T.: al via la rilevazione sulle infrastrutture stradali provinciali

Nell’ambito del Progetto “P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori”, promosso da UPI e finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 FESR-FSE, prende avvio la fase di indagine qualitativa dedicata alla gestione e agli investimenti delle infrastrutture stradali provinciali, prevista dalla Linea di Intervento 2 del progetto.

L’attività di rilevazione è finalizzata a raccogliere un quadro sistematico della capacità organizzativa, tecnica e amministrativa delle Province nella gestione della rete viaria di loro competenza, con particolare riferimento alla:

– programmazione degli interventi,

– manutenzione ordinaria e straordinaria,

– utilizzo di strumenti digitali e GIS,

– attività di appalto,

– disponibilità di personale qualificato,

– buone pratiche già adottate nei diversi contesti provinciali.

L’obiettivo finale è costruire un percorso di accompagnamento personalizzato a sostegno delle Province partecipanti per il miglioramento della gestione degli investimenti stradali.

Il questionario

Il questionario è strutturato in 8 sezioni tematiche (A–H) e approfondisce, tra gli altri, i seguenti temi:

–       profilo del referente e perimetro della rilevazione (Sezione A);

–       organizzazione e governance della gestione delle strade (Sezione B);

–       programmazione, priorità e dati sugli interventi (Sezione C);

–       gestione operativa della rete: manutenzione, sicurezza e resilienza (Sezione D);

–       appalti, procedure e funzione SUA/CUC per interventi stradali (Sezione E);

–       digitalizzazione, catasto strade e sistemi informativi (Sezione F);

–       capacità amministrativa, competenze e personale (Sezione G);

–       best practice e standard documentali (Sezione H).

A chi è rivolto

Il questionario è rivolto ai soli Responsabili del settore viabilità delle 29 Province interessate dal Progetto.

Si raccomanda, ove possibile, il contributo congiunto degli uffici di viabilità, appalti e pianificazione, al fine di assicurare la completezza e la qualità delle informazioni fornite.

Tempistica e modalità

Il questionario deve essere compilato on line al link inviato.

È possibile accedere al questionario fino al 15 luglio 2026. 

L’attività richiede circa 30 minuti.

Si sottolinea la necessità che tutte le 29 Province procedano alla compilazione, rispettando inoltre i tempi previsti al fine di consentire agli esperti di poter elaborare e restituire a breve i risultati dell’analisi dei dati.

Finalità

I risultati contribuiranno alla definizione del profilo organizzativo e di capacità istituzionale delle Province nella gestione stradale e alla predisposizione di percorsi di accompagnamento a supporto delle Province partecipanti, inclusi modelli documentali, linee guida operative e strumenti di monitoraggio.

PNRR, oltre 52 milioni di investimenti in provincia di Reggio Emilia tra scuole, digitale e infrastrutture

La Provincia fa il punto sugli interventi collegati al Piano: 32,3 milioni sull’edilizia scolastica superiore, 18,6 milioni per la transizione digitale del territorio, 1,45 milioni per i dissesti stradali rimasti a rendicontazione PNRR. Svolte anche 11 gare per conto dei Comuni. Zanni: “Le Province hanno dimostrato di saper trasformare risorse straordinarie in cantieri, servizi e capacità amministrativa. Ora servono regole certe, continuità e una riforma vera”.
La Provincia di Reggio Emilia fa il punto sull’attuazione degli interventi collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, in relazione agli ambiti di competenza diretta dell’ente e al ruolo di supporto svolto nei confronti del territorio.

Il quadro degli investimenti effettivamente rimasti nel perimetro PNRR supera i 52 milioni di euro, considerando 32.315.134,17 euro per l’edilizia scolastica superiore, 18.633.651,67 euro per i progetti di transizione digitale attivi in provincia di Reggio Emilia e 1.450.000 euro per gli interventi infrastrutturali sui dissesti stradali confluiti a rendicontazione PNRR dopo la rimodulazione nazionale.

Se si considera anche il pacchetto infrastrutturale inizialmente assegnato e poi in parte spostato su altre fonti di finanziamento, il quadro complessivo degli interventi supera i 61 milioni di euro, per un valore complessivo pari a 61.788.785,84 euro.

