Esplora tutte le news

PNRR, oltre 52 milioni di investimenti in provincia di Reggio Emilia tra scuole, digitale e infrastrutture

La Provincia fa il punto sugli interventi collegati al Piano: 32,3 milioni sull’edilizia scolastica superiore, 18,6 milioni per la transizione digitale del territorio, 1,45 milioni per i dissesti stradali rimasti a rendicontazione PNRR. Svolte anche 11 gare per conto dei Comuni. Zanni: “Le Province hanno dimostrato di saper trasformare risorse straordinarie in cantieri, servizi e capacità amministrativa. Ora servono regole certe, continuità e una riforma vera”.
La Provincia di Reggio Emilia fa il punto sull’attuazione degli interventi collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, in relazione agli ambiti di competenza diretta dell’ente e al ruolo di supporto svolto nei confronti del territorio.

Il quadro degli investimenti effettivamente rimasti nel perimetro PNRR supera i 52 milioni di euro, considerando 32.315.134,17 euro per l’edilizia scolastica superiore, 18.633.651,67 euro per i progetti di transizione digitale attivi in provincia di Reggio Emilia e 1.450.000 euro per gli interventi infrastrutturali sui dissesti stradali confluiti a rendicontazione PNRR dopo la rimodulazione nazionale.

Se si considera anche il pacchetto infrastrutturale inizialmente assegnato e poi in parte spostato su altre fonti di finanziamento, il quadro complessivo degli interventi supera i 61 milioni di euro, per un valore complessivo pari a 61.788.785,84 euro.

A questi dati si aggiunge un elemento amministrativo rilevante: la Provincia ha svolto 11 gare per conto dei Comuni, mettendo a disposizione competenze tecniche e amministrative specialistiche a supporto degli enti locali nell’attuazione degli interventi finanziati dal Piano.

Infrastrutture

Sul fronte delle infrastrutture, il quadro iniziale degli interventi collegati al PNRR riguardava 15 opere di ripristino dei dissesti sulle strade provinciali, causati dagli eventi meteorologici di maggio-giugno 2023, per un valore complessivo di 10.840.000 euro.

A seguito della rimodulazione nazionale del Piano, le risorse effettivamente confluite nell’ambito del PNRR riguardano 4 interventi, per un valore complessivo di 1.450.000 euro, mentre gli altri 11 interventi, per 9.390.000 euro, sono stati spostati su altre fonti di finanziamento, in particolare strumenti regionali, sempre in coordinamento con la Struttura commissariale per la ricostruzione.

La rimodulazione nazionale non riguarda un ritardo della Provincia, che aveva già rispettato la scadenza di affidamento dei lavori, ma una diversa allocazione delle fonti di finanziamento decisa nel quadro commissariale e nazionale per alleggerire il carico del PNRR.

La Provincia di Reggio Emilia ha infatti affidato tutti i lavori entro il termine previsto del 30 giugno 2025, rispettando le scadenze fissate. Per i 4 interventi rimasti nel Piano sono stati rispettati e raggiunti i target PNRR e sono in corso le procedure di rendicontazione.

Questo passaggio evidenzia la complessità della fase attuativa del Piano: non solo la realizzazione degli interventi, ma anche la gestione di procedure, piattaforme e regole che nel tempo sono state oggetto di modifiche, richiedendo agli enti locali capacità di adattamento e coordinamento istituzionale.

Digitale

Per quanto riguarda la transizione digitale, la Provincia di Reggio Emilia ha partecipato, per la parte di propria competenza, ai 4 progetti PNRR digitali aperti all’ente, per un valore complessivo di 929.613,01 euro.

Gli interventi sono orientati all’estensione dell’utilizzo delle piattaforme di identità digitale SPID/CIE, al rafforzamento dell’abilitazione al cloud per le pubbliche amministrazioni locali, all’adeguamento alle nuove specifiche tecniche di interoperabilità delle componenti informatiche per la gestione delle pratiche SUAP e allo sviluppo delle capacità nella pianificazione, organizzazione e formazione strategica della forza lavoro.

Accanto ai progetti di propria competenza, la Provincia ha svolto un ruolo di supporto tecnico e istituzionale al territorio, lavorando insieme a Comuni, Unioni, Comune capoluogo, responsabili ICT locali e Dipartimento per la Trasformazione Digitale. L’obiettivo non è stato soltanto aderire ai bandi, ma accompagnare la costruzione di un ecosistema pubblico più semplice, sicuro e accessibile.

Nel complesso, in provincia di Reggio Emilia risultano 124 enti con candidature (tra cui Comuni, Unioni, Provincia, scuole, ASL e altri enti pubblici), pari al 13% dei 954 enti emiliano-romagnoli coinvolti. I progetti attivi sono 463, per un valore complessivo di 18.633.651,67 euro, di cui oltre 14.680.000 euro già liquidati.

Nei 42 Comuni reggiani i progetti attivi sono 333, per un valore di 14.406.625,22 euro.

Il lavoro sul digitale riguarda siti web più chiari, identità digitale, cloud, pagoPA, App IO, notifiche digitali, interoperabilità delle banche dati e punti di facilitazione per accompagnare i cittadini con minori competenze digitali. È una trasformazione che incide sul rapporto quotidiano tra persone e pubblica amministrazione, perché rende i servizi più accessibili e omogenei, dal Comune capoluogo ai territori più piccoli.

Scuole

La parte più rilevante degli investimenti scolastici collegati al PNRR seguiti direttamente dalla Provincia riguarda l’edilizia scolastica superiore, con 36 interventi per un valore complessivo di 32.315.134,17 euro.

