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Dichiarazione del Presidente dell’Upi Emilia Romagna, Pieer Giorigo Dall’Acquan

In merito alla recente sentenza n. 157 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato  illegittimo il taglio delle indennità degli organi politici regionali, prendo atto con soddisfazione del pronunciamento che riconosce l’autonomia normativa e finanziaria, non solo delle Regioni, ma anche degli Enti locali, in diverse materie, fra cui la fissazione delle indennità e dei gettoni di presenza, fatti salvi i principi generali fissati dal Decreto Ministeriale 119/2000 che è scaduto dal 2003 e non è mai stato rinnovato.

In aggiunta, ricordo, che gli amministratori delle Province dell’Emilia-Romagna si sono adeguati  alle disposizioni delle ultime due leggi finanziarie, decurtando il trattamento economico del 10% sia per i Presidenti e gli Assessori, che per i Consiglieri provinciali.
 
Pertanto, pur prendendo atto con soddisfazione della sentenza della Corte, ritengo che, ancora una volta, possiamo farci carico di affrontare il tema dei costi della politica in un ottica di ammodernamento e di semplificazione dei compiti e delle funzioni  delle Province, così come prevede il nuovo Codice delle Autonomie in discussione presso il Parlamento e credo che saremo  favorevoli ad una riduzione dei componenti degli organi esecutivi (le Giunte) e dei componenti degli Organi assembleari (i Consigli Provinciali).

Tale riduzione, sono certo, porterà  vantaggi sul piano dell’efficientamento complessivo  della Pubblica Amministrazione, accogliendo anche una domanda sociale e delle imprese che chiede più celerità nei processi decisionali.

Ritengo pertanto perseguibile, sin da ora, una forte innovazione nella vita politica del Paese che, a fronte di un  taglio delle spese generali degli enti e ad una consistente riduzione del numero degli amministratori locali, si proceda seriamente ad una verifica sulle indennità da corrispondere effettivamente agli amministratori stessi.

Ancora una volta, ribadisco, che le indennità degli amministratori, sempre più impegnati nell’esercizio di compiti e funzioni in crescente trasferimento dallo Stato e dalle Regioni, debbano essere serenamente ed equamente valutate anche con riferimento al trattamento economico dei componenti delle altre istituzioni elettive della Repubblica e rigettando ogni forma di populismo e di demagogia che, specie in questi ultimi tempi, domina il dibattito nazionale e locale  stravolgendo ogni  ragionevole considerazione.


Pier Giorgio Dall’Acqua, Presidente della Porivncia di Ferrara e Presidente dell’Upi Emilia Romagna

Coordinamento Tecnico Commissione Istruzione regioni, Upi, Anci

Il 2 maggio scorso presso la sede dell’Upi si è svolto il coordinamento degli assessori all’istruzione presieduto dall’Assessore della Provincia di Napoli Angela Cortese.

Nella scheda allegata trovate gli argomenti trattati.

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Uno speciale sulle Province della Toscana

Con una convegno sulle riforme e sul Codice delle Autonomie, cui è interventuo anche il Ministro Vannino Chiti, è stata inaugurata la nuova sede dell’Unione delle Province della Toscana.

In questo numero, uno speciale tutto dedicato all’evento.

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Melilli “La risposta è la Carta delle Autonomie”

