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Il Consiglio d’Europa promuove il territorio e la Provincia di Potenza

Tra il 13 e il 16 luglio, la Provincia di Potenza ha avuto l’onore di ospitare una delegazione del Consiglio d’Europa, interessata a conoscere i nostri principali luoghi di rilevanza culturale, storica ed ambientale con particolare focus sulla loro valorizzazione a fini turistici.

Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del ricco programma di valorizzazione del territorio provinciale portato avanti dal MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed in particolare del progetto CIBIOGO, volto a promuovere attività di mitigazione dei cambiamenti climatici e di valorizzazione del patrimonio locale ambientale e culturale sostenendo ed incoraggiando un più ampia partecipazione attiva di cittadini, associazioni ed operatori del settore.

La delegazione era composta da Arnold Klingeis, Presidente HISTORIC CAFÉS ROUTE, in rappresentanza anche del Segretariato degli Itinerari Culturali e dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari Culturali, del Consiglio d’Europa, Karin Hann, delegata del Sindaco della città di Cluj Napoca (Romania) e responsabile del Centro di Informazione e Promozione Turistica di Cluj-Napoca, Lucian Nastasa-Kovaci, storico di rilevanza interazionale e General Manager del Museo Nazionale dell’Arte avente sede nello storico Palazzo Banffy della Transilvania, ⁠⁠Ștefan Farell, presidente e direttore artistico di rilevo internazionale del Fashion Week & Lifestyle della città di Cluj Napoca.

Nel corso della loro permanenza, i rappresentanti del Consiglio d’Europa hanno avuto modo di visitare alcune delle nostre più rinomate destinazioni con rilevanti presenze storico-culturali e paesaggistico-ambientali che vanno da Maratea, Perla del Mediterraneo, al Vulture con i laghi di Monticchio, per finire a Melfi, Acerenza, Pietragalla e Potenza città.

Nella intensa 4 giorni, si è svolto anche un importante momento di confronto a cui hanno partecipato, oltre alla Provincia rappresentata dal Consigliere Michele Giordano e dallo staff dell’Ufficio Pianificazione guidato dal dirigente Alessandro Attolico, promotore e coordinatore del MCR2030 Resilience HUB, docenti dell’Università della Basilicata, ricercatori CNR, funzionari e dirigenti del della Regione Basilicata, rappresentanze degli Ordini Professionali e delle Associazioni Culturali ed Ambientali nonché esperti di fama internazionale in materia di protezione e valorizzazione dei beni culturali ad ambientali, tra cui Pierpaolo Campostrini in rappresentanza della città di Venezia, il prof Prof. Heck Peter dell’Umwelt-Campus Birkenfeld e Andrew Bower, in rappresentanza dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di Disastri per l’Europa e l’Asia Centrale.

Incontri tematici di approfondimento si sono inoltre tenuti, sui luoghi selezionati per la breve visita, con la Presidente del Parco del Vulture Francesca Di Lucchio, i Sindaci dei Comuni di Melfi, Giuseppe Maglione e di Acerenza, Ferdinando Scattone, con le direzioni museali di Melfi e Potenza e con alcune aziende storiche di produzione di prodotti locali tipici dell’area interessata.

La Provincia di Potenza, che conta ben 9 aree protette, 2 Parchi Regionali e 2 Nazionali e un immenso patrimonio storico-culturale, dimostra di avere molto da offrire nel connubio storia-ambiente-paesaggio-turismo, provando a perseguire l’aumento del trend legato al turismo culturale di tipo lento e responsabile.

Siamo certi che questa breve ma intensa visita e il protocollo di partnership e collaborazione avviato tra il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed il Consiglio d’Europa contribuiranno a far conoscere, a livello internazionale, i tesori custoditi dalla nostra Provincia, attirando l’attenzione sulle nostre ricchezze artistiche e naturalistiche. Un’occasione preziosa per promuovere una strategica azione di valorizzazione incentrata su uno sviluppo turistico sostenibile e in armonia con l’ambiente. Su questi temi, il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ha già avviato in questi giorni un’intensa progettualità con gli stakeholders e le associazioni interessati dal tema condividendo costantemente i progressi con le rappresentanze del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite.

Il Consiglio d’Europa promuove il territorio e la Provincia di Potenza

Tra il 13 e il 16 luglio, la Provincia di Potenza ha avuto l’onore di ospitare una delegazione del Consiglio d’Europa, interessata a conoscere i nostri principali luoghi di rilevanza culturale, storica ed ambientale con particolare focus sulla loro valorizzazione a fini turistici.

Questa iniziativa si inserisce nell’ambito del ricco programma di valorizzazione del territorio provinciale portato avanti dal MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed in particolare del progetto CIBIOGO, volto a promuovere attività di mitigazione dei cambiamenti climatici e di valorizzazione del patrimonio locale ambientale e culturale sostenendo ed incoraggiando un più ampia partecipazione attiva di cittadini, associazioni ed operatori del settore.