Il totale comprende 27.570.145,10 euro di finanziamento PNRR, 2.612.409 euro di cofinanziamento da altri enti o fonti, 657.269,39 euro di cofinanziamento della Provincia e 1.475.310,68 euro di FOI, il Fondo per l’avvio delle opere indifferibili destinato a fronteggiare l’aumento dei costi. Il dato non comprende le risorse da compensazioni, perché non ancora chiuse lato Ministero.

All’interno di questo quadro rientrano 35 interventi sulla Missione 4, Componente 1, Investimento 3.3, per 28.483.934,17 euro, e 1 intervento sulla Missione 4, Componente 1, Investimento 1.3, relativo alla nuova palestra del Motti, per 3.831.200 euro.

La priorità della Provincia è stata quella della sicurezza degli edifici scolastici superiori, con particolare attenzione agli interventi strutturali e antisismici. Accanto a questo lavoro, l’ente sta intervenendo progressivamente anche sul miglioramento della qualità degli spazi, dell’efficientamento e del comfort degli ambienti scolastici.

Gare svolte per conto dei Comuni

Accanto agli interventi di competenza diretta, la Provincia ha svolto anche una funzione di supporto amministrativo per il territorio. In particolare, sono state svolte 11 gare per conto dei Comuni, mettendo a disposizione competenze specialistiche in una fase in cui gli enti locali sono stati chiamati a rispettare tempi particolarmente stringenti.

Il dato evidenzia il ruolo della Provincia non solo come soggetto attuatore, ma anche come ente di area vasta capace di supportare i Comuni nella gestione di procedure complesse. Proprio su questo fronte resta aperto uno dei nodi principali della fase finale del PNRR: i lavori saranno ultimati entro i termini, ma permangono incertezze sulle modalità di rendicontazione, che risultano differenti a seconda del Ministero competente.

La dichiarazione di Zanni

“Il PNRR – dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – ha rappresentato una sfida enorme per tutti gli enti locali italiani. I numeri del nostro territorio raccontano però un fatto molto chiaro: la nostra Provincia ha lavorato per trasformare risorse straordinarie in cantieri e servizi reali, infrastrutture digitali e sicurezza a beneficio dei nostri concittadini e delle nostre comunità. Parliamo di oltre 32 milioni di euro sulle scuole superiori, più di 18 milioni di euro di progetti digitali attivi sul territorio provinciale, un pacchetto iniziale di interventi infrastrutturali da oltre 10 milioni di euro sui dissesti stradali, poi rimodulato a livello nazionale, e un’attività amministrativa importante anche a supporto dei Comuni, con 11 gare svolte per loro conto”.

“Questo lavoro – prosegue Zanni – conferma il ruolo ancora decisivo delle Province. In questi anni, nonostante un quadro istituzionale ancora incompiuto e procedure burocratiche spesso complesse, gli enti provinciali hanno dimostrato di avere competenze tecniche, capacità amministrativa e visione territoriale. Scuole, strade, ponti, digitale e supporto ai Comuni non sono materie astratte: sono funzioni che incidono ogni giorno sulla vita delle persone, degli studenti, delle famiglie, delle imprese e degli amministratori locali”.

“C’è però un punto politico che non possiamo ignorare – aggiunge il presidente –. Il PNRR ha dato una spinta straordinaria, ma non può essere considerato la risposta pienamente soddisfacente e definitiva ai fabbisogni dei territori. Sulle scuole, in particolare, dopo la conclusione di questa stagione di investimenti sarà necessaria e urgente una nuova programmazione pluriennale, accompagnata da finanziamenti idonei a realizzarla, perché la sicurezza degli edifici scolastici non può dipendere soltanto da risorse straordinarie e incostanti nel tempo. Lo stesso vale per la manutenzione delle infrastrutture viarie, che richiede continuità, aggiornamento, competenze e risorse stabili”.

“Infine – conclude Zanni – servirebbero maggiore chiarezza e meno burocrazia anche nella fase conclusiva del Piano. Gli enti stanno rispettando i tempi, ma la rendicontazione resta un passaggio complesso, con modalità diverse a seconda dei Ministeri e con procedure che devono essere rese più certe e omogenee. Se vogliamo che il PNRR rappresenti davvero un punto di svolta per l’intero Paese, dobbiamo riconoscere il lavoro svolto dagli enti locali e garantire loro strumenti adeguati fino all’ultimo passaggio e anche oltre. Le Province hanno dimostrato, ancora una volta, di essere enti estremamente utili ed efficienti. Motivo ulteriore per continuare a chiedere a gran voce una riforma vera, risorse stabili e regole più semplici, per servire i nostri concittadini, i nostri territori e le nostre imprese con ancora maggiore efficienza ed efficacia”.

FiberCop e Provincia di Caserta siglano l’accordo per infrastrutture digitali sostenibili

Siglato il protocollo per promuovere la posa della fibra ottica sulle strade provinciali con interventi a basso impatto ambientale

FiberCop e la Provincia di Caserta hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere un modello efficiente e sostenibile per la posa della fibra ottica lungo le strade provinciali, favorendo la diffusione delle infrastrutture digitali nel rispetto dell’ambiente e del territorio.

Il protocollo UPI FiberCop

L’accordo si inserisce nel percorso di collaborazione avviato da FiberCop con UPI (Unione delle Province Italiane) e punta a valorizzare metodologie di intervento a basso impatto ambientale, come la micro-trincea, in grado di accelerare la realizzazione delle reti in fibra ottica e di ottimizzare i benefici per cittadini, imprese e amministrazioni locali.