“Siamo pienamente d’accordo con il Presidente Prodi, quando afferma che è necessario porre fine alla proliferazione delle Province. E’, anzi, una delle priorità che come Upi abbiamo più volte indicato al Governo e al Parlamento, e che ha finalmente trovato una risposta nella Carta delle autonomie”. Lo sottolinea il Presidente dell’Upi,  Fabio Melilli, commentando le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Romano Prodi, rilasciate oggi nel corso del convegno del Business International.
“Siamo noi i primi a dire – prosegue Melilli –  che la proliferazione di province non fa che indebolire il ruolo, determinante, che questa istituzione ha come ente di governo di area vasta. Un ruolo che, per essere attuato,  ha bisogno di una popolazione adeguata e di un territorio sufficientemente ampio. Con la Carta delle Autonomie Locali, il cui testo è stato definito grazie alla piena collaborazione  tra i Ministri Lanzillotta e Amato e le associazioni delle Regioni, delle Province e dei Comuni,   – prosegue Melilli – non solo si mette fine alla proliferazione, ma si chiarisce il ruolo imprescindibile delle Province, razionalizzando le funzioni di tutti i  livelli di governo. E’ una operazione fondamentale, perché consente di definire con chiarezza i compiti di ciascuno e di eliminare le sovrapposizioni, riportando in capo alle Province tutte quelle funzioni di governo del territorio che oggi sono impropriamente gestite da enti strumentali. Le tante agenzie di cui il Paese è pieno e nei quali si annidano i veri sprechi della pubblica amministrazione, che dopo la Carta non hanno più alcun senso di esistere. La Carta è ora all’esame del Parlamento – conclude Melilli –  quello che ci auguriamo è che completi, in tempi brevi, il suo iter per arrivare finalmente a disegnare un nuovo sistema di enti locali più efficiente e moderno come tutti, noi per primi, ci aspettiamo”.


 

Strumenti e supporto per le Amministrazioni locali

Prosegue l’azione di supporto, da parte del Cnipa, alle Amministrazioni locali impegnate in progetti per la costituzione di Alleanze Locali per l’Innovazione (ALI), in risposta all’Avviso pubblico che scadrà il prossimo 20 luglio. Sono stati infatti resi disponibili, sul sito Cnipa, due nuovi allegati, da utilizzare per la progettazione, relativi agli aspetti economici ed alla descrizione dei servizi.

Gli aspetti economici costituiscono un elemento cruciale, per il successo delle ALI, poiché solo progetti fondati su una seria e realistica previsione dei costi e dei ricavi possono sperare di essere sostenibili nel tempo e costituire strumenti di reale supporto e di semplificazione per i Comuni.

“È importante non solo un serio piano economico, ma anche una programmazione che consenta alle nuove aggregazioni di essere realmente utili ai Comuni – ha dichiarato Nicola Melideo, Direttore Generale dell’Area Innovazione per le Regioni e gli Enti locali del Cnipa – Il costo dell’ALI potrà essere sostenuto solo se l’insieme delle economie e dei benefici ottenibili grazie ai servizi che essa fornirà saranno, per i Comuni e i loro fornitori di tecnologia, tali da consentire di ripagare i servizi ricevuti”.

L’altro aspetto che viene richiesto di considerare con attenzione è quello di una chiara definizione dei servizi, i quali dovranno essere implementati a partire da una rigorosa analisi della domanda. Essa dovrà considerare lo stato attuale di erogazione di ciascun servizio, all’interno dei Comuni, oltre che le attuali modalità organizzative, tecnologiche e finanziarie di gestione. I servizi proposti dovranno inoltre consentire di ottenere una reale razionalizzazione e semplificazione dei rapporti tra ciascun piccolo Comune e le altre PA, Centrali, Regionali e locali.

Marziano “Autoimprenditoria, programmazione locale e zone franche”

