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PNRR: Le Province alla Cabina di Regia a Palazzo Chigi “Chieste rassicurazioni sulle opere da completare”

“Le Province stanno portando a conclusione gli investimenti finanziati dal PNRR, oltre 1.700 interventi nelle scuole secondarie superiori per la messa in sicurezza, l’efficientamento energetico e la costruzione di nuovi edifici e palestre. Ci sono però alcuni cantieri che sono rimasti indietro non per ritardi delle amministrazioni, ma per complicazioni legati ad autorizzazioni o a questioni burocratiche.

Queste opere non possono rimanere delle incompiute. Per questo abbiamo chiesto oggi alla cabina di regia di Palazzo Chigi rassicurazioni rispetto alla volontà del Governo di assicurare la prosecuzione delle opere che dovessero superare la scadenza del 2026 per cause non imputabili agli enti.

Cantieri che – stante il raggiungimento del target della Missione – per cause di forza maggiore, come contenziosi con ditte, interruzioni di lavori imposti d’autorità, non saranno completati oltre i termini previsti. Abbiamo accolto positivamente la risposta del Ministro Foti, che ha mostrato piena consapevolezza del problema e ha ribadito l’attenzione del Governo su questa questione che per le Province è essenziale.”

Lo dichiara il Vicepresidente UPI Emanuele Ramella Pralungo, Presidente della Province di Biella, intervenuto alla Cabina di Regia PNRR convocata oggi a Palazzo Chigi e presieduta dal Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti.

DDL Isole Minori, UPI: “Positivo l’impianto, ma senza le Province si rischia di mancare l’obiettivo”

“Il Disegno di Legge per le isole minori è un passaggio importante, quanto necessario, perché riconosce la specificità territoriale e la necessità di strumenti amministrativi, finanziari e programmatori adeguati di territori caratterizzati da condizioni strutturali di marginalità geografica, economica e sociale. Ma se l’obiettivo è quello di costruire politiche strutturate, superando l’approccio frammentario che ha caratterizzato negli anni le politiche per le isole minori, risulta del tutto incomprensibile l’assenza di istituzioni come le Province si occupano proprio di assistenza ai Comuni, pianificazione territoriale, scuole secondarie superiori e viabilità. Tutte questioni che il disegno di legge pone, giustamente, come priorità su cui intervenire”.

Lo ha detto il rappresentante di UPI, Francesco Limatola, Presidente della Provincia di Grosseto, intervenendo in audizione alla Commissione Ambiente del Senato sul Disegno di Legge per la per la valorizzazione delle isole minori marine, lagunari e lacustri.

“Il provvedimento – ha spiegato Limatola – interessa direttamente 15 Province, eppure questi enti sono esclusi dai meccanismi di programmazione e coordinamento previsti dal disegno di legge. Si tratta di una lacuna grave, che rischia di inficiare la messa a terra delle azioni previste e il pieno raggiungimento degli obiettivi che si pone.

Le richieste UPI

Per questo come UPI chiediamo di rafforzare il ruolo delle Province sia nella governance istituzionale sia nei processi di pianificazione e attuazione degli interventi, valorizzandone le competenze di area vasta e la funzione di raccordo tra i diversi livelli di governo del territorio.

Si tratta di richieste che non hanno carattere rivendicativo – ha detto il Presidente Limatola – ma rappresentano una disponibilità concreta delle Province a collaborare, per rendere più efficace l’attuazione degli interventi previsti dal disegno di legge e garantire una migliore capacità di risposta ai bisogni dei territori interessati. Per questo auspichiamo che il Governo e il Parlamento siano disponibili ad accoglierle”.

Il documento consegnato alla Commissione Ambiente Senato Audizione disegno di legge isole minori

Provincia di Salerno e Lega Pallavolo Serie A Femminile: un Protocollo per promuovere sport, inclusione sociale giovanile.

Mercoledì 3 giugno, alle 10.30, presso la Sala “Marcello Torre” della Provincia di Salerno, sarà sottoscritto il Protocollo d’Intesa tra la Provincia di Salerno e la Lega Pallavolo Serie A Femminile finalizzato alla promozione dello sport quale strumento di inclusione sociale, crescita educativa e contrasto al disagio giovanile.

