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Cabina regia PNRR: Province “Segnali importanti di accelerazione della spesa.

“L’attuazione dei progetti PNRR delle Province procede spedita: i circa 3,1 miliardi che ci sono stati assegnati si sono tradotti in 1.700 progetti, di cui 1.496 riguardano le strutture scolastiche. Ciò ha portato alla realizzazione di 6.402 gare, i cui risultati iniziano ad essere visibili dai cittadini: diverse opere, infatti, sono già completate”.

Lo ha detto il Presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini, rappresentante di UPI nel suo intervento alla Cabina di regia PNRR appena conclusa, nella quale il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il             Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR, hanno illustrato lo stato di attuazione della VI rata PNRR, su cui entro il 30 giugno l’Italia chiederà il pagamento all’Europa.

“La collaborazione tra Governo, in particolare la Struttura di missione PNRR,  ed enti territoriali, Regioni, Province e Comuni che sono tra i principali attuatori del Piano, sta portando all’accelerazione della spesa – ha detto Menesini, ricordando che – “la settima rata però sarà molto impegnativa, perché prevede il raggiungimento di 69 obiettivi per un totale di oltre 18 miliardi. Il Ministro Fitto ha anticipato una Cabina di regia a breve proprio per focalizzare le questioni da risolvere in vista di questo traguardo. Come UPI – ha detto Menesini rivolgendosi al Presidente Meloni e al Ministro Fitto –  torneremo ad evidenziare alcune questioni che a nostro avviso devono essere risolte per semplificare ulteriormente l’attuazione del piano, a partire dall’accelerazione delle procedure per i flussi finanziari conseguenti alle rendicontazioni,  e dalle autorizzazioni richieste alle amministrazioni centrali, che troppo spesso ancora rappresentano un freno”.

G7: il Presidente della Provincia di Brindisi accoglie con gioia i “Grandi”

“La Provincia di Brindisi accoglie con gioia e responsabilità il Presidente della Repubblica, il Santo Padre e i Capi di Stato e di Governo e il segretario generale dell’Onu riuniti per partecipare al 50esimo vertice del G7, a presidenza italiana”.

Lo dichiara in una nota il presidente Toni Matarrelli nel giorno inaugurale del vertice che si terrà nel resort di Borgo Egnazia, a Fasano.

“La comunità dell’intera provincia, non soltanto quelle di Brindisi e Savelletri di Fasano, avverte l’orgoglio di testimoniare ad un evento straordinario: tanto più perché auspicabilmente vi verranno poste le basi per pianificare una pace duratura in Medio Oriente e in Ucraina e si affronteranno le questioni nevralgiche dell’intelligenza artificiale e dell’energia pulita”.

“Confido – sottolinea il Presidente della Provincia di Brindisi – che le suggestioni che la nostra terra offrirà ai suoi ospiti e il sentimento d’accoglienza che connota il nostro popolo conferiranno ulteriore motivazione per il raggiungimento di obiettivi essenziali per il futuro dell’umanità”. “Se anche una sola decisione cruciale incidesse favorevolmente sui temi della pace o della sostenibilità nel mondo, questo evento resterebbe iscritto indelebilmente e per sempre nella memoria della nostra comunità”, conclude Matarrelli.

ZES Unica: l’UPI avvia il tavolo di coordinamento delle Province

Coordinare le Province interessate, promuovere momenti di ascolto dei territori da parte della struttura di missione ZES unica del Governo, favorire la comunicazione e lo scambio di iniziative su una questione strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno e quindi di tutto il Paese.

Sono questi gli obiettivi del tavolo di lavoro sulla ZES unica organizzato dall’Unione delle Province d’Italia, che si è insediato a Roma, cui partecipano le Province degli otto territori individuati dal Governo e ricadenti nelle Regioni del Mezzogiorno, che stanno selezionando le filiere da valorizzare ed internazionalizzare.

Alla riunione, coordinata dal Vicepresidente UPI Antonio Caruso, sono intervenuti in Presidenti della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, e il Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci, oltre a dirigenti e tecnici delle altre province interessate.

“E’ indispensabile che il percorso della ZES sia caratterizzato da uno stretto raccordo con i territori e gli Enti locali, soprattutto in relazione ai contenuti del piano strategico, atteso in approvazione per la fine del prossimo mese di luglio – ha detto il Vicepresidente Caruso. “Questo tavolo – ha aggiunto – vuole essere uno strumento operativo di sostegno sia per le Province che per il Governo”.

“Ci sono ancora alcuni nodi irrisolti – ha sottolineato il Presidente della Provincia di Taranto, Melucci –  dai corridoi doganali, alle aree sotto disciplina SIN, dall’armonizzazione degli incentivi locali ad una promozione univoca all’estero e sui mercati dello strumento ZES, fino a giungere al funzionamento dello sportello unificato per il sistema di imprese.

Se ben congegnata e gestita a regime la ZES unica può rappresentare un elemento di svolta per l’economia del Mezzogiorno, per il rilancio internazionale dell’intero Paese e finanche per la transizione in chiave innovativa e sostenibile dei modelli produttivi di territori sensibili come Taranto. Ora bisogna però affrettarsi a varare il piano strategico ha concluso il Presidente Melucci –  dirimere gli aspetti generalisti o controversi dal punto di vista amministrativo ed operativo”.

G7: il Presidente della Provincia di Brindisi accoglie con gioia i “Grandi”

“La Provincia di Brindisi accoglie con gioia e responsabilità il Presidente della Repubblica, il Santo Padre e i Capi di Stato e di Governo e il segretario generale dell’Onu riuniti per partecipare al 50esimo vertice del G7, a presidenza italiana”.

Lo dichiara in una nota il presidente Toni Matarrelli nel giorno inaugurale del vertice che si terrà nel resort di Borgo Egnazia, a Fasano.

