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Scuole Superiori, la Provincia di Treviso ha completato tutti i cantieri PNRR

La Provincia di Treviso ha completato tutti i cantieri finanziati con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), segnando un traguardo significativo nell’ambito del potenziamento e della riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico del territorio: come previsto dal cronoprogramma, che fissava al 31 marzo il termine delle opere, l’Ente ha ultimato da gennaio a oggi:

  • la palestra scolastica presente all’interno del nuovo edificio dell’Istituto Casagrande di Pieve di Soligo (opera inaugurata lo scorso settembre dal valore complessivo di 9.604.460 euro),
  • il miglioramento sismico dell’Istituto Cerletti di Conegliano (3.443.000 euro, ora in corso ultime finiture e collaudi),
  • gli interventi di costruzione e accorpamento degli Istituti Pittoni-Galilei di Conegliano (9.558.602 euro, già terminati a gennaio),
  • la nuova costruzione dell’Istituto Planck a Villorba (9.209.651 euro)
  • la realizzazione della nuova succursale Ca’ del Galletto a Treviso (10.257.053 euro).

In questi ultimi due, completati proprio nelle ultime settimane, ora sono in corso le verifiche e i collaudi necessari, come di consueto nei cantieri, che permetteranno di accogliere a settembre, per l’inizio del nuovo anno scolastico, studentesse, studenti e docenti in aula.

Dettagli tecnici 

La nuova succursale Ca’ del Galletto del Liceo Canova è un edificio di tipo NZEB, ovvero completamente eco-sostenibile e a consumi zero, e ospiterà 400 studenti e avrà tre piani, con locali adibiti ad aule, laboratori e palestra. Anche il nuovo edificio dell’Istituto Planck di Villorba è una struttura NZEB, ovvero ottimizzata dal punto di vista energetico, e metterà a disposizione di tutta la comunità scolastica 19 nuove aule, 4 laboratori (Informatica, elettronica, fisica e chimica), un’aula magna, una sala audiovisivi e una biblioteca.

Parallelamente, la Provincia ha già programmato una nuova serie di interventi, per un investimento complessivo di 2.798.124 euro cofinanziati con risorse proprie e nell’ambito di contributi ministeriali MIM, che riguarderanno:

  • l’adeguamento dell’impianto antincendio e presentazione della SCIA per la succursale del Liceo Flaminio di Vittorio Veneto (124 euro)
  • la messa in sicurezza con rifacimento dell’impermeabilizzazione delle terrazze del Liceo Da Vinci di Treviso (000 euro)
  • la riqualificazione della copertura della palestra dell’ISS Giorgi-Fermi di Treviso (000,00 euro)
  • l’impermeabilizzazione della copertura della palestra dell’ITT Mazzotti di Treviso (000 euro)

 

Questi interventi rappresentano un ulteriore passo avanti nel piano di manutenzione straordinaria e adeguamento degli edifici scolastici, con particolare attenzione alla sicurezza, alla sostenibilità e alla funzionalità degli spazi.

Il commento del Presidente della Provincia

«Il completamento dei cantieri PNRR rappresenta un risultato rilevante per il territorio e conferma la capacità dell’Ente di rispettare le tempistiche e gli obiettivi previsti – sottolinea il presidente della Provincia, Marco Donadel – e non vediamo l’ora, a settembre, di poter festeggiare questi traguardi insieme alle comunità scolastiche. Ma non ci fermiamo qui: si prosegue infatti con la programmazione dei nuovi interventi (previsti per l’estate e finanziati con risorse proprie e con contributi MIM) che avevo già preannunciato durante le prime visite nelle scuole superiori in queste settimane, occasioni proficue di incontro e confronto con i dirigenti scolastici e gli studenti. Come Provincia, vogliamo continuare nel grande impegno e nello sforzo per realizzare e garantire le opere di manutenzione e valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare scolastico, perché edifici sicuri e funzionali sono una prerogativa importante per la formazione dei nostri giovani, oggi e domani. Certo, non è una sfida semplice: è inevitabile tener conto dei rincari, determinati da un complesso contesto internazionale, ma siamo fiduciosi che presto vengano destinate le risorse necessarie per adempiere al meglio alle esigenze del territorio”.

L’UPI in audizione alla Commissione di vigilanza su CDP “Alleato insostituibile di Regioni Province e Comuni”

“Per il sistema della Pubblica Amministrazione, e in particolare per Province, Regioni e Comuni, la Cassa Depositi e Prestiti rappresenta un alleato insostituibile, sia per gli interventi a sostegno dei bilanci, grazie alle operazioni di rinegoziazione dei mutui che hanno dato in questi anni ossigeno agli enti in difficoltà, sia per la preziosa assistenza nella messa a terra degli investimenti, soprattutto nell’attuazione del Pnrr.”