La delegazione era composta da Arnold Klingeis, Presidente HISTORIC CAFÉS ROUTE, in rappresentanza anche del Segretariato degli Itinerari Culturali e dell’Accordo Parziale Allargato sugli Itinerari Culturali, del Consiglio d’Europa, Karin Hann, delegata del Sindaco della città di Cluj Napoca (Romania) e responsabile del Centro di Informazione e Promozione Turistica di Cluj-Napoca, Lucian Nastasa-Kovaci, storico di rilevanza interazionale e General Manager del Museo Nazionale dell’Arte avente sede nello storico Palazzo Banffy della Transilvania, ⁠⁠Ștefan Farell, presidente e direttore artistico di rilevo internazionale del Fashion Week & Lifestyle della città di Cluj Napoca.

Nel corso della loro permanenza, i rappresentanti del Consiglio d’Europa hanno avuto modo di visitare alcune delle nostre più rinomate destinazioni con rilevanti presenze storico-culturali e paesaggistico-ambientali che vanno da Maratea, Perla del Mediterraneo, al Vulture con i laghi di Monticchio, per finire a Melfi, Acerenza, Pietragalla e Potenza città.

Nella intensa 4 giorni, si è svolto anche un importante momento di confronto a cui hanno partecipato, oltre alla Provincia rappresentata dal Consigliere Michele Giordano e dallo staff dell’Ufficio Pianificazione guidato dal dirigente Alessandro Attolico, promotore e coordinatore del MCR2030 Resilience HUB, docenti dell’Università della Basilicata, ricercatori CNR, funzionari e dirigenti del della Regione Basilicata, rappresentanze degli Ordini Professionali e delle Associazioni Culturali ed Ambientali nonché esperti di fama internazionale in materia di protezione e valorizzazione dei beni culturali ad ambientali, tra cui Pierpaolo Campostrini in rappresentanza della città di Venezia, il prof Prof. Heck Peter dell’Umwelt-Campus Birkenfeld e Andrew Bower, in rappresentanza dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulla riduzione del rischio di Disastri per l’Europa e l’Asia Centrale.

Incontri tematici di approfondimento si sono inoltre tenuti, sui luoghi selezionati per la breve visita, con la Presidente del Parco del Vulture Francesca Di Lucchio, i Sindaci dei Comuni di Melfi, Giuseppe Maglione e di Acerenza, Ferdinando Scattone, con le direzioni museali di Melfi e Potenza e con alcune aziende storiche di produzione di prodotti locali tipici dell’area interessata.

La Provincia di Potenza, che conta ben 9 aree protette, 2 Parchi Regionali e 2 Nazionali e un immenso patrimonio storico-culturale, dimostra di avere molto da offrire nel connubio storia-ambiente-paesaggio-turismo, provando a perseguire l’aumento del trend legato al turismo culturale di tipo lento e responsabile.

Siamo certi che questa breve ma intensa visita e il protocollo di partnership e collaborazione avviato tra il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ed il Consiglio d’Europa contribuiranno a far conoscere, a livello internazionale, i tesori custoditi dalla nostra Provincia, attirando l’attenzione sulle nostre ricchezze artistiche e naturalistiche. Un’occasione preziosa per promuovere una strategica azione di valorizzazione incentrata su uno sviluppo turistico sostenibile e in armonia con l’ambiente. Su questi temi, il MCR2030 Resilience HUB della Provincia di Potenza ha già avviato in questi giorni un’intensa progettualità con gli stakeholders e le associazioni interessati dal tema condividendo costantemente i progressi con le rappresentanze del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite.

La Provincia di Salerno avvia un nuovo impianto di depurazione acque reflue

La Provincia di Salerno, nell’ambito dei lavori del Grande Progetto Risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali della provincia di Salerno (Beneficiario Provincia di Salerno, SA. POR/FESR 2014-2020 O.S. 6.3. COMPARTO N.8 – Area Tanagro Sele” – CUP H91B12000570009 CIG 72463526D6), ha ultimato i lavori relativi al ID 35 – Auletta -” Potenziamento e adeguamento impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue comunali”.

Sull’area interessata dall’intervento il cui costo è ammontato a € 787.834,00, situata nei pressi del fiume Tanagro in Località Peschiera nel Comune di Auletta, da domani mercoledì si procederà alla messa in esercizio e all’avviamento del nuovo impianto di depurazione delle acque reflue, per cui cesserà il funzionamento dei due impianti vetusti esistenti “Peschiera I e II”.

“Ad Auletta finalmente parte il nuovo impianto di depurazione – dichiara il presidente della Provincia di Salerno Franco Alfieri –  e parliamo di un intervento di estrema importanza in quanto, in un’area che ricade nella zona “Fiumi Tanagro e Sele” quindi particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale, entra in funzione un impianto moderno i cui reflui chiarificati verranno convogliati nel Fiume Tanagro. Si tratta di lavori fondamentali che abbiamo potuto realizzare grazie al sostegno della Regione Campania, in particolare del presidente Vincenzo De Luca e del vice presidente, delegato all’ambiente Fulvio Bonavitacola.”