Ecco il Protocollo intesa UPI FIBERCOP

Il commento del Presidente della Provincia di Caserta

“La trasformazione digitale rappresenta una delle sfide più importanti per la crescita del nostro territorio. Con la firma di questo protocollo la Provincia di Caserta conferma la volontà di essere un’amministrazione che accompagna e favorisce gli investimenti strategici, mettendo al centro l’interesse delle comunità locali. L’obiettivo è coniugare innovazione, efficienza e tutela del patrimonio infrastrutturale, promuovendo modalità di intervento che riducano al minimo l’impatto sull’ambiente e sulla viabilità. Una rete digitale moderna significa offrire maggiori opportunità ai cittadini, sostenere la competitività delle imprese, favorire i servizi pubblici e contribuire a ridurre il divario digitale tra i diversi territori della provincia. Questo protocollo rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale capace di generare benefici duraturi per il futuro della nostra comunità”, dichiara il presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano.

Il commento del Public Affairs Director di FiberCop

“Con questo protocollo rafforziamo il nostro impegno a sostenere lo sviluppo e l’innovazione dei territori attraverso infrastrutture digitali moderne e sostenibili”, afferma Angela Gargani, Public Affairs Director di FiberCop. “L’intesa con la Provincia di Caserta conferma l’importanza di un dialogo costante con le amministrazioni locali per favorire la trasformazione digitale del Paese. Grazie all’utilizzo di tecniche di scavo a basso impatto ambientale, come la micro-trincea, è possibile realizzare opere più efficienti, riducendo tempi, costi e disagi e creando le condizioni per servizi sempre più avanzati a beneficio di cittadini e imprese”.

Il percorso

L’intesa avvia un percorso di confronto tecnico finalizzato a semplificare le autorizzazioni, valorizzare le infrastrutture esistenti e accelerare la diffusione della fibra ottica sul territorio provinciale, contribuendo allo sviluppo di reti ad altissima capacità a beneficio delle comunità locali e della trasformazione digitale della provincia.

UPI Veneto, il presidente Pasini: “Dal Consiglio regionale un segnale forte e unanime per restituire piena dignità alle Province”

Il presidente di UPI Veneto Flavio Pasini accoglie con grande soddisfazione l’approvazione all’unanimità, da parte del Consiglio regionale del Veneto, della risoluzione presentata dal Consigliere Stefano Marcon, precedente Presidente di UPI Veneto e già vicepresidente vicario nazionale, con cui si chiede al Parlamento e al Governo l’avvio della revisione della Legge Delrio, ripristinando l’elezione diretta del Presidente della Provincia e degli organi politici provinciali, rafforzando altresì le funzioni in carico agli Enti con risorse adeguate e funzionali alle esigenze dei territori.

Un voto, quello del Consiglio Regionale, condiviso da tutte le forze politiche, che conferma come, al di là delle appartenenze, sia ormai diffusa la consapevolezza della necessità di restituire alle Province piena legittimazione democratica e strumenti adeguati per svolgere le proprie funzioni al servizio dei territori e delle comunità.

“Desidero innanzitutto congratularmi con Stefano Marcon per questo importante risultato – evidenzia il presidente Pasini -. Questa risoluzione rappresenta la naturale prosecuzione del grande lavoro che ha portato avanti negli anni alla guida di UPI Veneto e come vicepresidente vicario di UPI nazionale. In quei ruoli ha sempre sostenuto, in sinergia con i presidenti delle Province venete e con UPI nazionale, la necessità di superare i limiti della Legge Delrio e di restituire ai nostri Enti piena dignità istituzionale. Oggi, da consigliere regionale, ha saputo trasformare quell’impegno in un’iniziativa capace di raccogliere il consenso unanime dell’intero Consiglio regionale. È un risultato significativo per tutto il sistema delle autonomie locali.»

“L’approvazione unanime di questa risoluzione rappresenta un passaggio politico di grande importanza – dichiara Pasini -. Il fatto che tutte le forze politiche abbiano sostenuto questa iniziativa dimostra che esiste una consapevolezza comune: la riforma Delrio ha lasciato irrisolte molte criticità e oggi è maturo il tempo per restituire alle Province una piena rappresentanza democratica attraverso il ritorno all’elezione diretta dei Presidenti e degli organi provinciali. È un segnale forte che il Veneto invia alle istituzioni nazionali e che auspichiamo possa tradursi rapidamente in un intervento legislativo concreto” conclude Pasini.

Il Presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel nel Comitato Direttivo UPI

Il Presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel ha preso parte oggi, giovedì 25 giugno, ai lavori dell’Assemblea e del Direttivo di UPI Veneto, riuniti a Verona per il primo appuntamento assembleare guidato dal Presidente Flavio Pasini. Un importante momento di confronto tra i Presidenti delle Province venete sui temi amministrativi, finanziari e istituzionali che coinvolgono gli enti di area vasta, con particolare attenzione al percorso di riforma delle Province promosso da UPI nazionale e sostenuto da UPI Veneto. L’Assemblea ha visto inoltre la partecipazione straordinaria dell’Assessore regionale ai Trasporti Diego Ruzza, intervenuto per illustrare lo stato di attuazione della riforma del Trasporto pubblico locale introdotta dalla Legge regionale n. 8 del 2025. Nel corso del confronto è stato approfondito il percorso che porterà all’individuazione dei bacini territoriali ideali e omogenei e alla costituzione delle nuove agenzie di gestione regionale, destinate a subentrare agli attuali enti di governo del trasporto pubblico locale. Un tema di grande interesse per le Province, chiamate a svolgere un ruolo di raccordo fondamentale tra istituzioni e territori in una fase di significativa riorganizzazione del sistema della mobilità veneta.

 

Tra gli argomenti affrontati nel corso dei lavori, il rafforzamento del ruolo delle Province nel sistema delle autonomie locali, il consolidamento delle funzioni fondamentali assegnate agli enti provinciali, il supporto ai Comuni, la gestione dei servizi pubblici locali e la necessità di garantire stabilità normativa e finanziaria agli enti territoriali.

