La Provincia di Lecce, in collaborazione con l’U.S. Lecce, organizzerà le Finali del Campionato Primavera Tim 2004/2005 che si terranno nel Salento dal 2 al 9 giugno prossimo.
La Provincia di Lecce, in collaborazione con l’U.S. Lecce, organizzerà le Finali del Campionato Primavera Tim 2004/2005 che si terranno nel Salento dal 2 al 9 giugno prossimo.
Proseguono gli incontri richiesti dall’Unione delle Province d’Italia, per sottolineare il grave stato di crisi dei bilanci delle Province e chiedere modifiche alla legge finanziaria, in particolare per quanto attiene le nuove norme sul patto di stabilità interno.
Il Vice presidente della Provincia di Bologna, Andrea De Maria, e il Consigliere della Provincia di Livorno, Maurizio Zingoni, responsabili finanza per l’Upi, hanno incontrato oggi il Capogruppo dei Ds alla Camera, On. Luciano Violante, insieme agli onorevoli Michele Ventura e Arnaldo Mariotti, e il Presidente della Commissione bilancio della Camera, On. Giancarlo Giorgetti.
“Con questi incontri – hanno detto De Maria e Zingoni – abbiamo voluto portare all’attenzione del Parlamento la situazione di grave emergenza che stanno vivendo molte Province italiane, impossibilitate a chiudere i bilanci a causa delle modifiche al patto di stabilità introdotte dalla finanziaria. Le proposte che abbiamo presentato – hanno ribadito – non mirano a mettere in discussione l’impianto complessivo della finanziaria, che pure l’Upi non ha condiviso, ma ad affrontare nel quadro dato, problematiche assolutamente inderogabili.”
Le richieste, in particolare, riguardano l’esclusione dal patto di stabilità delle risorse derivate dai trasferimenti dello Stato o delle Regioni per le funzioni o a seguito del decentramento amministrativo per opere pubbliche, l’esclusione delle spese per gli investimenti e l’abrogazione della norma che introduce la riduzione del tasso di indebitamento dal 25% al 12%.
“Abbiamo avuto chiari segnali di comprensione sia da parte dell’On. Violante che dell’On. Giorgetti – hanno detto De Maria e Zingone al termine degli incontri.- Entrambi, infatti, hanno ribadito di comprendere le preoccupazioni delle Province e di condividere almeno in parte le nostre richieste. Per questo il Presidente Violante si è impegnato a nome dei DS a presentare in aula, la prossima settimana, emendamenti che affrontino le problematiche segnalate dell’Upi, e il Presidente Giorgetti ha assicurato massima attenzione in sede di dibattito della Commissione competente, che dovrebbe svolgersi a partire dalla prossima settimana”.
Si riporta di seguito la chiarificazione del Ministero dell’Economia circa il calcolo della spesa media procapite, elemento utile ai fini della virtuosità dell’ente, nel caso in cui la Provincia abbia restituito allo Stato somme non recuperate sui trasferimenti statali a vario titolo.
“Codesta Provincia, con e-mail del 14 febbraio 2005, ha sollevato alcune problematiche nell’applicazione del patto di stabilità interno per l’anno 2005 relativamente alla individuazione della “virtuosità” dell’ente e alle spese per le elezioni del Consiglio Provinciale da restituire ai comuni.
In particolare, per il primo quesito, viene segnalato che nel determinare la spesa media pro-capite del triennio 2001-2003 – basata sui pagamenti correnti sostenuti dall’ente in tale periodo (art. 1, comma 22 della legge n. 311 del 2004) – tra le spese erogate nel 2003 sono registrati pagamenti per circa € 67,6 milioni a favore del Ministero dell’interno per la restituzione di somme non recuperate sui trasferimenti statali a titolo di maggiori gettiti per addizionale ENEL, per imposta RC Auto e per Imposta Provinciale di trascrizione nonché per il costo del personale ATA, in applicazione dell’articolo 31, commi 12, 13 e 14, della legge n. 289 del 2002.