La Provincia di Salerno avvia un nuovo impianto di depurazione acque reflue

La Provincia di Salerno, nell’ambito dei lavori del Grande Progetto Risanamento ambientale dei corpi idrici superficiali della provincia di Salerno (Beneficiario Provincia di Salerno, SA. POR/FESR 2014-2020 O.S. 6.3. COMPARTO N.8 – Area Tanagro Sele” – CUP H91B12000570009 CIG 72463526D6), ha ultimato i lavori relativi al ID 35 – Auletta -” Potenziamento e adeguamento impianto di depurazione per il trattamento delle acque reflue comunali”.

Sull’area interessata dall’intervento il cui costo è ammontato a € 787.834,00, situata nei pressi del fiume Tanagro in Località Peschiera nel Comune di Auletta, da domani mercoledì si procederà alla messa in esercizio e all’avviamento del nuovo impianto di depurazione delle acque reflue, per cui cesserà il funzionamento dei due impianti vetusti esistenti “Peschiera I e II”.

“Ad Auletta finalmente parte il nuovo impianto di depurazione – dichiara il presidente della Provincia di Salerno Franco Alfieri –  e parliamo di un intervento di estrema importanza in quanto, in un’area che ricade nella zona “Fiumi Tanagro e Sele” quindi particolarmente sensibile sotto il profilo ambientale, entra in funzione un impianto moderno i cui reflui chiarificati verranno convogliati nel Fiume Tanagro. Si tratta di lavori fondamentali che abbiamo potuto realizzare grazie al sostegno della Regione Campania, in particolare del presidente Vincenzo De Luca e del vice presidente, delegato all’ambiente Fulvio Bonavitacola.”

La Provincia di Brescia vara la nuova motovedetta della Polizia Provinciale

Dopo l’esperienza iniziata nel 2023 con il ripristino del Nucleo Nautico, nel corso dell’anno 2024 prosegue l’impegno dell’Amministrazione Provinciale per il potenziamento del Corpo di Polizia Provinciale, che oltre alla motovedetta, presente da sempre e dedicata al controllo e vigilanza ittico venatorio nelle acque del lago di Garda e alla motovedetta di servizio attivata nel 2023, si è dotata di una nuova motovedetta da destinare prioritariamente al controllo della navigazione e all’ausilio in situazioni di soccorso e/o emergenza.

“Particolare attenzione – ha dichiarato il Presidente Moraschini –  è stata riservata dall’Amministrazione provinciale al tema della sicurezza sui laghi, in particolare sul Lago di Garda, anche in seguito a una riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi nella primavera del 2023, durante la quale sua eccellenza il sig. Prefetto di Brescia auspicò una maggiore sinergia tra tutti i soggetti istituzionali che, a vario titolo, operano sul lago di Garda, essendo questo uno dei posti in assoluto più frequentato dai turisti”.

Nell’estate 2023, sotto il coordinamento della Guardia Costiera, che è titolare del soccorso nelle acque del Lago di Garda, il nostro Servizio nautico ha effettuato 23 servizi di pattugliamento prevalentemente nei fine settimana, giornate che vedono la presenza di un alto numero di diportisti e bagnanti sul lago. L’esperienza maturata nell’anno scorso ha permesso di testare le capacità del personale, ma ha anche messo in  evidenza la necessità di un ulteriore mezzo in grado di garantire la mobilità su tutto il lago, soprattutto in base agli interventi in emergenza su richiesta della locale Guardia Costiera.

Il percorso di potenziamento del Corpo di Polizia Provinciale di Brescia, oltre alla formazione del proprio personale (solo lo scorso anno ben 11 Agenti/ufficiali del Corpo hanno conseguito la patente nautica, necessaria per la guida dei mezzi di servizio) passa anche attraverso l’acquisto di nuove dotazioni strumentali per lo svolgimento delle attività istituzionali del Comando.

 

Tra le più importanti vi è senza dubbio la motovedetta “850 PRO CABIN” prodotta dalla ditta MED DEFENSE di Cervia, di cui si indicano i dati salienti:

  • Lunghezza mt. 8.44
  • Larghezza mt. 3.02
  • Doppio motore Mercury da 200 cv/cad
  • Velocità max. circa 45 kts
  • Omologata per il trasporto di max. 14 persone

 

La motovedetta acquistata, progettata secondo le richieste della Polizia Provinciale, risponde perfettamente alle esigenze del servizio garantendo sicurezza e tempi ridotti di intervento. La potenza del motore permette l’agevole traino di imbarcazioni in panne da soccorrere e, in caso di necessità, a prua vi è la possibilità di adagiare un toboga per il trasporto di feriti.