Il commento del Presidente della Provincia di Treviso

«Le Province continuano a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per i Comuni e per le comunità locali – sottolinea il Presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel –. Il lavoro che UPI nazionale e UPI Veneto stanno portando avanti va nella direzione di riconoscere pienamente il ruolo strategico delle Province quali enti di coordinamento del territorio e interlocutori intermedi della Regione. È necessario proseguire con determinazione nel percorso di riforma per consolidare le funzioni assegnate, rafforzare la capacità amministrativa degli enti e garantire una cornice istituzionale stabile che consenta di programmare e investire con efficacia a beneficio dei cittadini e dei territori».

«Le sfide che siamo chiamati ad affrontare – prosegue Donadel – dall’edilizia scolastica alla viabilità, dal supporto tecnico-amministrativo ai Comuni fino alla pianificazione territoriale e alla gestione dei servizi pubblici, richiedono Province solide, autorevoli e dotate di strumenti e risorse adeguati per operare. Per questo condividiamo il percorso avviato da UPI per superare definitivamente le criticità introdotte dalla Legge Delrio e costruire una riforma organica capace di restituire piena funzionalità agli enti provinciali».

Nel corso dell’Assemblea è stato inoltre approfondito il lavoro che UPI nazionale sta sviluppando in vista della definizione della piattaforma programmatica delle Province per la prossima legislatura, con il contributo diretto del Veneto attraverso il Presidente di UPI Veneto Flavio Pasini, Vicepresidente Vicario di UPI nazionale, e dello stesso Presidente Donadel, recentemente nominato componente del Consiglio Direttivo nazionale dell’Associazione.

«Desidero ringraziare il Presidente di UPI nazionale Enzo Lattuca per la fiducia accordatami con questo incarico – conclude il presidente della Provincia di Treviso Donadel –. È un’opportunità importante per rappresentare a livello nazionale le esigenze della Marca Trevigiana e contribuire al percorso di valorizzazione delle Province venete. Insieme al Presidente Pasini e a tutti i Presidenti delle Province siamo pronti a lavorare per ridare alle Province la giusta dignità istituzionale, rafforzandone il ruolo di enti strategici al servizio dei territori e delle amministrazioni comunali».

Legge sui porti, l’UPI in audizione alla Camera “Le Province nella governance delle autorità portuali”

Restituire alle Province il ruolo di componenti di diritto del Comitato di gestione e della Conferenza Nazionale di Coordinamento delle autorità di sistema portuale e riconoscere il profilo di queste istituzioni nei processi di programmazione strategica della portualità, prevedendo forme strutturate di coinvolgimento delle Province nella definizione dei fabbisogni infrastrutturali e nell’attuazione degli interventi di maggiore impatto territoriale.

Lo ha chiesto il responsabile delle politiche portuali di UPI, Pierangelo Olivieri, Presidente della Provincia di Savona, intervenendo in audizione alla Commissione Trasporti della Camera dei deputati sulla proposta di legge di riordino della governance portuale e di rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo.

“Un porto – ha detto – non può essere considerato un’entità autonoma avulsa dal contesto territoriale. La competitività di uno scalo dipende dalla qualità delle connessioni terrestri, dall’efficienza delle reti stradali e ferroviarie, dalla presenza di retroporti adeguati e dalla capacità del territorio di gestire i flussi di merci e persone. Le Province svolgono un ruolo essenziale, amministrando una vasta rete viaria che costituisce, in molti casi, il primo e l’ultimo segmento delle catene logistiche nazionali, assicurando il collegamento tra porti, aree produttive e sistemi di trasporto.

Questa legge deve essere l’occasione per tornare a riconoscere in modo formale ed esplicito il contributo delle Province alla funzionalità delle zone retroportuali, per realizzare infrastrutture non solo moderne, ma anche integrate con il territorio”.

Gli ambiti di rilievo generale

In conclusione, sono stati individuati quattro ambiti di rilievo generale nei quali le Province esercitano un ruolo significativo e di interesse:

  • la nuova classificazione dei porti, anche nell’ambito della medesima AdSP, con ricadute dirette sull’accesso prioritario ai finanziamenti per le opere infrastrutturali;
  • la gestione dei rifiuti, uno dei servizi fondamentali di competenza provinciale, caratterizzato da specificità rilevanti;
  • la tutela dell’ambiente marino, con l’obiettivo di garantire un equilibrato bilanciamento tra le attività commerciali, produttive e di sviluppo e la salvaguardia del sistema ambientale;
  • la valorizzazione della disciplina del mercato interno e della concorrenza, in particolare nei servizi tecnico-portuali, al fine di accrescere l’efficacia dell’azione sul territorio.

 

Pa: le Province puntano su l’efficienza: i risultati del progetto Province&Comuni

Costruzione di modelli organizzativi innovativi per rendere più efficienti le Province nei servizi a favore dei Comuni; oltre 3.000 ore di formazione e alta formazione a favore di più di 4.000 dipendenti delle Province impegnati nelle strutture che si occupano di appalti, di innovazione digitale e degli uffici Europa, dei servizi di supporto ai Comuni in materia di gestione del personale; strutturazione di una comunità professionale nazionale unita da prassi condivise.

Sono questi alcuni degli obiettivi strategici raggiunti dal programma Province&Comuni, progetto che ha coinvolto tutte le 88 Provincie, a regia del Dipartimento della Funzione Pubblica promosso dall’UPI e finanziato con risorse del Programma Operativo Complementare al PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

Il commento della Presidente della Provincia di Rieti

“Il progetto – ha detto la Presidente della Provincia di Rieti, Roberta Cuneo, che ha presentato oggi il rapporto finale in un evento a Roma- ha dimostrato che le Province sono una risorsa insostituibile, in particolare per i Comuni medio-piccoli che necessitano di competenze specialistiche ed economie di scala. Un ente di coordinamento dei territori, che semplifica l’amministrazione locale, supporta gli altri enti, a partire dai piccoli Comuni, e promuove la crescita degli investimenti”.