“Se definiamo le zone franche come zone “urbane” rischiamo di lasciare fuori dalle politiche di sviluppo tutte quelle aree, rurali o industriali, che gravitano al di fuori delle città e che invece spesso, nel mezzogiorno, sono le prime ad avere bisogno di interventi di sostegno”.
Lo ha sottolineato il Vice Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Siracusa, Bruno Marziano, intervenendo oggi a Palazzo Chigi, al tavolo di lavoro nel quale il Governo ha illustrato a istituzioni locali e forze sociali le iniziative per la ripresa del Mezzogiorno, quali l’individuazione di 10 o 15 “zone franche”,  lo sviluppo delle infrastrutture, gli incentivi agli investimenti.
“L’obiettivo strategico delle zone franche è pienamente condiviso – ha detto Marziano – purchè queste non siano individuate solo tra le aree urbane, anche perché al sud esistono numerose aree rurali o industriali in declino, sulle quali sarebbe possibile fare confluire diverse opportunità di sostegno alla ripresa”.
“Quanto agli strumenti che il Governo intende mettere in campo per attrarre investimenti nel sud Italia, credo che si debba fare uno sforzo ulteriore per favorire la nascita dell’autoimprenditoria. Nel  Sud – ha detto Marziano – sono molti i giovani costretti a lasciare le loro città per trovare lavoro: è nostro dovere mettere in campo tutte le opportunità possibili per garantire occupazione, ma anche per fare impresa,  a chi ha determinazione e idee per scegliere questa strada”. Marziano ha poi sottolineato la necessità di avviare un monitoraggio e una verifica puntuale sugli strumenti di programmazione e di sviluppo locale. “E’ vero – ha detto – che i Contratti di programma non hanno riscosso il successo che speravamo, ma è vero anche che accanto a questi sono stati messi in campo altri strumenti di programmazione dal basso, che , se pur con fatica, hanno dato buoni frutti. Interromperli adesso, senza averne verificato  con cura i risultati ottenuti, priverebbe il Mezzogiorno di importanti e preziose opportunità”. 

 

Melilli “Liberare risorse per favorire gli investimenti”

“Lasciateci utilizzare gli avanzi di bilancio per programmare gli investimenti sul territorio”. Lo ha chiesto il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, intervenendo oggi alla Conferenza Stato Città che si è svolta a Palazzo Chigi, convocata dopo la richiesta avanzata da Anci e Upi di modificare le norme del patto di stabilità interno previsto dalla Finanziaria 2007. La legge di Bilancio, infatti, prevede  l’esclusione degli avanzi dalle entrate del saldo, rendendo di fatto inutilizzabili queste risorse.
“Chiediamo al Governo – ha detto Melilli – di dare un segnale di disponibilità nei confronti del sistema degli Enti locali che, dati alla mano, si sta mostrando tra i più virtuosi nella gestione delle risorse e nella tenuta del patto di stabilità.
Il rischio è che le Province, soprattutto le grandi, per fare fronte alle necessità delle comunità, dalla manutenzione delle scuole e delle strade alla salvaguardia del territorio, decidano di non rispettare il patto di stabilità utilizzando gli avanzi di bilancio.  Per questo riteniamo che si debba permettere agli amministratori di utilizzare gli avanzi di amministrazione per le politiche di investimento e di sviluppo”.
Il Governo ha riconvocato su questo tema la Conferenza Stato Città per la prima metà di maggio.
 

Coinvolte istituzioni, forze dell’ordine, operatori sociali e sanitari.

E’ stato messo a punto, nel corso di una riunione operativa convocata dall’assessore alle Attività produttive della Provincia di Palermo Salvatore Cianciolo, il progetto pilota sulla sicurezza stradale rivolto agli studenti delle scuole superiori,  ai giovani che frequentano le discoteche e ai conducenti già abilitati. Un programma che coinvolge sette Province dell’Isola (Palermo capofila, Catania, Messina, Trapani, Caltanissetta, Agrigento e Ragusa), l’Unasca ( Unione nazionale autoscuole e studi di consulenza automobilistica), Confedertaii, Polizia stradale, Carabinieri, Adiconsum, Regione, Ufficio scolastico regionale, operatori di strutture sanitarie e associazioni di imprese di danza e spettacolo, finalizzato alla campagna di educazione stradale e prevenzione degli incidenti. Nell’ambito scolastico i ragazzi prenderanno parte anche a corsi di educazione alla legalità per comprendere e praticare valori etici e civili, analizzare i rischi dell’uso di alcool e droghe e sviluppare il senso di responsabilità.  Mentre nell’ambiente extrascolastico saranno previste, tra l’altro, azioni dimostrative di Polizia,Carabinieri e operatori sociali  nelle discoteche più frequentate, con la distribuzione di materiale informativo e mesaggi da lanciare durante le serate in discoteca che richiamano la campagna di educazione stradale. “ Per la prima volta – ha sottolineato l’assessore Cianciolo – siamo riusciti a riunire attorno al tavolo i 17 partner del progetto che potranno fornire ulteriori suggerimenti prima dell’avvio ufficiale del progetto a fine maggio in un “Campus della legalità”.