Nel segno di GAMEUPI2.0

L’accordo nasce dalla positiva esperienza maturata nell’ambito del progetto “Sportability 2.0”, realizzato dalla Provincia di Salerno e finanziato dall’UPI attraverso l’iniziativa nazionale “GAME UPI 2.0”, che ha visto la Lega Pallavolo Serie A Femminile partecipare come partner attivo nella realizzazione di attività dedicate ai giovani, alla diffusione di stili di vita sani e alla valorizzazione dello sport inclusivo. Il Protocollo consolida un percorso condiviso volto a rafforzare il ruolo dello sport come presidio educativo, sociale e culturale, capace di favorire aggregazione, partecipazione, pari opportunità e cittadinanza attiva.

Gli obiettivi

Attraverso l’intesa, le Parti si impegnano a promuovere iniziative sportive, formative e culturali rivolte ai giovani e alle comunità locali, con particolare attenzione alla valorizzazione dello sport femminile, al coinvolgimento delle scuole e delle associazioni territoriali, nonché alla realizzazione di campagne di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione e del benessere giovanile.

Il Protocollo avrà durata triennale e consentirà di sviluppare ulteriori progettualità condivise da candidare a programmi e finanziamenti regionali, nazionali ed europei, dando continuità alle azioni già avviate con “Sportability 2.0”.

L’appuntamento

Alla cerimonia di firma prenderanno parte per la Provincia di Salerno, il Presidente Giuseppe Parente ed il Consigliere Provinciale Delegato allo Sport Davide Zecca, mentre per la Lega Pallavolo Serie A Femminile, la Responsabile Eventi, Comunicazione e PR, Consuelo Mangifesta.

 

 

Provincia di Padova: le iniziative per Libera nelle scuole

All’IIS Cattaneo-Mattei di Monselice nasce il presidio di Libera intitolato ad Angelo Vassallo

All’istituto Cattaneo-Mattei di Monselice, è stato inaugurato il presidio scolastico dell’associazione Libera dedicato ad Angelo Vassallo. Il taglio del nastro è stato preceduto dalla presentazione del libro Come riflessi sulle onde. Lettere ad Angelo Vassallo, giglio di mare reciso dalla mafia (Operaincerta Editore, maggio 2026).

La data di presentazione del libro, sabato 23 maggio, è stata scelta dall’istituto Cattaneo-Mattei di Monselice in quanto fortemente simbolica: erano infatti le 17:58 del 23 maggio 1992, quando si consumò la strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

“Come riflessi sulle onde, il libro composto di 44 lettere scritte da studentesse e studenti”

Il libro scritto dalle studentesse e dagli studenti del Cattaneo-Mattei, «È composto da 44 lettere – la descrizione della scuola – parole intime e dirette, talvolta interrogative, talvolta appassionate, rivolte ad Angelo come a un interlocutore vivo, ancora capace di generare dialogo e di smuovere le coscienze. Nell’ultima, la quarantaquattresima, il racconto del percorso e delle interviste a 18 sindaci, e una domanda su tutte, semplice e inevitabile: esistono ancora oggi altri Angelo Vassallo?».

L’appuntamento si è svolto alla presenza anche dei rappresentanti delle istituzioni: Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, Provincia di Padova, Regione del Veneto, Avviso Pubblico, Libera, Pontificia Accademia per la Vita, insieme a Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo, oltre a numerosi sindaci della Provincia di Padova.

Il commento della Provincia

«La scuola è il primo luogo in cui si costruisce la coscienza civile di un Paese. Quando i giovani scelgono di impegnarsi in prima persona, la memoria diventa testimonianza concreta su cui costruire il futuro – il commento di Stefano Agujari Stoppa, consigliere della Provincia di Padova con delega alla Pubblica Istruzione -. Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” è diventato simbolo di amministrazione etica, coraggio civile e difesa del territorio e questo libro è un’iniziativa nata dalla volontà degli studenti e destinata a diventare un segno concreto e permanente di impegno civile».