“La comunità dell’intera provincia, non soltanto quelle di Brindisi e Savelletri di Fasano, avverte l’orgoglio di testimoniare ad un evento straordinario: tanto più perché auspicabilmente vi verranno poste le basi per pianificare una pace duratura in Medio Oriente e in Ucraina e si affronteranno le questioni nevralgiche dell’intelligenza artificiale e dell’energia pulita”.

“Confido – sottolinea il Presidente della Provincia di Brindisi – che le suggestioni che la nostra terra offrirà ai suoi ospiti e il sentimento d’accoglienza che connota il nostro popolo conferiranno ulteriore motivazione per il raggiungimento di obiettivi essenziali per il futuro dell’umanità”. “Se anche una sola decisione cruciale incidesse favorevolmente sui temi della pace o della sostenibilità nel mondo, questo evento resterebbe iscritto indelebilmente e per sempre nella memoria della nostra comunità”, conclude Matarrelli.

IL BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE NELLE PROVINCE DEL LAZIO E NELLA CITTA’ METROPOLITANA DI ROMA CAPITALE

I Rapporti sul benessere territoriale a livello provinciale e metropolitano del Lazio, partendo dal disegno nazionale del BES delle Province forniscono un quadro delle principali caratteristiche strutturali dei territori analizzati (economiche, sociali, ambientali) e disegnano i punti di forza e di fragilità che possono essere utilizzati nelle strategie di resilienza e sviluppo sostenibile dei governi locali.

A partire dall’edizione 2023, la regione Lazio è completamente rappresentata nelle sue suddivisioni territoriali costituite dalle quattro province e dall’area metropolitana di Roma Capitale. Il rapporto compara alcuni dei 77 indicatori (suddivisi nelle 11 dimensioni all’interno di ogni singolo territorio), con i due livelli territoriali superiori (regionale e nazionale) ma, anche e soprattutto, permette di confrontare tra loro i territori laziali nel loro posizionamento in base ai singoli domini.

Dal rapporto emergono perciò in modo evidente i punti di forza e i punti di fragilità dell’area metropolitana e dei territori provinciali nei diversi domini come, ad esempio, nel posizionamento migliore dell’area metropolitana negli indicatori economici e nel posizionamento migliore delle province negli indicatori ambientali. Nell’interrelazione dei diversi territori, la regione Lazio rispetto ai giovani che non studiano e non lavorano appare in una situazione più performante rispetto a quella nazionale, facendo registrare una percentuale di Neet inferiore (21,6% a fronte del 23,1% del contesto nazionale).

Le caratteristiche peculiari di ogni territorio devono essere considerate nella specificità e nell’interdipendenza delle politiche delle istituzioni pubbliche, costruendo un quadro di informazioni coerenti e pertinenti che consenta di valutare l’impatto delle politiche delle diverse istituzioni pubbliche nel Lazio. In particolare, gli indicatori di Benessere equo e sostenibile a livello territoriale sono essenziali per le istituzioni locali, per avere ben chiaro il quadro dei vincoli e delle opportunità, dei punti di forza e dei punti di debolezza, su cui programmare specifiche azioni politiche, tenendo conto delle tendenze generali e comparando la propria realtà territoriale ad altre realtà simili.

In primo luogo, il rapporto fornisce agli amministratori locali uno strumento di lavoro che si basa su dati obiettivi, tempestivi e solidi per il supporto dei processi di programmazione, pianificazione e monitoraggio delle attività e per il sostegno dei processi decisionali (dal DUP al PIAO) di ogni amministrazione.

La collaborazione che è stata avviata a livello statistico tra la Città metropolitana di Roma, le Province, la Regione Lazio, l’Upi, l’Istat e l’ASviS consente, allo stesso tempo, di approfondire e arricchire le analisi che si possono sviluppare a livello regionale, per una programmazione degli interventi che possa promuovere l’uguaglianza di opportunità e la coesione territoriale e, allo stesso tempo, valorizzare le specificità in una prospettiva di leale collaborazione istituzionale.

Il rapporto costituisce, infine, un contributo alla conoscenza dettagliata e scientificamente fondata del territorio per tutte le pubbliche amministrazioni, i cittadini, le università e gli operatori economici e sociali, nella convinzione che una buona informazione statistica e la valorizzazione delle attività di raccolta ed elaborazione dati delle Province e delle Città metropolitane consentono di partecipare con maggiore consapevolezza alla vita democratica del nostro Paese.

 

La registrazione dell’incontro è disponibile all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=1_amRANnL04 .

 

PROGRAMMA PRESENTAZIONE RAPPORTO BES LAZIO

 

Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile delle province del Lazio e della Città metropolitana di Roma Capitale (1)

Carrozzi_UpiLazio_22maggio2024

Belli_UpiLazio_Bes_22maggio2024

Agostinelli_InfoAppaltiUpiUPI_22maggio2024

Presentazione_Regione_Lazio_schifano (002)

Comunicato stampa UPI Lazio

 

 

 

 

 

 

 

Al via ad Imperia “I Giochi interprovinciali dell’inclusione”

Con grande orgoglio vi informiamo che sono in corso ad Imperia i Giochi Interprovinciali dell’Inclusione, evento del programma GAME UPI che sta coinvolgendo centinaia di ragazze e ragazzi in attività sportive e di educazione ad un sano stile di vita.

La Provincia di Imperia è pronta ad accogliere, mercoledì 15 e giovedì 16 maggio, le Province della Spezia, Savona, Alessandria, Forlì-Cesena e Treviso per lo svolgimento dei “Giochi interprovinciali senza frontiere”.

Durante la due giorni dell’evento nazionale, che si svolgerà negli impianti sportivi del capoluogo, una sessantina di ragazzi liguri tra i 14 e i 17 anni disputeranno varie competizioni nelle discipline del nuoto, dell’atletica, della pétanque e pallapugno.

