IN ALLEGATO IL REPORT DELLA CONFERENZA
IN ALLEGATO IL REPORT DELLA CONFERENZA
La relazione del Presidente dell’Upi, Achille Variati
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/relazione%20presidente%20variati%2013%20ottobre.pdf
Le slides del Preisdente Achille Variati: Il tempo della svolta
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/Il%20tempo%20della%20svolta.pdf
Il Dossier sulla finanza pubblica con i dati aggiornati ad ottobre, illustrati dal Presidente della Provincia di Pavia Daniele Bosone
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/LA%20FINANZA%20DI%20PROVINCE%20E%20CITTA%E2%80%99%20METROPOLITANE%20ottobre%202015.pdf
La nota sull’edilizia scolastica
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/nota%20di%20sintesi%20su%20edilizia%20scolastica.pdf
La relazione del Vice Preisdente dell’Upi, Marco Filippeschi “Dalle Province alle Case dei Comuni” https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10
/Dalla%20Provincia%20alla%20Casa%20dei%20Comuni%20comunicazione%20di%20Marco%20Filippeschi%20al%20Seminario%20dell’Upi%2013%2014%20ottobre%202015.pdf
La relazione del Presidente della Provincai di Ferrara, Tiziano Tagliani
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/relazione%20presidente%20tagliani.pdf
La relazione del Presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone
http://www.upinet.it/docs/contenuti/2015/1/LA%20COESIONE%20TERRITORIALE_Intervento%20Gabellone.pdf
La relazione del Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/LE%20OPPORTUNITA’%20UE_Intervento%20Mottinelli.pdf
I piani di riassetto organizzativo per costruire il nuovo ente Nicola Valluzzi, Presidente Provincia di Potenza
https://provinceditalia.it/wp-content/uploads/docs/contenuti/2015/10/intervento%20valluzzi.pdf
In allegato, la nota di lettura dell’articolo 5 del Dl 78/15, finalizzata a fornire le opportune indicazioni per l’ attuazione delle nuove disposizione sulla polizia provinciale.
In particolare il documento si sofferma sulle quetsioni legate all’individuazione del personale di polizia provinciale necessario per le Province, al trasferimento del personale di polizia provinciale alle Regioni e al trasferimento del personale di polizia provinciale ai Comuni.
Le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea per il periodo di programmazione 2014-2020 solo per l’Italia ammontano a 42 miliardi di euro di fondi strutturali (con cui verranno finanziati PON e POR) e circa 1 miliardo per i programmi di cooperazione territoriale.
Nella difficile congiuntura economico-finanziaria che ci troviamo ad affrontare, l’Unione delle Province d’Italia ha avviato con l’associazione Tecla un Focus sul Quadro Finanziario Pluriennale per individuare le migliori opportunità a disposizioe delle Province, dettagliato nelle slides allegate.
Allo stesso tempo abbiamo individuato una prima proposta di modello roganizzativo, il Servizio Europeo di Aera Vasta (SEAV), che si innesta perfettamente nel solco dell’attuazione della legge Delrio, che trasforma la Provincia in un ente nuovo, al servizio dei comuni, dei territori e dei loro cittadini.
Su tale proposta, che intendiamo proporre come modello nazionale nell’ambito della programmazione europea, attendiamo suggerimenti e implementazioni dai territori.
Nel mese di luglio è stato insediato il Tavolo nazionale dei soggetti aggregatori che sono stati riconosciuti come tali dall’ANAC ai sensi del DPCM 11 novembre 2014, tra i quali figurano le Province di Perugia e Vicenza (cfr. documento allegato).
L’obiettivo dichiarato è quello di avviare un profondo processo di riduzione della spesa per gli acquisti della PA, come risulta dal comunicato del MEF pubblicato all’indirizzo http://www.mef.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2015/comunicato_0153.html .
Allo stesso tempo, le Province italiane sono oggi impegnate ad attivare esperienze di centrali uniche di committenza e di stazioni uniche appaltanti in attuazione della normativa vigente ed, in particolare di quanto previsto dalla legge 56/14, art. 1, comma 88, attivando le necessarie intese e convenzioni con i Comuni del territorio.
Questo processo si incrocia con l’obbligo previsto per i Comuni non capoluogo di provincia per il termine del 1° novembre 2015 di procedere agli acquisti e agli appalti in modalità associata o con gli enti di area vasta, come previsto dall’art. 33 del Codice degli appalti.