«Iniziative come questa – conclude Agujari Stoppa – dimostrano la centralità del ruolo scolastico come centro formativo privilegiato per la formazione di coscienze civiche; intitolare un presidio di Libera ad Angelo Vassallo, significa ricordare ai ragazzi il valore dell’impegno quotidiano per il bene comune e per la legalità».

 apace di generare dialogo e di smuovere le coscienze. Nell’ultima, la quarantaquattresima, il racconto del percorso e delle interviste a 18 sindaci, e una domanda su tutte, semplice e inevitabile: esistono ancora oggi altri Angelo Vassallo?».

I protagonisti

I protagonisti del progetto sono 43 studenti delle classi terze e quarte, coinvolti in un percorso formativo riconosciuto a livello nazionale da Libera, Avviso Pubblico e dalla Fondazione Angelo Vassallo, dedicato ai temi della cittadinanza attiva, della responsabilità civile e del contrasto alle mafie.

L’appuntamento si è svolto alla presenza anche dei rappresentanti delle istituzioni: Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, Provincia di Padova, Regione del Veneto, Avviso Pubblico, Libera, Pontificia Accademia per la Vita, insieme a Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo, oltre a numerosi sindaci della Provincia di Padova.

 

Il PNRR ha cambiato la PA: ora proseguiamo con gli investimenti. Il commento del Presidente Lattuca su Il Sole 24 ore

“Tra poco più di un mese tutte le sette missioni del PNRR dovranno essere completate, le opere pubbliche dovranno essere concluse per passare poi ad ultimare le pratiche di rendicontazione degli investimenti e degli interventi.

Gli Enti locali, Comuni, Province e Città Metropolitane,in questo PNRR hanno agito da protagonisti, dimostrando capacità di programmazione, amministrazione e gestione superiore agli altri comparti dello Stato”.

E’ il commento rilasciato dal Presidente di UPI, Enzo Lattuca, al portale del Sole24Ore “Norme e tributi”,  alla lettura dei dati emersi dalla relazione semestrale della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR da parte degli enti territoriali.

Un nuovo modo di fare amministrazione

“Non è stato facile, soprattutto all’inizio  perché, dobbiamo ricordarlo, tutta la proceduta di messa a terra del Piano è stata un’assoluta novità per l’Italia: le nostre strutture, i nostri uffici, hanno dovuto imparare ad usare strumenti nuovi, come il famigerato ReGIS che tante difficoltà ha creato. Non solo: il PNRR ha costretto la macchina amministrativa nazionale e quella locale a comunicare, a lavorare all’unisono, a risolvere insieme le problematiche che si sono create. Si è dato il via, sul campo, ad un nuovo modello di pubblica amministrazione, più efficiente, più veloce e per questo più performante.

È un sistema che non solo deve proseguire, ma che va valorizzato, perché può rappresentare per l’Italia uno straordinario passo in avanti nell’utilizzo delle risorse europee”.

Il protagonismo di Comuni, Province e CM

“La grande capacità dimostrata da Comuni, Province e Città metropolitane di pieno utilizzo delle risorse assegnate per la realizzazione di opere e investimenti pubblici, deve continuare ad essere alimentata, perché produce ricchezza in termini di sviluppo economico ma soprattutto assicura ai cittadini il godimento di diritti essenziali”.

Le richieste delle Province per il dopo 2026

“Ecco perché, come Province, chiediamo che il 2026 sia la fine del PNRR ma l’inizio di un piano strutturato e pluriennale nazionale di opere pubbliche: grazie al Piano abbiamo investito su 1.700 scuole, ma ne restano almeno altre 6.000 su cui intervenire, così come abbiamo necessità di garantire la massima efficienza e sicurezza degli oltre 100 mila chilometri di strade e di più di 30 mila ponti, viadotti e gallerie.

La prossima Legge di Bilancio sarà molto complicata, data la situazione geopolitica mondiale, ma questo non può essere un alibi per interrompere lo straordinario processo di crescita economica, strutturale e organizzativa che abbiamo avviato con il PNRR”.

