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Decreto PA: emendamento unifica elezioni Presidenti e Consigli provinciali. Lattuca: “Segnale positivo da tutte le forze politiche, ora riforma organica”

Per le prossime scadenze elettorali delle Province, le elezioni del Presidente di Provincia e del Consiglio provinciale si svolgeranno nello stesso giorno, ponendo così fine al caos causato dalla differente durata dei mandati. Ad oggi, infatti, il mandato del Presidente di Provincia dura quattro anni, mentre quello del Consiglio Provinciale dura due anni: un disallineamento che ha prodotto negli anni il duplicarsi di votazioni per la stessa Provincia a distanza di pochi mesi.

È su questo scostamento che è intervenuto un emendamento approvato ieri in Commissione alla Camera al cosiddetto Decreto PA – oggi al voto definitivo in Aula – che riallinea le scadenze con effetti fino al 2030.

Il commento del Presidente UPI Lattuca

“Siamo molto soddisfatti del risultato – commenta il Presidente di UPI Enzo Lattuca – soprattutto perché l’emendamento è stato sostenuto in maniera trasversale da tutte le forze politiche: segno che la necessità di intervenire sulla riforma delle Province è ormai una questione condivisa e soprattutto non divisiva. É un segnale di attenzione importante, ma è solo l’inizio per restituire certezze ad una istituzione costituzionale della Repubblica. Il fatto che tutte le forze politiche riconoscano questa necessità ci fa ben sperare sulla ripresa, nella prossima legislatura, di un confronto sereno e costruttivo per arrivare ad una riforma profonda delle Province.

Ribadiamo – aggiunge Lattuca – che per noi non si tratta solo di risolvere le pesanti incongruenze legate al modello elettorale. C’è il tema, ancora più urgente, di definire un quadro chiaro ed omogeneo di funzioni su tutto il territorio, che valorizzi il ruolo delle Province nelle politiche di sviluppo territoriale, con risorse certe per assicurare servizi e investimenti e il personale necessario per elevare l’efficienza degli enti a favore di cittadini e imprese.

Tutti temi che affronteremo nell’Assemblea Nazionale UPI, in programma ad Imperia il 19 e 20 ottobre prossimi, dove lanceremo la nostra piattaforma programmatica che presenteremo a tutte le forze politiche affinché ne riconoscano l’importanza nei loro programmi elettorali per la prossima legislatura”.

Provincia Ferrara: lavori per quasi 34 milioni nelle scuole secondarie di secondo grado

Quasi 30 milioni di euro di fondi Pnrr spesi fra il 2023 e il 2026.

Il bilancio degli investimenti messi a segno dalla Provincia nelle scuole superiori è stato presentato dal presidente, Daniele Garuti.

Lavori di riqualificazione sismica ed energetica eseguiti in 6 istituti (Roiti, Itis, Itip, ex Ipsia, G. Monaco da Pomposa a Codigoro, Rita Levi Montalcini a Portomaggiore) e altrettante palestre, di cui 2 nuove, Navarra e Bachelet, e altre 4 riqualificate: Itip, Ariosto, Roiti e Codigoro.

A questi interventi se ne aggiungono altri due di adeguamento antincendio per la palestra del Bachelet nella sede ex Vincenzo Monti e uno di riqualificazione dell’area sportiva dell’Iti Copernico-Carpeggiani.

Il commento del Presidente

“Un totale di 15 obiettivi PNRR – ha precisato il Presidente Garuti – raggiunti grazie innanzitutto ai tecnici della Provincia che hanno seguito questa mole di cantieri, alle ditte esecutrici e alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Ferrara, con la collaborazione accademica dei docenti Alessandra Aprile e Matteo Zerbin, che hanno affiancato lo studio di progettazione SGLab di Bologna negli interventi di miglioramento strutturale all’istituto professionale Ercole I d’Este,ex IPSIA, con lavori d’installazione di un innovativo sistema di sicurezza antisismica ad alta tecnologia”.

“Non un giorno di scuola è stato perso a causa dei cantieri – ha ricordato il presidente Garuti – grazie anche alla collaborazione avuta con i dirigenti scolastici durante questi tre anni di intensi lavori”.

“Voglio citare le parole del ministro per gli Affari europei, Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti – ha sottolineato Daniele Garuti -, che lo scorso 10 settembre ha incontrato il presidente Upi Enzo Lattuca dicendo che le Province hanno giocato una parte essenziale nell’attuazione del Pnrr e il presidente Upi gli ha fatto eco ricordando la conclusione nei tempi previsti oltre 1.600 opere per un valore complessivo di 2,9 miliardi di euro. La Provincia di Ferrara – ha concluso Garuti –  fa parte di questo programma straordinario di interventi per la riqualificazione, messa in sicurezza ed efficientamento energetico del patrimonio di edilizia scolastica”.

I cantieri

Cantieri ai quali se ne aggiungono altri due, finanziati dal governo e dalla Regione Emilia-Romagna per un importo di 2,4 milioni, destinati alla costruzione di un nuovo edificio dell’istituto ex Itip Copernico – Carpeggiani. Intervento che ha consentito di realizzare 10 nuovi spazi per gli studenti, tra aule didattiche e laboratori.

Altri 100 mila euro sono stati spesi per l’adeguamento edile e impiantistico del corpo est della scuola, che collega il nuovo fabbricato a quello sud, già oggetto di riqualificazione con i fondi Pnrr.

Nel quadriennio 2023-2026, poi, la Provincia ha destinato un altro milione dall’avanzo di bilancio, impiegato per interventi complementari di ripristino delle aree esterne e per l’adeguamento degli impianti scolastici.

Un ciclo di interventi proseguito con i lavori di manutenzione, realizzati con fondi del bilancio provinciale: impianto di riscaldamento di Palazzo Polo, sede dell’Ufficio scolastico provinciale e di alcune aule scolastiche (65mila), istituto Cevolani di Cento (superamento barriere architettoniche, 25mila), istituto Taddia di Cento (nuovo montascale, 55mila), edificio “Stecca” di Codigoro (nuovo laboratorio di meccanica, 120mila), palestra del Guido Monaco da Pomposa a Codigoro più campo da basket (170mila), istituto Orio Vergani per linee elettriche, spazi ingresso cucina più opere di rifinitura (40mila), istituto “Rita Levi Montalcini” a Portomaggiore (murature, infissi, impianti elettrici, 85mila).