I COMPONENTI DEL TAVOLO TECNICO DELLA FISCALITA’ LOCALE

In allegato, l’elenco dei componenti del tavolo tecnico della fiscalità locale.

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L’Elenco dei corsi realizzati grazie al Progetto comunitario R.A.I.L.

Continuano le attività di Rail sul territorio della Provincia di Pistoia: nel testo allegato, tutte le informazioni sui corsi di italiano, di base e avanzati, per cittadini stranieri, presenti nella provincia in italiano, inglese, francese, albanese e rumeno. 

Il progetto Rail (Rete Inserimento Lavorativo Fasce Deboli, finanziato nell’ambito del programma Equal della Comunità Europea) a Pistoia ha creato una rete di soggetti, coordinati dall’Assessorato al lavoro della Provincia, che gestiscono nuovi servizi per cittadini immigrati e alcune attività per cittadini con disabilità.

Nell’ambito delle attività rivolte ai cittadini immigrati è stata recentemente svolta una ricerca che ha individuato su tutto il territorio provinciale i soggetti che svolgevano corsi di italiano per stranieri. Una volta individuati è stato realizzato un volantino con tutte le informazioni necessarie per i contatti, tradotte in italiano, francese, inglese, albanese, rumeno. Il volantino è ora in distribuzione nei luoghi pubblici ed è un modo per avvicinare la popolazione straniera per poi portarla a conoscenza anche degli altri servizi di Rail che riguardano l’incrocio della domanda – offerta lavoro e la ricerca della casa. Frequentare un corso di italiano significa anche agevolare un inserimento partecipato e attivo nella società, che è la finalità principale di R.a.i.l., tramite la sua attività, che prevede anche momenti di aggregazione proprio per creare una rete sociale, di amicizia e reciproca conoscenza, oltre che una organizzazione per le esigenze pratiche.

Inoltre R.a.i.l., per i cittadini con disabilità , sta seguendo la realizzazione di un laboratorio di domotica all’interno dello spazio “Fabbrica delle Emozioni” (via  Antonelli 305 ex Officina Camposampiero), dove possano essere svolti dei corsi per sviluppare la loro autonomia in diverse situazioni.

Per tutti questi motivi lo slogan di Rail è: “ Progetto Rail: dall’Unione Europea una rete per nuove opportunità di lavoro per cittadini immigrati e cittadini con disabilità”.

Il gruppo di lavoro di Rail a Pistoia è formato da: Provincia di Pistoia Assessorato al lavoro, Ascom servizi, Servindustria, IAL Toscana, Sunia, Sophia, Consorzio Platform, TVL, ISTI-CNR, Controradio e da una serie di altri soggetti detti di rete,tra cui molte associazioni di immigrati,  che hanno aderito alle finalità del progetto e stanno contribuendo alla sua diffusione sul territorio.

Per informazioni su progetto RAIL a Pistoia:

Dott.ssa Anna Pesce via Tripoli 19 tel. 0573 – 966441 Dipartimento istruzione, formazione, lavoro, cultura e personale.

Tutte le altre informazioni, sono sul sito internet della Provincia

 

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La radiografia della pratica sportiva in Italia stilata dal Sole-24Ore

La provincia di Ravenna è terza, dietro quelle di Trento e di Udine, nella classifica delle aree con la più alta diffusione dello sport nel nostro Paese.