Stazioni uniche appaltanti, Province venete seconde in Italia per valore delle gare gestite: oltre 7 miliardi di euro in dieci anni

Le Province del Veneto, insieme alla Città Metropolitana di Venezia, si confermano tra le realtà più solide ed efficienti d’Italia nella gestione delle gare pubbliche attraverso le Stazioni Uniche Appaltanti e le Centrali di Committenza. È quanto emerge dal dossier nazionale “L’evoluzione degli appalti negli ultimi 10 anni nelle Stazioni appaltanti e Centrali di committenza delle Province”, realizzato dall’Unione Province d’Italia (UPI, www.provinceditalia.it ) sulla base dei dati ANAC aggiornati al 31 marzo 2026, e rilanciato dall’Unione Province del Veneto per i risultati ottenuti dagli Enti veneti.

L’analisi evidenzia come il Veneto sia la seconda regione italiana per volume complessivo delle procedure gestite dalle Province nel periodo 2016 – primo trimestre 2026, subito dopo la Lombardia e prima del Lazio, con un importo totale pari a 7,13 miliardi di euro.

Nel dettaglio, le Province venete e la Città Metropolitana di Venezia hanno gestito complessivamente 32.126 procedure CIG e SmartCIG ( contratti d’appalto, accordi quadro e convenzioni, contratti di concessione, servizi e forniture) e 8.169 opere finanziate (dato riferito ai CUP, ovvero ai Codici Unici di Progetto, che in un appalto si riferiscono appunto all’opera che si sta finanziando e che permettono di monitorare dunque la destinazione dei fondi pubblici utilizzati).

Dalla fotografia elaborata da UPI nazionale emerge inoltre che oltre il 69% degli importi gestiti in Veneto riguarda il settore dei servizi, seguito dai lavori pubblici (27,7%) e dalle forniture. Tra le modalità di realizzazione prevalgono i contratti di appalto, che rappresentano oltre il 38% del totale.

A livello territoriale, le realtà provinciali con il maggiore volume di importi gestiti risultano Treviso, Vicenza e Città Metropolitana di Venezia, seguite da Padova, Verona, Belluno e Rovigo, a conferma di una rete amministrativa diffusa e capace di supportare efficacemente i territori.

I dati nazionali

Il dossier nazionale di UPI sottolinea come negli ultimi dieci anni le Province italiane abbiano aumentato in modo significativo il numero e l’ammontare degli appalti gestiti: si è passati da circa 2 miliardi di euro nel 2015 a circa 9,6 miliardi di euro nel 2025. Tra il 2020 e il 2025 il volume degli appalti è addirittura triplicato, anche grazie al ruolo assunto dalle Province nella gestione dei progetti PNRR e nella qualificazione delle stazioni appaltanti.

Secondo il dossier, tutte le 88 Province italiane risultano oggi qualificate a regime nel 2026 e ben 56 Province gestiscono gare non soltanto per sé stesse, ma anche per oltre 2.500 Comuni ed enti convenzionati con le rispettive centrali di committenza.

Particolarmente significativo anche il dato relativo al primo trimestre2026: gli appalti gestiti dalle Province italiane hanno raggiunto 1,8 miliardi di euro, contro gli 0,5 miliardi registrati nel primo trimestre 2017.

Il commento del Presidente UPI Veneto

“La crescita registrata dal sistema delle Province venete – sottolinea il presidente di UPI Veneto, Flavio Pasini  – dimostra la capacità degli enti provinciali di svolgere un ruolo strategico nella gestione degli appalti pubblici e nel supporto ai Comuni, soprattutto in una fase complessa come quella dell’attuazione del PNRR. I dati del Veneto confermano l’efficienza e la competenza tecnica sviluppata dalle nostre strutture amministrative delle Province, che rappresentano oggi un punto di riferimento fondamentale per i territori”.

Analisi demografica delle Province in Italia dal 2022 al 2026

Pubblichiamo uno studio realizzato dal CUSPI con mappe e tavole sull’andamento demografico in Italia dal 2022 al 2026.

Il dossier

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Il presidente della Provincia di Lucca all’Assemblea di UPI Toscana

Il presidente della Provincia di Lucca Marcello Pierucci è intervenuto oggi, a Firenze, nel corso dell’assemblea generale di UPI Toscana svoltasi a Palazzo Medici Riccardi alla presenza di numerosi amministratori del territorio.

Pierucci, in primis, si è congratulato con Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto, confermato presidente di UPI Toscana all’unanimità dei presenti.