A questi dati si aggiunge un elemento amministrativo rilevante: la Provincia ha svolto 11 gare per conto dei Comuni, mettendo a disposizione competenze tecniche e amministrative specialistiche a supporto degli enti locali nell’attuazione degli interventi finanziati dal Piano.

Infrastrutture

Sul fronte delle infrastrutture, il quadro iniziale degli interventi collegati al PNRR riguardava 15 opere di ripristino dei dissesti sulle strade provinciali, causati dagli eventi meteorologici di maggio-giugno 2023, per un valore complessivo di 10.840.000 euro.

A seguito della rimodulazione nazionale del Piano, le risorse effettivamente confluite nell’ambito del PNRR riguardano 4 interventi, per un valore complessivo di 1.450.000 euro, mentre gli altri 11 interventi, per 9.390.000 euro, sono stati spostati su altre fonti di finanziamento, in particolare strumenti regionali, sempre in coordinamento con la Struttura commissariale per la ricostruzione.

La rimodulazione nazionale non riguarda un ritardo della Provincia, che aveva già rispettato la scadenza di affidamento dei lavori, ma una diversa allocazione delle fonti di finanziamento decisa nel quadro commissariale e nazionale per alleggerire il carico del PNRR.

La Provincia di Reggio Emilia ha infatti affidato tutti i lavori entro il termine previsto del 30 giugno 2025, rispettando le scadenze fissate. Per i 4 interventi rimasti nel Piano sono stati rispettati e raggiunti i target PNRR e sono in corso le procedure di rendicontazione.

Questo passaggio evidenzia la complessità della fase attuativa del Piano: non solo la realizzazione degli interventi, ma anche la gestione di procedure, piattaforme e regole che nel tempo sono state oggetto di modifiche, richiedendo agli enti locali capacità di adattamento e coordinamento istituzionale.

Digitale

Per quanto riguarda la transizione digitale, la Provincia di Reggio Emilia ha partecipato, per la parte di propria competenza, ai 4 progetti PNRR digitali aperti all’ente, per un valore complessivo di 929.613,01 euro.

Gli interventi sono orientati all’estensione dell’utilizzo delle piattaforme di identità digitale SPID/CIE, al rafforzamento dell’abilitazione al cloud per le pubbliche amministrazioni locali, all’adeguamento alle nuove specifiche tecniche di interoperabilità delle componenti informatiche per la gestione delle pratiche SUAP e allo sviluppo delle capacità nella pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro.

Accanto ai progetti di propria competenza, la Provincia ha svolto un ruolo di supporto tecnico e istituzionale al territorio, lavorando insieme a Comuni, Unioni, Comune capoluogo, responsabili ICT locali e Dipartimento per la Trasformazione Digitale. L’obiettivo non è stato soltanto aderire ai bandi, ma accompagnare la costruzione di un ecosistema pubblico più semplice, sicuro e accessibile.

Nel complesso, in provincia di Reggio Emilia risultano 124 enti con candidature (tra cui Comuni, Unioni, Provincia, scuole, ASL e altri enti pubblici), pari al 13% dei 954 enti emiliano-romagnoli coinvolti. I progetti attivi sono 463, per un valore complessivo di 18.633.651,67 euro, di cui oltre 14.680.000 euro già liquidati.

Nei 42 Comuni reggiani i progetti attivi sono 333, per un valore di 14.406.625,22 euro.

Il lavoro sul digitale riguarda siti web più chiari, identità digitale, cloud, pagoPA, App IO, notifiche digitali, interoperabilità delle banche dati e punti di facilitazione per accompagnare i cittadini con minori competenze digitali. È una trasformazione che incide sul rapporto quotidiano tra persone e pubblica amministrazione, perché rende i servizi più accessibili e omogenei, dal Comune capoluogo ai territori più piccoli.

Scuole

La parte più rilevante degli investimenti scolastici collegati al PNRR seguiti direttamente dalla Provincia riguarda l’edilizia scolastica superiore, con 36 interventi per un valore complessivo di 32.315.134,17 euro.

Il totale comprende 27.570.145,10 euro di finanziamento PNRR, 2.612.409 euro di cofinanziamento da altri enti o fonti, 657.269,39 euro di cofinanziamento della Provincia e 1.475.310,68 euro di FOI, il Fondo per l’avvio delle opere indifferibili destinato a fronteggiare l’aumento dei costi. Il dato non comprende le risorse da compensazioni, perché non ancora chiuse lato Ministero.