“Siamo soddisfatti di poter inaugurare un mezzo indispensabile per dare un supporto concreto alle attività di vigilanza sul lago di Garda, grazie al grande lavoro di coordinamento della Guardia Costiera. Si tratta di un tassello importante che dimostra il rinnovato impegno della Polizia Provinciale nella vigilanza dei nostri laghi, a supporto dei cittadini e dei Comuni gardesani” dichiara Daniele Mannatrizio, Consigliere Delegato della Provincia di Brescia alla Sicurezza ed alla Polizia Provinciale.

 

La Provincia di Brescia vara la nuova motovedetta della Polizia Provinciale

Dopo l’esperienza iniziata nel 2023 con il ripristino del Nucleo Nautico, nel corso dell’anno 2024 prosegue l’impegno dell’Amministrazione Provinciale per il potenziamento del Corpo di Polizia Provinciale, che oltre alla motovedetta, presente da sempre e dedicata al controllo e vigilanza ittico venatorio nelle acque del lago di Garda e alla motovedetta di servizio attivata nel 2023, si è dotata di una nuova motovedetta da destinare prioritariamente al controllo della navigazione e all’ausilio in situazioni di soccorso e/o emergenza.

“Particolare attenzione – ha dichiarato il Presidente Moraschini –  è stata riservata dall’Amministrazione provinciale al tema della sicurezza sui laghi, in particolare sul Lago di Garda, anche in seguito a una riunione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi nella primavera del 2023, durante la quale sua eccellenza il sig. Prefetto di Brescia auspicò una maggiore sinergia tra tutti i soggetti istituzionali che, a vario titolo, operano sul lago di Garda, essendo questo uno dei posti in assoluto più frequentato dai turisti”.

Nell’estate 2023, sotto il coordinamento della Guardia Costiera, che è titolare del soccorso nelle acque del Lago di Garda, il nostro Servizio nautico ha effettuato 23 servizi di pattugliamento prevalentemente nei fine settimana, giornate che vedono la presenza di un alto numero di diportisti e bagnanti sul lago. L’esperienza maturata nell’anno scorso ha permesso di testare le capacità del personale, ma ha anche messo in  evidenza la necessità di un ulteriore mezzo in grado di garantire la mobilità su tutto il lago, soprattutto in base agli interventi in emergenza su richiesta della locale Guardia Costiera.

Il percorso di potenziamento del Corpo di Polizia Provinciale di Brescia, oltre alla formazione del proprio personale (solo lo scorso anno ben 11 Agenti/ufficiali del Corpo hanno conseguito la patente nautica, necessaria per la guida dei mezzi di servizio) passa anche attraverso l’acquisto di nuove dotazioni strumentali per lo svolgimento delle attività istituzionali del Comando.

 

Tra le più importanti vi è senza dubbio la motovedetta “850 PRO CABIN” prodotta dalla ditta MED DEFENSE di Cervia, di cui si indicano i dati salienti:

  • Lunghezza mt. 8.44
  • Larghezza mt. 3.02
  • Doppio motore Mercury da 200 cv/cad
  • Velocità max. circa 45 kts
  • Omologata per il trasporto di max. 14 persone

 

La motovedetta acquistata, progettata secondo le richieste della Polizia Provinciale, risponde perfettamente alle esigenze del servizio garantendo sicurezza e tempi ridotti di intervento. La potenza del motore permette l’agevole traino di imbarcazioni in panne da soccorrere e, in caso di necessità, a prua vi è la possibilità di adagiare un toboga per il trasporto di feriti.

“Siamo soddisfatti di poter inaugurare un mezzo indispensabile per dare un supporto concreto alle attività di vigilanza sul lago di Garda, grazie al grande lavoro di coordinamento della Guardia Costiera. Si tratta di un tassello importante che dimostra il rinnovato impegno della Polizia Provinciale nella vigilanza dei nostri laghi, a supporto dei cittadini e dei Comuni gardesani” dichiara Daniele Mannatrizio, Consigliere Delegato della Provincia di Brescia alla Sicurezza ed alla Polizia Provinciale.

 

UPI Veneto, Marcon: “Tagliati oltre 8 milioni alle Province dalla Legge di Bilancio, una mazzata”

Si è svolto il Consiglio Direttivo dell’Unione Province del Veneto al Sant’Artemio, sede della Provincia di Treviso: al centro della discussione, i pesanti tagli confermati dalla Legge di Bilancio 2024 che graveranno sulle Province venete per ben 8.340.354 solo quest’anno. Sommati ai tagli fissati per i prossimi anni, fino al 2028, le risorse in meno ammontano complessivamente a 29.670.956 euro. Una manovra che graverà ancor di più sui bilanci già precari degli Enti locali, affaticati dalle spese sostenute per coprire gli incrementi dei costi dei materiali nei cantieri avviati con il PNRR, dai costi energetici e dalle fluttuazioni del mercato dell’auto, dal momento che i soli tributi IPT e RCAuto costituiscono per le Province oltre la metà delle entrate e negli ultimi anni hanno registrato una riduzione di 47.515.492 euro in Veneto.