 

 

La Provincia di Terni approva la proposta di piano provinciale della scuola

E’ passata all’unanimità in Consiglio provinciale, nel corso della seduta di stamattina, la proposta di piano provinciale di dimensionamento scolastico e dell’offerta formativa per il 2027/2028. Il piano, contenuto nelle linee guide 2026/27 2027/28 2028/29 deliberate dall’Assemblea legislativa umbra, ribadisce il no a nuovi dimensionamenti e il mantenimento di tutti gli indirizzi formativi, compresi quelli ancora da attivare. Venerdì prossimo, 25 settembre, il piano approderà all’esame della Conferenza provinciale sulla scuola convocata in sala del Consiglio di Palazzo Bazzani.

Durante il dibattito la consigliera di Nuova Provincia Terni Nicoletta Valli ha sollevato anche la questione dei corsi serali, mentre il capogruppo dello stesso gruppo consiliare Marsilio Marinelli ha sottolineato la questione delle risorse per il personale Ata. “Il governo le ha fatte mancare – ha detto – con una decisione che sembrerebbe una sorta di ritorsione per il no al dimensionamento da parte della Regione. Se così fosse sarebbe molto grave”.

Sull’argomento è intervenuta anche la consigliera del Gruppo Misto Cinzia Fabrizi che rispondendo a Marinelli ha dichiarato: “la colpa di questa situazione è dell’assessore regionale Barcaioli il quale ha deciso di non adempiere al dimensionamento che però è una legge dello stato e quindi andava eseguita, come poi è avvenuto tramite il governo stesso”.

Su richiesta del Presidente Stefano Bandecchi, il Consiglio ha dato mandato al Presidente stesso di acquisire tutte le informazioni necessarie in merito al problema delle mancate risorse per il personale Ata. “Non è un problema che si può legare al dimensionamento – ha sottolineato lo stesso Bandecchi – sono due questioni diverse e il miglior funzionamento delle scuole deve comunque essere garantito”.

PNRR: in Cabina di Regia attestato il pieno raggiungimento degli obiettivi delle Province. “Chiediamo al Governo garanzie per la conclusione di tutte le opere”

I target PNRR assegnati alle Province sono stati ampiamente raggiunti: ad attestarlo è l’Ottava relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza illustrata oggi dal Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti nella riunione Cabina di Regia appena conclusa a Palazzo Chigi.

Il commento del Vicepresidente UPI Emanuele Ramella Pralungo

“Per le Province questo risultato è molto importante – ha detto il Vicepresidente di UPI Emanuele Ramella Pralungo, intervenendo alla riunione – perché grazie al PNRR abbiamo potuto realizzare oltre 1.600 interventi per un valore complessivo di più di 2,9 miliardi per costruire nuove scuole e palestre e mettere in sicurezza ed efficientare buona parte del patrimonio scolastico esistente. Ma soprattutto abbiamo dimostrato nel concreto la piena capacità delle Province di agire come istituzioni chiave negli investimenti pubblici. Non solo per le missioni che ci erano state assegnate, ma anche assistendo i comuni, soprattutto i piccoli, che altrimenti non avrebbero avuto gli strumenti e le capacità tecniche. Dalla banca dati appalti delle Province risulta che infatti le CUC provinciali hanno gestito oltre 2.500 gare PNRR per conto dei Comuni”.

Il Vicepresidente Ramella ha poi posto al tavolo la questione del completamento delle poche opere che non si sono chiuse nei termini “Si tratta veramente di pochi casi – ha detto Ramella rivolgendosi al Ministro Foti – ma è evidente che non possiamo lasciare cantieri di scuole incompiuti. Per questo chiediamo al Governo di intervenire prima possibile con gli strumenti normativi che riterrà più utili per assicurare le risorse necessarie per ultimare le opere e definire le procedure necessarie alle strutture tecniche per operare nella piena correttezza. Certo – ha concluso Ramella – il modello di collaborazione tra Governo, Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni che è stato sperimentato per attuare il PNRR si è dimostrato virtuoso: per questo come UPI ci auguriamo che diventi un sistema consolidato di attuare le politiche di investimento nazionali ed europee del Paese”.

FOTO

Nella foto, il VicePresidente Emanuele Ramella Pralungo e il Ministro Tommaso Foti

Presentati i risultati dell’indagine sulle Stazioni Uniche Appaltanti (SUA) del Mezzogiorno 15 Settembre 2026

Nell’ambito del Progetto P.A.C.T., “Province attive per la crescita dei territori”, finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 FESR-FSE,  si è tenuto il 15 settembre scorso il webinar promosso da UPI e curato dall’Università della Calabria per restituire i dati dell’indagine svolta sulle Stazioni Uniche Appaltanti delle 29 Province del Mezzogiorno. L’evento ha analizzato stato dell’arte, criticità e prospettive di sviluppo delle SUA Provinciali.

I principali dati emersi

  • Profilo e clusterizzazione: a fronte di personale ad elevata qualificazione ed esperienza, emerge un quadro articolato in 3 cluster: dalle SUA critiche (senza strutture stabili e a rischio de-qualificazione ANAC) a quelle intermedie (58,6%, qualificate ma sotto elevato stress lavorativo) fino a quelle avanzate (dotate di monitoraggio integrato).
  • Digitalizzazione a metà: l’86,2% ha completato gli adempimenti relativi alla Piattaforma Digitale Appalti, ma solo il 45% adotta lo scambio documentale interamente digitale con gli enti deleganti. Persiste il “doppio binario” cartaceo/digitale e l’uso del BIM resta fortemente limitato.
  • Controlli ed esecuzione: il 79,3% manca di un sistema di verifica delle performance nella fase esecutiva e il 72% non possiede procedure interne standardizzate né controlli di qualità. Inoltre, il 53,3% non monitora in modo strutturato i tempi delle gare.
  • Capacità e fabbisogni: le Province soffrono per carenze di organico e sovraccarico di lavoro (critico per il 41,3%). Si richiede formazione operativa continua, standardizzazione degli atti e strumenti per mantenere nel tempo la qualificazione ANAC.