Le delegazioni provinciali saranno accolte dal Presidente della Provincia presso il Museo del Mare di Imperia. In questa sede, l’I.I.S. E. Ruffini – D. Aicardi – Istituto Alberghiero delizierà i giovani ospiti con una merenda preparata dagli studenti con i prodotti locali, per sottolineare l’importanza del territorio e promuovere lo scambio tra coetanei.

I ragazzi poi visiteranno le strutture dove si terranno i Giochi il giorno seguente e incontreranno i referenti delle associazioni sportive per una presentazione delle attività ludiche. Saranno presenti anche testimonial, campioni in vari sport, per motivare i ragazzi con le loro esperienze.

Dopo una cena di convivialità, la visita al Museo del Mare e al Planetario di Imperia.

Il giorno successivo, giovedì 16, le squadre si cimenteranno nei 4 Giochi scelti:

  • per la categoria “Sport della tradizione”: pallapugno (presso il Palazzetto dello Sport) e pétanque (Campo S. Giacomo T. Arbustini, via San Lazzaro c/o Palazzetto dello Sport). Gli “Sport della tradizione” ricalcano la tipicità del nostro territorio, e hanno doppia finalità: da un lato, far conoscere alle nuove generazioni la tradizione sportiva locale e, dall’altro, estendere la conoscenza di uno sport ad altre realtà territoriali, anche nell’ottica di ricercare possibili similitudini o differenze.
  • Per la categoria “Sport popolari”: atletica (Campo di Atletica Angelo Lagorio) e nuoto (Piscina Felice Cascione, Via S.Lazzaro n.1). La pratica di “Sport popolari” ha l’obiettivo di coinvolgere il più possibile i partecipanti, con spirito inclusivo, non di competizione ma di aggregazione giovanile.

Il pranzo sarà a cura degli alunni del’I.I.S. E. Ruffini – D. Aicardi – Istituto Alberghiero.

Alla fine della giornata ci sarà la premiazione della squadra vincitrice con la presenza dei campioni degli sport praticati durante l’evento.

I Giochi sono una delle attività previste dal progetto ligure “SPRINT: corsa verso un futuro inclusivo e sano”, di cui la Provincia di Imperia è capofila, costola locale del progetto nazionale dell’Unione delle Province d’Italia “GAME UPI – Tutti in gioco, nessuno escluso”, finanziato dal Dipartimento per le Politiche giovanili.

Partner del progetto sono Upi Liguria, le Province di Savona e La Spezia, il Forum del Terzo Settore della Liguria, l’Istituto Alberghiero E. Ruffini – D. Aicardi di Imperia e alcune Associazioni sportive dilettantistiche del territorio (Maurina Olio Carli, Rari Nantes, Circolo San Giacomo, San Leonardo Pallapugno). Partecipano al progetto in qualità di associati il Comune di Imperia, l’Ordine degli Psicologi della LiguriaFedersanità Anci Liguria, il CONI (Comitato regionale Liguria) e il FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali).

I Portavoce delle Province -Iacopo Zanelli Alessandria -Alessia Forlì Cesena -Carlotta Poggi Imperia -Erika Mestriner Treviso

Un grazie alla Provincia di Imperia che sta ospitando le squadre delle Province di Savona, La Spezia, Alessandria, Forlì Cesena e Treviso.

Al via ad Imperia “I Giochi interprovinciali dell’inclusione”

Con grande orgoglio vi informiamo che sono in corso ad Imperia i Giochi Interprovinciali dell’Inclusione, evento del programma GAME UPI che sta coinvolgendo centinaia di ragazze e ragazzi in attività sportive e di educazione ad un sano stile di vita.

La Provincia di Imperia è pronta ad accogliere, mercoledì 15 e giovedì 16 maggio, le Province della Spezia, Savona, Alessandria, Forlì-Cesena e Treviso per lo svolgimento dei “Giochi interprovinciali senza frontiere”.

Durante la due giorni dell’evento nazionale, che si svolgerà negli impianti sportivi del capoluogo, una sessantina di ragazzi liguri tra i 14 e i 17 anni disputeranno varie competizioni nelle discipline del nuoto, dell’atletica, della pétanque e pallapugno.

Le delegazioni provinciali saranno accolte dal Presidente della Provincia presso il Museo del Mare di Imperia. In questa sede, l’I.I.S. E. Ruffini – D. Aicardi – Istituto Alberghiero delizierà i giovani ospiti con una merenda preparata dagli studenti con i prodotti locali, per sottolineare l’importanza del territorio e promuovere lo scambio tra coetanei.

I ragazzi poi visiteranno le strutture dove si terranno i Giochi il giorno seguente e incontreranno i referenti delle associazioni sportive per una presentazione delle attività ludiche. Saranno presenti anche testimonial, campioni in vari sport, per motivare i ragazzi con le loro esperienze.

Dopo una cena di convivialità, la visita al Museo del Mare e al Planetario di Imperia.

Il giorno successivo, giovedì 16, le squadre si cimenteranno nei 4 Giochi scelti:

  • per la categoria “Sport della tradizione”: pallapugno (presso il Palazzetto dello Sport) e pétanque (Campo S. Giacomo T. Arbustini, via San Lazzaro c/o Palazzetto dello Sport). Gli “Sport della tradizione” ricalcano la tipicità del nostro territorio, e hanno doppia finalità: da un lato, far conoscere alle nuove generazioni la tradizione sportiva locale e, dall’altro, estendere la conoscenza di uno sport ad altre realtà territoriali, anche nell’ottica di ricercare possibili similitudini o differenze.
  • Per la categoria “Sport popolari”: atletica (Campo di Atletica Angelo Lagorio) e nuoto (Piscina Felice Cascione, Via S.Lazzaro n.1). La pratica di “Sport popolari” ha l’obiettivo di coinvolgere il più possibile i partecipanti, con spirito inclusivo, non di competizione ma di aggregazione giovanile.