Lo ha detto il vicepresidente vicario UPI, Flavio Pasini, presidente della provincia di Verona, intervenendo in audizione alla Commissione di vigilanza su Cassa Depositi e Prestiti, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul ruolo della Cassa nel supporto alla pubblica amministrazione con riferimento al Pnrr e alla finanza locale.

CDP e Province per il dopo PNRR

“Cdp – ha detto Pasini – si conferma un soggetto indispensabile per le politiche di sviluppo del Paese, agendo come perno centrale a fronte della crescente diversificazione delle sfide economiche e sociali. Per questo, terminato il Pnrr, occorre consolidare il ruolo di Cdp al fianco di Regioni ed Enti locali nell’ attuazione della nuova programmazione europea 2027-2034, attraverso un coinvolgimento strutturale di Cassa in un sistema integrato con Regioni ed Enti locali che ci consenta di garantire l’efficace messa a terra delle politiche comunitarie e una spesa efficiente delle risorse nel prossimo settennio. Essenziale poi, data la lentezza del sistema degli Enti Locali, è il ruolo di pivot dell’innovazione che CDP deve svolgere mettendo a valore l’esperienza maturata su settori di forte espansione, come l’Intelligenza Artificiale, e sulle nuove tecnologie, per accelerare la digitalizzazione dei processi amministrativi territoriali”.

CDP e Province per gli investimenti

“Per il futuro come Province auspichiamo che per il ruolo di Cassa si evolva oltre il supporto finanziario –  ha concluso il rappresentante di UPI – consolidandosi attraverso un potenziamento delle funzioni di advisory, come l’assistenza tecnica, l’accompagnamento progettuale e il sostegno operativo nella gestione delle risorse, e una sinergia costante che affianchi gli enti locali non solo come fonte di finanziamento, ma come partner strategico di sistema”

Il documento consegnato alla Commissione

Nota UPI indagine commissione vigilanza CDP

UPI Veneto: Flavio Pasini eletto nuovo Presidente, Andrea Nardin vicepresidente

Si è svolto oggi, presso la sede della Provincia di Padova, il Direttivo dell’Unione Province del Veneto (UPI Veneto). All’ordine del giorno, l’elezione del nuovo Presidente dell’Associazione e alcuni aspetti organizzativi in vista dell’Assemblea nazionale delle Province, in programma a Roma il prossimo 13 maggio.

Presenti oggi Flavio Pasini, presidente della Provincia di Verona, Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza, Daniele Canella, vicepresidente della Provincia di Padova, Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno, Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso, Enrico Ferrarese, presidente della Provincia di Rovigo, Michele Fratino, segretario generale della Città Metropolitana di Venezia e Carlo Rapicavoli, direttore dell’UPI Veneto.

All’unanimità, il Direttivo ha eletto nuovo Presidente di UPI Veneto Flavio Pasini, Presidente della Provincia di Verona e attualmente vicepresidente vicario di UPI nazionale. Contestualmente, è stato nominato vicepresidente Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza.

A precedere i lavori del Direttivo, si è svolto un incontro tecnico con l’Assessore della Regione Veneto delegata all’Ambiente, Elisa Venturini, durante il quale è stato affrontato il tema della difesa del suolo e della definizione delle competenze in capo alle Province. In tale occasione, UPI Veneto ha avanzato la proposta – condivisa dai presenti – di calendarizzare tavoli di confronto periodici, partecipati da Regione, Province e Città metropolitana, insieme agli organi competenti in materia di qualità dell’aria e tutela ambientale. L’obiettivo è favorire una sede stabile di coordinamento per condividere proposte e individuare soluzioni efficaci in risposta alle diverse casistiche ed emergenze ambientali.