Il presidente Pierucci che non ha mancato di accennare al tema del convegno incentrato sull’attesa riforma delle Province, ha illustrato alla platea i risultati della recente indagine condotta dall’istituto demoscopico ‘Demopolis’ sulla qualità del lavoro dell’ente di Palazzo Ducale che il 73% degli intervistati (tutti amministratori locali) ha valutato positivamente, così come la capacità di ascolto. Indagine dove la maggioranza assoluta riconosce alla Provincia di Lucca doti di efficacia ed efficienza nella risoluzione delle richieste.

La dichiarazione del Presidente della Provincia di Lucca

“Lo studio di Demopolis – ha detto Pierucci –  dimostra che la Legge Delrio ha depotenziato gli enti che amministriamo ma nonostante tutto, almeno per la Provincia di Lucca, i feedback dei politici locali sono positivi. Risultati che ci stimolano a fare sempre meglio calibrando le nostre risposte sulle reali esigenze dei Comuni con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’efficienza della macchina amministrativa e orientando così la programmazione dell’azione di governo”.

Ad accompagnare il presidente Pierucci all’assemblea di Upi Toscana c’erano il consigliere Federico Gilardetti per la maggioranza e il consigliere Antonio Tognini per la minoranza.

 

UPI Toscana: è Francesco Limatola il nuovo Presidente delle Province toscane

L’Assemblea generale di UPI Toscana, riunita oggi a Palazzo Medici Riccardi a Firenze, ha eletto Francesco Limatola, Presidente della Provincia di Grosseto, nuovo Presidente dell’Unione Province Toscane. Limatola ricopriva già il ruolo di presidente facente funzioni dal novembre 2025, dopo l’ingresso di Gianni Lorenzetti nel Consiglio regionale della Toscana.

Nel corso dell’assemblea, dal titolo “Dalla riforma delle Province alla Toscana del futuro: idee, strumenti e nuovo governo del territorio”, è stato rilanciato con forza il tema della riforma delle Province e della necessità di rafforzare il ruolo degli enti provinciali nel sistema istituzionale.

Le dichiarazione del neo Presidente di UPI Toscana

“A distanza di 12 anni dalla legge Delrio e a 10 anni dal fallimento del referendum costituzionale sono evidenti i limiti di una riforma rimasta incompleta. Le Province non sono state superate e oggi ci troviamo davanti a un sistema fragile e incoerente. Non chiediamo una restaurazione del passato, ma una nuova Provincia capace di proiettarsi nel futuro”.

Al centro del confronto anche il tema delle risorse e dei tagli previsti per gli enti provinciali. “Nel 2026 il sistema delle Province italiane subirà un taglio di 754 milioni di euro, di cui 106 milioni solo in Toscana. Dietro questi numeri ci sono servizi fondamentali per i cittadini: manutenzione delle strade, edilizia scolastica, sicurezza e infrastrutture”.

UPI Toscana ha inoltre espresso preoccupazione per la conclusione della stagione del PNRR prevista per il 30 giugno. “Il PNRR è stato essenziale per gli investimenti delle Province – ha aggiunto Limatola –. Dopo questa fase occorre garantire continuità agli investimenti per non fermare il lavoro avviato sui territori”.

Le dichiarazioni del Presidente Nazionale UPI

All’assemblea è intervenuto anche il presidente nazionale di UPI, Enzo Lattuca, che ha sottolineato la necessità di aprire una nuova fase per gli enti provinciali. “Le Province hanno già pagato il proprio prezzo. Ora devono avere la possibilità di ripartire, perché cittadini e territori hanno bisogno di manutenzioni, servizi e investimenti”.

Il confronto con la Regione Toscana

Tra i temi centrali emersi durante l’assemblea anche la necessità di aprire in Toscana un tavolo regionale permanente tra Regione, UPI e ANCI, sul modello di quanto sta avvenendo in Emilia-Romagna, per arrivare a un nuovo sistema delle autonomie locali più omogeneo, più efficiente, più efficace e realmente vicino alle comunità e ai territori.