Prospettive e sfide future

Gli esperti intervenuti hanno tracciato le seguenti linee d’azione:

  1. Comunità di pratiche: attivare reti di confronto e scambio di buone prassi tra pari.
  2. Standardizzazione e monitoraggio: introdurre cruscotti digitali per garantire tempi d’affidamento entro i 160 giorni e supportare i RUP.
  3. Nuovo Regolamento UE: Prepararsi all’impatto del Public Procurement Act europeo su professionalizzazione, partenariato pubblico-privato, aggregazione della domanda, efficienza procedurale.

In allegato le slides presentate dai relatori.

Redattore: Redazione UPI

Intervento_CARNOVALE implicazioni per linee guida

Presentazione_DALESSANDRO_alcuni aspetti di metodo

Presentazione_DALESSANDRO_radiografia delle SUA

Presentazione_D’AMICO Qualificazione

Presentazione_ROTA_digitalizzazione e piattaforme

PRESENTATI I RISULTATI DELL’INDAGINE SVIMEZ SULLA PIANIFICAZIONE STRATEGICA DELLE PROVINCE DEL MEZZOGIORNO 14 Settembre 2026

Si è tenuto il 14 settembre scorso il webinar di restituzione dei dati dell’indagine condotta da SVIMEZ sui temi della pianificazione strategica, organizzato nell’ambito del Progetto P.A.C.T. – “Province attive per la crescita dei territori” finanziato dal Programma Azione Coesione Complementare al PON “Governance e Capacità Istituzionale” 2014-2020 FESR-FSE.

L’evento ha visto una vasta partecipazione del personale degli enti locali e ha affrontato il ruolo presente e futuro delle Province nella governance territoriale.

 

I dati emersi dall’indagine

L’indagine, che ha coinvolto 29 Province del Mezzogiorno, ha tracciato un quadro articolato:

  • Assetto e strumenti: Un terzo delle Province non possiede una struttura organizzativa dedicata alla programmazione, sebbene quasi tutte dispongano di PIAO e DUP a vocazione strategica.
  • Gestione dei dati: I dati a disposizione sono per lo più legati a funzioni tradizionali (viabilità, infrastrutture) e usati per il monitoraggio. Emerge la necessità di trasformare le informazioni disponibili in conoscenze utili e di creare sistemi e piattaforme condivise in rete.
  • L’esperienza del PNRR: Gli enti hanno gestito circa 700 milioni di euro in 18 progetti medi per Provincia (soprattutto nell’edilizia scolastica). Il PNRR ha rafforzato le capacità istituzionali ma ha accentuato un ruolo prevalentemente esecutivo e attuativo, a discapito della funzione di regia d’area vasta.
  • Criticità amministrative: Risaltano la carenza strutturale di personale tecnico, l’ampio ricorso a contratti a tempo determinato per il PNRR (con il rischio di disperdere le competenze acquisite) e l’assenza di un chiaro mandato normativo.

 

Verso la programmazione europea 2028–2034

Con il passaggio da politiche place-based a strategie mission-based e il rischio di un accentramento della programmazione, le Province chiedono di affermarsi formalmente come Cabina di Regia dello sviluppo territoriale e snodo centrale tra Comuni e Regioni.

 

Suggerimenti emersi per lo sviluppo del ruolo delle Province

– Rivendicare il riconoscimento stabile del ruolo attivo delle Province come Cabina di Regia dello sviluppo dei territori.

– Costruire un canale di condivisione del patrimonio informativo e logica di rete.

– Attivare Tavoli di concertazione tematici permanenti con Regione e Enti locali

– Coinvolgere tempestivamente le amministrazioni regionali:

 

In allegato le slides presentate.

 

Redattore: Redazione UPI

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PNRR: la Provincia di Rovigo ha completato in tempo tutti i lavori. Oltre 11 milioni per le scuole superiori

Nove target raggiunti per un totale di poco superiore agli 11 milioni (11.155.294,04 euro). È senz’altro positivo il bilancio degli interventi infrastrutturali sugli edifici scolastici scuole da parte della Provincia di Rovigo: i lavori, inquadrati nella cornice dei progetti PNRR, sono stati completati in tempo utile per la prima campanella, che in Veneto è tornata a suonare puntualmente giovedì mattina 10 settembre.

Le opere realizzate

Il dettaglio: 1.147.058,79 euro sono stati destinati a lavori per la sicurezza e la riqualificazione energetica delle facciate di sede e succursale dell’istituto “De Amicis” di Rovigo; un milione per interventi di prevenzione incendi e sicurezza al “Bocchi” e al “Maddalena” di Adria, al ”Bari di Badia” e all’ “Einaudi” di Badia, al “Munari” di Castelmassa, al “De Amicis”, al “Munerati” e al Viola Marchesini” di Rovigo; 2;4 milioni per il miglioramento sismico e la sicurezza di alcune palestre scolastiche di Rovigo e F Adria (“De Amicis”, “Marchesini”, Liceo classico Celio Roccati”, ITIS “Viola”, “Munerati” e Liceo scientifico “Galilei”); ancora: 1,2 milioni per manutenzione straordinaria della copertura e rifacimento soffitti dell’uomo piano, con sostituzione parziale dei serramenti al “Bocchi” dove sono stati investiti ulteriori 270mila euro per adeguamento statico solai e rifacimento soffitti del piano terra; 1.413.153,20 euro per miglioramento sismico al “Bari”; 1.625.082,05 euro per miglioramento sismico e sanificazione calcestruzzi a vista al “Viola”; 1,6 milioni per lavori di sostituzione della copertura e orizzontamenti al “Celio Roccati”; 500mila euro per il rifacimento di tutte le batterie igienico-sanitaria al “Maddalena”.