Il commento del Direttore UPI

“Di fronte alle sfide future, come il consolidamento dei risultati del PNRR, la nuova programmazione europea 2028-2034, la transizione digitale ed ecologica e il ricambio generazionale della PA — ha detto il Direttore Generale di UPI Piero Antonelli – l’UPI si impegna a valorizzare l’eredità del progetto consolidando questo percorso e proseguendo nell’ impegno strategico dell’alta formazione del personale” .

Al progetto hanno partecipato Università e centri di ricerca, tra cui l’Università Roma Tre, la LUISS School of Government, la LUMSA l’Università del Molise, il Cervap dell’Università di Ferrara e la Fondazione PromoPA.

Province venete riunite a Verona: prima Assemblea del Presidente Pasini alla guida di UPI Veneto. Focus sulla Riforma regionale del Trasporto Pubblico Locale

Si sono svolti oggi a Verona, nella prestigiosa sede della Provincia di Verona in Loggia Fra’ Giocondo, l’Assemblea e il Direttivo dell’Unione delle Province del Veneto, il primo appuntamento assembleare presieduto da Flavio Pasini, Presidente della Provincia di Verona e di UPI Veneto. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra i Presidenti delle Province sui temi amministrativi, finanziari e istituzionali che interessano gli enti di area vasta e i territori rappresentati. Tra i principali punti all’ordine del giorno, l’Assemblea ha esaminato la relazione sulle attività svolte da UPI Veneto nel corso del 2025, facendo il punto sulle numerose iniziative portate avanti a supporto delle Province del territorio regionale e nel confronto con le istituzioni regionali e nazionali. I componenti dell’Assemblea hanno inoltre approvato il Conto Consuntivo 2025 e il Bilancio di Previsione 2026, confermando la solidità dell’azione associativa e programmando le attività per il prossimo anno. Particolare rilievo ha assunto la partecipazione straordinaria dell’Assessore regionale ai Trasporti Diego Ruzza, intervenuto per illustrare lo stato di attuazione della riforma del Trasporto pubblico locale introdotta dalla Legge regionale n. 8 del 2025. Nel corso del confronto è stato approfondito il percorso che porterà all’individuazione dei bacini territoriali ideali e omogenei, 4 quelli prefigurati dalla Regione, e alla costituzione delle nuove agenzie di gestione regionale, destinate a subentrare agli attuali enti di governo del trasporto pubblico locale. Un tema di grande interesse per le Province, chiamate a svolgere un ruolo di raccordo fondamentale tra istituzioni e territori in una fase di significativa riorganizzazione del sistema della mobilità veneta e che proprio la scorsa settimana hanno inviato alla Regione le proprie proposte di ambito.

Le linee programmatiche UPI

L’Assemblea ha inoltre dedicato un approfondimento alle principali linee programmatiche che UPI nazionale sta sviluppando in vista della conclusione dell’attuale legislatura e della costruzione della piattaforma programmatica delle Province per la XX Legislatura: un lavoro al quale il Veneto contribuisce in maniera significativa attraverso il Presidente Pasini, che ricopre anche l’incarico di Vicepresidente Vicario di UPI nazionale, e attraverso il Presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel, recentemente incaricato in veste di nuovo componente del Direttivo nazionale dell’Associazione.

Il 3 giugno scorso si è svolto a Roma un incontro con il Ministro Calderoli, al quale sono state presentate alcune proposte di modifica da realizzare nell’immediato alla Legge Delrio, con l’obiettivo, pienamente condiviso da UPI Veneto, di superare alcune lacune e contraddizioni della legge 56/14, offrendo alle Province un quadro più stabile dal punto di vista organizzativo rispetto alla precaria condizione attuale. Le proposte avanzate al Governo prevedono, in una prima fase, interventi correttivi immediati: il reinserimento della disciplina delle Province all’interno del Testo Unico degli Enti Locali, l’allineamento della durata dei mandati tra Presidenti e Consigli provinciali e la possibilità di nominare fino a tre assessori per supportare l’azione di governo degli enti.
In prospettiva più ampia, UPI sostiene una revisione organica del sistema provinciale che comprenda il consolidamento e l’ampliamento delle funzioni fondamentali delle Province, il riconoscimento delle attività di supporto ai Comuni, delle Stazioni Uniche Appaltanti e delle funzioni di regolazione dei servizi pubblici locali, nonché l’introduzione dell’elezione diretta del Presidente e del Consiglio provinciale, garantendo stabilità amministrativa e adeguata rappresentanza territoriale e di genere.
Altro tema strategico riguarda il rafforzamento dell’autonomia finanziaria delle Province e la stabilizzazione dei bilanci. In questo ambito UPI continua a chiedere il definitivo superamento degli effetti della manovra introdotta dalla Legge 190 del 2014 e la definizione di programmi finanziari pluriennali in grado di sostenere gli investimenti sulle infrastrutture gestite dagli enti provinciali, a partire dall’edilizia scolastica e dalla rete viaria.

Le novità normative

Nel corso dei lavori sono state inoltre illustrate alcune importanti novità normative. In materia di elezioni provinciali, è stata evidenziata la proroga al 2027 della disposizione che consente la candidatura alla carica di Presidente della Provincia a tutti i Sindaci in carica, indipendentemente dal periodo residuo del mandato amministrativo, superando temporaneamente il limite dei diciotto mesi previsto dalla Legge Delrio.