L’obiettivo condiviso è quello di superare definitivamente l’impianto della legge regionale 22 del 2015, costruendo una governance territoriale moderna, chiara nelle competenze e capace di rispondere alle nuove sfide amministrative, infrastrutturali e sociali.

Le richieste delle Province

Nel documento politico-programmatico approvato dall’assemblea viene ribadita la necessità di superare definitivamente il carattere transitorio della legge Delrio, rafforzare il ruolo delle Province, garantire stabilità finanziaria e organizzativa agli enti e aprire un confronto strutturato con Regione e Governo per ridefinire funzioni, competenze e risorse.

 

Salute e Sicurezza sul lavoro, la Provincia di Forlì-Cesena riunisce il Tavolo territoriale

Si è riunito ieri, presso la sede della Provincia di Forlì-Cesena, il “Tavolo per la Salute e la Sicurezza sui Luoghi di Lavoro”. L’organismo, previsto dalla DGR regionale 1533/2022 e coordinato dalla Provincia, vede la partecipazione attiva di istituzioni, enti, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali e soggetti in prima linea nella prevenzione e tutela della sicurezza dei lavoratori.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati INAIL aggregati relativi all’andamento delle denunce di infortunio sul lavoro e in itinere e di malattie professionali nel territorio provinciale, oltre al primo bilancio del progetto “Legalità e Sicurezza – Percorso formativo per i lavoratori di domani”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della provincia.

I dati sugli infortuni sul lavoro

Secondo i dati illustrati dal Direttore territoriale INAIL Forlì-Cesena e Rimini dott. Francesco Massarenti, nel 2025 in provincia di Forlì-Cesena si è riscontrato un andamento delle denunce di infortunio sul lavoro (7.236, con un aumento del 6,06% rispetto al 2024) e delle denunce di infortuni mortali (passate da 8 a 17 casi nel biennio considerato), il cui incremento risulta ascrivibile in ampia misura al fenomeno infortunistico relativo al tragitto casa-lavoro (c.d. infortuni in itinere).
Crescono inoltre le denunce di malattie professionali, su scala territoriale e regionale, in linea con la tendenza riscontrata a livello nazionale.

Il progetto formativo della Provinca nelle scuole superiori

Particolare attenzione è stata dedicata al progetto educativo promosso dalla Provincia insieme ai partner territoriali nell’ambito del protocollo sottoscritto il 9 giugno 2025.  L’iniziativa, rivolta agli studenti delle classi quarte e quinte degli istituti superiori e degli enti di formazione professionale, ha l’obiettivo di promuovere consapevolezza sui diritti dei lavoratori, sui temi della sicurezza e della prevenzione dei rischi, favorendo un ingresso più consapevole nel mondo del lavoro.  Nel primo anno di attività il progetto ha coinvolto 3 istituti del territorio, 8 classi e 135 studenti.  I moduli formativi hanno affrontato temi legati alla legalità nel lavoro, alla lettura della busta paga, ai diritti contrattuali, alla prevenzione degli infortuni e alla percezione del rischio, grazie al contributo di INAIL, AUSL Romagna, organizzazioni sindacali, Agenzia regionale per il lavoro e ANMIL.

Il commento del Presidente della Provincia di Forlì-Cesena

“Grazie alla disponibilità del dottor Francesco Massarenti, Direttore di INAIL – commenta Enzo Lattuca Presidente della Provincia – i componenti del Tavolo provinciale hanno potuto confrontarsi in anteprima sui dati aggregati relativi a infortuni e malattie professionali nel nostro territorio. Anche se il rapporto annuale ufficiale verrà presentato in autunno, questo momento di analisi anticipata è stato fondamentale per avviare un confronto approfondito e franco sullo stato della sicurezza sul lavoro nella nostra provincia.  La triste realtà dei fatti ci impone di non abbassare la guardia. In autunno proporremo al tavolo dei focus specifici di analisi suoi settori produttivi maggiormente esposti come edilizia e agricoltura. Allo stesso tempo – aggiunge Lattuca – accogliamo con favore i dati sui risultati del percorso formativo avviato nelle scuole: il bilancio di questo primo anno è assolutamente positivo e, insieme a tutti i partner, siamo già al lavoro per riproporre e potenziare il progetto per l’anno scolastico 2026/2027.”

