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Analisi demografica delle Province in Italia dal 2022 al 2026

Pubblichiamo uno studio realizzato dal CUSPI con mappe e tavole sull’andamento demografico in Italia dal 2022 al 2026.

Il dossier

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Il presidente della Provincia di Lucca all’Assemblea di UPI Toscana

Il presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci è intervenuto oggi, a Firenze, nel corso dell’assemblea generale di UPI Toscana svoltasi a Palazzo Medici Riccardi alla presenza di numerosi amministratori del territorio.

Pierucci, in primis, si è congratulato con Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto, confermato presidente di UPI Toscana all’unanimità dei presenti.

Il presidente Pierucci che non ha mancato di accennare al tema del convegno incentrato sull’attesa riforma delle Province, ha illustrato alla platea i risultati della recente indagine condotta dall’istituto demoscopico ‘Demopolis’ sulla qualità del lavoro dell’ente di Palazzo Ducale che il 73% degli intervistati (tutti amministratori locali) ha valutato positivamente, così come la capacità di ascolto. Indagine dove la maggioranza assoluta riconosce alla Provincia di Lucca doti di efficacia ed efficienza nella risoluzione delle richieste.

La dichiarazione del Presidente della Provincia di Lucca

Lo studio di Demopolis – ha detto Pierucci –  dimostra che la Legge Delrio ha depotenziato gli enti che amministriamo ma nonostante tutto, almeno per la Provincia di Lucca, i feedback dei politici locali sono positivi. Risultati che ci stimolano a fare sempre meglio calibrando le nostre risposte sulle reali esigenze dei Comuni con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’efficienza della macchina amministrativa e orientando così la programmazione dell’azione di governo”.

Ad accompagnare il presidente Pierucci all’assemblea di Upi Toscana c’erano il consigliere Federico Gilardetti per la maggioranza e il consigliere Antonio Tognini per la minoranza.

 

UPI Toscana: è Francesco Limatola il nuovo Presidente delle Province toscane

L’Assemblea generale di UPI Toscana, riunita oggi a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, ha eletto Francesco Limatola, Presidente della Provincia di Grosseto, nuovo Presidente dell’Unione Province Toscane. Limatola ricopriva già il ruolo di presidente facente funzioni dal novembre 2025, dopo l’ingresso di Gianni Lorenzetti nel Consiglio regionale della Toscana.

Nel corso dell’assemblea, dal titolo “Dalla riforma delle Province alla Toscana del futuro: idee, strumenti e nuovo governo del territorio”, è stato rilanciato con forza il tema della riforma delle Province e della necessità di rafforzare il ruolo degli enti provinciali nel sistema istituzionale.

Le dichiarazione del neo Presidente di UPI Toscana

“A distanza di 12 anni dalla legge Delrio e a 10 anni dal fallimento del referendum costituzionale sono evidenti i limiti di una riforma rimasta incompleta. Le Province non sono state superate e oggi ci troviamo davanti a un sistema fragile e incoerente. Non chiediamo una restaurazione del passato, ma una nuova Provincia capace di proiettarsi nel futuro”.

Al centro del confronto anche il tema delle risorse e dei tagli previsti per gli enti provinciali. “Nel 2026 il sistema delle Province italiane subirà un taglio di 754 milioni di euro, di cui 106 milioni solo in Toscana. Dietro questi numeri ci sono servizi fondamentali per i cittadini: manutenzione delle strade, edilizia scolastica, sicurezza e infrastrutture”.

UPI Toscana ha inoltre espresso preoccupazione per la conclusione della stagione del PNRR prevista per il 30 giugno. “Il PNRR è stato essenziale per gli investimenti delle Province – ha aggiunto Limatola –. Dopo questa fase occorre garantire continuità agli investimenti per non fermare il lavoro avviato sui territori”.

Le dichiarazioni del Presidente Nazionale UPI

All’assemblea è intervenuto anche il presidente nazionale di UPI, Enzo Lattuca, che ha sottolineato la necessità di aprire una nuova fase per gli enti provinciali. “Le Province hanno già pagato il proprio prezzo. Ora devono avere la possibilità di ripartire, perché cittadini e territori hanno bisogno di manutenzioni, servizi e investimenti”.