Il commento del Presidente Pasini

“Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e spirito di servizio verso tutti i territori del Veneto,” ha dichiarato il neo presidente di UPI Veneto, Flavio Pasini. “Ringrazio i colleghi per la fiducia unanime: lavoreremo in continuità e con determinazione per rafforzare il ruolo delle Province, valorizzandone le competenze e contribuendo in modo concreto alle sfide strategiche, a partire dalla tutela ambientale, dalla sicurezza del territorio e dalle funzioni in carico alle Province, perseguendo l’impegno condiviso in un maggior riconoscimento del ruolo di coordinamento intermedio che i nostri Enti ricoprono, auspicando in una prossima e urgente revisione della legge 56/2014”

Il commento del Vicepresidente Nardin

“Desidero ringraziare per la fiducia accordata e confermare la mia piena disponibilità a collaborare in modo costruttivo,” ha aggiunto il vicepresidente di UPI Veneto Andrea Nardin – UPI Veneto rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il coordinamento tra enti e per la rappresentanza delle istanze dei territori: insieme al Presidente Pasini, lavoreremo per affrontare con efficacia le priorità amministrative e sostenere lo sviluppo equilibrato delle nostre comunità.”

Maltempo, la Provincia di Teramo calcola oltre 400 mila euro di danni per le somme urgenze

Fra le provinciali con dissesti gravi ci sono anche quelle che solo un anno fa erano state completamente ristrutturate con manutenzioni straordinarie e investimenti di svariati milioni; la conta dei danni è in corso ma l’evidenza dei fatti testimonia un vistoso fenomeno di dissesto dei versanti e delle scarpate come principale causa dei danni all’assetto viabile. Non si tratta di “buche” ma di scivolamenti e fratture soprattutto nella fascia pedemontana.

Il commento del Presidente Camillo D’angelo

«Quello che abbiamo vissuto negli ultimi giorni si ripropone ormai periodicamente, ogni quattro o cinque anni. Gli eventi alluvionali sono una costante con fenomeni sempre più brevi e intensi, che sono quelli provocano i danni maggiori. L’unico strumento per contrastarli è la manutenzione costante dei versanti, la pulizia dei fossi e dei fiumi, l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica per stabilizzare i terreni. Il risanamento idrogeologico dell’Appennino è una tema che deve uscire dalle tavole dei convegni ed entrare in quello della programmazione: i fondi straordinari, tanti, che ora dobbiamo impiegare solo per riparare il danno vanno pianificati annualmente per prevenire. Le Province, dalla riforma Delrio hanno competenza diretta solo sulle strade: il nostro personale che seguiva le attività di genio civile e si occupava di fossi e fiumi è transitato in Regione.  Molte Regioni del nord di destra e sinistra, all’indomani della riforma Del Rio hanno ri-delegato alle Province, enti sussidiari e più vicini ai cittadini, tutte le funzioni tecniche nella consapevolezza che lo schema è di gran lunga più efficace. Forse è ora che anche in Abruzzo si apra questo tavolo. Marsilio, presidente protempore, ovviamente non ha alcuna responsabilità diretta di questo disastro ma ha in mano la possibilità di cambiare davvero le cose con una operazione innovativa e seria seguendo la strada di quello che altre Regioni hanno già fatto” commenta il presidente Camillo D’Angelo.

Sopralluoghi e nuove chiusure

Questa mattina, intanto, è stata chiusa per un vistoso cedimento del piano viabile e relativa scarpata la provinciale 34/D di Collemesole nel Comune di Arsita in località Scaricasale. Sul posto i tecnici che stanno valutando gli interventi.

A Villa Vallucci, a Montorio, sempre questa mattina, sopralluogo congiunto con i geologi della Protezione Civile: considerati i lavori già fatti dalla Provincia, domani si riapre a senso unico alternato. E anche in questo caso si prepara la scheda per quantificare le risorse necessarie per ripristinare lo stato dei luoghi.

Maltempo e viabilità: le Province chiedono interventi d’urgenza

Ripristinare al più presto i collegamenti: comunità isolate

Prevedere interventi di straordinaria urgenza per ripristinare nel più breve tempo possibile i collegamenti interrotti, provvedendo anche con strutture temporanee in sostituzione dei ponti crollati; stanziare risorse straordinarie a favore delle Province colpite dall’emergenza, per consentire il ripristino immediato della viabilità provinciale, per far uscire le comunità dall’isolamento forzato e ripristinare la sicurezza sulla rete viaria.

Sono queste le richieste avanzate dalle Province, nell’ordine del giorno approvato oggi all’unanimità dal Comitato Direttivo UPI, a sostegno delle Province delle Regioni Abruzzo, Molise e Puglia, colpite dalla drammatica ondata di maltempo che ha provocando danni gravissimi alle infrastrutture stradali e in particolare alla rete viaria provinciale.

Tra le conseguenze più gravi, da risolvere con la massima urgenza, il crollo di ponti e il persistere di situazioni franose che hanno obbligato alla chiusura di tratti di strade provinciali isolando completamente intere frazioni.