Già da tempo le Province, insieme ai Comuni, avevano espresso forte preoccupazione per i tagli imposti dalla nuova Legge di Bilancio – sottolinea Stefano Marcon, presidente UPI Veneto – speravamo che la manovra prevedesse la cancellazione della spending review come avvenuto nel 2023, ma purtroppo così non è stato. Per il 2024 e il 2025 peseranno nelle casse delle Province venete 8 milioni di taglio, risultato della Legge di Bilancio 2024 e delle rimanenze della Legge di Bilancio 2021. Seguiranno ulteriori tagli fino al 2028, parzialmente compensati dal 2026 con rimborsi per spese COVID sostenute durante la pandemia, ma comunque 29 milioni in meno a disposizione renderanno ancor più difficile per gli Enti garantire servizi efficienti e adeguati per la manutenzione di scuole, strade e tutela ambientale. Facendo riferimento al solo 2024, i tagli sono così ripartiti: 402.212 in meno per la Provincia di Belluno, 1.361.624 euro per la Provincia di Padova, 443.688 in meno per la Provincia di Rovigo, 1.449.668 per la Provincia di Treviso, 1.704.653 per la Provincia di Verona, 1.384.625 per la Provincia di Vicenza e 1.593.885 per la Città Metropolitana di Venezia”.

Una mazzata per le Province – commenta Marcon – che potrebbe essere compensata solo dalla realizzazione della riforma che attendiamo da tempo. I tempi sono maturi e riprendere la discussione sul Testo unico sottoposto all’esame della Commissione Affari Costituzionali in Senato, che raccoglie le proposte di legge avanzate congiuntamente dai gruppi parlamentari di minoranza e di maggioranza, permetterebbe di ridare nuove risorse alle Province e superare così uno scenario incerto e difficile per i territori, a discapito dei cittadini. Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla legge 56/2014 e l’Assemblea Nazionale delle Province Italiane in autunno potrebbe ridare nuova speranza ai nostri Enti”.

UPI Veneto, Marcon: “Tagliati oltre 8 milioni alle Province dalla Legge di Bilancio, una mazzata”

Si è svolto il Consiglio Direttivo dell’Unione Province del Veneto al Sant’Artemio, sede della Provincia di Treviso: al centro della discussione, i pesanti tagli confermati dalla Legge di Bilancio 2024 che graveranno sulle Province venete per ben 8.340.354 solo quest’anno. Sommati ai tagli fissati per i prossimi anni, fino al 2028, le risorse in meno ammontano complessivamente a 29.670.956 euro. Una manovra che graverà ancor di più sui bilanci già precari degli Enti locali, affaticati dalle spese sostenute per coprire gli incrementi dei costi dei materiali nei cantieri avviati con il PNRR, dai costi energetici e dalle fluttuazioni del mercato dell’auto, dal momento che i soli tributi IPT e RCAuto costituiscono per le Province oltre la metà delle entrate e negli ultimi anni hanno registrato una riduzione di 47.515.492 euro in Veneto.

Già da tempo le Province, insieme ai Comuni, avevano espresso forte preoccupazione per i tagli imposti dalla nuova Legge di Bilancio – sottolinea Stefano Marcon, presidente UPI Veneto – speravamo che la manovra prevedesse la cancellazione della spending review come avvenuto nel 2023, ma purtroppo così non è stato. Per il 2024 e il 2025 peseranno nelle casse delle Province venete 8 milioni di taglio, risultato della Legge di Bilancio 2024 e delle rimanenze della Legge di Bilancio 2021. Seguiranno ulteriori tagli fino al 2028, parzialmente compensati dal 2026 con rimborsi per spese COVID sostenute durante la pandemia, ma comunque 29 milioni in meno a disposizione renderanno ancor più difficile per gli Enti garantire servizi efficienti e adeguati per la manutenzione di scuole, strade e tutela ambientale. Facendo riferimento al solo 2024, i tagli sono così ripartiti: 402.212 in meno per la Provincia di Belluno, 1.361.624 euro per la Provincia di Padova, 443.688 in meno per la Provincia di Rovigo, 1.449.668 per la Provincia di Treviso, 1.704.653 per la Provincia di Verona, 1.384.625 per la Provincia di Vicenza e 1.593.885 per la Città Metropolitana di Venezia”.

Una mazzata per le Province – commenta Marcon – che potrebbe essere compensata solo dalla realizzazione della riforma che attendiamo da tempo. I tempi sono maturi e riprendere la discussione sul Testo unico sottoposto all’esame della Commissione Affari Costituzionali in Senato, che raccoglie le proposte di legge avanzate congiuntamente dai gruppi parlamentari di minoranza e di maggioranza, permetterebbe di ridare nuove risorse alle Province e superare così uno scenario incerto e difficile per i territori, a discapito dei cittadini. Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla legge 56/2014 e l’Assemblea Nazionale delle Province Italiane in autunno potrebbe ridare nuova speranza ai nostri Enti”.