Il confronto con la Regione Toscana

Tra i temi centrali emersi durante l’assemblea anche la necessità di aprire in Toscana un tavolo regionale permanente tra Regione, UPI e ANCI, sul modello di quanto sta avvenendo in Emilia-Romagna, per arrivare a un nuovo sistema delle autonomie locali più omogeneo, più efficiente, più efficace e realmente vicino alle comunità e ai territori.

L’obiettivo condiviso è quello di superare definitivamente l’impianto della legge regionale 22 del 2015, costruendo una governance territoriale moderna, chiara nelle competenze e capace di rispondere alle nuove sfide amministrative, infrastrutturali e sociali.

Le richieste delle Province

Nel documento politico-programmatico approvato dall’assemblea viene ribadita la necessità di superare definitivamente il carattere transitorio della legge Delrio, rafforzare il ruolo delle Province, garantire stabilità finanziaria e organizzativa agli enti e aprire un confronto strutturato con Regione e Governo per ridefinire funzioni, competenze e risorse.

 

Salute e Sicurezza sul lavoro, la Provincia di Forlì-Cesena riunisce il Tavolo territoriale

Si è riunito ieri, presso la sede della Provincia di Forlì-Cesena, il “Tavolo per la Salute e la Sicurezza sui Luoghi di Lavoro”. L’organismo, previsto dalla DGR regionale 1533/2022 e coordinato dalla Provincia, vede la partecipazione attiva di istituzioni, enti, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali e soggetti in prima linea nella prevenzione e tutela della sicurezza dei lavoratori.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati INAIL aggregati relativi all’andamento delle denunce di infortunio sul lavoro e in itinere e di malattie professionali nel territorio provinciale, oltre al primo bilancio del progetto “Legalità e Sicurezza – Percorso formativo per i lavoratori di domani”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia.

I dati sugli infortuni sul lavoro

Secondo i dati illustrati dal Direttore territoriale INAIL Forlì-Cesena e Rimini dott. Francesco Massarenti, nel 2025 in provincia di Forlì-Cesena si è riscontrato un andamento delle denunce di infortunio sul lavoro (7.236, con un aumento del 6,06% rispetto al 2024) e delle denunce di infortuni mortali (passate da 8 a 17 casi nel biennio considerato), il cui incremento risulta ascrivibile in ampia misura al fenomeno infortunistico relativo al tragitto casa-lavoro (c.d. infortuni in itinere).
Crescono inoltre le denunce di malattie professionali, su scala territoriale e regionale, in linea con la tendenza riscontrata a livello nazionale.

Il progetto formativo della Provinca nelle scuole superiori

Particolare attenzione è stata dedicata al progetto educativo promosso dalla Provincia insieme ai partner territoriali nell’ambito del protocollo sottoscritto il 9 giugno 2025.  L’iniziativa, rivolta agli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori e degli enti di formazione professionale, ha l’obiettivo di promuovere consapevolezza sui diritti dei lavoratori, sui temi della sicurezza e della prevenzione dei rischi, favorendo un ingresso più consapevole nel mondo del lavoro.  Nel primo anno di attività il progetto ha coinvolto 3 istituti del territorio, 8 classi e 135 studenti.  I moduli formativi hanno affrontato temi legati alla legalità nel lavoro, alla lettura della busta paga, ai diritti contrattuali, alla prevenzione degli infortuni e alla percezione del rischio, grazie al contributo di INAIL, AUSL Romagna, organizzazioni sindacali, Agenzia regionale per il lavoro e ANMIL.

Il commento del Presidente della Provincia di Forlì-Cesena

“Grazie alla disponibilità del dottor Francesco Massarenti, Direttore di INAIL – commenta Enzo Lattuca Presidente della Provincia – i componenti del Tavolo provinciale hanno potuto confrontarsi in anteprima sui dati aggregati relativi a infortuni e malattie professionali nel nostro territorio. Anche se il rapporto annuale ufficiale verrà presentato in autunno, questo momento di analisi anticipata è stato fondamentale per avviare un confronto approfondito e franco sullo stato della sicurezza sul lavoro nella nostra provincia.  La triste realtà dei fatti ci impone di non abbassare la guardia. In autunno proporremo al tavolo dei focus specifici di analisi suoi settori produttivi maggiormente esposti come edilizia e agricoltura. Allo stesso tempo – aggiunge Lattuca – accogliamo con favore i dati sui risultati del percorso formativo avviato nelle scuole: il bilancio di questo primo anno è assolutamente positivo e, insieme a tutti i partner, siamo già al lavoro per riproporre e potenziare il progetto per l’anno scolastico 2026/2027.”