Il pranzo sarà a cura degli alunni del’I.I.S. E. Ruffini – D. Aicardi – Istituto Alberghiero.

Alla fine della giornata ci sarà la premiazione della squadra vincitrice con la presenza dei campioni degli sport praticati durante l’evento.

I Giochi sono una delle attività previste dal progetto ligure “SPRINT: corsa verso un futuro inclusivo e sano”, di cui la Provincia di Imperia è capofila, costola locale del progetto nazionale dell’Unione delle Province d’Italia “GAME UPI – Tutti in gioco, nessuno escluso”, finanziato dal Dipartimento per le Politiche giovanili.

Partner del progetto sono Upi Liguria, le Province di Savona e La Spezia, il Forum del Terzo Settore della Liguria, l’Istituto Alberghiero E. Ruffini – D. Aicardi di Imperia e alcune Associazioni sportive dilettantistiche del territorio (Maurina Olio Carli, Rari Nantes, Circolo San Giacomo, San Leonardo Pallapugno). Partecipano al progetto in qualità di associati il Comune di Imperia, l’Ordine degli Psicologi della LiguriaFedersanità Anci Liguria, il CONI (Comitato regionale Liguria) e il FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali).

I Portavoce delle Province -Iacopo Zanelli Alessandria -Alessia Forlì Cesena -Carlotta Poggi Imperia -Erika Mestriner Treviso

Un grazie alla Provincia di Imperia che sta ospitando le squadre delle Province di Savona, La Spezia, Alessandria, Forlì Cesena e Treviso.

Assemblea UPI Veneto al Sant’Artemio: i Presidenti Veneti Uniti per Riforma Province e Criticità Legge di Bilancio 2024

Oggi la Provincia di Treviso ha ospitato l’Assemblea dell’Unione Province del Veneto: riuniti al Sant’Artemio, il presidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Treviso, con il segretario generale UPI Veneto Carlo Rapicavoli, il vicepresidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Belluno, insieme alla segretaria generale Daniela De Carli, il vicepresidente della Provincia di Padova, insieme al vice segretario generale Carlo Sartore, il presidente della Provincia di Rovigo, il presidente della Provincia di Verona, insieme al segretario generale Francesco Corsaro, il presidente della Provincia di Vicenza, il segretario generale della Città Metropolitana di Venezia Michele Fratino, con il dirigente Area Mobilità Adriano Volpe e la referente del Servizio Trasporti Barbara Merotto. Al centro della discussione, l’urgenza di sbloccare l’iter per la riforma delle Province e definire lo stato di avanzamento dei lavori in Senato, alla Commissione Affari Costituzionali, dove attualmente è in discussione la proposta di legge che conferirebbe agli Enti nuova dignità istituzionale e democratica, reintroducendo risorse adeguate per l’adempimento delle funzioni rimaste in carico agli Enti, nonostante la Delrio, e l’elezione diretta del presidente da parte dei cittadini.

La proposta di revisione della l. 56/2014 depositata in Senato è il risultato di un complesso lavoro di confronto politico-amministrativo avviato dall’Unione Province Italiane nazionale oltre un anno fa che, grazie al coinvolgimento diretto del Governo e, in particolare, dei Ministri Calderoli e Salvini, ha permesso di raccogliere 8 disegni di legge con le richieste delle Province italiane, presentati unitamente da tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e minoranza. Disegni che sono stati riassunti in un unico schema normativo, ora al vaglio della Commissione Affari Costituzionali, per il quale le Province attendono da tempo un riscontro. L’Assemblea UPI Veneto è stata occasione per ripercorrere quanto è stato fatto dalle Province negli ultimi 10 anni per sopperire ai vuoti di mezzi e di organico garantendo comunque alla comunità i servizi e gli interventi necessari in ambito di edilizia scolastica superiore, viabilità, tutela ambientale e supporto ai Comuni, in particolare nella gestione delle gare di appalto attraverso la Stazione Unica Appaltante, e le criticità che permangono, complicate nell’ultimo triennio da una congiuntura storica ed economica di crisi a livello internazionale e ulteriormente aggravate, oggi, dai tagli previsti dalla Legge di Bilancio 2024.

Contributo delle Province alla finanza pubblica: prosegue il prelievo forzoso a carico dei bilanci locali. Nel dettaglio, i nodi critici riguardano, innanzitutto, il permanere del prelievo forzoso da parte dello Stato a carico dei bilanci locali, disposto dalla legge di bilancio 2015 che, nonostante l’attuale e complesso scenario socio-economico, determinato dalla crisi del mercato dell’auto, dai rincari energetici e dei costi dei materiali continua a pesare sulle casse provinciali e metropolitane senza tenerne conto: le Province venete e la Città Metropolitana hanno versato complessivamente, nel 2022 e nel 2023, 249 milioni di euro; ulteriori 123 milioni dovranno essere versati nel 2024.

Riduzione delle entrate da IPT e RCAuto.
In secondo luogo, la riduzione delle entrate: per quanto riguarda le entrate da IPT e RCAuto, che da sole costituiscono oltre la metà delle entrate di Province e Città Metropolitane, si registra una riduzione complessiva, riferita a tutte le Province d’Italia, di 400 milioni, riduzione che, dal 2019 al 2022, per le Province del Veneto ammonta a 47.515.492 euro. Solo l’anno scorso è stato registrato un lieve segnale di ripresa del mercato dell’auto: la Provincia di Treviso, per esempio, ha rilevato un incremento di circa 4 milioni di euro complessivamente sui due tributi rispetto al 2022, numeri che restano comunque al di sotto del 5,5% rispetto a quelli pre-Covid (2019).