Provincia di Padova: il personale assunto nei primi 6 mesi del 2024

Più della metà delle assunzioni previste per il 2024 già effettuate, l’integrazione dell’organico con ulteriori 16 persone a breve e altre sei nei prossimi mesi, nonché numerosi bandi per le progressioni di carriera: l’anno corrente procede a gonfie vele per quanto riguarda l’acquisizione di personale all’interno della Provincia di Padova. Come annunciato al termine del 2023, l’Ente prevede di chiudere quest’anno con un totale di 32 nuove assunzioni (erano state 44 nel 2023). Segreteria Generale, Ambiente, Edilizia, Viabilità i settori verso i quali è stata e sarà ancora destinata la maggior parte del nuovo personale.

 

PROCEDURE IN ITINERE – Attualmente l’organico in servizio in Provincia è composto da 218 persone di cui 116 maschi e 102 femmine, quasi totalmente inserite con contratto a tempo indeterminato. A costoro se ne stanno per aggiungere a breve altre 16 per le quali sono state attivate quattro procedure di mobilità e due concorsi pubblici, di cui due per dirigenti (uno dell’area Segreteria Generale e uno del settore Edilizia e Impianti), sette istruttori amministrativi (la procedura concorsuale è in itinere); due istruttori tecnici (in itinere); due funzionari amministrativi (uno per la Segreteria Generale e uno per l’Area Tecnica – le procedure di mobilità sono in itinere); tre funzionari tecnici (uno da destinare al settore Edilizia, uno all’Ufficio Impianti e uno alla Viabilità, per i quali le procedure di mobilità sono in itinere).

 

IN PROGRAMMA DA SETTEMBRE – Nell’ultima parte dell’anno, infine, sono previste ulteriori procedure di reclutamento tra mobilità e concorsi pubblici, per assumere altre sei persone: un funzionario amministrativo per l’Ufficio legale; un funzionario tecnico per l’Ambiente; un operatore esperto tecnico; tre esperti ad alta specializzazione a tempo determinato (uno per la Ragioneria, uno per l’Edilizia, uno per la Viabilità).

Annunciato dall’attuale Piano Triennale di Formazione e Progressione (PTFP), l’istituto della progressione di carriera nei vari settori dell’Ente riguarderà quest’anno 20 dipendenti che avranno così un’opportunità di crescita e sviluppo professionale, in un progetto di valorizzazione di competenze e talenti.

 

PROCEDURE CONCLUSE – Nel corso del primo semestre dell’anno sono entrate in servizio 17 persone, di cui due agenti di Polizia, quattro istruttori tecnici, due istruttori amministrativi, cinque operatori esperti tecnici, un funzionario amministrativo, due funzionari tecnici, un dirigente. Ha inoltre preso servizio il nuovo segretario generale (in convenzione con il Comune di Padova).

 

L’ANALISI – «Nell’ultimo biennio siamo finalmente riusciti a ridare slancio alla Provincia anche attraverso una intensa azione di reclutamento delle risorse umane, con 44 inserimenti nel 2023 e 40 nel corso dell’anno corrente – osserva Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova con delega al Personale -. Per diversi anni dopo l’entrata in vigore della riforma Delrio nel 2014, le Province sono state oggetto di un ampio processo di riordino durante il quale era loro vietato assumere. Questo ha portato, negli anni, a due conseguenze principali: la carenza di personale, vista l’impossibilità di reintegrare i posti liberati da chi aveva scelto di spostarsi in altri Enti o di chi nel frattempo aveva raggiunto l’età pensionabile; e l’acquisizione di competenze da parte di chi, invece, era rimasto e aveva nel frattempo assorbito i compiti assegnati precedentemente ad altri. Dopo una fase di stasi, pertanto, ora la Provincia di Padova sta ripartendo, con un programma di crescita e di premialità: quest’anno le 20 progressioni permetteranno di dare il giusto riconoscimento professionale ad altrettante persone. La Provincia sta, pertanto, tornando a essere un Ente titolare di un ruolo strategico e fondamentale nella gestione territoriale, a partire dai servizi che eroga a favore dei Comuni che impattano in modo sensibile sul benessere dei cittadini e sulla vivibilità dell’area di sua competenza».

Provincia di Padova: il personale assunto nei primi 6 mesi del 2024

Più della metà delle assunzioni previste per il 2024 già effettuate, l’integrazione dell’organico con ulteriori 16 persone a breve e altre sei nei prossimi mesi, nonché numerosi bandi per le progressioni di carriera: l’anno corrente procede a gonfie vele per quanto riguarda l’acquisizione di personale all’interno della Provincia di Padova. Come annunciato al termine del 2023, l’Ente prevede di chiudere quest’anno con un totale di 32 nuove assunzioni (erano state 44 nel 2023). Segreteria Generale, Ambiente, Edilizia, Viabilità i settori verso i quali è stata e sarà ancora destinata la maggior parte del nuovo personale.