 

 

Il Presidente della Provincia di Treviso visita le scuole superiori: sopralluoghi per verificare le necessità

Proseguono le visite del presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel, negli istituti scolastici superiori del territorio: dopo le tappe nei mesi scorsi nell’Opitergino-Mottense, a Treviso e a Vittorio Veneto, oggi i sopralluoghi hanno interessato le scuole superiori di Montebelluna. Le visite del presidente, di carattere informale, rappresentano un’occasione di confronto diretto con dirigenti scolastici, docenti e studenti, oltre che un momento utile per fare il punto sugli investimenti realizzati dalla Provincia e sui prossimi interventi in programma negli edifici scolastici.

I licei visitati

La mattinata è iniziata al Liceo Levi, dove il presidente Donadel ha incontrato il dirigente scolastico Ezio Toffano. Durante il sopralluogo sono stati ripercorsi gli investimenti realizzati negli anni nella sede di via Sansovino, edificio provinciale inaugurato nel 2015 e caratterizzato da elevati standard antisismici ed energetici, grazie all’utilizzo di impianti fotovoltaici e sonde geotermiche. Per l’estate 2026 la Provincia ha già programmato nuovi lavori per circa 35.000 euro, che riguarderanno l’acquisto di una nuova pompa geotermica di backup per garantire la continuità del servizio di riscaldamento e raffrescamento, oltre agli interventi di relamping delle aule e dell’illuminazione di sicurezza con nuove tecnologie a LED.

Le visite sono poi proseguite all’Istituto Einaudi-Scarpa, insieme al dirigente scolastico Massimo Ballon. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli interventi finanziati attraverso il PNRR per la manutenzione straordinaria della copertura e dei lucernari della sede Einaudi, con opere di impermeabilizzazione, miglioramento dell’isolamento termico e sostituzione dei frangisole, per un investimento complessivo di oltre 359.000 euro. Il presidente ha inoltre visitato la sede dello Scarpa di via Biagi, soffermandosi sui laboratori e sugli spazi della nuova struttura scolastica inaugurata nel 2023, realizzata dalla Provincia con un investimento superiore agli 11 milioni di euro. Durante l’estate sono previsti ulteriori lavori di motorizzazione dei serramenti delle officine della sede dell’Istituto Scarpa di via Biagi per un valore di circa 30.000 euro.

Tappa successiva al Liceo Veronese, dove il presidente Donadel ha incontrato il dirigente scolastico Massimo D’Ambroso e il sindaco del Comune di Montebelluna Adalberto Bordin. Qui il sopralluogo si è concentrato in particolare sul nuovo edificio realizzato nell’ambito del primo stralcio dei lavori di adeguamento sismico finanziati con fondi PNRR: un investimento complessivo di oltre 4,7 milioni di euro che ha consentito la costruzione di nuovi spazi didattici moderni e sicuri. Parallelamente, la Provincia sta proseguendo l’iter tecnico, con la verifica del progetto esecutivo, per il secondo stralcio dell’intervento, del valore complessivo di oltre 6 milioni di euro (in attesa di finanziamento). In estate saranno completate le ultime lavorazioni per la realizzazione delle aree verdi del Liceo, per un valore di circa 115.000 euro.

La visita si è conclusa negli spazi condivisi tra l’Istituto Scarpa e l’IPSSEOA Maffioli di Montebelluna, dove il presidente ha incontrato anche la dirigente scolastica Simona Caciotti. Per il Maffioli, oltre alla realizzazione della nuova sede scolastica, sono stati completati ulteriori interventi finanziati con fondi PNRR per la creazione di nuovi laboratori di cucina e spazi didattici dedicati all’accoglienza turistica, per un investimento PNRR complessivo superiore ai 2,5 milioni di euro.