Con la presente, voglio evidenziare a tutti la centralità di questa problematica per il sistema delle Province. Infatti, sull’aggregazione degli acquisti e degli appalti si gioca una parte essenziale della trasformazione dei nuovi enti di area vasta in enti di secondo livello fortemente focalizzati su un ruolo di supporto e servizio ai Comuni del territorio e la possibilità di conseguire, nell’ambito degli enti locali, risparmi nella spesa che non incidano sui livelli di servizio e sulle prestazioni ai cittadini e ai territori, anche in vista della legge di stabilità 2016.
In sede UPI, abbiamo costituito un piccolo gruppo di lavoro ristretto (a cui partecipano le Province di Brescia, Perugia, Pesaro e Urbino, Reggio Emilia e Vicenza) con l’obiettivo di avviare uno scambio di informazioni tra le diverse esperienze avviate, in modo da accompagnare l’attività del Tavolo dei soggetti aggregatori che è stato costituito presso il MEF e di offrire un supporto a tutte le Province per l’attivazione o lo sviluppo delle Centrali uniche di committenza o le Stazioni uniche appaltanti provinciali, anche in vista del 1° novembre 2015.
A questo fine si allega la prima documentazione raccolta sulle esperienze avviate dalle Province.
Achille Variati
Il Decreto Legge 78/15 sugli Enti locali, come convertiro in legge dal Parlamento, presenta per le Province e le Città metropolitane importanti positive novità, ma soprattutto segna una inversione di tendenza rispetto alla considerazione delle problematiche legate alle aree vaste, sia rispetto agli aspetti di carattere finanziario, sia rispetto al necessario rilancio del processo di riordino.
In allegato il testo del decreto legge pubblcatoTesto del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, coordinato con la legge di conversione 6 agosto 2015 , n. 125, pubblicato nel Supplemento ordinario n. 32/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 140 del 19 giugno 2015, entrato in vigore il 15 agostyo 2015, e la nota di lettura predisposta dagli Uffici UPI.
Inizia oggi l’esame del decreto-legge enti locali presso la Commissione Bilancio della Camera (C3262).
Il Relatore è l’on. Misiani (PD).
Si allega il testo del provvedimento, che può anche essere scaricato dal seguente link
La fiducia sul provvedimento verrà votata martedì 4 agosto alle 12. Il decreto scade il 18 agosto.
Decreto Enti Locali: Province e Città a rischio dissesto. Così titola oggi Il Sole 24 Ore nell’articolo a firma di Gianni Trovati che riprende e rilancia l’allarme dell’Upi sui conti delle Province. Il testo riporta l’intervento del Presidente Achille Variati nell’audizione alla Commissione Bilancio del Senato, nel quale sono stati illustrati i dati di bilancio certificati che dimostrano l’insostenibilità della manovra economica per Province e Città metropolitane. “Bastano questi pochi numeri – si legge nell’articolo – a delineare le prospettive di un dissesto complessivo”.
In allegato, l’articolo completo, scaricabile anche da http://www.quotidianoentilocali.ilsole24ore.com/
“Anci e Upi oggi hanno chiesto insieme ai Senatori della Commissione Bilancio di intervenire nella conversione del Decreto Legge sugli Enti locali, per apportare quelle modifiche che sono essenziali a salvare i servizi ai cittadini”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, al termine dell’audizione in Senato sul DL Enti locali, ribadendo la situazione di grave emergenza dei bilanci di Province e Città metropolitane causata dal prelievo di 1 miliardo previsto dalla legge di stabilità.