All’interno di questo quadro rientrano 35 interventi sulla Missione 4, Componente 1, Investimento 3.3, per 28.483.934,17 euro, e 1 intervento sulla Missione 4, Componente 1, Investimento 1.3, relativo alla nuova palestra del Motti, per 3.831.200 euro.

La priorità della Provincia è stata quella della sicurezza degli edifici scolastici superiori, con particolare attenzione agli interventi strutturali e antisismici. Accanto a questo lavoro, l’ente sta intervenendo progressivamente anche sul miglioramento della qualità degli spazi, dell’efficientamento e del comfort degli ambienti scolastici.

Gare svolte per conto dei Comuni

Accanto agli interventi di competenza diretta, la Provincia ha svolto anche una funzione di supporto amministrativo per il territorio. In particolare, sono state svolte 11 gare per conto dei Comuni, mettendo a disposizione competenze specialistiche in una fase in cui gli enti locali sono stati chiamati a rispettare tempi particolarmente stringenti.

Il dato evidenzia il ruolo della Provincia non solo come soggetto attuatore, ma anche come ente di area vasta capace di supportare i Comuni nella gestione di procedure complesse. Proprio su questo fronte resta aperto uno dei nodi principali della fase finale del PNRR: i lavori saranno ultimati entro i termini, ma permangono incertezze sulle modalità di rendicontazione, che risultano differenti a seconda del Ministero competente.

La dichiarazione di Zanni

“Il PNRR – dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – ha rappresentato una sfida enorme per tutti gli enti locali italiani. I numeri del nostro territorio raccontano però un fatto molto chiaro: la nostra Provincia ha lavorato per trasformare risorse straordinarie in cantieri e servizi reali, infrastrutture digitali e sicurezza a beneficio dei nostri concittadini e delle nostre comunità. Parliamo di oltre 32 milioni di euro sulle scuole superiori, più di 18 milioni di euro di progetti digitali attivi sul territorio provinciale, un pacchetto iniziale di interventi infrastrutturali da oltre 10 milioni di euro sui dissesti stradali, poi rimodulato a livello nazionale, e un’attività amministrativa importante anche a supporto dei Comuni, con 11 gare svolte per loro conto”.

“Questo lavoro – prosegue Zanni – conferma il ruolo ancora decisivo delle Province. In questi anni, nonostante un quadro istituzionale ancora incompiuto e procedure burocratiche spesso complesse, gli enti provinciali hanno dimostrato di avere competenze tecniche, capacità amministrativa e visione territoriale. Scuole, strade, ponti, digitale e supporto ai Comuni non sono materie astratte: sono funzioni che incidono ogni giorno sulla vita delle persone, degli studenti, delle famiglie, delle imprese e degli amministratori locali”.

“C’è però un punto politico che non possiamo ignorare – aggiunge il presidente –. Il PNRR ha dato una spinta straordinaria, ma non può essere considerato la risposta pienamente soddisfacente e definitiva ai fabbisogni dei territori. Sulle scuole, in particolare, dopo la conclusione di questa stagione di investimenti sarà necessaria e urgente una nuova programmazione pluriennale, accompagnata da finanziamenti idonei a realizzarla, perché la sicurezza degli edifici scolastici non può dipendere soltanto da risorse straordinarie e incostanti nel tempo. Lo stesso vale per la manutenzione delle infrastrutture viarie, che richiede continuità, aggiornamento, competenze e risorse stabili”.

“Infine – conclude Zanni – servirebbero maggiore chiarezza e meno burocrazia anche nella fase conclusiva del Piano. Gli enti stanno rispettando i tempi, ma la rendicontazione resta un passaggio complesso, con modalità diverse a seconda dei Ministeri e con procedure che devono essere rese più certe e omogenee. Se vogliamo che il PNRR rappresenti davvero un punto di svolta per l’intero Paese, dobbiamo riconoscere il lavoro svolto dagli enti locali e garantire loro strumenti adeguati fino all’ultimo passaggio e anche oltre. Le Province hanno dimostrato, ancora una volta, di essere enti estremamente utili ed efficienti. Motivo ulteriore per continuare a chiedere a gran voce una riforma vera, risorse stabili e regole più semplici, per servire i nostri concittadini, i nostri territori e le nostre imprese con ancora maggiore efficienza ed efficacia”.