Il commento del Presidente della Provincia di Treviso

«Le visite nelle scuole superiori del territorio sono momenti importanti di ascolto e confronto con le comunità scolastiche – sottolinea Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – perché permettono di verificare direttamente le esigenze degli istituti, valorizzare i lavori già realizzati e programmare nuovi interventi. A Montebelluna la Provincia ha già investito fino a oggi 18 milioni: ho trovato scuole dinamiche, ben organizzate e fortemente orientate all’innovazione, sia dal punto di vista didattico che strutturale. Proprio quest’estate, interverremo con migliorie di manutenzione e miglioramento tecnologico per altri 180.000 euro: una nuova pompa geotermica al Levi, la motorizzazione dei serramenti nelle officine dell’IS Scarpa e il completamento delle aree verdi negli spazi del nuovo Veronese, che inaugureremo con ragazze e ragazzi, che già studiano all’interno dell’Istituto, a settembre per celebrare insieme l’avvio del nuovo anno scolastico. La Provincia continuerà a lavorare in questa direzione, al fianco delle giovani generazioni sempre guardando al miglioramento del patrimonio scolastico del nostro territorio».

Nei mesi estivi la Provincia realizzerà nuove migliorie per 180.000 euro per impianti termici, motorizzazione serramenti e aree verdi.

 

 

La Provincia di Lucca protagonista in Europa per la riforma delle autonomie locali

Continua l’impegno e il riconoscimento internazionale della Provincia di Lucca nei processi di governance multilivello e di coesione territoriale nell’ambito dell’Unione Europea. Una delegazione dell’ente di Palazzo Ducale ha preso parte oggi, martedì 19 maggio 2026, a un importante vertice internazionale a Chișinău, capitale della Repubblica di Moldova, stato formalmente designato e incamminato a divenire membro a tutti gli effetti dell’Unione Europea.

La delegazione lucchese era composta da Luca Menesini, consigliere provinciale delegato agli Affari Europei e membro del Comitato delle Regioni di Bruxelles, e dal dirigente dell’Ufficio Europa della Provincia, Paolo Benedetti. I rappresentanti di Palazzo Ducale hanno contribuito ai lavori del convegno incentrato sul tema della riforma degli enti locali intermedi, svoltosi nella Partnership hall all’interno della Government House moldava.

“La giornata di oggi – commenta il consigliere Luca Menesini – evidenzia l’importanza strategica del ruolo delle Province nelle politiche europee, sia per la definizione degli obiettivi di sviluppo (piano strategico), che nell’attrazione di finanziamenti a sostegno dell’intero territorio. La Moldavia è in un processo di riforma delle autonomie locali che dà centralità ai Comuni e alle Province come enti vicini ai cittadini e che possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita delle comunità locali”.

L’incontro odierno ha visto la Cancelleria di Stato della Repubblica di Moldova dialogare direttamente con la delegazione della CEPLI (Confederazione Europea delle Autonomie Locali Intermedie), la prima e più grande rete europea che riunisce le associazioni nazionali di 7 Paesi membri (Italia, Belgio, Francia, Germania, Polonia, Romania e Spagna), rappresentando circa 900 province, contee, dipartimenti, powiats, landkreise e rayons.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Unione dei Consigli distrettuali della Moldova (UCRM – membro osservatore di CEPLI), si è posto l’obiettivo strategico di rafforzare il dialogo sulle politiche pubbliche legate alla riforma della pubblica amministrazione locale e sul relativo “LPA Reform Concept”, focalizzandosi sul consolidamento della coesione territoriale e sullo scambio di migliori pratiche tra gli Stati membri dell’UE e le autorità moldave.

Fondata nel 2008, la CEPLI opera per il rispetto rigoroso del principio di sussidiarietà e per uno sviluppo locale sostenibile che metta al centro il cittadino e la prossimità comunitaria. La partecipazione della Provincia di Lucca assume un valore doppiamente strategico: da un lato conferma la centralità e il know-how dell’ente di Palazzo Ducale nelle dinamiche di governance multilivello, dall’altro valorizza l’esperienza italiana nel quadro della riforma istituzionale che la Moldova sta implementando per allinearsi agli standard comunitari, capitalizzando l’expertise tecnica e istituzionale di CEPLI.

Con questa missione, la Provincia di Lucca si riafferma come un ponte fondamentale tra la dimensione locale e le grandi istituzioni europee, esportando modelli di eccellenza amministrativa e supportando attivamente i processi di integrazione dei nuovi Stati partner nel tessuto democratico dell’Unione Europea.

Porto di Manfredonia: consegnati all’Autorità portiale gli impianti realizzati dalla Provincia di Foggia

Si è concluso ieri, con la firma del verbale di consegna, un percorso avviato oltre vent’anni fa: la Provincia di Foggia ha formalmente trasferito all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) gli impianti di distribuzione di acqua potabile, di raccolta e trattamento di acque di sentina e di raccolta delle acque nere realizzati nel porto commerciale di Manfredonia.