È stata inoltre accolta con favore l’abrogazione, a decorrere dal 1° gennaio 2026, dei vincoli introdotti nel 2014 che impedivano alle Province di contrarre mutui per attività diverse da alcune specifiche funzioni fondamentali e di sostenere spese per attività di comunicazione istituzionale, relazioni pubbliche, convegni e rappresentanza. Una modifica normativa attesa da tempo che restituisce agli enti provinciali maggiori strumenti operativi e capacità programmatoria.

Il commento del Presidente di UPI Veneto

«Questa Assemblea – ha dichiarato il Presidente di UPI Veneto Flavio Pasini – rappresenta un momento importante di confronto e di condivisione tra tutte le Province venete: da Verona abbiamo ribadito con forza la necessità di proseguire il percorso di rafforzamento delle Province, affinché possano svolgere pienamente il proprio ruolo di enti di coordinamento intermedi del territorio, di supporto ai Comuni e di motore dello sviluppo locale. Le sfide che ci attendono, dalla riforma del trasporto pubblico locale sostenuta dalla Regione Veneto agli investimenti sulle scuole e sulle infrastrutture, richiedono istituzioni solide, risorse adeguate e una cornice normativa finalmente stabile. UPI Veneto continuerà a lavorare in stretta collaborazione con la Regione, con UPI nazionale e con il Governo per dare risposte efficaci ai territori e alle comunità, auspicando con fiducia in un’accelerazione della riforma che dia nuovo slancio ai nostri Enti».

Gallery

In foto Presidenti Provincia, da sinistra: Enrico Ferrarese, presidente Provincia di Rovigo; Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza e vicepresidente UPI Veneto; Flavio Pasini, presidente Provincia di Verona e presidente UPI Veneto; Marco Staunovo Polacco, presidente Provincia di Belluno; Marco Donadel, presidente Provincia di Treviso.

Video e interviste

Link video e interviste:https://we.tl/t-ENU3XehtaZim5Rz8

Maturità: gli auguri delle Province. Lattuca “Vivete questo momento con emozione ma senza ansia”

 “Ricordo con emozione la famosa notte prima degli esami e vi faccio i miei migliori auguri. L’esame di maturità è una prova in cui ci si sente davvero di fronte ad un passaggio verso l’età adulta, ma è anche la vigilia dell’estate più bella che trascorrerete. Vivetela con un’emozione positiva e cercate di tenere lontano l’ansia. Anche se è un momento molto importante, questa non è la partita della vostra vita: è una tappa significativa da svolgere al meglio, col massimo impegno, ma ce ne saranno tante altre. È una prova di maturità, non la prova della vostra maturità e la scuola non è una gara”.

È l’augurio che il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, rivolge agli oltre 500 mila studenti italiani che da domani inizieranno ad affrontare gli esami di maturità nelle oltre 5.100 scuole superiori che sono gestite dalle Province.

 

Province, Lattuca “La Regione FVG ha riaperto il dibattito.Sì ad una istituzione con una dimensione politica e funzioni chiare”

“Seguiamo con molto interesse il percorso avviato dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, con il Disegno di Legge che ripristina le quattro Province soppresse nel 2016 e prevede entro il 2027 il voto diretto del Presidente e del Consiglio provinciale, perché riapre il dibattitto sulla necessità di rivedere l’impianto normativo che regola le Province italiane.

Un passo in avanti importante, che, come UPI, ci auguriamo spinga anche la politica nazionale, Governo e Parlamento, a far ripartire il confronto fermo da anni, per ricostruire in tutto il Paese un disegno chiaro ed efficiente di governo locale”.

Lo ha detto il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, intervenendo oggi in audizione con la Commissione, Affari istituzionali del Consiglio Regionale del Friuli-Venezia Giulia, riguardo alla proposta di legge regionale sull’istituzione e l’ordinamento delle Province, che ripristina le quattro Province di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine, prevedendo l’elezione diretta degli organi.

Le funzioni necessarie

“Riteniamo importante che questo disegno di legge preveda una dimensione politica degli enti – ha aggiunto il Presidente Lattuca – ma ci sentiamo di sottolineare quanto sia ancora più essenziale ricostruire un sistema di funzioni amministrative chiare, come quelle che riguardano viabilità, edilizia scolastica, supporto e assistenza tecnica ai Comuni.

Ma occorre fare un salto di qualità per valorizzare le Province come enti esponenziali del territorio; penso in particolare alle funzioni di programmazione strategica e di pianificazione territoriale, che, se poste in capo alle Province, possono portare a disegnare uno sviluppo economico e sociale equo, sostenibile, strutturale ed omogeneo, a favore di tutte le realtà”.

 

Ecco il documento UPI illustratto al Consiglio Regionale FVG CONTRIBUTO UPI LEGGE FVG 16 giugno 2026

 

La Provincia di Padova presenta ai Comuni le linee strategiche, gli obiettivi e la visione per il futuro del territorio provinciale

E’ stato presentato in anteprima ai rappresentanti dei Comuni del Padovano, la Variante Generale al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) della Provincia di Padova, uno strumento di pianificazione urbanistica avviato con l’obiettivo di definire una nuova visione strategica d’insieme per il governo del territorio provinciale.

Nel corso dell’incontro promosso dalla Provincia, sono stati illustrati in anteprima gli indirizzi, gli obiettivi e le strategie che saranno inseriti nel documento preliminare, che è attualmente in fase di redazione dell’Ufficio Pianificazione Territoriale – Urbanistica della Provincia e rappresenta il quadro di riferimento per la successiva elaborazione della variante al Piano.

Il Documento Preliminare costituisce infatti il punto di partenza per delineare una pianificazione territoriale contemporanea e sostenibile per le trasformazioni che interessano il territorio provinciale. Perno della visione, è il coordinamento tra istituzioni locali, la cooperazione tra enti e la partecipazione attiva degli attori territoriali.