Tagli Legge di Bilancio 2024 e rimanenze Legge di Bilancio 2021: 100 milioni in meno sui bilanci 2024-2025. Pur partendo da queste premesse, la Legge di Bilancio 2024 stabilisce che gli Enti locali assicurino un ulteriore contributo alla finanza pubblica di 250 milioni di euro dal 2024 al 2028: di questi, 50 milioni annui sono a carico di Province e Città Metropolitane. Ma non solo: proprio l’anno scorso, le Province erano riuscite a ottenere per il 2023 la cancellazione della “spending digitale”, fissata dalla precedente Legge di Bilancio, evitando di perdere altri 50 milioni; purtroppo, però, l’emendamento emanato a novembre prevedeva l’eliminazione solo per l’anno scorso, pertanto ai 50 milioni imposti dalla nuova Legge di Bilancio si aggiungono quest’anno anche i 50 milioni già inseriti nella Legge di Bilancio 2021, per un totale di 100 milioni che incideranno sui bilanci delle Province nel biennio 2024-2025. Questa manovra provocherà immediati effetti negativi sulla capacità di intervento degli Enti, che non hanno ancora riassorbito completamente i pesanti tagli operati dalla legge 190/2014: una situazione di squilibrio finanziario che è pari a -841.946.661 euro per il 2021, sulla base dello schema elaborato dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard che fotografa la capacità fiscale, i fabbisogni e il contributo alla finanza pubblica di tutte le Province italiane. Attualmente, gli strumenti di sostegno messi a disposizione delle Province dallo Stato contribuiranno, fino al 2031, ad assegnare risorse pari solo al 50% dello squilibrio: eppure, gli Enti sono chiamati a garantire i medesimi livelli di efficienza e servizi per il territorio. Questi i motivi per i quali UPI Veneto chiede al Governo che la costruzione del nuovo sistema fiscale del Paese, che avverrà con la legge 111/2023, sia l’occasione per tornare sulla riforma delle Province e segnare un punto di svolta, permettendo così di sbloccare una situazione sempre più insostenibile attraverso una profonda revisione del sistema tributario e finanziario degli Enti.

PNRR, ottimi risultati in Veneto: Province venete e Città Metropolitana hanno aggiudicato 130 interventi per finanziamenti totali di 223.232.098 euro. Nonostante le criticità, UPI Veneto ha registrato una risposta straordinaria delle Province venete e della Città Metropolitana di Venezia rispetto alle opportunità di finanziamento del PNRR: gli Enti sono riusciti a presentare progetti validi nel rispetto delle stringenti tempistiche fissate dal Ministero, avviando nell’ultimo anno 130 interventi per la riqualificazione delle scuole superiori e urbanistica in tutto il territorio, per un valore complessivo di 223.232.098 euro.

Stazione Unica Appaltante: il modello della Provincia di Treviso primo in Italia per importi di appalto gestiti dal 2000 sino a oggi: 5 miliardi. In questi anni le Province hanno continuato a svolgere un’importante funzione di supporto e assistenza ai Comuni. Tra i servizi, riveste un ruolo di punta la Stazione Unica Appaltante, che si occupa di gestire le procedure di gara per l’appalto di lavori e servizi. La Stazione Unica Appaltante della Provincia di Treviso è risultata la più operativa d’Italia per importi appaltati sino a oggi attraverso le gare per lavori e servizi gestite dal Sant’Artemio: dallo studio di UPI nazionale sui dati ANAC risulta che dal 2000 al 31 agosto 2023, la Provincia ha appaltato complessivamente circa 5 miliardi di euro. Gli importi sono progressivamente aumentati da quando, dal 2013, la Provincia ha avviato il servizio anche per i Comuni e gli altri Enti del territorio: solo nel 2023, l’Ente ha svolto 80 gare per lavori, gestendo procedure di appalto per oltre 110 milioni, e 65 gare per servizi, per oltre 68 milioni.

Le richieste delle Province al Governo. “Alla luce del percorso svolto finora, UPI Veneto ribadisce unitamente l’urgenza di una legge di riordino delle Province – le parole del presidente UPI Veneto – nel rispetto sia dei principi costituzionali, che riconoscono le Province quali Enti intermedi di coordinamento tra Regione e Comuni, sia della raccomandazione che il Consiglio d’Europa ha inviato all’Italia a seguito Quarto Rapporto di Monitoraggio della Carta europea delle Autonomie locali, che il nostro Paese ha ratificato ma che al momento resta inattuata. L’auspicio è che la discussione sul Testo Unificato sulle Province da parte della Commissione Affari Costituzionali in Senato possa riprendere subito dopo le elezioni di giugno, anche tendendo conto delle prossime scadenze dei Consigli provinciali, che, per il Veneto, coinvolgeranno il prossimo 29 settembre le Province di Rovigo, Treviso e Vicenza. Quello che speriamo è che si tratti dell’ultimo rinnovo con il sistema elettorale di secondo grado e che si possa finalmente tornare, dal prossimo anno, alla piena rappresentatività con l’elezione diretta del Presidente e dei Consiglieri”.