La cerimonia di consegna si è svolta presso gli uffici di Manfredonia dell’AdSPMAM, alla presenza dei rappresentanti della Provincia di Foggia, del Comune di Manfredonia, dell’Autorità portuale e della Regione Puglia.

Gli impianti — costruiti tra il febbraio 2008 e il febbraio 2009 nell’ambito del POR Puglia 2006 — comprendono le centrali idriche con gruppo di pressurizzazione, la rete di distribuzione dell’acqua potabile, le centrali di aspirazione delle acque nere e di sentina, i disoleatori e la rete del vuoto. Con la sottoscrizione del verbale, l’AdSPMAM assume la piena responsabilità di gestione e manutenzione degli impianti, garantendo al porto commerciale dotazioni fondamentali per la tutela ambientale e per l’operatività della flotta peschereccia.

Il commento del Presidente della Provincia di Foggia

«Con questo atto portiamo a compimento un impegno che la Provincia ha assunto nei confronti del territorio e della comunità portuale di Manfredonia. Infrastrutture moderne e funzionanti sono la condizione indispensabile per uno sviluppo sostenibile delle attività marittime e per la tutela dell’ambiente marino» ha dichiarato il Dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Foggia, Ing.Antonello De Stasio.

Sulla stessa linea il Presidente dell’AdSPMAM Francesco Mastro: «Non si tratta soltanto di impianti tecnici, ma di servizi importanti per il comparto della pesca e non solo. Questo passaggio consentirà di affidare la gestione del servizio idrico ed elettrico, migliorando l’operatività dello scalo: un risultato da tempo atteso dai pescatori.» Il Sindaco di Manfredonia Domenico la Marca ha aggiunto: «Come amministrazione abbiamo seguito questa vicenda sin dal nostro insediamento. Il porto commerciale potrà ora contare su servizi fondamentali per la marineria, migliorando le condizioni di lavoro del comparto pesca. Ringrazio la Provincia di Foggia, la Regione Puglia e l’Autorità di Sistema Portuale per il lavoro svolto in questi anni.»

 

Ecco i tavoli di lavoro di P.A.C.T. Province Attive per la Crescita dei Territori

Si svolgeranno il 19 e 20 maggio da remoto, nell’ambito del Progetto “P.A.C.T. – Province Attive per la Crescita dei Territori”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 FESR-FSE, i primi tavoli di lavoro dedicati alle tematiche oggetto di intervento:

  • Stazioni Uniche Appaltanti
  • Investimenti sulle Strade
  • Pianificazione Strategica

I partecipanti

Gli incontri, che saranno coordinati da UPI in collaborazione con le Università/Centri di ricerca e con gli esperti incaricati delle attività tecniche relative ai tre settori, rappresentano un momento fondamentale di ascolto e co-progettazione con tutte le 29 Province coinvolte.

Essendo propedeutici all’avvio della fase di indagine, saranno l’occasione per far emergere le esperienze, le best practices e le criticità di ciascuna Provincia nei tre ambiti di intervento del progetto.

Obiettivi

Il confronto mira a:

  • Condividere esperienze e buone pratiche già in essere nelle vostre Province
  • Far emergere bisogni e criticità
  • Contribuire alla definizione dei questionari di mappatura
  • Entrare a far parte delle Community di pratica tematiche

Il Presidente della Provincia di Trapani commenta gli 80 anni dello Stauto Siciliano

“Ottant’anni che si fanno sentire, portati male, con troppe incertezze, con l’incapacità politica e storica di costruire una Sicilia moderna, efficiente ed efficace, puntando sullo Statuto Speciale”.

E’ il commento del Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, in occasione della celebrazione degli 80 anni dallo Statuto Speciale della Regione Sicilia.

“Uno strumento che poneva la sfida del cambiamento, collettiva e condivisa. Ma anche ottant’anni che continuano a segnare un percorso di crescita che può essere seguito, con impegno politico, con spirito unitario. Lo Statuto rimane un punto di riferimento. Nonostante tutto sa ancora parlare al nostro futuro. Va letto, studiato, collegato al nostro tempo. Ma prima ancora va rispettato – aggiunge Quinci.