Il Comitato Direttivo UPI, poi, nell’ordine del giorno rivolge un appello al Governo ad aprire al più presto un tavolo di confronto con Regioni, Province e Comuni per discutere delle norme sul coordinamento delle situazioni di emergenza in modo da ricostituire un quadro unitario di sistema che consenta al Paese una risposta più efficiente.

L’ordine del giorno approvato all’unanimità  EMERGENZA MALTEMPO ORDINE DEL GIORNO DIRETTIVO

La Provincia di Rovigo sigla accordo con Prefettura e Università per formazione della PA

La Prefettura di Rovigo, la Provincia di Rovigo, l’Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento di Giurisprudenza- e il Consorzio Università Rovigo (CUR) hanno sottoscritto un accordo quinquennale volto alla realizzazione di un sistema integrato di alta formazione destinato al personale della pubblica amministrazione operante sul territorio provinciale.

L’intesa nasce in coerenza con le linee strategiche nazionali in materia di valorizzazione del capitale umano della PA, con le recenti direttive del Ministero per la Pubblica Amministrazione e del Ministero dell’Interno e con gli indirizzi previsti dal PNRR.

Il progetto

Il progetto prevede un modello di cooperazione stabile tra istituzioni, finalizzato a garantire percorsi formativi qualificati, programmati congiuntamente e orientati allo sviluppo delle competenze professionali dei dipendenti pubblici.

Il sistema di formazione integrata sarà sviluppato attraverso:

  • la rilevazione condivisa dei fabbisogni formativi delle amministrazioni;
  • la progettazione e la programmazione annuale dei corsi;
  • l’organizzazione di attività seminariali e iniziative di aggiornamento professionale;
  • la valutazione delle competenze e del livello di soddisfazione dei partecipanti.

Il tavolo tecnico

Per assicurare coordinamento e continuità, l’accordo prevede l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico, composto dai referenti degli enti coinvolti, incaricato di elaborare la proposta formativa annuale.

Con la firma dell’intesa, la Prefettura di Rovigo assume un ruolo centrale nell’attuazione del nuovo sistema integrato di formazione, dando impulso alla formazione in house, ritenuta uno strumento essenziale per aggiornare e rafforzare le competenze del personale civile dell’Amministrazione dell’Interno.

La Provincia di Rovigo, d’altra parte, assume, anche in questo ambito, il ruolo di “Casa dei Comuni”, estendendo l’applicazione dell’accordo ai Comuni del Polesine e favorendo in tal modo la più ampia partecipazione del personale degli enti locali alle opportunità di formazione.

I punti dell’accordo

L’accordo consente, infatti, di strutturare percorsi formativi specifici e mirati, valorizzando la collaborazione con il sistema universitario e con gli enti locali del territorio in modo da rafforzare le conoscenze giuridico‑amministrative e consolidare le competenze trasversali e digitali del personale, migliorando, così, la qualità dell’azione amministrativa.

Il CUR garantirà supporto operativo, logistico e comunicativo, mentre l’Università di Ferrara metterà a disposizione docenti ed esperti qualificati per l’erogazione dei contenuti didattici.

L’accordo rappresenta un importante investimento sulle competenze del personale pubblico e un passo significativo verso la modernizzazione e l’efficientamento dei servizi erogati alla comunità.

Provincia di Livorno: la CER Solidale si presenta ai cittadini

Nell’ambito del progetto europeo Progress, la Provincia organizza l’iniziativa “4 Energy Days 4 Europe” per la promozione della Comunità Energetica Rinnovabile SAVE (Solidale Area Vasta Etrusca) e delle fonti di energia verde.

Si tratta di quattro giornate nel corso delle quali si svolgeranno una serie di assemblee pubbliche, con il duplice obiettivo di informare residenti, imprese e attività locali sulle opportunità concrete offerte dalla partecipazione alla CER SAVE, e raccogliere ulteriori adesioni.

Gli appuntamenti in programma

Il fitto calendario di incontri prevede una parte di assemblee tematiche, rivolte in particolare ad enti, associazioni e imprese, su temi specifici come l’agrivoltaico, le green communities e le esperienze delle CER in Europa. L’altra parte di assemblee sarà aperta anche alla cittadinanza,  con relatori che spiegheranno il funzionamento della CER, le opportunità di finanziamento per gli impianti fotovoltaici, i benefici dell’energia condivisa, le modalità di adesione, e risponderanno alle domande del pubblico.