 

 

Il Presidente della Provincia di Treviso visita le scuole superiori: sopralluoghi per verificare le necessità

Proseguono le visite del presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel, negli istituti scolastici superiori del territorio: dopo le tappe nei mesi scorsi nell’Opitergino-Mottense, a Treviso e a Vittorio Veneto, oggi i sopralluoghi hanno interessato le scuole superiori di Montebelluna. Le visite del presidente, di carattere informale, rappresentano un’occasione di confronto diretto con dirigenti scolastici, docenti e studenti, oltre che un momento utile per fare il punto sugli investimenti realizzati dalla Provincia e sui prossimi interventi in programma negli edifici scolastici.

I licei visitati

La mattinata è iniziata al Liceo Levi, dove il presidente Donadel ha incontrato il dirigente scolastico Ezio Toffano. Durante il sopralluogo sono stati ripercorsi gli investimenti realizzati negli anni nella sede di via Sansovino, edificio provinciale inaugurato nel 2015 e caratterizzato da elevati standard antisismici ed energetici, grazie all’utilizzo di impianti fotovoltaici e sonde geotermiche. Per l’estate 2026 la Provincia ha già programmato nuovi lavori per circa 35.000 euro, che riguarderanno l’acquisto di una nuova pompa geotermica di backup per garantire la continuità del servizio di riscaldamento e raffrescamento, oltre agli interventi di relamping delle aule e dell’illuminazione di sicurezza con nuove tecnologie a LED.

Le visite sono poi proseguite all’Istituto Einaudi-Scarpa, insieme al dirigente scolastico Massimo Ballon. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli interventi finanziati attraverso il PNRR per la manutenzione straordinaria della copertura e dei lucernari della sede Einaudi, con opere di impermeabilizzazione, miglioramento dell’isolamento termico e sostituzione dei frangisole, per un investimento complessivo di oltre 359.000 euro. Il presidente ha inoltre visitato la sede dello Scarpa di via Biagi, soffermandosi sui laboratori e sugli spazi della nuova struttura scolastica inaugurata nel 2023, realizzata dalla Provincia con un investimento superiore agli 11 milioni di euro. Durante l’estate sono previsti ulteriori lavori di motorizzazione dei serramenti delle officine della sede dell’Istituto Scarpa di via Biagi per un valore di circa 30.000 euro.

Tappa successiva al Liceo Veronese, dove il presidente Donadel ha incontrato il dirigente scolastico Massimo D’Ambroso e il sindaco del Comune di Montebelluna Adalberto Bordin. Qui il sopralluogo si è concentrato in particolare sul nuovo edificio realizzato nell’ambito del primo stralcio dei lavori di adeguamento sismico finanziati con fondi PNRR: un investimento complessivo di oltre 4,7 milioni di euro che ha consentito la costruzione di nuovi spazi didattici moderni e sicuri. Parallelamente, la Provincia sta proseguendo l’iter tecnico, con la verifica del progetto esecutivo, per il secondo stralcio dell’intervento, del valore complessivo di oltre 6 milioni di euro (in attesa di finanziamento). In estate saranno completate le ultime lavorazioni per la realizzazione delle aree verdi del Liceo, per un valore di circa 115.000 euro.

La visita si è conclusa negli spazi condivisi tra l’Istituto Scarpa e l’IPSSEOA Maffioli di Montebelluna, dove il presidente ha incontrato anche la dirigente scolastica Simona Caciotti. Per il Maffioli, oltre alla realizzazione della nuova sede scolastica, sono stati completati ulteriori interventi finanziati con fondi PNRR per la creazione di nuovi laboratori di cucina e spazi didattici dedicati all’accoglienza turistica, per un investimento PNRR complessivo superiore ai 2,5 milioni di euro.