“Spesso – sottolinea il Presidente – le istituzioni siciliane si sono girate dall’altra parte, allontanando anche le nostre comunità. Lo Statuto rappresenta una Sicilia che non è mai nata. Certo, sono stati fatti tanti passi avanti, ma il sistema dell’autonomia è rimasto fragile, contraddittorio, condizionato da scelte politiche che si sono sviluppate altrove. Lo Statuto va applicato ed invece le dinamiche di governo e parlamentari dell’Isola hanno assunto, più volte, la scorciatoia delle decisioni compromissorie. La forma, le norme, hanno il diritto-dovere di trasformarsi in scelte sostanziali, in scelte di campo con riscontri concreti per le comunità, senza posizioni ambigue. In queste ore di riflessione e di riconoscimento per il nostro Statuto abbiamo registrato l’ennesimo passo falso”

Le Province nello Statuto

“L’articolo 15 dello Statuto – ricorda il Presidente Quinci – sottolinea e ribadisce il ruolo centrale nell’ordinamento degli enti locali siciliani dei Liberi Consorzi Comunali, ma è un ruolo che viene negato dall’Assemblea regionale siciliana. La bocciatura della norma sullo status degli amministratori degli Enti di Area Vasta ha sicuramente un effetto negativo reale facilmente verificabile, ma è soprattutto simbolica. Si tratta di un messaggio forte e chiaro: non c’è la volontà di dare spazio ed agibilità istituzionale e politica ai Liberi Consorzi. Le ex Province regionali vengono tenute in un limbo che porterà al loro progressivo fallimento”.

Le criticità

“Da tempo abbiamo indicato i punti critici – spiega Quinci –  tante funzioni e risorse insufficienti, nessuna risposta sui decreti attuativi, assoluta incertezza nella gestione del personale, difficoltà a fare sintesi come Enti di coordinamento e non ultimo l’indifferenza alla dignità dello status degli amministratori che sono chiamati a svolgere la loro attività istituzionale pagandola di tasca propria. Celebriamo dunque gli ottant’anni del nostro Statuto ma proviamo ad averne riguardo, ad onorare la nostra autonomia assumendoci la responsabilità di applicarlo in tutte le sue parti. Basta leggerlo ed essere conseguenti: liberi nel pensiero e pronti nell’azione”.

 

Enzo Lattuca è il nuovo Presidente dell’UPI. Il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena eletto all’unanimità

È Enzo Lattuca, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia.

A eleggerlo all’unanimità e per acclamazione gli oltre 200 delegati, tra Presidenti e Consiglieri Provinciali, provenienti da tutte le 88 Province italiane, riuniti oggi a Roma in occasione della 36° Assemblea Congressuale UPI.

LE PRIORITA’ DI MANDATO

“Sono fermamente convinto che le Provincie siano la cerniera del Paese, le istituzioni che tengono insieme piccoli comuni e grandi città, ma dopo più di dieci anni dalla riforma che ha destrutturato le Province, è il momento di uscire dal limbo, come ha detto il Presidente della Repubblica alla nostra passata Assemblea. Indebolire le Province ha creato danni enormi e i cittadini, soprattutto quelli dei piccoli comuni e delle aree interne, hanno pagato un prezzo ingiustificabile con la perdita di diritti e l’aumento delle diseguaglianze.  In questo ultimo scorcio di legislatura dobbiamo essere realistici: servono alcuni interventi mirati, per dare stabilità alle Province.  Chiediamo a Governo e Parlamento di cancellare la norma assurda che differenzia la durata dei mandati dei Consigli Provinciali e dei Presidenti di Provincia, che tra l’altro ci costringe a ripetere più volte l’anno i turni elettorali. Sul fronte delle risorse, chiariamo da subito che non siamo in grado di sostenere alcun taglio ai nostri bilanci, che già ora sono in condizioni critiche. La presenza e gli interventi dei rappresentanti degli enti locali dei partiti ai lavori di questa Assemblea ci fa ben sperare sulla volontà delle forze parlamentari di sostenerci in questo percorso – ha detto il Presidente Lattuca appena eletto.

“Le nostre comunità, i territori che amministriamo – ha aggiunto – hanno bisogno di sistemi territoriali fortemente integrati, per non lasciare indietro nessuno. Per questo, tra i primi impegni della nuova Presidenza chiederemo al Presidente di ANCI, Gaetano Manfredi, e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, di incontrarci per condividere i nostri punti programmatici e consolidare le associazioni di rappresentanza dei territori”.