FiberCop e Provincia di Caserta siglano l’accordo per infrastrutture digitali sostenibili

Siglato il protocollo per promuovere la posa della fibra ottica sulle strade provinciali con interventi a basso impatto ambientale

FiberCop e la Provincia di Caserta hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere un modello efficiente e sostenibile per la posa della fibra ottica lungo le strade provinciali, favorendo la diffusione delle infrastrutture digitali nel rispetto dell’ambiente e del territorio.

Il protocollo UPI FiberCop

L’accordo si inserisce nel percorso di collaborazione avviato da FiberCop con UPI (Unione delle Province Italiane) e punta a valorizzare metodologie di intervento a basso impatto ambientale, come la micro-trincea, in grado di accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica e di ottimizzare i benefici per cittadini, imprese e amministrazioni locali.

Ecco il Protocollo intesa UPI FIBERCOP

Il commento del Presidente della Provincia di Caserta

“La trasformazione digitale rappresenta una delle sfide più importanti per la crescita del nostro territorio. Con la firma di questo protocollo la Provincia di Caserta conferma la volontà di essere un’amministrazione che accompagna e favorisce gli investimenti strategici, mettendo al centro l’interesse delle comunità locali. L’obiettivo è coniugare innovazione, efficienza e tutela del patrimonio infrastrutturale, promuovendo modalità di intervento che riducano al minimo l’impatto sull’ambiente e sulla viabilità. Una rete digitale moderna significa offrire maggiori opportunità ai cittadini, sostenere la competitività delle imprese, favorire i servizi pubblici e contribuire a ridurre il divario digitale tra i diversi territori della provincia. Questo protocollo rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale capace di generare benefici duraturi per il futuro della nostra comunità”, dichiara il presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano.

Il commento del Public Affairs Director di FiberCop

“Con questo protocollo rafforziamo il nostro impegno a sostenere lo sviluppo e l’innovazione dei territori attraverso infrastrutture digitali moderne e sostenibili”, afferma Angela Gargani, Public Affairs Director di FiberCop. “L’intesa con la Provincia di Caserta conferma l’importanza di un dialogo costante con le amministrazioni locali per favorire la trasformazione digitale del Paese. Grazie all’utilizzo di tecniche di scavo a basso impatto ambientale, come la micro-trincea, è possibile realizzare opere più efficienti, riducendo tempi, costi e disagi e creando le condizioni per servizi sempre più avanzati a beneficio di cittadini e imprese”.

Il percorso

L’intesa avvia un percorso di confronto tecnico finalizzato a semplificare le autorizzazioni, valorizzare le infrastrutture esistenti e accelerare la diffusione della fibra ottica sul territorio provinciale, contribuendo allo sviluppo di reti ad altissima capacità a beneficio delle comunità locali e della trasformazione digitale della provincia.

UPI Veneto, il presidente Pasini: “Dal Consiglio regionale un segnale forte e unanime per restituire piena dignità alle Province”

Il presidente di UPI Veneto Flavio Pasini accoglie con grande soddisfazione l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio regionale del Veneto, della risoluzione presentata dal Consigliere Stefano Marcon, precedente Presidente di UPI Veneto e già vicepresidente vicario nazionale, con cui si chiede al Parlamento e al Governo l’avvio della revisione della Legge Delrio, ripristinando l’elezione diretta del Presidente della Provincia e degli organi politici provinciali, rafforzando altresì le funzioni in carico agli Enti con risorse adeguate e funzionali alle esigenze dei territori.

Un voto, quello del Consiglio Regionale, condiviso da tutte le forze politiche, che conferma come, al di là delle appartenenze, sia ormai diffusa la consapevolezza della necessità di restituire alle Province piena legittimazione democratica e strumenti adeguati per svolgere le proprie funzioni al servizio dei territori e delle comunità.