«Era doveroso – commenta Daniele Canella, vice presidente della Provincia di Padova – condividere un percorso con i principali attori locali, i Comuni, che, peraltro, compongono l’assetto istituzionale dell’Ente provinciale. La nuova pianificazione provinciale si svilupperà in continuità con l’impostazione del vigente PTCP, confermandone la struttura “leggera” e strategica, orientata non a logiche prescrittive e gerarchiche, ma a funzioni di indirizzo, coordinamento e supporto ai Comuni, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e di governance territoriale condivisa».

Gli obiettivi

Tra gli obiettivi prioritari individuati dal Documento Preliminare, ci sono:

 

  • la tutela del suolo e la riduzione del consumo di territorio;
  • la rigenerazione urbana e la riqualificazione degli ambiti degradati;
  • la valorizzazione del sistema ambientale, paesaggistico e agricolo;
  • il rafforzamento dei servizi ecosistemici e della resilienza territoriale;
  • il contrasto ai cambiamenti climatici attraverso strategie di adattamento e mitigazione;
  • la promozione della transizione ecologica ed energetica;
  • la definizione di nuove regole per lo sviluppo del sistema produttivo e logistico;
  • il miglioramento dell’accessibilità e del sistema delle reti infrastrutturali;
  • il potenziamento della pianificazione coordinata intercomunale

Particolare attenzione sarà riservata ai temi dell’energia da fonti rinnovabili, dell’equilibrio tra sviluppo economico e tutela ambientale, nonché alla necessità di costruire modelli insediativi più sostenibili ed efficienti.

Le precedenti analisi territoriali (del 2025)

Il Documento Preliminare sarà elaborato anche sulla base dell’aggiornamento delle analisi territoriali contenute nel nuovo “Rapporto sullo Stato del Territorio”, il documento presentato a giugno dell’anno scorso, e che restituisce una lettura aggiornata delle principali dinamiche ambientali, insediative, infrastrutturali, economiche e paesaggistiche della provincia di Padova.

L’attività di aggiornamento delle analisi ha consentito di costruire un patrimonio conoscitivo ampio e strutturato, punto di partenza per orientare le future scelte pianificatorie e definire strategie coerenti con le trasformazioni intervenute nel territorio negli ultimi anni.

Parallelamente, il percorso di redazione della Variante Generale ha recepito gli esiti del “monitoraggio” del vigente PTCP, attraverso una verifica dell’efficacia delle politiche territoriali attuate e del livello di operatività degli strumenti di coordinamento intercomunale previsti dal Piano provinciale.

Le risultanze del monitoraggio hanno evidenziato, da un lato, la validità dell’impianto strategico del vigente PTCP e, dall’altro, la necessità di aggiornare contenuti, strumenti e modalità operative, anche al fine di porre in atto i necessari correttivi per rendere il Piano più performante.

Le indicazioni del Documento Preliminare

Il Documento Preliminare recepisce, inoltre, le principali evoluzioni normative e pianificatorie intervenute negli ultimi anni, affrontando le criticità emerse. In tale contesto, la variante generale al PTCP sarà chiamata a promuovere strategie territoriali orientate all’incremento delle infrastrutture verdi, alla riduzione della frammentazione ecologica, al contenimento dell’impermeabilizzazione del suolo e al miglioramento della qualità ambientale e paesaggistica degli insediamenti urbani.

Particolare attenzione sarà riservata, infatti, al tema del ripristino e del rafforzamento delle aree naturali urbane e periurbane, attraverso interventi di forestazione urbana, rinaturalizzazione degli spazi aperti, tutela della biodiversità e implementazione dei servizi ecosistemici, in coerenza con gli obiettivi europei di resilienza climatica e sostenibilità territoriale.

Viene, infine, confermata e rafforzata la strategia della governance territoriale già avviata dalla Provincia mediante gli ambiti omogenei e la pianificazione coordinata intercomunale, prevedendo un ruolo sempre più operativo degli Uffici di Piano dei PATI, sostenuto anche economicamente dalla Provincia, anche sulla base delle esperienze sperimentali in corso nella Bassa Padovana.

Il commento 

«La variante generale al PTCP – conclude Canella -, rappresenta, quindi, uno strumento capace di accompagnare il territorio nelle sfide future, costruendo una visione condivisa tra istituzioni, comunità locali e portatori di interesse, in grado di coniugare sviluppo, sostenibilità e qualità territoriale.

 

Con la presentazione di oggi ai sindaci e ai rappresentanti dei Comuni padovani, si conclude il mio mandato in questa consiliatura, da vice presidente vicario con delega all’Urbanistica. La prossima Amministrazione potrà proseguire il percorso già impostato, trovando un quadro pianificatorio organico e condiviso, predisposto per le successive fasi di attuazione aperte al confronto e alla partecipazione dei soggetti istituzionali, economici e sociali del territorio.

 

Ringrazio per il lavoro svolto, i tecnici del Settore Urbanistica della Provincia di Padova e in particolare Roberto Anzaldi, responsabile del Servizio Pianificazione Territoriale-Urbanistica».

Efficientamento energetico | La Provincia di Forlì-Cesena presenta il maxi piano di gestione e manutenzione degli impianti termici c

 Di fronte alla sfida del caro energia e alla necessità di accelerare la transizione ecologica, la Provincia di Forlì-Cesena rafforza il proprio impegno per una gestione più efficiente e sostenibile degli edifici pubblici. Con l’approvazione del nuovo modello organizzativo per la gestione e la manutenzione degli impianti termici e di raffrescamento, l’Ente avvia un percorso che punta a migliorare il controllo dei consumi, ottimizzare le manutenzioni e garantire maggiore comfort nelle scuole superiori del territorio. Un intervento che si affianca al piano di investimenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici, tassello fondamentale della strategia provinciale per la riduzione dei costi energetici e delle emissioni.