CHI È ENZO LATTUCA

Enzo Lattuca è nato a Cesena il 9 febbraio del 1988 ed è padre di due figli. Nel 2012 si laurea in Giurisprudenza all’Università di Bologna, discutendo una tesi in Diritto costituzionale dal titolo “I poteri del Presidente della Repubblica nella formazione, nelle crisi e nell’attività del Governo” e nel 2017 – sempre presso l’Università di Bologna – consegue il titolo di Dottore di ricerca in Diritto costituzionale, discutendo una tesi su “Il diritto parlamentare, studio della prassi della XVII Legislatura della Camera dei Deputati”. È avvocato dal 2020.

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto alla Camera dei Deputati nelle liste del PD e prosegue il suo incarico parlamentare per tutta la XVII Legislatura come componente della I Commissione Affari costituzionali e della Giunta delle elezioni.

Nel 2019 viene eletto per la prima volta Sindaco di Cesena, carica che vince per il secondo mandato nel 2024.

Nel 2021 viene eletto Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, carica che gli è stata riconfermata nelle elezioni del 15 marzo 2026.

 

 

 

Riordino territoriale, Zanni: “Dalle Province dell’Emilia-Romagna un segnale importante al legislatore nazionale”

Dopo la tappa modenese della mattina, è proseguito nel pomeriggio di martedì 19 maggio, al Tecnopolo di Reggio Emilia, il percorso di confronto promosso dalla Regione Emilia-Romagna sul riordino territoriale, con il coinvolgimento delle Province, dei Comuni, delle Unioni e dei rappresentanti economici, sociali e istituzionali del territorio.

All’incontro ha preso parte anche il presidente di UPI Emilia-Romagna e presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, che ha sottolineato il valore del percorso avviato insieme alla Regione, richiamando però la necessità di collocarlo dentro una prospettiva nazionale.

Il commento del Presidente di UPI Emilia-Romagna

“Si riordina ciò che è in disordine – ha dichiarato Zanni – e dopo oltre dieci anni dalla legge 56 del 2014 è evidente che il sistema delle Province sia ancora dentro un quadro incompiuto. Le Province esistono, svolgono funzioni fondamentali per cittadini, imprese e comunità, a partire da quelle medio-piccole e dalle aree interne del Paese, dove vive e lavora una parte fondamentale delle nostre comunità.

Le Province esercitano ancora oggi funzioni importanti che vanno dalle infrastrutture provinciali alle scuole superiori, passando per decine di servizi forniti ai Comuni, funzioni svolte nonostante un assetto istituzionale e risorse inadeguate, una fotografia che richiama quel ‘limbo istituzionale’ che lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indicato come una condizione da superare al più presto”.

Per Zanni, il percorso avviato in Emilia-Romagna rappresenta una scelta importante perché mette attorno allo stesso tavolo istituzioni e territori, con un metodo di confronto ampio, che parte dagli amministratori locali e si allarga all’intera comunità territoriale: sindacati, associazioni datoriali, Ausl e realtà rappresentative del territorio.

“L’obiettivo – ha proseguito – è garantire pari opportunità, pari servizi e pari capacità di rappresentanza ai cittadini che vivono nei diversi territori dell’Emilia-Romagna, a partire dalle aree a più alta complessità, segnate da fragilità sociali, economiche o orografiche, dai Comuni più piccoli e dalle aree interne e montane.

Un sistema istituzionale adeguato, chiaro e codificato, al passo con le sfide globali che dobbiamo saper leggere e affrontare insieme, è un sistema capace di ridisegnarsi per migliorare i servizi a cittadini, comunità, imprese e lavoratori”.

Il presidente di UPI Emilia-Romagna ha evidenziato anche il ruolo che le Province continuano a svolgere come Casa dei Comuni, attraverso funzioni di supporto, coordinamento e servizio agli enti locali.

“Nei fatti le Province – ha aggiunto Zanni – hanno esercitato in questi ultimi anni un protagonismo, verso Comuni e comunità, che va ben oltre le competenze assegnate loro dall’attuale ordinamento nazionale.

Penso, ad esempio, alle Stazioni Uniche Appaltanti, al servizio di avvocatura, all’antisismica, ai servizi informatici, all’ufficio che si occupa delle verifiche sui protocolli di antimafia e legalità, tutti servizi di cui fruiscono i Comuni della nostra provincia.