“Desidero innanzitutto congratularmi con Stefano Marcon per questo importante risultato – evidenzia il presidente Pasini -. Questa risoluzione rappresenta la naturale prosecuzione del grande lavoro che ha portato avanti negli anni alla guida di UPI Veneto e come vicepresidente vicario di UPI nazionale. In quei ruoli ha sempre sostenuto, in sinergia con i presidenti delle Province venete e con UPI nazionale, la necessità di superare i limiti della Legge Delrio e di restituire ai nostri Enti piena dignità istituzionale. Oggi, da consigliere regionale, ha saputo trasformare quell’impegno in un’iniziativa capace di raccogliere il consenso unanime dell’intero Consiglio regionale. È un risultato significativo per tutto il sistema delle autonomie locali.»

“L’approvazione unanime di questa risoluzione rappresenta un passaggio politico di grande importanza – dichiara Pasini -. Il fatto che tutte le forze politiche abbiano sostenuto questa iniziativa dimostra che esiste una consapevolezza comune: la riforma Delrio ha lasciato irrisolte molte criticità e oggi è maturo il tempo per restituire alle Province una piena rappresentanza democratica attraverso il ritorno all’elezione diretta dei Presidenti e degli organi provinciali. È un segnale forte che il Veneto invia alle istituzioni nazionali e che auspichiamo possa tradursi rapidamente in un intervento legislativo concreto” conclude Pasini.

Il Presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel nel Comitato Direttivo UPI

Il Presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel ha preso parte oggi, giovedì 25 giugno, ai lavori dell’Assemblea e del Direttivo di UPI Veneto, riuniti a Verona per il primo appuntamento assembleare guidato dal Presidente Flavio Pasini. Un importante momento di confronto tra i Presidenti delle Province venete sui temi amministrativi, finanziari e istituzionali che coinvolgono gli enti di area vasta, con particolare attenzione al percorso di riforma delle Province promosso da UPI nazionale e sostenuto da UPI Veneto. L’Assemblea ha visto inoltre la partecipazione straordinaria dell’Assessore regionale ai Trasporti Diego Ruzza, intervenuto per illustrare lo stato di attuazione della riforma del Trasporto pubblico locale introdotta dalla Legge regionale n. 8 del 2025. Nel corso del confronto è stato approfondito il percorso che porterà all’individuazione dei bacini territoriali ideali e omogenei e alla costituzione delle nuove agenzie di gestione regionale, destinate a subentrare agli attuali enti di governo del trasporto pubblico locale. Un tema di grande interesse per le Province, chiamate a svolgere un ruolo di raccordo fondamentale tra istituzioni e territori in una fase di significativa riorganizzazione del sistema della mobilità veneta.

 

Tra gli argomenti affrontati nel corso dei lavori, il rafforzamento del ruolo delle Province nel sistema delle autonomie locali, il consolidamento delle funzioni fondamentali assegnate agli enti provinciali, il supporto ai Comuni, la gestione dei servizi pubblici locali e la necessità di garantire stabilità normativa e finanziaria agli enti territoriali.

Il commento del Presidente della Provincia di Treviso

«Le Province continuano a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per i Comuni e per le comunità locali – sottolinea il Presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel –. Il lavoro che UPI nazionale e UPI Veneto stanno portando avanti va nella direzione di riconoscere pienamente il ruolo strategico delle Province quali enti di coordinamento del territorio e interlocutori intermedi della Regione. È necessario proseguire con determinazione nel percorso di riforma per consolidare le funzioni assegnate, rafforzare la capacità amministrativa degli enti e garantire una cornice istituzionale stabile che consenta di programmare e investire con efficacia a beneficio dei cittadini e dei territori».

«Le sfide che siamo chiamati ad affrontare – prosegue Donadel – dall’edilizia scolastica alla viabilità, dal supporto tecnico-amministrativo ai Comuni fino alla pianificazione territoriale e alla gestione dei servizi pubblici, richiedono Province solide, autorevoli e dotate di strumenti e risorse adeguati per operare. Per questo condividiamo il percorso avviato da UPI per superare definitivamente le criticità introdotte dalla Legge Delrio e costruire una riforma organica capace di restituire piena funzionalità agli enti provinciali».

Nel corso dell’Assemblea è stato inoltre approfondito il lavoro che UPI nazionale sta sviluppando in vista della definizione della piattaforma programmatica delle Province per la prossima legislatura, con il contributo diretto del Veneto attraverso il Presidente di UPI Veneto Flavio Pasini, Vicepresidente Vicario di UPI nazionale, e dello stesso Presidente Donadel, recentemente nominato componente del Consiglio Direttivo nazionale dell’Associazione.