Al fine di elaborare questa nuova strategia, la Provincia ha affidato un incarico specialistico alla società Energie per la Città Srl, che ha elaborato una proposta da cui ha preso avvio l’iter necessario all’affidamento del nuovo servizio, progettato poi dai tecnici della Provincia con il supporto di professionisti esterni per le attività specialistiche, il tutto per una durata prevista di 5 anni (rinnovabili per ulteriori due).

Monitoraggio dei consumi e gestione degli impianti

“Con questa scelta – commenta il Presidente Enzo Lattuca – introduciamo un nuovo approccio alla gestione dell’energia nelle scuole provinciali, orientato all’innovazione, alla sostenibilità e alla qualità degli ambienti in cui ogni giorno studiano migliaia di ragazze e ragazzi e lavorano docenti e personale scolastico. L’obiettivo non è soltanto ridurre i consumi e contenere i costi, ma migliorare il comfort e il benessere all’interno degli edifici, attraverso un controllo più puntuale e intelligente degli impianti e una programmazione più efficace degli interventi di manutenzione. La Provincia tornerà a gestire direttamente i consumi energetici, dotandosi di strumenti che consentiranno di monitorare costantemente l’andamento delle utenze, individuare sprechi e orientare meglio gli investimenti. Questo percorso si inserisce nella più ampia strategia di transizione energetica che stiamo portando avanti, anche attraverso la diffusione degli impianti fotovoltaici e l’incremento dell’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Molti degli edifici scolastici provinciali hanno caratteristiche storiche che rendono complessi gli interventi strutturali più invasivi, ma esistono comunque ampi margini di miglioramento. Per questo puntiamo su una gestione sempre più smart degli impianti, sulla manutenzione programmata e sull’efficientamento energetico, valorizzando il patrimonio pubblico e riducendone l’impatto ambientale”.

Servizio di gestione e manutenzione e nuovi impianti fotovoltaici

Il progetto, dell’ammontare complessivo di 4.725.884,70 euro, si articola in due componenti principali. La prima riguarda il servizio di gestione e manutenzione di tutti gli impianti termici, di raffrescamento, trattamento e ricambio dell’aria presenti negli edifici provinciali, oltre agli impianti per la produzione di acqua calda.

La seconda componente prevede invece la progettazione e la realizzazione di nuovi impianti fotovoltaici su sette edifici scolastici della provincia, quali: il Liceo scientifico ‘Paulucci di Calboli’ e l’Istituto Tecnico ‘Saffi-Alberti’ di Forlì, l’IPS ‘Versari-Macrelli’ e l’Istituto Tecnico ‘Pascal-Comandini’ di Cesena, il complesso scolastico ‘Cubo’ che ospita il Liceo classico ‘Monti’ e il Liceo linguistico ‘Alpi’, il Liceo scientifico ‘Ferrari’ di Cesenatico e l’Istituto Superiore ‘Curie’ di Savignano sul Rubicone.

Per questa seconda componente, la Provincia ha già predisposto il progetto di fattibilità tecnico-economica, ma, trattandosi di appalto integrato, gli operatori dovranno obbligatoriamente redigere il progetto esecutivo ed, una volta approvato, verranno realizzati i lavori per dotare le coperture dei tetti delle scuole sopra elencate, dei pannelli fotovoltaici e relative infrastrutture tecnologiche.

Politiche Europee e nuovo QFP, Lattuca in Audizione: “Le Province sono enti di coesione necessari per mettere a terra i programmi”

“Come Province chiediamo di essere riconosciute stabilmente e pienamente come soggetto istituzionale di una governance multilivello, insieme a Regioni, Comuni e Città metropolitane, perché ci sentiamo enti di coesione, garanti di una programmazione nella quale la definizione degli obiettivi strategici ponga al primo posto gli interventi a favore dei comuni delle aree interne”.

Lo ha detto il Presidente di UPI, Enzo Lattuca, intervenendo in audizione alle Commissioni congiunte Bilancio e Politiche UE di Camera e Senato, sul Quadro Finanziario pluriennale dell’Unione Europea per il periodo 2028 – 2034.

“Lo chiediamo – ha detto Lattuca – perché come Province abbiamo dimostrato di saper svolgere questo ruolo sia nell’attuazione del PNRR, sia quando le Regioni hanno scelto di coinvolgere direttamente questi enti nella loro programmazione.  D’altronde le Province sono fondamentali per poter attuare sul territorio le attività, perché per definizione le politiche di coesione sono politiche di area vasta, un territorio che comprende Comuni capoluoghi e medi, Città metropolitane e piccoli Comuni delle aree interne, a favore di cui le Province possono svolgere un ruolo essenziale di sostegno in tutto il percorso di programmazione delle risorse e attuazione degli interventi”.

“Resta poi di fondo la grande preoccupazione rispetto al disegno che sta avanzando di spostare la politica di coesione in un contenitore unico prospettiva a nostro parere, da respingere – ha aggiunto in conclusione il Presidente di UPI – perché potrebbe portare ad una progressiva riduzione delle risorse destinate agli investimenti territoriali. Un rischio che l’Italia, Paese che ancora presenta forti squilibri in termini economici, infrastrutturali, sociali e demografici, non può permettersi di correre. Per questo chiediamo al Governo, al Parlamento e ai nostri rappresentanti in Europa, di porre massima attenzione a questo tema”.

Ecco una sintesi del Doccumento UPI illustrato alle Commissioni NOTA SINTESI Documento Audizione QFP 2028 2034 Province

Cerca