 

PROCEDURE IN ITINERE – Attualmente l’organico in servizio in Provincia è composto da 218 persone di cui 116 maschi e 102 femmine, quasi totalmente inserite con contratto a tempo indeterminato. A costoro se ne stanno per aggiungere a breve altre 16 per le quali sono state attivate quattro procedure di mobilità e due concorsi pubblici, di cui due per dirigenti (uno dell’area Segreteria Generale e uno del settore Edilizia e Impianti), sette istruttori amministrativi (la procedura concorsuale è in itinere); due istruttori tecnici (in itinere); due funzionari amministrativi (uno per la Segreteria Generale e uno per l’Area Tecnica – le procedure di mobilità sono in itinere); tre funzionari tecnici (uno da destinare al settore Edilizia, uno all’Ufficio Impianti e uno alla Viabilità, per i quali le procedure di mobilità sono in itinere).

 

IN PROGRAMMA DA SETTEMBRE – Nell’ultima parte dell’anno, infine, sono previste ulteriori procedure di reclutamento tra mobilità e concorsi pubblici, per assumere altre sei persone: un funzionario amministrativo per l’Ufficio legale; un funzionario tecnico per l’Ambiente; un operatore esperto tecnico; tre esperti ad alta specializzazione a tempo determinato (uno per la Ragioneria, uno per l’Edilizia, uno per la Viabilità).

Annunciato dall’attuale Piano Triennale di Formazione e Progressione (PTFP), l’istituto della progressione di carriera nei vari settori dell’Ente riguarderà quest’anno 20 dipendenti che avranno così un’opportunità di crescita e sviluppo professionale, in un progetto di valorizzazione di competenze e talenti.

 

PROCEDURE CONCLUSE – Nel corso del primo semestre dell’anno sono entrate in servizio 17 persone, di cui due agenti di Polizia, quattro istruttori tecnici, due istruttori amministrativi, cinque operatori esperti tecnici, un funzionario amministrativo, due funzionari tecnici, un dirigente. Ha inoltre preso servizio il nuovo segretario generale (in convenzione con il Comune di Padova).

 

L’ANALISI – «Nell’ultimo biennio siamo finalmente riusciti a ridare slancio alla Provincia anche attraverso una intensa azione di reclutamento delle risorse umane, con 44 inserimenti nel 2023 e 40 nel corso dell’anno corrente – osserva Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova con delega al Personale -. Per diversi anni dopo l’entrata in vigore della riforma Delrio nel 2014, le Province sono state oggetto di un ampio processo di riordino durante il quale era loro vietato assumere. Questo ha portato, negli anni, a due conseguenze principali: la carenza di personale, vista l’impossibilità di reintegrare i posti liberati da chi aveva scelto di spostarsi in altri Enti o di chi nel frattempo aveva raggiunto l’età pensionabile; e l’acquisizione di competenze da parte di chi, invece, era rimasto e aveva nel frattempo assorbito i compiti assegnati precedentemente ad altri. Dopo una fase di stasi, pertanto, ora la Provincia di Padova sta ripartendo, con un programma di crescita e di premialità: quest’anno le 20 progressioni permetteranno di dare il giusto riconoscimento professionale ad altrettante persone. La Provincia sta, pertanto, tornando a essere un Ente titolare di un ruolo strategico e fondamentale nella gestione territoriale, a partire dai servizi che eroga a favore dei Comuni che impattano in modo sensibile sul benessere dei cittadini e sulla vivibilità dell’area di sua competenza».

Provincia Piacenza, la Presidente Patelli consegna al Ministro Salvini lettere con le priorità

In occasione dell’incontro – tenutosi oggi presso la sede del Comune di Piacenza – per la sottoscrizione del “Protocollo d’intesa tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione Emilia-Romagna, Comune di Piacenza, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. e F.S. Sistemi Urbani S.p.A. per la Rigenerazione urbana e la trasformazione in Hub Intermodale dell’ambito stazione e per la realizzazione del nuovo Hub del Ferro in zona Le Mose”, la presidente della Provincia di Piacenza Monica Patelli ha personalmente consegnato tre diverse lettere al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

La prima – firmata dal presidente di UPI Emilia-Romagna, Andrea Massari – rimarca il fatto che le Province dell’Emilia-Romagna, come tutte le Province italiane, sono impegnate nell’attuazione dei diversi programmi pluriennali di manutenzione delle strade di competenza, finanziati con vari provvedimenti, ed evidenzia un rischio legato ai decreti in vigore.

Per UPI l’attuale formulazione delle norme, che dispone la revoca delle corrispondenti risorse assegnate in caso di mancata realizzazione degli interventi entri i termini previsti dal dettato ministeriale, non tiene infatti conto della notevole differenza tra le opere più semplici e quelle più impattanti, che impongono molteplici e più complesse attività e comportano un ben più rilevante impegno temporale.