«Desidero ringraziare il Presidente di UPI nazionale Enzo Lattuca per la fiducia accordatami con questo incarico – conclude il presidente della Provincia di Treviso Donadel –. È un’opportunità importante per rappresentare a livello nazionale le esigenze della Marca Trevigiana e contribuire al percorso di valorizzazione delle Province venete. Insieme al Presidente Pasini e a tutti i Presidenti delle Province siamo pronti a lavorare per ridare alle Province la giusta dignità istituzionale, rafforzandone il ruolo di enti strategici al servizio dei territori e delle amministrazioni comunali».

Legge sui porti, l’UPI in audizione alla Camera “Le Province nella governance delle autorità portuali”

Restituire alle Province il ruolo di componenti di diritto del Comitato di gestione e della Conferenza Nazionale di Coordinamento delle autorità di sistema portuale e riconoscere il profilo di queste istituzioni nei processi di programmazione strategica della portualità, prevedendo forme strutturate di coinvolgimento delle Province nella definizione dei fabbisogni infrastrutturali e nell’attuazione degli interventi di maggiore impatto territoriale.

Lo ha chiesto il responsabile delle politiche portuali di UPI, Pierangelo Olivieri, Presidente della Provincia di Savona, intervenendo in audizione alla Commissione Trasporti della Camera dei deputati sulla proposta di legge di riordino della governance portuale e di rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo.

“Un porto – ha detto – non può essere considerato un’entità autonoma avulsa dal contesto territoriale. La competitività di uno scalo dipende dalla qualità delle connessioni terrestri, dall’efficienza delle reti stradali e ferroviarie, dalla presenza di retroporti adeguati e dalla capacità del territorio di gestire i flussi di merci e persone. Le Province svolgono un ruolo essenziale, amministrando una vasta rete viaria che costituisce, in molti casi, il primo e l’ultimo segmento delle catene logistiche nazionali, assicurando il collegamento tra porti, aree produttive e sistemi di trasporto.

Questa legge deve essere l’occasione per tornare a riconoscere in modo formale ed esplicito il contributo delle Province alla funzionalità delle zone retroportuali, per realizzare infrastrutture non solo moderne, ma anche integrate con il territorio”.

Gli ambiti di rilievo generale

In conclusione, sono stati individuati quattro ambiti di rilievo generale nei quali le Province esercitano un ruolo significativo e di interesse:

  • la nuova classificazione dei porti, anche nell’ambito della medesima AdSP, con ricadute dirette sull’accesso prioritario ai finanziamenti per le opere infrastrutturali;
  • la gestione dei rifiuti, uno dei servizi fondamentali di competenza provinciale, caratterizzato da specificità rilevanti;
  • la tutela dell’ambiente marino, con l’obiettivo di garantire un equilibrato bilanciamento tra le attività commerciali, produttive e di sviluppo e la salvaguardia del sistema ambientale;
  • la valorizzazione della disciplina del mercato interno e della concorrenza, in particolare nei servizi tecnico-portuali, al fine di accrescere l’efficacia dell’azione sul territorio.

 

Pa: le Province puntano su l’efficienza: i risultati del progetto Province&Comuni

Costruzione di modelli organizzativi innovativi per rendere più efficienti le Province nei servizi a favore dei Comuni; oltre 3.000 ore di formazione e alta formazione a favore di più di 4.000 dipendenti delle Province impegnati nelle strutture che si occupano di appalti, di innovazione digitale e degli uffici Europa, dei servizi di supporto ai Comuni in materia di gestione del personale; strutturazione di una comunità professionale nazionale unita da prassi condivise.

Sono questi alcuni degli obiettivi strategici raggiunti dal programma Province&Comuni, progetto che ha coinvolto tutte le 88 Provincie, a regia del Dipartimento della Funzione Pubblica promosso dall’UPI e finanziato con risorse del Programma Operativo Complementare al PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

Il commento della Presidente della Provincia di Rieti

“Il progetto – ha detto la Presidente della Provincia di Rieti, Roberta Cuneo, che ha presentato oggi il rapporto finale in un evento a Roma- ha dimostrato che le Province sono una risorsa insostituibile, in particolare per i Comuni medio-piccoli che necessitano di competenze specialistiche ed economie di scala. Un ente di coordinamento dei territori, che semplifica l’amministrazione locale, supporta gli altri enti, a partire dai piccoli Comuni, e promuove la crescita degli investimenti”.