Il risultato scarturisce da un’indagine, apparsa questa mattina sul Sole-24Ore, basata su 36 fattori. Ma sono soprattutto tre i fattori che misurano il benessere sportivo delle province italiane: il numero delle società sportive, il numero dei tesserati e le performance, riferite alle società, che tengono conto della partecipazione ai campionati negli sport di squadra e delle classifiche societarie negli sport individuali.

L’assessore provinciale allo sport, Massimo Ricci Maccarini, ha accolto la notizia con viva soddisfazione: “Il risultato che la provincia di Ravenna ha ottenuto nella classifica del Sole 24 ore sulla diffusione dello sport, il terzo posto dietro Trento e Udine, è un segno dell’alto livello di qualità della vita che è stato raggiunto in questo territorio. Lo sport infatti non è solo attività agonistica, che comunque in questo territorio può contare su molti campioni, ma anche collante sociale e opportunità per stare insieme, soprattutto per i giovani, che hanno l’occasione di imparare a confrontarsi in maniera sana, sportiva appunto, con gli altri e capire il valore dell’impegno personale e quotidiano per raggiungere i risultati migliori. La soddisfazione di un ente come la Provincia, che impegna risorse importanti per sostenere o sport, è grande soprattutto se si considera la graduatoria del rapporto fra sport e bambini: in questa ci classifichiamo al primo posto assoluto in Italia, sia per il numero di strutture che per quello dei tesserati”.

 

 

 

 

“Le norme rischiano di bloccare gli investimenti di Comuni e Province”

L’applicazione delle nuove norme del patto di stabilità interno fondato sul miglioramento dei saldi, previste dalla finanziaria 2007, sta creando forti difficoltà ai Comuni e alle Province.
Lo sottolineano il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, in una lettera indirizzata ai Ministri Amato, Lanzillotta e Padoa Schioppa, nella quale, dopo avere indicato le criticità, chiedono di verificare la possibilità di correggere e migliorare le regole del patto di stabilità interno “in modo da non pregiudicare la realizzazione degli investimenti sul territorio salvaguardando la partecipazione responsabile degli enti locali alle politiche economiche del Paese”. Una verifica per la quale Anci e Upi chiedono la convocazione di una riunione straordinaria della Conferenza Stato-Città – Autonomie locali. 
Quanto alle difficoltà incontrate, a destare i maggiori problemi, scrivono i Presidenti, è l’esclusione degli avanzi dalle entrate del saldo, che rende di fatto inutilizzabili queste risorse. Il rischio è che il rispetto del patto di stabilità interno incentrato sui saldi, insieme all’ impossibilità di utilizzare le risorse anche solo per garantire alcune categorie di interventi, come la messa in sicurezza delle scuole, determini la paralisi delle politiche di sviluppo, soprattutto in quegli enti che hanno un grado di indebitamento modesto.  Infatti, paradossalmente, gli enti che nel passato hanno contratto mutui, anche in percentuale rilevante, hanno per il 2007 un ulteriore spazio di indebitamento mentre, al contrario, i Comuni e le Province che negli anni passati hanno contratto gli investimenti si trovano ora a dover limitare eventuali programmi di sviluppo attraverso il ricorso al debito.
Inoltre – aggiungono i Presidenti nella lettera –  per molti enti è impossibile rispettare la norma che impone sia il raggiungimento dell’obiettivo di miglioramento da parte del singolo ente e sia il rispetto del pareggio di bilancio in sede preventiva.
A questo si aggiunge che gli enti locali devono far fronte alle opere già avviate ed ai relativi stati di avanzamento dei lavori, che rappresentano un impegno finanziario non rinviabile, ma anche una pesante ipoteca per il raggiungimento dell’obiettivo programmatico di cassa. Questo crea gravi difficoltà soprattutto quando si verifica uno sfasamento temporale tra cassa e competenza.
Sul versante delle entrate, poi, è stato posto un ulteriore vincolo rappresentato dal computo dei trasferimenti statali che non consente agli enti locali di poter utilizzare anche i residui attivi.

 


 

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