L’impegno della Provincia per gli studenti

Un nuovo, importante sforzo per gli uffici di Palazzo Celio, chiamati nei mesi scorsi a rispettare una tabella di marcia dai tempi molto serrati ma il cui lavoro, come detto, ha permesso di consegnare agli studenti aule, palestre, servizi igienici e in generale edifici a norma, rinnovati e in linea con standard e normative vigenti per affrontare al meglio il nuovo anno e le attività didattiche previste da calendario.
Dovranno però ancora sopportare qualche disagio gli studenti e gli insegnanti dell’Istituto Celio-Roccati per la presenta di lavorazioni in una porzione dell’edificio che esulano dagli interventi PNRR, derivando da altri finanziamenti pregressi, così come quelli dell’ITIS di Rovigo, i cui spogliatoi della palestra sono in attesa di montaggio di porte e sanitari, la cui fornitura ha subìto ritardi imprevisti.

Il commento del Presidente della Provincia

“Quello delle scuole – il commento del Presidente della Provincia di Rovigo, Enrico Ferrarese – è uno dei referati in capo alle Province ma che sentiamo e avvertiamo anche come nostro dovere e nostro compito preciso. Assicurare spazi adeguati per lo svolgimento delle lezioni è infatti una responsabilità di chi amministra e l’esser riusciti anche quest’anno a centrare gli obiettivi nei tempi è motivo di soddisfazione e orgoglio. Un plauso va rivolto senz’altro ai nostri uffici, che in modo puntuale e senza risparmiarsi, hanno consentito che la riapertura delle scuole potesse avvenire non solo in condizioni di assoluta sicurezza ma anche di rinnovato comfort per migliaia di studenti”.

Scelto il nome per il nuovo ponte sul Serchio : si chiamerà Ponte dell’airone. I risultati del contest promosso dalla Provincia di Lucca

Un airone che si alza dalle rive del Serchio, spiega le ali e, poco alla volta, si trasforma nelle arcate bianche del nuovo ponte.

È questa l’immagine che ha conquistato i cittadini lucchesi e che dà il nome alla proposta vincitrice di “NOMINA – Un nome per il nuovo ponte”, il contest promosso e organizzato dalla Provincia di Lucca per costruire insieme alle giovani generazioni e alla comunità l’identità della nuova infrastruttura realizzata dall’ente di Palazzo Ducale e inaugurata nel dicembre scorso.

Il Liceo vincitore

A vincere la consultazione è infatti “Ponte dell’Airone”, progetto ideato dalla classe 3D, indirizzo Architettura e Ambiente, del Liceo artistico musicale “Passaglia” di Lucca, con gli insegnanti Carlo Del Grande e Roberto Profili.

Sono stati circa 1.400 i cittadini che hanno partecipato alla votazione online e circa il 40% ha scelto Ponte dell’Airone. Al secondo posto si è classificato Ponte Arturo Paoli, mentre al terzo Ponte Matilde di Canossa. Per dovere di cronaca i voti espressi complessivamente alla chiusura di venerdì 18 settembre alle 23.59 sono stati 1386. I voti per il Ponte dell’Airone 566 (circa il 40%); 517 preferenze per la proposta Arturo Paoli e 303 per ponte Matilde di Canossa.

Il commento del Presidente della Provincia

“Sono estremamente soddisfatto del progetto Nomina in generale e della partecipazione dei cittadini al contest – commenta il presidente della Provincia Marcello Pierucci–, tutte e tre le proposte scelte dalla commissione erano meritevoli di vittoria. Il fatto che i lucchesi abbiano scelto il progetto Ponte dell’Airone forse sorprenderà molti. Ma non certo chi era presente alla presentazione ufficiale dei progetti in S. Francesco il 5 maggio, perché la proposta degli studenti del Liceo artistico-musicale ‘Passaglia’ è stata ben costruita, ottimamente presentata sotto il profilo dei contenuti e delle immagini evocative ispirate al volatile che si trova sul fiume Serchio. Una proposta, quindi, che guarda più al paesaggio, all’ambiente e a come l’opera strutturale caratterizza quest’area del parco fluviale di Lucca, invece che riferirsi ad un determinato personaggio storico o a personalità del territorio. Del resto le indicazioni del regolamento erano chiare e anche molto libere nell’espressione: si poteva proporre una figura di rilievo, ma anche un elemento simbolico, un nome che facesse riferimento a un’idea, a un concetto, a un valore. 

A conclusione di questo percorso mi sento di ringraziare in primis tutti gli studenti delle scuole che hanno partecipato al contest della Provincia, dimostrando attenzione, creatività e sensibilità. Ricordo che è la prima volta in Italia che sono proprio i giovani a proporre l’intitolazione di un’opera pubblica così importante.

Inoltre un plauso a tutti gli insegnanti delle scuole superiori referenti di Nomina che hanno accompagnato i ragazzi nell’elaborazione dei progetti dopo la fase illustrativa e formativa svoltasi a Palazzo Ducale lo scorso autunno. E come dimenticare il folto e autorevole Comitato scientifico che ha svolto un lavoro lungo, accurato, prezioso, prima nell’organizzazione degli incontri con gli studenti e poi nel valutare le dieci proposte delle classi e selezionare la triade finale. Un ringraziamento va anche al sindaco di Lucca il quale, fin dall’idea iniziale, ha sposato il progetto consentendo agli studenti di lavorare alle proposte.

Inoltre una considerazione che mi sento di fare: un sentimento di affetto e stima alla compianta Donatella Buonriposi, scomparsa di recente, che è stata consulente della Provincia a titolo gratuito sui temi della scuola ed era componente della Comitato scientifico di Nomina; un progetto che l’aveva molto appassionata e di cui purtroppo non ha potuto vederne la conclusione”.

Il progetto

Dietro il nome vincitore c’è un progetto costruito attraverso osservazione, ricerca, disegno, architettura e letteratura. L’idea nasce infatti direttamente sulle rive del Serchio. Durante un sopralluogo nel parco fluviale, ragazze e ragazzi incontrano e osservano l’airone, presenza caratteristica del paesaggio lucchese. Da quell’immagine prende forma una suggestione: provare a guardare il nuovo ponte non soltanto come un’infrastruttura, ma come un elemento che entra in relazione con il fiume e con ciò che da sempre lo abita.