Il commento del Direttore UPI

“Di fronte alle sfide future, come il consolidamento dei risultati del PNRR, la nuova programmazione europea 2028-2034, la transizione digitale ed ecologica e il ricambio generazionale della PA — ha detto il Direttore Generale di UPI Piero Antonelli – l’UPI si impegna a valorizzare l’eredità del progetto consolidando questo percorso e proseguendo nell’ impegno strategico dell’alta formazione del personale” .

Al progetto hanno partecipato Università e centri di ricerca, tra cui l’Università Roma Tre, la LUISS School of Government, la LUMSA l’Università del Molise, il Cervap dell’Università di Ferrara e la Fondazione PromoPA.

Province venete riunite a Verona: prima Assemblea del Presidente Pasini alla guida di UPI Veneto. Focus sulla Riforma regionale del Trasporto Pubblico Locale

Si sono svolti oggi a Verona, nella prestigiosa sede della Provincia di Verona in Loggia Fra’ Giocondo, l’Assemblea e il Direttivo dell’Unione delle Province del Veneto, il primo appuntamento assembleare presieduto da Flavio Pasini, Presidente della Provincia di Verona e di UPI Veneto. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra i Presidenti delle Province sui temi amministrativi, finanziari e istituzionali che interessano gli enti di area vasta e i territori rappresentati. Tra i principali punti all’ordine del giorno, l’Assemblea ha esaminato la relazione sulle attività svolte da UPI Veneto nel corso del 2025, facendo il punto sulle numerose iniziative portate avanti a supporto delle Province del territorio regionale e nel confronto con le istituzioni regionali e nazionali. I componenti dell’Assemblea hanno inoltre approvato il Conto Consuntivo 2025 e il Bilancio di Previsione 2026, confermando la solidità dell’azione associativa e programmando le attività per il prossimo anno. Particolare rilievo ha assunto la partecipazione straordinaria dell’Assessore regionale ai Trasporti Diego Ruzza, intervenuto per illustrare lo stato di attuazione della riforma del Trasporto pubblico locale introdotta dalla Legge regionale n. 8 del 2025. Nel corso del confronto è stato approfondito il percorso che porterà all’individuazione dei bacini territoriali ideali e omogenei, 4 quelli prefigurati dalla Regione, e alla costituzione delle nuove agenzie di gestione regionale, destinate a subentrare agli attuali enti di governo del trasporto pubblico locale. Un tema di grande interesse per le Province, chiamate a svolgere un ruolo di raccordo fondamentale tra istituzioni e territori in una fase di significativa riorganizzazione del sistema della mobilità veneta e che proprio la scorsa settimana hanno inviato alla Regione le proprie proposte di ambito.

Le linee programmatiche UPI

L’Assemblea ha inoltre dedicato un approfondimento alle principali linee programmatiche che UPI nazionale sta sviluppando in vista della conclusione dell’attuale legislatura e della costruzione della piattaforma programmatica delle Province per la XX Legislatura: un lavoro al quale il Veneto contribuisce in maniera significativa attraverso il Presidente Pasini, che ricopre anche l’incarico di Vicepresidente Vicario di UPI nazionale, e attraverso il Presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel, recentemente incaricato in veste di nuovo componente del Direttivo nazionale dell’Associazione.