Gli incontri si svolgeranno il 20 aprile, a Cecina, alle 15.30 e alle 17.30, nell’Auditorium in via Verdi; il 21 aprile, alle 17.30, nella sala consiliare del Comune di Piombino; il 22 aprile alle 9.30 a Castiglioncello, al Castello Pasquini e alle 17.30 a Rosignano Solvay, nell’Auditorium in piazza del Mercato; il 23 aprile, alle 9.30, a Rosignano M.mo, nella sala consiliare del Comune e alle 17.30 a San Vincenzo, nella sala della Torre.

Il programma completo degli incontri è consultabile sul sito della CER SAVE al link:

https://cersave.it/wp-content/uploads/CER_SAVE_Programma_EnergyDays_def02.pdf

Cos’è la CER SAVE

La CER SAVE – costituita ufficialmente il 6 novembre 2025 dalla Provincia di Livorno insieme ai Comuni di: Castagneto Carducci, Castellina Marittima, Cecina, Marciana, Piombino, Riparbella, Rosignano Marittimo e San Vincenzo – nasce dalla volontà di offrire ai propri cittadini e alle imprese locali uno strumento concreto per affrontare la transizione energetica in modo collettivo, equo e radicato nel territorio e vanta già 47 soci.

La partecipazione di istituzioni pubbliche garanti come la Provincia di Livorno (soggetto promotore) e i Comuni, rappresenta un elemento distintivo di solidità e affidabilità: i partecipanti beneficiano di una governance trasparente, di regole chiare e di soggetti pubblici che presidiano l’interesse collettivo nel lungo periodo.

In questo contesto un ruolo fondamentale è svolto dalla progettazione europea, tramite la quale la Provincia ha reperito le risorse per accompagnare i territori nel percorso di costituzione della CER: dalla fase giuridica alla definizione degli strumenti di governance, dalla modellazione finanziaria all’ingaggio dei soggetti pubblici e privati. Con il progetto Promoter (Interreg Europe) e il progetto Progress (finanziato dal Programma tedesco EUKI/GIZ), infatti, l’Amministrazione Provinciale e i Comuni aderenti hanno dato vita ad uno strumento efficace come la CER SAVE, nella forma di Società Cooperativa per azioni, capace di tradurre gli obiettivi del Green Deal europeo in benefici tangibili per le comunità locali.

Il Presidente della Provincia di Savona al cordinamento nazionale dei CAL

C’era anche il Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, all’incontro istituzionale dei Presidenti dei Consigli delle Autonomie Locali (CAL), promosso dal CAL Lazio.

Olivieri è infatti Presidente del CAL Liguria, unico rappresentante eletto in quanto Presidente di Provincia.

I lavori

L’appuntamento ha segnato un passaggio concreto e operativo: è stata condivisa l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra i CAL regionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle autonomie locali e costruire una rete nazionale stabile e strutturata di coordinamento dei Consigli delle Autonomie Locali, finalizzato anche all’elaborazione di documenti comuni tra le diverse realtà regionali, con incontri a cadenza mensile e un regolamento condiviso, .

L’intervento del Presidente Olivieri

Nel corso dei lavori sono intervenuti i rappresentanti dei CAL regionali, che hanno espresso piena condivisione rispetto al percorso avviato, tra cui il Presidente Olivierim che ha sottolineato la necessità di “un coordinamento nazionale completo, capace di far emergere le esigenze dei territori e dei cittadini”, evidenziando al contempo come sia fondamentale portare il ruolo dei CAL anche a livello europeo e ribadendo l’importanza del confronto tra le diverse realtà regionali e il valore strategico dei CAL nel sistema istituzionale.

Le decisioni prese

Nel corso dell’incontro è stata inoltre condivisa la necessità di portare le istanze delle autonomie locali anche a livello europeo, di lavorare su processi di rigenerazione amministrativa e di rafforzare il dialogo con il Governo centrale, anche attraverso futuri momenti di confronto istituzionale.

Province: Conferenza delle Regioni e UPI spingono per il rafforzamento

Riaffermare la centralità del sistema delle autonomie territoriali quale pilastro essenziale della Repubblica e dare, per questo, nuova vitalità al ruolo delle Province. Sono questi gli obiettivi da cui muove il documento approvato oggi, dalla Conferenza delle Regioni e dall’Unione delle Province italiane (UPI), nel quale si auspica l’intervento del legislatore statale per ridefinire al più presto la disciplina delle Province, in modo da rafforzarne il ruolo costituzionale e valorizzarne le funzioni di governo del territorio, anche attraverso la riaffermazione del sistema di elezione diretta degli organi provinciali da parte dei cittadini.