Gli studenti iniziano così a studiare l’animale, le sue proporzioni e soprattutto il suo movimento: l’airone fermo, l’airone che spicca il volo, quello che torna ad adagiarsi sulle rive e infine la sua figura che progressivamente si modifica fino a diventare ponte. È proprio questa metamorfosi il cuore visivo del progetto.

Le forme dell’animale vengono messe in relazione con quelle della nuova infrastruttura. Le ali spiegate e il collo diventano idealmente le arcate, le zampe richiamano i pilastri, mentre il bianco del piumaggio trova una corrispondenza nel colore chiaro della struttura. Entrano nel progetto anche la trasparenza degli archi e il modo in cui la luce si riflette sul ponte, facendolo dialogare con il paesaggio circostante.

Ma la proposta va oltre l’elemento visivo. Gli studenti hanno costruito attorno alla trasformazione dell’airone un vero e proprio percorso narrativo e poetico articolato in tre momenti: la staticità e il raccoglimento, associati a Giuseppe Ungaretti; la trasformazione, la forza e l’azione, legate a Mario Tobino; infine il ponte come apertura, libertà e slancio verso il cielo, attraverso Guglielmo Petroni.

Il risultato è quindi l’idea di un ponte che non viene semplicemente “battezzato” con il nome di un animale, ma che nasce simbolicamente dal paesaggio nel quale è inserito: l’airone del Serchio diventa architettura, il movimento del volo diventa forma e il passaggio da una riva all’altra diventa immagine di connessione.

A completare il progetto, la classe ha immaginato anche una targa commemorativa inserita in un totem appositamente disegnato, accompagnata dalle parole: “Radicato nel silenzio, plasmato nella forza vitale, dispiegato verso la libertà”. E qui sta la sintesi della proposta per le ragazze e i ragazzi: il ponte diventa infatti qualcosa capace di unire non soltanto due terre, ma anche persone, pensieri e comunità.

La soddisfazione del Liceo vincitore

“La notizia della vittoria della nostra proposta nel contest Nomina per il nuovo ponte sul fiume Serchio ci riempie di profondo orgoglio ed entusiasmo –commenta il prof. Carlo Del Grande del Liceo Passaglia di Lucca – . A nome di tutto il nostro istituto e dei docenti coinvolti, desidero esprimere il più sincero ringraziamento all’Amministrazione Provinciale di Lucca per aver ideato questa straordinaria iniziativa. Questo concorso ha dato un valore concreto e tangibile al progetto didattico che abbiamo vissuto insieme ai nostri allievi. I ragazzi hanno affrontato la sfida con grande serietà, responsabilità e passione, dimostrando come la scuola possa aprirsi al territorio e dialogare attivamente con le istituzioni. Vedere la loro idea premiata dalla comunità non è solo un traguardo formale, ma rappresenta la sostanza e il coronamento di un percorso civico che ha stimolato in loro un forte senso di appartenenza e partecipazione attiva alla vita democratica della nostra città. Fieri di aver lasciato un segno nella storia della toponomastica locale, un forte messaggio di libertà e rispetto per la natura ringraziamo ancora per questa preziosa opportunità di crescita condivisa”.

La consultazione

La consultazione popolare ha rappresentato l’ultima fase di un percorso iniziato nei mesi invernali con il coinvolgimento delle scuole. Sono state dieci le proposte presentate inizialmente alla Provincia, successivamente valutate da un Comitato scientifico sulla base, tra gli altri aspetti, dell’originalità, della capacità espressiva e della profondità della riflessione storica e civile.

Tre i nomi arrivati alla fase conclusiva: Ponte dell’Airone; Ponte Arturo Paoli, al centro dei progetti elaborati dalla classe 5C del Liceo Scientifico “Vallisneri” e dalla classe 3ASA del “Fermi-Giorgi”; e Ponte Matilde di Canossa, proposto dalla classe 5B SSA del “Machiavelli”.

Il voto era riservato ai cittadini residenti nel Comune di Lucca che avessero compiuto 16 anni ed è avvenuto online, in forma anonima, attraverso autenticazione con identità digitale.

Con la chiusura delle votazioni e la vittoria di Ponte dell’Airone, il percorso partecipativo promosso dalla Provincia arriva così al suo ultimo passaggio: la proposta sarà ora trasmessa al Comune di Lucca, al quale spettano gli adempimenti istituzionali necessari per l’intitolazione vera e propria della nuova infrastruttura.

 

Insediato il nuovo Consiglio del Forum dei Giovani della Provincia di Salerno

​Si è insediato ieri, ufficialmente a Palazzo Sant’Agostino, il nuovo Consiglio del Forum dei Giovani della Provincia di Salerno: un organismo fondamentale per dare voce, centralità e forza alle idee delle nuove generazioni in tutta la provincia.

Accolto dal Vice Presidente Giovanni Guzzo e dal Consigliere Provinciale Giuseppe Arena, il Consiglio ha aperto ​la seduta  con un profondo momento di raccoglimento: è stato infatti osservato un minuto di silenzio nell’ambito delle iniziative previste per il 20 settembre, Giornata Nazionale in ricordo degli internati italiani nei campi di concentramento nazisti, un gesto di rispetto, memoria e consapevolezza civica che ha sottolineato il valore delle radici e della responsabilità istituzionale nel ricordo degli italiani, militari e civili, internati nei lager e onorare la memoria dei militari italiani uccisi a causa del rifiuto di collaborare con lo stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana, dopo l’armistizio.

Le deleghe

Distribuite anche le nuove deleghe dal coordinatore Karol Potolicchio che prevedono:
– Vice Coordinatori: Alessandro Carrozza e Raffaele Martino;
– Segretaria Generale: Gaia Aliberti;
– Segretario Amministrativo: Luigi Adesso;
– Tesoriere: Giuseppe Branca;
– Responsabile d’area nord: Giovanni De Martino;
– Responsabile d’area centro: Francesco Forziati;
– Responsabile d’area Sud- Cilento: Donatella Passaro;
– Responsabile d’area Sud-Vallo: Vito Chechile;
– Responsabile delle Commissioni: Giandomenico Taurone;
– Comunicazione: Andrea Giarritiello e Flavio Carbonaro;
– Ufficio Stampa: Marco Miranda e Cristina Vigorito.

