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L’UPI LANCIA APPELLO A PROMUOVERE APPRENDISTATO ATTRAVERSO I SERVISI PER L’IMPIEGO

Collaborare attraverso i servizi per l’impiego alla promozione dell’ apprendistato tra le imprese ed i giovani, anche con titolo di studio universitario, e di sostenere alcune iniziative rivolte in questo senso, come il pacchetto giovani. Questo l‘appello lanciato dall’Upi attraverso una circolare inviata a tutti gli Assessori e  Dirigenti al lavoro delle Province.
“In questi mesi – si legge nella circolare – sono state avviate diverse iniziative per il rilancio dell’occupazione, tra le quali assume un rilievo prioritario quella relativa alla riforma ed alla promozione del nuovo apprendistato.
L’apprendistato tende a diventare, sulla base della normativa e delle intese con le parti sociali, lo strumento di riferimento per l’accesso dei giovani nel mercato del lavoro. Si tratta di un contratto come è noto più stabile e remunerato del tirocinio e con un contenuto formativo più garantito.
La strategia condivisa dal Ministero del Lavoro e dalle parti sociali tende a sostenere la diffusione del nuovo apprendistato, con diverse forme di incentivazione per le imprese.
Per questo l’Upi invita le Province a collaborare attraverso i servizi per l’impiego alla promozione dell’ apprendistato tra le imprese ed i giovani e a sostenere iniziative in questo senso.
“In questi giorni – ricorda l’Upi nella lettera – il Ministero del Lavoro sta perfezionando l’intesa con le regioni sugli incentivi alle imprese previsti dal pacchetto giovani, tra cui la diffusione dell’apprendistato”. Alle Province di chiede di essere pronte e di attivarsi “per programmare azioni di sistema per il lavoro giovanile in grado di utilizzare e diffondere queste risorse”.
In allegato, il testo della circolare inviata

Federalismo demaniale: i beni degli Enti locali

Pubblicata la white list dei beni demaniali attribuibili agli Enti locali. Cliccate nel link per accedere alla sezione del sito dell’Agenzia del Demanio dedicata ai beni patrimonio dello Stato trasferibili agli enti locali.

DIRIGENTI PA: Le Province scrivono al Ministro Brunetta

Non si possono applicare a Province e Comuni le rigide percentuali di limiti previste dal decreto legislativo 150/09, il cosiddetto Decreto Brunetta, per gli incarichi esterni a tempo determinato dei dirigenti di prima e seconda fascia, perché questa divisione negli Enti locali non esiste e per la difficoltà di utilizzare un’unica uniforme percentuale di riferimento nella grande varietà di esperienze organizzative che caratterizzano gli enti territoriali.
Lo ribadisce il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, in una lettera indirizzata oggi al Ministro della Pubblica Amministrazione e dell’Innovazione, Renato Brunetta.
“In più occasioni – scrive Castiglione al Ministro – abbiamo avuto modo di condividere l’esigenza di un intervento che consentisse un’interpretazione corretta delle disposizioni introdotte dal decreto legislativo 150/09 in materia di incarichi dirigenziali a tempo determinato nei Comuni e nelle Province,  e che consentisse agli enti locali di conservare margini di autonomia nell’applicazione delle percentuali di incarichi esterni”. Il testo unico sul pubblico impiego, infatti, prevede disposizioni di principio che devono poi trovare concreta applicazione attraverso un adeguamento dei regolamenti degli enti locali.
“Per questo motivo – prosegue Castiglione – abbiamo predisposto emendamenti che chiariscono la non applicabilità agli enti locali delle percentuali stabilite dalla legge per i dirigenti di prima e seconda fascia, visto che la suddivisione in due fasce della dirigenza non esiste negli enti locali e in considerazione della difficoltà di utilizzare un’unica uniforme percentuale di riferimento nella grande varietà di esperienze organizzative che caratterizzano gli enti territoriali.
Allo stesso tempo – conclude Castiglione, auspicando la possibilità di trovare soluzioni condivise – abbiamo individuato delle norme che indicano chiaramente modalità e tempi affinché gli enti locali possano adeguare i loro ordinamenti al principio di limitazione degli incarichi dirigenziali previsto dalla Legge Brunetta. Soluzioni che possono essere risolte nell’ambito del decreto correttivo del 150/09, che in questi giorni è all’esame delle commissioni competenti di Camera e Senato”.

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FEDERALISMO FISCALE: 30 GIUGNO 1 LUGLIO A BOLOGNA, SEMINARIO NAZIONALE

L’Unione delle Province d’Italia, la Provincia di Bologna e l’UPI Emilia Romagna hanno organizzato un Seminario Nazionale, sul tema inerente la fiscalità provinciale così come delineata dal decreto legislativo n. 68/11, il quale disciplina, tra l’altro, l’autonomia di entrata per le Province.