Le Province istituzioni strategiche

Le due rappresentanze ricordano che la Provincia rappresenta un ente strategico di raccordo tra programmazione regionale ed enti locali, che garantisce servizi e coesione territoriale in tutti gli ambiti che richiedono una dimensione sovracomunale e in tutti i casi in cui è necessario avviare una pianificazione integrata di area vasta.

L’apertura alla revisione delle leggi regionali

Tra i punti qualificanti dell’accordo vi è la disponibilità delle Regioni, nella loro piena autonomia, a valutare l’opportunità di rivedere le leggi regionali di attuazione della legge 56/14 e di assegnare alle Province eventuali nuove funzioni, a partire da quelle di assistenza ai Comuni e di pianificazione strategica.

Un processo che si svolgerà attraverso un confronto strutturato sui territori e un’alleanza tra Regioni, Province e Comuni per arrivare a ricostruire sistemi regionali equilibrati delle autonomie locali in tutto il Paese.

Il documento adottatto

Documento_Conferenza delle Regioni-Unione Province d’Italia

 

Biblioteche, Provincia di Como: verso una rete unica per 470mila cittadini

La Provincia di Como accelera verso un sistema bibliotecario unico. Giovedì scorso, nella sede di Villa Gallia, la Provincia ha riunito i Sindaci dei Comuni appartenenti agli attuali quattro sistemi bibliotecari per presentare lo schema di Convenzione che darà forma alla futura rete provinciale integrata.

Un passaggio concreto e atteso, che segna l’ingresso nella fase operativa di un progetto avviato nel 2023 e nato da una volontà condivisa: superare la frammentazione attuale per costruire un sistema più efficiente, moderno e capace di rispondere in modo uniforme ai bisogni dei cittadini.

Durante l’incontro sono stati illustrati contenuti, funzionamento e tempistiche del nuovo modello organizzativo, che porterà all’approvazione della Convenzione da parte di tutti gli enti coinvolti nei prossimi mesi.

La rete bibliotecaria provinciale: benefici attesi

Il progetto punta a creare un’unica rete bibliotecaria provinciale, capace di garantire servizi più omogenei e di qualità. Tra le novità principali: il potenziamento del prestito interbibliotecario su scala provinciale, la centralizzazione di funzioni strategiche – come gli acquisti e la promozione della lettura – e l’introduzione di standard condivisi per tutte le biblioteche.

I benefici attesi sono concreti: una gestione più efficiente delle risorse grazie alle economie di scala, una riduzione delle differenze tra grandi e piccoli Comuni e un accesso più equo ai servizi per tutti i cittadini. Il nuovo sistema rafforzerà inoltre la capacità del territorio di intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei, valorizzando al tempo stesso un’infrastruttura tecnologica già esistente ma finora gestita in modo non uniforme.

Particolare attenzione sarà dedicata ai Comuni più piccoli, che potranno contare su servizi e competenze difficilmente sostenibili in autonomia, e al ruolo delle biblioteche come veri e propri presìdi di comunità, inclusione e alfabetizzazione digitale.

Il nuovo sistema coinvolgerà un bacino di circa 470mila abitanti e si baserà su una governance condivisa tra gli enti locali, con la Provincia di Como nel ruolo di ente capofila.

Il commento del Presidente della Provincia di Como

«Con questo progetto – dichiara il Presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiascavogliamo rafforzare il ruolo delle biblioteche come presidi culturali fondamentali per le nostre comunità. La creazione di un sistema provinciale unico consentirà di offrire servizi più omogenei e di qualità, sostenendo in particolare i Comuni più piccoli e valorizzando le risorse già presenti sul territorio. È un passo importante verso una maggiore coesione territoriale e una gestione più efficiente delle risorse pubbliche».

L’iniziativa segue il tavolo tecnico-politico del 26 febbraio, coordinato dal vicepresidente Giovanni Alberti, durante il quale è stato approvato il documento che disciplina il funzionamento del nuovo sistema, dando avvio al percorso condiviso di riorganizzazione. «Il percorso avviato negli anni scorsi entra ora nella fase decisiva – sottolinea il vicepresidente –. Dopo il confronto e la progettazione, mettiamo a disposizione dei Comuni uno strumento concreto per costruire insieme un sistema bibliotecario più forte, capace di valorizzare le esperienze esistenti e rispondere in modo ancora più efficace ai bisogni delle comunità».