Tale consistente quota di pagamenti correnti a favore dello Stato fa crescere la spesa media pro-capite del triennio 2001-2003 della Provincia che, quindi, risulta essere superiore alla spesa media pro-capite per la propria classe di riferimento stabilita dal D. M. del 26 gennaio 2005. Ciò determina, sulla base di quanto disposto dal comma 22 della legge finanziaria 2005, che l’obiettivo programmatico 2005 di codesta Provincia viene determinato incrementando il complesso delle spese, di cui al comma 24 della citata legge finanziaria, del 10% anziché dell’11,5% qualora i pagamenti in questione non fossero stati considerati nella base di calcolo.
Al riguardo, si ritiene che, data la particolare natura della spesa che è stata erogata sulla base della norma sopra citata, le erogazioni in questione possono non essere considerate ai fini dell’applicazione del comma 22 dell’art. 1 della legge finanziaria 2005.
In ordine alla seconda problematica relativa alle spese per l’elezione del Consiglio Provinciale da restituire ai Comuni, non risulta chiaro se la richiesta di sterilizzazione di tali spese sia rivolta per l’applicazione del comma 22 o del comma 24.
Qualora fosse il primo caso, la richiesta non può trovare un accoglimento positivo in quanto non ha rilevanza il trasferimento verso AA.PP. mentre, nel secondo caso, le spese possono essere portate in detrazione se figurano – come rilevabile dalla lett. d) del comma 24 – quali trasferimenti.
In allegtao l’Ordine del Girono approvato all’unanimità dall’Ufficio di Presidenza dell’Upi, nella riunione del 3 marzo 2005.
Cinquantasette giovani neolaureati stanno per essere inseriti in aziende o associazioni Onlus del maceratese, usufruendo degli “assegni di ricerca” concessi dalla Provincia di Macerata.
I loro progetti, tutti della durata di sei mesi, erano stati presentati entro il novembre scorso in risposta al bando emanato dall’assessorato provinciale alle Politiche del lavoro nell’ambito degli interventi finanziabili con il Fondo sociale europeo.
Ai giovani, ammessi in base alla graduatoria stilata da un apposito nucleo di valutazione, sarà ora corrisposto un assegno mensile di 750 euro per la propria esperienza lavorativa.
Si tratta di laureati in Economia bancaria (7), Giurisprudenza (6), Lettere e Filosofia (7), Lingue straniere (4), Scienze politiche (4), Biologia (4), Scienze biologiche (4), Economia e commercio (3), Ingegneria (2), Psicologia (2), Chimica (2), Scienze naturali (2), Conservazione dei beni culturali (2), Fisica (1), Scienze geologiche (1), Scienze della comunicazione (1), Scienze ambientali (1), Sociologia (1), Matematica (1), Assistente sociale (1), Scienze agrarie (1).
Le aziende che ospiteranno i singoli progetti di ricerca sono dislocate in diciotto Comuni della provincia: Macerata, Civitanova Marche, Recanati, Tolentino, San Severino, Corridonia, Potenza Picena, Porto Recanati, Camerino, Treia, Pollenza, Appignano, Montecosaro, Castelraimondo, Urbisaglia, Fiuminata, Montelupone e Belforte del Chienti.
Spiccano i nomi di industrie importanti come “Guzzini” e “Clementoni”, ma anche di consorzi e società di servizi, come ad esempio “Contram SpA”. Sei sono le cooperative sociali, quattro le associazioni Onlus. Numerose le imprese che operano nei settori del turismo e dell’ambiente.
Centocinquanta sono state le domande presentate agli uffici della Provincia per l’adesione all’iniziativa.
I neolaureati ammessi sono residenti a Macerata (18), Tolentino (9), Civitanova (6), Recanati (4), Camerino (4), Potenza Picena (3), Montelupone (2), Cingoli (2), Fiuminata (2), Treia (1), Morrovalle (1), Corridonia (1), Visso (1), San Severino (1), Serravalle di Chienti (1) e Castelraimondo (1).
Ma di cosa si occuperanno questi giovani “borsisti”? I progetti sono fra i più vari: si va dalla creazione del primo Osservatorio regionale delle fonti rinnovabili o dell’Osservatorio sul turismo in campagna fino alla realizzazione di un archivio informatico provinciale di tutti gli antichi mestieri diffusi sul territorio. A Civitanova Marche verrà riordinato l’archivio storico comunale (anni 1913-1948). C’è poi chi effettuerà uno screening sull’applicazione della normativa per l’abbattimento delle barriere architettoniche; chi approfondirà gli aspetti scientifici del recupero delle bucce d’uva per la “produzione di estratti ad alto contenuto di resveratrolo per il settore nutraceutico”; oppure chi progetterà barriere antirumore con l’utilizzo di materiale a basso impatto ambientale. Molti altri progetti riguardano i settori enogastronico, turistico, ambientale, sociale, finanziario, fiscale, del commercio elettronico e così via.