Un momento di confronto, ascolto e condivisione per programmare le prossime attività e iniziare a costruire un percorso concreto, partecipato e sempre più vicino ai territori.

Tra i temi affrontati, anche la programmazione della X edizione del “Forum Day – Stati Generali delle Politiche Giovanili in Provincia di Salerno” e la raccolta di proposte, idee e suggerimenti che accompagneranno il lavoro dei prossimi mesi.

Tante energie, nuove idee e una forte volontà di fare rete, affinché i giovani possano avere sempre più occasioni per partecipare, confrontarsi e contribuire attivamente alla crescita delle proprie comunità.

​Ora spazio al futuro, ai progetti, alla partecipazione attiva e alla collaborazione tra i giovani di tutti i comuni salernitani.

​Buon lavoro a tutti i componenti del Forum!

Provincia di Vicenza: al via il Contratto di Fiume Retrone. 36 partner pubblici e privati insieme per l’ambiente

Il Contratto di Fiume Retrone prende ufficialmente vita. L’obiettivo è chiaro: riqualificare e tutelare l’ambiente fluviale di un territorio di 129 chilometri quadrati. Obiettivo messo nero su bianco e sottoscritto da una solida rete composta da 36 partner, tra soggetti pubblici e privati, con la Provincia di Vicenza capofila.

Il Contratto di Fiume Retrone è lo strumento di governance partecipata che mira a riqualificare e tutelare un bacino idrografico significativo del territorio vicentino, che comprende ambienti collinari a elevato valore naturalistico (Valdiezza, Valle dell’Onte, Monti Castellari, Colli Berici), aree agricole, zone di risorgive, ma anche zone altamente urbanizzate e importanti aree industriali.

Un bacino in cui non mancano le problematiche ambientali, ma nel quale sono presenti anche una grande volontà di rigenerazione e un ricco tessuto di associazioni che lavorano con forza per migliorare e valorizzare il territorio.

Nel Contratto si definiscono le regole per lavorare insieme, nell’Analisi conoscitiva è descritta la situazione iniziale, il Quadro strategico presenta i macro-obiettivi da raggiungere a lungo termine, nel Piano d’Azione 2026-2029 sono specificate in dettaglio le attività che i diversi attori si sono impegnati a realizzare sul Retrone e i suoi affluenti: Onte, Valdiezza, Dioma, Riello, Cordano e tante altre piccole rogge, che insieme raccolgono l’acqua di un territorio di circa 129 Kmq.

Le azioni e gli obiettivi sono stati definiti nell’ambito di un percorso partecipativo che ha visto coinvolti tutti i soggetti in incontri svolti tra novembre 2025 e maggio 2026.

Gli obiettivi strategici

Il Quadro Strategico delineato nella prima fase del progetto ha preso forma su sei direttrici fondamentali, che muovono dalle criticità storiche del bacino.

  1. Qualità dell’acqua: focus su potenziamento della rete fognaria, miglioramento del sistema depurativo e monitoraggio degli scarichi.
  2. Biodiversità: ripristino della vegetazione ripariale, rinaturalizzazione e tutela delle risorgive.
  3. Fruibilità: sviluppo di una mobilità lenta, con il potenziamento di percorsi ciclopedonali e nuovi progetti di navigabilità.
  4. Pratiche sostenibili: transizione verso l’agroecologia e il modello di “città spugna” per favorire l’infiltrazione della pioggia.
  5. Cultura dell’acqua: progetti formativi per le scuole e iniziative di citizen science.
  6. Governance: coordinamento stabile tra amministrazioni e monitoraggio costante delle azioni.

Le azioni 2026-2029

Il Piano d’Azione del Contratto di Fiume Retrone si articola su questi obiettivi e definisce le azioni fino al 2029, indicando i soggetti attuatori e le rispettive responsabilità. Sul fronte dell’inquinamento e della qualità dell’acqua, spiccano importanti opere infrastrutturali curate da Viacqua, tra cui l’estensione e l’adeguamento delle reti fognarie e la riorganizzazione del sistema fognario e depurativo. Per quanto riguarda ecosistemi e biodiversità, il piano prevede la creazione di fasce ripariali lungo le rogge e la valorizzazione della ZSC della Valdiezza. A questi si affiancano i progetti dedicati alla fruibilità e al turismo sostenibile, che mirano a riconnettere il territorio attraverso un’estesa rete di percorsi ciclopedonali (lungo i torrenti Mezzarolo, Onte e tra le zone industriali), la promozione della navigabilità del fiume e l’organizzazione di attività ricreative lungo i corsi d’acqua. Il piano affronta inoltre la complessa sfida legata alla necessità di effettuare la manutenzione degli argini garantendo contemporaneamente sicurezza idraulica e tutela della vegetazione ripariale, e promuove pratiche sostenibili e formazione, con gruppi di studio sull’agroecologia in risposta alla contaminazione da PFAS e lo sviluppo di percorsi didattici sull’ambiente fluviale per le scuole. Infine, l’asse dedicata alla governance assicura il monitoraggio corale delle azioni la ricerca di finanziamenti e la promozione del progetto.


Gli attori

«La volontà di avere un Retrone migliore è diffusa – dichiara il vicepresidente della Provincia di Vicenza, Filippo Negro – ma finora è mancato un metodo capace di trasformarla in azione concreta. Il Contratto di Fiume segna un cambio di passo: mette attorno allo stesso tavolo istituzioni, associazioni e cittadini e crea le condizioni per lavorare davvero insieme, con obiettivi chiari e responsabilità condivise. Non è solo un percorso partecipativo, ma uno strumento operativo che ci consente di passare dalle intenzioni agli interventi, valorizzando le competenze presenti sul territorio e costruendo soluzioni condivise e durature».