Allo stesso modo, penso ci sia bisogno di riordinare anche le diverse sedi di confronto tra sindaci che negli anni si sono stratificate su molti ambiti: dai trasporti alla sanità, dall’agenzia per la casa ai rifiuti.

Sono esperienze concrete che dimostrano come l’ente provinciale possa essere uno strumento prezioso per rafforzare i territori e rappresentare la loro voce, soprattutto quando i singoli Comuni non hanno da soli tutte le competenze, la voce e le risorse necessarie”.

Secondo Zanni, il riordino deve servire anche a chiarire i rapporti tra Regione, Province, Comuni, Unioni e agenzie regionali, superando una fase in cui molte relazioni istituzionali sono rimaste affidate più alla buona volontà dei singoli che a un quadro stabile e codificato.

“Non possiamo fondare il funzionamento delle istituzioni solo sulla buona volontà, sulla moral suasion o sulla qualità dei rapporti personali tra amministratori – ha sottolineato –. Serve un sistema che dica con chiarezza chi fa che cosa, con quali strumenti, con quali risorse e con quali responsabilità. Solo così possiamo rendere più efficiente il rapporto tra istituzioni e più forte la capacità dei territori di incidere sulle scelte che li riguardano”.

Il percorso emiliano-romagnolo, per UPI Emilia-Romagna, può dunque rappresentare un contributo utile e avanzato, ma non può sostituire la necessità di una riforma organica a livello statale.

“Il nostro obiettivo non è tornare alle Province pre-riforma in Emilia-Romagna, né costruire un modello diverso di Provincia per ogni Regione del Paese: sarebbe una follia. L’obiettivo è riordinare i rapporti tra Regione Emilia-Romagna e Province emiliano-romagnole, valorizzando ciò che qui è stato costruito negli anni e stimolando il legislatore nazionale a definire al più presto un modello unico e chiaro per tutte le Province italiane, con risorse, funzioni e competenze adeguate, superando il limbo istituzionale degli ultimi dieci anni e restituendo a tutto il Paese un assetto chiaro, omogeneo e stabile”.

 

Congresso UPI: votati i punti programmatici per la fine della legislatura:interventi mirati per consolidare le Province

 

Un quadro normativo certo che valorizzi le funzioni delle Province e un sistema elettorale pienamente rappresentativo di una istituzione costitutiva della Repubblica; risorse adeguate e rispondenti ad assicurare il pieno esercizio delle funzioni e a garantire diritti e servizi alle comunità rappresentate; un’organizzazione amministrativa efficiente con un personale adeguato allo svolgimento dei compiti assegnati.

Sono queste le premesse politiche alla base del documento “Punti programmatici per la fine della legislatura” approvati all’unanimità dall’Assemblea generale UPI, riunita a Roma per eleggere il nuovo Presidente UPI.

I NODI DA RISOLVERE

Il documento, votato dagli oltre duecento delegati, Presidenti e consiglieri delle 88 Province italiane, fissa alcuni punti su cui si impegna la nuova presidenza UPI, partendo dalla consapevolezza che l’approssimarsi della fine del mandato non consente né al Governo né al Parlamento di realizzare una riforma organica della Legge Delrio o del TUEL. Per questo tra i punti programmatici si chiede che, nel tempo rimasto, almeno si facciano alcuni interventi mirati al consolidamento delle Province nel primo provvedimento normativo utile, a partire dal riallineamento delle scadenze dei mandati degli organi, per superare la confusione attuale e dalla reintroduzione della Giunta provinciale, per consentire un funzionale governo collegiale dell’ente.

Quanto alla prossima Legge di Bilancio, l’Assemblea Generale UPI chiede che sia garantita la stabilità finanziaria delle Province e sia valorizzata la capacità di spesa per investimenti per la messa in sicurezza e la manutenzione delle scuole secondarie superiori e della viabilità provinciale.

Tra i punti programmatici, uno è espressamente dedicato alle Province delle Regioni a Statuto speciale, Sicilia e Sardegna che, a seguito delle elezioni, dopo quattordici anni di commissariamento hanno urgenza di essere ricostruite dal punto di vista delle funzioni, del personale e delle risorse finanziarie.

IL DOCUMENTO

Il documento approvato Punti programmatici assemblea generale 2026

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