La due giorni di lavoro si aprirà il 30 giugno alle ore 15,00 con una intervista a due condotta dalla Vicedirettrice di Rai Parlamento Simonetta Faverio, tra il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. (Inizialmente prevista per il 1° luglio, è stata anticipata per concomitanti appuntamenti istituzionali)

L’evento proseguirà poi secondo quanto previsto dal Programma allegato.

L’incontro rappresenta il secondo appuntamento che l’UPI ha inteso realizzare al fine di focalizzare ed approfondire i principali aspetti correlati alla realizzazione del federalismo fiscale, soprattutto dal punto di vista delle Province.
A Bologna verranno esaminati alcuni temi di stringente attualità: il nuovo fisco provinciale, i fabbisogni standard per le funzioni fondamentali  e l’armonizzazione dei sistemi contabili, avendo queste tre questioni raggiunto un significativo grado di maturità, tale da meritare i necessari approfondimenti, avendo peraltro un diretto ed immediato impatto sull’attività degli enti, fin dal 2011.
In allegato, il programma dell’evento e le informazioni logistiche.

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AUTONOMIE LOCALI E RIFORME:SERVE LA CAMERA DI RAPPRESENTANZA DELLE ISTITUZIONI LOCALI

“Una Camera delle Autonomie, che rappresenti gli interessi di Regioni Province e Comuni, è un passaggio fondamentale, se si vuole davvero riformare il Paese in senso federale. Ma se non si procede con l’approvazione della Carta delle Autonomie e la definizione chiara delle competenze di Regioni, Province e Comuni il processo non va avanti e lo stesso federalismo fiscale rischia di trasformarsi in una riforma incompleta”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo oggi al  “Il nuovo assetto degli Enti locali nella riforma della riforma costituzionale”.
“Le sovrapposizioni – ha aggiunto – non fanno che generare diseconomie, che si traducono in sprechi. La Carta delle Autonomie procede troppo lentamente: è il momento di completare l’iter e di approvarla, insieme agli ultimi decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale. Quando questo nuovo assetto sarà definito, allora inevitabilmente si arriverà alla riforma parlamentare, con il superamento del bicameralismo perfetto e l’istituzione della camera delle rappresentanze locali”.

Provincia di Potenza: Patto dei sindaci. Sottoscritto protocollo d’intesa per primo Paes

Dopo essere stata riconosciuta, dalla Direzione Generale Energia della Commissione Europea, come struttura di supporto al Patto dei Sindaci, la Provincia di Potenza ha sottoscritto questo pomeriggio, nell’ambito dell’Energy day, un protocollo d’intesa con il Comune di Potenza e la Società energetica lucana, per l’elaborazione del primo Paes (Piano di azione per la sostenibilità energetica).
Si tratta dell’inizio di un percorso, costruito attraverso un’intensa collaborazione con Regione e Società energetica lucana, che porterà, da qui ad un anno, alla predisposizione del piano di azione e che comporta precisi impegni quali la riduzione delle emissioni di CO2 nel capoluogo di almeno il 20% entro il 2020.
“Obiettivi questi – ha sottolineato il Presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza – che la Provincia ha fatto propri e che sono in linea con gli impegni per il clima – la conferenza di Cancun, come verrà ribadito nel nuovo accordo globale che si sottoscriverà in Sudafrica, fissa l’obiettivo di limitare l’aumento del surriscaldamento del pianeta a + 2° C – e con le finalità della strategia Europa 2020”.
Tutti i dati del Paes saranno trasmessi al Sistema informativo territoriale (Sit) dell’Ente, sul quale la Provincia sta lavorando, per arrivare a rafforzare uno strumento capace di elaborare dati a supporto dello strumento principale di pianificazione dell’Amministrazione, il Piano strutturale provinciale che poggerà sugli assi di Europa 2020: crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva.
A questa visione di pianificazione e programmazione si affiancano misure concrete dirette a trasformare in risultati tangibili gli obiettivi in tema di efficienza energetica e sviluppo sostenibile, di cui è esempio significativo il progetto “Scuole ecologiche in scuole sicure”, il programma da 25 milioni di euro finalizzato alla costruzione di una rete di edifici scolastici alimentati da fonti rinnovabili e riconosciuto da Legambiente nazionale come “miglior buona pratica 2011”.
Proprio questa mattina sono stati approvati gli schemi dei progetti esecutivi, relativi ai primi interventi per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e di laboratori per la formazione e la sperimentazione di impianti fotovoltaici e mini eolici. Si tratta di opere finanziate nell’ambito dei Pois, Piani di offerta integrata di servizi, che interesseranno tutte le scuole del territorio provinciale. Ciò consentirà, entro l’estate, di completare le procedure di affidamento, per un importo pari a 3 milioni di euro. La Provincia di Potenza, inoltre, ha avviato le procedure amministrative di tutti gli interventi del programma Pois, compresi quelli il cui avvio era fissato nel 2012, sulla base della delibera Cipe 1/2011 che ha previsto l’anticipazione degli stessi.
L’attivazione dei primi progetti Pois si aggiunge alla pubblicazione del bando, in scadenza nei prossimi giorni, da 1,6 milioni di euro, per l’installazione di impianti fotovoltaici nelle scuole di Potenza e alla ripresa dei lavori per la realizzazione della Bibliomediateca provinciale, per cui è attualmente in corso la fase, prevista per legge, di caratterizzazione dei materiali da smaltire.