Assemblea UPI Veneto al Sant’Artemio: i Presidenti Veneti Uniti per Riforma Province e Criticità Legge di Bilancio 2024

Oggi la Provincia di Treviso ha ospitato l’Assemblea dell’Unione Province del Veneto: riuniti al Sant’Artemio, il presidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Treviso, con il segretario generale UPI Veneto Carlo Rapicavoli, il vicepresidente UPI Veneto e presidente della Provincia di Belluno, insieme alla segretaria generale Daniela De Carli, il vicepresidente della Provincia di Padova, insieme al vice segretario generale Carlo Sartore, il presidente della Provincia di Rovigo, il presidente della Provincia di Verona, insieme al segretario generale Francesco Corsaro, il presidente della Provincia di Vicenza, il segretario generale della Città Metropolitana di Venezia Michele Fratino, con il dirigente Area Mobilità Adriano Volpe e la referente del Servizio Trasporti Barbara Merotto. Al centro della discussione, l’urgenza di sbloccare l’iter per la riforma delle Province e definire lo stato di avanzamento dei lavori in Senato, alla Commissione Affari Costituzionali, dove attualmente è in discussione la proposta di legge che conferirebbe agli Enti nuova dignità istituzionale e democratica, reintroducendo risorse adeguate per l’adempimento delle funzioni rimaste in carico agli Enti, nonostante la Delrio, e l’elezione diretta del presidente da parte dei cittadini.

La proposta di revisione della l. 56/2014 depositata in Senato è il risultato di un complesso lavoro di confronto politico-amministrativo avviato dall’Unione Province Italiane nazionale oltre un anno fa che, grazie al coinvolgimento diretto del Governo e, in particolare, dei Ministri Calderoli e Salvini, ha permesso di raccogliere 8 disegni di legge con le richieste delle Province italiane, presentati unitamente da tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e minoranza. Disegni che sono stati riassunti in un unico schema normativo, ora al vaglio della Commissione Affari Costituzionali, per il quale le Province attendono da tempo un riscontro. L’Assemblea UPI Veneto è stata occasione per ripercorrere quanto è stato fatto dalle Province negli ultimi 10 anni per sopperire ai vuoti di mezzi e di organico garantendo comunque alla comunità i servizi e gli interventi necessari in ambito di edilizia scolastica superiore, viabilità, tutela ambientale e supporto ai Comuni, in particolare nella gestione delle gare di appalto attraverso la Stazione Unica Appaltante, e le criticità che permangono, complicate nell’ultimo triennio da una congiuntura storica ed economica di crisi a livello internazionale e ulteriormente aggravate, oggi, dai tagli previsti dalla Legge di Bilancio 2024.

Contributo delle Province alla finanza pubblica: prosegue il prelievo forzoso a carico dei bilanci locali. Nel dettaglio, i nodi critici riguardano, innanzitutto, il permanere del prelievo forzoso da parte dello Stato a carico dei bilanci locali, disposto dalla legge di bilancio 2015 che, nonostante l’attuale e complesso scenario socio-economico, determinato dalla crisi del mercato dell’auto, dai rincari energetici e dei costi dei materiali continua a pesare sulle casse provinciali e metropolitane senza tenerne conto: le Province venete e la Città Metropolitana hanno versato complessivamente, nel 2022 e nel 2023, 249 milioni di euro; ulteriori 123 milioni dovranno essere versati nel 2024.

Riduzione delle entrate da IPT e RCAuto.
In secondo luogo, la riduzione delle entrate: per quanto riguarda le entrate da IPT e RCAuto, che da sole costituiscono oltre la metà delle entrate di Province e Città Metropolitane, si registra una riduzione complessiva, riferita a tutte le Province d’Italia, di 400 milioni, riduzione che, dal 2019 al 2022, per le Province del Veneto ammonta a 47.515.492 euro. Solo l’anno scorso è stato registrato un lieve segnale di ripresa del mercato dell’auto: la Provincia di Treviso, per esempio, ha rilevato un incremento di circa 4 milioni di euro complessivamente sui due tributi rispetto al 2022, numeri che restano comunque al di sotto del 5,5% rispetto a quelli pre-Covid (2019).

Tagli Legge di Bilancio 2024 e rimanenze Legge di Bilancio 2021: 100 milioni in meno sui bilanci 2024-2025. Pur partendo da queste premesse, la Legge di Bilancio 2024 stabilisce che gli Enti locali assicurino un ulteriore contributo alla finanza pubblica di 250 milioni di euro dal 2024 al 2028: di questi, 50 milioni annui sono a carico di Province e Città Metropolitane. Ma non solo: proprio l’anno scorso, le Province erano riuscite a ottenere per il 2023 la cancellazione della “spending digitale”, fissata dalla precedente Legge di Bilancio, evitando di perdere altri 50 milioni; purtroppo, però, l’emendamento emanato a novembre prevedeva l’eliminazione solo per l’anno scorso, pertanto ai 50 milioni imposti dalla nuova Legge di Bilancio si aggiungono quest’anno anche i 50 milioni già inseriti nella Legge di Bilancio 2021, per un totale di 100 milioni che incideranno sui bilanci delle Province nel biennio 2024-2025. Questa manovra provocherà immediati effetti negativi sulla capacità di intervento degli Enti, che non hanno ancora riassorbito completamente i pesanti tagli operati dalla legge 190/2014: una situazione di squilibrio finanziario che è pari a -841.946.661 euro per il 2021, sulla base dello schema elaborato dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard che fotografa la capacità fiscale, i fabbisogni e il contributo alla finanza pubblica di tutte le Province italiane. Attualmente, gli strumenti di sostegno messi a disposizione delle Province dallo Stato contribuiranno, fino al 2031, ad assegnare risorse pari solo al 50% dello squilibrio: eppure, gli Enti sono chiamati a garantire i medesimi livelli di efficienza e servizi per il territorio. Questi i motivi per i quali UPI Veneto chiede al Governo che la costruzione del nuovo sistema fiscale del Paese, che avverrà con la legge 111/2023, sia l’occasione per tornare sulla riforma delle Province e segnare un punto di svolta, permettendo così di sbloccare una situazione sempre più insostenibile attraverso una profonda revisione del sistema tributario e finanziario degli Enti.