Il 3 giugno scorso si è svolto a Roma un incontro con il Ministro Calderoli, al quale sono state presentate alcune proposte di modifica da realizzare nell’immediato alla Legge Delrio, con l’obiettivo, pienamente condiviso da UPI Veneto, di superare alcune lacune e contraddizioni della legge 56/14, offrendo alle Province un quadro più stabile dal punto di vista organizzativo rispetto alla precaria condizione attuale. Le proposte avanzate al Governo prevedono, in una prima fase, interventi correttivi immediati: il reinserimento della disciplina delle Province all’interno del Testo Unico degli Enti Locali, l’allineamento della durata dei mandati tra Presidenti e Consigli provinciali e la possibilità di nominare fino a tre assessori per supportare l’azione di governo degli enti.
In prospettiva più ampia, UPI sostiene una revisione organica del sistema provinciale che comprenda il consolidamento e l’ampliamento delle funzioni fondamentali delle Province, il riconoscimento delle attività di supporto ai Comuni, delle Stazioni Uniche Appaltanti e delle funzioni di regolazione dei servizi pubblici locali, nonché l’introduzione dell’elezione diretta del Presidente e del Consiglio provinciale, garantendo stabilità amministrativa e adeguata rappresentanza territoriale e di genere.
Altro tema strategico riguarda il rafforzamento dell’autonomia finanziaria delle Province e la stabilizzazione dei bilanci. In questo ambito UPI continua a chiedere il definitivo superamento degli effetti della manovra introdotta dalla Legge 190 del 2014 e la definizione di programmi finanziari pluriennali in grado di sostenere gli investimenti sulle infrastrutture gestite dagli enti provinciali, a partire dall’edilizia scolastica e dalla rete viaria.

Le novità normative

Nel corso dei lavori sono state inoltre illustrate alcune importanti novità normative. In materia di elezioni provinciali, è stata evidenziata la proroga al 2027 della disposizione che consente la candidatura alla carica di Presidente della Provincia a tutti i Sindaci in carica, indipendentemente dal periodo residuo del mandato amministrativo, superando temporaneamente il limite dei diciotto mesi previsto dalla Legge Delrio.

È stata inoltre accolta con favore l’abrogazione, a decorrere dal 1° gennaio 2026, dei vincoli introdotti nel 2014 che impedivano alle Province di contrarre mutui per attività diverse da alcune specifiche funzioni fondamentali e di sostenere spese per attività di comunicazione istituzionale, relazioni pubbliche, convegni e rappresentanza. Una modifica normativa attesa da tempo che restituisce agli enti provinciali maggiori strumenti operativi e capacità programmatoria.

Il commento del Presidente di UPI Veneto

«Questa Assemblea – ha dichiarato il Presidente di UPI Veneto Flavio Pasini – rappresenta un momento importante di confronto e di condivisione tra tutte le Province venete: da Verona abbiamo ribadito con forza la necessità di proseguire il percorso di rafforzamento delle Province, affinché possano svolgere pienamente il proprio ruolo di enti di coordinamento intermedi del territorio, di supporto ai Comuni e di motore dello sviluppo locale. Le sfide che ci attendono, dalla riforma del trasporto pubblico locale sostenuta dalla Regione Veneto agli investimenti sulle scuole e sulle infrastrutture, richiedono istituzioni solide, risorse adeguate e una cornice normativa finalmente stabile. UPI Veneto continuerà a lavorare in stretta collaborazione con la Regione, con UPI nazionale e con il Governo per dare risposte efficaci ai territori e alle comunità, auspicando con fiducia in un’accelerazione della riforma che dia nuovo slancio ai nostri Enti».

Gallery

In foto Presidenti Provincia, da sinistra: Enrico Ferrarese, presidente Provincia di Rovigo; Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza e vicepresidente UPI Veneto; Flavio Pasini, presidente Provincia di Verona e presidente UPI Veneto; Marco Staunovo Polacco, presidente Provincia di Belluno; Marco Donadel, presidente Provincia di Treviso.

Video e interviste

Link video e interviste:https://we.tl/t-ENU3XehtaZim5Rz8

Maturità: gli auguri delle Province. Lattuca “Vivete questo momento con emozione ma senza ansia”

 “Ricordo con emozione la famosa notte prima degli esami e vi faccio i miei migliori auguri. L’esame di maturità è una prova in cui ci si sente davvero di fronte ad un passaggio verso l’età adulta, ma è anche la vigilia dell’estate più bella che trascorrerete. Vivetela con un’emozione positiva e cercate di tenere lontano l’ansia. Anche se è un momento molto importante, questa non è la partita della vostra vita: è una tappa significativa da svolgere al meglio, col massimo impegno, ma ce ne saranno tante altre. È una prova di maturità, non la prova della vostra maturità e la scuola non è una gara”.

È l’augurio che il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, rivolge agli oltre 500 mila studenti italiani che da domani inizieranno ad affrontare gli esami di maturità nelle oltre 5.100 scuole superiori che sono gestite dalle Province.

 

Cerca