Variazioni aliquote RCA

In allegato il decreto dirigenziale del Ministero dell’Economia e Finanze per la variazione delle aliquote RcAuto e il relativo link http://www.finanze.gov.it/export/finanze/index.htm

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PROVINCIA DI ANCONA: ARRETRAMENTO DELLA FERROVIA

L’arretramento della ferrovia dalla costa è un progetto ambizioso in cui la Provincia di Ancona crede e lavora da anni. La presidente della Provincia Patrizia Casagrande ha rilanciato il tema durante un incontro con il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, a cui hanno partecipato i tecnici, gli assessori alle infrastrutture delle due Province e l’ingegner Giuseppe Marconi che ne ha firmato il progetto preliminare su incarico della Provincia di Ancona.

“Torniamo sulla questione arretramento della ferrovia, – dichiara la presidente Casagrande, – un progetto al  quale lavoriamo da anni con l’ingegnere Marconi e a cui oggi si aggiunge la Provincia di Pesaro e Urbino. Un progetto infrastrutturale di ampio respiro che potrebbe essere condiviso dalle altre province e dalle altre regioni confinanti, per creare una dorsale adriatica che produrrebbe indiscutibili benefici all’economia dell’intera area. A più riprese ci siamo confrontati con il presidente Matteo Ricci sull’argomento, anche in virtù del fatto che la provincia di Pesaro e Urbino potrebbe destinare all’arretramento l’area laterale all’autostrada che la terza corsia lascia inutilizzata. Lunedì prossimo concorderemo la strategia per muovere, congiuntamente, i passi giusti verso la realizzazione di un’opera che, costituendo il collegamento con il porto, l’aeroporto e l’interporto, sarebbe importantissima per il trasporto merci di Ancona .  L’abbiamo ripetuto più volte, – prosegue Patrizia Casagrande, – la ripresa dell’economia nel nostro territorio passa per le infrastrutture. Peraltro, il lungimirante studio di fattibilità dell’ingegner Marconi mostra molto chiaramente le notevoli potenzialità di un arretramento che non trascura quella sostenibilità richiesta dall’Ue, là dove favorisce l’ideale combinazione ferro/gomma . Liberare la costa dai binari della ferrovia, – conclude, – senza pensare per questo a nuove urbanizzazioni, giova senz’altro alla crescita di tutte le economie locali della costa basate sul turismo. Contiamo molto sul valore di un arretramento che lascerebbe spazio alla creazione di una metropolitana di superficie al servizio dei cittadini, decongestionando il traffico di ingresso nelle città e alleggerendo le emissioni di CO2 ” .

CONVEGNO FINALE PROGETTO IDEE

Si conclude con un convegno alla Provincia di Roma il Progetto Idee – Integrazione, Diritti ed Educazione contro l’esclusione, cofinanziato dall’Unione Europea e dal Ministero dell’Interno e promosso dall’Unione delle Province d’Italia in partenariato con le Province di Milano, L’Aquila e Roma e in collaborazione con Save The children Italia Onlus. In allegato, il programma dell’evento

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RAI 2 DEDICA UNO SPECIALE AL CONVEGNO PROVINCE 2020. PROGETTARE E MISURARE IL BENESSERE IN TEMPO DI CRISI

Sarà interamente dedicata al convegno di apertura del Festival della Felicità di Pesaro e Urbino, “Province 2020. Progettare e musirare il benessere in tempo di crisi” la trasmissione del settimanale di Rai Parlamento “Quello che le Regioni” in onda su Rai Due ogni sabato alle 10 e 45 e in replica domenica su Rai Uno alle ore 6.00.

Protagonisti della puntata, il Presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, il Presidente dell’Ipsos Nando Pagnoncelli, il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione e il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Matteo Ricci.