La richiesta è pertanto quella di diversificare i termini per la conclusione/collaudo degli interventi, armonizzandoli alle specificità dei differenti percorsi.

Le altre due lettere consegnate brevi manu da Monica Patelli al ministro Salvini sono a firma della stessa presidente dell’ente di Corso Garibaldi.

La prima riguarda una delle misure ipotizzate per ridurre al massimo l’impatto sui cittadini dei lavori di manutenzione straordinaria che interesseranno il ponte stradale sul Po tra Castelvetro Piacentino e Cremona.

In sostanza si chiede il concorso finanziario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per far fronte alla eventuale introduzione (limitatamente al periodo in cui i lavori sul ponte determineranno limitazioni alla circolazione stradale) della gratuità del percorso autostradale alternativo a quello che sarà interessato dai lavori, un’agevolazione i cui non trascurabili costi dovrebbero essere sostenuti anche dalla Provincia di Piacenza.

L’altra lettera della presidente Patelli è invece attinente alle criticità delle regole sui cosiddetti “autovelox”.

Nella missiva si chiede al Ministero di favorire un intervento normativo che elimini l’equivoco (legato alla sovrapponibilità o meno dei termini “approvato” e “omologato” in riferimento alla conformità degli strumenti di controllo della velocità) che è alla base della recente sentenza della Corte di Cassazione che ha sostanzialmente reso impossibile l’impiego della quasi totalità degli strumenti di questo tipo attualmente in uso sul territorio nazionale italiano.

Nella lettera si evidenzia come ciò stia provocando ripercussioni negative non soltanto sulla sicurezza della circolazione e sui bilanci degli Enti Locali, ma anche sull’attività di produzione/noleggio/vendita delle specifiche apparecchiature da parte delle ditte coinvolte.

 

La Provincia di Reggio Emilia promuove un patto straordinario tra sindaci per la legalità

Trentasei sindaci della provincia di Reggio nell’Emilia – gli altri, oggi impossibilitati a essere presenti, lo faranno nei prossimi giorni    hanno sottoscritto questa mattina in Provincia un “Patto straordinario per la legalità”, strumento che oltre ad alcuni impegni morali, dà anche alcune importanti indicazioni concrete. Contestualmente, i sindaci hanno sottoscritto anche la nuova Carta di Avviso pubblico, forse il più avanzato strumento volontario di autodisciplina sui temi della lotta per la legalità, contro le mafie e la corruzione. “Si tratta di un atto volontario, che i sindaci sono stati chiamati a sottoscrivere a titolo personale. Non si tratta di un protocollo di legalità, che ha effetti amministrativi, ma di un accordo di principio generale, in cui si stabilisce una linea politica al di là delle appartenenze partitiche”, hanno spiegato il presidente della Provincia, Giorgio Zanni, e  il coordinatore provinciale Anci e delegato regionale per la legalità, Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera. Scritto alla luce delle esperienze di questi ultimi anni mettendo nero su bianco impegni che vanno al di là delle norme e che dunque potevano essere assunti solo in questo modo, il “Patto straordinario per la legalità” era stato sottoscritto la prima volta – sempre contestualemente – lo scorso anno: oggi, dopo la tornata di elezioni amministrative dello scorso giugno, una nuova firma, con l’adesione dei nuovi sindaci a partire da quello del capoluogo, Marco Massari.

L’adesione impegna i primi cittadini reggiani a promuovere i valori del Patto e della Carta di Avviso pubblico all’interno dei municipi come codici di comportamento ai quali ispirare l’azione amministrativa. In particolare, i sindaci reggiani si impegnano personalmente “ad applicare, difendere ed innovare costantemente il sistema dei protocolli di legalità sviluppato di concerto con la Prefettura per prevenire e combattere l’infiltrazione mafiosa sul territorio” nonché “straordinarie cautele per la tutela dell’integrità delle amministrazioni comunali, esigendo le dimissioni o l’astensione dai procedimenti decisionali da parte di amministratori o funzionari che siano interessati da interdittive o da esclusione dalle white list, nonché da quanti siano colpiti da provvedimenti per reati connessi alla criminalità organizzata, applicando un “principio di precauzione”, nel rispetto delle norme vigenti”.

Il Patto prevede inoltre che i sindaci individuino “le migliori procedure per raccogliere e far pervenire segnalazioni dal territorio e dai sindaci su situazioni meritevoli di approfondimento”, offrano “la più ampia e franca collaborazione alle forze dell’ordine, alla Procura della Repubblica e alla Prefettura per le rispettive azioni di indagine, repressione e prevenzione del fenomeno mafioso sul nostro territorio” e si attivino “sempre ed in ogni caso, anche tramite l’ufficio legale convenzionato della Provincia, per valutare la proposta di costituzione di parte civile dei Comuni in caso di processi relativi a reati di mafia che riguardino il proprio territorio”.

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