«Il Contratto di Fiume non è solo un documento tecnico, ma un patto sociale –commenta il presidente di Viacqua, Federico Ginato– che ha l’obiettivo di trasformare il Retrone da elemento di criticità idraulica a risorsa ambientale vitale per la nostra comunità. Intorno ad un fiume gravitano molteplici soggetti, ognuno con propri interessi o competenze, ma a mancare spesso sono le possibilità di confronto e di azione sinergica, con il rischio di dibattere su questa o quella sostanza contaminante, ma senza risvolti pratici. Il Contratto di Fiume Retrone scardina questo schema e riunisce tutti i portatori di interesse intorno ad un tavolo comune, confronta punti di debolezza e punti di forza, mette a terra azioni concrete, misurabili e con un preciso orizzonte temporale. Così il fiume diventa responsabilità condivisa».

«I fiumi sono l’anima e l’origine stessa di Vicenza, una città che storicamente deve la propria ricchezza, identità e bellezza proprio alla presenza dei suoi corsi d’acqua – spiega l’Assessore all’Ambiente del Comune di Vicenza, Sara Baldinato – . È un percorso che abbiamo avviato fin dall’inizio del nostro mandato e che oggi procede speditamente verso un traguardo fondamentale con la firma di questo Contratto di Fiume. Come Amministrazione dedichiamo un’attenzione prioritaria alla tutela e al miglioramento della qualità dell’acqua dei nostri fiumi. Non consideriamo i corsi d’acqua solo come elementi del paesaggio da salvaguardare, ma come vere e proprie vie d’acqua fruibili. Vogliamo riscoprire e valorizzare la navigazione fluviale, offrendo la possibilità di percorrere i nostri fiumi con delle imbarcazioni per arrivare nel cuore della città lungo le sue antiche direttrici idriche. Prendersi cura del Retrone significa riannodare il legame profondo tra Vicenza e la sua storia, trasformando l’ambiente fluviale in una risorsa viva, sostenibile e accessibile a tutti».

“ Partiamo dall’assunto che la naturalità dei corsi d’acqua significa anche sicurezza -sottolinea la presidente di Legambiente Vicenza Valentina Dovigo– per questo bisogna lavorare assieme per la biodiversità e la rinaturalizzazione degli ambienti fluviali. Il nostro obiettivo è diffondere la cultura del rispetto, partendo anche dal corretto smaltimento di un mozzicone di sigaretta. Serve formazione ed educazione, un ruolo che i nostri numerosi volontari sanno promuovere al meglio.”

I numeri del Contratto di Fiume Retrone
Il progetto coinvolge:

  • 17 Enti, tra cui Provincia di Vicenza (coordinatore), Viacqua, ARPAV, Genio Civile e Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, oltre ai Comuni del territorio;
  • 19 associazioni, tra cui associazioni ambientaliste, associazioni di promozione territoriale come le Pro Loco e associazioni legate alla mobilità lenta e agli sport fluviali;
  • 129 Kmq, il bacino territoriale in cui le acque che piovono e scorrono su campi, piazzali, strade e case confluiscono nel Retrone;
  • 2 Zone Speciali di Conservazione: i Colli Berici e il Torrente Valdiezza, pilastri della biodiversità locale;
  • 25 azioni programmate nel periodo 2026-2029 per migliorare l’ambiente fluviale.

I sottoscrittori del Contratto di Fiume Retrone

Il Contratto di Fiume Retrone è un progetto di: Provincia di Vicenza; Comuni di Arcugnano, Castelgomberto, Costabissara, Creazzo, Isola Vicentina, Montecchio Maggiore, Monteviale, Sovizzo, Vicenza e i Consigli di Quartiere 3 e 5 del Comune di Vicenza; Consiglio di Bacino Bacchiglione; Genio Civile Vicenza; ULSS n. 8 Berica; Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali; Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta; ARPAV; Viacqua; Legambiente Vicenza APS; Legambiente Ovest Vicentino APS; WWF Vicenza – Padova; LIPU ODV; Rete GAS Vicentina APS; Assemblea Casa Carpaneda Bene Comune; Civiltà del Verde; Plastic Free; EQuiStiamo APS; Civi&co APS; rete di associazioni veloCittà; Canoa Club Vicenza ASD; Bacino Pesca B Vicenza; CAI Vicenza; Nataraja – Il Re della Danza e della Ginnastica ASD; Consorzio La Serenissima Agno Chiampo; Pro Loco di Altavilla Vicentina, Castelgomberto, Creazzo, Gambugliano, Sovizzo.

MEF, Consip e UPI, rafforzano la collaborazione per gli acquisti pubblici delle Province

Il ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), Consip e l’Unione delle Province d’Italia (UPI) hanno sottoscritto un accordo di collaborazione finalizzato a rafforzare il dialogo con le Province, approfondirne i fabbisogni e promuovere l’utilizzo degli strumenti del Programma di razionalizzazione degli acquisti della Pubblica Amministrazione in modo sempre più coerente con le esigenze dei territori.
L’accordo, firmato dal direttore generale della Direzione per la razionalizzazione della gestione degli immobili, degli acquisti, della logistica e degli affari generali del MEF, dall’amministratore delegato e direttore generale di Consip e dal presidente di UPI, prevede di sviluppare analisi e approfondimenti sui fabbisogni delle Province, realizzare iniziative congiunte di formazione e informazione rivolte a funzionari e amministratori locali, rafforzare le competenze nel settore del procurement pubblico, favorire l’utilizzo degli strumenti di acquisto a supporto degli investimenti delle Province, anche finanziati con risorse nazionali ed europee.
L’intesa valorizza il ruolo delle Province nello sviluppo dei territori e conferma l’impegno del Programma di razionalizzazione degli acquisti della PA, realizzato da Consip per conto del MEF, a mettere a disposizione delle amministrazioni strumenti sempre più efficaci e aderenti ai fabbisogni degli enti, contribuendo a sostenere la realizzazione di investimenti finanziati con risorse nazionali ed europee.

 

https://www.mef.gov.it/export/sites/MEF/ufficio-stampa/comunicati/2026/documenti/comunicato_0096.pdf

 

 

 

 

 

Celebrazioni per il centenario della Provincia di Varese: gli appuntamenti in programma per raccontare il territori

Cinque iniziative che, pur con linguaggi e protagonisti differenti, rientrano nella cornice delle celebrazioni per il Centenario della Provincia di Varese, che accompagneranno il territorio fino al 2 gennaio 2027, quando ricorreranno i cento anni dalla nascita dell’Ente.