Il commento del Presidente della Provincia di Treviso

«Le visite nelle scuole superiori del territorio sono momenti importanti di ascolto e confronto con le comunità scolastiche – sottolinea Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – perché permettono di verificare direttamente le esigenze degli istituti, valorizzare i lavori già realizzati e programmare nuovi interventi. A Montebelluna la Provincia ha già investito fino a oggi 18 milioni: ho trovato scuole dinamiche, ben organizzate e fortemente orientate all’innovazione, sia dal punto di vista didattico che strutturale. Proprio quest’estate, interverremo con migliorie di manutenzione e miglioramento tecnologico per altri 180.000 euro: una nuova pompa geotermica al Levi, la motorizzazione dei serramenti nelle officine dell’IS Scarpa e il completamento delle aree verdi negli spazi del nuovo Veronese, che inaugureremo con ragazze e ragazzi, che già studiano all’interno dell’Istituto, a settembre per celebrare insieme l’avvio del nuovo anno scolastico. La Provincia continuerà a lavorare in questa direzione, al fianco delle giovani generazioni sempre guardando al miglioramento del patrimonio scolastico del nostro territorio».

Nei mesi estivi la Provincia realizzerà nuove migliorie per 180.000 euro per impianti termici, motorizzazione serramenti e aree verdi.

 

 

La Provincia di Lucca protagonista in Europa per la riforma delle autonomie locali

Continua l’impegno e il riconoscimento internazionale della Provincia di Lucca nei processi di governance multilivello e di coesione territoriale nell’ambito dell’Unione Europea. Una delegazione dell’ente di Palazzo Ducale ha preso parte oggi, martedì 19 maggio 2026, a un importante vertice internazionale a Chișinău, capitale della Repubblica di Moldova, stato formalmente designato e incamminato a divenire membro a tutti gli effetti dell’Unione Europea.

La delegazione lucchese era composta da Luca Menesini, consigliere provinciale delegato agli Affari Europei e membro del Comitato delle Regioni di Bruxelles, e dal dirigente dell’Ufficio Europa della Provincia, Paolo Benedetti. I rappresentanti di Palazzo Ducale hanno contribuito ai lavori del convegno incentrato sul tema della riforma degli enti locali intermedi, svoltosi nella Partnership hall all’interno della Government House moldava.

“La giornata di oggi – commenta il consigliere Luca Menesini – evidenzia l’importanza strategica del ruolo delle Province nelle politiche europee, sia per la definizione degli obiettivi di sviluppo (piano strategico), che nell’attrazione di finanziamenti a sostegno dell’intero territorio. La Moldavia è in un processo di riforma delle autonomie locali che dà centralità ai Comuni e alle Province come enti vicini ai cittadini e che possono incidere in modo significativo sulla qualità della vita delle comunità locali”.

L’incontro odierno ha visto la Cancelleria di Stato della Repubblica di Moldova dialogare direttamente con la delegazione della CEPLI (Confederazione Europea delle Autonomie Locali Intermedie), la prima e più grande rete europea che riunisce le associazioni nazionali di 7 Paesi membri (Italia, Belgio, Francia, Germania, Polonia, Romania e Spagna), rappresentando circa 900 province, contee, dipartimenti, powiats, landkreise e rayons.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Unione dei Consigli distrettuali della Moldova (UCRM – membro osservatore di CEPLI), si è posto l’obiettivo strategico di rafforzare il dialogo sulle politiche pubbliche legate alla riforma della pubblica amministrazione locale e sul relativo “LPA Reform Concept”, focalizzandosi sul consolidamento della coesione territoriale e sullo scambio di migliori pratiche tra gli Stati membri dell’UE e le autorità moldave.

Fondata nel 2008, la CEPLI opera per il rispetto rigoroso del principio di sussidiarietà e per uno sviluppo locale sostenibile che metta al centro il cittadino e la prossimità comunitaria. La partecipazione della Provincia di Lucca assume un valore doppiamente strategico: da un lato conferma la centralità e il know-how dell’ente di Palazzo Ducale nelle dinamiche di governance multilivello, dall’altro valorizza l’esperienza italiana nel quadro della riforma istituzionale che la Moldova sta implementando per allinearsi agli standard comunitari, capitalizzando l’expertise tecnica e istituzionale di CEPLI.

Con questa missione, la Provincia di Lucca si riafferma come un ponte fondamentale tra la dimensione locale e le grandi istituzioni europee, esportando modelli di eccellenza amministrativa e supportando attivamente i processi di integrazione dei nuovi Stati partner nel tessuto democratico dell’Unione Europea.

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