La graduatoria è consultabile sul sito www.formazionelavoro-mc.it.
Per informazioni: 0733.248315.
Convertito il d.l. 314/04, il cosidetto “milleproroghe”.
Tra le principali novità lo slittamento dei termini al 31 marzo per l’approvazione del bilancio di previsione 2005.
Ulteriore proroga (al 31.4.05) per la comunicazione, da parte degli enti locali, al CIPE e alla Cassa Depositi e Prestiti per l’accesso al fondo previsto dal comma 27 dell’art. 1 della legge finanziaria (spese in conto capitale).
Specificate, inoltre, le modalità di individuazione degli destinatari dei contributi suddetti.
Le Province italiane tornano a chiedere un intervento urgente del Governo per modificare le regole del patto di stabilità stabilite dalla finanziaria 2005.
Lo ha stabilito oggi l’Ufficio di Presidenza dell’Upi, che ha votato all’unanimità un ordine del giorno nel quale si ribadisce lo stato di gravissima sofferenza dei bilanci delle Province e la impossibilità per molti Enti, di rispettare il patto si stabilità.
A rendere ancora più urgente un nuovo incontro, un episodio recente che ha acuito le preoccupazioni dell’Upi: nei giorni scorsi il Governo ha presentato alla Commissione Bilancio del Senato un emendamento che accoglieva, seppure in minima parte, le richieste presentate dall’Upi. Emendamento che il Presidente della Commissione ha respinto, adducendo la mancanza della necessaria copertura finanziaria. “E’ paradossale – ha detto il responsabile finanza dell’Upi, Andrea De Maria – che si arrivi a definire un provvedimento e non se ne accerti la copertura finanziaria”.
“Al di là dell’episodio in sé – ha proseguito De Maria – vogliamo sottolineare che l’emendamento proposto dal Governo comunque non ci soddisfaceva, perché mirava solo ad escludere dal tetto previsto dal patto di stabilità le spese sostenute a fronte di trasferimenti a decorrere dal 2004. Una proposta che corrisponde solo in parte alle stesse posizioni manifestate dal Governo nel recente incontro con la Presidenza Upi”.
Le richieste di modifica ritenute dalle Province inderogabili sono infatti : l’esclusione dal patto di stabilità delle risorse derivate dai trasferimenti dello Stato o delle Regioni per le funzioni o per opere pubbliche a seguito del decentramento amministrativo, l’esclusione delle spese per gli investimenti e la riduzione del tasso di indebitamento, che è stato portato dal 25% al 12%.
“Avevamo avuto su questi temi un preciso impegno – ha concluso il presidente dell’Upi Fabio Melilli – l’assicurazione che il Governo, compreso il problema, si sarebbe assunto la responsabilità di trovare una soluzione adeguata. Le risposte che abbiamo avuto fino ad oggi sono del tutto insoddisfacenti. Per questo nell’Ufficio di Presidenza abbiamo deciso di chiedere un nuovo incontro urgente di chiarimento con il Governo e con i Gruppi parlamentari, e di promuovere una Assemblea straordinaria delle Province, per aprire il confronto su questa emergenza e sul tema della finanza locale in generale”.
Un patto in 10 punti, per riempire di contenuti la parola “federalismo”, la cui piena attuazione oggi è frenata da finanziarie che continuano a prevedere un fisco centralizzato e dalla mancato completamento del passaggio di competenze e risorse, dalle Regioni alle Province e ai Comuni.
Il documento è stato presentato oggi da Anci, Upi e Uncem e raccoglie le proposte e le richieste che i Sindaci e i Presidenti di Provincia vorrebbero potere leggere nei programmi elettorali dei candidati al governo delle Regioni.
“Si tratta di temi per noi prioritari, determinanti per ristabilire un rapporto armonico tra tutte le istituzioni del Paese. Per questo chiameremo i candidati di ogni schieramento a discutere sul territorio di questa piattaforma politica, in incontri con i Presidenti di provincia e con i Sindaci”.