Un unico percorso che prenderà il via nei prossimi giorni, con una serie di appuntamenti dedicati a temi diversi ma connessi: la legalità, l’inclusione, la capacità di costruire relazioni, il fenomeno delle migrazioni, la memoria delle persone che hanno contribuito alla crescita del territorio e, più in generale, la cultura come strumento di consapevolezza e di benessere della comunità.

Il commento del Presidente Magrini

“Il Centenario vuole essere una celebrazione della storia della Provincia – sottolinea il Presidente Marco Magrini – e un’occasione per interrogarci sul territorio che abbiamo ereditato e, soprattutto, su quello che vogliamo consegnare alle prossime generazioni. Per questo abbiamo scelto di inserire nel programma iniziative che parlano di memoria e legalità, di inclusione, di relazioni, di immigrazione e di quelle persone che, con il loro impegno, hanno contribuito a rendere migliore la nostra comunità. Sono temi diversi, ma hanno un denominatore comune: la costruzione del bene collettivo e di una comunità capace di guardare al futuro”.

Gli eventi

Il percorso si apre idealmente con “Il dovere che resta – Memoria e cammino per gli eroi di un domani”, in programma martedì 15 settembre in piazza Monte Grappa a Varese, promossa in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Insubria, la Camera di Commercio e l’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese. L’iniziativa, che avrà come sfondo la teca di Quarto Savona 15, l’auto di scorta sulla quale viaggiavano gli agenti della Polizia di Stato Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani rimasti uccisi nella strage di Capaci, è rivolta anche agli studenti e mette al centro il tema della legalità e del senso del dovere attraverso la memoria delle vittime della criminalità organizzata. Sono previsti gli interventi di Giuseppe Battarino, già magistrato e docente di Comunicazione pubblica e istituzionale all’Università degli Studi dell’Insubria, di Alessandra Cerreti, Pubblico Ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano e di Tina Montinaro, moglie dell’agente di Polizia Antonio Montinaro, morto nella strage di Capaci.

La riflessione prosegue venerdì 18 settembre a Villa Recalcati con “Vivere insieme, pensando, realizzando ponti – Il mondo degli affetti è molteplice: vogliamo parlarne?”, evento realizzato in collaborazione con l’associazione A.GE.D.O. Varese ODV. Alle ore 21:00, nella Sala Convegni, Don Stefano Guarinelli, Professore alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, e Italo Carloni, Presidente di A.GE.D.O. Varese ODV, dialogheranno sul tema degli affetti e della complessità delle relazioni, in un confronto introdotto dal Presidente Magrini e moderato da Silvestro Pascarella, Direttore de “La Prealpina”. Un appuntamento che porta nel programma del Centenario una riflessione sulla persona, sulle relazioni e sulla capacità di costruire una comunità inclusiva.

Il 23 settembre sarà invece la volta del tema dell’immigrazioni con “Semplicemente persone – La sfida dell’immigrazione”, appuntamento promosso dal Centro Studi Comuni Orizzonti APS con il patrocinio della Provincia di Varese e ospitato presso gli spazi di Carrozze HUB a Varese. La serata, in programma alle 21:00, propone la presentazione del primo Quaderno 2026 dell’associazione, dedicato al lavoro svolto nell’ultimo anno sul tema delle migrazioni, con il contributo di Luciano Gualzetti, Presidente dell’Opera Cardinal Ferrari, la conduzione di Filippo Maroni, Coordinatore Happiness dell’Oratorio di San Vittore, e alcune testimonianze dirette. L’incontro si rivolge a cittadini, amministratori pubblici e associazioni, proponendo il tema dell’immigrazione attraverso il confronto e l’ascolto delle esperienze.

Il 26 settembre, ancora a Villa Recalcati, il Centenario diventa occasione per custodire e trasmettere la memoria di una figura che ha inciso profondamente sulla vita culturale, scientifica e istituzionale del territorio: Giuseppe Armocida. Il convegno “In ricordo di Giuseppe Armocida”, in programma alle 9:30, vede il patrocinio del Comune di Varese, dell’Università degli Studi dell’Insubria, della Società Storica Varesina, della Società Italiana di Storia della Medicina e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (OMCeO) di Varese. L’incontro ripercorrerà il suo rapporto con l’Ateneo, l’Amministrazione pubblica, le realtà storiche e il mondo della medicina, attraverso un percorso articolato che coinvolge studiosi e rappresentanti delle principali istituzioni del territorio.

A completare questa sequenza sarà quindi l’appuntamento di sabato 3 ottobre presso Villa Recalcati: “Carlo Lucchina – L’uomo oltre il manager”, organizzato dall’associazione Varese per l’Oncologia ODV con il contributo di Regione Lombardia, il patrocinio dell’ASST Sette e della Provincia di Varese. La giornata, inserita nel programma del Centenario, prenderà il via con l’intitolazione a Lucchina di una sala provinciale e vedrà la partecipazione delle principali autorità regionali e sanitarie. Con questa intitolazione, la Provincia di Varese intende rendere omaggio a una figura che ha avuto un ruolo significativo nella storia dell’Ente e del territorio.

Il racconto della Provincia

Cinque appuntamenti che restituiscono una visione del Centenario legata alla ricorrenza storica e capace di mettere in relazione passato e futuro, memoria e responsabilità, cultura e benessere, identità e inclusione. La Provincia sceglie così di celebrare i suoi cento anni creando occasioni di incontro e riflessione. In questa prospettiva, la cultura non è soltanto patrimonio da conservare, ma uno strumento per comprendere il presente, rafforzare i legami sociali e contribuire alla qualità della vita delle persone. Il 2 gennaio 2027, giorno in cui la Provincia di Varese compirà cento anni, sarà quindi il punto di arrivo di un percorso iniziato nel 2026 e costruito insieme al territorio: un anno di iniziative che intendono raccontare la storia dell’Ente, ma soprattutto valorizzare le persone, i luoghi, le esperienze e i valori che hanno contribuito a costruire la comunità varesina.

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