“Le Regioni – sottolinea Variati – avrebbero dovuto adempiere entro il 31 dicembre 2014 ad una serie di provvedimenti derivanti dalla riforma di Province e Città metropolitane, con leggi di riordino che avrebbero dovuto togliere a questi nuovi enti di area vasta funzioni che non spetta più loro esercitare e ricollocare conseguentemente il personale. In questi primi sei mesi dell’anno, solo 6 Regioni hanno approvato queste leggi, nessuna finora assumendo gli oneri dal 1 gennaio 2015, e le Province e le Città metropolitane stanno pagando personale e servizi che non dovrebbero più pagare, con 1 miliardo in meno. Per questo gli Enti di area vasta non possono chiudere i bilanci 2015 in equilibrio e quindi i servizi sono a rischio. Dati alla mano – indiscutibili perché certificati – nel 2015, sottraendo tutti i tagli previsti dal Governo, le Province potranno contare su 2 miliardi e 100, per far fronte ad una spesa che, secondo quanto ha stabilito il SOSE, per le sole funzioni fondamentali efficientate – cioè ridotte all’osso – è pari a 2 miliardi e 300 milioni. E’ del tutto evidente che se non si interviene, non potremo chiudere i bilanci 2015, come è ancora più chiaro che sarà impossibile sottrarre ancora 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017. Realtà che ormai hanno compreso bene i parlamentari. Per questo insieme all’Anci abbiamo avanzato alcune proposte essenziali: che ci sia consentito in via straordinaria di approvare un bilancio per il solo 2015, perché è del tutto impossibile approvare un bilancio triennale in equilibrio; che ci sia permesso di approvare i bilanci al 30 settembre 2015, perché la possibilità o meno di riuscire a farlo discende da questo decreto legge che non entrerà in vigore prima del 30 luglio; che si prevedano misure per ristorare alle Province e alle Città metropolitane i costi in più sostenuti dal 1 gennaio 2015 per personale e servizi non fondamentali; che ci sia possibile usare l’avanzo libero per predisporre i bilanci e il 50% del ricavato dalle alienazioni patrimoniali per coprire al spesa corrente. Nei prossimi giorni continueremo insieme ad Anci a tenere incontri per trovare le soluzioni più adeguate a garantire il mantenimento dei servizi sui territori.
In allegato, il documento Upi consegnato in audizione e le proposte emendative.
CONFERENZA STATO CITTÀ STRAORDINARIA DEL 25 GIUGNO 2015
report
APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA DEL 18 GIUGNO 2015 DELLA CONFERENZA STATO-CITTÀ ED AUTONOMIE LOCALI.
Approvato
Punto 1) all’O.d.G.:
SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE CONCERNENTE IL MONITORAGGIOSEMESTRALE DEL PATTO DI STABILITA’ INTERNO PER L’ANNO 2015 DELLE CITTA’ METROPOLITANE, DELLEPROVINCE E DEI COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE A 1000 ABITANTI. (ECONOMIA EFINANZE)
Parere favorevole
Punto 2) all’O.d.G.:
SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE CONCERNENTELA DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI DEL PATTO DI STABILITÀ INTERNOPER GLI ANNI 2015, 2016, 2017 E 2018. (ECONOMIA E FINANZE)
Parere ai sensi dell’articolo 31
Parere favorevole
Punto 3) all’O.d.G.:
COMUNICAZIONE DELLE NOMINE DI RAPPRESENTANTI DELL’ENTE LOCALE NELLECOMMISSIONI TERRITORIALI PER IL RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE.(INTERNO)
Resa comunicazione
“Il Jobs act è una riforma necessaria per il Paese, ma ancora una volta non si coglie l’occasione per investire nei servizi per l’occupazione, su cui l’Italia e’ in grave ritardo”. Lo ha detto il Presidente di Upi Lazio, Giuseppe Rinaldi intervenuto oggi alla Camera dei Deputati per il Comitato Direttivo Upi all’Audizione sul decreto attuativo del Jobs Act di riordino dei servizi per l’impiego. “Il problema – ha detto Rinaldi – e’ che questa legge di fatto non compie una scelta chiara sul modello di governance del settore, su quali saranno cioe’ le istituzioni che dovranno garantire questi servizi. Si smonta un sistema dunque, ma non è chiaro come si intende ricostruirlo. Non c’e’ alcuna certezza rispetto ai Centri per l’Impiego, e se la loro competenza passasse alle Regioni, il rischio e’ che ci ritroveremo con 20 agenzie regionali, con standard, criteri e funzioni diverse, completamente disomogenee sul territorio, con un forte indebolimento dei servizi per i cittadini. Serve invece – ha aggiunto Rinaldi – modificare le norme inserendo interventi in grado di rafforzare questi Centri con risorse adeguate, e di mantenere saldo il legame con i territori. Solo cosi potranno davvero svolgere a pieno quella funzione di cerniera tra bisogni, domande e offerte di lavoro e sostenere la ripresa dell’occupazione”. Il Presidente Rinaldi ha inoltre richiamato l’attenzione della Commissione Lavoro sul tema più generale del personale delle Province, a partire dai dipendenti dei centri per l’impiego che stanno attraversando una fase di grande incertezza e preoccupazione legata anche ai gravi ritardi dell’ attuazione della legge Delrio.