Nel decalogo, Province,Comuni e Comunità montana chiedono che nei programmi elettorali dei candidati alla presidenza delle Regioni vi sia l’impegno:
1. a costruire una Regione che rafforzi il suo ruolo alto di indirizzo politico e legislativo e che esalti i Comuni e le Province, senza esercitare il potere normativo nell’ambito riservato alla regolamentazione locale, attuando il federalismo amministrativo.
2. ad adottare leggi regionali di istituzione e di disciplina del Consiglio delle Autonomie locali, rilanciando la collaborazione tra Regioni e Autonomie locali;
3. a favorire e a sostenere politiche attive per i Piccoli Comuni;
4. a dare attuazione all’accordo sul federalismo fiscale e a trasferire funzioni amministrative e risorse finanziare, rispettando l’autonomia di entrata e di spesa delle istituzioni locali
5. per favorire la ripresa economica, a coinvolgere i Comuni e le Province nei processi di programmazione economica per realizzare veri e propri sistemi di sviluppo locale
6. nelle politiche del welfare, a promuovere l’attuazione di linee di programmazione tese alla creazione di un sistema integrato di interventi e servizi socio-sanitari sociali valorizzando il ruolo di governo di prossimità dei Comuni nella gestione dei servizi sociali;
7. per combattere la disoccupazione, ad avviare un’azione comune sui processi di attuazione del nuovo riparto di competenze in materia di istruzione, formazione professionale e lavoro per realizzare un sistema che consenta di fornire alla cittadinanza la speranza di un futuro migliore;
8. nella definizione delle leggi urbanistiche, a valorizzare il ruolo della pianificazione territoriale del Comune, quale strumento generale per il governo urbanistico, il ruolo della pianificazione territoriale di coordinamento della Provincia, quale strumento generale per il governo di area vasta, e il ruolo di pianificazione degli interventi della Comunità montana.
9. nella tutela dell’ambiente, a coinvolgere le Autonomie locali nella elaborazione e nella definizione dei piani di intervento per rendere più efficaci, mirate ed incisive le misure adottate.
10. nelle normative per la disciplina della polizia amministrativa locale, a promuovere leggi che valorizzino il ruolo dei corpi e dei servizi di polizia comunali e provinciali e migliorino sotto il profilo del coordinamento e dell’integrazione, il rapporto fra le forze dell’ordine esistenti, per innalzare i livelli di sicurezza.
Anci Upi e Uncem hanno inoltre presentato uno studio che mostra l’andamento delle risorse assegnate dalle Regioni ai Comuni e alle Province negli ultimi cinque anni.
cfr. Circolare allegata
Semplificazione dei procedimenti amministrativi, modernizzazione della pubblica amministrazione, sostegno alle politiche di innovazione tecnologica delle Province: queste le priorità presentate oggi dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli al Ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini.
“I cittadini che si rivolgono alle istituzioni – ha sottolineato il Presidente Melilli – hanno bisogno di risposte certe, efficaci e soprattutto, rapide il più possibile. Per questo c’è bisogno che le nostre strutture amministrative siano pronte a seguire percorsi burocratici ‘leggeri’, attraverso procedure semplificate, assistiti in questo dalle nuove tecnologie. E’ una sfida che ci vede impegnati in prima linea e su cui chiediamo al Governo un sostegno, attraverso la definizione di strategie di progetti comuni che possano favorire la modernizzazione del sistema”.
Il presidente Melilli ha poi sottolineato al Ministro il problema delle norme sulla incompatibilità e ineleggibilità “sulle quali – ha detto – è necessario che si torni a definire una linea nazionale comune. Non possiamo, su questo tema, lasciare che si definiscano norme diverse da Regione a Regione”.
Il Ministro Baccini ha dato la sua piena disponibilità ad affrontare le richieste presentate dall’Upi, e ha ribadito come la modernizzazione e il miglioramento dei livelli di efficienza della Pubblica Amministrazione siano obiettivi prioritari del suo programma di lavoro. Per questo il Ministro ha sollecitato a sua volta le Province a raccogliere la sfida del ‘silenzio-assenso’, che può assicurare ai cittadini risposte certe dalla pubblica amministrazione. “Siamo pronti – ha risposto Melilli – a dare seguito a questa richiesta del Ministro, anche individuando nei regolamenti delle Province, tutte quelle norme sulle quali è possibile attuare questo principio”.