PNRR, ottimi risultati in Veneto: Province venete e Città Metropolitana hanno aggiudicato 130 interventi per finanziamenti totali di 223.232.098 euro. Nonostante le criticità, UPI Veneto ha registrato una risposta straordinaria delle Province venete e della Città Metropolitana di Venezia rispetto alle opportunità di finanziamento del PNRR: gli Enti sono riusciti a presentare progetti validi nel rispetto delle stringenti tempistiche fissate dal Ministero, avviando nell’ultimo anno 130 interventi per la riqualificazione delle scuole superiori e urbanistica in tutto il territorio, per un valore complessivo di 223.232.098 euro.

Stazione Unica Appaltante: il modello della Provincia di Treviso primo in Italia per importi di appalto gestiti dal 2000 sino a oggi: 5 miliardi. In questi anni le Province hanno continuato a svolgere un’importante funzione di supporto e assistenza ai Comuni. Tra i servizi, riveste un ruolo di punta la Stazione Unica Appaltante, che si occupa di gestire le procedure di gara per l’appalto di lavori e servizi. La Stazione Unica Appaltante della Provincia di Treviso è risultata la più operativa d’Italia per importi appaltati sino a oggi attraverso le gare per lavori e servizi gestite dal Sant’Artemio: dallo studio di UPI nazionale sui dati ANAC risulta che dal 2000 al 31 agosto 2023, la Provincia ha appaltato complessivamente circa 5 miliardi di euro. Gli importi sono progressivamente aumentati da quando, dal 2013, la Provincia ha avviato il servizio anche per i Comuni e gli altri Enti del territorio: solo nel 2023, l’Ente ha svolto 80 gare per lavori, gestendo procedure di appalto per oltre 110 milioni, e 65 gare per servizi, per oltre 68 milioni.

Le richieste delle Province al Governo. “Alla luce del percorso svolto finora, UPI Veneto ribadisce unitamente l’urgenza di una legge di riordino delle Province – le parole del presidente UPI Veneto – nel rispetto sia dei principi costituzionali, che riconoscono le Province quali Enti intermedi di coordinamento tra Regione e Comuni, sia della raccomandazione che il Consiglio d’Europa ha inviato all’Italia a seguito Quarto Rapporto di Monitoraggio della Carta europea delle Autonomie locali, che il nostro Paese ha ratificato ma che al momento resta inattuata. L’auspicio è che la discussione sul Testo Unificato sulle Province da parte della Commissione Affari Costituzionali in Senato possa riprendere subito dopo le elezioni di giugno, anche tendendo conto delle prossime scadenze dei Consigli provinciali, che, per il Veneto, coinvolgeranno il prossimo 29 settembre le Province di Rovigo, Treviso e Vicenza. Quello che speriamo è che si tratti dell’ultimo rinnovo con il sistema elettorale di secondo grado e che si possa finalmente tornare, dal prossimo anno, alla piena rappresentatività con l’elezione diretta del Presidente e dei Consiglieri”.

Politiche di Coesione: la Conferenza europea dei poteri locali lancia un appello “I candidati alle elezioni Europee di tutti gli Stati chiariscano cosa intendono fare dei fondi di coesione”

I candidati alle elezioni europee di tutti i Paesi chiariscano subito che posizione avranno rispetto ai fondi di coesione e se intendono mantenere le politiche di coesione tra gli obiettivi prioritari della UE. E’ l’appello lanciato dai rappresentanti delle Province di tutta Europa, riuniti a a Lucca per l’Assemblea politica della Conferenza europea dei poteri intermedi locali, ospitata quest’anno dalla Provincia di Lucca e dall’Unione delle Province italiane , che ha visto l’intervento del Ministro per gli Affari europei, per le politiche di coesione e per il PNNR Raffaele Fitto.

“La politica di coesione esiste nell’interesse dell’Unione Europea in quanto espressione del principio di sussidiarietà stabilito dai Trattati – ha detto il Presidente del Comitato Europeo delle Regioni, Vasco Cordeiro. “Per questo dobbiamo difenderla, pronti però a riformarla per raggiungere meglio il l’obiettivo principale di coesione economica, sociale e territoriale, un obiettivo che rimane ancora oggi fondamentale per tenere insieme l’UE”.

“La discussione sulla futura politica di coesione post 2027 – ha sottolineato il Presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini, rappresentante delle Province nel Comitato delle Regioni – deve iniziare ora. Chiediamo che il prossimo parlamento europeo valorizzi il ruolo delle Province nella definizione delle priorità di sviluppo dei territori e nell’attuazione degli strumenti di coesione, perché è tramite le province che si intervenire nel contrasto alle disuguaglianze territoriali”.

“Le politiche di coesione sono un esempio unico di solidarietà tra le nazioni – ha sottolineato il Presidente di UPI Michele de Pascale. I cittadini d’Europa – ha detto – si muovono sugli obiettivi comuni come un unico grande popolo”. De Pascale ha poi ricordato il recente monito del Consiglio d’Europa all’Italia sulle Province “L’Unione europea è il luogo della democrazia: anche il ritorno all’elezione diretta delle Province e la garanzia delle risorse per le funzioni fondamentali e’ parte della visione europea”.

Il Presidente di CEPLI Andres Violà, ha ricordato come in Francia le Province abbiano un ruolo chiave nella gestione dei fondi strutturali “Grazie alla nostra prossimità – ha detto – possiamo dare un apporto essenziale per rendere efficaci gli interventi, gestendo in maniera rapida i fondi europea”.
Il documento politico con l’appello ai candidati alle prossime elezioni europee è’ stato sottoscritto dai Presidenti delle Associazioni che rappresentano le Province di Italia, Francia, Spagna, Germania, Polonia, Romania, Belgio.