CONFERENZA UNIFICATA DEL 18 GIUGNO 2015
APPROVAZIONE DEL VERBALE DELLA SEDUTA DEL 7 MAGGIO 2015.
Punto 1) all’O.d.G.:
ACQUISIZIONE DELLA DESIGNAZIONE DI TRE ESPERTI QUALI COMPONENTI DEL CONSIGLIOSUPERIORE DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, AI SENSI DELL’ARTICOLO 2, COMMA 5, LETTERA B) DELDECRETO LEGISLATIVO 30 GIUGNO 1999, N. 233. (ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA)
DESIGNAZIONE RESA
Punto 2) all’O.d.G.:
INTESA SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, RECANTE “LINEEGUIDA NAZIONALI PER LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI EDIFICI”. (SVILUPPOECONOMICO – AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – INFRASTRUTTURE E TRASPORTI – SEMPLIFICAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE)
SANCITA INTESA
Punto 3) all’O.d.G.:
INTESA SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI RECANTE L’APPROVAZIONE DEL PIANO NAZIONALE INFRASTRUTTURALE PER LA RICARICA DEI VEICOLI ALIMENTATIAD ENERGIA ELETTRICA. (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI)
SANCITA INTESA
Punto 4) all’O.d.G.:
PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA. (SVILUPPO ECONOMICO – SALUTE – ECONOMIA E FINANZE – GIUSTIZIA)
PARERE NEGATIVO REGIONI. ANCI E UPI NON ESPRIMONO PARERE
Punto 5) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, RECANTE LADEFINIZIONE DEGLI SCHEMI E DELLE MODALITÀ DI RIFERIMENTO PER LA COMPILAZIONE DELLARELAZIONE TECNICA DI PROGETTO ATTESTANTE LA RISPONDENZA ALLE PRESCRIZIONI PER IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DI ENERGIA DEGLI EDIFICI E DEI RELATIVI IMPIANTI TERMICI.(SVILUPPO ECONOMICO – INFRASTRUTTURE E TRASPORTI – SEMPLIFICAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE)
PARERE FAVOREVOLE
Punto 6) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA2013/30/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, DEL 12 GIUGNO 2013, SULLASICUREZZA DELLE OPERAZIONI IN MARE NEL SETTORE DEGLI IDROCARBURI E CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 2004/35/CE. (PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI – SVILUPPO ECONOMICO – AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE)
RINVIO
Punto 7) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO EDEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, CONCERNENTE L’APPLICAZIONE DELLA FORMULA PER IL CALCOLO DELL’EFFICIENZAENERGETICA DEGLI IMPIANTI DI INCENERIMENTO IN RELAZIONE ALLE CONDIZIONI CLIMATICHE, CHESOSTITUISCE IL PRECEDENTE D.M. DEL 7 AGOSTO 2013. (AMBIENTE E TUTELA DELTERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – SVILUPPO ECONOMICO)
PARERE FAVOREVOLE
Punto 8) all’O.d.G.:
PARERE SULLO SCHEMA DI DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE, DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLA SALUTE E IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI, CONCERNENTE IL RILASCIO DELLA LICENZA DI GIARDINO ZOOLOGICO AL 1° PARCO ZOO DELLA FAUNA EUROPEA, DELL’AZIENDA AGRICOLA ZOO DI POPPI (AR), AI SENSI DELL’ARTICOLO 4, COMMA 1, DEL DECRETO LEGISLATIVO 21 MARZO 2005, N. 73. (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE – SALUTE – POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI)
RINVIO
Punto 9) all’O.d.G.:
PARERE SULL’ISCRIZIONE ALL’ELENCO DEI SOGGETTI AGGREGATORI PREDISPOSTO DALL’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE. (AUTORITA’ NAZIONALE ANTICORRUZIONE,PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI – ECONOMIA E FINANZE)
Parere, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 novembre 2014.
PARERE FAVOREVOLE