 

L’elenco dei  Comuni in rete

L’incontro ha rappresentato anche un momento di confronto istituzionale, utile a raccogliere osservazioni e contributi da parte degli amministratori locali in vista dei prossimi passaggi formali. Nei prossimi mesi, infatti, ciascun ente sarà chiamato ad approvare la Convenzione. L’obiettivo è avviare ufficialmente il nuovo sistema dal 1° gennaio 2027 che vedrà riuniti in un unico sistema Albavilla, Albese con Cassano, Albiolo, Alzate Brianza, Appiano Gentile, Argegno, Asso, Bene Lario, Beregazzo con Figliaro, Binago, Bizzarone, Blessagno, Bregnano, Brenna, Brienno, Brunate, Bulgarograsso, Cadorago, Cantù, Capiago Intimiano, Carate Urio, Carlazzo, Caslino d’Erba, Casnate con Bernate, Cassina Rizzardi, Castelnuovo Bozzente, Cavargna, Centro Valle Intelvi, Cermenate, Cernobbio, Cirimido, Claino con Osteno, Colonno, Colverde, Como, Comunità Montana Lario Intelvese, Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio: Gravedona ed Uniti, Corrido, Cremia, Cucciago, Cusino, Dizzasco, Domaso, Dongo, Dosso del Liro, Faloppio, Fenegrò, Figino Serenza, Fino Mornasco, Garzeno, Gera Lario, Grandate, Grandola e Uniti, Gravedona e Uniti, Griante, Guanzate, Laglio, Laino, Lezzeno, Limido Comasco, Lipomo, Lomazzo, Luisago, Lurago Marinone, Lurate Caccivio, Mariano Comense, Menaggio, Moltrasio, Monguzzo, Montano Lucino, Mozzate, Novedrate, Olgiate Comasco, Oltrona di San Mamette, Peglio, Pianello del Lario, Pigra, Plesio, Ponte Lambro, Porlezza, Pusiano, Rodero, Rovellasca, Sala Comacina, San Bartolomeo Val Cavargna, San Nazzaro Val Cavargna, San Fermo della Battaglia, San Siro, Solbiate con Cagno, Stazzona, Tavernerio, Tremezzina, Trezzone, Uggiate con Ronago, Unione dei Comuni Lombarda “Lario e Monti”, Valmorea, Val Rezzo, Valsolda, Veniano, Vercana, Vertemate con Minoprio, Villa Guardia e Zelbio.

Mobilità sicura, Provincia di Varese: i risultati del progetto

Prevenzione, formazione e comunicazione: sono questi i tre pilastri su cui si è sviluppato il progetto “Mobilità Sicura”, promosso dalla Provincia di Varese in qualità di capofila e realizzato nell’ambito dell’iniziativa nazionale finanziata da UPI – Unione delle Province Italiane in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche contro la Droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un percorso durato 12 mesi, con un investimento complessivo di 100.000,00 euro, che ha messo al centro la prevenzione degli incidenti stradali legati all’uso di alcol e sostanze stupefacenti, con particolare attenzione ai giovani.

L’evento finale

Ad aprire l’incontro i saluti istituzionali del Presidente della Provincia di Varese, Marco Magrini, da Katia Cattaneo, referente della Promozione di corretti stili di vita e sicurezza a scuola presso l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia che, nel suo intervento, ha portato i saluti del Dirigente Giuseppe Carcano.

A seguire, gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e dei partner di progetto: il Vice Questore Marco Bragazzi, Dirigente della Polizia Stradale di Varese, le Forze di Polizia Locale del territorio, Pasquale Di Bello per UNASCA, Christian Filippi per CONFARCA e Cinzia Valsecchi per il Centro Gulliver.

I risultati del progetto

Il progetto ha integrato in modo sinergico attività di controllo, educazione e formazione, raggiungendo risultati significativi su tutto il territorio provinciale.

Sul fronte dei controlli stradali, sono state potenziate le dotazioni delle Forze dell’Ordine con l’acquisto di 4 etilometri, 3 precursori e dispositivi per il rilevamento di sostanze stupefacenti. Complessivamente sono stati effettuati 1578 controlli.

Particolarmente rilevante l’impatto delle attività formative. Nelle scuole superiori del territorio sono stati coinvolti 7 istituti, con 38 classi raggiunte e 806 studenti partecipanti, attraverso 28 corsi di formazione e 12 date di apertura dello sportello di ascolto. Le attività, realizzate con il supporto del Centro Gulliver e di UNASCA, hanno utilizzato strumenti innovativi come simulatori di guida e visori di realtà virtuale, consentendo ai ragazzi di sperimentare in modo diretto i rischi legati alla guida in stato alterato. Parallelamente, sono stati coinvolti anche 160 studenti delle autoscuole.