“Il Governo deve introdurre modifiche alla finanziaria, o si rischia di bloccare l’andamento positivo che sta caratterizzando l’operato delle Province nella promozione dello sviluppo locale dal ’99 ad oggi, e che emerge chiaramente dal rapporto Eures”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, intervenendo alla Conferenza stampa organizzata dall’Upi Lazio, per presentare il Rapporto sullo stato delle Province del Lazio per il 2005.
“Dal rapporto Eures – ha sottolineato il Presidente Melilli – emerge chiaramente il ruolo chiave che le Province hanno assunto nelle politiche di promozione dello sviluppo territoriale. A dimostrarlo sono i dati che segnalano il notevole incremento delle risorse che le Province hanno saputo utilizzare in investimenti per il territorio.”
Una situazione, quella del Lazio, ampiamente in linea con il quadro nazionale, che attesta dal 1999 al 2003 il raddoppio delle spese delle Province per le politiche di sviluppo economico, l’incremento del 128% di quelle legate ai trasporti, a fronte di un aumento delle spese per la gestione di appena il 4%.
“E’ una nuova Provincia – ha ribadito Melilli – quella che, a seguito del decentramento amministrativo, è diventata protagonista del rilancio economico del territorio, grazie agli investimenti in infrastrutture, viabilità, ambiente, turismo e istruzione.
Purtroppo il Governo sembra non cogliere il senso di questa innovazione, tanto che ha deciso di varare il provvedimento sulla competitività, il cui successo si gioca proprio a livello di ‘sistema locale’, senza sentire le istituzioni che sul territorio operano: Regioni, Province e Comuni. E’ una grave mancanza, soprattutto se si considera che, come Upi avevamo dato al Governo la nostra piena disponibilità a dare un contributo fattivo per assicurare che il testo, realmente rapportato alle esigenze del territorio, potesse accompagnare un processo di ripresa economica del Paese”.
“In questo modo – ha proseguito Melilli – si continua a produrre provvedimenti sganciati dalle realtà territoriali, e quindi incapaci di sostenere le politiche di sviluppo degli Enti locali, che già ora hanno subito una brusca frenata a causa delle modifiche introdotte al patto di stabilità con la finanziaria di quest’anno.
Per questo – ha ribadito Melilli – come Upi abbiamo chiesto al Governo di intervenire immediatamente a modificare quelle norme della finanziaria che ci penalizzano, che rischiano di fare saltare i bilanci e che possono interrompere questo trend positivo, annullando i progressi fino ad oggi compiuti, ed impedendoci di svolgere a pieno il ruolo che ci compete, di governo dei processi di area vasta”.
“Per quanto riguarda la situazione del Lazio – ha poi aggiunto in conclusione Melilli – c’è un altro dato che aggiunge nuove criticità: il processo di decentramento amministrativo qui è ancora fortemente arretrato. A confronto con la situazione nazionale, infatti, la quota di risorse trasferite per funzioni delegate dalla Regione Lazio è pari appena all’1,77% del totale. Peggio hanno fatto solo il Molise, la Sardegna e l’Abruzzo”.
La Provincia di Lecce presente alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT), che si svolgerà a Milano dal 12 al 15 febbraio.
Enti ed istituzioni, insieme alla Provincia di Lecce, in uno spazio espositivo di circa 130 mq., esporranno e promuoveranno il marchio “Salento d’Amare“.
Emergenza maremoto, finanziaria, cultura. Sono solo alcuni dei temi trattati nei Numeri 1 e 2 del Notiziario Upi, l’Agenzia quindicinale dell’Associazione on line attraverso la quale è possibile essere sempre informati su tutto qunaot ruota attorno alle province italiane.
Anche in questi numeri, una ricca sezione è riservata alle Notizie dalle Province e all’aggiornamento sulla normativa nazionale, con i sommari della Gazzetta Ufficiale.
Attraverso le pagine dedicate ai lavori del Parlamento e del Governo è possibile mantenersi costantemente aggiornati sull’andamento del dibattito politico nazionale.
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