FONDI COMUNITARI INUTILIZZATI: L’ALLARME DI CASTIGLIONE IN UN INTERVENTO SU IL SOLE 24 ORE DEL 30 MAGGIO 2011

ECCO IL TESTO DELL’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’UPI GIUSEPPE CASTIGLIONE, PUBBLICATO OGGI SU “IL SOLE 24 ORE”, CON L’ALLARME SUI FONDI COMUNITARI NON UTILIZZATI.

“Il Commissario europeo alle Politiche regionali ha ben esplicitato la grande verità sull’uso dei Fondi comunitari in Italia: le amministrazioni regionali, e statali non hanno difficoltà a scrivere i programmi e a individuare obiettivi plausibili. Non sanno invece realizzarli!
Sono i dati che parlano: a dicembre 2010, su un totale di 59,4 miliardi di euro, tra Fondi Comunitari e cofinanziamento nazionale, la spesa è ferma al 12,2% (7,2 Miliardi di euro), mentre gli impegni sono al 22,7%(13,5 miliardi). Altrettanto grave la rilevazione per il Mezzogiorno, dove, tra POIN POR e PON,  di 47 miliardi se ne è spesi appena il 10% (4,8 miliardi), mentre gli impegni in progetti operativi sono al 19% (8,9 miliardi di euro).
E’evidente che, nella difficile situazione economica e con le scarsissime risorse a disposizione per gli Enti locali, una performance di questo genere è del tutto inaccettabile. Se dunque le Regioni fanno una gran fatica ad utilizzare le risorse stanziate da Bruxelles, ciò mi sembra in gran parte dovuto al fatto che i contributi dell’Unione hanno, di fatto, perso per strada la loro finalizzazione di sostegno alle grandi opportunità per lo sviluppo, mentre il flusso delle risorse è rallentato da mediazioni localistiche. Questo processo si è andato intensificando man mano che i Servizi della Commissione Europea si sono “ritirati” dalla fase propriamente gestionale, per concentrarsi sulla strategia generale e sui controlli ex post. Così l’opera di “semplificazione burocratica” di Bruxelles, che doveva responsabilizzare le Regioni e lo Stato, ha invece favorito il pantano della burocrazia regionale e della politica locale. Senza il controllo nella fase operativa dei funzionari comunitari – che dicevano facilmente NO! – si è lasciato spazio ai condizionamenti della burocrazia locale. Come intervenire? Non si tratta certo di ridurre l’autonomia e la responsabilità delle Regioni, quanto piuttosto di intensificare la collaborazione e il confronto costante tra queste e gli Enti locali da una parte, e il Governo, che ha una chiara responsabilità nazionale, dall’altra.
Certo, non possiamo immaginare di rimediare ai ritardi della spesa inseguendo le riprogrammazioni, con il rischio di bloccare ulteriormente quanto già è stato avviato. Se infatti sono necessarie azioni per ridurre la polverizzazione delle linee d’intervento in miriadi di piccoli progetti, è altrettanto essenziale garantire continuità amministrativa, stabilizzare regole e contesti per dare sicurezza agli operatori, evitando – a cinque ani dall’avvio dei Programmi Operativi e a poco più di due anni dalla scadenza del 2013 – il disorientamento di tutti. Si stabiliscano, piuttosto, le priorità di intervento, attraverso il confronto con gli Enti locali. Collegando, come invece non accade, gli strumenti programmatori in capo a Province e Comuni ai fondi stessi. Per fare questo non serve una, ennesima, Agenzia: serve piuttosto l’impegno concreto delle istituzioni nazionali e locali a porre in primo piano alcune tematiche. Servono obiettivi chiari, a cui fare seguire, subito, realizzazioni certe.  Dall’efficienza energetica alla difesa del suolo, dalla tutela dell’ambiente alla modernizzazione delle strutture scolastiche, dalla politica di attrazione culturale  alla ricerca. Sono tutte questioni su cui le Province hanno già definito piani strategici e progetti, attraverso gli strumenti ordinari della programmazione. La nuova politica di coesione, ma soprattutto un impegno reale in questi ultimi due anni di programmazione, potranno permetterci di essere credibili e smentire il Commissario”.

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FABBISOGNI STANDARD: PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N.124 DEL 30 MAGGIO 2011 IL DECRETO PER LE PROVINCE

“DECRETO 24 maggio 2011: comunicazione della data in cui sono resi disponibili sul sito internet della Societa’ per gli studi di settore – SOSE S.p.A. i questionari per la raccolta dei dati contabili e strutturali di comuni e di provincie ai fini della determinazione del fabbisogno standard ai sensi dell’articolo 6, comma 2, lettera b), n. 6), secondo periodo del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70.”

Nel link, il testo integrale del decreto

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