Tra i momenti più significativi del progetto, il “Villaggio della Sicurezza” ai Giardini Estensi di Varese (10–15 ottobre 2025), che ha rappresentato un’importante occasione di sensibilizzazione. In particolare, il 13 ottobre si è svolta la “Truck Crash Experience”, realizzata con CONFARCA: una simulazione immersiva di impatto e ribaltamento che ha coinvolto direttamente gli studenti.

La campagna di comunicazione

Accanto alle azioni sul campo, il progetto ha sviluppato una campagna di comunicazione articolata su sito istituzionale, social media, stampa ed eventi. Il sito della Provincia ha accompagnato tutte le fasi del progetto con aggiornamenti e approfondimenti, mentre sui canali social è stata realizzata una campagna dedicata alla guida consapevole con contenuti editoriali, testimonianze, video-interviste e storytelling rivolti in particolare ai giovani. I messaggi, costruiti attorno a concetti chiave come responsabilità, consapevolezza e valore della vita, hanno alternato contenuti emozionali e informativi, contribuendo a rafforzare l’impatto delle attività educative. Tra le iniziative, anche l’intervista al Presidente Magrini pubblicata sulla rivista Mobility News di CONFARCA.

Il commento del Presidente della Provincia

Il progetto “Mobilità Sicura” si conclude così con un bilancio positivo, confermando l’efficacia di un approccio integrato che unisce istituzioni, scuole, Forze dell’Ordine e realtà del territorio in un obiettivo comune: promuovere una cultura della sicurezza stradale tra le nuove generazioni.

A chiusura della conferenza, il Presidente Magrini ha ringraziato la Prefettura e tutti i partner di progetto per gli ottimi risultati raggiunti e ha ribadito l’importanza di proseguire su questa strada, consolidando le sinergie costruite e investendo sempre più in prevenzione, formazione e comunicazione, per rendere le strade del territorio provinciale più sicure per tutti.

I risultati del progetto della Provincia di Varese 

 

 

La Provincia di Ferrara inaugura un nuovo Ponte

Soddisfazione del presidente della Provincia, Daniele Garuti, e della sindaca di Riva del Po, Daniele Simoni per l’inaugurazione del nuovo ponte Pietropoli a Serravalle, lungo la SP12.

“Una riapertura al transito veicolare – hanno detto entrambi – attesa dall’intera comunità di Serravalle cui va il nostro ringraziamento per la pazienza dimostrata rispetto ai disagi creati dal cantiere”.

Lo stop al transito sulla Sp Bivio Pampano-Ariano, era partito nel gennaio 2025 con una durata dei lavori attesa di circa sei mesi. Cantiere che ha previsto il completo rifacimento del ponte, ossia la demolizione del vecchio impalcato in calcestruzzo lungo 14 metri e il successivo varo di uno nuovo in acciaio della lunghezza di 24 metri, con nuove spalle fuori dall’alveo del Canal Bianco, per migliorare le condizioni di sicurezza idraulica del corso d’acqua.

Lavori che sono stati eseguiti dalle imprese Costruzioni generali Xodo srl di Porto Viro ed Euroservice srl di Porto Tolle (entrambe in provincia di Rovigo), con un investimento di 1,3 milioni, finanziati con fondi messi a disposizione con decreti del Ministero infrastrutture e trasporti.

Due imprevisti però hanno imposto rallentamenti al cantiere.

In primo luogo, nella fase di verifica preliminare del rischio bellico sono stati rinvenuti alcuni residuati metallici proprio nell’area di posa delle fondazioni della nuova struttura. Rinvenimento per il quale la Provincia ha dovuto attendere il nulla osta ministeriale previsto per queste procedure.

Un secondo motivo dovuto alla diversa disposizione di alcuni sottoservizi, rispetto a quanto inizialmente comunicato dagli enti erogatori durante la fase preliminare ai lavori di scavo.

Un ultimo ringraziamento, a ponte riaperto, il presidente Garuti e la sindaca Simoni lo hanno rivolto a imprese, maestranze e tecnici, oltre all’attenzione e alla partecipazione dimostrata dalla cittadinanza di Serravalle, presente numerosa anche al taglio del nastro.

Con la conclusione di questa infrastruttura, salgono a 5 i nuovi ponti inaugurati dalla Provincia nell’ultimo anno, dopo quelli sull’Idice, a Casumaro, Mascellani (Lagosanto) e a Poggio Renatico, con un investimento complessivo di 5,5 milioni di euro.

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