Verso la nuova politica di coesione. Un approccio che parte dai territori

Lucca e Palazzo Ducale saranno al centro della Conferenza politica della rete europea delle province, CEPLI che si terrà martedì 23 aprile (9,30) nella sala Ademollo.

CEPLI è la prima confederazione europea che raggruppa 7 associazioni nazionali che rappresentano circa 900 enti locali intermedi di sette paesi europei (Belgio, Francia, Germania, Italia, Polonia, Romania e Spagna); ne fa parte anche una rete europea di enti locali intermedi, Partenalia.

Si tratta di un appuntamento istituzionale internazionale di grande importanza perché consentirà un confronto con le istituzioni europee e il governo sul tema centrale della governance multilivello e della sussidiarietà sia nell’attuazione, sia nella partecipazione alla politica di coesione UE che stabilisce le risorse finanziarie da attribuire alle regioni: i cosiddetti Fondi Strutturali Europei (FSE) che consentono di realizzare investimenti sui territori.

L’appuntamento è promosso dalla Provincia di Lucca, dall’Unione delle Province Italiane (UPI) dalla rete CEPLI in collaborazione con il Comitato Europeo delle Regioni.

La politica di coesione è la principale politica di investimento dell’Unione Europea, e sostiene la crescita economica, la creazione di posti di lavoro, la competitività delle imprese, lo sviluppo sostenibile e la protezione dell’ambiente in tutti i territori.

L’evento di Palazzo Ducale si colloca in un momento particolare del dibattito europeo, a poche settimane dalle elezioni del Parlamento Europeo dell’8 e 9 giugno.

L’obiettivo della conferenza è avviare una riflessione sul futuro della politica di coesione post 2027, ma soprattutto è l’occasione per confermare e rafforzare il ruolo degli enti intermedi nella definizione delle priorità di sviluppo dei territori e nell’attuazione degli strumenti di coesione.

La riforma istituzionale che ha interessato le Provincie italiane a partire dal 2015 e che, parallelamente, ha interessato anche altri stati europei seppure con modalità diverse, ha dimostrato, a distanza di quasi dieci anni, che si è trattato di una riforma che presenta molteplici criticità e che necessita di una rapida revisione.

Il programma della giornata prevede i saluti istituzionali (dalle 9.30) da parte del presidente della Provincia Luca Menesini e del sindaco del Comune di Lucca Mario Pardini, a sui seguiranno gli interventi di André Viola, presidente della CEPLI, di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, di Enrico Letta (intervento on line), presidente dell’istituto Jacques Delors, di Vasco Cordeiro, presidente del CDR e di Nicola De Michelis, direttore nella DG Regio della Commissione Europea.

La seconda sessione, che ha per titolo “Dall’UE a livello locale: il ruolo di Province e autorità intermedie nel definire una nuova politica di coesione per territori resilienti“, sarà aperta sempre dal presidente della Provincia Luca Menesini, membro del Comitato Europeo delle Regioni.

Interverranno Wiktor Szydarowky, direttore del programma ESPON, André Viola, membro dell’Associazione dei Dipartimenti di Francia, il presidente di UPI Michele De Pascale, Giorgio Magliocca, della Commissione europea delle Regioni di UPI e presidente della Provincia di Caserta, e altri autorevoli relatori tra cui rappresentanti della Rete europea Partenalia, dell’Associazione Landkreis tedeschi, dell’Associazione Province e Comuni rumeni; dell’associazione Province della Vallonia (Belgio) nonché dell’associazione dei Powiat Province della Polonia.

Da segnalare, infine, che a margine della conferenza di Palazzo Ducale, nel pomeriggio sarà organizzata una visita al Polo dell’innovazione e della tecnologia ‘Lucca In-tec’ di Sorbano, anche per far conoscere i distretti cartario e della nautica che rappresentano due settori trainanti dell’economia provinciale.

Province, de Pascale: “Sviluppo deve tornare ai territori con diritto di scelta ai cittadini”

 “È importante rivedere norme che sono state concepite come transitorie, in attesa del famoso referendum, che è fallito. Ritengo però importante non ridurre tutto alla sola questione del modello elettorale. Come Upi lo diciamo da dieci anni: ciò che interessa davvero cittadini e imprese è assicurare ai territori istituzioni in grado di rispondere alle loro esigenze perché dotate del personale e delle risorse necessari”.
Lo ha detto il Presidente di UPI Michele de Pascale in un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Adnkronos in occasione del decennale dell’entrata in vigore della Legge 56/14, la cosidetta Legge Delrio.
“Le Province in questi dieci anni, nonostante le difficoltà, hanno dimostrato di essere utili per il Paese. Siamo protagonisti nel Pnrr, dove ci è affidata una delle missioni più importanti: tutte le opere di costruzione di nuove scuole superiori, comprese le palestre. Nella mia terra, in Emilia-Romagna siamo protagonisti anche della ricostruzione post alluvione. Province e Città Metropolitane possono essere le istituzioni chiave di programmazione dello sviluppo locale e degli investimenti pubblici. Questa sarebbe la vera innovazione”.
 “Il Consiglio d’Europa raccomanda il ritorno al voto diretto ma evidenzia anche la necessità di garantire alle Province i fondi necessari per assicurare le funzioni fondamentali. Penso che per un ente locale il rapporto diretto con i cittadini elettori sia fondamentale e quindi propendo per il ritorno all’elezione diretta”.
“Questo Paese è fatto di poche grandi aree urbane e di tantissimi territori medio piccoli: è il luogo in cui vive il 70% della popolazione italiana. L’auspicio è che Governo e Parlamento, insieme e al di fuori dalle questioni politiche, tornino a puntare su questi territori e questi cittadini, che partecipano in gran parte alla costruzione del Pil nazionale, assicurando alle Province quella stabilità istituzionale ed economica indispensabile per continuare a programmare lo sviluppo”.

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